07/11/2024 - 15:39

“L’audizione del ministro Giorgetti purtroppo ci conferma che questa Legge di bilancio è senza visione ed inadeguata a dare una prospettiva futura al Paese. Nonostante i drammatici eventi che hanno sconvolto l’Italia e non solo, l’ambiente resta ancora questo sconosciuto. Anzi, rispetto alle tematiche ambientali si torna indietro di decenni. Non troviamo alcuna risorsa per contrastare il dissesto idrogeologico o interventi per affrontare gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. Ad esempio, a fronte della richiesta da parte del ministro dell’Ambiente di una dotazione di 2,5 miliardi di euro per l’attuazione dei programmi triennali delle Autorità di Bacino, in aggiunta alle risorse della nuova programmazione degli Fsc e alle dotazioni già iscritte in bilancio, si registrano solo tagli lineari agli stanziamenti già esistenti. Meno risorse su mitigazione del rischio idrogeologico e sulle spese delle Autorità di bacino; sui contributi alle regioni e ai comuni per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici. Tagli indiscriminati proprio sulla prevenzione del dissesto idrogeologico, in un territorio sempre più fragile e interessato da continue emergenze, ed anche sulle agevolazioni ordinarie per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica delle abitazioni. Scelta sbagliata perché penalizzerà anche tantissime piccole imprese del settore dell’edilizia ed un errore strategico anche in vista dell’attuazione della direttiva europea ‘Case green’”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.

06/11/2024 - 19:08

“Oggi siamo di fronte a una rivoluzione necessaria che però va gestita. Abbiamo ancora la possibilità di raggiungere l'obiettivo di rimanere sotto la soglia critica di un aumento delle temperature medie globali di 1,5 gradi. Purtroppo gli attuali impegni presi per il 2030 sono sicuramente insufficienti. Bisogna quindi agire in fretta, perché il cambiamento climatico è una minaccia per l’intera umanità e soprattutto per le nuove generazioni. E lo è anche in tema di pace, poiché sono le risorse energetiche, fossili e non solo, a diventare il principale obiettivo dei conflitti. Ecco perché è necessario creare l’indipendenza energetica attraverso un percorso di condivisione e cooperazione economica. Sicuramente da approfondire è anche il tema del finanziamento di questo passaggio cruciale. Noi pensiamo sia un obbligo sostenere e aumentare il Fondo per il clima e non ridurre le risorse come è accaduto nella scorsa legge di bilancio italiana e dobbiamo far sì che tutti i Paesi vadano in questa direzione. La Cop29 è decisiva in questo cammino. Occorre un impegno nella formazione, nella ricerca, nelle università. Dobbiamo formare uomini e donne che sappiano indicare la direzione di marcia ed abbiano ambizione e capacità di mettere in sicurezza il Pianeta. Se la Cop29 rappresenta una fondamentale opportunità per affrontare le sfide globali legate al cambiamento climatico, deve anche essere un’occasione per ribadire e riaffermare i principi del rispetto dei diritti umani da parte di tutti gli attori coinvolti. Il governo azero, da questo punto di vista, ha problemi seri. Su questo aspetto l’Italia deve assumere una precisa presa di posizione”.

Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto favorevole alla mozione del Gruppo Pd sulla Cop29.

06/11/2024 - 18:06

“Di fronte a questa manovra è difficile non rimanere sconcertati: il Governo sta facendo scelte che vanno contro sviluppo, diritto alla mobilità e sostenibilità. In altre parole scelte contro il futuro del Paese,” dichiara la deputata Valentina Ghio del Partito Democratico, in risposta alla Legge di Bilancio oggi nella discussione alla Commissione Trasporti di Montecitorio. “I tagli sono distribuiti senza criterio e colpiscono proprio quei settori che avrebbero bisogno di investimenti per sostenere le comunità locali e promuovere uno sviluppo equilibrato.”

Oltre al drammatico mancato sostegno al trasporto pubblico locale con un finanziamento del fondo che non copre nemmeno il 10% delle necessita', i tagli colpiscono in modo particolare il fondo per la mobilità sostenibile e le reti ciclabili urbane, un settore cruciale per incentivare una mobilità accessibile e rispettosa dell’ambiente e altre risorse sottratte ai Comuni. “Il Governo ha respinto il mio emendamento sul tema e ha scelto di ridurre di 20 milioni di euro per il 2025 e di 27 milioni per il 2026 i fondi destinati alle infrastrutture ciclabili, mostrando una totale mancanza di visione verso il futuro della mobilità urbana. Questo non è un semplice taglio, è una dichiarazione di intenti contro i cittadini che chiedono alternative sostenibili e verso le amministrazioni locali che lavorano per offrirle.”

