"Un'utopia possibile", così qualcuno ha definito la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che oggi compie 75 anni e che dovremmo invece chiamare "Dichiarazione Universale dei diritti umani" traducendo fedelmente dall'originale e non com'è stato erroneamente adattato in italiano. Una carta fondamentale per il progresso, concepita all'indomani delle due terribili guerre mondiali e degli orrori che si compirono. Ma anche dopo secoli di schiavitù, di segregazione razziale, di colonialismo. La Dichiarazione ha gettato le basi perché realtà come l'Apartheid in Sud Africa e il colonialismo degli stati occidentali finissero. E' grazie alla Dichiarazione se oggi consideriamo inaccettabili lo sfruttamento dei bambini, le persecuzioni razziali, le torture. Ed è grazie alla Dichiarazione se libertà e uguaglianza sono principi inviolabili.
Purtroppo oggi viviamo un tempo di regressione, i diritti umani non godono di buona salute e anche la Dichiarazione è sotto attacco. Le istituzioni che si occupano della messa in atto da parte degli Stati dei principi della Dichiarazione e delle sue emanazioni spesso non trovano nelle istituzioni il dovuto riscontro alle loro raccomandazioni che vengono percepite come fastidiose e inutili. Così come associazioni e Ong che fanno di questa battaglia il loro impegno quotidiano diventano spesso oggetto di attacchi. Penso ai movimenti delle donne, delle persone LGBTQIA+, alle ONG che salvano le vite in mare, a chi opera per l’ambiente, a chi si ribella per l'uccisione di migliaia di civili nei teatri di guerra e, infine, a chi di spende per la pace.
Una deriva che non risparmia nessun paese, Italia compresa.
Quindi dovremo dire "un'utopia ancora possibile" per la quale vale la pena battersi ogni giorno. Perché dall'affermazione universale dei diritti degli uomini e delle donne, dipende il futuro dell'umanità". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
“Il governo, nonostante abbia nominato un Commissario straordinario, non prevede di stanziare, ad oggi, alcuna risorsa per il completamento della ‘Due Mari’, i cui unici finanziamenti– è bene ricordarlo – sono stati garantiti negli scorsi anni quasi esclusivamente dai governi di centrosinistra”. È quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio in merito alla discussione della interrogazione sul tema, sottoscritta anche dai deputati Anna Ascani, Irene Manzi, Augusto Curti, Emiliano Fossi e Laura Boldrini e svolta oggi, mercoledì 6 dicembre, alla Camera.
“Si tratta di una infrastruttura fondamentale per il paese, che unendo Grosseto a Fano, passando da Siena (dove c’è un lotto pronto per essere finanziato) collegherebbe Arezzo, Umbria e Marche, implementerebbe gli assi viari tra Costa Tirrenica e Costa Adriatica garantendo di fatto un interporto diffuso del centro Italia, oltre a rappresentare una strada rapida tra numerosi centri abitati e territori diversificati. Il governo, come al solito ha detto che non ci sono risorse ed ha ribadito che l’unica opera finanziata senza nemmeno un progetto esecutivo è solo il Ponte sullo Stretto. Avevamo fatto anche una proposta ('modello Ionica') per finanziare in maniera sostenibile una infrastruttura che resta fondamentale per il rapporto tra i territori del centro Italia ma il Ministro Salvini l'ha bocciata. Ci opponiamo a questo governo che preferisce annunci spot alla realizzazione di opere necessarie per le comunità ed il paese”: conclude Marco Simiani.
Si terrà lunedì 11 dicembre alle ore 10.00, presso l'Aula dei Gruppi parlamentari in via di Campo Marzio 78, la proiezione del documentario "To end all war - Oppenheimer and the atomic bomb", organizzata dalla Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per il disarmo nucleare, on. Laura Boldrini. L'evento nasce in occasione della Seconda conferenza degli Stati Parte del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari.
A precedere la proiezione, ci sarà un breve dibattito a cui interverranno, oltre all'on. Boldrini, l'on. Andrea Quartini, membro dell'Intergruppo, Francesco Forti, segretario nazionale dell'Unione scienziati per il disarmo (Uspid), Enza Pellecchia, vicepresidente del Comitato SenzAtomica e Coordinatrice della Rete Università italiane per la Pace, e Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne per la Rete Italiana Pace e Disarmo.
Sono state invitate associazioni della società civile impegnate nella difesa dell'ambiente, scolaresche, attiviste e attiviste che si battono per il disarmo e contro la crisi climatica.
