“Dall’inizio dell’anno, è ancora troppo poco raccontato il dramma di 630mila famiglie italiane che rischiano di finire per strada. E non per colpa loro, ma per morosità incolpevole e per un governo che si accanisce sugli italiani. I “morosi incolpevoli” sono infatti famiglie che non riescono più a pagare l’affitto perché perdono il lavoro, perché a causa del caro energia, dell’inflazione, la loro pensione, il loro stipendio, non basta più. Perché magari un coniuge muore e c’è un’entrata in meno. E i comuni italiani, per aiutare le persone a non finire in strada, avevano la possibilità di attingere al fondo nazionale contro la morosità incolpevole. Solo che il fondo non esiste più, il governo Meloni con la legge di bilancio ha deciso di cancellarlo. Così da mesi decine di migliaia di famiglie subiscono sfratti e si rivolgono ai comuni senza possibilità di essere aiutati. Oggi, il pioniere del "prima gli italiani", il ministro dell'ipocrisia Matteo Salvini, intervenendo al question time alla Camera ha confermato che il fondo non sarà rifinanziato per il 2023. Per una volta, almeno dicendo la verità e mostrandosi per quello che sono: ipocriti che governano accanendosi sui più fragili". Così in una nota Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“La Sicilia non può rimanere ostaggio delle emergenze e, soprattutto, dell’incompetenza di chi dovrebbe essere chiamato ad ogni livello a gestirle.
Quanto sta avvenendo a Catania e Palermo, oltre a mettere in ginocchio quelle comunità, sta arrecando danni incalcolabili al resto dell’Isola, che è connessa a queste due città, a partire dagli snodi aeroportuali.
Ad oggi mancano risposte concrete da parte del Governo regionale e di quello Nazionale. A farne le spese sono le siciliane e i siciliani sotto ogni profilo, e la Sicilia, che sta subendo anche un incalcolabile danno d’immagine turistico.
Abbiamo chiesto ieri la dichiarazione dello stato di emergenza per garantire loro idonei e immediati ristori.
Abbiamo chiesto oggi al Ministro Salvini di commissariare la società di gestione dell’aeroporto di Catania, per le evidenti carenze nell’affrontare l’emergenza, e per garantire il ritorno alla normalità, restituendo dignità e serenità alla Sicilia”. Lo ha detto in Aula la deputata siciliana del Pd, Giovanna Iacono, nel corso del question time alla Camera.
“L’Amministrazione penitenziaria rappresenta un comparto fondamentale della Pubblica amministrazione ma la destra, nonostante il governo abbia varato ben due decreti legge su tale settore, ha sempre respinto gli emendamenti del Pd per ripristinare i tagli apportati con la scorsa Legge di Bilancio”: è quanto dichiara Federico Gianassi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Giustizia alla Camera, sulla discussione del provvedimento denominato Pa 2.
“Mentre il ministro Nordio sottolinea l'importanza degli investimenti sul carcere e degli investimenti sulle misure alternative alla esecuzione, le significative riduzioni di spesa stanno incidendo pesantemente sulla tenuta di un sistema oggettivamente fragile, interrompendo il difficile percorso di risanamento avviato negli ultimi anni. Ancora una volta alle promesse non sono seguiti i fatti”: conclude Federico Gianassi.
