05/11/2025 - 13:37

Mentre il governo italiano ha fatto liberare e fuggire un criminale responsabile di omicidi, stupri e torture, persino la Libia dimostra di essere più avanti dell’Italia nella difesa della legalità. La Procura generale della Libia ha infatti ordinato la custodia cautelare in carcere del generale Almasri, ex capo della sicurezza delle carceri di Tripoli, accusato di omicidio e violazioni dei diritti umani nei confronti di dieci detenuti.

L’ex funzionario, già ricercato dalla Corte penale internazionale, è stato deferito al giudizio del tribunale libico.

Mentre la Procura libica agisce contro chi si è macchiato di crimini contro l’umanità, il governo italiano — che si proclama “difensore dei valori occidentali” — ha invece scelto di non consegnare alla corte penale internazionale un pericoloso criminale, tradendo le vittime e offendendo la memoria di chi ha sofferto sotto la violenza e l’abuso di potere.

È un paradosso che oggi sia la Libia a dare lezioni di giustizia all’Italia. Il Governo Meloni deve vergognarsi”. Così una nota del capogruppo del Pd in commissione e giustizia della camera, Federico Gianassi.

 

04/11/2025 - 14:18

“La maggioranza continua a ostacolare il regolare corso della giustizia.
 Dopo aver impedito l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano nel caso Almasri, oggi tenta, in modo del tutto improprio, di estendere lo ‘scudo giudiziario’ anche al capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Bartolozzi.
 Questo nuovo intervento rappresenta l’ennesimo tentativo di interferire con il lavoro della magistratura e conferma la gravità di quanto accaduto nei giorni in cui il Governo si è adoperato per liberare un criminale acclarato, responsabile di crimini e violenze gravissime.
 Un comportamento che offende la giustizia e mina la credibilità delle istituzioni. 
Siamo di fronte a una responsabilità politica enorme: la maggioranza vuole impedire che emerga la verità.
 Ma la verità deve venire alla luce, perché nessuno — nemmeno il Governo — può considerarsi al di sopra della legge.”
Così Antonella Forattini e Federico Gianassi, rispettivamente capogruppo del Partito Democratico in Giunta per le autorizzazioni e Commissione Giustizia della Camera, commentano il voto di oggi della Giunta, con cui la maggioranza - con il voto contrario delle opposizioni - ha chiesto alla Camera di sollevare un conflitto di attribuzioni per estendere a Bartolozzi lo scudo giudiziario.

23/10/2025 - 12:10

In un Paese serio non possono esserci due ministri della Giustizia.

“Le rivelazioni del quotidiano Domani sul viaggio a Capri della Capa di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, sono troppo gravi per consentire ancora alla Presidente Meloni e al Ministro Nordio di fare finta che non ci sia un problema al ministero della Giustizia”. Lo afferma il deputato Andrea Casu, componente della presidenza del Gruppo Pd. “L’utilizzo, se confermato, di una motovedetta riservata esclusivamente alle missioni speciali e ufficiali dei ministri, per raggiungere l’isola insieme al marito rappresenterebbe un fatto di estrema gravità, incompatibile con il ruolo che Bartolozzi ricopre”.

Casu ricorda che “la stessa Bartolozzi risulta indagata per false dichiarazioni nell’ambito del caso Almasri, e che già la scorsa settimana la collega Serracchiani aveva denunciato in Aula, durante il Question Time, l’anomalia di una “ministra ombra” con una propria segreteria e un potere crescente dentro via Arenula. A questo punto – sottolinea – non basta più il silenzio imbarazzato o le mezze verità: serve fare piena chiarezza”.

"In attesa che venga fatta piena luce su tutti gli aspetti di questa vicenda il ministro Nordio e la presidente Meloni – conclude Casu - devono assumersi le proprie responsabilità politiche. Non possono più far finta di nulla: in un Paese serio, non possono esserci due ministri della giustizia, le dimissioni della Bartolozzi sono un atto dovuto non più rinviabile”.

