Creare città più sicure e vivibili per tutti
“Dobbiamo mettere in campo misure per città che abbiano una visione complessiva sullo spazio urbano, quindi limitare la velocità delle auto per aumentare la sicurezza delle persone e diminuire l’inquinamento dell’ambiente.
Per questo dobbiamo mettere in condizione i sindaci di avere strumenti per rendere più sicuri e vivibili i centri storici le zone maggiormente frequentate da pedoni, a partire da quelli piu' vulnerabili.
287 persone over 65 morte sulla strada. nel 2022 e 6.000 feriti gravi ,sono dati che devono indurre il legislatore a introdurre misure per porre rimedio.
Alcune città in Italia hanno sviluppato percorsi nuovi, politiche nuove già in atto in altre città europee con una diminuzione significativa del 20/25% di morti e feriti gravi sulle strade.
Questa e' la direzione da intraprendere e proprio per questo siamo critici con il ministro Salvini e con alcuni punti del nuovo codice della strada che mettono sotto attacco la mobilità sostenibile e riducono l'autonomia degli amministratori locali.
Noi dobbiamo andare in una direzione contraria, dando ai sindaci facolta' di azione e risorse per città più accoglienti e sicure, per una idea di citta' inclusiva con arredo urbano, più aree verdi e più possibilità di socializzazione. E' un processo che non puo’ andare a compartimenti stagni, e non concentrarsi su un'unica azione ma sviluppare una idea di città e territorio che tuteli tutti e che metta nelle condizioni di vivere in sicurezza sia anche a chi vive la citta' da pedone, ciclista, utente del trasporto pubblico.
Dobbiamo lavorare oltre che su ‘Città 30’ ad Città per tutti e tutte’”. Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera e membro della commissione Trasporti di Montecitorio, intervenendo alla conferenza nazionale a Montecitorio su Città 30 “Siamo tutti pedoni. La citta' 30 per la citta' delle relazioni" promossa da SPI Cgil, CISL e UIL pensionati.
DOMANI ORE 17:30 CONFERENZA STAMPA PRESSO SALA STAMPA MONTECITORIO
Il governo non metta in discussione il giudizio descrittivo nella scuola primaria. È questo il monito lanciato dalla rete di associazioni composta da AIMC - ANDIS- CEMEA - CGD - CIDI - FLC CGIL - LEGAMBIENTE SCUOLA E FORMAZIONE- MCE - PROTEO FARE SAPERE- UCIIM. Un emendamento presentato dal governo nella seduta della Commissione cultura e istruzione del Senato della Repubblica del 7 febbraio scorso, nel corso dell’esame del DDL relativo al voto in condotta, propone di smantellare la riforma che appena tre anni fa introduceva il giudizio descrittivo alla primaria.
In assenza di una documentazione sui processi in atto, di una verifica sulle esperienze condotte nelle scuole, di un’interlocuzione con il mondo della scuola e della ricerca universitaria questo governo decide di interrompere un processo di rinnovamento della cultura e delle pratiche valutative.
Una decisione immotivata dal punto di vista pedagogico che affaticherà ulteriormente chi ha già speso molte energie per affrontare in modo costruttivo il cambiamento introdotto appena tre anni fa. La scuola non può essere costantemente investita, nell’alternarsi dei governi, da politiche frammentarie, contraddittorie, prive di una visione pedagogica coerente e duratura. Studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e genitori non possono restare ‘ostaggio’ di riforme incompiute, leve di interessi di parte. La scuola deve essere l’espressione dei valori e dell’unità della Repubblica.
Interverranno, oltre a deputati e senatori di diversi schieramenti, i rappresentanti delle associazioni promotrici: Anna D'Auria, Davide Tamagnini MCE, Susanna Crostella CGD, Giuseppe Desideri AIMC, Manuela Calza FLCGIL, Valentina Chinnici CIDI.
“ll testo del nuovo codice della strada arriverà in Aula la prossima settimana. La maggioranza è partita con un'idea condivisibile, quella di aumentare la sicurezza sulla strada, di ridurre il numero di morti. Ma il risultato finale non corrisponde all'idea con cui la maggioranza è partita.
Abbiamo provato in questi mesi, con tanti emendamenti, con audizioni in cui abbiamo ascoltato associazioni, cittadini, l'Anci, a portare un contributo per migliorare l'indirizzo del codice della strada, ma così non è stato”. Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camere e componente della commissione Trasporti, intervistata sul sito web dei deputati Pd.
