“Esprimiamo la nostra più sincera solidarietà alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro della Difesa, Guido Crosetto. Le minacce e gli atti intimidatori rivolti a figure istituzionali della nostra Repubblica non devono intimorirci, ma vederci uniti e compatti nella risposta. La violenza e l’odio non prevarranno mai sulle ragioni della democrazia e della civile convivenza”.
Così in una nota il Gruppo del Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista della Camera.
È grave e non va sovvalutata la notizia della telefonata al Resto del Carlino, riferita ad un attentato di stampo anarchico a Bologna. L' eversione estremista, che sta moltiplicando attentati nel Paese legati al caso Cospito, è un pericolo per la democrazia. La violenza va isolata e contrastata con l'unità di tutte le forze politiche e delle istituzioni. Proprio per questo resta l'amarezza per le parole di Donzelli alla Camera, che hanno minato quella unità. A Bologna, una città che è sempre stata in prima fila nella difesa delle libertà democratiche, tutte le forze politiche e sociali si uniscano, per contrastare la violenza e l'eversione".
Così Andrea De Maria, deputato PD.
"Abbiamo avuto conferma da articoli di stampa di quanto abbiamo denunciato nelle scorse ore. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha candidamente confessato di aver fornito lui al suo collega, amico e coinquilino Donzelli, le informazioni sensibili, delicate e necessariamente 'confidenziali' riguardanti i colloqui avuti da Cospito in carcere in regime di 41bis. Lo stesso Delmastro ha poi contestualmente scaricato l'amico di partito Donzelli, dichiarando che ha sbagliato a divulgare le notizie ricevute. Siamo allibiti. I fatti sono gravissimi e i due deputati di Fratelli D'Italia dimostrano di essere totalmente inadeguati a ricoprire i ruoli che attualmente rivestono. Per questo chiediamo con forza che il sottosegretario Delmastro rimetta immediatamente le proprie deleghe e il deputato Donzelli si dimetta dal Copasir, di cui peraltro è anche vicepresidente. Riteniamo che i due deputati non siano adeguati a ricoprire ruoli così importanti, per ragioni di carattere istituzionale ma anche di tutela della sicurezza nazionale". Lo dichiara in una nota il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Piero De Luca, che aggiunge: "Tutto ciò non esime la presidente Meloni dal fare chiarezza in fretta sulla propria posizione rispetto all'accaduto. Si tratta di una vicenda grave e fortemente lesiva degli interessi nazionali”.
“Ribadisco la richiesta già avanzata dalla presidente del Gruppo Pd-Idp, Debora Serracchiani. Chiediamo al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, di attivarsi affinché il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, torni il prima possibile in Aula a riferire sull’esito dell’indagine interna da lui avviata presso il Ministero".
Così Andrea Casu, segretario d'Aula del Gruppo Pd-Idp della Camera, intervenendo sull’ordine dei lavori in merito alla diffusione da parte del vicepresidente del Copasir, Giovanni Donzelli, di informazioni ottenute dal sottosegretario al ministero della Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove.
"Oggi abbiamo ascoltato il ministro Nordio a cui abbiamo chiesto di tornare in Aula a riferire sull'esito dell'indagine interna che ha avviato presso il Ministero dopo l'intervento dell'onorevole Donzelli di ieri alla Camera. Il ministro ha chiarito che non intende trincerarsi dietro l'indagine aperta presso la procura di Roma. Alla luce delle dichiarazioni della maggioranza che si ostina a negare la gravità di quanto accaduto e a giustificare il comportamento del sottosegretario Delmastro Delle Vedove abbiamo comunque depositato anche la mozione di censura nei suoi confronti per la revoca delle deleghe che gli sono state affidate, ritenendo il suo comportamento pericoloso per la sicurezza nazionale e la lotta alle mafie e al terrorismo e per aver rivelato informazioni relative a detenuti al 41 bis".
Così Debora Serracchiani capogruppo Pd alla Camera
“Nordio non ha potuto difendere il sottosegretario Delmastro e il vicepresidente del copasir Donzelli per la divulgazione delle informazioni sensibili e riservate di ieri. E anche se ha preso tempo l’esito dell’indagine da lui avviata è ovviamente scontato: Nordio non potrà mai sostenere che il sottosegretario può fornire a terzi informazioni riservate e che i parlamentari hanno presso il ministero della giustizia libero accesso alle informative delicatissime del Dap per poi divulgarle.
I fatti ormai sono chiari: i due hanno diffuso informazioni delicatissime e riservate e ciò è stato fatto per usarle come clava contro il principale partito di opposizione nel dibattito politico.
Più dignitoso per Delmastro e Donzelli a fare subito un passo indietro senza sottoporsi a questa umiliante e prolungata esposizione. Tanto noi non arretreremo di un millimetro e andiamo fino in fondo a questa vicenda”.
Lo dichiara il capogruppo in commissione Giustizia Pd alla Camera Federico Gianassi
"Durante il dibattito di oggi alla Camera il protagonista è stato l’imbarazzo del governo e della maggioranza: o esce Delmastro dal governo oppure ne uscirà male Nordio".
Lo scrive su Twitter Stefano Graziano, capogruppo democratico in commissione Difesa
“Un Nordio imbarazzato e imbarazzante oggi non ha giustificato Donzelli e Delmastro ma non ha fatto chiarezza. Dovrà farla, all’esito dell’indagine interna, perché il responsabile del Ministero è lui. Ma è già tutto chiarissimo. Quei due sono un pericolo per la sicurezza nazionale”. Così su Twiter Peppe Provenzano, vice segretario del Pd e vice capogruppo alla Camera.