 

16/10/2025 - 13:36

"Ho depositato oggi la proposta di legge che introduce il codice sui crimini internazionali nel nostro ordinamento. Un testo che, se approvato, permetterà di perseguire anche in Italia, senza intralci, le persone indagate per aver commesso reati codificati dal diritto internazionale ovunque li abbiano commessi e a prescindere dalla loro nazionalità. Parliamo di crimini come genocidio, apartheid, crimini di guerra e contro l'umanità.
Una legge che riprende quanto elaborato dalla Commissione Palazzo-Pocar istituita dalla ministra Cartabia e che ci avrebbe permesso di processare Almasri in Italia e che permetterebbe di farlo con Netanyahu e Putin, tutti raggiunti da mandati di cattura emessi dalla Corte penale internazionale. Uno strumento per rendere giustizia alle vittime di tutto il mondo.
Ringrazio le tante colleghe e colleghi del Pd che hanno firmato questa proposta di legge tra cui la capogruppo Chiara Braga, il responsabile esteri della segreteria Peppe Provenzano e la responsabile giustizia Debora Serracchiani e i capogruppo in Commissione esteri Enzo Amendola e in Commissione giustizia Federico Gianassi.
E ringrazio Amnesty International Italia per avere ispirato la proposta di legge, la professoressa Alessandra Annoni e i professori Triestino Mariniello e Antonio Marchesi le cui competenze giuridiche in tema di diritto internazionale sono state fondamentali per la finalizzazione del testo.
Questa legge è un segnale chiaro in difesa del diritto internazionale e dell’impianto multilaterale che dalla fine della seconda guerra mondiale ha consentito che non prevalesse la legge della giungla ma il diritto. Adesso discutiamola e approviamola". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. 

15/10/2025 - 12:40

“Mi dispiace che nella risoluzione di maggioranza, non sia spesa una sola parola per affermare che si tratta di una tragedia umanitaria che produce migliaia di morti nel Mar Mediterraneo diventato un cimitero. Il piano del 2017 del memorandum con la Libia, l'esternalizzazione delle frontiere, è fallito. Di fatto si trattava di violare i diritti per procura, chiedere ad altri quello che sarebbe illegale se lo facessimo noi”. Lo dichiara il deputato Pd, Matteo Orfini intervenendo in Aula per ribadire il no dei democratici al rinnovo del Memorandum d'intesa del 2017 con la Libia.

“Rivendicare i numeri, come fa la maggioranza dei cosiddetti salvataggi in mare  – continua il parlamentare dem - significa rivendicare delle deportazioni. Le persone non vengono rimpatriate in 'centri' come la risoluzione sostiene, ma in lager dove vengono uccise, torturate e stuprate. Addestrare e finanziare la guardia costiera libica, a anni di distanza, non ha funzionato e anche oggi la Libia non è un Paese stabile o sicuro. Anzi la situazione è peggiorata: chi dovrebbe salvare i migranti, spara alla testa delle persone o alle navi delle Ong”.

“Le migrazioni vanno gestite strutturalmente, con la cooperazione internazionale, con missioni europee e redistribuzione in Europa dei flussi migratori. Lo si fa aprendo canali legali di migrazione e accoglienza diffusa. Lo si fa superando l'orribile legge Bossi-Fini e non liberando il capo dei trafficanti, Almasri, rimandandolo in Libia”, conclude Orfini.

 

09/10/2025 - 11:31

Il caso Almasri non è solo una vicenda giudiziaria, ma un banco di prova per la credibilità delle nostre istituzioni e per il rispetto della legalità internazionale”. Lo dichiara Antonella Forattini, deputata del Partito Democratico, intervenendo in Aula durante la discussione sulla relazione della Giunta per le autorizzazioni che ha proposto di negare l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano per la vicenda del rilascio del generale libico Almasri.

