“La direttiva europea sulle case green terrà conto delle esigenze dei singoli Stati membri e dovrà essere accompagnata da risorse adeguate. Potrà inoltre rappresentare un’occasione fondamentale per rendere sicuri gli edifici realizzati ormai da decenni: molti dimenticano spesso che il nostro è uno dei paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo con il 75 per cento delle case vulnerabili. Occorre integrare la normativa Ue con un piano casa nazionale antisismico: soltanto così sarà possibile contrastare lo spopolamento nei centri marginali e montani. I processi decisionali comunitari vanno guidati ed indirizzati, non contrastati con il vittimismo e la demagogia. È necessaria capacità di sintesi e autorevolezza: quello che purtroppo manca alla destra italiana”: così Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera sul voto positivo della Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento Ue sulla direttiva Epbd per l'efficienza energetica degli edifici.
Nessuna lezione da chi ha denigrato il Sud d’Italia per anni. Nessuna lezione da chi ancora oggi vuole dividere il paese tra ricchi e poveri. Per Salvini la Lombardia era il fortino da difendere, chiudere. Noi vogliamo una moderna regione europea. Con Majorino possiamo farlo.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, deputata Pd e Segreteria di Presidenza della Camera dei Deputati.
“Così in una le deputate e i deputati della commissione Esteri della Camera Le sanzioni contro il regime di Assad in Siria vanno mantenute. Gli aiuti per affrontare l’emergenza causata dall’immane tragedia del terremoto non possono essere affidati ad Assad, che non li userebbe di certo a questo scopo. Basta ricordare che la Siria è un paese dove dal 2011 è in atto una terribile guerra civile che ha costretto quasi 15 milioni di persone a lasciare le proprie case, durante la quale Assad non ha esitato ad usare gas letali e bombardamenti contro la sua stessa popolazione. Oggi il Paese è diviso in tre parti: quella controllata dal dittatore; la zona del Rojava, una repubblica democratica autogestita dai curdi; infine la zona di Idlib dove c’è ancora una presenza di cellule terroristiche di Al Quaeda e dell’Isis. Una situazione complessa che ci suggerisce come l’unico modo per portare reale sostegno alle popolazioni colpite sia utilizzare i canali delle agenzie multilaterali delle Nazioni Unite e delle Ong che operano su quei territori. Scegliere altre strade significherebbe soltanto non avere la certezza di indirizzare gli aiuti a chi ne ha bisogno per affrontare questa catastrofe”.
Così una nota delle deputate e dei deputati della commissione Esteri
“Il recente attacco hacker su scala mondiale, che ha visto circa duemila server infiltrati, e che ha colpito anche il nostro Paese, dimostra ancora una volta quanto sia necessario dotarsi di piani più inclusivi di protezione che consentano di allargare gli obblighi per la sicurezza informatica e prevedano seri programmi formativi nei confronti dei soggetti più deboli. Occorre maggiore consapevolezza dei rischi ai quali oggi siamo esposti per poter così tutelare al meglio i cittadini, le imprese e gli enti pubblici. Per questa ragione, nonostante le recenti rassicurazioni del sottosegretario, Alfredo Mantovano, ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo quali urgenti iniziative intenda adottare, con il coinvolgimento dei soggetti economici e sociali e il sistema della pubblica amministrazione allargata, al fine di affrontare le problematiche, ma anche quali strategie si intendano mettere in campo per affrontare e rimuovere il divario digitale territoriale, generazionale e sociale del Paese, e per accrescere la consapevolezza sui rischi informatici”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Mauro Laus.
Tweet di Enzo Amendola, capogruppo pd commissione Esteri della Camera
A Bruxelles l’Europa si riunisce a difesa della libertà al fianco dell’Ucraina. Meno polemiche e più impegno all'unità, Presidente Meloni. Lavoriamo con i nostri alleati di sempre con coerenza. Per il popolo ucraino e per rafforzare l'Europa, la nostra comunità di destino.
Se nella maggioranza, e tra gli stessi vertici del governo, non si perde occasione per far emergere dubbi sul sostegno italiano all’Ucraina e se l’europeismo della destra che governa appare come minimo tentennante e a corrente alternata c’è poco da lamentarsi, come fa la presidente Meloni, se l’Italia viene esclusa da importanti vertici diplomatici ed economici internazionali. E comunque è un fatto che proprio questi comportamenti hanno mandato in archivio la foto, tanto importante quanto emblematica, di Draghi Macron e Scholz insieme in treno verso Kiev. Tante chiacchiere, tante recriminazioni e lamentele ma alla fine la storia è tutta qui: prima c’eravamo ora no.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
"Sull'agricoltura serve una visione complessiva, non provvedimenti spot come quelli sulla gestione della fauna selvatica in eccesso, che sono risultati inservibili e che hanno prodotto di contro il blocco dei vecchi provvedimenti di controllo". Lo ha detto il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera, parlando dal palco della Conferenza Economica della Cia.
