"Il Documento finale della Riunione dell’Unione Interparlamentare (UIP) alla COP29 è chiaro: gli obiettivi dell'Onu e dell’Accordo di Parigi sulla riduzione dei gas nocivi sono a rischio e, senza una inversione di tendenza sulla transizione ecologica, la sopravvivenza in molti territori oggi abitabili sarà irrimediabilmente compromessa." È quanto dichiara da Baku il capogruppo PD in Commissione Ambiente Marco Simiani. "Le emissioni di CO2 - continua il deputato dem - sono in aumento rispetto al 2023 e quest’anno raggiungeranno i 41,6 miliardi di tonnellate. I Parlamenti di tutto il mondo sono chiamati ad adottare questo Documento finale per salvare il pianeta. Oggi i paesi governati dalle destre, Italia compresa, continuano a investire su fonti inquinanti come i combustibili fossili o ritardare la transizione ecologica con la riproposizione del nucleare, soluzione superata dai tempi, condannando di fatto le prossime generazioni. Capi di Stato come tra poco Trump ed attualmente Javier Milei (l’Argentina ha ritirato la delegazione da Baku), stanno sottovalutando una situazione che nei prossimi anni, senza interventi risolutivi, è destinata a peggiorare con un aumento esponenziale delle catastrofi naturali".
"Il rapporto del Global Carbon Project prevede un nuovo aumento delle emissioni di CO2. Entro la fine di quest’anno si attende un aumento delle emissioni di diossido di carbonio (CO2) dello 0,8% rispetto al 2023, arrivando a 37,4 miliardi di tonnellate. Infatti, il 32% dell’aumento delle emissioni globali di CO2 sarà dovuto alla Cina (+0,2% su base annua), il 13% agli Stati Uniti (-0,6%), l’8% all’India (+4,6%), il 7% all’Unione europea (-3,8%), e il 38% al resto del mondo (+1,1%)", conclude Simiani.
Simiani e Peluffo: Lega presenta emendamento per assunzioni facili nell’Autority energia
“Germanà lancia il sasso e nasconde la mano. Che cosa vuol dire che non è stato informato di un emendamento presentato a suo nome che sembra essere cucito addosso alle caratteristiche di qualche figura che già lavora all'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente? Dovrebbe spiegare meglio perché il testo dell’emendamento parla chiaro e conferma che La Lega non perde il vizio, dopo i ministeri adesso è la volta dell’amichettismo nelle Autority” così i capogruppo democratici nella commissione ambiente e attività produttive della camera, Marco Simiani e Vinicio Peluffo, commentano l’emendamento da Tilde Minasi e Antonio Germanà al Dl Ambiente in discussione al Senato.
Ecco il testo dell’emendamento amichettismo ritirato appena diventato pubblico.
“Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
4-bis. Al fine di non disperdere le professionalità acquisite, nell'anno
2025 l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ARERA, è autorizzata
ad immettere nei propri ruoli con contratto a tempo indeterminato, previo
superamento di una prova selettiva per colloquio, il personale che risulti
in servizio da almeno tre anni, anche non continuativi, negli ultimi 5 anni,
con contratto a tempo determinato presso la medesima Autorità e che sia stato
reclutato per mezzo di procedure selettive pubbliche, anche semplificate; tali
assunzioni sono effettuate da ARERA nell'ambito della propria autonomia
organizzativa, contabile e amministrativa, senza nuovi o maggiori oneri per il
bilancio dello Stato, anche in deroga alla normativa vigente, comportando la
rideterminazione numerica della pianta organica di ruolo dell'Autorità”.
“Soddisfazione per aver finalmente affrontato l’emergenza pesca e l’invasione del granchio blu nelle lagune del Bassopolesine, ma amarezza per i 18 mesi persi in cui il Governo ha dimostrato distanza e incomprensione per la crisi reale di un settore da decenni leader europeo nella produzione ed esportazione di vongole”. Così Nadia Romeo, deputata del Pd, commenta l’audizione di oggi di Enrico Caterino, Commissario straordinario all'emergenza per il granchio blu, nelle Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura della Camera.