“La decisione del governo di espellere Almasri in Libia, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità e crimini di guerra, ha impedito la sua consegna alla giustizia internazionale. Non si è trattato di un errore tecnico – ha spiegato l’esponente dem – ma di una scelta politica consapevole, maturata ai massimi livelli dell’esecutivo, in violazione degli obblighi internazionali dell’Italia. La Costituzione prevede che l’autorizzazione a procedere sia negata solo se il ministro ha agito per tutelare un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o un preminente interesse pubblico. In questo caso, nessuna di queste condizioni sussiste. Non vi era alcun pericolo concreto per la sicurezza nazionale, né un’urgenza che giustificasse la mancata cooperazione con la Corte penale internazionale”.

“Ancora una volta – ha concluso Forattini – il Parlamento è stato esautorato e sfregiato. Non si può invocare la sicurezza nazionale per coprire una violazione del diritto internazionale. Concedere l’autorizzazione a procedere non significa emettere una condanna, ma riaffermare un principio fondamentale: nessun ministro è al di sopra della legge. La giustizia internazionale non è un optional, ma un dovere morale e giuridico. In democrazia, la forza dello Stato non risiede nella paura, ma nella fedeltà alla legge e alla Costituzione”.

 

09/10/2025 - 11:30

“Oggi la maggioranza ci ha spiegato che la liberazione del criminale Almasri fu una decisione politica del governo per un preminente interesse pubblico. Noi avevamo capito che il nostro preminente interesse pubblico fosse quello di inseguire i trafficanti di esseri umani in tutto il globo terracqueo. Mentre questa vicenda dimostra che se ne catturiamo uno, invece di metterlo in galera, lo riaccompagniamo in Libia con volo di Stato affinché possa continuare a trafficare esseri umani, quindi mettendo a rischio il nostro Paese. La milizia del quale è a capo Almasri, inoltre, ha rapporti strutturali con i nostri servizi segreti, tant’è che proprio ad essa è affidata la sicurezza degli italiani in Libia. Allora, se questa milizia può mettere a rischio i nostri connazionali, rinnoveremo il Memorandum Italia-Libia? Non è il caso di discutere sulla natura dei nostri rapporti con quel Paese? Perché se è addirittura impossibile per noi assicurare alla giustizia un criminale in virtù di questo rapporto, abbiamo un problema. Meloni ha detto di non essere ricattabile, ma questa vicenda dimostra esattamente l'opposto: il governo sta ammettendo di essere sotto il ricatto delle milizie libiche. E’ una responsabilità grave per il nostro Paese. Questo governo ha dimostrato di essere condizionato più dalla lealtà alle milizie libiche, che dalla Costituzione sulla quale ha giurato”.

Così il deputato democratico, Matteo Orfini, intervenendo in Aula sulla vicenda Almasri.

 

09/10/2025 - 11:16

“Secondo Fratelli d’Italia i ministri avrebbero il diritto di mentire in Parlamento. È questo, in sintesi, il messaggio gravissimo che arriva dalle parole pronunciate oggi in Aula dai deputati del partito della presidente del Consiglio nel corso della discussione sul caso Almasri.” Lo dichiara, a margine della discussione sul caso Almasri, la deputata democratica, responsabile della Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.
“Dire che il Tribunale dei ministri, utilizzando i resoconti parlamentari delle dichiarazioni rese dai ministri Nordio e Piantedosi nel corso dell’informativa del 5 febbraio, avrebbe violato le normali procedure d’indagine – spiega Serracchiani – significa riconoscere ai ministri la libertà di mentire al Parlamento senza conseguenze.
Un’affermazione che mina alle fondamenta il rapporto di fiducia tra il Governo e le Camere e conferma la volontà della maggioranza di pretendere un sistema di giustizia cucito su misura dei propri interessi. La verità è che sul caso Almasri il Governo ha mentito al parlamento per cercare di nascondere un’operazione torbida che ha minato la credibilità del nostro Paese. Ed è grave che oggi la maggioranza si appresti ad approvare un salvacondotto per i responsabili della liberazione di un criminale sottraendoli al regolare corso della giustizia.”