La stampa può accreditarsi entro il 10 dicembre alle ore 14 inviando una mail con nome, cognome e testata di riferimento a stampa.boldrini@yahoo.com
“La reazione scomposta di alcuni sindaci di destra delle città colpite nei giorni scorsi dalla mareggiata sulla costa Toscana lascia francamente perplessi. Pensare di difendersi dai mutamenti climatici e da episodi sempre più ravvicinati ed intensi attaccando la Regione senza prendere atto che il governo ha tagliato miliardi di prevenzione e progetti del Pnrr, consigliando peraltro alle imprese di fare assicurazioni contro le alluvioni, significa essere palesemente in malafede non rendendosi conto che interventi tampone non salveranno le nostre coste senza un’opera di prevenzione strutturale: opere quindi che necessitano di risorse urgenti ed adeguate, come occorrono immediati ristori statali per i danni pubblici e privati causati dal maltempo. Purtroppo siamo di fronte ad una destra di governo, sia nei comuni che a Palazzo Chigi, incapace di programmare la messa in sicurezza del territorio, di dare risposte alla popolazione e che usa il potere solo in chiave demagogica ed autoreferenziale”. Così il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
“Le mareggiate che hanno colpito nei giorni scorsi la Costa tirrenica, ed in particolare la Toscana, distruggendo litorali e allagando i centri abitati, rientrano tra i fenomeni estremi causati dai cambiamenti climatici. Non sono purtroppo eventi isolati ma episodi che si stanno registrando sempre con maggiore frequenza. E’ evidente che misure efficaci di prevenzione siano indispensabili e che interventi tampone o realizzati secondo parametri di sicurezza del passato non siano oggi sufficienti. Occorrono norme e soprattutto risorse nazionali. Il governo deve adottare rapidamente il Piano Nazionale di adattamento climatico (Pnacc) che rappresenta lo strumento di indirizzo per la pianificazione e l’attuazione delle azioni di adattamento più efficaci nel territorio italiano, in relazione alle criticità riscontrate, e per l’integrazione dei criteri di adattamento nelle procedure e negli strumenti di pianificazione esistenti”. Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
“Purtroppo - ha concluso Simiani - Giorgia Meloni, come anche recentemente alla Cop 28, sta continuando a sminuire una situazione che sta diventando sempre più insostenibile. La Legge di Bilancio non prevede nulla infatti a favore della difesa del territorio, per la prevenzione e la mitigazione delle conseguenze dei cambiamenti climatici: questa destra irresponsabile sta sottovalutando un problema enorme che riguarda non solo il futuro ma anche il presente”.
Grande successo del primo incontro nazionale del dipartimento sport del Partito Democratico, “Diritto allo sport!” oggi a Prato.
Il saluto della segretaria Elly Schlein, del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del Sindaco di Prato Matteo Biffoni e poi 4 ore filate di idee, proposte di legge e interventi delle sei donne e sei uomini che compongono il dipartimento sul rapporto fra sport e lavoro, salute, ambiente, sud, equità di genere, diritti, disabilità, enti locali, scuola e cultura.
A guidare, dal palco del teatro “Il Garibaldi”, l’On. Mauro Berruto, già CT della nazionale maschile di volley, oggi parlamentare e responsabile delle politiche per lo sport del Partito Democratico che ha raccontato il lavoro fatto nel 2023 e indicato l’agenda 2024. Oltre 200 persone in sale in rappresentanza di società (fra cui quelle che hanno concretamente aiutato a Prato e Campi Bisenzio durante l’alluvione” enti di promozione, federazioni e tanti militanti. La registrazione dell’evento sarà presto disponibile sui canali social del Partito Democratico.
“Il nostro Paese ha un importante strumento, il PNRR, per centrare gli obiettivi che l’Europa si è data sul tema della transizione ecologica. Purtroppo siamo preoccupati dalle azioni intraprese dal governo Meloni che rallentano sempre di più i processi e le azioni per spendere le somme stanziate dal Piano. Infatti, anzichè accelerare sugli strumenti a disposizione per finanziare la mobilità sostenibile assistiamo ad una vera e propria ‘melina’ da un governo che ha fatto poco o nulla per incentivare l’uso dell’elettrico, sia per i privati sia nei confronti del trasporto pubblico locale”. Lo ha detto il capogruppo PD in commissione Trasporti della Camera dei deputati, Anthony Barbagallo, intervenendo oggi a Roma, all’Auditorum del Massimo, al XII congresso nazionale di Legambiente.