Considero questa proposta di legge un obbrobrio giuridico, nient'altro che cattiva propaganda, una inutile crociata per rendere la Gestazione per Altri un reato universale". Ha esordito così Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e Presidente del Comitato Permanente della Camera sui Diritti Umani nel mondo, durante le votazioni in corso alla Camera sull'universalità del reato di GPA. "Con questa proposta di legge - ha proseguito Boldrini - si vorrebbe rendere perseguibile il reato di GPA anche nei casi in cui la gestazione per altri venga effettuata in uno Stato nel quale questa pratica è regolata da leggi, e dove dunque non è un reato. Ma tutti sanno, anche voi della destra lo sapete, che per punire un'azione compiuta all'estero, quell'azione deve essere reato anche nel Paese dove è stata commessa. È il principio della doppia incriminazione. E un'altra cosa vogliamo sottolineare. Ci sono reati il cui disvalore è riconosciuto dall'intera comunità internazionale sulla base di convenzioni o trattati sottoscritti anche dall'Italia. Per esempio, solo per citarne alcuni: il genocidio, la pirateria, i reati sessuali in danno di minori. Insomma, tutto questo per dire che di fronte a crimini contro l'umanità o a gravissimi reati contro lo Stato o contro la persona può invocarsi, eccezionalmente, l'universalità della giurisdizione. Non altrettanto si può fare di fronte a un reato sproporzionatamente meno grave, anche per la pena detentiva prevista di un massimo di due anni, e non universalmente riconosciuto come quello della Gestazione per Altri. Non esiste infatti per la GPA alcuna cornice giuridica internazionale, nessun trattato o convenzione. Del resto, com'è possibile ipotizzare che debba essere reato universale una condotta che in altri Stati è legale e regolata? E parliamo di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Belgio, Olanda, Portogallo e altri. E cioè di democrazie consolidate". "E poi, vogliamo provare a immaginare cosa accadrebbe ai bambini e alle bambine se questa universalità del reato di GPA passasse? Su di loro si abbatterebbe un marchio d'infamia che nessun figlio merita - ha evidenziato la deputata dem - Dunque: dei cittadini italiani rientrano in Italia con i figli nati regolarmente all'estero da Gestazione per Altri, secondo le leggi di quel Paese e con un certificato di nascita che è un atto ufficiale. Si aprirebbe subito un procedimento giudiziario su questi genitori. Dopo un processo e una sentenza di condanna, la coppia potrebbe dover scontare una reclusione fino a due anni e pagare una multa da 600mila a un milione di euro, mentre il bambino o la bambina verrebbero allontanati dalla coppia. Vi rendete conto di cosa questo può significare per le loro vite? Dove finisce così l'interesse preminente del minore? Ed è paradossale che questa crociata venga scatenata in un momento in cui la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia dell'Unione Europea sottolineano che il nostro Paese continua a violare il diritto di figlie e figli di coppie omogenitoriali a essere riconosciuti all'anagrafe, nel rispetto del prevalente interesse del minore". "La verità - ha concluso Boldrini - è che si vogliono porre ostacoli di ogni genere alle coppie LGBT. È la deriva ideologica "alla polacca", che intende affermare la legittimità di un solo modello di famiglia (con coppia che peraltro non deve avere problemi di procreazione) comprimendo pesantemente i diritti e la dignità dei minori. Per questo pensiamo che la proposta di legge Varchi sia un provvedimento di pura e nociva propaganda che, in quanto tale, getta discredito su quest'aula e su questo Parlamento".
Una delegazione guidata dalla rappresentante italiana del Fronte Polisario Fatima Mahfud ha visitato questa mattina la Camera dei Deputati invitati dall’Intergruppo parlamentare amici del popolo saharawi, accolti dal presidente Stefano Vaccari e dai deputati Alessandro Battilocchio e Ilena Malavasi. Con loro un gruppo di 10 bambini saharawi, accompagnati da sindaci e amministratori, ospiti per un tratto dell’estate di famiglie e associazioni di diversi i comuni delle province di Roma e Rieti.
"La visita - ha dichiarato il presidente Stefano Vaccari - è stata l’occasione per rilanciare il diritto del popolo saharawi di poter tornare ad insediarsi nei territori nativi da cui sono stati cacciati dall’esercito del regime marocchino. Oggi quel popolo vive in esilio nel deserto algerino ed è tuttora oggetto di soprusi in assoluto contrasto con le risoluzioni degli organismi internazionali che chiedono il ripristino della piena legalità e dell’autodeterminazione del popolo saharawi. Una situazione insostenibile che si è ulteriormente aggravata. Per questo serve una immediata soluzione diplomatica e politica. In questo contesto l’Intergruppo chiederà al Presidente della Commissione Esteri di calendarizzare la mozione presentata a febbraio 2023 che impegni il Parlamento a richiedere al ministro Tajani di intervenire nelle sedi europee e mondiali e nei confronti dell’autorità marocchine perché venga riconosciuto al popolo e alla Repubblica Araba Saharawi il diritto di scegliere il proprio futuro".
Un lungo e trasversale applauso dell’emiciclo della Camera ha salutato bambini e la delegazione quando la presidente Anna Ascani ha richiamato la loro presenza sulle tribune di Montecitorio.