“Non sia è agito – ha proseguito l’esponente dem - sulla prima causa di morte sulla strada, ovvero la necessità di ridurre la velocità, producendo un vero e proprio attacco alla mobilità sostenibile, alla mobilità ciclabile e anche all'autonomia dei sindaci, andando ad incidere pesantemente sulla facoltà dei Comuni di pianificare la mobilità sui loro territori. In Aula torneremo con i nostri emendamenti, con le nostre proposte migliorative, per cercare di tenere assieme una maggiore sicurezza e anche un'idea di città diversa, una città più vivibile, una città dove si guardi anche all'ambiente, insieme alla sicurezza delle persone e che ci avvicini ai modelli di città europee che applicando questo tipo di impostazione negli ultimi anni hanno visto ridurre significativamente i morti sulle strade”.
“E’ questo – ha concluso Ghio - il nostro obiettivo: migliorare la vivibilità delle città, rendere le strade delle nostre città, più sicure e più vivibili. La direzione non è quella di non incidere sulla velocità e attaccare la mobilità sostenibile. La direzione è tutt’altra, è quella che gli esempi di tante città italiane ci stanno dimostrando in questi mesi e in questi anni e su questo bisogna agire”.
Domani, venerdì 23 febbraio, alle ore 13.45 una delegazione del Partito Democratico si recherà presso la Casa Circondariale di Livorno “Le Sughere”: il sopralluogo sarà l’occasione per verificare le condizioni della struttura che presenta numerose criticità tra cui il sovraffollamento dei detenuti (oltre 300 a fronte dei posti regolamentari disponibili), la carenza di organico del personale (quasi 50 unità in meno) oltre a gravissime problematiche strutturali ed igienico sanitarie.
Prenderanno parte alla visita i deputati Pd: Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia; Federico Gianassi, capogruppo in commissione Giustizia; Marco Simiani, capogruppo in commissione Ambiente. Saranno inoltre presenti Luca Salvetti, sindaco di Livorno; Marco Solimano, garante dei diritti dei detenuti del comune di Livorno e Francesco Gazzetti, consigliere Pd della Regione Toscana.
Sbagliato rivedere a ribasso stime dei danni, incertezze anche su durata mandato del commissario
“La fotografia che emerge dall’audizione di Figliuolo non ci rasserena sulla prospettiva di ricostruzione e rimborso dei territori alluvionati. A quasi dieci mesi dall’alluvione che ha colpito le regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche ancora non abbiamo i punti fermi sulla quantificazione dei danni e l’elenco degli interventi per la ricostruzione. Anzi, il commissario del governo, che scadrà a giugno, ha fatto intendere che rivedrà la stima dei danni a infrastrutture, edifici, abitazioni private, attività economiche e produttive, comprese quelle del settore agricolo, indicate dal territorio”. Così in una nota i deputati democratici Bakkali, Simiani, Gnassi, Curti, Vaccari, Rossi commentano quanto dichiarato dal Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario alla ricostruzione, nel corso dell'audizione della Commissione Ambiente alla Camera.
“La quantificazione che noi affermiamo – sottolineano i dem - è quella fatta dai territori insieme alla Regione e che lo stesso governo ha certificato presentandola alla Commissione europea per accedere al fondo europeo di solidarietà. Il Commissario ci ha informati invece che “fare una stima il giorno dopo non è farla 6 mesi dopo o due anni dopo e che stanno mettendo a sistema tutto”. I numeri devono restare fermi, perché ferma sia la determinazione del Governo a reperire le risorse.
Desto inoltre grande preoccupazione l’incertezza della durata del mandato di Figliuolo, che scadrà a giugno, e su cui il governo non ha ancora fornito indicazioni. Giustamente il Commissario non ha potuto chiarirci se rimarrà oltre giugno, non dipendendo dalla sua volontà, ma questo ci obbliga a porre con urgenza a questo governo di produrre il decreto che rinnoverà il mandato, senza correre il rischio di alimentare un orizzonte di incertezza ormai insostenibile per i territori, famiglie e imprese o ancora peggio dover ricominciare daccapo tutto. Stiamo assistendo ad una gestione estremamente burocratica e farragginosa che sta bloccando le richieste di indennizzo delle famiglie, le perizie e anche le necessarie collaborazioni, alle quali ha richiamato il Commissario, con i tanti professionisti coinvolti che ad oggi ancora non conoscono quali procedure seguire per le perizie dei danni e permettere di procedere all’inoltro delle richieste alla piattaforma commissariale che ad oggi conta ancora troppe poche richieste. Questi sono i fatti a 10 mesi dall’alluvione – concludono i democratici - e promesse di 100% di rimborsi a famiglie e imprese della presidente Meloni non trovano alcun riscontro. Da oggi emerge persino quello che avevamo detto all’inizio e cioè che l’impianto delle procedure e della burocrazia che la presidente e il governo hanno voluto finisce per colpire direttamente i cittadini”.