“Oltre ai fondi per le reti ciclabili, vengono drasticamente ridotti i finanziamenti per portualita' e trasporto ferroviario delle merci anche a servizio degli scali, sacrificando così settori vitali per una reale transizione ecologica e per il rilancio infrastrutturale,” aggiunge Ghio. “La scelta di non approvare l'emendamento a mia firma per il rinnovo dei fondi articolo 199 destinati a diverse categorie che operano nella portualita' , mettera' a rischio imprese e posti di lavoro. E il definanziamento di 130 milioni di euro in due anni sulla sostenibilita' degli impianti portuali, conferma il mancato sostegno del Governo al sistema complessivo della portualita'.

I definanziamenti su trasporto pubblico locale, portualita'  e mobilita' sostenibile conferma l'impianto di una manovra di tagli, che guarda al passato e non sostiene i bisogni della mobilita' e dei settori trainanti del nostro Paese.

03/11/2024 - 21:31

Per il terzo anno consecutivo, nella Legge di Bilancio non è previsto alcun finanziamento per la Tirrenica. Nonostante i numerosi annunci del Ministro Salvini, che promettevano risorse immediate, il progetto rimane solo sulla carta. Mentre mancano indicazioni precise nella Manovra 2025, il governo stanzia ben 24 miliardi di euro per lo sviluppo infrastrutturale tra il 2027 e il 2036".

Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente alla Camera. "La Tirrenica - aggiunge - inserita nel Contratto di Programma Anas, potrebbe essere finanziata già con questa legge di bilancio, considerato che il Commissario per l’opera è l’Amministratore delegato di Anas, indicato ormai da tempo con decreto. Tuttavia, ancora una volta, Salvini non destina alcuna risorsa alla Toscana, lasciando senza risposta i bisogni del territorio. Quest’opera è essenziale per la viabilità e lo sviluppo dell’intera regione e presenta già tratti cantierabili. Per sbloccare questa situazione, presenterò un emendamento alla Legge di Bilancio che destini 300 milioni di euro all’anno, per sei anni, dei 24 miliardi già previsti. Invito i deputati di maggioranza a sostenere questa proposta. Le risorse ci sono; escludere la Tirrenica è una scelta politica che dipende unicamente dal governo Meloni e dal ministro Salvini”: conclude Marco Simiani.

29/10/2024 - 16:49

Oggi siamo qui per prenderci un impegno su cosa si può e si deve fare di più, perché quanto fatto sino ad ora non basta. Purtroppo questo 2024 ci consegna già dati in crescita nei primi otto mesi dell’anno, l’Inail ha infatti contato 680 morti sul lavoro, che significa un aumento del 3,5% rispetto al 2023. Di recente sono state introdotte novità normative, che però non sono state all’altezza delle sfide di questo tempo. Servono più ispettori, molti di più; i numeri di oggi non sono minimamente adeguati e serve averli sul campo con procedure rapide perché l’emergenza è ora. Sappiamo che un pilastro centrale di questa lotta deve essere la formazione e la sensibilizzazione di chi lavora. Una vera cultura della prevenzione nasce innanzitutto dalla consapevolezza. Non possiamo dimenticare, però, che esiste anche una piaga ultimamente molto in crescita: la violenza e le aggressioni subite da chi svolge dei lavori a contatto con le persone, dai medici agli insegnanti. I lavoratori non devono essere supereroi. Solo persone normali, di cui noi dobbiamo prenderci cura. Ma serve lo sforzo di tutti. Alle aziende chiediamo un impegno autentico per la salute e sicurezza dei lavoratori. Non basta soddisfare i requisiti minimi. Perché prevenire non è solo una responsabilità etica, è anche un vantaggio per le imprese. Allo Stato chiediamo di riconoscere, a chi fa di più, di essere incentivato e valorizzato rispetto a chi decide di fare il minimo o neanche quello. Ai sindacati di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza e di continuare a vigilare, di essere promotori e garanti di accordi che tutelino la salute e il benessere di chi lavora. A tutte le lavoratrici e i lavoratori chiediamo di vigilare e denunciare situazioni di pericolo e di contribuire a creare un ambiente di lavoro sicuro. A tutti noi, che questo momento sia il primo e, auspico, un appuntamento annuale per fare il punto sulla situazione, per costruire percorsi comuni: la sicurezza deve essere una priorità assoluta, non solo come diritto, ma come responsabilità collettiva. È nostro dovere fare di tutto per garantire che nessuno debba temere per la propria vita mentre svolge il proprio lavoro.
Così la deputata del Pd Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, agli Stati Generali della Salute e Sicurezza sul lavoro in corso alla Camera.

