“Repressione, nuovi reati e nessun dialogo, soprattutto con i giovani: questa è la destra di governo che ha respinto un mio ordine del giorno al ddl Sicurezza che avrebbe consentito la creazione di un fondo nazionale per valorizzare la ‘street art’ come strumento di lotta al degrado, miglioramento del decoro pubblico e volano di coesione e rigenerazione sociale. Questa iniziativa voleva incentivare e mettere a sistema tutte quelle iniziative locali e regionali da tempo attive nel nostro paese, ultima in ordine di tempo in provincia di Grosseto denominata 'Green Art Maremma'. In questi anni i progetti hanno interessato, con esiti sorprendenti e straordinari, comunità guidate sia dalla destra che dal centrosinistra, come ad esempio la Regione Lazio, ma evidentemente l’ottusità di questo governo è tale da ripudiare anche i buoni risultati ottenuti dai loro amministratori locali”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani sul suo ordine del giorno sottoscritto anche dalla deputata dem Sara Ferrari.
“WACC (Weighted Average Cost of Capital) è il Costo Medio Ponderato del Capitale e rappresenta il costo medio che un'azienda deve sostenere per finanziare le proprie attività. Livelli inadeguati del tasso di remunerazione pregiudicano infatti la possibilità di finanziare i nuovi investimenti, mentre livelli troppo elevati possono favorire fenomeni di sovra-investimento, a discapito dell’economicità del servizio. Il WACC è un importante strumento per l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) nella messa a punto delle tariffe energetiche e nella valutazione degli investimenti nel settore”. Questo è il testo dell'interrogazione presentata da deputati Pd Vinicio Peluffo e Marco Simiani, Capigruppo in Commissione Attività produttive e Ambiente, con cui chiedono al governo di riferire quali siano i livelli di WACC italiano 2020-2024 a confronto con Germania, Francia, Spagna, Austria e area Scandinava e quanto impattino sulla composizione delle tariffe e sulla Base Asset Regolata (RAB) presa a riferimento anno per anno.
“Il Sindaco e la sua Giunta dovrebbero lavorare per tutelare la propria comunità anziché alimentare inutile confusione e polemiche sulla stampa. Prima la richiesta poco chiara di aiuto alla Regione Toscana, avvenuta peraltro numerosi giorni dopo lo sversamento, su aspetti in realtà di competenza del Comune. Poi le sconclusionate uscite stampa del vicesindaco di Rosignano, che chiedeva risorse alla Regione per una bonifica che nei fatti non esiste. Ora l’assurda pretesa di volere un plauso per aver fatto ciò che al Comune spetta per funzioni e ruolo”. Lo dichiara il capogruppo PD in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani, incaricato di seguire i lavori congressuali a Rosignano, sulle polemiche sollevate dal primo cittadino relative all'inquinamento doloso del locale fiume Fine.
“Bene ha fatto la Regione Toscana e l’Assessora Monni a chiarire non solo gli aspetti di realtà che consentono ai cittadini di avere notizie esatte e precise, ma anche a testimoniare concretamente gli ambiti su cui deve esserci piena collaborazione istituzionale, come sui profili autorizzativi che sono di competenza degli uffici regionali. Adesso l'amministrazione comunale si prenda le proprie responsabilità, smetta di alimentare polemiche inutili e si attivi concretamente affinché il privato che ha inquinato colpevolmente il corso d'acqua paghi ogni intervento fino all’ultimo centesimo. Perché sarebbe paradossale che a pagare fossero le cittadine e i cittadini di Rosignano. Vigilerò personalmente su questa vicenda", conclude Marco Simiani.
"Il Ministro Giorgetti ha scritto, nero su bianco, che per il settore castanicolo non sono disponibili nemmeno 2,5 milioni di euro nel 2024 e la legge per rilanciare uno dei settori chiave per l'economia montana e dei territori marginali ė stata bloccata; tutto questo nel miserabile silenzio del Ministro dell'Agricoltura Lollobrigida che per il suo staff personale spende oltre 2 milioni di euro all'anno. Il Governo Meloni preferisce assumere gli amici che approvare un volano per sostenere la multifunzionalità agricola e rilanciare un comparto fondamentale per contrastare il dissesto idrologico e garantire quindi la tutela del patrimonio ambientale”: è quanto riporta una nota congiunta di Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente (primo firmatario della PdL) e Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura, sull'iter della sua proposta di legge ferma da mesi a Montecitorio.
