"La Premier, evidentemente sicura del consenso elettorale, sta umiliando cittadini ed imprese di territori colpiti dalle alluvioni che aspettano da mesi risorse dopo le promesse di ristori immediati al 100 per cento dei danni. La presidente del Consiglio si goda le sue meritate vacanze ma eviti di dare lezioni a chi ha perso tutto e sta cercando di ripartire tra mille difficoltà": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, sulla lettera di Giorgia Meloni al Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.
"Il vice ministro Bignami è evidentemente sotto stress. Il governo, in particolar modo sulle infrastrutture, non ne sta azzeccando una: spreca decine di milioni di euro per assumere dirigenti per il ponte sullo Stretto, litiga con l'Ue per i costi dei biglietti aerei, non interviene sul sistema ferroviario nazionale in tilt da settimane, ma continua a fare decreti vuoti senza intervenire per risolvere i problemi reali dei cittadini e degli utenti, se la prende con il Pd per i continui ritardi dei risarcimenti per le alluvioni. Il ministro Salvini ha finalmente un degno sostituto”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera.
“Nella bozza del DL agostano, all’articolo 14, spunta una nuova norma che condanna Taranto a dover accettare le esigenze nazionali senza poter dire nulla. Si prevede la nomina dell’ennesimo commissario straordinario per bypassare gli Enti del Territorio con criteri di individuazione che sembrano paradossali. Qual è la procedura di incarico? Perché non è previsto un compenso per un ruolo così delicato e di grande responsabilità? La Regione Puglia ed il Comune di Taranto in questa scelta vengono di fatto esautorati da ogni ruolo, poiché scrivere ‘sentita’ la Regione equivale a toglierle ogni competenza e questo in deroga a tutto, anche in materia ambientale. Ci troviamo di fronte ad un unicum nel panorama legislativo nazionale. Anche nei casi di massima accelerazione dei tempi dell’attività decisoria, come ad esempio nel caso delle aree Zes, viene comunque previsto il rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e della salute e delle competenze degli enti locali. Si tratta di una vera e propria ‘forzatura’, usando un eufemismo, per aggirare tutti i controllori nella prospettiva della nuova Autorizzazione integrata ambientale in quanto la vecchia scade a fine mese. Sembra proprio una nuova genuflessione del governo nei confronti del socio privato”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano.
"Sul granchio blu il governo mette solo una pezza. Quello che occorre è un nuovo sistema di governance della Laguna di Orbetello che veda l'ingresso dello Stato a fianco degli enti territoriali. L'istituzione del Consorzio per la gestione della Laguna non può essere rimandato oltre: si tratta di un ecosistema fragile e complesso che ha bisogno di risorse adeguate e di una programmazione certa di progetti ed investimenti. Al tempo stesso sono necessarie misure strutturali per contrastare i cambiamenti climatici perché l'invasione dei granchi blu sta interessando altri territori limitrofi come il Golfo di Follonica. L'invasione delle specie aliene sono infatti la conseguenza del surriscaldamento globale e per risolvere la situazione vanno contrastate le cause e non gli effetti".
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera.
“Laguna di Orbetello rimane purtroppo un ecosistema fragile, come confermato anche in queste settimane con l’invasione dei granchi blu. Una nuova governance consortile che veda la presenza: dei comuni, della Provincia, della Regione, ma soprattutto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con risorse statati certe, è oggi indifferibile. Ci sono due proposte di legge di partiti di maggioranza e di opposizione su questo tema depositate in Parlamento da tempo e l’ordine del giorno sottoscritto insieme con il collega Fabrizio Rossi di Fratelli d’Italia è la diretta testimonianza che c’è una reale volontà bipartisan di risolvere le criticità dl territorio. Ci appelliamo al governo affinchè promuova in tempi certi e brevi l’istituzione di un Consorzio per la gestione della Laguna”: è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Prevedere un fondo di garanzia da parte dello Stato, al fine di consentire il diritto di difendersi da parte di chi ritiene di aver subito un danno grave durante il parto, stabilendone le condizioni di accesso, anche in relazione al modello Isee, in determinati casi nei quali viene contestata la responsabilità medica per deficit neurologici o fisici gravi sul neonato, conseguenti al parto, per sostenere la famiglia, qualora questa sia la parte soccombente, oltre a continuare a fornire il patrocinio gratuito per chi ne ha diritto in base alle normative vigenti”: è quanto chiedono in una interrogazione al governo i deputati Pd Marco Simiani, Ilenia Malavasi, Nicola Zingaretti, Andrea Casu, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Gian Antonio Girelli, Emiliano Fossi e Simona Bonafè.
