"Dopo anni di tentativi e tanta disattenzione da parte del Parlamento, è partito oggi in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati il cammino che potrebbe finalmente portare nelle scuole italiane la conoscenza dell'emigrazione del nostro Paese nel quadro delle migrazioni contemporanee": è quanto dichiara il deputato eletto in America Meridionale, primo firmatario della proposta di legge sottoscritta dai colleghi eletti del Partito Democratico all'estero Ricciardi, Di Sanzo e Carè.
"Sono grato al Presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, per avere compreso la valenza unica di un provvedimento che consentirà ai nostri ragazzi di conoscere il più grande fenomeno sociale della storia d'Italia e di farlo in maniera innovativa e multidisciplinare con riferimento al fenomeno migratorio nel suo complesso, emigrazione e immigrazione", ha aggiunto il parlamentare del PD.
"Alla capogruppo del PD in Commissione Cultura, Irene Manzi, e al relatore del provvedimento, Toni Ricciardi, va poi un mio personale e affettuoso ringraziamento, per l'entusiasmo e la competenza che hanno voluto assicurare all'avvio dell'iter di una legge che finalmente renderà giustizia alla memoria della nostra storia di emigrazione, promuovendo al tempo stesso solidarietà e accoglienza verso tutte le comunità migranti, dentro e fuori il nostro Paese", così ha concluso il Vice Presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera dei Deputati.
Dichiarazione di Andrea Casu, ufficio di presidenza gruppo Pd Camera
Grazie a un emendamento del partito democratico approvato ieri in commissione affari costituzionali anche i Comuni e le Provincie sono ora considerati insieme alle Regioni nella legge di delegazione europea tra i soggetti chiamati ad adottare i principi della nuova direttiva sulla Cybersicurezza. Dentro la rivoluzione digitale che stiamo attraversando è fondamentale che tutti i comuni italiani non vengano lasciati indietro e siano messi nelle migliori condizioni di proteggere al meglio i big data dei cittadini che gestiscono direttamente ma per questo servono risorse e in questo senso è molto grave la scelta della maggioranza in commissione trasporti e comunicazioni che oggi ha scelto di non votare gli emendamenti con cui abbiamo chiesto di prevedere un piano di sostegno economico per tutti i soggetti chiamati ad applicare i nuovi principi. Ripresenteremo i nostri emendamenti in Aula perchè per alzare la guardia della difesa del nostro sistema paese, vittima ogni anno di un numero sempre crescente di Cyber attacchi, non bastano vaghi impegni politici ma servono indicazioni legislative precise, un sistema di controlli finalmente efficace e risorse adeguate alla sfida che dobbiamo affrontare.
Governo fermo, grave l’esclusione da cabina di regia
“Sulle aree interne il governo è praticamente fermo da un anno. Nel decreto Coesione si decide ancora una volta di accentrare le scelte fondamentali sulle politiche di sviluppo di questi territori. Una scelta che il Pd contrasta. Ma in questa operazione sbagliata, si stava per compiere davvero qualcosa di incomprensibile: nella cabina di regia sulle aree interne proposta dal governo, mancavano infatti le Regioni. Solo grazie ad un emendamento del Pd, appena approvato in commissione Bilancio, si è riusciti a rimediare a tale grave mancanza. Ma questo la dice molto sull’atteggiamento di una destra che, da un lato, esaspera il concetto di autonomia differenziata e, dall’altra, in realtà accentra poteri e funzioni dando un vero e proprio schiaffo ai territori”.
Lo scrivono in una nota i componenti della commissione Bilancio della Camera.