“Abbiamo chiesto questa occasione istituzionale da agosto, e Caterino ha presentato proposte per contenere il granchio e diversificare la produzione. Tuttavia, puntare alla diversificazione significa sacrificare un’eccellenza storica come la produzione di vongole, spingendoci verso filiere già competitive”, prosegue Romeo. “Agendo per tempo, forse non saremmo in questa situazione, mentre già 300 partite IVA sono state chiuse tra il Delta polesano e quello ferrarese".
Il Pd ha quindi elaborato emendamenti urgenti a sostegno dei pescatori, tra cui una sospensione triennale dei contributi previdenziali, misura invocata da mesi e indispensabile per dare un minimo di sollievo economico.
“La Premier Meloni questa volta è stata coerente. L’intervento a Baku ricalca perfettamente le politiche del suo governo: meno rinnovabili, più combustibili fossili ed annunci contrastanti sul ritorno al nucleare, viste le dichiarazioni di alcuni Ministri e della coalizione di centro destra in questi due anni. Se sommiamo questo alla riduzione delle risorse contro il dissesto idrogeologico e al Fondo clima (tagliato dal Governo Meloni di circa 840 milioni di euro nel triennio 2024-2026) il quadro è chiarissimo. La lotta ai mutamenti climatici per questa destra, sia italiana che mondiale, non solo non è una priorità ma rappresenta un vincolo ideologico da abbattere in nome del progresso. Le conseguenze di questo atteggiamento, soprattutto per una Presidente del Consiglio che ormai si crede l’unico trait d’union tra Europa e Stati Uniti, saranno drammatiche e coinvolgeranno le nuove generazioni. I sovranismi stanno smantellando di fatto tutti gli accordi fatti fino ad oggi per salvare il pianeta”: è quanto dichiarano: la Europarlamentare Annalisa Corrado, il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani e il Capogruppo della Commissione Ambiente del Senato Nicola Irto, attualmente in Azerbaigian per seguire i lavori della Conferenza mondiale.
“Meloni, in qualità di presidente di turno del G7, dica parole chiare sull’impegno sul clima. Dopo gli annunci di Borgo Egnazia, dove la dichiarazione finale prevede un forte incremento dei contributi economici per intervenire sulla mitigazione e adattamenti agli effetti del cambiamento climatico, non abbiamo più visto nulla di concreto. E anzi stupisce che la presidente Meloni, che si è fatta garante di quegli impegni, li abbia, di fatto, traditi nella manovra di bilancio dove non solo non ha ripristinato le risorse tagliate lo scorso anno al fondo per il clima, ma non ha previsto neanche alcun aumento dei finanziamenti per i prossimi anni, in contraddizione con quanto stabilito a Borgo Egnazia. Domani Meloni si presenta al Cop 29 poco credibile”. Così la delegazione del Pd che sta partecipando alla Cop 29 di Baku alla vigilia della partecipazione della presidente Meloni. La delegazione democratica è composta dalla parlamentare europea Annalisa Corrado, responsabile dem per la Conversione ecologica, il Clima, Green economy e Agenda 2030, Marco Simiani capogruppo democratico in commissione ambiente della Camera e Nicola Irto dell'Ufficio di presidenza del gruppo del Pd al Senato e capogruppo dem in commissione Ambiente a Palazzo Madama. “L'azione del governo Meloni - concludono i democratici - è un fallimento totale sulle politiche climatiche. Le risorse limitate previste in manovra, il PNIEC pieno di falle e i provvedimenti successivi che stanno complicando la transizione energetica. Per non parlare del costante attacco al Green Deal europeo, che rappresenta invece l’unica strada per l’Europa per rimanere competitiva nel mercato di oggi, e per invertire il processo che sta portando alla perdita della sua leadership industriale”.