“La collega Ghio ha chiesto, per conto del Partito Democratico, l'informativa urgente al ministro Musumeci per la grave situazione degli incendi in Sicilia. Purtroppo, nel corso della giornata, la situazione è nettamente peggiorata rispetto alle notizie drammatiche che arrivavano stamattina provenienti da tutte le 9 province dell'isola. Lo scorso anno sono andati in fumo, in Sicilia, col Governo Musumeci, 56.000 ettari di terreno, di cui 8.000 di boschi. La regione, anche in virtù delle sue specifiche competenze, era chiamata, quindi, a un'opportuna programmazione, a un impiego di ulteriori unità e a un impiego straordinario di risorse, magari nella manovra finanziaria regionale, finanziando qualche sagra in meno e investendo i mezzi per la Protezione Civile e per il soccorso, che, invece, languono soprattutto in queste ore”. Lo ha detto ieri in Aula alla Camera, il deputato siciliano del Pd Anthony Barbagallo, intervenendo a fine seduta.
“I danni - ha concluso Barbagallo - sono incalcolabili anche per il quadro complessivo che in questi giorni attanaglia la Sicilia, con la mancanza di energia elettrica, con la mancanza dell'erogazione dell'acqua potabile e con il trasporto che è andato a farsi benedire, prima di tutto il trasporto aereo verso gli aeroporti di Catania e Palermo. Il Partito Democratico, pertanto, chiederà in tutte le sedi lo stato di emergenza, per garantire gli opportuni ristori che vanno quantificati quanto prima. Serve fare presto, quindi. Serve intervenire con la massima celerità, perché i siciliani non meritano questa inadeguatezza”.
"Oggi, 25 luglio 2023, giorno in cui ricorrono gli 80 anni dalla caduta del fascismo, la sindaca leghista di Rosà, in provincia di Vicenza, ha ritenuto di negare l'utilizzo del parco cittadino per lo svolgimento della «Pastasciutta antifascista», manifestazione promossa dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Anpi che si sta tenendo ovunque nell'Italia intera". Lo scrive su Facebook Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. "La ragione? A quanto pare, visto il nome, l'evento rischia di essere 'richiamo di disordini e di problemi di sicurezza e ordine pubblico'. Mi perdoni, signora sindaca, ma come la mettiamo allora con la nostra Costituzione, che è antifascista ed è la base su cui si fonda la Repubblica, di conseguenza antifascista anch' essa? Quali disordini - aggiunge Boldrini - dovrebbe richiamare un'iniziativa che si limita a dar seguito a quanto prescritto dalla Carta costituzionale? O vuole forse dirci, la sindaca leghista, che in Italia esistono fascisti che possono aversene a male al punto - loro sì - di causare gravi problemi di sicurezza? In questo caso basta predisporre i dovuti interventi di contenimento, anziché negare uno spazio per lo svolgimento di una manifestazione democratica. Si fa così in democrazia", conclude.
Sono indecenti le parole che ha utilizzato Salvini contro Don Ciotti da una vita in prima in prima fila, con il suo impegno cristiano, con la sua autorevolezza e la sua determinazione nella lotta alla mafia e per i diritti. Che un ministro scenda a determinati livelli è decisamente vergognoso. La lotta alla mafia è un argomento troppo serio per essere banalizzato come ha fatto Salvini annunciando la più grande iniziativa antimafia con la costruzione del Ponte di Messina. La mafia si combatte in altri modi. Di certo non si combatte allentando le procedure sul codice degli appalti, alzando il limite sull'uso dei contanti o prevedendo condoni a raffica. Temi invece cari al ministro Salvini.
Così il deputato del Pd Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.
“Una cosa mai vista: la maggioranza ha eletto in contumacia Michela Vittoria Brambilla presidente della commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. In contumacia, perché la nuova presidente non si è neanche degnata di partecipare ai lavori. Se queste sono le premesse ne vedremo delle belle”.
Lo afferma Michela Di Biase, deputata Pd e componente della commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
Gli incendi in Sicilia che lambiscono case e ospedali bloccando aeroporti e autostrade e il maltempo che sta investendo da ieri Lombardia, Veneto e il resto del Nord Italia, sono fenomeni che destano enorme apprensione. Siamo estremamente preoccupati per queste calamità naturali, conseguenza prevalentemente del cambiamento climatico che caratterizza i nostri tempi, che stanno devastando in queste ore il Paese. Si contano purtroppo alcune vittime, fra le quali una ragazza di 16 anni: come Gruppo Pd esprimiamo il nostro sentito cordoglio e la nostra vicinanza alle loro famiglie. Alla luce di una situazione davvero complessa che ha causato lutti, numerosi feriti, gravi danni alle abitazioni e caos nei trasporti chiediamo che il ministro della Protezione civile Musumeci venga in Aula a riferire sulla gestione di una emergenza così preoccupante per la gravità, per l’estensione e per le conseguenze che potrebbe ancora causare nel Paese.
