Raddoppiare le misure compensative destinate dalle imprese agli enti territoriali a seguito dell’installazione di infrastrutture energetiche, che passerebbero quindi dall’1 al 2 per cento del valore complessivo dell’opera”. Lo chiede un emendamento del Pd al decreto Rigassificatori in discussione a Montecitorio.
“L’autosufficienza energetica del Paese è fondamentale ma è altrettanto necessario che le comunità locali vengano adeguatamente risarcite dalla presenza di impianti di produzione di energia. Grazie a questa norma potrebbero arrivare nuove risorse per tutelare l’ambiente e garantire la crescita sostenibile dei territori interessati. Oggi queste misure riguarderebbero gli enti dell’Emilia e della Toscana in cui saranno presenti i rigassificatori, ma in futuro si tratta di benefici che potranno essere allargati a tutti i comuni coinvolti dalla presenza di nuove infrastrutture energetiche”. Lo dichiarano i deputati dem Simona Bonafè e Marco Simiani, rispettivamente capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali e Ambiente di Montecitorio.
La risposta fornita dal ministero delle Imprese sugli obiettivi di rilancio dell’Ilva di Taranto a una mia interrogazione ha senz’altro offerto elementi interessanti ma lascia un quadro di preoccupante incertezza.
Il ministero annuncia infatti un nuovo Accordo di programma con l’obiettivo di rendere l’Ilva di Taranto la più grande acciaieria verde d’Europa, con investimenti per il processo di decarbonizzazione, per la tutela della salute e dell’ambiente, prevedendo anche l’attivazione di un forno elettrico capace di produrre fino a 2,5 milioni di tonnellate l’anno’. Non chiarisce però se questo nuovo piano sia previsto come integrazione del precedente o lo sostituisca integralmente.
Il Ministero sottolinea inoltre che lo Stato ‘ha riacquistato la libertà che non aveva e può anticipare la salita in maggioranza rispetto alla prevista data del maggio 2024, oltre al fatto che può intervenire un altro partener industriale, cosa prima non possibile’, senza però dare alcuna indicazione sulle modalità di questa possibile accelerazione.
Insomma, per affrontare una questione complessa come quella dell’Ilva di Taranto servirebbe maggiore chiarezza sui progetti e sui tempi per concretizzarli.
Lo dichiara il deputato democratico Andrea Orlando
La persistente smania della destra di scaricare i propri fallimenti sull’Europa, con la premier Meloni che oggi in Aula si è scagliata contro la Bce, ha bruciato la forza negazionale del governo nella trattativa che dovrà portare avanti sul regolamento europeo degli imballaggi. Gli obiettivi del regolamento sono, infatti, condivisibili ma il testo proposto dalla Commissione europea deve essere modificato nel confronto con il Parlamento europeo e con i governi nazionali.
Il nostro Paese ha sviluppato un sistema di trattamento dei rifiuti da imballaggio in grado di conseguire, con molti anni di anticipo, gli obiettivi europei di riciclo fissati per il 2025 e per il 2030 e che opera su tutti i materiali di imballaggio, compresi i rifiuti di imballaggio in bioplastica compostabile raccolti assieme all’umido domestico. L’attuale versione del regolamento rischia di penalizzare fortemente, con gravi ricadute economiche ed occupazionali, circa 800.000 aziende attualmente attive nel settore degli imballaggi con oltre 6,3 milioni di dipendenti ed un fatturato di circa 2.000 miliardi di euro. Proprio per scongiurare questo scenario abbiamo bisogno di un governo serio e credibile, in grado di costruire alleanze a livello europeo per difendere al meglio gli interessi del Paese e non di una maggioranza divisa e in confusione che per dare retta alla propria propaganda condanna un intero settore.
Così Vinicio Peluffo e Marco Simiani, rispettivamente capogruppo Pd in commissione Attività produttive e Ambiente della Camera.
Abbiamo presentato 166 emendamenti al decreto sull’alluvione. Proposte basate sul confronto avuto in queste settimane con le popolazioni colpite, con le aziende, con gli enti locali. Si tratta di puntuali norme che possono dare sostanza al provvedimento dopo i molti ritardi, colpevoli e non spiegabili, del governo.
Per quanto riguarda la struttura commissariale, dopo il grave ritardo per cui dopo 45 giorni ancora non è stato fatto niente, il governo decida con l’unico obiettivo che questa sia efficace e efficiente. La condizione perché ciò avvenga è che debba essere organizzata proprio sulla base di una filiera istituzionale, del tessuto sociale, delle imprese, dei comuni, degli enti locali e della Regione. Decisioni centralistiche e senza protagonismo dei territori, così come è normale che debba essere per una calamità di questo tipo e come è stato per il terremoto, si creerebbero enormi difficoltà.