Alla Cop 29, la Conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, che si svolgerà a Baku, in Azerbaijan, da oggi al 22 novembre, sarà presente una delegazione del Pd. Ne fanno parte la parlamentare europea Annalisa Corrado, responsabile dem per la Conversione ecologica, il Clima, Green economy e Agenda 2030, Marco Simiani capogruppo democratico in commissione ambiente della Camera e Nicola Irto dell’Ufficio di presidenza del gruppo del Pd al Senato e capogruppo dem in commissione Ambiente a Palazzo Madama.
"I cambiamenti climatici stanno causando stragi in tutto il mondo, il 2024 sarà l'anno più caldo di sempre: la Cop 29 che si apre oggi a Baku rappresenta in questo scenario devastante una delle ultime opportunità per salvare il pianeta": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani, in partenza per l'Azerbaigian in rappresentanza delle istituzioni italiane.
"Le notizie che arrivano dagli Usa che parlano di Trump pronto ad uscire dall'accordo Onu di Parigi sulla riduzione di gas nocivi sono sconvolgenti. La destra al potere, in tutto il mondo, nega o sottovaluta i cambiamenti climatici, sfruttando le insicurezze, le paure dei cittadini e contrapponendo la tradizione ecologica al benessere economico. Il 2030 sarà l'anno di non ritorno ed i nazionalismi rischiano di negare la Terra alle nuove generazioni": conclude Marco Simiani.
“Oggi è la Giornata nazionale dell'Agricoltura e non possiamo non ringraziare tutte le agricoltrici e agricoltori italiani. Per il loro lavoro, impegno, passione, professionalità al servizio del Paese. Noi sosteniamo una alleanza vera e concreta tra agricoltura, ambiente e sviluppo e per tutelare un rapporto sano tra agricoltura e pianeta. Per questo il tema principale del nostro tempo, se crediamo al protagonismo attivo del comparto agricolo nella fase della transizione ecologica, che per primo ha subito gli effetti dei mutamenti climatici, è affrontare il problema dei costi che si trova di fronte l’agricoltore per svolgere la sua attività, il calo del suo reddito, l’impossibilità di far fronte ai suoi impegni finanziari”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Queste - aggiunge - sono le criticità da affrontare anche e soprattutto con interventi strutturali, che finora nell'azione del governo sono mancati. Intervenire immediatamente sul reddito degli agricoltori, dando corretta attuazione alla direttiva Ue sulle pratiche commerciali sleali, in cui s’impone ai distributori di pagare ai produttori il ‘giusto prezzo’ senza vendere al di sotto dei costi di produzione unitamente all'urgenza di adottare un Piano nazionale per l’acqua, la siccità e il dissesto idrogeologico del territorio, con particolare attenzione alla costruzione di nuovi invasi e agli strumenti incentivanti per le aziende che adottano soluzioni di riuso e recupero delle acque. C’è anche altro da fare certo, come gli interventi per la promozione di politiche per l’efficientamento energetico e un piano straordinario di azione per un maggior controllo della fauna selvatica anche per contrastare il diffondersi della PSA. Altro tema è la questione generazionale in Italia, il Paese europeo con la maggior percentuale di agricoltori sopra i 60 anni, a cui non bastano pannicelli caldi come la legge Carloni. Così come occorrono - conclude - interventi finalizzati a promuovere l’innovazione e la ricerca. L'agricoltura che guarda al futuro non può prescindere da tutto questo”.