Dl PD emendamenti perché un’infrastruttura così strategica non venga svenduta
“La legge quadro sugli interporti configura l'avvio di una vera e propria privatizzazione di un’infrastruttura strategica del nostro Paese, dopo quella di Ferrovie e Poste italiane. Nell’articolo 5, che rappresenta il cuore della legge, appare chiaro il disegno di questo governo di privatizzare anche gli interporti quando si precisa che gli stessi soggetti gestork devono agire in regime di diritto privato, con modalità che non garantiscono meccanismi di natura pubblica. È preoccupante inoltre la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, senza prevedere nessuna gara pubblica ma solo una perizia giurata di un tecnico per la valutazione degli investimenti. Siamo di fronte ad una nuova svendita del nostro patrimonio e di strutture fondamentali per il Paese.
Come Partito Democratico abbiamo presentato numerosi emendamenti per chiedere che vengano garantiti meccanismi basati su parametri che hanno come riferimento il codice dei contratti pubblici. Se non verranno approvati, si perderanno altri pezzi di patrimonio pubblico strategici per l’Italia. Ancora una volta un provvedimento senza alcuna lungimiranza, che non potenzia adeguatamente l'intermodalità necessaria per tenere insieme sviluppo economico e protezione dell’ambiente. L’ennesimo passo indietro di un centrodestra che a parole si erge a paladino della Patria, ma nei fatti la svende ai privati e non ne rafforza lo sviluppo equo”, così Valentina Ghio deputata, vicecapogruppo PD alla Camera e componente Commissione Trasporti intervenuta sulla discussione in aula della legge sugli interporti.
“La destra in Parlamento ha purtroppo certificato che il pedaggio tra San Piero Palazzi e Rosignano, in provincia di Livorno, nonostante sia una inutile tassa per gli automobilisti non verrà tolto. L’Aula di Montecitorio ha infatti respinto un ordine del giorno del Pd al Milleproroghe che voleva rimuovere il casello. Alla collega di Forza Italia Chiara Tenerini, che si è vantata di aver sollevato il tema con un Question Time a Montecitorio in cui il Ministro Salvini, in diretta Rai, ha addirittura fatto credere di aver tolto il pedaggio per i residenti quando l’esenzione era stata introdotta da oltre dieci anni dico di stare tranquilla: si occupi di altro perché con questa maggioranza la Tirrenica resterà un miraggio”: è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd commissione Ambiente della Camera
“Il Presidente Fontana raccolga l’appello dei familiari delle vittime e sblocchi immediatamente la Commissione di Inchiesta sul disastro della Moby Prince”. È quanto chiede il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani.
“Sono passati quattro mesi dall’approvazione ma è ancora tutto fermo. E’ ormai appurato come le conclusioni delle Commissioni parlamentari di inchiesta delle scorse due Legislature abbiano palesemente sconfessato le lacunose sentenze del Tribunale di Livorno sulla base delle quali la Corte di Appello di Firenze sta negando i risarcimenti alle famiglie. Ad oggi questo organismo è quindi necessario per arrivare alla verità; ci appelliamo alla sensibilità del Presidente Fontana, che fino ad oggi ha saputo rivestire il ruolo con imparzialità e correttezza, per far partire prima possibile i lavori della Commissione”: conclude Marco Simiani.
Che volino gli stracci nel centrodestra della Sardegna è ormai noto e la prima resa dei conti si è avuta con l’estromissione di Solinas dalla ricandidatura a presidente della Regione. Peraltro, ora, visti i disastri combinati lo nascondono alla vista degli elettori che potrebbero rinfacciare i disastri su sanità, servizi, ambiente, sicurezza, energia, mobilità, continuità territoriale. Quello che non ti aspetti è che in campagna elettorale una sonora bocciatura arrivi dal ministro dell’Economia Giorgetti che chiede alla destra di cambiare pelle per risvegliare l’orgoglio identitario e avere (finalmente) una precisa visione di cambiamento. Alla luce di questo la sentenza di Giorgetti è drammatica per la Sardegna. Niente promesse, dice solennemente Giorgetti che per un ministro dell’Economia significa niente soldi e nessun fondo speciale per l’Isola al contrario di quanto hanno sbandierato, a cominciare da Salvini, altri ministri venuti in soccorso a Truzzu.
Una triste verità che i sardi sapranno valutare perché l’Isola ha bisogno di tutt’altro e non certo di venditori di tappeti che ogni cinque anni si presentano alla porta e poi sistematicamente spariscono. Per questo il voto è utile e la scelta è obbligata tra la stagnazione di Truzzu e il rinnovamento di Todde. Tertium non datur.
