“Voglio davvero complimentarmi con il ministro Lollobrigida! Perché dopo aver rivendicato con forza in Parlamento il rispetto delle istituzioni, in forza del suo ruolo di ministro, impone ad un treno di fermarsi in una stazione non prevista, come se stesse viaggiando su un taxi privato. Una modalità di comportamento dalla quale traspare l’arroganza del potere degna del peggior Marchese del Grillo. I complimenti vanno pertanto a chi come lui e altri suoi colleghi di governo ogni giorno contribuisce ad allargare sempre di più il distacco dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
All’incontro nazionale di Legacoop sulla centralità delle politiche abitative. Salvini dice che prima di Natale convocherà un “tavolo” sulla casa. Faccia di meglio: approvi i nostri emendamenti alla Manovra per rifinanziare il Fondo affitti che lui ha azzerato.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Il ministro Lollobrigida non può trasformare i treni italiani nella sua auto blu. La fermata straordinaria imposta da Lollobrigida a Ciampino, come si apprende oggi dalla stampa, è un atto di un’arroganza ingiustificabile, uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini e le cittadine che erano sul suo stesso treno, già in ritardo, e a tutte le persone che fronteggiano ogni giorno i disservizi causati dalla mancanza di finanziamenti nei trasporti da parte del governo Meloni di cui fa parte. Presenteremo immediatamente un’interrogazione in Parlamento per fare subito piena luce su questa brutta storia". Così il deputato dem Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
Intergruppo Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità.
Oggi, , mercoledì 22 novembre, conferenza stampa su presentazione volume ‘Educare alla parità’ (ore 11.30 Sala Stampa Camera dei Deputati) e al termine flash mob ‘Educare per prevenire’ in piazza Montecitorio.
'Educare alla parità' è il titolo della conferenza stampa di presentazione dell’omonimo libro a cura di M. Della Giusta, B. Poggio, M. Spicci che si svolgerà oggi mercoledì 22 novembre, alle ore 11.30, presso la Sala Stampa della Camera di Via della Missione 4. L’iniziativa è promossa dall’Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità. Saranno presenti una delle autrici del volume e le deputate e i deputati dell’Intergruppo.
Al termine della conferenza stampa ci sarà un flash mob ‘educare per prevenire’ delle deputate e dei deputati dell’intergruppo in Piazza Montecitorio per sollecitare l’approvazione delle proposte di legge sull’educazione all’affettività e alla parità.
ntergruppo Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità.
Domani, mercoledì 22 novembre, conferenza stampa su presentazione volume ‘Educare alla parità’ (ore 11.30 Sala Stampa Camera dei Deputati) e al termine flash mob ‘Educare per prevenire’ in piazza Montecitorio.
'Educare alla parità' è il titolo della conferenza stampa di presentazione dell’omonimo libro a cura di M. Della Giusta, B. Poggio, M. Spicci che si svolgerà mercoledì 22 novembre, alle ore 11.30, presso la Sala Stampa della Camera di Via della Missione 4. L’iniziativa è promossa dall’Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità. Saranno presenti una delle autrici del volume e le deputate e i deputati dell’Intergruppo.
Al termine della conferenza stampa ci sarà un flash mob ‘educare per prevenire’ delle deputate e dei deputati dell’intergruppo in Piazza Montecitorio per sollecitare l’approvazione delle proposte di legge sull’educazione all’affettività e alla parità.
“Con l’approvazione in Commissione Affari Costituzionali del Senato del ddl sull’Autonomia targato Calderoli, il Governo Meloni si schiera definitivamente contro il Mezzogiorno. Tutto per assecondare gli intenti secessionisti della Lega e mantenere gli equilibri al suo interno in uno scambio squallido con la riforma sul premierato fatto sulla pelle dei cittadini del Mezzogiorno e dei più deboli. Senza fondi e con un carico che grava pesantemente sul Sud, infatti, la sanità pubblica andrà in frantumi così come la rete di servizi fondamentale per la vita dei cittadini in particolare nei settori dei trasporti locali, della scuola, degli asili nido e delle politiche sociali. Mi chiedo come possa una destra che parla di nazione decidere di spaccare in questo modo l'Italia, nel silenzio colpevole dei colleghi eletti nel Mezzogiorno che avallano questo scempio senza colpo ferire. Come Partito democratico presenteremo degli emendamenti in legge di bilancio per prevedere che venga assicurata in via preliminare un'adeguata copertura finanziaria dei Lep e del fondo perequativo, nel rispetto della stessa Costituzione, e continueremo a batterci in tutte le sedi per fermare una riforma che rompe l'unità e la coesione nazionale.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd della Commissione Bicamerale Questioni regionali.
