Questo è l’appello lanciato da un gruppo di parlamentari (sen. Walter Verini PD, on. Andrea De Maria PD, on. Marco Pellegrini M5S, sen. Marco Lombardo AZIONE, sen. Ivan Scalfarotto ITALIA VIVA, sen Ilaria Cucchi AVS), durante la conferenza stampa del 24 novembre 2025 tenutasi a Roma presso la Camera dei Deputati. I parlamentari hanno deciso di ritrovarsi a Bologna il prossimo 13 marzo alle ore 11,30 presso il Museo per la Memoria di Ustica (via di Saliceto 3/22 Bologna), accompagnati come a Roma da: Daria Bonfietti Presidente dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, Giuseppe Giulietti Coordinatore dell’Associazione Articolo 21, Carlo Bartoli e Silvestro Ramunno rispettivamente Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e Presidente dell’OdG E-R, Vittorio Di Trapani Presidente FNSI.
Prima visiteranno il Museo per la Memoria di Ustica poi terranno alle 12 una Conferenza Stampa, presso la sede del Quartiere Navile di Bologna (via di Saliceto 5, Bologna).
Tutto ciò accadrà alla vigilia dell’udienza davanti al Gip per l’archiviazione richiesta dalla Procura della Repubblica di Roma, per continuare ad affermare che proprio dalle indagini della stessa Procura sono stati evidenziati nuovi elementi di estremo interesse che meritano di essere approfonditi a cominciare dalla presenza, sempre ufficialmente negata dalle autorità francesi, della portaerei Foch nel mare di Napoli e dalla individuazione nel cielo di Ustica, di un’azione militare di aerei francesi e americani di base a Grazzanise, ben seguita dai centri Radar e dal Comando Nato in Belgio. Nelle 450 pagine dell’indagine è emerso che ambienti mafiosi palermitani sin dall’ avvenuto abbattimento del DC9 Itavia con 81 persone a bordo, erano a conoscenza delle tragiche dinamiche della Strage. Infine vi è la completa e totale conferma delle conclusioni della sentenza-ordinanza del Giudice Rosario Priore.
Questi sono elementi che meritano di essere ulteriormente indagati, superando, finalmente, quel velo di indifferenza e omertà che fino ad ora ha caratterizzato la collaborazione di Stati alleati direttamente coinvolti nella tragica vicenda.
Verità e giustizia è l’unico e vero obiettivo da raggiungere, come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 45° anniversario:
“La Repubblica non si stancherà di continuare a cercare e chiedere collaborazione anche ai Paesi amici per ricomporre pienamente quel che avvenne il 27 giugno 1980”.
E’ necessario che le indagini proseguano e che il Governo italiano, in difesa della dignità nazionale, solleciti maggiormente la piena e completa collaborazione dei “Paesi amici” per raggiungere verità e giustizia sulla Strage di Ustica.
C’è ancora molto da fare e abbiamo idee chiare: una legge sul consenso, educazione all’affettività, parità salariale, asili nido e servizi, congedo paritario. E poi libertà, quella che chiediamo per le donne iraniane e per quelle di tutti i paesi in guerra. Buon 8 Marzo!
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"La pioggia non ha fermato la piazza di Roma, gremita di persone. Questo è un altro 8 marzo di lotta per la parità e i diritti delle donne. Abbiamo un governo, per la prima volta guidato da una donna, che boccia e ostacola qualsiasi provvedimento dell'opposizione che vada nella direzione dell'uguaglianza. Hanno bocciato il salario minimo quando la donne sono pagate il 20 per cento meno degli uomini, hanno affossato il congedo genitoriale paritario quando il gap occupazionale tra padri e madri è del 30 per cento, hanno tolto opzione donna e le consigliere di parità, hanno svuotato la legge sul consenso nei rapporti sessuali trasformandola nel suo contrario, hanno vietato l'educazione sessuale e affettiva nella scuola primaria e non l'hanno resa automatica in quella secondaria fingendo di dimenticare che senza cultura del rispetto non si cambia la mentalità. Si limitano a provvedimenti bandierina da potere usare l'8 marzo. Con quale coraggio Giorgia Meloni sostiene che con il suo governo le donne hanno fatto passi avanti? È esattamente il contrario e questa piazza, come le tante altre in tutta Italia, lo testimonia". Lo dichiara, dalla manifestazione di Roma, Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
«La proposta avanzata dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein di utilizzare l’extragettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre le accise va nella direzione giusta e merita di essere accolta dal Governo per dare un segnale concreto e immediato di attenzione e sostegno a tutto il mondo dei trasporti.
