“I continui litigi nel governo stanno bloccando anche la nomina del commissario straordinario unico per la depurazione: uno stallo che costa al nostro Paese 160mila euro al giorno di sanzione comunitaria ed impedisce di fatto la prosecuzione di cantieri e lavori per la messa a norma della rete fognaria per le acque reflue urbane. Si tratta di centinaia di interventi necessari già pianificati dalla Struttura commissariale appena decaduta, per garantire la salute dei cittadini e la tutela dell’ecosistema. Questi ritardi sono incomprensibili, non solo perché gravano sui bilanci dello Stato, ma in quanto impediscono risanamenti ambientali necessari ed attesi da tempo soprattutto nelle regioni del Sud ed in Sicilia. Senza interventi non sarà infatti possibile contrastare l’inquinamento di mari, fiumi e falde acquifere nel pieno della gestione estiva e balneare”.
"Le preoccupazioni per la ricostruzione post alluvione trovano la conferma nella commissione Ambiente dove oggi c'è stata l'audizione del generale Figliuolo, nominato commissario straordinario per la ricostruzione in Emilia Romagna.
A Figliuolo abbiamo ribadito il nostro apprezzamento per la sua figura e le sue capacità professionali, che già abbiamo avuto modo di apprezzare durante la pandemia. Al generale, sulla ricostruzione perché essa sia reale ed efficace, abbiamo ribadito che bisogna essere molto franchi nel dirsi le cose come stanno. Al netto della sua figura, le cose ad oggi anche dall'audizione non paiono cambiare su punti sostanziali. Il primo è che per quanto riguarda gli indennizzi al 100per cento per famiglie e imprese non ci sono le risorse. Abbiamo proposto per il 2023 che si passi da 120 milioni a 700 milioni, se ciò non avverrà ci saranno disagi sociali enormi che riguarderanno tutti. Il secondo: dopo oltre due mesi e mezzo, visto che comuni enti locali e regioni hanno lavorato bene, o si smentisce la cifra dei 9 miliardi di danni che gli stessi hanno posto, oppure si mettano a disposizione del commissario e degli enti locali gli oltre 6 miliardi che mancano.
Terzo punto: bisogna capire bene come si concretizza nelle procedure, nei fatti e negli atti amministrativi, la collaborazione tra commissario, presidenti di regioni e reti territoriali. Da questo ultimo punto si misurerà la velocità degli interventi. Inutile aggiungere che ai cittadini colpiti ora molto di quello che ascoltino non interessa se non si cambia davvero su cose concrete”. Lo dichiara il deputato del Pd, Andrea Gnassi, a margine dell'audizione del commissario per la ricostruzione in Emilia Romagna in commissione Ambiente di Montecitorio.
Dichiarazione on. Christian Di Sanzo, deputato Pd
“Sul decreto Rigassificatori avevamo chiesto al Governo delle misure ragionate per sostenere veramente i territori e la transizione ecologica. Avevamo offerto e chiesto collaborazione, ma nei lavori di commissione abbiamo trovato solo chiusura da parte della maggioranza”. Lo afferma l’On. Christian Di Sanzo, deputato del PD, membro Commissione Ambiente della Camera nella dichiarazione di voto sul decreto su rigassificatori e aiuti sulle bollette.
“Purtroppo su questi temi, che dovrebbero unire, abbiamo trovato una maggioranza che ostacola aiuti agli stessi territori che amministra come Piombino. Se le politiche energetiche non sono accompagnate da un vero aiuto non andremo da nessuna parte perché la transizione ecologica si fa insieme ai territori e alle comunità e una politica che non aiuta i territori ma li trascura, non può trovare consenso nel Paese. E infine per quanto riguarda il caro bollette la maggioranza si e’ dimenticata gli interventi più utili per il paese portati avanti fino a oggi. L’azzeramento per gli oneri generali di sistema sparisce per il settore elettrico, in un paese manifatturiero come il nostro si tratta di un colpo gravissimo che danneggia le imprese, quelle del Made in Italy che la maggioranza dice si sostenere solo a parole, ma lo ostacola nei fatti. Il Partito Democratico - ha concluso Di Sanzo- ha mostrato sempre responsabilità sui temi energetici, ma questa responsabilità non la vediamo dal governo che continua ad avere un approccio ideologico. Quando la maggioranza vorra’ discutere di politiche energetiche serie ci troverà pronti , sempre che non sia troppo tardi” .
