24/04/2026 - 13:25

Il decreto sicurezza, rimasto fermo al Senato per settimane per divisioni interne alla maggioranza, è arrivato a Montecitorio senza un vero esame parlamentare, con tempi compressi e senza il coinvolgimento delle Commissioni. Il parlamento è stato ridotto a mero luogo di ratifica di decisioni assunte prima e altrove.

Nel provvedimento è presente una norma ritenuta palesemente incostituzionale, che lo stesso governo si appresta a correggere con un nuovo decreto: una forzatura grave che rappresenta un precedente senza eguali e un vulnus per l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Per il PD, la sicurezza non si costruisce con propaganda e repressione, ma con prevenzione, investimenti sociali e rafforzamento delle forze dell’ordine. Dopo oltre tre anni di governo, il Paese è più fragile, con più precarietà e meno sicurezza reale.

Il decreto, basato su nuove fattispecie di reato e pene più dure, rischia solo di aggravare il sistema giudiziario e il sovraffollamento carcerario, senza affrontare le cause profonde dell’insicurezza.

Alla vigilia del 25 aprile ribadiamo la difesa dei principi costituzionali e del diritto al dissenso, contro un provvedimento che indebolisce le istituzioni e comprime le libertà fondamentali.

 

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, nella dichiarazione di voto sul Decreto Sicurezza

 

24/04/2026 - 13:24

“Il Dl Sicurezza è una prova di accanimento del governo Meloni che si ostina a procedere nonostante le sberle clamorose e continue. Dopo quasi quattro anni senza risultati concreti su economia, salari e sanità pubblica, dopo una politica estera fallimentare, ecco un’altra operazione di facciata per mascherare il fatto che l’esecutivo non ha saputo dare risposte ai bisogni delle persone”. Lo dichiara la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio durante la discussione notturna sul Dl Sicurezza che aggiunge “siamo difronte a un decreto dove la sicurezza si costruisce soltanto aumentando le pene e le fattispecie di reato, incuranti del fatto che, durante il governo Meloni, i reati sono aumentati del 6,4% e gli organici delle Forze dell'ordine sono diminuiti”.
“Senza affrontare i problemi – sottolinea la parlamentare- il governo intercetta l'emotività generata dai fatti di cronaca e si scaglia contro quelle categorie che, di volta in volta, sceglie come bersaglio delle responsabilità. I giovani sono il capro espiatorio più gettonato che pagano il prezzo più alto di scelte sciagurate come l'anticipazione della sanzione, l'inasprimento delle misure e dell'estensione degli strumenti punitivi. Il governo interviene quando il problema è già esploso senza investire in modo significativo nella scuola, nei servizi sociali, nelle periferie, nel sostegno alle famiglie, in politiche educative”.
“Con il fermo amministrativo – avverte - si considera il dissenso come un problema da contenere e si limita la libertà personale sulla base di una previsione e non di un fatto. Così il rischio di abuso non è teorico, è reale. Questa misura richiama i tempi più bui della nostra storia”.
“Infine, l'articolo 30-bis e l’incentivo di 615 euro agli avvocati per convincere a far ‘tornare indietro’ i loro assistiti è totalmente incostituzionale per la violazione di un principio intoccabile: il diritto alla difesa. Siamo alla vigilia della Liberazione e con questo decreto la destra dimostra ancora una volta la sua lontananza dai principi della Costituzione”, conclude Ghio.

24/04/2026 - 13:23

Giuli chiarisca immediatamente’

I deputati democratici della Commissione Cultura della Camera hanno depositato un’interrogazione parlamentare al Ministero della Cultura per fare piena luce su quanto emerso in queste ore sugli organi di stampa, in particolare in un articolo a firma di Ilaria Lombardo.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il neo-sottosegretario alla Cultura Cannella avrebbe ricevuto, in qualità di autore, finanziamenti dal Ministero della Cultura per la produzione di un’opera cinematografica. Una circostanza che, se confermata, impone la massima trasparenza e un chiarimento puntuale.