Esiste già uno strumento previsto dalla normativa, quello delle cosiddette accise mobili, che consentirebbe di restituire ai cittadini parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi alla pompa. Quando il costo dei carburanti cresce, infatti, cresce automaticamente anche il gettito IVA incassato dallo Stato: è giusto che quell’extragettito venga utilizzato per alleggerire il peso fiscale su famiglie, cittadini e imprese.
Per questo chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di attivare concretamente subito questo meccanismo. Una scelta di responsabilità e buonsenso, che permette di intervenire subito per contenere il rialzo del costo dei carburanti».
Lo dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera.
“Se come dice il centro studi CGIA la guerra all'Iran rischia di costare 10 miliardi in bollette alle imprese, cosa aspetta Meloni a dirci come intende fronteggiare l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia? Un silenzio sulla guerra colpevole e che fa danni. Per questo è necessario intervenire con urgenza per contenere i rincari e sostenere il potere d’acquisto dei cittadini e delle aziende, rafforzando gli strumenti di tutela per chi è più esposto e garantendo stabilità al sistema produttivo. Il Governo ha varato un decreto Bollette in estremo ritardo e del tutto insufficiente fin dall’inizio; ancora di più di fronte allo scenario che abbiamo davanti a noi. È il momento di accelerare con decisione sulla transizione energetica e sugli investimenti nelle fonti rinnovabili: ridurre la dipendenza dalle fonti fossili è la strada più efficace per proteggere l’Italia dalle crisi geopolitiche e dalle speculazioni sui prezzi dell’energia”.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
interrogazione al Governo su visita a Roma tra il 15 e il 18 marzo
«Secondo quanto riportato da La Stampa, l’imprenditore statunitense Peter Thiel sarebbe atteso a Roma tra il 15 e il 18 marzo per una serie di incontri riservati. Si tratta di uno degli investitori più influenti nel settore tecnologico globale e tra i promotori di Palantir Technologies, società che sviluppa piattaforme avanzate per l’integrazione e l’analisi di grandi quantità di dati utilizzate anche da governi e agenzie di sicurezza. Per questo presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo se siano previsti incontri ufficiali o istituzionali con la Presidente del Consiglio o con membri dell’esecutivo e se amministrazioni pubbliche italiane o società partecipate dallo Stato abbiano rapporti contrattuali, collaborazioni o progetti con società riconducibili a Thiel, a partire da Palantir. Nel contesto della crescente competizione geopolitica e tecnologica sui dati, sull’intelligenza artificiale e sulle infrastrutture digitali è fondamentale garantire la massima trasparenza su eventuali interlocuzioni con grandi operatori tecnologici globali, soprattutto quando si tratta di tecnologie che possono incidere su ambiti sensibili come sicurezza, difesa, sanità, trasporti, infrastrutture e gestione dei dati pubblici».
Dichiarano in una nota Peppe Provenzano responsabile Esteri, Europa, Cooperazione internazionale del Partito Democratico ed Andrea Casu, deputato PD e vicepresidente della commissione trasporti, poste e comunicazioni della Camera.
"Il conflitto in Medio Oriente si allarga di ora in ora e Trump sembra non avere né una strategia né un obiettivo. Il suo delirio di onnipotenza lo porta perfino a dire che deve essere lui a scegliere la nuova leadership di Teheran, non il popolo iraniano. Il presidente statunitense segue ciecamente Netanyahu che vuole destabilizzare il Medio Oriente per ridisegnarne i confini e arrivare al suo progetto messianico del Grande Israele, mentre la minaccia dei missili iraniani si intensifica in tutta la regione del Golfo, allargandosi fino all’Iraq. Anche il Libano è sotto attacco da parte dell’esercito israeliano che sta causando nuova distruzione, morte e la fuga di centinaia di migliaia di persone dal sud del Paese. Questa situazione di guerra allargata ha ripercussioni pesanti anche sul costo dell’energia e di conseguenza sul costo della vita delle persone ben al di fuori del Medio Oriente. Una guerra, in violazione del diritto internazionale, scatenata da due despoti che stanno generando un caos globale, e dalla quale bisogna assolutamente rimanere fuori, come ha ribadito il premier spagnolo Pedro Sanchez.
L'unica cosa che in questo momento i governi lungimiranti dovrebbero fare è unire le forze e impegnarsi per la pace, costruire un percorso che porti ad un cessate il fuoco e tornare quanto prima al negoziato". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Sul piano casa siamo ancora in alto mare e continuano i rinvii. Nonostante mesi di annunci, il decreto resta confuso e privo di una direzione chiara”. Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.