Valentina Ghio, vicepresidente gruppo Pd ha presentato al ministro dell’Ambiente una interrogazione urgente
Voler andare avanti con l’idea di un Parco Nazionale estremamente ridotto è una scelta incomprensibile e anacronistica. Ci stupisce la posizione ribadita dal Ministro dell’ambiente Pichetto Fratin rispetto al Parco Nazionale di Portofino circoscritto a tre comuni. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di garante della tutela ambientale e non di rappresentante di una parte, tanto più quando lo stesso organismo tecnico del suo Ministero, Ispra, ha dato un parere diverso attraverso valutazioni tecniche e scientifiche. Proprio per queste ragioni e per verificare le difformità delle indicazioni, ho presentato un’interrogazione in Commissione Ambiente insieme al collega Marco Simiani, da domani audiremo le associazioni ambientaliste, i comitati, i comuni, per fare chiarezza su una vicenda surreale. La Proposta di Toti di un Parco a tre non corrisponde alla necessità di unire fra loro varie aree del territorio meritevoli di essere tutelate per il loro valore ambientale e paesaggistico e dimentica le esplicite richieste di ingresso di alcuni comuni, formalizzate con delibere di consiglio comunale. Le Regioni vanno ascoltate ma le scelte del governo devono essere imparziali”, così la deputata e vicepresidente alla Camera Valentina Ghio dopo le dichiarazioni del Ministro Pichetto Fratin sul Parco Nazionale di Portofino a margine dell’Assemblea Anci.
“Chiediamo alla ministra Locatelli di ripristinare immediatamente, fin dalla legge di bilancio per il 2024, le risorse previste dalla legge delega sulla disabilità e, qualora in tempi brevi non fossero adottati i decreti attuativi, di destinare i 350 milioni di euro già previsti per il 2023 ad interventi straordinari a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie”. Così Ilenia Malavasi, deputata Pd componente della commissione Affari sociali della Camera, nel corso del Question time, illustrando l’interrogazione del PD alla ministra per le disabilità.
Nella replica Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari sociali alla Camera, rivolgendosi alla ministra ha parlato di “un’altra promessa non mantenuta, sulla pelle delle persone che hanno bisogno. Non era il tempo per dare soldi alle persone con disabilità, ma in questi mesi il tempo per premiare gli evasori fiscali, di fare sanatorie e condoni per oltre un milione di euro lo avete trovato. Avete trovato il tempo per i rave, la farina di insetti, la carne coltivata. Dio, Patria e Famiglia. Quanto abuso di parole così nobili e sacre. Ma se tagliate 350 milioni di euro per la disabilità e altrettanti all’assegno unico, significa che le uniche famiglie che vi interessa difendere sono le vostre. Vi riempite la bocca della parola Patria ma poi la tradite tutti i giorni. Quella Patria fatta anche da tutte quelle persone che aspettavano un supporto da voi negato. Ma la vostra vera Patria è quella degli interessi di parte. Questo è il punto, perché la disabilità è una responsabilità collettiva che non esiste di per sé: è la società che la crea nel momento in cui non garantisce i giusti strumenti per poter permettere a una persona disabilitata, e non disabile, di potersi autodeterminare. Ecco perché togliere altri fondi che già sono insufficienti per una piena autonomia significa essere responsabili di ulteriori disabilità. E la responsabilità di questa deriva è tutta vostra”.
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera
Il nuovo testo del codice della strada, ora all’esame della Commissione Trasporti della Camera, è un testo lacunoso e contraddittorio.” Così il capogruppo Pd in Commissione, Anthony Barbagallo, secondo il quale “Salvini sa parlare solo alla pancia del paese. Da un lato si inaspriscono le sanzioni e pene piu severe con tolleranza zero per chi si mette alla guida sotto l'effetto di alcol o droghe, ma dall'altro lato si strizza l'occhio ai trasgressori perché i Comuni avranno maggiori difficolta' a far omologare i propri autovelox.
Per non parlare poi della carenza cronica di taxi, dove si scaricano sui sindaci le responsabilità in tema di Ztl”.