Sull’erogazione del fondo sviluppo e coesione, rifinanziato con 73,5 miliardi e le cui risorse sono decisive per lo sviluppo del Mezzogiorno, oggi in Aula durante il question time il ministro Giorgetti non ha dato alcun chiarimento e, anzi ha alimentato la confusione. Giorgetti ha parlato infatti di nuove istruttorie e analisi di cui non c’è nessuna necessità. La ripartizione, infatti, era stata già deciso nel giugno scorso dal governo Draghi e si tratta solo di provvedere ad erogare quei fondi. I ritardi del governo, che stiamo sollecitando dal suo insediamento, stanno già provocando gravi difficoltà alle regioni del sud. Le nostre preoccupazioni aumentano perché questa situazione si accompagna con la proposta di autonomia differenziata del ministro Calderoli. Una combinazione che avrebbe come conseguenza solo quella di aumentare le distanze fra i territori del Paese e pregiudicarne la crescita. Lo hanno affermato nel corso del question time i deputati democratici Claudio Stefanazzi e Piero De Luca vice capogruppo alla Camera.
“Insulti all’opposizione, dossier riservati dati ai compagni di partito, poco rispetto delle istituzioni. Il silenzio più pesante su Del Mastro e Donzelli è quello della Presidente Meloni. Nessuna agendina né video spot. A Chigi tutto tace. ‘Pronti’ a tutto pur di governare”. Lo scrive su Twitter Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera.
“Esprimiamo la vicinanza e la solidarietà del Gruppo del Partito Democratico della Camera al giornalista del Tg2, Stefano Fumagalli, e alla sua troupe. L’aggressione subita a Milano davanti al carcere di Opera da parte di alcuni elementi dell’area anarco-insurrezionalista va condannata con determinazione e gli autori dovranno essere individuati e denunciati per i reati commessi. Non ci può essere alcuna tolleranza dinnanzi agli episodi di violenza”.
Così in una nota il Gruppo del Partito Democratico della Camera.
Si terrà oggi, mercoledì 1 febbraio alle ore 17.00, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, una conferenza organizzata dalle Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi contro la proposta di legge Rampelli per istituire una commissione di inchiesta sugli “anni di piombo”.
L’evento vedrà la partecipazione dell’on. Andrea De Maria, di Paolo Bolognesi, presidente della Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto, di Manlio Milani, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia, di Federico Sinicato, presidente dell'Associazione Familiari delle Vittime di Piazza Fontana e di Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Anpi.
Abbiamo avuto conferma che l’on. Donzelli non ha avuto accesso agli atti presso il Ministero come aveva goffamente provato a giustificarsi in aula. La rivelazione deriva, per sua stessa ammissione, dall’on. Delmastro Delle Vedove, che, in qualità di sottosegretario alla giustizia con delega al Dap , ha accesso a informative coperte da segreto. Ne ha svelato il contenuto perché il collega Donzelli potesse usarle strumentalizzandole contro il Pd.
Dunque, non c’è più solo un problema Donzelli che non può restare secondo in più in un ruolo delicato come il Copasir (la sicurezza degli italiani è in pericolo se il vice presidente del Copasir è un divulgatore di notizie riservate e facendolo non si rende nemmeno conto di avere commesso un illecito). C’è anche un caso Delmastro Delle Vedove che non può restare un secondo di più al Ministero. La presenza di un soggetto che rivela le informazioni più riservate e delicatissime per la lotta alla mafia e al terrorismo non può rimanere un secondo in più a via Arenula.
Se però la presidente Meloni non interviene allora c’è un caso Meloni perché, visti i rapporti che ha con i due, se non li invita alle dimissioni, siamo autorizzati a pensare che abbia approvato o tollerato il piano e la strategia dei due esponenti di Fratelli d’Italia.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
Sconcerta la superficialità con la quale un ministro della Repubblica interviene sulla questione aperta stamani in aula alla Camera dalle improvvide parole dell’on. Donzelli. Salvini invece di approfittare per la sua consueta propaganda, in qualità del suo ruolo, dovrebbe essere più interessato all’accertamento dei fatti, evitando di improvvisare l’ennesimo comizietto con il quale vorrebbe ridurre la questione a una diatriba personale fra Serracchiani e Donzelli anziché di un violento attacco dell’esponente di FdI al Pd. Un comportamento opposto, fra l’altro, a quello del suo collega Nordio che è sembrato senz’altro più attento e rispettoso.
Lo dichiara il vice capogruppo del Pd alla Camera Piero De Luca
“Le immagini della sofferenza del popolo Yanomami, indigeni della foresta amazzonica brasiliana, scuotono le coscienze di ognuno di noi e non possono far restare indifferenti persone come me impegnate a costruire il bene comune in politica, soprattutto quando sembra che lo sfruttamento illegale delle loro risorse interessi anche le importazioni italiane di materiali preziosi. Per questa ragione ho chiesto, assieme ai colleghi Enzo Amendola, Laura Boldrini e Lia Quartapelle, con una interrogazione al governo, di attivarsi sul piano diplomatico affinché 'vengano implementati gli accordi internazionali in vigore per assicurare la sostenibilità e la tutela delle popolazioni indigene e venga aiutato il popolo Yanomami ad uscire dall’emergenza'. Inoltre, per evitare che il prodotto dello sfruttamento illegale del territorio appartenente a tale popolo arrivi anche in Italia, arricchendo i predatori, 'che venga rafforzata la rete di controllo sulla filiera dei prodotti provenienti dall’estero, in maniera che siano chiare ed evidenti le certificazioni richieste sul piano internazionale, per assicurare un Made in Italy che rispetti l’eticità dell’origine dei prodotti secondo norme internazionali universalmente acclarate'”.
Lo dichiara il deputato dem Fabio Porta eletto in Sud America e membro della commissione Esteri della Camera dei Deputati.