“All’inizio del suo mandato il ministro Valditara ha fatto riferimento alla necessità di avviare una grande alleanza tra famiglie, docenti, personale scolastico, studenti nel nome del merito. A questo proposito, mi sento di suggerire al governo un cambio di nome: chiamiamola Alleanza per l’inclusione e la lotta alle diseguaglianze. Sarebbe un segnale concreto di presa in carico di questo tema. Ma il governo preferisce la girandola di dichiarazioni sbagliate per poi fare dietrofront: stipendi differenziati ai docenti su base regionale, valore educativo dell’umiliazione, minaccia di sanzioni a una dirigente scolastica colpevole di aver sollecitato i propri studenti all’impegno civile. Presentando come gruppo Pd questa mozione abbiamo cercato di definire le priorità. Mi riferisco al tema delle retribuzioni dei docenti e del personale scolastico e al loro allineamento alla media europea, ai divari territoriali, agli investimenti sul tempo pieno, agli investimenti a favore del servizio integrato di istruzione ed educazione da 0 a 6 anni, alle risorse che devono essere investite nell’istruzione perché sia davvero centrale nelle politiche pubbliche del Paese”.
Così la capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, intervenendo in Aula per esprimere il voto favorevole del Gruppo alla mozione presentata dai Dem.
“Save The Children e Svimez - ha detto - descrivono un’Italia spaccata in due con una fuga dalla scuola nel Mezzogiorno. Territori dove la povertà minorile è più forte sono quelli dove la scuola è più povera, privata del tempo pieno, di spazi e servizi adeguati. Non è un caso che il tema della povertà educativa e dei divari territoriali sia uno degli obiettivi contenuti nella missione Istruzione del Pnrr, con 1 miliardo e 500 milioni di euro. Non è un caso che il Pnrr punti sugli asili nido e che intenda investire sulla formazione iniziale dei futuri docenti. Siamo molto preoccupati. Perché al momento, di fronte alle difficoltà attuative sul Pnrr - ha concluso - i fatti rischiano di essere questi: dimensionamento scolastico, progetti spacca Paese, perdita di risorse e investimenti, tagli”.
"Il Partito democratico esprime profonda preoccupazione per il destino dei lavoratori della DEMA Spa. Siamo di fronte ad una vicenda che si trascina da troppo tempo e i cui esiti sono davvero incerti. Per questi motivi oggi, presso le Commissioni congiunte Lavoro e Attività Produttive della Camera, è stata incardinata la risoluzione presentata dal gruppo del PD che impegna il governo ad individuare una soluzione che coinvolga tutti gli attori istituzionali, attivando un tavolo di crisi specifico al fine di salvaguardare il sito produttivo e i livelli occupazionali. Il governo ha quasi duecento tavoli di crisi aperti in tutto il Paese e purtroppo dopo mesi non lascia intravedere alcuna prospettiva di politica industriale, in particolare per il Mezzogiorno.
Oggi la DEMA rischia di chiudere anche perché molte competenze vanno via. Una chiusura rappresenterebbe l'ennesimo schiaffo ad un territorio che ha già un numero di crisi aziendali rilevanti. Per questo abbiamo richiesto che vengano anche audite le forze sindacali e il management del Gruppo. Occorre dare certezze e stabilità ai lavoratori e occorre farlo nel più breve tempo possibile. Serve un’iniziativa straordinaria per difendere e rinnovare il tessuto produttivo, anche facendo leva sui fondi europei che il governo sembra non essere in grado di usare e che rischiano di rappresentare l’ennesima occasione sprecata a discapito di territori e generazioni fragili".
Così i deputati Pd della commissione Lavoro Marco Sarracino, Mauro Laus, Arturo Scotto, Chiara Gribaudo, Emiliano Fossi.