"La destra ha ancora una volta mortificato il lavoro del Parlamento che aveva raggiunto una sintesi apprezzabile sul testo. Si sarebbe trattato di un provvedimento capace di valorizzare un prodotto tradizionale del territorio italiano, incentivare le imprese del settore che si occupano di raccolta e trasformazione e garantire la corretta manutenzione del patrimonio boschivo. Non ci arrendiamo e presenteremo questa proposta come emendamento alla Legge di Bilancio": conclude la nota.
“Anche se, con una decisione molto discutibile, la sentenza è stata annullata, la verità emersa dal processo “Ambiente svenduto” è incontestabile.”
Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico.
“Innanzitutto, ci auguriamo che il provvedimento della Corte d’assise d’appello di Lecce venga impugnato e che sul punto si esprima anche la Cassazione. Non soltanto per evitare che il processo si rifaccia daccapo e che intervenga la prescrizione per alcuni degli imputati ritenuti responsabili di reati gravissimi. Ma anche perché se dovesse passare definitivamente il principio fatto valere in secondo grado, si creerebbe un precedente pericoloso per tutti i processi in materia di reati ambientali gravi. Ciò che è importante ribadire anche in questo momento di generale scoramento - continua Pagano - è che questa vicenda non può e non dovrà incidere sul destino dell’ex Ilva. I danni mortali provocati dall’inquinamento dell’acciaieria non sono né un ricordo sbiadito, né un falso storico, ma il punto di partenza per garantire a Taranto un futuro diverso”.
“Il Governo Meloni vuole riaprire le centrali nucleari ma non riesce nemmeno a gestire in maniera seria ed efficace la messa insicurezza dei rifiuti radioattivi presenti attualmente nel nostro paese. Il caos Sogin, il cui amministratore delegato è stato nominato nonostante indagini e a suo carico, è la cartina tornasole di una destra che nomina solo gli amici, annuncia progetti futuristici ma è totalmente incapace di garantire la sicurezza dell’esistente”: è quanto dichiara una nota congiunta di Marco Simiani e Vinicio Peluffo, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Ambiente ed Attività Produttive di Montecitorio sull’attività della società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“Sulle politiche energetiche in generale e sul nucleare in particolare l’approccio del Ministro Urso è sconcertante. Non c’è nessuna programmazione seria mentre viene boicottato il rilancio delle rinnovabili; i risultati sono evidenti: costi in aumento e insostenibili per famiglie ed imprese ed extraprofitti solo per i grandi colossi del settore”: conclude la nota.
Chiediamo al ministro dell'Ambiente di procedere subito con la nomina degli organi di governance dei parchi nazionali e dei parchi minerari per non lasciare enti così importanti senza rappresentante legale e senza un assetto stabile che impedisce di fatto le fondamentali attività di programmazione.
Avevamo già denunciato la situazione di grave ritardo riguardante le mancate nomine dei vertici dei parchi nazionali italiani, chiedendo conto dei motivi che impediscono di effettuarle in tempi ragionevoli e con le procedure ordinarie. Ad oggi risulta che, su 24 parchi nazionali, 6 sono commissariati, 3 con il Presidente in carica, ma senza il consiglio direttivo, 1 con il consiglio direttivo in carica, ma senza Presidente. Inoltre, tra qualche settimana scadranno diversi Presidenti ed è fondamentale garantire la continuità di governo degli enti. Gli stessi ritardi si registrano nelle nomine degli organi di governance dei parchi minerari, fondamentali per pianificare e programmare le azioni e gli interventi di recupero e manutenzione dei siti.
Così Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera.
