04/03/2026 - 11:00

“Apprendiamo a mezzo stampa che alcuni militari italiani del 51esimo Stormo di Istrana sarebbero stati colpiti dai missili che stanno raggiungendo il Kuwait. Chiediamo al Governo di fare chiarezza su quanto è emerso e se i nostri militari sono in sicurezza o meno”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.

03/03/2026 - 20:18

“La legge parla chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: per ricoprire l’incarico di componente dei consigli di amministrazione dei musei statali è richiesta una comprovata esperienza nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale. Continuare a buttarla in polemica non cambia il punto centrale: ciò che manca sono le competenze specifiche previste dalla normativa. Il requisito professionale non è un dettaglio, ma una condizione essenziale. La questione è esclusivamente il rispetto della legge e dei criteri stabiliti. Tutto il resto è un tentativo di spostare l’attenzione dal merito. Invece di arrampicarsi sugli specchi attraverso comunicato di partito, Giuli fornisca i curricula dei nominati e dimostri che hanno le competenze richieste dalla legge”.

Così la capogruppo del Pd nella commissione cultura della camera Irene Manzi.

 

03/03/2026 - 19:31

"Intervengo a nome del Partito Democratico per ricordare che in data 23 febbraio ho formalmente chiesto che la ministra del Lavoro venga in Aula a riferire sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica. Ad oggi, non abbiamo ricevuto una risposta su quando intenda farlo". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Mauro Laus, intervenendo a fine seduta.

"Parliamo – ha aggiunto l’esponente dem - del futuro previdenziale di milioni di lavoratori. Parliamo dell'equilibrio tra generazioni. Parliamo della sostenibilità dell'INPS nei prossimi decenni. E il Parlamento resta senza informazioni e senza calendario. Nel frattempo assistiamo a un progressivo svuotamento del ruolo legislativo, spesso ridotto a ratificare decisioni già prese altrove. E ora si affacciano anche tentativi di indebolire il controllo giurisdizionale. Se i poteri dello Stato devono restare tre, il Parlamento non può essere quello silenzioso".

"Per questo — ha concluso Laus — torneremo qui ogni settimana, finché la ministra non verrà in Aula a riferire sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica. Perché riferire al Parlamento non è una cortesia. È un dovere".

 

03/03/2026 - 19:22

“Siamo l'unico Paese al Mondo che aveva un Ministro della Difesa in uno scenario di guerra a sua insaputa, e il caso Crosetto non è personale, ma è politico e istituzionale, e riguarda l'intero Governo. Riguarda l'intero Governo se, in mezzo a una guerra, abbiamo il Ministro degli esteri che ci dice: “Non so dov'è il Ministro della Difesa, spero che torni presto”. Riguarda il Governo se il Ministro Crosetto dice che i servizi non potevano non sapere e i servizi segreti dicono che non sapevano nulla. Se c'è un problema tra il Ministro della Difesa e l'autorità delegata ai servizi, in un frangente così delicato e drammatico, bisogna discuterne in Parlamento”. Così in aula alla Camera, il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano.

03/03/2026 - 18:39

La destra anche oggi ha bocciato una proposta che mette al centro la qualità del lavoro: la riduzione dell’orario a parità di salario proposta insieme da Pd, Avs e 5S.  Non uno slogan, ma una risposta concreta alla trasformazione tecnologica e alla stagnazione dei salari.
La riduzione dell’orario significa redistribuire tempo e reddito, contrastare le disuguaglianze e favorire una vera parità tra uomini e donne. Bocciare questa proposta, come già fatto con il salario minimo e con il congedo paritario, è una scelta politica chiara: lasciare tutto com’è, conservare disuguaglianze e ingiustizie, impedire al sistema produttivo di fare un salto in avanti di qualità che non sia basato su una competizione su salari bassi.
Noi invece vogliamo costruire l’alternativa per mettere al centro il lavoro e un modello di sviluppo più equo e moderno.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

03/03/2026 - 18:37

“Ieri l'audizione dei Ministri Tajani e Crosetto è stata inutile, perché si sono presentati come due osservatori, commentatori di fatti che conosciamo tutti: non hanno indicato una linea di politica estera. Ecco perché deve venire la Presidente Meloni a farlo in Parlamento, non al TG5, e dirci con chiarezza qual è il giudizio del Governo sul caos della guerra nel Mediterraneo, quali le conseguenze per il nostro Paese, quali le azioni che vuole compiere”. Lo ha detto intervenendo oggi in aula alla Camera il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano.  “Nessuno – ha aggiunto - rimpiange il dittatore sanguinario Khamenei: noi siamo al fianco del popolo iraniano. E ci siamo sempre stati, non da oggi. Ma la destra crede che la democrazia si esporta con le bombe? Proprio la storia di quella regione ci racconta di drammatici fallimenti e crescita del fondamentalismo. Possiamo almeno discutere delle conseguenze, dei rischi per il mondo e per noi della guerra permanente di Trump e Netanyahu, il macellaio di Gaza? Meloni venga in Parlamento a chiarire dove vuole collocare l’Italia in questo frangente della storia. Cosa vuole fare? Offrire le basi per una guerra illegale dalle conseguenze incalcolabili? Vogliamo parole chiare”.