29/10/2024 - 12:18

Sui Balneari Giorgia Meloni continua a perdere credibilità e coerenza, se mai le abbia mai avute. Dalle promesse di questi anni, sia al governo che all'opposizione, non rimane niente. Nessuna valorizzazione delle attività uscenti, nessuna tutela per il tessuto imprenditoriale locale che rischia di essere colonizzato dalle multinazionali straniere, nessun intervento per contrastare l'erosione e tutelare le risorse ambientali, nessun limite a nuove concessioni, nessuna garanzia per l'accesso libero al mare e quindi nessun miglioramento anche per cittadini e clienti. Quello che la premier ha ottenuto è solo rimandare le gare nel 2027 alla prossima Legislatura, scaricando quindi tutto sul nuovo governo": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani sul Decreto Infrazioni su cui oggi, martedì 30 ottobre, verrà messa la fiducia alla Camera dei Deputati.

"Ancora una volta quasi tutte le proposte migliorative del Partito Democratico sono state respinte da una maggioranza che approva di fatto compatta  la Direttiva Bolkestein dopo averla demonizzata per decenni. In questo disastro rivendichiamo comunque l'approvazione di una modifica proposta dal Partito Democratico e che anche questa destra ha dovuto accogliere: nelle gare per l'aggiudicazione delle concessioni balneari peserà infatti anche 'l’offerta di servizi aggiuntivi volti a valorizzare l’esperienza turistica delle persone con disabilità'. Si tratta di un piccolo passo  avanti di civiltà e inclusione": conclude Marco Simiani.

26/10/2024 - 11:10

"Il crollo del muro alla ex Sitoco di Orbetello non ha avuto per fortuna conseguenze gravi ma rilancia l'urgente necessità di risolvere l'impasse legato alla bonifica dell'area, bloccata per mancanza di finanziamenti”. Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, in merito alle conseguenze delle piogge torrenziali che si sono abbattute in provincia di Grosseto.

“Occorrono subito - ha concluso Simiani - 30 milioni di euro per completare i lavori previsti da un accordo di programma stipulato tra ministero dell’Ambiente, Regione Toscana ed enti locali. Nella prossima Legge di Bilancio presenterò nuovamente l'emendamento per ripristinare queste risorse, spero che dopo due anni questa sia la volta buona. La riqualificazione dell'area è fondamentale non solo per la sicurezza pubblica ma per valorizzare pienamente una zona di pregio e valenza ambientale che può avere significative ricadute anche dal punto di vista economico ed occupazionale.

24/10/2024 - 12:08

“La destra promuove di fatto il marketing selvaggio a scapito dei cittadini: quello che è successo alla Camera nel corso della discussione del Disegno di Legge sulla Concorrenza è francamente assurdo. Come Pd avevamo proposto due emendamenti per costringere le aziende ed i call center ad evidenziare, direttamente nei display del telefono, che l'utente sta per ricevere una chiamata di natura commerciale. Queste proposte non sono state ammesse dai Presidenti delle Commissioni Competenti Ambiente ed Attività produttive di Montecitorio e con motivazioni incomprensibili ed inaccettabili; da sempre infatti in questa tipologia di provvedimento vengono discusse proposte in tal senso. Dopo un nostro ricorso formale la toppa di questa maggioranza è stata peggio del buco: hanno infatti riammesso soltanto una piccola parte dell’emendamento, che estrapolato dal contesto, ha come unica finalità la soppressione delle norme oggi vigenti (parzialmente efficaci) per tutelare i consumatori. In sintesi la destra al governo non solo non vuole difendere i cittadini da migliaia di chiamate aggressive e selvagge ma vorrebbe addirittura il far west telefonico”: è quanto dichiarano i capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Attività Produttive Marco Simiani e Vinicio Peluffo sul provvedimento in discussione a Montecitorio

23/10/2024 - 15:49

“Giorgia Meloni si conferma la Robin Hood alla rovescia. Il Piano Casa Italia di questa Legge di bilancio non fa altro che compiere modifiche ordinamentali a quanto già previsto dal piano dello scorso anno, che però era finanziato solo dal 2027 (100 milioni in tutto: 50 nel 2027 e 50 nel 2028). Non c’è un euro per il sostegno agli affitti e alle morosità incolpevoli. Dunque, anche questa promessa è andata tradita. Eppure il Piano Casa Italia si era prefissato di definire le strategie di medio e lungo termine per la complessiva riorganizzazione del sistema
casa, in sinergia con gli enti territoriali, integrando i programmi di edilizia residenziale e di edilizia sociale. Nulla di tutto questo si trova nella manovra presentata. Un’altra occasione persa”.

Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.

23/10/2024 - 14:27

“A poco più di quarantott’ore dal voto in Liguria votare il presidente di un parco nazionale significa solamente occupare delle poltrone e non avere a cuore l’importanza e la complessità di un parco nazionale come quello delle cinque terre dove in particolare le comunità locali e la regione dovranno essere fortemente coinvolte nel progetto di gestione e di tutela”.
Lo dichiarano i deputati della commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani e Valentina Ghio del Pd, Ilaria Fontana e Roberto Traversi del Movimento 5 Stelle, Angelo Bonelli di AVS, Daniela Ruffino di Azione, che non hanno partecipato al voto in commissione dichiarando che “è evidente che questa è una forzatura da parte del centrodestra che teme di perdere le elezioni regionali. La destra continua con la lottizzazione delle aree protette piazzando un esponente della Lega. Le opposizioni hanno chiesto con forza di evitare di votare un presidente di un parco nazionale così importante a pochi giorni di distanza dal voto ma la maggioranza non ha voluto sentire ragioni. Una scelta scellerata di cui la maggioranza è responsabile e di cui dovrà dare spiegazioni ai cittadini, agli enti locali e alla regione”.

23/10/2024 - 11:38

"La maggioranza ha istituito l’ennesima commissione d’inchiesta, questa volta con l’obiettivo di mettere sotto processo i sindaci che si sono trovati a gestire eventi calamitosi come terremoti o alluvioni. Un atto vergognoso da parte del governo Meloni e della maggioranza che, nell’immediatezza delle tragedie, sono sempre pronti a dichiarare sostegno e solidarietà in favore delle telecamere, salvo poi, una volta rientrati in Parlamento, impegnarsi in un atto ostile nei confronti degli stessi amministratori oggetto delle loro rassicurazioni. Si tratta dei medesimi sindaci che, anche in queste stesse ore, in modo responsabile, si stanno sostituendo a un governo oramai stabilmente latitante in tema di emergenze. Quei primi cittadini che da mesi lanciano inascoltati grida di allarme sull’inconsistenza delle politiche di sostegno di un esecutivo incapace di fornire risposte alle comunità colpite". Così il deputato dem Augusto Curti, componente della commissione Ambiente.

22/10/2024 - 13:32

“La gestione delle crisi industriali del governo Meloni è nulla. Questo immobilismo inconcludente ha coinvolto anche l’acciaio, un settore fondamentale per il nostro paese che continua ad essere penalizzato: dopo il disastro dell’Ilva infatti l’inerzia della destra sta compromettendo anche il rilancio del polo produttivo di Piombino. Si tratta non solo di un problema di fondamentale rilevanza per il territorio, dal punto di vista economico, occupazionale e sociale, ma di importanza nazionale per l’intera filiera siderurgica. Il braccio di ferro sulle concessioni demaniali tra Jsw e Metinvest continua da mesi, con annunci di accordi da parte del Ministero delle Imprese, poi puntualmente smentiti dai fatti. Una situazione incomprensibile nella quale il ministero è semplice spettatore di due soggetti industriali privati che sono a dividersi aree pubbliche senza un indirizzo pubblico sul processo di re industrializzazione e senza alcuna garanzia per i 1350 operai attualmente occupati da JSW. E’ quindi urgente che il Ministro Urso venga in Parlamento a spiegare realmente come stanno le cose e per dare risposte concrete: in particolare quali azioni intenda mettere in campo per rilanciare il polo industriale, compatibilmente con la sostenibilità ambientale della produzione, garantendo gli attuali livelli occupazionali”. Così i capigruppo Pd in Commissione Ambiente e Attività Produttive Marco Simiani e Vinicio Peluffo.

22/10/2024 - 13:10

“In Italia l’urbanistica è morta. Forse lo è in assoluto. L’urbanistica è organizzazione dello spazio fisico secondo principi che rispondono ad una visione della vita. Persa la visione. Ogni visione, l’urbanistica è morta. Galleggiamo tra relitti di slogan, falsità, illusioni, conformismo verbale. Il piano casa è diventato sinonimo di speculazione edilizia. In venti anni non ha prodotto mezza casa popolare”. Lo ha detto il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, durante il convegno “Pro­get­to di fu­tu­ro: in qua­li cit­tà e ter­ri­to­ri vo­glia­mo vi­ve­re?”, che si è svolto alla Camera dei Deputati.