"L'agricoltura - ha concluso l'esponente Pd - è architrave della lotta ai mutamenti climatici e c'è una crisi in atto che non può essere negata. L'agricoltura va incoraggiata e sostenuta con norme che ne riconoscano funzioni e ruoli su valorizzazione ed incremento delle energie rinnovabili, su presidio del territorio, su consumo del suolo restituendo terreni alle produzioni agricole, sulla crisi idrica con un piano nazionale di costruzione di piccoli e medi invasi, sulle produzioni di qualità che vanno salvaguardate. La destra e il governo continuano a scegliere la strada del negazionismo tanto che ha fatto sparire la transizione ecologica dal riferimento dei ministeri. Di contro pensa a nucleare e al Ponte sullo Stretto che non servono certo ad affrontare la crisi energetica e il caro bollette. Il tema principale oggi è quello di accelerare le decisioni e non evocarle un modo propagandistico".
Il capogruppo del Pd in commissione Attività produttive della Camera ha presentato al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin una interrogazione urgente
“Viste le condizioni favorevoli perché il governo ancora non agisce per rivedere al ribasso il prezzo dell’energia?” E’ quanto ha chiesto Vinicio Peluffo, capogruppo del Partito democratico in commissione Attività produttive della Camera, attraverso una interrogazione urgente al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin. “Grazie anche all’andamento delle temperature non troppo fredde ed alla prospettiva di un riempimento più agevole degli stoccaggi per il prossimo inverno – scrive Peluffo nell’interrogazione- , il prezzo medio del gas mostra oggi un trend di discesa, che già dai primi mesi di quest’anno comporta una forte differenza tra il prezzo a 210 €/MWh stabilito quando tale prezzo sul mercato era al picco delle quotazioni, ed il prezzo attuale, inferiore ai 180 €/MWh”. Secondo Peluffo, “sarebbe perciò opportuno, sulla base delle variazioni di costo derivanti da diverse e migliori condizioni di mercato riscontrate ora, che si dia seguito alla prevista variazione del prezzo di riferimento, agendo subito per portarlo almeno a quanto indicato dal “Price cap” in sede UE, 180 €/MWh, consentendo a settori così strategici per l’economia italiana un abbassamento dei costi dell’energia.”
“L'esito del CIPESS di oggi è semplicemente imbarazzante. Approva tre progetti da 500 milioni di euro mentre continua a tenere bloccati 27 miliardi di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione destinati al Sud. Come abbiamo ribadito pochi giorni fa durante il question time al ministro Giorgetti, sono mesi che si attende lo sblocco di questi fondi già previsti tra l’altro nella programmazione 2021/2027 e già ripartiti a giugno tra le varie Regioni meridionali. Eppure ancora nulla si muove. Dal CIPESS nessuna delibera attuativa. E così restano arenate risorse importanti che spettano al Mezzogiorno e di cui il Mezzogiorno ha assoluto bisogno per investimenti fondamentali in servizi, scuole, sanità, infrastrutture, ambiente. Una scelta che non fa bene all’intero Paese. Oggi poteva essere l’occasione giusta ma il Governo di destra ha preferito continuare a lavorare contro il Sud e quindi contro lo sviluppo di tutta l’Italia. Siamo senza parole davvero ma continueremo la nostra battaglia con convinzione”.
Lo dichiara il vice capogruppo del Pd alla Camera Piero De Luca
“ Una nuova tragedia sul lavoro. È inaccettabile la morte di un giovane operaio trasfertista di 34 anni nel cantiere per la costruzione del Terzo Valico.
Non è possibile accettare la perdita di una vita umana in un cantiere di una grande opera in cui i piani di sicurezza e la tutela dei lavoratori dovrebbe essere ai massimi livelli.
La magistratura dia in tempi rapidi risposte su cosa sia realmente accaduto e se saranno individuati responsabili la giustizia sia egualmente rapida nel fare il suo corso”.
Lo scrive in una nota Federico Fornaro dell’ufficio di presidenza del gruppo PD-Italia Democratica e Progressista alla Camera
Avete scambiato il Governo del Paese per un’assemblea del Fuan? Volete trasformare l’Italia nell’incubo trumpiano di disuguaglianze e notizie false contro gli oppositori. Ora anche armi.
Lo dichiara in un tweet il vicesegretario del Pd e vicecapogruppo alla Camera Peppe Provenzano, che sul tema ha preannunciato una interrogazione parlamentare.
Dichiarazione di Lia Quartapelle, deputata Pd e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera
“La ripresa della cooperazione nel settore della difesa annunciata da Giorgia Meloni durante l’incontro con il presidente dell’Etiopia Abyi Ahmed, che ha ricevuto oggi a Roma, è fortemente inopportuna.” Ad affermarlo è Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico e vice presidente della Commissione Esteri della Camera.