Grazie alla richiesta del Partito Democratico è stata inserita nel calendario di novembre, esattamente nella settimana tra il 20 e il 24, la ratifica del Mes, il meccanismo europeo di stabilità. Da mesi la maggioranza fugge questo appuntamento perché divisa e perché non perde occasione di praticare scetticismo sull’Europa, seppure a parole vuole far credere altro. E intanto in Europa perdiamo credibilità essendo rimasti ben ultimi a dover ratificare in Parlamento il Mes come ci ha ricordato proprio oggi Paschal Donohoe, il presidente dell’Eurogruppo nella sua lettera al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Con questa manovra si va a sbattere
I dati Istat appena presentati certificano la crescita della povertà nel 2022 e rendono chiaro che il nemico da combattere è l’inflazione. Questo però non è chiaro al Governo che sceglie di aumentare nel 2024 l’Iva ad alcuni prodotti in particolare legati a donne e bambini. Non serve a nulla investire sul cuneo fiscale se poi nei confronti delle famiglie si assestano colpi bassi come questo che anziché combattere l’inflazione non potranno che alimentarla e rallentarne la discesa nel 2024.
Altrettanto delicata e improvvida appare la scelta di aver cancellato il reddito di cittadinanza. I dati Istat confrontano 2021 e 2022 con il reddito ancora attivo, a queste condizioni diventa evidente che il 2023 sarà molto peggiore dei due anni precedenti. Anche questo contribuisce alla riduzione della crescita del PIL negli ultimi due trimestri e il basso obiettivo del 2024. Lavoreremo per cambiare il segno della legge di bilancio presentata dal Governo Meloni perché così diventa evidente che si va a sbattere.
Lo dichiara Silvio Lai, deputato PD della Commissione Bilancio della Camera.
Un altro esponente del Governo imbarazzante. Questa volta viene scaricato anche dal Ministro. Per questo abbiamo chiesto a Sangiuliano di chiarire in Aula cosa pensa delle ricche consulenze di Sgarbi (e pure del fatto che evade il fisco) e che cosa aspetta a farlo dimettere.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Il Partito Democratico si associa alla richiesta di informativa in Aula del ministro Sangiuliano. Questa mattina siamo rimasti abbastanza stupiti , leggendo le dichiarazioni del ministro che sostanzialmente ha scaricato sulle spalle della Presidente del Consiglio, la soluzione dell’affaire Sgarbi. Quello che vogliamo evidenziare è la gravissima inopportunità rispetto al ruolo di un rappresentante delle istituzioni. L'avevamo ricordato al ministro Sangiuliano anche qualche mese fa, dopo lo spettacolo indecoroso a cui avevamo assistito al Maxxi con le gravi dichiarazioni del sottosegretario Sgarbi. Allora si è fatto finta di nulla, oggi la questione si ripropone in modo ancora più grave e merita delle risposte e una presa di responsabilità politiche che ci sono, non solo richiamando l’intervento della Presidente del Consiglio, coinvolta nella nomina di un sottosegretario. Quindi richiediamo anche noi un intervento e una chiara presa di posizione da parte del ministro in quest’Aula, oltre le interviste, che leggiamo a mezzo stampa, su quello che riguarda le vicende che sono state riportate in questi giorni dalle cronache”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Irene manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura.
“Con la lettera del presidente dell'Eurogruppo, Paschal Donohoe, al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in vista dell'Eurosummit di venerdì, in cui si esplicita ‘l’impazienza’ e l'attesa dell’Unione europea nei confronti dell’Italia per la ratifica della riforma del Trattato del Mes, abbiamo ormai raggiunto il punto di non ritorno. Siamo l'unico Stato a non averlo ancora fatto e questo impedisce l'entrata in vigore della riforma stessa. Chiediamo che il voto della Camera venga calendarizzato subito. Cos’altro deve succedere affinché questa maggioranza di destra e il governo Meloni tolgano il nostro Paese dall’imbarazzante e scomoda posizione di essere gli ultimi della classe? Ricordiamo che si tratta di una modifica del Mes che rafforza le economie di tutti i Paesi dell’Eurozona e che mette in sicurezza in caso di crisi bancarie le famiglie e le imprese, comprese quelle italiane. Il governo Meloni metta da parte almeno una volta la propaganda”.