03/03/2026 - 18:08

“Nell'ultimo anno, con tre distinti interventi - il Dm 121/2025, il nuovo Codice della Strada e il decreto interministeriale del 2026 - i costi per ottenere il rilascio della patente di guida nel nostro Paese sono aumentati di oltre il 300%.  Si tratta di un aumento consistentissimo che grava in modo indiscriminato sulle fasce più deboli della popolazione, su studenti, su pensionati. Un costo per famiglie e imprese che non tiene conto della fascia di reddito. Anziché penalizzare, come avremmo immaginato vista la propaganda di Salvini, coloro che eccedono con la velocità in strada e non rispettano le regole, il governo - per fare cassa - ha deciso di accanirsi sui malcapitati di turno che devono ottenere il rilascio della patente”.

Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.

 

03/03/2026 - 16:55

“La composizione del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, così come voluta dal ministro Lollobrigida, finisce davanti alla Corte Costituzionale su decisione del Consiglio di Stato. Una strada obbligata visto che il ministro ha stabilito che da quel comitato, contrariamente a quanto avvenuto negli anni precedenti, fossero escluse quelle associazioni venatorie e ambientaliste che di contro la legge 157 di regolamentazione della caccia riconosce e ricomprende nella gestione degli Ambiti territoriali di caccia al fine di garantire la rappresentativa più larga possibile nella complessa azione di gestione del territorio e di tutela della biodiversità. Avevamo sostenuto la necessità di ricostituire il Comitato tecnico faunistico Venatorio e avevamo salutato con soddisfazione la decisione presa con la legge del bilancio del 2024 con il timore però, risultato fondato, che il ministro avesse esercitato la delega a comporre il Ctfvn con un successivo decreto sulla base di ragionamenti di parte”.

 

Così il deputato della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

“Ora - aggiunge - sulla questione di legittimità si pronuncerà la Corte Costituzionale. Non si modifica con un semplice decreto un Comitato che era stato introdotto da una legge statale forzando il principio di democrazia rappresentativa. Nel frattempo - conclude - insieme ai colleghi del Pd, Forattini e Rossi, ho depositato un’interrogazione parlamentare per sapere quali iniziative di competenza il ministro Lollobrigida intenda assumere al fine di fornire una adeguata rappresentanza alle regioni, alle organizzazioni professionali agricole, alle associazioni venatorie nazionali e alle associazioni di protezione ambientale in seno al Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale”.

 

03/03/2026 - 12:02

L’aumento del carrello della spesa è un segnale chiaro: il costo dei beni essenziali continua a crescere e a pesare sulle famiglie, mentre salari e pensioni non tengono il passo.
Non parliamo di numeri astratti, ma di difficoltà quotidiane per milioni di persone. Il Governo deve intervenire con misure concrete per difendere il potere d’acquisto, sostenere i redditi e contrastare le disuguaglianze.
Le famiglie non possono essere lasciate sole soprattutto in un contesto internazionale fortemente instabile e con prevedibile crescita del costo dell’energia.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD palla Camera dei Deputati.

 

03/03/2026 - 10:54

“Quasi un italiano su due non vota più. Non è solo un problema statistico, ma il segnale di una crisi del sistema di rappresentanza”.

Così il segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, intervenendo nella Sala della Lupa di Montecitorio alla tavola rotonda “Astensionismo. Il non voto è un problema per la democrazia”, promossa dallo stesso Vaccari in occasione della presentazione del Rapporto Ipsos-Lega Coop FragilItalia 2025/2026.
“Un’astensione elevata - ha detto il deputato democratico - altera la rappresentatività delle istituzioni e può metterne in discussione la legittimità sostanziale, soprattutto quando colpisce in modo selettivo giovani e fasce sociali più fragili”.
Vaccari ha evidenziato inoltre come “non si tratta di semplice disinteresse, ma di una frattura nel rapporto di fiducia”, richiamando la necessità di interventi concreti. “Per invertire la tendenza - ha aggiunto - non basta un appello al dovere di voto. Servono trasparenza, responsabilità e strumenti che rendano la politica più credibile e verificabile. Se metà del corpo elettorale si chiama fuori - ha concluso - il problema è della politica. Dobbiamo ricostruire il legame tra cittadini e istituzioni e restituire significato alla rappresentanza”.
Le possibili soluzioni indicate da Vaccari vanno dagli
interventi strutturali per rafforzare trasparenza e rendicontazione del mandato elettivo alla lotta alle disuguaglianze economiche e sociali come priorità democratica, dalla
regolamentazione e trasparenza degli algoritmi delle piattaforme digitali alla creazione di luoghi permanenti di partecipazione nei territori, alle misure per ridurre i costi e le barriere all’accesso al voto, soprattutto per studenti e lavoratori fuori sede.
Al convegno partecipano: la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga; Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia; Anna Finocchiaro, presidente della Fondazione Italiadecide; Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera; Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria; Valentina Pazè, docente di Filosofia politica all’Università di Torino; Serena Sorrentino, presidente della commissione per il Programma fondamentale della Cgil; Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo. Coordina i lavori la giornalista e scrittrice, Flavia Perina.

