“Perché Enel sta svendendo i suoi impianti impianti moderni e tecnologicamente avanzati di energie rinnovabili negli Stati Uniti? Strutture peraltro inaugurate poco anni fa e considerate dal precedente management dell’azienda strategiche per affrontare concretamente le sfide climatiche e ambientali”. Lo chiede in una interrogazione al governo il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
“Enel ha annunciato che cederà alla ORMAT Technologies Inc l’intero portafoglio di energia geotermica negli Stati Uniti. Tra gli asset alienati vi è anche ‘Stillwater’, la centrale ibrida geotermica e a panelli fotovoltaici che costituisce il primo impianto ibrido rinnovabile al mondo in grado di combinare capacità di generazione ininterrotta di energia geotermica con il solare fotovoltaico e termodinamico, inaugurata nel marzo del 2016 in Nevada dal governo italiano e premiata come una delle strutture più innovative del pianeta. Lo Stato è il principale azionista di Enel ma Italia si sta colpevolmente privando di un vantaggio competitivo e tecnologico sull’energia del futuro: è questa il nuovo corso voluta dalla destra e dal governo Meloni?”, conclude Marco Simiani.
“Chiederemo conto al ministro Pichetto”
“Non basta un Governo che si ostina a negare l’emergenza climatica, ora il Governo Meloni punta a smantellare la legislazione ambientale chiamando a servizio numerosi professionisti privati e esperti tra cui spiccano diversi soggetti che hanno rapporti e legami strettissimi con aziende e lobby che da sempre frenano e ostacolano la transizione ecologica. Hanno ragione i colleghi di AVS a denunciare questa decisione gravissima, assunta nel silenzio generale e, come al solito, senza chiarezza sui criteri utilizzati nella selezione. Chiederemo conto di questo al Ministro Pichetto, che una volta ogni tanto dovrebbe ricordarsi di essere il Ministro chiamato a guidare la transizione ecologica e a tutelare l’ambiente”. Lo dichiarano Annalisa Corrado, responsabile Conversione ecologica della segreteria nazionale del Pd e i capigruppo delle commissioni Ambiente di Camera e Senato Marco Simiani e Nicola Irto.
Siamo molto preoccupati dopo i ritardi di 10 mesi sul ferrobonus per i tagli presenti in manovra. Se è una scelta di indirizzo, va nella direzione totalmente opposta rispetto agli impegni del governo agli obiettivi comunitari e alle necessità che abbiamo in questo momento, perché il tema dell'intermodalità è decisivo per un comparto che riguarda milioni di lavoratori, centinaia di migliaia di imprese e che ha necessità di avere dei segnali chiari di strategie e di investimento. Altra questione da affrontare è il rincaro dell'energia che non può essere scaricato sui soggetti che sono chiamati a fornire servizi. Chiediamo al governo una politica chiara di interventi per il trasporto ferroviario inserito nella logica di uno sviluppo del trasporto intermodale, di quella grande piattaforma logistica naturale che è l'Italia. Auspichiamo un confronto quotidiano su tutti i temi con tutti gli operatori del sistema, attraverso un tavolo tecnico e l’avvio di un dialogo con tutti i soggetti e le istituzioni anche locali chiamate sul territorio allo sviluppo dell’intermodalità. Se c’è un aspetto di cui non abbiamo davvero bisogno, è la valutazione sul trasporto merci a compartimenti stagni, come se esistessero dei blocchi che devono essere gestiti singolarmente perché poi le merci non si muovono a compartimenti stagni, si muovono grazie alle navi, ai treni e ai mezzi dell'autotrasporto insieme. E lasciare indietro il trasporto ferroviario, rispetto alla media europea, è un errore imperdonabile che non possiamo permetterci. Pertanto se nella pianificazione non teniamo conto di questa integrazione e addirittura diamo segnali devastanti come potrebbe essere la riduzione della missione 2.3 del Bilancio dello Stato, attualmente prevista nello stato di previsione MIT, sull’autotrasporto e l’intermodalità di 235,7 milioni di euro, rischiamo di non perdere competitività in quella che invece può essere una delle grandi mission del nostro paese nei confronti dell'Europa e del mondo. Quindi per non perdere questa occasione serve aprire subito il confronto con tutti gli operatori e creare finalmente dei luoghi per coinvolgerli.”