 

01/10/2025 - 14:55

“La decisione della Giunta per le autorizzazioni di respingere, nella vicenda Almasri, la richiesta di procedere nei confronti dei ministri Nordio, Piantedosi e del sottosegretario Mantovano rappresenta purtroppo un epilogo annunciato”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, in un’intervista ai canali social dei deputati dem.

“Il caso Almasri – sottolinea l’esponente Pd – è stato gestito con opacità. Nei primi mesi il governo ha negato le vere ragioni che avevano portato alla sua liberazione e al trasferimento in Libia: la paura di ritorsioni da parte di gruppi paramilitari. Solo dopo l’inchiesta del Tribunale dei ministri e la relazione inviata alla Giunta, la versione è cambiata: da una narrazione falsa si è passati a evocare una generica ‘ragione di Stato’. Ma questa motivazione non è stata mai chiarita né supportata da prove concrete”.

“La scelta di sottrarre un criminale internazionale alla giustizia per ricondurlo con un volo di Stato in Libia – conclude Gianassi - è un atto grave, che il governo ha coperto con versioni contraddittorie. Invece di difendersi davanti a un giudice, i ministri vogliono un salvacondotto dal Parlamento, confermando la fragilità di un esecutivo che a parole dice di voler combattere i trafficanti, ma nei fatti si è piegato a un ricatto. Il 9 ottobre non ci aspettiamo sorprese dal voto dell’Aula. Ma il Pd continuerà a incalzare la maggioranza, in nome della verità e dell’autorevolezza delle istituzioni parlamentari, che non possono sottrarsi alle proprie responsabilità”.

 

30/09/2025 - 18:08

Dopo aver mentito al Parlamento, dopo aver fatto carta straccia del diritto umanitaria, dopo aver colpito e mortificato un’istituzione internazionale come la Cpi, oggi per il governo Meloni c’è l’autoassoluzione sul caso Almasri: la maggioranza ha votato contro il processo  richiesto dal Tribunale dei Ministri a Nordio e Piantedosi e al sottosegretario Mantovano e presto farà lo stesso in Aula.

Un comportamento inaccettabile che impedisce che si faccia chiarezza su una delle pagine più sconcertanti del governo di destra: il salvataggio di un criminale accusato di crimini contro l'umanità e crimini di guerra. La verità e la giustizia non possono essere sacrificate per proteggere alleanze e interessi non chiari e di cui il Governo deve ancora rispondere al Paese.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

30/09/2025 - 17:28

“Il Governo deve dare spiegazioni con urgenza: gli italiani e gli interessi nazionali in Libia sono ancora tutelati? È una domanda più che lecita, dal momento che Nordio, Piantedosi e Mantovano, per salvarsi e scappare dalla giustizia, hanno affermato di aver agito per garantire la sicurezza dei nostri connazionali in Libia. A questo punto, cosa sta accadendo davvero e chi li sta garantendo? Palazzo Chigi chiarisca”, così la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani commenta la notizia della rimozione di Almasri dalla polizia nel giorno in cui la giunta ha votato per giustificare la correttezza dell’operato per la sua liberazione. “Se non fosse un dramma, sarebbe una comica - prosegue Serracchiani - nello stesso giorno in cui la maggioranza vota il ‘salvacondotto’ per Nordio, Piantedosi e Mantovano – che sotto evidente ricatto hanno garantito l’impunità a un assassino e stupratore – si scopre che lo stesso criminale è oggi ricercato e sta tentando di fuggire dalla Libia, dove le autorità lo accusano di gravissimi reati.
Un cortocircuito politico e giudiziario che mette a nudo l’irresponsabilità del governo Meloni e l’assurdità di decisioni che non tutelano né la giustizia né la sicurezza dei cittadini”.

 

30/09/2025 - 17:24

“La maggioranza vuole giudicarsi da sola. Non accetta l’idea di un giudice terzo e si è messa di traverso a quella che sarebbe stata la decisione più saggia: permettere alla giustizia di fare il suo corso.