Salvaguardate le nostre produzioni di eccellenza
“L’accordo raggiunto in Europa sul regolamento ‘Indicazioni geografiche dell'Unione europea di vini, bevande spiritose e prodotti agricoli e regimi di qualità dei prodotti agricoli’ è un fatto positivo. In un colpo solo la tutela delle produzioni certificate si unisce a quella dei consumatori, al riconoscimento del lavoro dei produttori e dei loro consorzi minacciati da iniziative ingannevoli e tentativi di speculazione commerciale e non ultimo il forte richiamo alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica tra i valori che contraddistinguono le indicazioni geografiche.
Un accordo che salvaguarda ulteriormente le nostre produzioni di eccellenza e che con tenacia è stato cercato in questi lunghi mesi di trattativa dal relatore Paolo De Castro. Servivano norme più puntuali e trasparenti e serviva dare ai Consorzi di tutela peso e ruolo non sempre riconosciuto nella filiera agroalimentare a livello europeo.
Ora si apre una fase diversa perché di fatto in Europa vi è un orientamento comune che consentirà di dare maggiore forza alla transizione ecologica avendo a riferimento a questo punto quello che viene considerato il testo unico europeo sulle produzioni qualità. Finalmente quando troveremo sui banchi commerciali aceto balsamico, prosecco, parmigiano, olio, pasta e quant’altro l’etichetta garantirà la provenienza indicando il nome del produttore e qualsiasi assonanza evocativa con altra prodotti esteri non sarà più possibile.
Ne guadagnerà la buona alimentazione, i cittadini non potranno essere ingannati e sarà riconosciuto, anche economicamente, il lavoro di qualità svolto da tanti piccoli produttori che andranno quindi maggiormente tutelati e remunerati”. Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD in commissione Agricoltura di Montecitorio e Segretario di Presidenza della Camera.
“Se governo e maggioranza sono davvero interessate a superare le criticità del sistema delle responsabilità che gravano sui sindaci, lo si faccia senza indugiare oltre. Ancora una volta, oggi, l’Aula è stata chiamata a votare un ordine del giorno nel quale si affermano obbiettivi generici, non si sa a quando, di rivedere il sistema delle responsabilità. Inutile richiamare la separazione dei poteri tra amministratori e magistratura o concetti astrusi come prevedibilità e evitabilità. Per quanto infatti il tema sia complesso, il punto è molto semplice: si tratta di rivedere una volta per tutte il Testo Unico degli Enti Locali, laddove all’art. 50 si prevede una responsabilità esclusiva in capo ai sindaci. Si accolga la proposta del Partito democratico presentata come proposta di legge al Senato e già oggetto anche di un voto favorevole alla camera su una nostra risoluzione e si scriva nero su bianco che della gestione, come già prevedono le regole del gioco, non rispondono i sindaci che hanno una responsabilità politica. Se questo non viene fatto continueremo a dire che il sistema delle responsabilità in capo agli amministratori è ossessivo, ma nulla cambierà e loro continueranno a rispondere ingiustamente di tutto ciò che accade nel loro territorio. Se su questo punto la maggioranza è disponibile, basta prendere le proposte del Partito democratico e farne legge” dichiara il deputato Pd Federico Gianassi in merito all’ordine del giorno a firma Costa votato oggi dall’aula.
“In questo primo anno di legislatura, il Governo ha adottato 46 decreti-legge, con una media di 3,88 al mese ben superiore rispetto le legislature precedenti (2,6 nella XVIII e 1,72 nella XVII); i decreti rappresentano circa la metà del totale delle leggi approvate (31 su 64), un valore che sale al 65% al netto delle leggi di ratifica di accordi internazionali. Tutti sono stati convertiti con un solo passaggio in ciascuna delle due Camere, confermando così la tendenza al ‘monocameralismo alternato’, e con un consistente ricorso alla questione di fiducia. Tutto ciò ha un impatto negativo sia sui lavori parlamentari, sia sulla qualità della legislazione. Riteniamo necessario affrontare urgentemente la questione dei decreti-legge, poiché rappresenta una vera e propria emergenza democratica e vi invitiamo ad assumere un’iniziativa al riguardo”.