“Decarbonizzazione dei trasporti e cura del ferro sono le parole chiave - a aggiunto – e bisogna subito invertire la rotta in tal senso, con un occhio di riguardo soprattutto al Mezzogiorno per non perdere nemmeno un euro e realizzare progetti moderni e sostenibili. Ma a questo sicuramente non contribuisce il nuovo modello di codice della strada voluto dal ministro Salvini che prevede un inasprimento delle sanzioni, complica l'installazione degli autovelox per i comuni e complica l'uso di mezzi di mobilità sostenibili come i monopattini.
"La crisi climatica non un'ipotesi per i prossimi anni: è un'emergenza e lo è adesso. Concordo con le parole pronunciate dal Segretario dell'Onu Guterres alla Cop28 in corso a Dubai. La strada principale da percorrere è abolire l'uso dei combustibili fossili. "Non ridurre. Non diminuire. Eliminazione graduale, con un calendario chiaro" per citare, appunto, Guterres.
Ma il nostro governo fa propaganda anche su questo. E mentre Giorgia Meloni è a Dubai a dire che l'Italia darà 100 milioni di euro di finanziamenti al fondo in sostegno dei paesi più vulnerabili, il suo sottosegretario all'Ambiente, Claudio Barbaro, partecipa ad un convegno negazionista della crisi climatica, in Sardegna. Un evento «oltre i muri del conformismo e del politicamente corretto» organizzato dal sindaco che Meloni vorrebbe candidato presidente della Sardegna. Tra gli altri, nel panel, anche il professor Alberto Prestininzi che Matteo Salvini ha voluto come coordinatore del tavolo tecnico sul Ponte sullo Stretto. Uno che sostiene che «l’emergenza climatica non esiste».
Il governo non solo non è chiaro e non prende impegni concreti sul cambiamento climatico, ma strizza l'occhio ai negazionisti. Versare fondi ai paesi più in difficoltà serve a poco se, contemporaneamente, a casa nostra, da paese industrializzato, non iniziamo un percorso vero verso l'eliminazione del combustibile fossile e l'uso di energie rinnovabili". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
“Quando era all’opposizione Giorgia Meloni non perdeva occasione per criticare con violenza e demagogia i rari click day effettuati, oggi che è al governo non fa che promuoverne. Qui però non è in gioco soltanto la continua incoerenza della Premier ma i diritti di milioni di cittadini che per poter accedere ai benefici previsti dalla legge devono continuamente tentare la fortuna come successo oggi per il bonus trasporti. Promuovere il servizio pubblico, anche attraverso risorse capaci di calmierare i prezzi, rappresenta una opportunità fondamentale per elevare la qualità della vita, proteggere l’ambiente e salvaguardare le tasche degli italiani. Tutto il contrario di ciò che sta facendo la destra. Il Partito Democratico presenterà nella Legge di Bilancio emendamenti per rendere strutturale il bonus trasporti”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd Commissione Ambiente
“E’ soltanto con gli investimenti di oggi che possiamo cercare di prevenire i disastri di domani. E noi non accettiamo più la solita cantilena della mancanza di risorse, perché questa destra ha trovato i soldi per poter fare opere faraoniche e paradossalmente i fondi di sviluppo e coesione che sono destinati al Ponte sullo Stretto potevano essere utilizzati per mettere in sicurezza le infrastrutture e realizzare vie di fuga efficaci nei Campi Flegrei. Si tratta di una precisa scelta politica.” Così Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, intervenendo in aula per motivare il voto contrario del Pd al decreto sul rischio sismico dei Campi Flegrei . Per l’esponente del Pd “il dovere delle Istituzioni, della politica, è quello di dare risposte alla popolazione, non tranquillizzarla solo per ottenere il consenso. Non dobbiamo aver paura di dire che Campi Flegrei sono il nostro “supervulcano”, un sistema complesso e giovane, composto da una trentina di vulcani, formatosi circa 60 mila anni fa per collasso dopo una eruzione di circa 80 chilometri cubi di magma. Ribadire ciò non è allarmismo, è geologia.” Per Simiani, “il decreto presenta molte lacune, a cominciare dalla mancata analisi sull’attività vulcanica, una impostazione talmente riduttiva che è stata confutata dallo stesso ministro Musumeci che con le sue dichiarazioni – poi rimangiate- ha provocato solo caos.” “Siamo purtroppo lontanissimi – ha concluso Simiani- da come dovrebbe essere gestita la situazione. Per questo motivo le proposte che il Partito Democratico aveva avanzato partivano proprio dalla necessità di stanziare risorse adeguate per risolvere la vulnerabilità sismica dei patrimonio edilizio privato - anche per evitare rischiose ripercussioni sul mercato immobiliare – rinnovando la possibilità di usufruire di un super sisma bonus per gli interventi di mitigazione previsti a seguito dell’analisi di vulnerabilità nell’area flegrea. Così come per noi era prioritario l’avvio immediato all’esercizio delle gallerie di collegamento tra la Tangenziale di Napoli e il Porto di Pozzuoli. Infine, avevamo chiesto assunzioni di personale da parte degli enti locali interessati, nonché per le attività di presidio del territorio, in deroga ai tetti di spesa, di agenti di polizia locale a tempo determinato. Qui occorre soprattutto prevenzione ma se non si individuano con chiarezza i rischi non può esserci alcun intervento efficace” .