“Abyi – prosegue Quartapelle- è responsabile della guerra civile contro la regione indipendentista del Tigray, lanciata con furbizia sospetta nella notte delle elezioni americane del 2020. La guerra civile contro il Tigray è costata 600mila morti, due milioni di sfollati, in una regione di sei milioni di abitanti che l’esercito etiopico, insieme a quello eritreo hanno sigillato per due anni, impedendo l’accesso sia ai giornalisti, che agli operatori umanitari che portavano aiuti alimentari e cure mediche, che agli osservatori indipendenti. Per questo se ne è parlato poco e in modo frammentato, ma tutte le notizie emerse documentano un dramma senza fine: fosse comuni, uso delle derrate alimentari come arma di guerra, stupri etnici, bombardamenti contro i civili, innumerevoli crimini di guerra e contro l’umanità su cui stanno indagando agenzie indipendenti. La guerra contro il Tigray è stata più sanguinosa della guerra in Siria.
Le denunce sono state del più alto livello, dall’ambasciatrice degli Stati Uniti all’ONU, Linda-Thomas Greenfield, all’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione Europea Borrell. Gli onori con cui il presidente Abyi è stato accolto a Palazzo Chigi – prosegue Quartapelle- occultano la sua responsabilità in quello che è avvenuto nella regione. Meloni avrebbe dovuto essere meno affrettata nel cercare di cogliere chissà quale vantaggio da un rapporto con il presidente etiopico. Il nostro paese – conclude l’esponente Dem- dovrebbe stare dalla parte di un reale sforzo di pace, giusto, sostenibile, equo. Dovrebbe stare dalla parte di chi indaga contro quei crimini, della popolazione civili, di chi si sforzerà di mettere insieme i pezzi di un paese complesso come l’Etiopia squassato dalla guerra civile in Tigray e oggi da problemi in Oromia. Già una volta il mondo si è illuso che il presidente Abyi fosse un avvocato della pace, quando nel 2019 è stato insignito del premio Nobel per la pace. Un anno dopo il suo esercito assediava una regione del suo stesso paese. Questa volta almeno l’Italia, che conosce bene l’Etiopia, le sue complessità e la necessità di mantenere un equilibrio, avrebbe dovuto usare maggiore cautela.
La presidente dei deputati del Pd alla Camera, Debora Serracchiani, e le deputate dem, Chiara Gribaudo, Lia Quartapelle e Marianna Madia, parteciperanno domani alla conferenza stampa “Massima allerta su nuovo codice degli appalti e standard su parità di genere. Associazioni e parlamentari per il reinserimento del 46 – bis”, che si pone l’obiettivo di cambiare il nuovo codice degli appalti, dal quale sarebbe “sparito” il cosiddetto bollino rosa: ovvero il requisito aggiuntivo e premiale per le aziende che rispettino alcune regole già definite alla fine del 2021 con la Legge 162 che, nel modificare il Codice Pari Opportunità (DLgs 198/2006), aveva introdotto la Certificazione di Parità di Genere come strumento idoneo a certificare l’adozione di politiche tese al raggiungimento della parità di diritti tra uomini e donne.
La conferenza stampa è prevista per domani, martedì 7 febbraio, alle ore 14.00, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione 4.
Il governo Meloni continua a perseverare nell’errore. Mantiene l’obbligo del prezzo medio che ingenera soltanto maggiore confusione nei consumatori e livella i prezzi verso l’alto, come ha sottolineato chiaramente l’Antitrust in audizione alla Camera. Riduce le sanzioni per chi viola gli obblighi di comunicazione ed esposizione dei prezzi dei carburanti, ma meno dell’impegno che lo stesso governo si era preso con i gestori degli impianti nell'accordo raggiunto al Mimit. La strategia usata dall’esecutivo è ormai evidente, cerca lo scontro con l’opposizione e con le categorie per nascondere i propri fallimenti.
Lo afferma Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.
“Si terrà venerdì prossimo 10 febbraio alla Camera dei Deputati il convegno per ricordare Luciano Bianciardi, lo scrittore, traduttore, giornalista e critico nato a Grosseto e di cui ricorre in questi mesi il centenario della nascita”. Lo dichiara Marco Simiani, deputato Pd, presentando l’evento organizzato a Roma in collaborazione con la Fondazione Bianciardi.
“L’iniziativa rappresenterà un momento di omaggio e riflessione dedicate al pensiero e alla attività sociale, letteraria e culturale di Bianciardi; una figura emblematica del suo tempo, che ha rappresentato nel secondo dopoguerra l’emblema dell’intellettuale-artista che concepiva l’attività culturale non solo come strumento di denuncia e di presa di coscienza, ma anche come intervento direttamente e immediatamente militante”, aggiunge Marco Simiani.