Destra contro gli interessi di Taranto.
“Ennesimo blitz del governo che con un emendamento presentato in sordina tenta di cancellare la prospettiva della decarbonizzazione per l’ex Ilva di Taranto. Non solo: ancora una volta Palazzo Chigi diventa ‘la stanza dei bottoni’, con buona pace delle promesse fatte da un Ministro dello stesso Governo, si estende lo scudo penale e si permette al socio privato che finora ha osteggiato i progetti di decarbonizzazione di metterci bocca. Insomma, un mix di misure ad hoc per spegnere ogni speranza di transizione ecologica degli stabilimenti siderurgici di Taranto.”
Così in una nota congiunta i parlamentari pugliesi del Partito Democratico Ubaldo Pagano, Marco Lacarra e Claudio Stefanazzi.
“A questo tentativo indegno stiamo cercando di opporre, con i nostri emendamenti, delle iniziative di buonsenso. Oltre alla soppressione di qualsiasi esimente penale, chiediamo che venga approvata una norma che faccia partire per legge un accordo di programma con le istituzioni locali e le comunità; chiediamo che venga effettuata una valutazione dell’impatto sanitario e che, in caso di esito negativo, venga fatto il riesame degli atti che autorizzano l’attività produttiva. Tutto ciò che abbiamo immaginato e ottenuto per Taranto sta venendo a mancare, a partire dai fondi dedicati del PNRR. La filosofia di questa destra è sempre la stessa: l’acciaio vale molto di più dell’ambiente e della salute dei tarantini.”
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente e on. Emiliano Fossi, segretario Pd Toscana
“Il governo non solo ha ammesso di aver tagliato 300 milioni di euro già stanziati per l’Interporto di Livorno ma ha oggi confermato, nonostante i frettolosi annunci del viceministro Rixi, che queste risorse non verranno riassegnate nemmeno con la Legge di Bilancio”. È quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani ed Emiliano Fossi, rispettivamente capogruppo in Commissione Ambiente e segretario della Toscana del Partito Democratico, sull’ordine del giorno al Decreto Rigassificatori, respinto oggi lunedì 17 luglio dalla Camera dei Deputati.
“Siamo di fronte ad una destra cialtrona e sprovveduta, capace solo di annunci falsi e di menzogne. Prima hanno tolto le risorse di nascosto, poi hanno negato il taglio. Una volta scoperti hanno promesso di rifinanziare l’opera ma oggi, di fronte ad un atto parlamentare ufficiale, hanno votato contro il rifinanziamento dell’interporto. D’ora in poi potranno dire quello che vogliono ma non saranno più credibili”. concludono i deputati Pd.
“Il ministro dell’Ambiente chiarisca qual è la propria posizione rispetto alla riduzione drastica del perimetro del parco nazionale di Portofino proposta da Regione Liguria, che supera la precedente condivisa con diversi Comuni del territorio. Ritiene che la nuova proposta restrittiva rispetti tutte le osservazioni di carattere scientifico necessarie per la dotazione di un parco nazionale come previsto dalla ratio della L 394/91 e anche in riferimento alle Osservazioni del ministero formulate sulla precedente proposta di Parco Nazionale? La nuova proposta comporterà anche una riduzione della copertura economica a beneficio della tutela e dello sviluppo, originariamente compresa nell’individuazione del Parco Provvisorio istituito con Decreto Ministeriale dell’agosto 2021? E' già stata quantificata una eventuale riduzione di risorse in relazione alla nuova proposta ridotta?” Lo chiedono le deputate dem Chiara Braga e Valentina Ghio rispettivamente presidente e vicepresidente Gruppo Pd e Marco Simiani capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, in un’interrogazione depositata in commissione al ministro dell’Ambiente.