“Non formuliamo giudizi preventivi – dichiarano i deputati dem – ma riteniamo doveroso verificare che tutte le procedure di assegnazione dei fondi pubblici siano avvenute nel pieno rispetto delle norme e senza alcuna ombra”.

La questione, sottolineano i parlamentari, riguarda non solo il caso specifico ma un principio generale: “Chi si candida a ricoprire un ruolo così delicato come quello di sottosegretario alla Cultura, chiamato ad affrontare dossier fondamentali tra cui proprio i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse al settore cinematografico, deve poter garantire assoluta limpidezza e assenza di conflitti o opacità”.

Per questo motivo, nell’interrogazione si chiede al Ministero della Cultura di fornire con urgenza tutta la documentazione relativa al procedimento di finanziamento: dai bandi ai criteri di selezione, dalle commissioni valutatrici agli atti finali di assegnazione.

“È una questione di trasparenza nei confronti delle istituzioni e dei cittadini – concludono i deputati PD – e di tutela della credibilità di un settore strategico come quello culturale e audiovisivo. Giuli deve fare piena luce”.

 

24/04/2026 - 12:59

«Il riordino dell’assistenza primaria territoriale è una sfida cruciale per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Proprio per questo, ogni intervento in materia deve nascere da un confronto serio, schietto e approfondito con chi quella riforma è chiamato ad attuarla ogni giorno».

Così Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Affari Sociali della Camera, commenta lo schema di decreto-legge sul riordino della medicina generale attualmente in circolazione.

«Le finalità del provvedimento – dal rafforzamento dell’assistenza territoriale alla piena operatività delle Case della Comunità – potrebbero essere in parte condivisibili non può far ignorare il metodo con il quale si è arrivati a questo punto».

«Le preoccupazioni espresse dalle rappresentanze dei medici di medicina generale, a partire dalla FIMMG, non possono essere liquidate come una reazione corporativa. Il tema del confronto non è un dettaglio formale, ma una condizione sostanziale per la qualità e l’efficacia delle riforme».

Girelli sottolinea come, accanto al merito – che dovrà essere oggetto di un confronto serio su organizzazione, rapporto fiduciario, modello a “doppio canale” e ruolo delle Case della Comunità – emerga con forza una questione di metodo istituzionale.

«Ancora una volta si rischia di assistere a un protagonismo del Governo che finisce per comprimere il ruolo del Parlamento. È bene ricordare che la funzione legislativa appartiene a Camera e Senato, come stabilito dalla Costituzione. Tornare a esercitarla pienamente non è una rivendicazione di parte, ma un’esigenza di equilibrio democratico».

«Su temi così delicati – che incidono sul rapporto di cura tra medico e cittadino e sull’organizzazione complessiva dei servizi – il Parlamento deve poter discutere, ascoltare e migliorare i testi, coinvolgendo le professioni e i territori. È questo il modo migliore per evitare riforme calate dall’alto e difficilmente attuabili».

 

24/04/2026 - 12:00

“Oggi in Aula abbiamo cantato Bella Ciao perché, proprio alla vigilia del 25 aprile, il Governo sta approvando un decreto sicurezza anticostituzionale. Lo abbiamo fatto perché i valori dell’antifascismo sono la base su cui si fonda la nostra democrazia”.

 

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che oggi insieme ad altri esponenti dell’opposizione ha intonato Bella ciao alla Camera.

 

“Nei mesi scorsi abbiamo assistito a derive che mettono a rischio quei valori. Il referendum è stato una bellissima risposta a un tentativo di attacco - prosegue la deputata dem - Non possiamo però dimenticarci che alcuni esponenti di opposizione, tra cui la sottoscritta, sono stati sanzionati per aver impedito a un gruppo di neofascisti e nazisti di parlare nelle sedi istituzionali: questo è un dato politico molto preoccupante”.

“Domani sarò a Pietra Ligure a celebrare la festa più bella di tutte: quella della Liberazione, che troppo spesso viene attaccata e sminuita da alcune parti politiche. Per me, come persona e come rappresentante nelle istituzioni, rimane il monito più importante: i diritti possono essere sempre messi sotto attacco, sta a noi difenderli con ogni mezzo possibile, tra cui schierarci contro un decreto sicurezza inaccettabile” conclude Gribaudo.L’appuntamento a Pietra Ligure, in cui l’onorevole Gribaudo insieme al sindaco Luigi De Vincenzi celebrerà il 25 aprile, è per le ore 9 davanti al Municipio in piazza Martiri della Libertà.