Così il deputato Pd Andrea Casu nel corso dello svolgimento in Aula di un’interpellanza urgente al governo sul trasporto intermodale delle merci, di cui è primo firmatario insieme alla presidente del Gruppo Pd Chiara Braga, ai capigruppo Pd delle commissioni Trasporti e Ambiente Barbagallo e Simiani, e ai deputati dem Bakkali, Ghio, Morassut, Curti, Ferrari, Scarpa.
Dichiarazione di Valentina Ghio, vicepresidente deputati Pd
“Per intervenire sulla sicurezza della mobilita' urbana, se si vogliono tutelare le persone a maggior rischio di incidente, ossia pedoni e ciclisti, non si dice loro di stare più attenti, ma si interviene sul contesto e sulle cause che maggiormente mettono a rischio la loro vita, creando condizioni e cultura per rendere la strada piu' sicura.”
Lo dichiara la vicepreside dei deputati Pd Valentina Ghio che aggiunge:
“ è uno dei concetti ripetuti con chiarezza oggi nelle audizioni sul nuovo codice della strada in Commissione Trasporti. Siamo molto preoccupati dagli effetti della nuova norma in discussione che non interviene sulla principale causa di incidenti, ossia la moderazione della velocità, ma con un giro di vite su ciclabilita' e autonomia dei Comuni”. Per l’esponente del Pd,
“con questa impostazione e' preoccupante il depotenziamento di autonomia e competenze ai Comuni su questo fronte, con competenze accentrate al Ministero che deciderera' se e come i Comuni potranno mettere in campo azioni su ztl, ciclabili, telecamere, aree per la sosta, limitando quindi il loro raggio di azione per sicurezza stradale e potenziamento mobilità dolce. L'alternativa all'utilizzo dell'automobile privata si crea con una visione urbanistica della citta' che dia spazio alla mobilità sostenibile, con la creazione di aree pedonali e a velocità limitata, con la possibilità di impostare segnaletica adeguata, con sanzioni che abbiano efficacia deterrente. Qui si fa il contrario - conclude Ghio- , togliendo possibilità ai Comuni di incidere davvero in tal senso, con meno ciclabili e isole pedonali e controlli piu' difficili sulle infrazioni. La direzione opposta per la sicurezza e l'ambiente”.
“Sulla Tirrenica è andato in scena l'ultimo vergognoso atto di un governo e di un Ministro delle Infrastrutture che hanno ingannato per mesi i cittadini, nonostante le promesse elettorali e le rassicurazioni in Parlamento. Matteo Salvini aveva infatti annunciato che sarebbero state finanziate le opere con progetti esecutivi approvati: ci ritroviamo attualmente con 12 miliardi di euro stanziati per il Ponte sullo Stretto nonostante non ci sia alcun progetto e zero euro per la Tirrenica. Ieri il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha validato il passaggio da Sat ad Anas del progetto esecutivo del lotto 6B da Tarquinia a Pescia Romana. Si tratta di un atto decisivo che rende da oggi l’opera a tutti gli effetti finanziabile. La Toscana, dopo la cancellazione dei fondi già stanziati per l'interporto di Livorno, viene ancora una volta penalizzata dalla destra, ed in particolare dalla Lega che priva il paese di una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico di interi territori. L’unico ente che si é impegnato a inserire risorse per l’opera è stata la Regione Toscana con il presidente Giani; nei prossimi giorni il Partito Democratico presenterà emendamenti per finanziare la Tirrenica nella Legge di Bilancio: le scuse pretestuose del governo sulla mancanza del progetto non esistono più”.
Così in una nota, il deputato e segretario del Pd toscano, Emiliano Fossi, il capogruppo Pd in commissione Ambiente e lavori pubblici alla Camera, Marco Simiani, il responsabile Infrastrutture del Pd toscano, Francesco Gazzetti, l’assessore regionale, Stefano Baccelli, e parlamentari, assessori e consiglieri regionali, presidenti di Provincia e segretari di federazione dei territori interessati dall’opera.
“Una risposta pilatesca che non ci soddisfa per nulla, quella fornita oggi dal sottosegretario all’Ambiente, Claudio Barbaro, sul palese conflitto di interesse che riguarda il doppio ruolo ricoperto da Massimo Atelli, capo di gabinetto del ministro dello Sport e presidente della commissione Via-Vas, l’organismo che deve esprimere pareri sull’impatto ambientale delle opere, tra cui ad esempio il Ponte sullo Stretto di Messina”. Lo dichiara il deputato PD, Anthony Barbagallo che, insieme con il collega Marco Simiani, sull’argomento ha presentato una interrogazione in Commissione Ambiente.