In qualità di Presidente del gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Mongolia, sono stato in missione a Ulaanbaatar accompagnato dall’Amb. Giovanna Piccarreta, e ho incontrato il Vice Presidente del Parlamento mongolo, On. Purevdorj Bukhchuluun; la Presidente del gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Mongolia del Grande Huraal, On. Undraa Agvaanluvsan; il Presidente della Commissione cibo, agricoltura e ambiente, On. Beisen Bulan; e il Presidente della Commissione Esteri e sicurezza, On. Temuulen Ganzorig. Ho avuto modo di condividere con i miei interlocutori la positiva crescita dell’interscambio commerciale tra Italia e Mongolia, frutto questo anche delle proficue interazioni tra Presidenti dei due Gruppi di amicizia interparlamentare (l’On. Purevdorj e’ stato il Presidente di quello Italia-Mongolia prima delle elezioni del giugno scorso, a seguito delle quali è stato nominato Vice Speaker del Grande Huraal). Nell’incontro con l’On. Purevdorj sono stati evocati i mega progetti lanciati dal nuovo esecutivo mongolo e le opportunità di collaborazione che ne scaturiscono per l’Italia. È stato condiviso l’apprezzamento per l’intensificazione dei rapporti interparlamentari e per i crescenti flussi turistici tra i due Paesi, anche a seguito dell’esonero dal visto per i cittadini italiani, ciò che contribuisce a rafforzare l’avvicinamento tra i due popoli. Nell’incontro con la mia omologa, On. Undraa, scienziata nucleare che ha effettuato un ciclo di studi a Trieste presso il Centro Internazionale di Fisica Teorica, ho evocato le opportunità di promuovere assieme collaborazioni in ambito scientifico, energetico, accademico, culturale e dell’istruzione. Ho inoltre avuto un proficuo scambio di vedute con il Presidente della Commissione per il cibo, l’agricoltura e l’ambiente del Grande Huraal sulle molteplici opportunità di collaborazione tra i due paesi nel settore del cashmere sostenibile, dell’agricoltura, e nell’ambito della correlazione tra cibo e salute.Con il Presidente della Commissione per la sicurezza e la politica estera sono stati evocati possibili ambiti di cooperazione nell’ambito del peacekeeping e delle eccellenze italiane in ambito tecnologico.” Cosi’ Nicola Carè, deputato eletto nella Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, Presidente della Sezione Bilaterale dell'Unione Interparlamentare Italia- Mongolia, componente Assemblea Parlamentare NATO e Vicepresidente della Sottocommissione Difesa e Sicurezza NATO.
“Ripristinare l'uso della zattera di altura per la navigazione oltre le 12 miglia e l'obbligo di dotazione dello strumento di salvataggio in tutte le imbarcazioni, garantendo standard di sicurezza elevati per salvare vite umane”: è quanto chiede il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani al Ministro Matteo Salvini, con una interrogazione sottoscritta anche dai deputati Dem Andrea Casu, Valentina Ghio, Anthony Barbagallo, Ouidad Bakkali e Claudio Stefanazzi.
“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con proprio decreto, ha infatti modificato il Codice della Nautica rendendo più difficoltose e rischiose le procedure di emergenza e soccorso in caso di naufragio. Le imbarcazioni non dovranno infatti più dotarsi obbligatoriamente di strumenti spesso indispensabili per assicurare l’incolumità dei passeggeri. Si tratta di una scelta incomprensibile che non garantisce la sicurezza in mare e penalizza molte imprese del paese, ed in particolare della provincia di Grosseto, che da anni producono le zattere, vanto del Made in Italy per innovazione e sicurezza nautica. Chiediamo al governo di modificare questa norma assurda”: conclude Marco Simiani.