 

 

23/04/2026 - 18:53

“L'ultimo Economic Survey 2026 dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), presentato oggi a Roma, conferma la necessità di una riforma fiscale seria, fondata su equità, semplificazione e contrasto deciso all’evasione. Il punto non è chiedere di più a chi già paga, ma far pagare tutti il giusto e usare il fisco come leva per crescita e coesione sociale.
In Italia persistono sacche rilevanti di sommerso e di concorrenza sleale che danneggiano lavoratori dipendenti, pensionati, imprese corrette e professionisti onesti. Per questo sono condivisibili gli interventi su digitalizzazione dei pagamenti, interoperabilità delle banche dati e semplificazione degli adempimenti. Anche sui regimi agevolati serve equilibrio: contrastare gli abusi, senza penalizzare il lavoro autonomo autentico e le piccole attività.
L’Ocse richiama poi un nodo centrale: il costo del lavoro resta troppo alto, soprattutto per i redditi medio-bassi. È un tema che si lega direttamente alla questione salariale italiana. Non basta ridurre il cuneo fiscale: servono anche retribuzioni dignitose. Per questo riteniamo necessario introdurre il salario minimo legale, come soglia di tutela contro il lavoro povero e contro i contratti pirata, valorizzando al tempo stesso la contrattazione collettiva maggiormente rappresentativa.
Meno tasse sul lavoro, salari più alti, lotta all’evasione e un sistema fiscale più giusto: è questa la strada per rafforzare consumi interni, occupazione stabile e fiducia nel Paese. La vera sfida è costruire un fisco moderno: meno complicato, più giusto e capace di sostenere sviluppo, occupazione e coesione sociale” così Virginio Merola capogruppo Pd in commissione finanze della camera.

 

23/04/2026 - 17:50

“Fossi nella Premier eviterei toni trionfalistici rispetto ai Centri in Albania. Anzitutto ricordiamo, che oggi si è pronunciato l’Avvocato Generale della Corte di giustizia, le cui conclusioni, come dovrebbe sapere perfettamente Meloni, non sono vincolanti per i giudici che si dovranno pronunciare sul rinvio pregiudiziale rivolto dalla Corte di Cassazione. Sarebbe prudente e corretto da un punto di vista istituzionale attendere la sentenza della Corte, prima di annunciare la compatibilità del Protocollo Albania con il diritto UE. Ad oggi, la vicenda è ancora sub iudice. Aggiungo peraltro, che lo stesso Avvocato Generale si è pronunciato, in linea di principio, indicando al tempo stesso una serie di stringenti condizioni, requisiti, diritti e garanzie da assicurare ai migranti trattenuti, in particolare ai minori e alle persone vulnerabili, che non è escluso saranno oggetto di valutazione dei giudici di Lussemburgo, e la cui verifica in concreto da parte del giudice del rinvio – ossia la Corte di Cassazione – sarà comunque indispensabile per considerare la normativa italiana effettivamente coerente col diritto europeo. Ad ogni modo, resta oggi il fallimento umano, operativo, economico e sociale di questi centri, che nessuna passerella o nessuna dichiarazione può cancellare”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione affari europei della Camera.