“Il tema qui non è se Atelli svolga il ruolo di capo di gabinetto a titolo gratuito – prosegue – né se detiene autonomi poteri decisionali in qualità di presidente di commissione. C’è, e a questo il rappresentante del governo non ha voluto o potuto rispondere, un evidente conflitto di interesse, e quindi palese incompatibilità, perché colui che svolge un ruolo apicale di coordinamento dell'azione politico-amministrativa, quale è appunto quello di capo di gabinetto di un ministro, svolge anche contemporaneamente un ruolo in una autorità indipendente, super partes, chiamata ad esprimere un parere tipico della discrezionalità tecnica. Andremo avanti nella battaglia politica – conlcude- ponendo la questione politica in aula e fuori”.
“Una risposta pilatesca che non ci soddisfa per nulla, quella fornita oggi dal sottosegretario all’Ambiente, Claudio Barbaro, sul palese conflitto di interesse che riguarda il doppio ruolo ricoperto da Massimo Atelli, capo di gabinetto del ministro dello Sport e presidente della commissione Via-Vas, l’organismo che deve esprimere pareri sull’impatto ambientale delle opere, tra cui ad esempio il Ponte sullo Stretto di Messina”. Lo dichiara il deputato PD, Anthony Barbagallo che, insieme con il collega Marco Simiani, sull’argomento ha presentato una interrogazione in Commissione Ambiente.
“Il tema qui non è se Atelli svolga il ruolo di capo di gabinetto a titolo gratuito – prosegue – né se detiene autonomi poteri decisionali in qualità di presidente di commissione. C’è, e a questo il rappresentante del governo non ha voluto o potuto rispondere, un evidente conflitto di interesse, e quindi palese incompatibilità, perché colui che svolge un ruolo apicale di coordinamento dell'azione politico-amministrativa, quale è appunto quello di capo di gabinetto di un ministro, svolge anche contemporaneamente un ruolo in una autorità indipendente, super partes, chiamata ad esprimere un parere tipico della discrezionalità tecnica. Andremo avanti nella battaglia politica – conlcude- ponendo la questione politica in aula e fuori”.
WWF insieme a Legambiente e Lipu hanno presentano una diffida al Ministro dell’Ambiente.
Le audizioni in commissione alla Camera”
“Durante le audizioni alla Camera in Commissione ambiente sul Parco Nazionale di Portofino, gestore attuale e associazioni hanno ribadito il loro ‘no’ alla perimetrazione a tre del Parco voluta da Toti. Nessuna condivisione della scelta con il Comitato di gestione provvisoria del Parco Nazionale di Portofino, che non è stato consultato dalla Regione prima della scelta finale, mentre WWF insieme a Legambiente e Lipu hanno annunciato di aver presentato una diffida al Ministro dell’Ambiente invitandolo a ritirare l’atto di perimetrazione del Parco in autotutela perché in contrasto alle valutazioni tecniche di Ispra e lontano dai requisiti di un Parco Nazionale. Come ribadito da diversi in audizione, le indicazioni di Ispra sono frutto di un’indagine scientifica che non possono essere derubricate a una qualsiasi valutazione, ma meritano e devono essere tenute in considerazione per rivalutare un percorso che ad oggi ha ridotto e ridimensionato le potenzialità di un territorio”, lo dichiara la deputata e vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio dopo l’audizione in Commissione Ambiente di Associazioni ambientaliste e comitati, richiesta con il capogruppo PD della Commissione Ambiente alla Camera per parlare del Parco di Portofino e della perimetrazione a tre.
“Francesco Faccini, presidente del comitato gestione provvisoria Parco Nazionale Portofino; Luca Santini presidente nazionale Federparchi e Gaetano Benedetto direttore nazionale Wwf Italia – prosegue Ghio - hanno tutti affermato che la proposta del parco a tre non corrisponde al concetto di Parco Nazionale e alla volontà espressa dai Comuni esclusi. La proposta della Regione Liguria, che ha avuto una prima validazione dal Ministero, non ha ancora ottenuto la firma del presidente della Repubblica Mattarella ed è una proposta che non risponde né alle valutazioni scientifiche di Ispra né alle richieste di buon parte del territorio e non è valorizza il percorso di un Parco Nazionale perché ha la perimetrazione di un parco Regionale. Inoltre durante tutto l’iter non c’è stato nessun coinvolgimento dell’ente gestore del Parco che è stato messo sul fatto compiuto”.