Il ministro Lollobrigida ha firmato un nuovo decreto per la pesca sportiva al palangaro. Le nuove norme sostituiscono le precedenti che erano stato fortemente criticate dalle associazioni sportive di categoria. Come gruppo PD ci eravamo fatti interpreti di quelle critiche ed attraverso una pressante iniziativa parlamentare abbiamo sollecitato il ministro a riconoscere l'errore di valutazione fatto e a ritornare sui suoi passi. Il Ministro lo ha fatto ora senza riconoscerlo. Il nuovo decreto, seppure non esaustivo, raccoglie alcune delle osservazioni fatte e restituisce dignità alla pesca sportiva che erroneamente si vorrebbe antagonista di quella professionale. In realtà si tratta di settori complementari che sostengono lo sviluppo del Paese, che sono impegnate nella tutela della biodiversità e che interessano milioni di cittadini e migliaia di imprese. Vanno sostenute ed aiutate senza agitare inutili conflitti. Lo dichiarano Stefano Vaccari e Marco Simiani, capigruppo PD della Commissioni Agricoltura ed Ambiente della Camera e Valentina Ghio, vice presidente del gruppo Pd
Gribaudo e Manzi: Valditara assicuri continuità nella didattica e copertura cattedre vacanti
La vice presidente del Partito democratico, Chiara Gribaudo, e la responsabile nazionale scuola del Pd, Irene Manzi, hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, sulla mancata copertura delle cattedre disponibili e i ritardi nell'assunzione degli idonei nelle graduatorie a scorrimento. Nell’interrogazione, le due parlamentari evidenziano diversi punti critici, tra cui la decisione del Mef di autorizzare solo 45.000 assunzioni, a fronte di 65.000 posti vacanti. Tale decisione, secondo Gribaudo e Manzi, non solo “va a compromettere l'efficienza del sistema scolastico pubblico, ma aggrava anche il problema della discontinuità didattica, costringendo le scuole a ricorrere a contratti a tempo determinato. Un fenomeno che avrà effetti maggiori nelle aree territoriali già in sofferenza per carenza di organico, che continueranno a ricorrere alle MAD (messa a disposizione), oggi sostituite dalle procedure di interpello”. Inoltre, viene denunciato il “grave ritardo nel completamento delle procedure di assunzione degli idonei presenti nelle graduatorie a scorrimento, in particolare a causa dei ritardi nello svolgimento del cosiddetto "concorso PNRR", che prevede precedenze di assunzioni”. Le democratiche aggiungono inoltre come “questo modus operandi sarà foriero di pregiudizi gravi ed irreparabili sia nei confronti di coloro che avevano la legittima aspettativa di tutti i docenti a diverso titolo in attesa di una cattedra (alcuni dei quali, per il servizio dello scorso anno scolastico, riportano di stare soffrendo anche un ritardo nei pagamenti delle competenze di maggio e giugno) di essere assunti dal 1/09/2024.
Ecco le domande a cui dovrà il ministro Valditara dovrà rispondere in parlamento:
Quali sono le motivazioni per cui il MEF ha autorizzato meno posti rispetto a quelli disponibili, nonostante lo sforzo economico, in caso di copertura degli stessi con personale precario, sia molto simile?
Quali sono le motivazioni alla base della mancata copertura di tutte le cattedre disponibili per l'anno scolastico in corso, nonostante la presenza di idonei?
Qual è lo stato di avanzamento dei concorsi PNRR?
Quali misure metterà in campo il ministero per accelerare l'assunzione degli idonei e garantire una tempestiva copertura delle cattedre vacanti, assicurando così la continuità didattica e il corretto funzionamento del sistema scolastico?
“Al ministro Valditara – concludono Gribaudo e Manzi – chiediamo un intervento urgente per risolvere questa situazione e per evitare ulteriori disagi sia per i docenti in attesa di assunzione sia per gli studenti che necessitano di un ambiente scolastico che assicuri stabilità nella didattica, attraverso la copertura, ogni anno, di tutte le cattedre vacanti”.
"Pieno sostegno allo sciopero indetto dalle associazioni sindacali della mobilità in Toscana contro i ripetuti episodi di violenza che hanno colpito i conducenti di autobus e tram e che stanno mettendo a serio rischio l'incolumità dei lavoratori": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani sulla mobilitazione previsto per giovedì 5 settembre.
"Si stanno susseguendo in maniera impressionante le aggressioni verso i dipendenti del Tpl: ben 13 negli ultimi mesi e soltanto 6 ad agosto. Le politiche del Governo Meloni in materia di sicurezza, tanto sbandierare dalla destra, si sono rivelate soltanto misure inutili e controproducenti. Quello del trasporto pubblico locale è un settore completamente abbandonato dalla maggioranza: tagli alle risorse per la mobilità, mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale a cui si aggiungono ora continui episodi di violenza al personale": conclude Marco Simiani.
“La Legge regionale annunciata dal Presidente Giani, per valorizzare la ‘Toscana diffusa’, è la risposta del buongoverno e della politica solidale all’egoismo dell’Autonomia differenziata attuata dalla destra. Mentre il governo Meloni sta creando cittadini di serie A e di serie B penalizzando i territori marginali e le zone svantaggiate, la Toscana va in direzione opposta costruendo una proposta normativa che vuole rivitalizzare i piccoli centri, i borghi storici e le aree rurali e montane incentivando i servizi alla persona e la crescita economico e sociale”. Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
"Con questa legge - conclude Simiani - si costruisce un quadro omogeneo per consolidare lo sviluppo integrato di oltre 170 comuni, circa due terzi del totale regionale. Si rafforza inoltre l'identità territoriale, si recuperano peculiarità e ricchezze locali e si contrasta con efficacia la dispersione demografica e l'abbandono. Fare sistema, coinvolgendo i grandi centri abitati e le aree marginali, ottimizzando le risorse garantendo l'efficacia delle prestazioni, è il modello toscano che si oppone alla deriva secessionista e 'spacca Italia' di questo governo".