Con le nostre proposte emendative, che si basano su 5 ambiti di intervento, chiediamo, fra le altre cose:
Per la messa in sicurezza del territorio e ripristino delle infrastrutture:
- il rifinanziamento per oltre 2 miliardi del fondo emergenze nazionali per la messa in sicurezza del territorio prima delle piogge autunnali
- 1 miliardo per il ripristino della viabilità di oltre 700 strade distrutte o seriamente danneggiate dalle frane
Per il sostegno ai settori produttivi
- ristori nella misura del 100 per cento del danno subito e per la mancata produzione in agricoltura
- di rafforzare il Fondo di Garanzia per le PMI
Per Lavoratori e famiglie
- rafforzamento delle misure di agevolazione tariffaria delle utenze;
- 25 milioni per sostenere l’affitto nelle zone alluvionate,
- di rifinanziare il fondo nazionale affitto e il fondo per la morosità incolpevole
Per gli Enti locali:
- 1 miliardo per il ristoro degli enti locali a fronte delle spese sostenute per l’emergenza e per i mancati introiti (IMU e TARI);
- rafforzamento organici degli enti pubblici per la gestione delle attività necessarie a fronteggiare i danni e la ricostruzione.
Per sanità e istruzione:
- ripristino e consolidamento delle strutture sanitarie danneggiate, delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali;
- riconoscimento dell’attività di volontariato svolto nelle zone alluvionate ai fini della possibilità di riconoscimento dei crediti formativi nelle scuole superiori e nelle università e massimo impegno per garantire la ripresa dell’attività scolastica a settembre
Così i le deputate e i deputati democratici della commissione Ambiente e gli eletti nei territori colpiti dall’alluvione.
"Nonostante siano passate settimane dalle alluvioni la devastazione in Emilia è ancora tangibile e la situazione rimane drammatica. Interi centri abitati sono invasi dal fango, le attività quotidiane non sono ancora a regime e moltissime imprese sono in ginocchio": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, dopo aver preso parte oggi, venerdì 23 giugno, ad un sopralluogo sui territori colpiti dal maltempo insieme ad una delegazione di deputati del Partito Democratico.
"La prossima settimana continueremo ad esaminare in Parlamento il Decreto alluvioni. Ci aspettiamo da governo e maggioranza sensibilità e responsabilità verso un territorio che ha perso tutto e che ha bisogno di risorse adeguate e norme certe per ripartire": conclude Marco Simiani.
Anche sulla geotermia, come sul Mes, le spiagge e numerosi altri settori chiave del Paese, la destra ancora una volta ‘decide di non decidere’. La proroga di un anno delle concessioni per la geotermia non serve a nessuno e scontenta tutti: le imprese energetiche che devono programmare gli investimenti, gli enti locali che non vengono coinvolti e non hanno certezze sulle ricadute territoriali e le comunità che non hanno garanzie sullo sviluppo sostenibile di tale risorsa. Rimandare senza prendersi le proprie responsabilità è ormai un mantra di questo governo e di questa maggioranza che ha avuto addirittura il coraggio di rivendicare la proroga come un successo”. Lo dichiarano in una nota congiunta la vicepresidente vicaria del Gruppo dem alla Camera Simona Bonafè, capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali e il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, in merito alla norma presente nel decreto Enti.
Domani venerdì 23 giugno una delegazione del gruppo Pd alla Camera composta dalla capogruppo Chiara Braga, Andrea Casu e Andrea De Maria dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo, Marco Simiani capogruppo Commissione Ambiente, Stefano Vaccari, capogruppo Commissione agricoltura, e dai parlamentari emiliano romagnoli Andrea Gnassi, Bakkali Ouidad e Daniele Manca, sarà nelle zone colpite dall’alluvione in Emilia Romagna.
Alle 11.30 sarà nel Comune di Modigliana (FC) per incontrare il Sindaco, gli amministratori e visitare alcune aree colpite. Intorno alle 13 si sposterà nel Comune di Faenza (RV) per un incontro con amministratori e Protezione civile. La visita si concluderà alle 15.30 a Forlì per recarsi in alcune realtà economiche agricole e aree colpite del quartiere San Benedetto.