“Prossima settimana – conclude la vicecapogruppo PD alla Camera - seguiranno nuove audizioni e ho invitato anche Ispra per approfondire i pareri emessi. Quanto emerso finora conferma comunque che la proposta del Parco a tre Comuni non risponde nè al percorso normativo che disciplina i parchi; né rispetta la tutela della biodiversità e lo sviluppo dei territori. Sentiremo altri soggetti per poi redigere un report che consegneremo alla al Ministero, a Regione Liguria e ai cittadini liguri”.
“La Regione Toscana in questi ultimi 10 anni ha investito 2 miliardi di euro per ridurre il rischio idraulico e idrogeologico: moltissimi progetti sono stati realizzati, altri sono in fase di attuazione; in 10 mesi Matteo Salvini, come vicepremier e ministro delle Infrastrutture, è invece riuscito a cancellare 1 miliardo e 300 milioni di euro già stanziati nel Pnrr per contrastare il dissesto nelle zone fragili. Ci sono governatori che lavorano per salvaguardare il territorio e ministri che tagliano risorse già destinate alla sicurezza per finanziare il Ponte sullo Stretto. Onorevole Ziello, i numeri sono questi, tutto il resto è sciacallaggio politico”. Così Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio ed Emiliano Fossi, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Toscana.
"Nel nostro paese in 48 ore si sono verificati 73 eventi estremi: in Italia circa 11 milioni di persone sono a rischio alluvione e frane e chi continua a negare che siano in corso mutamenti climatici che mettono a rischio la vita dei cittadini è moralmente colpevole dei disastri": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"Oggi ricorre l'anniversario dell'alluvione di Firenze e la Maremma: nel 1966 si verificò una tempesta perfetta ed un evento meteorologico straordinario che unito all’assenza di un sistema moderno di monitoraggio e di soccorso ha portato alla tragedia che tutti ricordiamo. Da quell'evento in questi decenni abbiamo imparato molto, creando la Protezione Civile, le autorità di bacino dei fiumi ed intervenendo per limitare le conseguenze disastrose del maltempo. Il surriscaldamento globale sta però compromettendo questi interventi limitandone gli effetti e mettendo a rischio zone del paese sempre più numerose. Proprio quando occorreva investire di più e meglio in prevenzione, anche grazie ai finanziamenti del Pnrr, il governo Meloni non solo non ha messo risorse nella Legge di Bilancio ma ha di fatto cancellato 1 miliardo e 300 milioni di euro di progetti contro il dissesto idrogeologico soprattutto per i territori fragili. La destra ha trovato il tempo per stravolgere la Costituzione con la riforma del Premierato e le risorse per il Ponte sullo Stretto dimenticando colpevolmente la prevenzione contro i disastri ambientali, alimentando addirittura il negazionismo contro i mutamenti climatici. Le tragedie degli ultimi mesi di Marche, Emilia Romagna e Toscana sono un monito per questa maggioranza incapace e pericolosa": conclude Marco Simiani.
"Mentre in Toscana siamo ancora in piena emergenza, dove purtroppo si contano non solo i danni ma i morti e mentre il Governatore Giani è in stretto contatto con i sindaci, il governo e il ministro Musumeci per far fronte ad una situazione gravissima ed insostenibile, ci sono alcuni esponenti politici di primo piano di Forza Italia che cercano disperatamente visibilità politica strumentalizzando la tragedia. Da questi personaggi politici ci aspettiamo adesso la stessa reattività ed almeno il pieno sostegno agli emendamenti che presenteremo alla Legge di Bilancio per stanziare risorse adeguate per i danni e per sostenere immediatamente famiglie che hanno perso tutto. A questa ricerca di protagonismo non c'è proprio limite". Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente.