“Per la tenuta di un comparto anticiclico e determinante del Pil come quello edile, sono fondamentali le detrazioni fiscali. La mia determinazione nel promuovere future misure per un'uscita ordinata dal Superbonus è stata e sarà massima, anche se come ben sapete una parte politica oggi al governo, non perde occasione di criminalizzare questo strumento e conseguentemente migliaia di imprese oneste. Continuerò ad operare per sviluppare, anche in virtù della direttiva 'case green', una prospettiva organica e strutturale per i prossimi quindici anni. È fondamentale perseguire politiche abitative sostenibili e incentivi che promuovano la realizzazione di edifici eco-compatibili”. Così il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, in un messaggio all’assemblea annuale Ance di Grosseto, svoltasi oggi, mercoledì 29 novembre.
"L'ho già detto, siamo seduti su una polveriera. L'ho ripetuto nel mio intervento, qui al Palazzo di Vetro di New York, alla Conferenza del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari, sottolineando quanto la minaccia nucleare si faccia sempre più grave e come, nonostante questo, molti governi continuino a ignorarla. Tra loro, il governo italiano che ha scelto di non partecipare come osservatore alla Conferenza.
Come se non ci fossero, alle porte dell'Europa, due guerre che coinvolgono altrettanti paesi che detengono armi nucleari, la Russia e Israele. Come se la Russia non avesse sospeso la sua firma dal Trattato New Start, non avesse annunciato di voler trasferire armi nucleari in Bielorussia e non avesse revocato la messa al bando dei test. E come se il Pentagono non avesse annunciato di avere in corso una ricerca che punta alla realizzazione di una bomba 24 volte più potente di quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Come se non ci fossero in atto, in Europa, le esercitazioni Nato proprio in caso di guerra nucleare. Come se il ministro della Cultura israeliano non avesse proposto di sganciare la bomba nucleare su Gaza e come se, infine, non avessimo sul suolo italiano due basi militari, ad Aviano e Ghedi, dove sono conservate decine di potentissime bombe nucleari B61-12.
Sembra quasi di assistere ai preparativi per una guerra nucleare globale.
E davanti alla minaccia più grande dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in poi, il mondo non è in allerta.
E' grave che, davanti a un quadro del genere, il nostro governo abbia scelto di non dare seguito alla risoluzione approvata in Commissione Esteri, a luglio scorso, con il voto unanime di maggioranza e opposizione e di non mandare un osservatore. Ho dovuto sollecitare una risposta con un question time e, quando è arrivata, è stata un "no" con motivazioni inconsistenti e contraddittorie. Da una parte si sostiene che l'Italia è impegnata per il disarmo nucleare e dall'altra che, dato che ci sono paesi come l'Iran, la Corea del Nord e la Cina che stanno implementando i loro arsenali, "a seguito di approfondite valutazioni e consultazioni con gli alleati, il governo ha deciso di non partecipare".
Dovrebbe essere esattamente il contrario! Proprio per questo bisognava essere nell'unico luogo in cui si parla concretamente di disarmo nucleare, insieme ad altri paesi Nato come la Norvegia, il Belgio e la Germania che, invece, sono presenti.
Noi andremo avanti con il nostro impegno perché non è certo il momento di fare passi indietro o di rallentare su un tema così urgente. Lo faremo come parlamentari, per spingere il governo a fare di più. E lo faremo anche con grandi eventi per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Il TPNW, il trattato Onu per il disarmo nucleare, nasce grazie a una grande mobilitazione della società civile che ha dato vita alla campagna ICAN, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2017. Ed è anche dalla società civile che può arrivare la spinta per costingere i governi a intraprendere la strada giusta.