“Preoccupano inoltre le notizie sulle perplessità emerse anche dal Quirinale sul contenuto del provvedimento. Quando i dubbi nascono già nella fase di elaborazione significa che il lavoro politico e tecnico non è stato svolto con la necessaria solidità”.
“Siamo davanti all’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza del ministro Matteo Salvini nella gestione del proprio dicastero. Quello che avrebbe dovuto essere un intervento utile per dare risposte concrete al tema della casa rischia di trasformarsi nell’ennesimo decreto confuso, costruito tra annunci, rinvii e continue correzioni”.
“Il risultato – conclude Simiani – è che famiglie, amministrazioni locali e operatori del settore restano senza certezze mentre il governo continua a improvvisare su un tema cruciale come quello dell’abitare”.
“Troppo spesso il lavoro delle donne non è solo meno pagato, ma anche più instabile, più discontinuo, più vulnerabile. Non basta dire che l’occupazione è cresciuta, quando a crescere è anche l’instabilità e la precarietà. I dati parlano chiaro e ringrazio ANMIL per lo studio prezioso che ci presenta oggi”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, partecipando all’iniziativa organizzata da ANMIL alla Camera, in occasione della giornata internazionale della donna dal titolo “Donne e precariato: una scelta imposta”.
“Colpisce in particolare il dato sugli infortuni in itinere: per le lavoratrici rappresentano il 23,3% degli incidenti totali e il 39% di quelli mortali - ha proseguito la deputata dem - È un dato che parla anche delle difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro e del carico familiare che continua a gravare soprattutto sulle donne”.
“Abbiamo norme avanzate in materia di salute e sicurezza sul lavoro: il problema non è la mancanza di leggi, ma la loro applicazione. Servono più controlli, più prevenzione, più cultura della sicurezza. Ma serve anche un cambiamento culturale profondo e delle scelte politiche che siano veramente in favore delle donne, a partire dai congedi, dai salari e da un welfare statale idoneo per conciliare la vita privata e lavorativa” ha concluso Gribaudo.
“La propaganda del governo si scontra con la realtà. Alla pompa i prezzi dei carburanti sono già aumentati sensibilmente e le promesse fatte ieri dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dall’esecutivo di intervenire con decisione contro ogni forma di speculazione si stanno già rivelando vuote”.
Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera e deputato del Partito Democratico.
“Il fallimento del tavolo convocato oggi da Urso al Mimit ne è la conferma. Il governo non sta intervenendo sulle conseguenze in Italia del conflitto in Iran mentre cittadini e imprese continuano a pagare prezzi sempre più alti. Meloni può rilasciare interviste quanto vuole, ma quando ci si trova davanti alla pompa di benzina le promesse si scontrano con la realtà dei fatti. L’esecutivo avrebbe strumenti concreti per agire, a partire dall’accisa mobile, che invece ha scelto irresponsabilmente di non utilizzare. Servono misure immediate per contrastare le speculazioni e tutelare famiglie e imprese”, conclude Peluffo.
“Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà al direttore di Fanpage Francesco Cancellato. Ora è fondamentale che si faccia chiarezza e luce su quanto sta emergendo dalle indagini della procura. Perché Cancellato ed altri giornalisti sono stati spiati? E soprattutto da chi sono stati spiati? In un paese democratico è inaccettabile che accadano queste cose. Il governo e la presidente Meloni intervengano in modo netto per tutelare la democrazia e la libertà di informazione e di espressione di tutto il popolo italiano”. Lo dichiara in una nota Stefano Graziano capogruppo pd in commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai e in commissione Difesa della Camera.
“Tutta la mia solidarietà al direttore Francesco Cancellato e alla redazione di Fanpage. Alla luce dell’inchiesta della magistratura emerge chiaramente che giornalisti, insieme ad attivisti e imprenditori, furono spiati illegalmente attraverso il sistema Paragon. Continuo a pensare che non sia una cosa normale e accettabile in uno stato democratico. Il governo dica una parola definitiva su questo scandalo: noi faremo la nostra parte continuando a chiedere in Parlamento verità e giustizia”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
La nostra condanna al regime sanguinario di Khamenei è sempre stata nettissima e abbiamo sempre sostenuto le forme di protesta anche in Italia. Ma questo non toglie nulla alla critica a una guerra scatenata da Trump e Netanyahu fuori dal diritto internazionale. Contestiamo al governo l’impossibilità di un confronto vero con la presenza della premier Meloni che continua a fuggire a differenza di tutti gli altri leader europei.