“L’audizione del ministro Giorgetti purtroppo ci conferma che questa Legge di bilancio è senza visione ed inadeguata a dare una prospettiva futura al Paese. Nonostante i drammatici eventi che hanno sconvolto l’Italia e non solo, l’ambiente resta ancora questo sconosciuto. Anzi, rispetto alle tematiche ambientali si torna indietro di decenni. Non troviamo alcuna risorsa per contrastare il dissesto idrogeologico o interventi per affrontare gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. Ad esempio, a fronte della richiesta da parte del ministro dell’Ambiente di una dotazione di 2,5 miliardi di euro per l’attuazione dei programmi triennali delle Autorità di Bacino, in aggiunta alle risorse della nuova programmazione degli Fsc e alle dotazioni già iscritte in bilancio, si registrano solo tagli lineari agli stanziamenti già esistenti. Meno risorse su mitigazione del rischio idrogeologico e sulle spese delle Autorità di bacino; sui contributi alle regioni e ai comuni per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici. Tagli indiscriminati proprio sulla prevenzione del dissesto idrogeologico, in un territorio sempre più fragile e interessato da continue emergenze, ed anche sulle agevolazioni ordinarie per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica delle abitazioni. Scelta sbagliata perché penalizzerà anche tantissime piccole imprese del settore dell’edilizia ed un errore strategico anche in vista dell’attuazione della direttiva europea ‘Case green’”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
“Oggi siamo di fronte a una rivoluzione necessaria che però va gestita. Abbiamo ancora la possibilità di raggiungere l'obiettivo di rimanere sotto la soglia critica di un aumento delle temperature medie globali di 1,5 gradi. Purtroppo gli attuali impegni presi per il 2030 sono sicuramente insufficienti. Bisogna quindi agire in fretta, perché il cambiamento climatico è una minaccia per l’intera umanità e soprattutto per le nuove generazioni. E lo è anche in tema di pace, poiché sono le risorse energetiche, fossili e non solo, a diventare il principale obiettivo dei conflitti. Ecco perché è necessario creare l’indipendenza energetica attraverso un percorso di condivisione e cooperazione economica. Sicuramente da approfondire è anche il tema del finanziamento di questo passaggio cruciale. Noi pensiamo sia un obbligo sostenere e aumentare il Fondo per il clima e non ridurre le risorse come è accaduto nella scorsa legge di bilancio italiana e dobbiamo far sì che tutti i Paesi vadano in questa direzione. La Cop29 è decisiva in questo cammino. Occorre un impegno nella formazione, nella ricerca, nelle università. Dobbiamo formare uomini e donne che sappiano indicare la direzione di marcia ed abbiano ambizione e capacità di mettere in sicurezza il Pianeta. Se la Cop29 rappresenta una fondamentale opportunità per affrontare le sfide globali legate al cambiamento climatico, deve anche essere un’occasione per ribadire e riaffermare i principi del rispetto dei diritti umani da parte di tutti gli attori coinvolti. Il governo azero, da questo punto di vista, ha problemi seri. Su questo aspetto l’Italia deve assumere una precisa presa di posizione”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto favorevole alla mozione del Gruppo Pd sulla Cop29.
“Di fronte a questa manovra è difficile non rimanere sconcertati: il Governo sta facendo scelte che vanno contro sviluppo, diritto alla mobilità e sostenibilità. In altre parole scelte contro il futuro del Paese,” dichiara la deputata Valentina Ghio del Partito Democratico, in risposta alla Legge di Bilancio oggi nella discussione alla Commissione Trasporti di Montecitorio. “I tagli sono distribuiti senza criterio e colpiscono proprio quei settori che avrebbero bisogno di investimenti per sostenere le comunità locali e promuovere uno sviluppo equilibrato.”
Oltre al drammatico mancato sostegno al trasporto pubblico locale con un finanziamento del fondo che non copre nemmeno il 10% delle necessita', i tagli colpiscono in modo particolare il fondo per la mobilità sostenibile e le reti ciclabili urbane, un settore cruciale per incentivare una mobilità accessibile e rispettosa dell’ambiente e altre risorse sottratte ai Comuni. “Il Governo ha respinto il mio emendamento sul tema e ha scelto di ridurre di 20 milioni di euro per il 2025 e di 27 milioni per il 2026 i fondi destinati alle infrastrutture ciclabili, mostrando una totale mancanza di visione verso il futuro della mobilità urbana. Questo non è un semplice taglio, è una dichiarazione di intenti contro i cittadini che chiedono alternative sostenibili e verso le amministrazioni locali che lavorano per offrirle.”
“Oltre ai fondi per le reti ciclabili, vengono drasticamente ridotti i finanziamenti per portualita' e trasporto ferroviario delle merci anche a servizio degli scali, sacrificando così settori vitali per una reale transizione ecologica e per il rilancio infrastrutturale,” aggiunge Ghio. “La scelta di non approvare l'emendamento a mia firma per il rinnovo dei fondi articolo 199 destinati a diverse categorie che operano nella portualita' , mettera' a rischio imprese e posti di lavoro. E il definanziamento di 130 milioni di euro in due anni sulla sostenibilita' degli impianti portuali, conferma il mancato sostegno del Governo al sistema complessivo della portualita'.