“L’atto di sindacato ispettivo è finalizzato ad evitare altri casi come quello di Elena Patrizia Improta e di suo figlio, nato con gravissime disabilità, che dopo 27 anni di causa civile per risarcimento danni è chiamata, in base alle sentenze, al pagamento delle spese di giudizio per un importo complessivo di 276.000 euro, non essendo stata appurata nessuna responsabilità in capo alla struttura sanitaria. La conclusione di questa vicenda, oltre a gravare ulteriormente sulla famiglia, potrebbe infatti scoraggiare altri cittadini, in situazioni simili, ad intraprendere cause legali, nella legittima difesa dei propri diritti".
“Questo debito rischia inoltre di compromettere le attività del progetto ‘La Casa di Mario’, una esperienza virtuosa di ‘Dopo di noi’ basata sulla coabitazione tra persone normodotate e persone con disabilità, realizzata e portata avanti da Elena Patrizia Improta e dalla sua famiglia, al quale ha dedicato la propria vita, dando risposte, aiuto e accoglienza a tante altre famiglie. Una struttura quindi che garantisce alle persone con disabilità un progetto di vita in un ambiente familiare, integrato nella comunità ed in rete con il territorio, ma che potrebbe non avere un futuro a causa delle pendenze economiche conseguenti alla causa civile". Per questo motivo "sollecitiamo i ministri competenti a intraprendere ogni iniziativa utile, anche per mantenere e garantire la disponibilità degli appartamenti che accolgono “La Casa di Mario”, che rischiano di essere aggrediti per pagare le ingenti spese legali, affinché questo importante progetto del Dopo di noi possa continuare ad esistere, garantendo così la continuità dei progetti di vita delle persone con disabilità che qui vivono, in un contesto sereno e familiare" concludono i deputati Pd.
Una scelta grave e incomprensibile, smentita nelle ragioni persino dal Ministro Piantedosi. L’amministrazione comunale di Cernobbio ritorni su suoi passi, per rispetto di realtà che da sempre promuovono un confronto civile e democratico su diritti, ambiente, lavoro, pace.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati
“Ad oggi l’unica testimonianza del Ponte sullo Stretto sono i ruderi della variante ferroviaria di Cannitello a Villa San Giovanni, costata 25 milioni di euro nel 2012 con il governo di centrodestra, e che sta deturpando da anni il paesaggio e l’ambiente. Le infrastrutture moderne e funzionali sono necessarie e sarebbe sbagliato non provare a collegare luoghi che hanno bisogno di sviluppare le proprie economie e le proprie potenzialità; le fughe in avanti con l’obiettivo però di fare solo propaganda, senza essere neanche concertate con i territori e le istituzioni locali, sono però soltanto controproducenti, sprecano soldi pubblici e creano ecomostri”. Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, dopo un sopralluogo insieme al senatore del Pd Nicola Irto ed alla sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti.
"Le operazioni di smantellamento di alcuni settori della fabbrica eseguite senza alcun rispetto per l'ambiente e per la comunità cittadina sono l'ennesima conferma della incapacità di Jsw di poter garantire il rilancio del sito produttivo di Piombino ed il mantenimento degli attuali livelli occupazionali": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera.
"All'azienda è stato concesso tutto da un governo superficiale che ha favorito una multinazionale attenta solo al profitto e che non ha rispettato i patti: proroga delle concessioni demaniali e 1,4 miliardi euro di commesse pubbliche senza aver mantenuto gli accordi assunti con gli enti territoriali e senza aver presentato un piano industriale credibile. Tutto questo nell'assoluto immobilismo dell'amministrazione comunale che ancora pochi giorni fa parlava di nuovi accordi con Jsw e che è stata completamente sorda agli allarmi sulle demolizioni lanciati dalle organizzazioni sindacali. Un’amministrazione assolutamente non in grado di indirizzare i processi produttivi territoriali. Ribadirò questi concetti lunedì prossimo al tavolo di crisi che si terrà al ministero delle Imprese e del Made in Italy": conclude Marco Simiani.