Nella risoluzione condivisa con Avs e movimento 5 stelle abbiamo dato la disponibilità, nel quadro di solidarietà previsto dai Trattati e in cooperazione con i partner europei, per la protezione e la sicurezza del suolo europeo e rifiutato di concedere l’utilizzo delle basi Usa in Italia per una guerra illegale. Purtroppo ieri il governo non è stato in grado di dire che non trascinerà il Paese in un conflitto dalle dimensioni preoccupanti e di cui non si conosce il punto di caduta. Per questo abbiamo ribadito le ragioni delle nostre richieste: cessate il fuoco, de-escalation, ripresa del negoziato e misure per proteggere i cittadini dalle conseguenze devastanti anche dal punto di vista economico.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, intervenendo a Radio anch’io.
“Chiediamo al presidente Carloni, relatore del ddl Coltivitalia, di ritirare gli emendamenti su Agea. Di allontanare così anche il minimo dubbio che le ingenti somme previste, tolte peraltro alla filiera delle carni e dell'olivicoltura, possano essere destinate per finalità diverse dal necessario sostegno al comparto agricolo. Ad Agea non spettano compiti di generica assistenza ma è l'ente pubblico italiano, vigilato dal Masaf, che agisce come organismo pagatore, di coordinamento dei fondi europei e di gestione dei finanziamenti. A cosa servono allora quei 40 milioni di euro e quella percentuale fissa del 2 per cento su tutte le risorse stanziate dal ministero dell'agricoltura in cambio di una generica assistenza che Agea dovrebbe già garantire in base alle norme. Perché i sospetti rischiano di diventare certezze se si legge l'inchiesta di Fanpage sulle assunzioni che Agea ha fatto nell'ultimo periodo. Basta guardarne i profili, come rivela Fanpage, per capire quanta assonanza vi sia con amici e parenti dalle chiare collocazioni a destra. Gli agricoltori hanno bisogno di certezze non di interventi normativi ambigui. Per questo il presidente Carloni ritiri gli emendamenti presentati e convochi il direttore Vitale a riferire su quanto sta avvenendo in Agea”.
Così le deputate e i deputati democratici della commissione Agricoltura della Camera.
“Si è svolto oggi, nella Sala Berlinguer presso gli uffici del Gruppo PD alla Camera dei Deputati, un incontro di ascolto e confronto con le principali rappresentanze di categoria e dei lavoratori del cluster portuale, insieme ad amministratori locali delle città portuali, dedicato alla riforma della governance dei porti approvata dal Consiglio dei Ministri nel dicembre 2025 e che prefigura la creazione della società Porti S.p.A. L’incontro ha registrato una partecipazione ampia e qualificata. Nel corso degli interventi sono emerse diverse criticità rispetto alla riforma, a partire dal metodo adottato, caratterizzato dal mancato coinvolgimento delle parti interessate nella fase di elaborazione del provvedimento. Numerosi contributi hanno inoltre evidenziato questioni di merito, tra cui il rischio di uno svuotamento delle Autorità di Sistema Portuale di risorse economiche e umane, con possibili ricadute sulla loro capacità di sostenere i costi di funzionamento della futura Porti S.p.A. e di garantire l’efficacia della governance portuale. Al di là del percorso della riforma, attualmente in stallo in attesa dello sblocco da parte della Ragioneria dello Stato, restano aperte diverse questioni su cui il sistema portuale attende risposte concrete: dalla semplificazione e dalla chiara definizione dei rapporti di governance, al tema dei dragaggi, fino allo sblocco di alcune richieste legate al lavoro portuale, come il fondo di incentivo all’esodo, mantenendo fermo il principio di un mercato regolato. È emersa inoltre con forza l’esigenza di un sostegno reale alla rete dell’intermodalità e alle infrastrutture dell’ultimo miglio, non limitato alle sole aree strettamente portuali. A tre anni dalla risoluzione sulla portualità presentata in Parlamento e a fronte dell’annuncio di una riforma che rischia di non concretizzarsi mai, mancano ancora risposte puntuali alle questioni che il sistema pone da troppo tempo. A questo quadro si aggiunge la complessa situazione internazionale che, se dovesse protrarsi, richiederà interventi di sostegno e politiche mirate per garantire stabilità e competitività al sistema portuale nazionale. Il Partito Democratico si attiverà nelle Commissioni competenti e in Parlamento con proposte puntuali sui diversi temi emersi, sollecitando il Governo a fornire risposte concrete a un settore strategico per l’economia e lo sviluppo dell’intero Paese”.