I definanziamenti su trasporto pubblico locale, portualita' e mobilita' sostenibile conferma l'impianto di una manovra di tagli, che guarda al passato e non sostiene i bisogni della mobilita' e dei settori trainanti del nostro Paese.
Per il terzo anno consecutivo, nella Legge di Bilancio non è previsto alcun finanziamento per la Tirrenica. Nonostante i numerosi annunci del Ministro Salvini, che promettevano risorse immediate, il progetto rimane solo sulla carta. Mentre mancano indicazioni precise nella Manovra 2025, il governo stanzia ben 24 miliardi di euro per lo sviluppo infrastrutturale tra il 2027 e il 2036".
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente alla Camera. "La Tirrenica - aggiunge - inserita nel Contratto di Programma Anas, potrebbe essere finanziata già con questa legge di bilancio, considerato che il Commissario per l’opera è l’Amministratore delegato di Anas, indicato ormai da tempo con decreto. Tuttavia, ancora una volta, Salvini non destina alcuna risorsa alla Toscana, lasciando senza risposta i bisogni del territorio. Quest’opera è essenziale per la viabilità e lo sviluppo dell’intera regione e presenta già tratti cantierabili. Per sbloccare questa situazione, presenterò un emendamento alla Legge di Bilancio che destini 300 milioni di euro all’anno, per sei anni, dei 24 miliardi già previsti. Invito i deputati di maggioranza a sostenere questa proposta. Le risorse ci sono; escludere la Tirrenica è una scelta politica che dipende unicamente dal governo Meloni e dal ministro Salvini”: conclude Marco Simiani.
Oggi siamo qui per prenderci un impegno su cosa si può e si deve fare di più, perché quanto fatto sino ad ora non basta. Purtroppo questo 2024 ci consegna già dati in crescita nei primi otto mesi dell’anno, l’Inail ha infatti contato 680 morti sul lavoro, che significa un aumento del 3,5% rispetto al 2023. Di recente sono state introdotte novità normative, che però non sono state all’altezza delle sfide di questo tempo. Servono più ispettori, molti di più; i numeri di oggi non sono minimamente adeguati e serve averli sul campo con procedure rapide perché l’emergenza è ora. Sappiamo che un pilastro centrale di questa lotta deve essere la formazione e la sensibilizzazione di chi lavora. Una vera cultura della prevenzione nasce innanzitutto dalla consapevolezza. Non possiamo dimenticare, però, che esiste anche una piaga ultimamente molto in crescita: la violenza e le aggressioni subite da chi svolge dei lavori a contatto con le persone, dai medici agli insegnanti. I lavoratori non devono essere supereroi. Solo persone normali, di cui noi dobbiamo prenderci cura. Ma serve lo sforzo di tutti. Alle aziende chiediamo un impegno autentico per la salute e sicurezza dei lavoratori. Non basta soddisfare i requisiti minimi. Perché prevenire non è solo una responsabilità etica, è anche un vantaggio per le imprese. Allo Stato chiediamo di riconoscere, a chi fa di più, di essere incentivato e valorizzato rispetto a chi decide di fare il minimo o neanche quello. Ai sindacati di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza e di continuare a vigilare, di essere promotori e garanti di accordi che tutelino la salute e il benessere di chi lavora. A tutte le lavoratrici e i lavoratori chiediamo di vigilare e denunciare situazioni di pericolo e di contribuire a creare un ambiente di lavoro sicuro. A tutti noi, che questo momento sia il primo e, auspico, un appuntamento annuale per fare il punto sulla situazione, per costruire percorsi comuni: la sicurezza deve essere una priorità assoluta, non solo come diritto, ma come responsabilità collettiva. È nostro dovere fare di tutto per garantire che nessuno debba temere per la propria vita mentre svolge il proprio lavoro.
Così la deputata del Pd Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, agli Stati Generali della Salute e Sicurezza sul lavoro in corso alla Camera.