“La transizione ecologica sarà un bagno di sangue”, ha ripetuto la destra in questi anni. Ecco, Ministro, il bagno di sangue c’è già, ed è il frutto della mancata e tardiva transizione e lotta alla crisi climatica. Abbiamo apprezzato le sue parole contro il negazionismo, sulla “tropicalizzazione”. Meglio tardi che mai. Ma non deve dirlo a noi, lo dica ai suoi colleghi di partito e di governo. Alla Premier che solo qualche settimana fa diceva che la sua priorità era “fermare il fanatismo ultraecologista”. Oggi è lo stesso Ministro dell’Ambiente Pichetto a metterne in dubbio l’origine antropica dei cambiamenti climatici. Siete semplicemente imbarazzanti. Dovremmo riconoscerci tutti nelle parole del Presidente Mattarella, che ieri ha lanciato l’allarme all’Europa sull’emergenza climatica con la Presidente della Grecia perché il Mediterraneo è l’hot spot della crisi climatica. Non una volta la Presidente Meloni ha posto la questione. Ma cosa parlate a fare di Mediterraneo se non parlate di questo? È questa la minaccia alla nostra vita quotidiana.
Cosa ha fatto fin qui per aiutare la Sicilia, i comuni colpiti? Lo stato di emergenza lo abbiamo chiesto noi, ma non basta. Perché si tratta di far fronte a fenomeni sempre più violenti ma sempre più ordinari: si tratta di predisporre un grande piano strutturale di prevenzione e di messa in sicurezza del territorio, di mitigazione e di adattamento al mutamento climatico. Servono investimenti, nuove infrastrutture sostenibili. E proprio mentre lei in quest’Aula ci chiede unità, in un’altra stanza del governo stanno saltando tra i 16 e i 19 miliardi del PNRR destinati proprio alla gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico. Una scelta non solo dannosa, ma pericolosa. Avete capito, non tutti, che il problema del cambiamento climatico esiste. Ma quando capirete che siete in ritardo? Siete il governo e dovete dare risposte ora.
Così Peppe Provenzano, della segreteria nazionale del Pd, intervenendo alla Camera durante l’informativa del ministro Musumeci.
“Ogni evento calamitoso si porta dietro un’alluvione di parole, di piani, di commissari, di programmi. Sempre più spesso, purtroppo. Il ministro Musumeci ha ben rispettato questa tradizione con un intervento che si può definire ‘Fiumi di parole’, per ricordare una bella canzone di qualche anno fa. Purtroppo, però, i fiumi veri che esondano non si fermano con le parole. La fragilità italiana si affronta spendendo i tanti soldi non spesi applicando le procedure accelerate che esistono ma non sono applicate perché non ci sono le necessarie competenze nei Comuni, nelle Province e nelle Autorità di distretto: geologi, ingegneri idraulici, geografi. Competenze che oggi si contano con il lumicino”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Servono unità operative decentrate - continua l’ex Sottosegretario all’Ambiente - che agiscano per la prevenzione e l’adattamento in modo ordinario e non in concomitanza con gli eventi. Purtroppo il sistema degli enti locali italiani è estremamente frammentato e non può reggere la potenza degli eventi naturali. Se questo Paese vuole sopravvivere nel confronto implacabile con la natura, occorre accorpare comuni, province e regioni. E si deve iniziare a farlo nelle politiche sul dissesto idrogeologico. Ma la politica preferisce ancora ‘Fiumi di parole’ che travolgono tutto”.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd commissione Ambiente e Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd Toscana.
“I 10 euro simbolici che il governo esige per accedere alle secche della Meloria di Livorno sono una tassa inutile e controproducente; dispiace che ancora una volta la destra intervenga a gamba tesa sui territori senza ascoltare le richieste, le esigenze e le perplessità locali". È quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani, capogruppo in Commissione Ambiente ed Emiliano Fossi segretario del Partito Democratico della Toscana, che oggi hanno discusso in commissione una loro interrogazione urgente.
"Avevamo chiesto almeno l'esenzione dei residenti ma il ministero si è opposto nel silenzio dei parlamentari territoriali di maggioranza. Questa gabella avrà anche ricadute negative di carattere burocratico: le migliaia di richieste, a fronte di un limitato personale amministrativo preposto ad esaminarle, causeranno inevitabili problemi e ritardi nella fruizione dell'area", hanno concluso i deputati del Pd .
“Via Capovilla, a Pieve di Soligo, ridotta a un fiume in piena di acqua e ghiaccio. Migliaia di euro di danni nella zona di Valdobbiadene, Quartier del Piave, Vittorio Veneto e Conegliano. Diversi feriti.