"Il Ministro Musumeci, a seguito della richiesta del Partito Democratico, verrà a chiarire martedì prossimo in Parlamento se i Campi Flegrei sono interessati soltanto da fenomeni di bradisismo o sussistono allarmi concreti sul rischio di una possibile eruzione vulcanica". È quanto affermano in una nota i deputati
Pd Marco Simiani, Marco Sarracino, Arturo Scotto, Piero De Luca e Stefano Graziano e i senatori Pd Antonio Misiani e Valeria Valente, annunciando la presenza a Montecitorio il 7 novembre del titolare del dicastero della Protezione civile.
“Ringraziamo il Presidente della Commissione Ambiente della Camera Mauro Rotelli che ha raccolto questa nostra sollecitazione programmando una audizione urgente sul tema. Fino ad oggi si evince infatti, dai bollettini settimanali pubblicati dall’Ingv – Osservatorio Vesuviano, che non vi siano motivi per modificare l'allerta gialla attualmente in corso. Nonostante ciò la Protezione civile (dopo aver acquisito il parere della Commissione Grandi Rischi – Settore rischio vulcanico) ha però emanato un comunicato in cui non si esclude uno stretto collegamento fra aumento del bradisismo ed una eruzione: quindi un passaggio al livello di allerta arancione. Il Decreto Campi Flegrei, che stiamo discutendo in questi giorni a Montecitorio, non prevede infatti alcuna norma per prevenire e contrastare le possibili disastrose conseguenze di una attività vulcanica. Al tempo stesso è necessaria una comunicazione trasparente, corretta e veritiera, in grado di non generare allarmismi ma consapevolezza della situazione, soprattutto delle misure adottate per gestirla e farvi fronte”, conclude la nota dei parlamentari del Pd .
"Cancellare il Superbonus con l'accetta senza rimodulare gli incentivi edilizi metterà in ginocchio uno dei comparti principali della nostra economia, proprio adesso che il Pil sta crollando. Giorgia Meloni è riuscita nel suo intento, con il colpevole silenzio di Tajani e Salvini, quello di criminalizzare migliaia di imprese oneste e di cittadini che hanno investito per riqualificare le proprie abitazioni. Nonostante questo disastro la destra compatta si dice soddisfatta. Proveremo comunque in Parlamento a migliorare questa manovra fatta solo di tagli sostenendo le ragioni e le proposte delle associazioni di categoria e dei sindacati". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente in merito ai contenuti della Legge di Bilancio.
“Il Ministro Pichetto Fratin chiarisca in Parlamento sulla scelta di conferire un contratto di consulenza ad una persona che gestisce una società attiva in tutta Europa nei servizi di lobbying forniti al comparto delle energie fossili e controllata da una multinazionale che opera nel settore, tra gli altri, del gas e del petrolio”: è quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani e Andrea Casu, presentando sulla vicenda emersa nei giorni scorsi sulla stampa una interrogazione parlamentare.
“Il fatto che tale incarico sia stato prima a titolo gratuito poi con un compenso di esigua entità lascia francamente perplessi: se il Ministero ha bisogno di competenze per portare a termine i progetti del Pnrr, li retribuisca degnamente: altrimenti non fa altro che alimentare sospetti e congetture che il Ministro ha il dovere di chiarire prima possibile alle Camere”: concludono.
Il Rapporto Ispra 2023 sul consumo di suolo in italia presenta una situazione molto preoccupante, certificando un avanzamento del 10% in più rispetto al 2021, con punte del 35% nella zona Lombarda e Veneta della Pianura Padana. Questo ha delle conseguenze sempre piu devastanti, in particolare in collegamento alla crisi climatica, perché rende le nostre case e le nostre città sempre più calde ed invivibili e le nostre campagne meno adatte all'uso agricolo. I nostri suoli infatti sono sempre più impermeabili
e quindi inadatti anche ad assorbire le conseguenze di forti piogge improvvise causando, in particolare nelle aree a pericolosità idraulica, anche costi economici gravissimi per le famiglie e per le nostre imprese. Per questo abbiamo chiesto di calendarizzare al più presto alla Camera la nostra proposta di legge per una Legge nazionale contro il Consumo di suolo. Il nostro impegno sarà anche in Europa, visto che la direttiva suolo sarà finalmente discussa dal Parlamento UE nelle prossime settimane; ci auguriamo che anche il Governo faccia la sua parte e non si schieri ancora una volta contro gli interessi dell’ambiente e dei cittadini.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera e Annalisa Corrado, responsabile Conversione Ecologica Segreteria Pd.