"L’Istituzione del Parco Nazionale di Portofino - aggiungono gli esponenti Pd - nella configurazione condivisa con i Comuni rappresenterebbe elemento di tutela per un territorio unico e fragile come quello del Golfo del Tigullio, del Golfo Paradiso e dell'intera Liguria, una possibilità di far affluire risorse e progettualità per la cura e lo sviluppo del territorio, anche attraverso percorsi di turismo sostenibile tutto l'anno. La nuova perimetrazione inviata da Regione Liguria il 17 maggio 2023, emersa a seguito della presentazione di una specifica interrogazione da parte del capogruppo PD in Consiglio regionale ligure Luca Garibaldi, escluderebbe di fatto alcune zone di altissimo pregio naturalistico e paesaggistico come la collina delle Grazie a Chiavari e la Pineta di Montallegro a Rapallo. Riteniamo la decisione di Regione Liguria unilaterale e non condivisa con buona parte del territorio che si era espresso diversamente, oltreché una proposta penalizzante per la tutela del territorio e per la drastica riduzione della possibilità di attingere a fondi dedicati”.
"A Giorgia Meloni, che rivendica una fantomatica 'luce verde' della Commissione europea alla creazione di una Zona Economica Speciale unica per le Regioni del Sud Italia, vorrei ricordare che il suo Governo sta colpevolmente ritardando da mesi l'istituzione della Zona Logistica semplificata della Toscana". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"La Regione Toscana ha da tempo individuato l'area e per mettere in sinergia i porti di Livorno, Piombino, Marina di Carrara e Portoferraio, gli interporti di Guasticce e Prato oltre all’aeroporto di Pisa, basterebbe infatti solo un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri mai emanato. Chiediamo alla Premier di fare meno annunci effetto e di occuparsi realmente dello sviluppo dei territori", conclude Marco Simiani.
“Pichetto Fratin si è accorto che fa caldo. E ci ha tenuto a farcelo sapere. Lui sa di cosa parla, è ministro dell'Ambiente. Ci aspettiamo ora altre perle che solo chi - per meriti acquisiti sul campo - ricopre incarichi di livello può riservare: non andate a correre a mezzogiorno, non esistono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio, l'ultimo chiuda la porta e spenga la luce."
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente
“Che il Ministro dell’Ambiente riconosca che il riscaldamento globale sia una minaccia e non una fake news è una notizia da non sottovalutare, viste le posizioni di autorevoli esponenti dello stesso governo e della maggioranza che considerano le misure europee contro i cambiamenti climatici folli e controproducenti. L’importante è che ora Picchetto Fratin metta in campo tutte le misure possibili, dall’efficienza energetica alla decarbonizzazione, dallo sviluppo delle rinnovabili agli incentivi per auto e case green, per cercare di contrastare concretamente il surriscaldamento del clima”. È quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
“Il Parlamento Ue merita un applauso. Approvando la Legge sul ripristino della Natura l’Europa ha infatti mandato un segnale chiaro ed inequivocabile al resto del mondo: la volontà di lasciare un pianeta vivibile alle nuove generazioni prevale sul negazionismo climatico e sull’indifferenza verso modelli produttivi non ambientalmente sostenibili”: è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd commissione Ambiente e Anthony Barbagallo capogruppo Pd commissione Trasporti
“Il via libera della Commissione Trasporti di Montecitorio all’istituzione di una nuova Commissione d’inchiesta sulla Moby Prince è un passaggio fondamentale per approfondire i troppi lati oscuri di una strage ancora irrisolta dopo oltre 32 anni”.” è quanto dichiarano Marco Simiani e Anthony Barbagallo, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Trasporti della Camera, sul voto di oggi.
“Il testo approvato recepisce, grazie al lavoro di ascolto svolto dal Partito Democratico, le indicazioni delle associazioni che raccolgono i familiari delle vittime e si pone l’obiettivo di individuare responsabilità di ‘strutture, apparati od organizzazioni pubbliche e private’, scrivendo inoltre parole chiare e definitive su tutti gli aspetti legati alla dinamica della collisione e sul tema soccorsi. Ci auguriamo che il testo venga approvato definitivamente in tempi brevi dall’Aula”.