L’ondata di maltempo straordinaria si è abbattuta in queste ore anche nella Marca: sono innanzitutto vicina alle comunità e agli amministratori che in questo momento contano i danni e le perdite. Mi sono subito attivata affinché le esigenze del mio territorio siano ben rappresentate in Parlamento.
Il disastro meteorologico nella provincia di Treviso fa parte del quadro più grande di eventi climatici estremi di questi giorni: la tempesta a Milano, le ondate di caldo nel Sud Italia accompagnate da devastanti incendi dolosi, la grandine grande come palle da tennis e le trombe d’aria. È il surriscaldamento globale causato dall’intervento antropico sul nostro ecosistema ed è compito della politica fare i primi passi determinati verso un cambio di approccio: non abbiamo tempo per chi nega il cambiamento climatico, le nostre comunità sono già con l'acqua alla gola. Se dunque anche il presidente Zaia sostiene che non si tratta di semplici acquazzoni estivi, è allora lecito domandare quali misure voglia realizzare per dare un contributo sostanziale, chiaramente nel perimetro delle possibilità e delle competenze della regione. Serve ora un piano di adattamento al cambiamento climatico per i nostri territori, e interventi coraggiosi per ridurre le emissioni e dare al nostro modello di sviluppo un’impronta ecosostenibile”. Lo dichiara la deputata del Pd, Rachele Scarpa, componente della commissione Ambiente di Montecitorio, a proposito della crisi climatica nel Trevigiano.
Conferenza stampa Pd, Avs, Azione-Iv e associazioni ambientaliste
Mercoledì 26 luglio - ore 12 - Sala Stampa Montecitorio
Oggi, mercoledì 26 luglio alle ore 12 presso la Sala Stampa di Montecitorio sarà presentata la proposta di legge nazionale “Norme per lo sviluppo delle Città 30 e l’aumento della sicurezza stradale nei centri abitati” promossa dalle associazioni della piattaforma #citta30subito tra cui Legambiente, FIAB, Salvaiciclisti, Kyoto Club, Amodo, Clean Cities Campaign, Asvis, Fondazione Michele Scarponi e redatta a cura di Andrea Colombo che finalmente è stata depositata in Parlamento in questi giorni da Pd, Avs, Azione-IV. Le città possono già fare molto come sta dimostrando Bologna concretamente, ma c'è bisogno di semplificazioni burocratiche e indirizzi chiari per fare gli interventi infrastrutturali e sociali necessari per azzerare concretamente le vittime della strada, cambiare gli stili di mobilità nelle città italiane, restituendo loro anche bellezza e spazio di vita e partecipazione.
Partecipano i deputati Roberto Morassut (primo firmatario della Pdl) Francesca Ghirra, Giulia Pastorella, Anthony Barbagallo, Valentina Ghio, Filiberto Zaratti, Angelo Bonelli, Ouidad Bakkali, Andrea Casu, Annalisa Corrado, responsabile Conversione ecologica, Clima, Green economy e Agenda 2030 nella segreteria nazionale del Partito Democratico e i rappresentanti delle associazioni Alessandra Bonfanti, responsabile mobilità attiva Legambiente. Francesco Ferrante, vice presidente Kyoto Club, Luigi Menna, FIAB, Enzina Fasano, presidente Salvaiciclisti, Marco Scarponi, Presidente Fondazione Michele Scarponi e Andrea Colombo, estensore della pdl.
"Negare l'evidenza sui cambiamenti climatici per meri interessi elettorali è grave ma continuare a farlo quando si ha una responsabilità di governo è imperdonabile. La frequenza con cui alluvioni, siccità, ondate di calore, trombe d'aria stanno colpendo tutte le Regioni del Paese non può essere più derubricato al clima stagionale tradizionale. Ogni giorno contiamo morti, danni e devastazioni che non sono colpa del destino, come la destra vuole farci credere spesso con ironia, ma di processi produttivi incompatibili con la salvaguardia del pianeta e che rischiano di essere irreversibili. Se governo e maggioranza non prendono atto con responsabilità che il clima sta cambiando e non affrontano con serietà questa problematica senza demonizzare l'Europa ma declinando gli indirizzi comunitari con le peculiarità italiane, avranno sulla coscienza il futuro delle nuove generazioni". Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.