“Le 500mila firme sottoscritte online - e quindi già certificate - contro la Legge sull’Autonomia differenziata, ottenute in poche settimane ed a cui si aggiungeranno quelle cartacee, sono un chiaro avviso di sfratto al Governo Meloni. La destra abbia ora il coraggio di non rimandare il referendum soltanto per mantenere il potere”: è quanto scrive sui social il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
"Va un plauso alla macchina dei soccorsi ed ai Vigili del Fuoco che hanno prontamente spento l' incendio sul traghetto diretto da Piombino all'Isola d'Elba evacuando i passeggeri ed evitando che l'incidente di oggi potesse trasformarsi in una cosa più seria. Vanno ora appurate ed approfondite le cause che hanno generato il rogo e rafforzate le misure di prevenzione per quanto riguarda il trasporto marittimo. La futura gara regionale dovrà prevedere non solo una qualità migliore del servizio, ma anche maggiori garanzie sulla sicurezza, e l’attenzione all’ ammodernamento del naviglio attualmente utilizzato tra la costa e l’Arcipelago toscano.". E’ quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani
“In questi mesi il Governo Meloni ha fatto perdere ai comuni geotermici quasi 6 milioni di euro complessivi: si tratta di risorse che spettavano a territori marginali e che avrebbero potuto migliorare i servizi per le comunità o sostenere il sistema delle imprese; non è stato infatti mai emanato il decreto attuativo di una legge del 2022 del governo Draghi che aumenta le royalties per gli enti locali in base all’energia prodotta. Durante l’attuale Legislatura abbiamo cercato in ogni modo di interessare ministeri e parlamentari di maggioranza per sollecitare un atto che purtroppo non è ancora stato licenziato. I comuni sono in Toscana coinvolti sono i seguenti: San Casciano dei Bagni, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Radicofani, Radicondoli, Chiusdino in provincia di Siena; Arcidosso, Castel del Piano, Montieri, Roccalbegna, Santa Fiora, Monterotondo Marittimo in provincia di Grosseto; Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Pomarance, Montecatini Val di Cecina in provincia di Pisa. Questo disastro è stato causato dalla destra che continua a penalizzare la Toscana”: è quanto dichiara una nota congiunta di Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio ed Emiliano Fossi, segretario Dem della Toscana.
“Il governo Meloni continua nella sua crociata contro le rinnovabili.
Il governo, ormai è evidente, sta puntando tutto sulla trasformazione dell'Italia in un antistorico hub del gas, come testimoniato persino dal Piano Mattei, che di tutt'altro si sarebbe dovuto occupare.
Si utilizza persino l'arma di distrazione di massa del nucleare, pur di andare ossessivamente dalla parte sbagliata della storia e, soprattutto, contro gli interessi di famiglie ed aziende. Mentre l'Italia paga le bollette più alte di Europa a causa del prezzo del gas, che continua ad trainare al rialzo il prezzo dell'energia, e mentre la completa deregolamentazione del mercato fa aumentare vertiginosamente i profitti delle utilities a discapito dei consumatori, il Governo fa l'unica cosa che non andrebbe fatta: mette ulteriori bastoni tra le ruote al principale alleato che abbiamo: lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, e la parlamentare europea dem, Annalisa Corrado, dalla Festambiente di Grosseto.
“Dopo un piano nazionale integrato per l'energia e il clima totalmente inadeguato - aggiungono - dopo un decreto aree idonee che non chiarisce assolutamente nulla e rimanda totalmente la responsabilità della pianificazione alle Regioni, dopo un decreto Agricoltura che rigetta quasi ogni tipo di sinergia virtuosa tra attività agricola e energetica, ora un decreto che torna indietro sulle poche semplificazioni messe a terra negli anni passati, a favore della diffusione delle rinnovabili. Si cambiano di nuovo le carte in tavola - concludono - scoraggiando ulteriormente gli investitori e rendendo, di fatto, sempre più lontani gli obiettivi di riduzione delle emissioni e produzione da fonti rinnovabili al 2030”.