Domani, alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione 4, su iniziativa dell'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità, coordinato da Laura Boldrini, sarà presentato il libro "Educare alla parità" scritto a cura di a cura di Marina Della Giusta, Barbara Poggio, Mauro Spicci.
Interverrà Barbara Poggio, prorettrice per le politiche di equità e diversità dell’Università di Trento. Saranno presenti le deputate e i deputati dell'Intergruppo.
Il libro affronta il tema della necessaria educazione delle nuove generazioni alla parità, responsabilità che spetta, oltre che alle famiglie, anche alla scuola, con l'obiettivo di riequilibrare le evidenti asimmetrie tra uomini e donne in molti ambiti della sfera sociale, economica e lavorativa.
Il volume è scritto da esperti di varia formazione e propone attività e suggerimenti didattici per accompagnare docenti di ogni ordine e grado in questa importante sfida.
A seguire, è previsto un flash mob delle deputate e dei deputati dell'Intergruppo davanti all'ingresso di Montecitorio durante il quale saranno esposti dei cartelli con frasi e messaggi ispirati al libro in vista della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
"Finalmente il governo ha capito che non può continuamente calpestare la Costituzione e il Parlamento. L'annuncio, in aula, da parte del ministro Tajani che il governo presenterà una legge di ratifica dell'accordo con l'Albania, smentisce quanto affermato dallo stesso Tajani e da altri ministri e conferma la richiesta che noi avevamo fatto fin da subito. E non è una gentile concessione, sia chiaro. E' il rispetto delle regole democratiche: sarebbe bastato che i ministri avessero letto l’art 80 della Costituzione prima di rilasciare dichiarazioni improvvide e di ritrovarsi, oggi, a dover fare questa imbarazzante marcia indietro.
Nel merito, l'accordo con l'Albania rimane una mossa propagandistica che vorrebbe nascondere il fallimento del governo Meloni in tema di immigrazione, con una spesa elevatissima e in violazione del diritto d'asilo come previsto dalla Costituzione.
Prima la guerra contro le ONG, poi i decreti contro “i falsi richiedenti asilo” e quello contro “i falsi minori”, poi il memorandum fallimentare con la Tunisia, ora quest'ultima trovata dei centri in Albania che si rivelerà presto l’ennesimo flop". Lo ha detto, nella sua dichiarazione di voto in aula, Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera per i diritti umani nel Mondo.
“Il nostro è appello a liberare autonomia Parlamento”
Chiediamo il ritiro dell’emendamento Rizzetto che trasforma la legge di iniziativa parlamentare delle opposizioni in una delega al Governo. La maggioranza si confronti con noi sul merito delle proposte anziché mettere tutto nelle mani dell’esecutivo. Il nostro è un appello a liberare l’autonomia del Parlamento.
Così i capigruppo delle opposizioni in commissione Lavoro della Camera Arturo Scotto Pd, Valentina Barzotti M5s, Franco Mari Avs e Antonio D’Alessio Azione.
“La verità è che questo inutile e costoso accordo è stato stipulato con il governo albanese, che è l’unico che ci guadagna, dalla presidente del Consiglio senza che neanche i partiti della maggioranza ne fossero messi a conoscenza. Quando si è saputo della sua esistenza, per dieci giorni non lo avete reso pubblico, mentre il Governo albanese l'ha fatto subito. Poi lo avete pubblicato sul sito della Farnesina con una pagina mancante, quella con l’impegno per i primi 16,5 milioni di euro di spesa. Tutto questo per nascondere la vostra incapacità a gestire il fenomeno dell’immigrazione. Il ministro degli Esteri è venuto oggi a dirci che il provvedimento verrà discusso in Parlamento ed approvato con legge di ratifica. Ma questo non lo deve dire alle opposizioni, lo deve spiegare al ministro dei Rapporti con il Parlamento che invece negava questa necessità”.
Così Matteo Mauri, vicepresidente della commissione Affari costituzionali ed ex vice ministro dell’Interno, intervenendo in Aula alla Camera in dopo le comunicazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sull'accordo con l’Albania per i migranti.
“L’esternalizzazione dell’accoglienza - ha aggiunto - non è prevista né dall’Unione europea, né dalla legislazione italiana. Nell'accordo scrivete che si applicano le norme europee, ma se è così il provvedimento è illegittimo. Decidete allora. Qual è la norma applicata per la detenzione amministrativa in Albania che citate nell'Accordo ma non è spiegata? Cioè i migranti restano in Albania per 28 giorni come dice la presidente del Consiglio o per 18 mesi come dicono altri esponenti del Governo? E dove avviene la divisione fra i cosiddetti soggetti deboli, donne in gravidanza e minori? Sulle navi, oppure in Albania e poi si riportano immediatamente in Italia? Vengono divise le famiglie? Quanti soldi dobbiamo spendere per far funzionare questa operazione, a cominciare dalla ricostruzione della fatiscente base militare offerta dal governo albanese? E quanto in più rispetto alla cifra che avremmo speso in Italia? Quante forze di polizia sono necessarie e da dove vengono sottratte? Visto che, stando ai dati di quest'anno, solo il 2,7% dei migranti arrivati via mare viene rimpatriato, tolti gli 80 che forse lo saranno dall’Albania gli altri 2.920 dei 3mila totali dovranno essere riportati in Italia. Dunque, questo è un meccanismo che non sta in piedi. La democrazia - ha concluso - è fatta di regole e non dei giochini per aggirarle”.