Chiediamo a tutti i rappresentanti delle istituzioni che minimizzano o peggio negano l'evidenza dei cambiamenti climatici, di modificare la propria posizione e attivarsi subito per l'applicazione giusta delle misure di transizione ecologica necessarie al futuro del pianeta
Così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dei deputati del Pd, durante il suo intervento alla Camera.
Un abbraccio alla famiglia della giovane di Como che ha perso la vita per la caduta di un albero. Una notizia terribile, come quella delle altre vittime del maltempo che stravolge il Paese. Oggi è un giorno triste ma occorre agire subito per la prevenzione.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Il 27 in aula si discuta proposta nel merito”
Le forze che hanno sottoscritto il dl sul salario minimo chiedono alla maggioranza il ritiro dell’emendamento soppressivo e confermano la volontà di andare in Parlamento già il 27 luglio a discutere nel merito della proposta così come stabilito dalla conferenza dei capigruppo.
Questo quanto deciso nella riunione che si è conclusa poco fa a cui hanno partecipato i capigruppo alla Camera e nella commissione Lavoro di Pd, M5S, Azione e Avs. Presenti anche Riccardo Magi e Maria Cecilia Guerra
"Ieri è stato un giorno importante. Patrick Zaki è tornato a Bologna. Vince la mobilitazione di tutta la comunità bolognese: Università, Comune e Regione, organizzazioni sociali e civili, cittadini. Vince l'impegno di tutte le istituzioni del Paese. Ricordo la prima interrogazione parlamentare fatta alla Camera subito dopo l'arrestato di Zaki e le tante occasioni in cui abbiamo preso posizione in quest'Aula. Vince l' impegno fondamentale di Amnesty international e di tanti cittadini in tutta Italia.
Con la massima determinazione dobbiamo continuare a chiedere che gli assassini di Giulio Regeni siano assicurati alla giustizia. Lo dobbiamo a lui ed alla sua famiglia. E lo dobbiamo alla dignità ed alla autorevolezza dell' Italia".
Così Andrea De Maria, dell' Ufficio di Presidenza del Gruppo PD, intervenendo oggi in Aula alla Camera.
Da Giunta Solinas grande pasticcio
In Sardegna ancora un concorso a rischio di regolarità sul quale sono prevedibili strascichi amministrativi e giudiziari. Il buon senso avrebbe dovuto consigliare la Giunta Solinas a sospendere in autotutela il concorso per 40 alti dirigenti da inserire nell’organico dell’amministrazione regionale in virtù anche delle numerose segnalazioni arrivate dai diretti interessati ma anche dai sindacati e da altre organizzazioni. Diverse le anomalie burocratiche segnalate, a cominciare dal cambio di regole in corso fino alla sostituzione di tre direttori generali ai quali era stata affidata la regia del concorsone al quale hanno partecipato, ai fini di una loro stabilizzazione, alcuni dirigenti nominati ad personam dal presidente Solinas.
Invece la Giunta Solinas motu proprio, ignorando la possibilità di ricorrere ad un parere legale preventivo ed ancor più grave senza nemmeno leggere i ricorsi già presentati e senza tener conto delle diffide ricevute, ha deciso l’effettuazione del concorsone in violazione, come leggiamo dalla stampa, delle più elementari norme sulla privacy dei candidati e della possibilità da parte degli stessi di poter accedere ad una banca dati, almeno 50 giorni prima, per conoscere il pacchetto complessivo delle domande da cui avrebbero dovuto essere estrapolate quelle sorteggiate. Senza dimenticare il conflitto di interessi per alcuni dirigenti.
Un grande pasticcio di cui si sta già occupando la Procura della Repubblica visto che alcuni candidati hanno comunicato la loro volontà di trasferirvi documenti e conoscenze.
Per queste ragioni ho deciso di informare, con una interrogazione, il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e verificare le possibilità di interventi statali per impedire un excursus tormentato del concorso anche a tutela di tanti candidati che giustamente rivendicano i loro diritti.
Così Silvio Lai, deputato Pd della Commissione Bilancio della Camera.
Tweet di Lia Quartapelle vicepresidente Commissione Esteri Camera
Abbiamo visto con i nostri occhi la ferocia con cui stanotte a Odessa la Russia ha bombardato la cattedrale, l’abitato e il porto.
Come delegazione di @montecitorio siamo con questa città libera, patrimonio culturale dell’umanità, che resiste dopo 522 giorni di guerra.