Se mai si dovesse arrivare a una guerra nucleare, sarebbe la distruzione totale per il genere umano intero e per l’ambiente. Non ci sarebbe una seconda possibilità". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Relativamente ai fatti riportati dalla cronaca giudiziaria, secondo cui spesso i minori sono al centro di terribili conflitti fra famiglia biologica e affidataria, ci si chiede se viene rispettato realmente l'interesse del minore e della sua sfera più intima. In particolare, nel caso dell'affidamento preadottivo del piccolo D., come riportato dalla stampa siciliana e nazionale, a seguito dell'abbandono in un cassonetto da parte del padre biologico, che ha causato danni fisici al neonato mettendo a repentaglio la sua vita. Il bambino fu salvato per miracolo e affidato ad una coppia. Oggi a distanza di tre anni apprendiamo a mezzo stampa che la madre biologica lo rivuole e il giudice della Corte d’appello di Catania le dà ragione. Chiediamo quindi al ministro della Giustizia se nel caso del piccolo D. sussistano elementi che possano rilevare un eventuale mancato rispetto dell’interesse preminente del minore". Lo dichiarano i parlamentari del Pd, Rando, Malpezzi, Bazoli, Madia, Serracchiani, Gianassi e Di Biase, che hanno presentato rispettivamente al Senato e alla Camera, una interrogazione al ministro della Giustizia Nordio.
"Chiediamo anche al ministro - prosegue la nota - se non ritenga opportuna la costituzione di un osservatorio sullo stato di attuazione della disciplina dei procedimenti di collocamento extra-familiare del minore, e l'avvio di un costante confronto con il Parlamento in modo da porre in essere nuove iniziative legislative per una maggiore tutela dell'interesse superiore del minore. Riteniamo - spiegano i parlamentari - che nei casi molto conflittuali i provvedimenti giudiziari non dovrebbero essere caratterizzati da rigidità eccessive, bensì dovrebbero muovere dalla valutazione in concreto del superiore interesse del minore, oltre che da una valutazione che tenga conto dei diversi contesti familiari, ovvero un ambiente “disfunzionale” della famiglia di origine biologica in cui si può trovare a vivere il minore in caso di allontanamento dalla famiglia affidataria, capace, invece, di fornire le cure e l’assistenza necessarie per una crescita sana del bambino".
"Esistono dunque nel nostro ordinamento disposizioni legislative che prevedono l’affidamento del minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo di cui al Titolo I-bis della legge n. 184/1983 - dall’affidamento preadottivo conseguente alla definitiva dichiarazione dello stato di adottabilità del minore, all’affido a rischio giuridico a mente del quale il tribunale può disporre “ogni opportuno provvedimento provvisorio nell'interesse del minore”, ivi compreso “il collocamento temporaneo presso una famiglia” - nelle quali può configurarsi la concorrente presenza di una famiglia che concretamente si prenda cura del minore. In tali ipotesi, la tutela dell’interesse del minore richiede particolare cautela e accertamenti complessi che, inevitabilmente, coinvolgono in maniera significativa la famiglia affidataria", conclude la nota.
La Commissione Ambiente ha approvato un emendamento del Pd al dl Campi Flegrei che mette più risorse sul personale tecnico e allunga i contratti dai 12 ai 24 mesi previsti. Una misura di buonsenso che aiuta i sindaci del territorio che in questi mesi hanno dovuto fare fronte a una carenza enorme di competenze in grado di costruire le condizioni minime di garantire servizi ai cittadini. Un segnale importante ai comuni colpiti dal fenomeno del bradisismo e un successo per il Partito democratico.
Così i deputati del Pd Arturo Scotto, Marco Simiani, Enzo Amendola, Piero De Luca, Marco Sarracino e Stefano Graziano.
Assurda bocciatura nostro emendamento
“Inspiegabilmente la destra si oppone alla risoluzione di un problema fondamentale per i cittadini dei Campi Flegrei. Pochi minuti fa ha infatti bocciato un emendamento del Pd al Dl Campi Flegrei, con il quale proponevamo un super sisma bonus per l’edilizia privata nelle zone a rischio bradisismo. Purtroppo il contesto economico e sociale di quel territorio è uno dei più complicati del Paese, per questo avevamo immaginato un meccanismo di finanziamento per gli interventi di carattere privato. Per la destra le persone che abitano in case vulnerabili e che necessitano di interventi urgenti, considerato il fenomeno sismico, devono arrangiarsi. Per il Pd e per tutti gli amministratori di quel territorio non è così. La destra dovrà assumersi le proprie responsabilità per questa assurda bocciatura”.
Così in una nota congiunta i deputati democratici della commissione Ambiente e gli eletti in Campania.