23/04/2026 - 17:49

"Il quarto decreto sicurezza, o come bisognerebbe chiamarlo "decreto fallimento", è tra le cose più sconcertanti fatte da questo governo. Lo è non solo per le norme liberticide, come il fermo preventivo, e incostituzionali che contiene, non solo perché affronta la violenza giovanile solo in chiave repressiva, non solo perché è l'ennesimo decreto fatto senza che ci sia alcuna urgenza, non solo perché per l'ennesima volta è stato umiliato il parlamento. E' sconcertante perché la presidente Meloni ha avuto il coraggio di definire norma di "buon senso" quella su cui il Quirinale ha sollevato dubbi di costituzionalità e perché il ministro Piantedosi ha avuto la sfrontatezza di parlare di "alcune sensibilità" a proposito dei rilievi mossi dal Colle.
Un palese disprezzo della Presidenza della Repubblica che segna una frattura istituzionale gravissima.
Pur di gettare fumo negli occhi agli italiani con l'ennesimo decreto sicurezza, costringono il Parlamento a votare un testo palesemente incostituzionale che loro stessi sono costretti a modificare nel momento stesso in cui sarà approvato. E la destra neanche partecipa al dibattito: ci sono solo due deputati di maggioranza, in aula. Ma le italiane e gli italiani non vi credono più, anzi cominciano ad avere paura di voi che con i vostri provvedimenti create caos e tensioni sociali. E non si faranno abbindolare da questa ulteriore operazione di propaganda". Lo ha dichiarato durante il dibattito a Montecitorio sul dl sicurezza, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

23/04/2026 - 13:49

“Dopo la sconfitta referendaria e i 15 milioni di italiani che hanno detto no al governo, siamo di fronte a un esecutivo in evidente difficoltà che non riesce a fermarsi, ammettere gli errori e cambiare strada. È la quarta volta che intervengono sullo stesso tema: se i tre provvedimenti precedenti hanno fallito, perché questo dovrebbe funzionare, visto che ripete la stessa strategia? Introducono nuovi reati, norme bandiera che non garantiranno più sicurezza e, nel frattempo, comprimono i diritti dei cittadini” Lo afferma Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, intervistato sui canali social dei deputati dem, a margine dei lavori sul decreto Sicurezza.

“Pensiamo al fermo preventivo prima di una manifestazione: non è accettabile. A questo – prosegue l’esponente dem - si aggiungono norme palesemente incostituzionali. Siamo di fronte a una deriva clamorosa, mentre il Parlamento viene mortificato: a difendere il valore dell’Aula restano solo le opposizioni, con la maggioranza che diserta i lavori. Sul bonus agli avvocati per i rimpatri, voglio essere netto: è uno scandalo. L’avvocatura, in una democrazia, è libera e indipendente, non è al servizio delle politiche del governo di turno. Qui si pretende di pagare un avvocato se raggiunge l’obiettivo del rimpatrio di un immigrato: è incompatibile con lo Stato di diritto ed è palesemente incostituzionale. Lo dimostra il fatto che, mentre questa norma non è ancora in vigore, il governo sta già intervenendo per modificarla. Siamo al paradosso: una bandiera dell’assurdo che sarebbe comica, se non riguardasse diritti fondamentali”.

“C’è – conclude Gianassi - un tentativo di banalizzare tutto questo. Non ammettono il pasticcio: hanno fatto un decreto e contemporaneamente lavorano per cambiarlo. È molto più di un errore, è un’azione legislativa gravissima che viola principi costituzionali. Il Governa riconosca gli sbagli, chieda scusa e si fermi. Andare avanti mette a rischio i diritti dei cittadini”.

 

23/04/2026 - 13:46

“Il passo indietro annunciato dal ministro Giuli e comunicata al presidente De Pascale circa il ripristino dei fondi destinati ai Luoghi della Memoria è una buona notizia. Si tratta di un segnale che va nella direzione giusta dopo le proposte sollevate dai sindaci, dai consiglieri regionali e dai Luoghi di Memoria stessi nelle scorse settimane. Tuttavia alle parole devono ora seguire atti concreti e tempestivi che restituiscano integralmente quanto sottratto. I Luoghi della Memoria non rappresentano solo spazi fisici ma presìdi civili e culturali fondamentali per la trasmissione dei valori democratici alle nuove generazioni. Onorare la memoria delle vittime della dittatura nazifascista significa assumersi una responsabilità collettiva per custodire la verità storica, contrastare ogni forma di revisionismo e riaffermare con forza i principi di libertà, giustizia e democrazia su cui si fonda la nostra Repubblica. Per questo è indispensabile garantire risorse certe e strutturali a chi, ogni giorno, mantiene viva questa memoria”.