“Un’Europa che sostiene la crescita ha bisogno della riforma del Patto di stabilità. Svolta necessaria per l’integrazione europea. Forte supporto alla proposta di accordo presentata da Paolo Gentiloni: regole più flessibili, equilibrate e utili per favorire gli investimenti”. Lo scrive su Twitter il capogruppo del Pd in commissione Esteri della Camera Enzo Amendola.
“Il ministero dell’Ambiente blocchi la tassa per accedere alle secche della Meloria di Livorno ed in tutte le aree marine protette del paese, almeno per i residenti”: è quanto chiede in una interrogazione parlamentare il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani.
“L’introduzione di questa gabella, oltre a rappresentare di fatto una nuova imposta per la popolazione locale e una limitazione alle attività di carattere ambientale svolte, potrebbe avere anche problematiche di caratteristiche burocratico. È infatti probabile se non certo che le richieste di utilizzo dell'area (oltre 2300 lo scorso anno) potrebbero subire ritardi in fase di esame. La Regione Toscana, su sollecitazione del consigliere Francesco Gazzetti, ha cercato con l'assessora Monni di rappresentare le istanze e le richieste emerse dal territorio ma il Ministero, almeno sino ad oggi, si dimostrato indisponibile ad ascoltarle. Un atteggiamento inspiegabile e che non può essere accettato supinamente. Ecco perché chiediamo al ministro Picchetto Fratin di rivedere questo atteggiamento con atti concreti a partire dalla sospensione, almeno per il 2023, dell'entrata in vigore del pagamento di questa tassa, anche al fine di evitare che impedimenti o rallentamenti burocratici dovuti alla lavorazione delle richieste possano comprometterne la fruibilità nel periodo estivo”, conclude Marco Simiani.
È nella Resistenza che affondano le radici della nostra Repubblica, democratica e antifascista. La storia non si riscrive: non ci sarebbe nessuna libertà senza la lotta di Liberazione.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Pd presenta interpellanza al governo
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera
"Desta forte preoccupazione la notizia di un rinvio dell'ingresso di Lufthansa nella compagnia aerea italiana Ita Airways, soprattutto tenuto conto che il fattore tempo è decisivo per Ita, che quest’anno potrà contare sull’ultima iniezione di 250 mln di risorse pubbliche (nell’ambito degli 1,35 mld autorizzati dalla commissione Ue) e dovrà attendere il closing dell’operazione per avere la disponibilità delle risorse della compagnia tedesca". Così Anthony Barbagallo, capogruppo del Pd in commissione Trasporti della Camera, che annuncia una interpellanza urgente al governo. Per l'esponente Pd “in gioco c’è anche l’attuazione dell’ambizioso piano di sviluppo che prevede l’acquisto di 39 nuovi velivoli e 1.200 assunzioni entro l’anno. Ho presentato una interpellanza urgente al governo soprattutto per conoscere quale sia il Piano industriale per ITA, condiviso con Lufthansa, anche in relazione alla valorizzazione del vettore e degli aeroporti strategici con riferimento alle destinazioni ed al numero di tratte effettuate. Abbiamo inoltre chiesto - precisa Barbagallo- di conoscere quali garanzie siano state individuate per il mantenimento dei livelli occupazionali e la positiva risoluzione delle controversie dei lavoratori ex Alitalia, oggi in cassa integrazione che chiedono di essere assunti in Ita. "
Il referendum per l'allungamento della pista dell'aeroporto dell'isola d'Elba è stato purtroppo un flop annunciato. Le evidenti criticità organizzative e il coinvolgimento dei cittadini di un solo comune, nonostante l'importanza della infrastruttura per l'intera isola, rendono inutile questa consultazione. È ora fondamentale che le istituzioni e la politica inaugurino una riflessione seria e concertata sul futuro dell'aeroporto che non può in alcun modo chiudere o ridimensionare il suo ruolo per elbani o turisti. Anche il governo si occupi della vicenda, visto che a ottobre scadrà la continuità territoriale aerea da e per l’Elba e ancora non si è affrontato il tema del suo rifinanziamento”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, sul referendum svolto a Campo nell'Elba e che ha visto l'affluenza del 36% degli aventi diritto senza raggiungere il quorum.