 

 

03/03/2026 - 10:41

"L'invasione via terra del Libano da parte dell'esercito israeliano è l'ennesimo atto di guerra in violazione del diritto internazionale compiuta da Netanyahu con l'intento di destabilizzare l'intera regione e imporsi come potenza dominante in tutto il Medio Oriente.
Ormai è evidente che Netanyahu usa lo stato di guerra permanente per mantenersi al potere, sfuggire alla giustizia interna e sottrarsi alla Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di cattura per i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi da lui e dal suo ex ministro Gallant a Gaza e in Cisgiordania.
Dopo l'imbarazzante audizione di ieri dei ministri Tajani e Crosetto, tutta all'insegna dello "stiamo a vedere", oggi il governo Meloni riuscirà a prendere le distanze da quest'azione illegittima e arbitraria di Netanyahu? L’Italia non può continuare ad essere complice di questo disastro: la violenza, come abbiamo già visto tante volte in Medio Oriente, genera sempre e solo altra violenza e radicalismo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

02/03/2026 - 19:00

I presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato hanno inviato una
lettera unitaria ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, per chiedere di convocare con urgenza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per riferire in parlamento.
“La natura e la portata della crisi in atto - si legge nel testo - investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale.
In base all’articolo 95 della Costituzione, la Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, mantenendone l’unità di indirizzo politico e amministrativo. Proprio in ragione di tale responsabilità unitaria, appare necessario che sia la Presidente del Consiglio a chiarire in parlamento quale sia la posizione ufficiale del Governo.  Considerato che - si legge ancora nel testo - non esiste neanche una dichiarazione ufficiale della Presidente del consiglio dei ministri, in un frangente di tale gravità è necessario un confronto pieno e trasparente in Aula con il vertice dell’Esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità”. La lettera è stata firmata dai capigruppo di Camera e Senato: Chiara Braga e Francesco Boccia (Pd), Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini (M5S), Luana Zanella e Peppe De Cristofaro (Avs), Matteo Richetti e Marco Lombardo (Azione), Mariaelena Boschi e
Raffaella Paita (Italia Viva), Riccardo Magi
(+Europa).

Ecco il testo integrale della lettera

“Signor Presidente,
alla luce dei gravissimi sviluppi intervenuti in Medio Oriente a seguito dell’attacco condotto dagli Stati Uniti d’America e dallo Stato di Israele nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, nonché della conseguente reazione iraniana e del rischio concreto di un’ulteriore escalation militare nell’intera area regionale, riteniamo doveroso un tempestivo e completo coinvolgimento del Parlamento.
In queste ore abbiamo ascoltato le comunicazioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro della difesa rese alle commissioni competenti. Pur apprezzando la disponibilità dei Ministri a riferire sugli aspetti di rispettiva competenza, riteniamo tuttavia indispensabile che a intervenire in Aula sia la Presidente del Consiglio dei Ministri.
La natura e la portata della crisi in atto investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale.
In base all’articolo 95 della Costituzione, la Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, mantenendone l’unità di indirizzo politico e amministrativo. Proprio in ragione di tale responsabilità unitaria, appare necessario che sia la Presidente del Consiglio a chiarire dinanzi alla Camera:
– quale sia la posizione ufficiale del Governo italiano rispetto all’attacco statunitense e israeliano e alla reazione dell’Iran;
– quali valutazioni siano state compiute circa i rischi di allargamento del conflitto e le possibili ripercussioni sugli interessi strategici nazionali;
– quali iniziative diplomatiche e politiche l’Italia intenda promuovere in sede bilaterale, europea e multilaterale per favorire una de-escalation e il ripristino del rispetto del diritto internazionale;
– quali misure siano state adottate o siano in via di adozione per la tutela dei cittadini italiani e del personale civile e militare presente nell’area.
Considerato che non esiste neanche una dichiarazione ufficiale della Presidente del consiglio dei ministri, in un frangente di tale gravità è necessario un confronto pieno e trasparente in Aula con il vertice dell’Esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità.
Per queste ragioni, Le chiediamo di voler attivare ogni iniziativa di Sua competenza affinché la Presidente del Consiglio dei Ministri riferisca con la massima urgenza all’Assemblea della Camera dei Deputati.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale rispetto al ruolo centrale del Parlamento in materia di indirizzo e controllo politico”.