Anche quest’anno il rapporto ecomafie di Legambiente presenta un quadro a tinte fosche che non deve farci abbassare la guardia sull’intreccio tra interessi illeciti e sfruttamento dell’ecosistema. Uno scenario che deve muoverci ad interventi più incisivi sia nell’azione preventiva che nel perseguire i reati.
In particolare salta agli occhi la preoccupante crescita del ciclo illegale del cemento e l’impennata dell’abusivismo edilizio soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti che hanno colpito aree fragili del paese. Per questo occorre un controllo molto più capillare e diffuso, aumentando risorse e strumenti a disposizione delle amministrazioni. Preoccupa, in questo quadro, il nuovo codice degli appalti che con le misure di subappalti a cascata e affidamenti senza gare rischia di favorire infiltrazioni della criminalità organizzata.
Intanto mancano ancora dopo anni i decreti attuativi per il sistema nazionale di protezione ambientale. Ritardi inaccettabili se vogliamo attivare un’azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell’ambiente e promuovere politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica dopo che proprio in queste ore studi scientifici segnalano come il nostro paese sia quello con il maggior numero di decessi causati dal sensibile aumento delle temperature.
Abbiamo una responsabilità verso i cittadini che ci impone di non abbassare l‘attenzione e di ascoltare l’allarme e le proposte di Legambiente.
Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenendo alla presentazione del Rapporto Ecomafia 2023 di Legambiente.
"Sull'interporto di Livorno finanziato dal Governo Draghi e definanziato da quello Meloni comprendo l'imbarazzo del senatore della Lega Manfredi Potenti. Capisco il suo disagio e della Lega per le dichiarazione del viceministro Rixi: conferma di aver tolto 300 milioni di euro per la Toscana ma per lui si tratta solo di una operazione contabile. Le chiacchiere stanno a zero: il Ministro Salvini ha ufficialmente sottratto risorse già assegnate, se poi verranno reintegrate in Legge di Bilancio sarà solamente un risarcimento dovuto e niente più. Comunque aspettiamo la risposta alla mia interrogazione". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio sulla decisione del Mit di annullare i finanziamenti disposti nel 2022 per le opere relative all'Interporto di Livorno.
"Il governo raccolga la proposta lanciata oggi da Confindustria energia sulla riconvocazione del tavolo sulla transizione ecologica inaugurato dall'esecutivo Draghi. Solamente promuovendo un processo partecipativo con le parte sociali, le imprese e le istituzioni si potranno concertate modelli sostenibili, socialmente ed economicamente, capaci coniugare crescita virtuosa, buona occupazione, approvvigionamento energetico e contrasto alle emissioni nocive. Negare i cambiamenti climatici, rallentare lo sviluppo delle rinnovabili, ridurre le misure sull'efficienza energetica come sta facendo questa destra è controproducente soprattutto per il paese": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, a margine della conferenza di Confindustria Energia che si è svolta oggi, venerdì 7 luglio, a Roma.
"In pochi mesi il Governo Meloni è riuscito a togliere 300 milioni di finanziamenti, già stanziati con il Governo Draghi per i collegamenti ferroviari connessi al porto di Livorno, per destinarli ad altre finalità. Si tratta di una serie di opere fondamentali per la realizzazione dei collegamenti ferroviari del porto di Livorno con il corridoio Ten -T Scandinavo-Mediterraneo, attesi da anni ma che rischiano quindi di subire ulteriori ritardi. Con quale coraggio Matteo Salvini si ripresenterà in Toscana?". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, in una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
"Il 1° agosto 2022 il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) avrva approvato il contratto di programma di Rfi 2022-2026 inserendo 312 milioni di euro per il 'Collegamento dell’interporto di Guasticce alla linea Pisa-Vada via Collesalvetti e bretella per il collegamento diretto tra la linea Firenze-Pisa e la linea Pisa-Vada via collesalvetti (By-pass di Pisa)'. Nei giorni scorsi il Ministero delle Infrastrutture ha portato le risorse disponibili a 12 milioni di euro con la complicità dei nuovi vertici di Rfi. Chiediamo a Salvini di reintrodurre immediatamente questi finanziamenti già stanziati", conclude Marco Simiani.