“La rigenerazione urbana ha spiegato l’ex sottosegretario all’Ambiente - è un trucchetto per fare edifici più belli nelle zone già pregiate dove il metro quadro ha valori stellari e può reggere i costi più alti delle innovazioni. Le città sono diventate e diventeranno in Italia luoghi infernali con gironi più crudeli laddove la povertà sociale e territoriale appare indomabile”.

“L’unico modo per dare sostanza a tante parole come ‘rigenerazione’, ‘sostenibilità’, ‘accessibilità’, ‘prossimità’, che oggi sono diventate vuote omelie - continua Morassut - è affrontare il nodo della fiscalità urbana. Chi ci mette le risorse per fare città più belle? Come finanzi l’edilizia sociale e dove la fai? Come finanzi il trasporto pubblico? Come mantieni lo spazio pubblico? Parliamo di sussidiarietà. Che non è una poesia. È lotta sociale. Equilibrio sociale. Tra soggetti diversi e classi  diverse. Con interessi diversi che lo stato e le leggi devono regolare”.

“Diciamola chiara: il Italia - spiega ancora il deputato dem - gli oneri per le obbligazioni pubbliche delle trasformazioni territoriali arriva a mala pena al 5% del valore. In Europa oscilla tra il 20 e il 50. Qui le opere  pubbliche le fa praticamente solo il pubblico. Quando può. In secondo luogo la rigenerazione urbana: in Italia, ha un carattere edilizio, puntuale. Invece deve essere un’azione integrata di comparti e pezzi di città e per farlo ci vogliono efficaci politiche incentivanti. Ma qui si dà il premietto di cubatura sul palazzetto. Come i piani casa che dal 94 si sono spammati in tutto il paese. Facciamo una legge seria, moderna, sul governo del territorio (che è cosa diversa e più ampia della rigenerazione urbana) che tolga di mezzo il vecchiume della 1150 del 42 ma ne conservi  la filosofia di visone generale”.

“Purtroppo - conclude Morassut - sono discussioni che il sistema politico italiano e anche l’impresa italiana non sanno fare. Perché sono malati di miopia cronica. Si guarda la normetta, il ‘particulare’. Viva Guicciardini e abbasso Machiavelli, si potrebbe dire. Alla Camera una Pdl del Pd c’è. Se ne discuta. È una legge complessiva. C’è una proposta dell’Inu. Se ne discuta. Non facciamo più opera lirica, per favore”.

21/10/2024 - 17:21

"Bloccare il telemarketing selvaggio con la tecnologia. Il registro delle opposizioni, anche con le modifiche introdotte recentemente, continua ad essere aggirabile e per questo motivo abbiamo presentato due emendamenti al Disegno di Legge sulla Concorrenza per tutelare concretamente i consumatori". è quanto dichiarano i capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Attività Produttive Marco Simiani e Vinicio Peluffo sul provvedimento in discussione a Montecitorio.

"Le due proposte sono complementari ma sono efficaci anche singolarmente. La prima costringe gli operatori e le imprese ad evidenziare nel display del telefono che l'utente sta per ricevere una chiamata di natura commerciale mentre il secondo emendamento specifica che tutte le tipologie di telemarketing debbano essere associate ad un prefisso unico immediatamente riconoscibile. Si tratta di strumenti innovativi, oggi facilmente applicabili, che metterebbero finalmente ordine nella giungla di chiamate fastidiose, spesso aggressive e non trasparenti, che colpiscono ogni giorno milioni di cittadini", concludono Marco Simiani e Vinicio Peluffo.

21/10/2024 - 17:10

“L’istituzione di una commissione di inchiesta sul dissesto idrogeologico è completamente inutile”. Lo ha ribadito, in un’intervista a Radio Radicale, il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, già sottosegretario all’Ambiente. “Per quello che riguarda la valutazione dell’efficienza del sistema - continua Morassut - ci sono già le indagini contabili della procura della Corte dei Conti e delle procure regionali, che sono perfettamente in grado di far emergere limiti e ritardi. Per quello che riguarda, invece, la realizzazione delle opere di prevenzione, bisogna far leva su una maggiore responsabilizzazione delle Regioni e di un raccordo maggiore con le autorità di distretto, fino a ipotizzare un’integrazione tra le due realtà, unificando pianificazione e realizzazione delle opere. Si potrebbe immaginare un’agenzia nazionale per il dissesto idrogeologico su modello dell’Anas e articolata per regioni. Il Parlamento dovrebbe dunque discutere di riforme reali, non utilizzare le commissioni di inchiesta per fare propaganda o per usarle come clava contro gli avversari politici”.

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