La deputata del PD Laura Boldrini domani, martedì 25 aprile, parteciperà a Milano alla manifestazione per il 78° anniversario della Liberazione dal Nazifascismo.
Sarà presente al Corteo, che partirà da corso Venezia alle 14:30, per poi giungere in piazza Duomo.
È un appuntamento a cui Boldrini ha aderito altre volte in passato, e, nel 2013 da Presidente della Camera venne invitata dall’Anpi a parlare dal palco.
“Ryanair che abbandona Comiso e l'immobilismo del ministero delle Infrastrutture e della Regione Siciliana che non convocano neanche la conferenza di servizi per le tratte per la continuità territoriale nonostante le nostre molteplici interrogazioni. Il caro voli è sempre dietro l’angolo, la Sicilia è sempre più ghettizzata e la situazione di stallo in cui versa l’aeroporto di Comiso è l’esatta fotografia del disinteresse del governo nazionale e regionale che preferiscono gli spot e la propaganda ad azioni concrete in favore della nostra Isola e dei siciliani”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, a margine del sit-in di protesta promosso dalla federazione provinciale del Pd di Ragusa e dal deputato regionale dem, Nello Dipasquale, all’aeroporto di Comiso “Pio La Torre” per difendere il diritto dei siciliani del Sud-Est ad avere maggiori opportunità di mobilità.
“Anche oggi come già ieri a Paternò - aggiunge Barbagallo - scendiamo nelle strade al fianco dei cittadini per contestare la scelta unilaterale della compagnia irlandese di abbandonare lo scalo di Comiso e contro il governo che non fa nulla di concreto per far fronte all’isolamento dei siciliani”.
"Gli annunci di Nordio non finiscono mai, nemmeno dopo la figuraccia internazionale del caso Uss.
Ancora una volta vengono lanciate a casaccio separazione delle carriere, abolizione di reati, intercettazioni da rivedere, senza che, dopo mesi di proclami, ci sia uno straccio di testo. Ma soprattutto non c’è nulla di quello di cui ci sarebbe davvero bisogno e cioè attuare le "riforme Cartabia" che riguardano per l’appunto l’efficienza della giustizia e la ragionevole durata dei processi: il ministro doveva approvarne i decreti attuativi, nemmeno quello ha fatto. Ci dica poi dove è finito l’unico testo, quello sui crimini internazionali, approvato in Cdm ormai da oltre un mese e di cui si sono perse le tracce. Oppure, a proposito di certezza della pena, si preoccupi di spiegare agli italiani come pagare le sanzioni pecuniarie visto che non è stato licenziato il relativo decreto attuativo.
Ed anche sull'abuso di ufficio, dopo centinaia di interviste, non è nota la posizione del governo e della sua maggioranza. Quello che è certo, è che i sindaci chiedono una revisione complessiva del sistema delle responsabilità e su questo noi abbiamo presentato tre proposte di legge chiare che però giacciono a prendere polvere nei cassetti del Parlamento mentre si preferisce strumentalizzare le sacrosante esigenze degli amministratori. Insomma il solito minestrone pieno di contraddizioni, di ambiguità e di velleità".
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd e i capigruppo in Commissione Giustizia di Camera e Senato Federico Gianassi e Alfredo Bazoli
Dichiarazione di Stefano Graziano, capogruppo Pd commissione Difesa della Camera
Voglio esprimere tutta la mia solidarietà alla troupe Rai del Lazio che oggi a Ostia , mentre stava raccontando l’occupazione abusiva di una una casa popolare da parte di un componente la famiglia Spada, è stata vergognosamente minacciata con lancio di oggetti da persone non identificate . Ammirevole il comportamento della troupe che nonostante la vile intimidazione ha svolto fino in fondo il proprio lavoro.
La capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga a Sky tg 24 Agenda
“Eliminare il ballottaggio nell’elezione dei sindaci è una forzatura inaccettabile perché vuole cancellare una norma che funziona e garantisce ai cittadini di scegliere. E’ il modo in cui la destra si approccia alle riforme, un approccio di parte che non consente il confronto. Come abbiamo visto sul presidenzialismo e sull’autonomia differenziata. Siamo pronti alla mobilitazione per ridurre i divari e non ampliarmi, dalla sanità al welfare” ha concluso la capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati.
La capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati a Skytg24 Agenda
“Siamo molto preoccupati per il Pnrr e lo diremo a Fitto che finalmente sarà in Parlamento mercoledì. Assistiamo da parte della destra a una narrazione che cerca di costruire un alibi per l’incapacità di trovare soluzioni e rispondere ai problemi sollevati da più parti. La confusione sulla rinuncia ai fondi e la non chiarezza sulla revisione dei progetti rischia di paralizzare le risorse che servono per centrare gli obiettivi, primi tra tutti la riduzione delle diseguaglianze, la rivoluzione digitale ed ecologica, le iniziative per far ripartire il paese. Il Pnrr è il banco di prova del fallimento delle promesse politiche della destra: è un problema per la vita delle persone”.
A proposito del cdm convocato per il 1 maggio sui temi del lavoro Chiara Braga ha replicato che “del lavoro bisognerebbe occuparsi ogni giorno. Invece a partire dalla legge di bilancio e poi dal Def questo governo non dà alcuna risposta: poco sul cuneo fiscale, sulla protezione del lavoro più povero e sulla precarietà, anzi c’è il rischio concreto di un allargamento delle maglie. Poco o nulla per favorire la natalità mentre si fanno condoni; nulla di fronte al grido di allarme lanciato da tutte le regioni sui tagli alla sanità. Dicevano di essere pronti e invece non lo sono nè su Pnrr né sulle altre riforme. Fanno finta di non vedere che la precarietà del lavoro si traduce in precarietà di vita”.
La capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati a Skytg24 Agenda
“Il 25 aprile è una data fondante della nostra democrazia, la data in cui ricordiamo i valori della Liberazione e ribadiamo che l’Italia è una Repubblica fondata sull’antifascismo. Saremo in piazza per ricordare il senso di una festa che è di tutti”.
Così oggi a Skytg24 Agenda Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Post su Fb di Stefano Vaccari, capogruppo Pd Commissione Agricoltura della Camera
Al pianeta Terra, che oggi ricordiamo nella giornata dedicata, continuiamo a non voler bene come dovremmo. Gli effetti dei mutamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e spesso, ormai, si trasformano in tragedie. Quest'anno saranno ancora più evidenti i segni della siccità e della mancanza di acqua. Le grandi ondate di calore portano alla desertificazione e alla perdita di biodiversità. Un danno incalcolabile che avrà quale conseguenza l'accentuarsi della carenza di cibo e delle grandi migrazioni umane. A Parigi nel 2015 era stata definita una strategia concreta, che la destra avversò, in grado di puntare ad azzerare le emissioni nocive entro il 2050. Ormai è evidente che non ci si arriverà. Troppi tentennamenti, troppi passi da gambero nella costruzione di un modello di sviluppo imperniato sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla giustizia sociale. Eppure è in gioco il futuro dell'umanità e i tanti giovani che, civilmente, nelle piazze di tutto il mondo, ci richiamano alla responsabilità lanciano un grido di allarme che non si può più ignorare. Chiudere immediatamente l'era dei combustibili fossili è un dovero morale verso noi stessi e le future generazioni. Si accompagni la transizione con misure di mitigazione, di sostegno alle rinnovabili, di salvaguardia dell'acqua bene comune, di incentivo alla modernizzazione green delle nostre case e delle nostre auto, di fermo del consumo del suolo, di rigenerazione urbana, di tutela del territorio e della biodiversità. Non c'è più tempo. Se non ora quando?