 

 

02/03/2026 - 17:57

"Cosa pensa di fare l'Italia per favorire la fine di questo conflitto in Medio Oriente? Quali misure intende adottare per evitare una ulteriore escalation nella regione che avrebbe conseguenze imprevedibili? Non lo sappiamo.
I ministri Tajani e Crosetto, oggi in audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, non ce l'hanno detto. Sono ministri "osservatori" che vengono in Parlamento a riportare le posizioni altrui e fare il resoconto di quanto già noto. Quando gli è stato chiesto se il governo autorizzerà l’uso delle basi statunitensi in Italia, non l’hanno escluso: un'affermazione grave e preoccupante.
Il quadro che emerge è di un governo allo sbando.
Non una sola parola di condanna dell'attacco unilaterale di Trump e Netanyahu contro l'Iran, al di fuori del diritto internazionale. Siamo tutti d'accordo che i lanci di missili da Teheran verso gli altri paesi del Golfo devono finire, ma non succederà finché Israele e Usa continueranno a bombardare l'Iran e non si può sorvolare sul fatto che è proprio da loro che è partito questo ennesimo fronte di conflitto. Ancora una volta, l'esecutivo dimostra la sua totale subalternità a Trump e Netanyahu che non hanno neanche avuto l'attenzione di avvisare l'Italia di quello che stava per succedere.
Altro che rapporti privilegiati, altro che pontieri, altro che alleati: l'Italia di Meloni è irrilevante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine dell'audizione dei ministri Tajani e Crosetto.

02/03/2026 - 17:33

In Medio Oriente non siamo di fronte a un “intervento mirato”, ma a una vera e propria guerra, senza un “dopo” chiaro né per l’Iran né per l’intera regione. Non si vede una strategia politica, né un disegno di stabilizzazione.
Ipotizzare un coinvolgimento italiano significa esporre il Paese a rischi enormi senza un mandato politico chiaro e senza un passaggio parlamentare. O il Governo sceglie l’irrilevanza o sceglie il rischio: in entrambi i casi, senza trasparenza.
Sia chiaro: Khamenei era un dittatore responsabile di gravi violazioni dei diritti umani. Ma proprio per questo non possiamo accettare che si violi il diritto internazionale e si scavalchino le sedi diplomatiche.
Le priorità sono chiare: sicurezza dei nostri connazionali, cessate il fuoco e riapertura di un canale politico e diplomatico, pieno coinvolgimento del Parlamento. La Presidente del Consiglio venga in Aula a chiarire quale posizione intende assumere l’Italia e quali impegni siano stati presi.
In gioco non c’è solo una crisi internazionale, ma la credibilità del nostro Paese e la sua capacità di essere un attore di pace. Su questo non accetteremo ambiguità né silenzi.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

02/03/2026 - 16:09

La sistematica occupazione politica delle istituzioni culturali che il governo di Giorgia Meloni sta portando avanti è preoccupante. Ed è una deriva che riteniamo anche in contrasto con lo spirito e le finalità della legge. I consigli di amministrazione dei musei statali dovrebbero essere composti da persone di chiara fama e comprovata esperienza nella gestione del patrimonio culturale. Con il ministro Alessandro Giuli questo non sta avvenendo. Assistiamo invece a nomine che sembrano rispondere a logiche di appartenenza politica: figure che non hanno trovato spazio nei passaggi elettorali o esponenti di primo piano del partito di maggioranza vengono collocate ai vertici di istituzioni culturali strategiche. È un’impostazione che mortifica competenze e professionalità. Perché la gestione del David di Michelangelo, delle Ville medicee o dei capolavori custoditi nei Musei del Bargello dovrebbe essere affidata a una mano politica e non a un tecnico capace, autonomo, che sappia fare il proprio lavoro senza eseguire ordini di partito? I Cda dei Musei sono luoghi centrali per la programmazione e approvano i bilanci di istituzioni la cui gestione economica dovrebbe essere fuori dalla discrezionalità politica. Siamo di fronte a una vera e propria “occupazione” che rischia di travolgere l’autonomia delle istituzioni culturali” così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera nel giorno in cui il Mic ha pubblicato decreti di nomina dei componenti dei Cda della Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello e delle Ville e residenze monumentali fiorentine. “L’ultima infornata di nomine a Firenze – conclude Manzi - conferma un disegno preciso: trasformare luoghi di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio in spazi di controllo politico. Chiederemo conto a Giuli anche di questo caso in parlamento”.

 

 

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