Presentazione volume mercoledì 22 novembre ore 11.30 Sala Stampa Camera
“Educare alla parità” è il titolo della conferenza stampa di presentazione dell’omonimo libro a cura di M. Della Giusta, B. Poggio, M. Spicci che si svolgerà mercoledì 22 novembre, alle ore 11.30, presso la Sala Stampa della Camera di via della Missione 4. L’iniziativa è promossa dall’Intergruppo della Camera per le donne , i diritti e le pari opportunità. Saranno presenti una delle autrici del volume e le deputate e i deputati dell’Intergruppo.
Nessuno è al di sopra delle leggi e della Costituzione: la decisione del governo di prevedere una legge di ratifica per il protocollo Italia Albania dimostra che avevamo ragione. È il Parlamento il luogo delle decisioni è il Parlamento il luogo del confronto e dove i provvedimenti possono essere migliorati, dove la voce delle opposizioni deve essere ascoltata. Non è ancora il tempo di uno/a solo/a al comando che decide e dispone. Anche la maggioranza ne prende atto.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“La scelta di affidare il coordinamento del progetto ‘Educare alle relazioni’, di cui il ministro Valditara ha annunciato l’imminente avvio, al professor Alessandro Amadori è a dir poco preoccupante. Porremo stamani la questione in Aula alla Camera. Sorprende, infatti, come su un tema così urgente e drammatico sia stata scelta una personalità che più volte in diversi interventi ha avvalorato tesi delle responsabilità delle donne come causa delle violenze. Tesi che sembrano incompatibili con lo scopo che il progetto deve perseguire”. Lo afferma la deputata democratica Irene Manzi, capogruppo in commissione Cultura.
"Il gruppo del Partito Democratico in Commissione Infanzia ha voluto fortemente questa iniziativa di confronto e riflessione sul disagio giovanile. Vogliamo mettere al centro dell'agenda politica il tema dei minori, delle tutele necessarie davanti ad un Governo che sembra sempre dimenticare la questione giovanile"
Lo ha detto la deputata Michela Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, aprendo i lavori dell'iniziativa “Infanzia e adolescenza. Stare dove cresce il futuro” presso la sede di largo del Nazareno.
"Chiederemo ai colleghi della Commissione di impegnarsi ad uscire fuori dalle aule parlamentari per visitare i luoghi del disagio, lì dove serve che lo Stato sia presente, non per punire ma per curare ed educare. Dopo la pandemia gli aumenti dei tentativi di suicidio hanno superato il 10 per cento e riguardano nella stragrande maggioranza dei casi bambine e ragazze. Aumentano i numeri degli accessi al pronto soccorso, aumentano i ricoveri, - sottolinea la deputata Pd - e aumenta anche il numero di ragazze e ragazzi vittime di autolesionismo o con disturbi alimentari. Siamo davanti ad un fenomeno preoccupante”.
“Davanti a questi numeri – aggiunge Di Biase - servono confronto e proposte concrete per affrontare il tema della salute mentale dei più giovani. Il Pd in commissione Infanzia ha fatto una proposta concreta - conclude la deputata - per questa legge finanziaria: lo stanziamento di risorse ulteriori per affrontare il disagio neuropsichiatrico legato alle fasce d'età dell'infanzia e dell'adolescenza"
"L'attacco becero del consigliere Valdegamberi contro Elena Cecchettin, sorella di Giulia, è la dimostrazione di cosa sia il patriarcato: l'attacco violento contro una donna che dice come la pensa e lo fa essendo parte in causa. Elena ha detto cose condivisibilissime, ma sono esattamente quelle che certa destra non vuole sentirsi dire. Per questo, ora è sotto attacco da parte di un manipolo di haters a cui le improvvide dichiarazioni del consigliere hanno dato legittimazione.
La mia solidarietà a Elena Cecchettin che, nel pieno di una vicenda dolorosissima, deve pure vedersi attaccare per come si veste o per le foto che pubblica sui social, non dissimili da quelle condivise da centinaia di ragazze e ragazzi della sua età". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.