Fdi in cortocircuito
"Mentre il Premier Meloni promuove la Libertà di culto i suoi parlamentari propongono leggi per limitare le moschee in Italia. Evidentemente le divisioni palesi non sono soltanto nei partiti di centrodestra ma anche dentro Fratelli d’Italia”: è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio sul videomessaggio del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione della presentazione della XVI edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo; i cui contenuti sono palesemente in contraddizione con il provvedimento presentato dal capogruppo Fdi alla Camera Tommaso Foti.
“La proposta di legge è sbagliata sia dal punto di vista politico che amministrativo. Per quanto riguarda il primo va ribadito che tale norma sarebbe incostituzionale, per il secondo è opportuno segnalare che la chiusura per problemi burocratici interesserà non solo i centri di culto ma migliaia di associazioni culturali, sociali e ludico-sportive presenti nel paese. Adesso viene sconfessata anche dalla stessa Meloni. Vedremo quali saranno le conseguenze”: conclude Marco Simiani.
“I ritardi del decreto sulle comunità energetiche rinnovabili sono continui, incomprensibili e danneggiano pesantemente il nostro paese. Dal ministro dell’Ambiente Picchetto Fratin, dopo le promesse dei mesi scorsi sui 2,2 miliardi di euro a fondo perduto e l’attivazione di oltre quindicimila nuovi impianti, ci aspettavamo novità che purtroppo non sono arrivate”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani sulla discussione del question time che si è svolto oggi in Aula.
“Le comunità energetiche assumono un ruolo fondamentale per promuovere l’autosufficienza dell’Italia, calmierare le bollette e ridurre le emissioni nocive. Dobbiamo prendere atto che la transizione ecologica non rappresenta per questo governo una priorità, nonostante gli obiettivi e le risorse comunitarie e l’impatto positivo che questi progetti avrebbero sui nostri territori in termini di risparmi, qualità della vita, contrasto ai mutamenti climatici e nuove possibilità di crescita economica ed occupazionale”: conclude Marco Simiani
“Le alluvioni in Emilia, Toscana e Marche hanno messo in ginocchio migliaia di imprese che rappresentano uno dei tessuti produttivi ed occupazionali più virtuosi e vivaci del paese. E’ necessario tutelare queste attività aiutandole a ripartire in fretta e con risorse certe. Per questi motivi il Partito Democratico presenterà un pacchetto di emendamenti al decreto attualmente in discussione alla Camera: si tratta di proposte per ristorare la perdita delle scorte ed indennizzare i mancati fatturati; per bloccare gli adempimenti fiscali e per posticipare i bandi relativi al Pnrr al fine di dare la possibilità alle imprese locali di partecipare alle gare. Le aziende del territorio saranno fondamentali per garantire una ricostruzione rapida ed efficace”. Lo ha dettp il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani, nel corso della discussione in commissione del Decreto Alluvioni.
Dichiarazione di Stefano Vaccari, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, deputati Pd
Non possiamo condividere le rigidità e i vincoli del Piano d'azione dell'Unione Europea sulla pesca a strascico. Per questo come gruppo PD abbiamo votato una risoluzione in Commissione Agricoltura alla Camera, insieme alle altre forze politiche, che chiede all'Unione Europea di riconsiderare quelle indicazioni introducendo forme di flessibilità che tengano conto di alcune marinerie, come quella Italiana, che già ha importanti limiti di pesca oltre che di spazi marini. Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera insieme ai colleghi Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi.
Semmai si tratta di aumentare e ricercare gli interventi che rafforzino le imbarcazioni in termini di sostenibilità senza pregiudicare oltre ventimila posti di lavoro oggi garantiti dalla nostra marineria.
Tenere uniti ambiente e pesca per noi è possibile, così come garantire la sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale. Per farlo non servono però colpi ad escludendum ma buon senso e decisioni di gradualità.