Così i capigruppo parlamentari del Partito Democratico, Chiara Braga e Francesco Boccia, in una lettera ai presidenti di Camera e Senato.
“In primo luogo - sottolineano Braga e Boccia - si potrebbe operare per il pieno rispetto dell’articolo 24, comma 3, del Regolamento, prevedendo cioè che il tempo di conversione dei decreti-legge non superi la metà del tempo disponibile e che comunque un quinto del tempo debba essere riservato all’esame degli argomenti proposti dai gruppi di opposizione. In secondo luogo, è necessario introdurre un termine ultimo per la presentazione delle proposte emendative di relatore e governo, nonché per la formulazione dei pareri e delle proposte di riformulazione. In terzo luogo, va affrontata l’eccessiva divaricazione nei criteri di ammissibilità delle proposte emendative ai decreti-legge tra Camera e Senato. Dinnanzi al fatto che nell’attuale legislatura il Governo gode di un’ampia maggioranza parlamentare, è inaccettabile quanto dichiarato dal Ministro per i rapporti con il Parlamento lo scorso 3 ottobre e cioè che il Governo è costretto a porre la fiducia alla Camera perché il nostro Regolamento non consente di fissare per i decreti-legge la data di deliberazione finale dell’Assemblea. Ad essere messi in gioco - concludono - sono gli equilibri nei rapporti tra Parlamento e Governo e la stessa capacità di legiferare delle Camere”.
“In materie significative come qualità dell'aria, ambiente, tutela della salute e mobilità sostenibile ci saremmo aspettati un intervento normativo del governo di ben altre proporzioni e, soprattutto, con un metodo diverso fatto di concertazione, partecipazione e confronto. Serviva alimentare l'iniziativa legislativa condividendola con le parti sociali, le città, le categorie produttive, le associazioni, che su scala diffusa si mobilitano ogni giorno per l'ambiente, per la sostenibilità e, naturalmente, con le regioni, che in materia di tutela della salute, per venire alla pregiudiziale di oggi, hanno potestà legislativa concorrente”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, durante le pregiudiziali di costituzionalità al decreto Qualità dell’Aria.
“Quella in esame – ha aggiunto l’esponente dem - non è altro che una 'proroghetta', che certamente non risolve il problema, anzi, al contrario, serve soprattutto a sostenere, per ragioni elettorali, alcune Regioni inadempienti a non agire, superando le richieste europee con espedienti burocratici. Ma la questione che non possiamo è l'insopportabile violazione della prerogative parlamentari in ordine alla trattazione del testo. Qual è l'urgenza che spinge a comprimere cosi tanto l'esame in commissione ed in Aula se il termine ultimo per la conversione è l’11 novembre? Noi ci opporremo con ogni mezzo, dentro e fuori il Palazzo, per garantire l’esercizio delle nostre prerogative costituzionali”.
“Nel merito del testo – ha concluso Barbagallo - sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti. Nel tempo in cui viviamo, in cui i dati sull'inquinamento sono inconfutabili, servirebbero scelte strategiche di politica industriale e risorse strutturali per il trasporto pubblico locale e per la mobilità pubblica. Dobbiamo restituire al Paese un ambiente più sano, moderno, capace di salvaguardare la salute dei cittadini, capace di essere competitivo nell'attrarre e conservare le competenze. È chiaro ormai che di questo non volete occuparvi. Serve un disegno una visione che questo governo non ha. Serve la spinta verso il green che hanno i paesi europei che producono di più. Serve una risposta convincente per migliorare la qualità dell'aria lontana anni luce dal testo che arriva in Aula oggi”.