 

Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato emiliano del Partito Democratico e segretario di Presidenza della Camera.

 

23/04/2026 - 12:54

“Le dichiarazioni del Ceo di Ryanair, Michael O’Leary, che si uniscono a quelle di altre compagnie, degli operatori turistici e dei sindacati, fanno cadere definitivamente la narrazione rassicurante del governo: il rischio di una crisi negli approvvigionamenti di carburante per il trasporto aereo è reale e già nelle prossime settimane potrebbe incidere sulla regolarità dei voli e sulle prenotazioni estive. Di fronte a un allarme lanciato da uno dei principali operatori in Italia, le parole di Matteo Salvini e Adolfo Urso risultano non solo deboli, ma profondamente irresponsabili. Non si può continuare a minimizzare mentre il settore segnala incertezza e mentre in Europa si attivano strumenti di monitoraggio straordinari. La verità è che il governo sta inseguendo gli eventi: o non ha il controllo della situazione, oppure sceglie di non dire come stanno realmente le cose. In entrambi i casi, è un comportamento grave che espone il Paese a rischi economici e sociali significativi”.

Così il deputato democratico e segretario regionale del Pd, Silvio Lai.

“Per la Sardegna - aggiunge - le conseguenze sono immediate e sproporzionate. Anche solo l’incertezza sui collegamenti aerei compromette la continuità territoriale, colpisce il diritto alla mobilità di cittadini e lavoratori e mette a rischio l’intera stagione turistica. Già il mese di maggio vede riduzione delle prenotazioni e rinvii per quelle estive. È inaccettabile che, a fronte di segnali così chiari, il governo non abbia ancora attivato un coordinamento pubblico con autorità, compagnie e gestori aeroportuali, né fornito dati trasparenti sullo stato delle scorte. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo di dire con chiarezza quale sia lo stato delle scorte di carburante negli aeroporti italiani, quali rischi esistano per i mesi estivi e quali misure intenda adottare per garantire la continuità dei collegamenti, a partire dalla Sardegna, che già subisce, senza colpe, il raddoppio delle tariffe del trasporto merci con gli armatori che scaricano i propri ritardi e inefficienze tecnologiche sui trasportatori e sugli utenti finali, nel disinteresse totale del governo, che ha respinto, sia alla Camera che al Senato, le nostre proposte per affrontare il problema. A questo punto non bastano più rassicurazioni generiche: se il governo non è in grado di garantire trasparenza e gestione della crisi, se ne assuma la responsabilità politica. Matteo Salvini e Adolfo Urso - conclude - smettano di nascondersi dietro dichiarazioni di circostanza: dicano la verità al Paese o ne traggano le conseguenze”.

 

23/04/2026 - 11:28

"La cosa che trovo veramente incredibile è che, una volta verificato e certificato che l'articolo 30-bis, della apologia di infedele patrocinio, come è stata definita da alcuni, presenta elementi di anticostituzionalità, tanto che lo stesso governo vuole correggerlo, si scelga di farlo con un nuovo decreto-legge anziché permettere alla Camera di svolgere il suo lavoro. Si sta decidendo deliberatamente di non consentire al Parlamento di intervenire nel merito, e questo è inaccettabile". Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato Andrea Casu, della presidenza del Gruppo PD, intervenendo in dichiarazione di voto sul complesso degli ordini del giorno al decreto Sicurezza.

"È una forzatura dietro l'altra: in Commissione – aggiunge l’esponente dem - abbiamo avuto un solo giorno e abbiamo lasciato sul campo 701 votazioni. In Aula, venti colleghi non sono potuti intervenire in discussione generale e 130 ordini del giorno non sono stati discussi. Eppure i nostri ordini del giorno sono stati costruttivi: abbiamo chiesto di andare oltre sulla sicurezza nel trasporto ferroviario e pubblico locale, raccogliendo le richieste dei lavoratori. Questo lavoro parlamentare voi lo state negando. I numeri parlano chiaro: dal 2022 al 2025 la Polizia di Stato ha perso 2.000 effettivi. Non si può continuare a fare finta che ci siano più risorse e più personale”.