"E’ sconcertante la notizia secondo cui il Governo sarebbe in procinto di emanare un Decreto sul tema del “Codice della Ricostruzione”. Un percorso normativo che è già stato avviato di concerto tra maggioranza e opposizione: nei giorni scorsi in commissione Ambiente, infatti, abbiamo abbinato la nostra proposta di legge in materia, con quella presentata per il centrodestra dall’on. Trancassini. Iniziativa che la Commissione, da parte sua, ha accolto favorevolmente votandola all’unanimità. Si è così avviato l’iter che avrebbe visto maggioranza e opposizione lavorare insieme, per fornire finalmente al nostro Paese un codice normativo organico. Il Governo, mortificando la concertazione e umiliando i parlamentari, ad iniziare dai propri, ha deciso ancora una volta di prevaricare il metodo democratico. Siamo di fronte a una decisione che, con il solo scopo di occupare muscolarmente territori istituzionali, non si limita a offendere il Parlamento ma pecca di senso pratico e di efficacia. Auspichiamo che questo atto brutale venga sconfessato e, di conseguenza, si possa tornare nelle sedi idonee a condividere un percorso fondamentale per il nostro Paese. Il Governo farebbe bene a occuparsi di questioni di somma urgenza, come la nomina del Commissario per l’alluvione in Emilia Romagna, ponendo fine a uno spettacolo indecoroso e senza precedenti che dimostra l’incapacità di gestire le emergenze del Paese". Lo dichiara il deputato del Pd, Augusto Curti.
Elly Schlein in Direzione ha proposto un forte rilancio della presenza e dell’iniziativa del Pd, una stagione di mobilitazione su contenuti chiari di opposizione alla politica del governo Meloni e di proposte alternative.
Il danno peggiore che il Pd può fare a sé stesso è quello di tradire nella pratica quotidiana la grande aspettativa che con le primarie si è riversata su di noi.
Quindi dobbiamo andare avanti, senza tentennamenti, su una linea di rinnovamento profondo del partito e di svolta nei contenuti, che metta al centro i diritti sociali e civili, il lavoro, l’ambiente e la lotta contro ogni forma di discriminazione.
C’è un fatto incontrovertibile: la destra ha vinto facendo la destra, noi possiamo vincere se facciamo la sinistra.
Abbiamo due essenziali missioni da compiere: tornare a rappresentare le persone che vivono il disagio sociale e che non ci hanno più votato, e unire tra loro le forze di opposizione per preparare l’alternativa alla destra.
Se è così, allora è giusto essere presenti ovunque si denunci il problema della precarietà, del lavoro povero e delle ingiustizie sociali e ovunque ci sia una forza di opposizione – ieri i Cinquestelle domani altri – che scende in piazza, che costruisce occasioni di mobilitazione contro le politiche di questo esecutivo.
Al Governo della precarietà e delle diseguaglianze, che vuole ancora di più dividere il Paese, si risponde con un’opposizione unita e combattiva. E il Pd deve lavorare per questo.
‘Il governo non è un bancomat’. A dirlo è il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, il quale, con queste parole offende e umilia i tanti amministratori, i cittadini, le famiglie e le imprese che hanno subiti danni incalcolabili provocati dall’ondata eccezionale di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna le scorse settimane e che stanno facendo di tutti per ripartire. La Regione ha quantificato, in maniera molto conservativa, che i danni ammontano a circa 8,9 miliardi di euro, escludendo mancati ricavi, scorte e veicoli privati. Il ministro Musumeci, che certo non brillava per efficienza nella gestione dei fondi europei e nazionali quando amministrava la Sicilia, dovrebbe pensare invece a come risarcire le popolazione e le imprese dell’Emilia-Romagna che contribuiscono significativamente al Pil italiano. Il tempo delle passerelle per la presidente Meloni e il suo governo è giunto al termine. Adesso servono fatti, fatti concreti e non belle parole sui social e in Tv”. Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
“Il governo deve prendere atto che l’emergenza in Emilia è appena cominciata e che le somme stanziate fino ad oggi servono soltanto per risolvere le prime criticità. L’ottimismo della destra in questa situazione, fatta di ritardi e scontri interni sulla nomina del Commissario, mancanza di risorse e scarso coinvolgimento degli enti territoriali interessati, lascia perplessi sulla reale volontà di avviare in tempi rapidi la ricostruzione. Le assenze oggi alla Camera di molti deputati della maggioranza, dove si è svolta la discussione del Decreto Alluvione, sembrano purtroppo confermare questa sensazione”. Così Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Nonostante le promesse fatte dalla Premier Meloni ai cittadini dell’Emilia Romagna e dopo settimane di annunci non ci sono infatti novità sulla designazione del Commissario e quindi sul cronoprogramma degli interventi. Ancora più grave è la carenza degli stanziamenti necessari che sono stati quantificati dalla Regione in circa 8,9 miliardi di euro; si tratta comunque di una cifra al ribasso con l’esclusione di mancati fatturati, scorte e veicoli privati. Il governo si sta dimostrando ancora una volta non in grado di gestire l’emergenza, nell’assoluta inerzia della maggioranza”, conclude Marco Simiani.