Sul caso Almasri troppe cose non tornano: dalle omissioni via social della Presidente Meloni alle menzogne dei ministri, che in Parlamento hanno portato versioni diverse e contraddittorie solo per nascondere agli italiani due verità gravissime. La prima: la decisione di liberare un criminale internazionale senza consegnarlo alla corte penale. La seconda: che il governo è sotto ricatto di una milizia libica.
Si frantuma l’auto-celebrazione della Presidente Meloni quando dice che il Governo italiano non è ricattabile da chicchessia. È’ bastato un tagliagole libico per dimostrare quanto le autocelebrazioni del governo siano lontane dalla realtà” così il democratico Federico Gianassi al termine della seduta della Giunta per le autorizzazioni a procedere che ha bocciato a maggioranza  la relazione che chiedeva al tribunale dei ministri di procedere sul caso Almasri e ha chiesto “un salvacondotto politico per i ministri Piantedosi, Nordio e il sottosegretario Mantovano”.

 

24/09/2025 - 12:49

“Iaia è distratto o in malafede. Il riferimento al video social di Giorgia Meloni era presente sin dalla prima introduzione del relatore Gianassi, come emerge chiaramente dal resoconto della Giunta, e sempre dal resoconto né FdI né altri esponenti della maggioranza hanno sollevato obiezioni. Invece di inventare casi inesistenti e alzare volgari cagnare, Iaia spieghi perché il governo ha mentito al Parlamento e perché Meloni ha mentito agli italiani, attribuendo al tribunale e alla magistratura responsabilità che erano tutte politiche dei suoi ministri.” Così una nota del deputato democratico Claudio Stefanazzi.

 

Segue lo stralcio della relazione introduttiva del 10 settembre:

“(…) Pochi giorni dopo il rimpatrio di Almasri in Libia – e segnatamente il 28 gennaio 2025 – la Presidente del Consiglio Meloni ha annunciato pubblicamente di essere sottoposta a indagini con i Ministri Nordio e Piantedosi nonché col Sottosegretario Mantovano in relazione alla vicenda descritta. In particolare, la Presidente del Consiglio, nel difendere la scelta del Governo, ha affermato che l'espulsione dell'Almasri è avvenuta per ragioni di sicurezza nazionale, come conseguenza della scelta autonoma della magistratura di disporre la scarcerazione dell'esponente libico, per quanto dalla successiva istruttoria del Tribunale dei Ministri emerga, come sopra detto, la strategia condivisa dai membri del Governo nelle riunioni del 19.1 e 20.1 sul ‘mancato intervento’ del Ministero della Giustizia, condizione che ha determinato la liberazione dell'Almasri.”

 

24/09/2025 - 12:21

Inaccettabili gli attacchi di Fratelli di Italia ai colleghi Gianassi e Dori. La Giunta è stata chiamata a esprimersi su una questione delicata che coinvolge vertici del governo e Gianassi ha messo a disposizione la sua professionalità e serietà per una relazione che entra nel merito senza pregiudizio. Gli unici mossi da pregiudizio sono i rappresentanti di quella destra che non perde occasione per attaccare la magistratura, a qualunque livello.

Le minacce non ci spaventano, ma anzi rafforzano le nostre intenzioni di fare chiarezza sulla vicenda Almasri, una delle pagine più buie e sconcertanti del Governo Meloni.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

24/09/2025 - 11:27

“Gli attacchi di Fratelli d’Italia al relatore Gianassi e al presidente Dori sono violenti, intimidatori e totalmente inaccettabili. E dimostrano soltanto una cosa: che hanno paura della verità. Il relatore ha pieno diritto di esprimere la propria valutazione sugli atti e sui fatti: tentare di imbavagliarlo significa voler piegare la Giunta a logiche di partito e impedire che la giustizia faccia il suo corso.

Un comportamento che conferma ancora una volta la deriva autoritaria che questa destra sta cercando di imporre al Paese” così Matteo Orfini Componente della Giunta autorizzazioni del Partito Democratico.

 

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