Lo dichiara il deputato del PD Silvio Lai.
“Siamo soddisfatti della risposta di Agea che di fatto ammette i ritardi della Pac ed in particolare dell'Ecoschema 1, quelli da noi segnalati. Dal momento che fino ad oggi sembrava che andasse tutto bene. Chiediamo al direttore di Agea di darsi da fare evitando la sindrome di Calimero, tanto cara alla premier Meloni ed ai suoi ministri. Il precedente governo è stato sfiduciato da quasi due anni e non potrà addossarsi per sempre le colpe di tutto e tutti".
Lo dichiarano i capigruppo Pd in commissione Ambiente ed Agricoltura alla Camera, Marco Simiani e Stefano Vaccari.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente
"È ormai appurato che con i lunghi tempi di realizzazione della Tirrenica il casello di Rosignano - San Pietro in provincia di Livorno sarà inutile per molti anni e rappresenterà solamente una tassa iniqua per gli automobilisti. È anche chiaro che con varie sfumature gli unici favorevoli al casello sono i concessionari autostradali: Regione Toscana, comunità locali, enti territoriali, esponenti politici di maggioranza ed opposizione si sono infatti espressi contro questa gabella. Ho presentato un ordine del giorno al decreto Milleproroghe che verrà discusso lunedì prossimo dall'Aula di Montecitorio: chiedo ai colleghi deputati di destra della Toscana, se vogliono smettere con le polemiche, votino insieme a noi questo atto di indirizzo per impegnare il governo a cancellare il pedaggio", è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani.
“M’illumino di meno no borders” non è uno slogan, è l’impegno di ogni giorno per prenderci cura dell’ambiente e del pianeta. Per promuovere una società più responsabile e più giusta.
Felice di averla promossa come Legge insieme a Caterpillar Rai e a tanti compagni di strada!
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Comprendo il nervosismo della collega di Forza Italia, Chiara Tenerini, che ogni giorno deve difendere l’indifendibile sugli annunciati e mai ad oggi stanziati finanziamenti per la Tirrenica. Le ricordo però che il suo partito è al governo ormai ininterrottamente da quattro anni e continuare a dare la colpa agli altri è francamente ridicolo. Rimanendo nel merito della questione che ha sollevato la sua indignazione, ci spieghi però perché a dicembre inveiva contro i rincari del Casello San Pietro in Palazzi-Rosignano (in provincia di Livorno), depositando addirittura una interrogazione, e pochi giorni fa, dopo il nostro emendamento per togliere il pedaggio poi bocciato dalla destra, non solo è rimasta in silenzio ma, come possono verificare tutti dal sito internet della Camera, ha addirittura ritirato il suo atto? Aveva timore di mettere in imbarazzo Salvini e Meloni che aumentano i pedaggi a scapito dei pendolari? Io credo che allo specchio si debba guardare soprattutto lei”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, replicando alle dichiarazioni della deputata di Fi.
“Pur mantenendo il nostro giudizio negativo sul Decreto Milleproroghe, va segnalata la notizia positiva dell’approvazione di un nostro pacchetto di emendamenti che, dopo l’intervento correttivo e non risolutivo sull’Irpef, dimostrano il cambio di linea totale del governo sull’agricoltura. Ci riferiamo agli emendamenti che prorogano al 31 dicembre 2024: il termine fino al quale il riutilizzo a scopi irrigui in agricoltura delle acque reflue depurate prodotte dagli impianti di depurazione già in esercizio è autorizzato dalla regione; la data entro la quale effettuare la revisione relativa alle macchine agricole ed operatrici immatricolate fino al 31 dicembre 1983; il termine entro il quale viene consentito alle Amministrazioni pubbliche di posticipare al momento del saldo le verifiche richieste per la conformità dei provvedimenti di elargizione dei sussidi alla regolarità contributiva e fiscale a beneficio delle imprese della filiera ittica. Bene anche l’approvazione dell’emendamento che differisce il termine per il completamento degli adempimenti necessari per la piena operatività delle disposizioni del Manuale operativo per la gestione del nuovo Sistema di identificazione e registrazione degli operatori, dei trasportatori e degli animali. Avevamo proposto anche altro e molto male la mancata proroga del sostegno delle polizze catastrofali che tanto potevano aiutare le imprese agricole. Se il governo Meloni e il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida avessero tenuto veramente in considerazione gli interessi del mondo agricolo non ci troveremmo oggi in questa situazione di estrema difficoltà”.
Lo dichiarano i parlamentari democratici della commissione Agricoltura, Vaccari (capogruppo), Forattini, Rossi e Marino, e della commissione Ambiente, Simiani (capogruppo) Ferrari, Di Sanzo e Curti.