“E intanto – conclude Casu - avete bocciato i nostri emendamenti per lo scorrimento integrale della graduatoria di 2.700 vice ispettori già idonei, con graduatoria vigente fino all'aprile 2027, appellandovi alla mancanza di coperture. Le stesse coperture che trovate per bandire nuovi concorsi. Le risorse servono a pagare i concorsi o a pagare gli agenti? Si agisce sempre sulla repressione, che non funziona, e mai sulla prevenzione, che serve. Avete perso l'ennesima occasione, ma noi continueremo a opporci con tutte le nostre forze".

 

23/04/2026 - 10:56

“Una buona notizia per il nostro territorio. La questura di Modena sarà elevata in fascia A al pari delle grandi città del nostro Paese. Il governo, infatti, ha accolto integralmente un ordine del giorno che ho presentato come primo firmatario, insieme alla collega Guerra, al decreto Sicurezza sul quale ha aggiunto la sua firma la deputata Dondi di Fdl. Finalmente dopo tre anni di rinvii, titubanze e bocciature di emendamenti e ordini del giorno che ho presentato su molti provvedimenti, tra i quali la Legge di bilancio, l’obiettivo è stato raggiunto. La nuova classificazione consentirà alla questura di avere organici, risorse e mezzi aggiuntivi per rispondere alle esigenze di sicurezza di famiglie ed imprese.

C’è da percorrere ora l’ultimo miglio e far sì che il governo trasformi rapidamente l’impegno in atti conseguenti. Seguiremo passo dopo passo l’evolversi della situazione per evitare lungaggini burocratiche e ulteriori ritardi. Una cosa è certa però. Non si potrà tornare più indietro”.

Così il deputato dem, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.

 

23/04/2026 - 10:38

Si terrà oggi alle ore 14 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati la presentazione del volume “Resistenza. La guerra partigiana in Italia (1943-1945)”, a cura di Filippo Focardi e Santo Peli.

Il volume offre un’occasione di riflessione su uno dei passaggi fondamentali della storia italiana contemporanea.

Attraverso il dialogo tra autori e studiosi, l’incontro approfondisce il significato della Resistenza come esperienza militare, politica e civile, mettendone in luce la complessità e il ruolo nella nascita della democrazia repubblicana.

Un momento di confronto e memoria, particolarmente significativo in prossimità delle celebrazioni della festa della Liberazione il 25 aprile.

Dialogheranno con gli autori Liliosa Azara, Chiara Braga, Andrea De Maria, Marco De Nicolò.

 

22/04/2026 - 19:22

"Rilievi tecnici" così Giorgia Meloni ha derubricato le osservazioni del Quirinale sull'incostituzionalità del decreto sicurezza su cui si discute oggi alla Camera. Altro che "rilievi tecnici". Qui parliamo di una misura che mina uno dei principi cardine della Costituzione che è il diritto alla difesa che Meloni intendeva comprimere usando l’avvocatura come strumento per mettere in atto il piano di remigrazione. La premier, non è riuscita a farla franca neanche in questa circostanza ma pur di non riconoscere l'incapacità del suo governo di scrivere una norma, parla del presidente della Repubblica come fosse un grigio burocrate e non come di colui che è chiamato a garantire la tutela della Costituzione.
E così siamo chiamati a votare un decreto destinato a essere contraddetto dallo stesso governo un minuto dopo l'approvazione. Una situazione paradossale.
Per questo ho presentato un ordine del giorno in cui si impegna il governo a rimuovere dal decreto ogni norma che viola i principi costituzionali e i diritti delle persone come quella che prevede una remunerazione di 615 euro agli avvocati che convincono i loro clienti migranti al rimpatrio volontario e l'abolizione del gratuito patrocinio per i ricorsi contro le espulsioni.
Ma dato che la maggioranza, per tensioni interne, ha tenuto per 55 giorni il decreto in ostaggio al Senato, saremo costretti a discutere gli ordini del giorno in piena notte, in un tour de force che sarebbe stato del tutto evitabile se il governo avesse fatto l'unica cosa sensata da fare: ritirare il decreto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

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