proposta Pd accettata dal governo
Dichiarazione di Andrea Gnassi, deputato Pd
“Chi governa si deve assumere delle responsabilità e smetterla – come invece fa la premier Meloni - di trattare come nemici della patria chiunque abbia una proposta per il paese diversa dalla sua. Il presidente del Consiglio affronti il caro benzina nel merito, perché gli italiani sono in difficoltà e non ce la fanno.” Così il deputato del partito Democratico Andrea Gnassi nel corso del question time in commissione Attività Produttive della Camera dove il governo ha dato parere favorevole alla richiesta del deputato Dem di istituire un tavolo tecnico. “E’ positivo che il governo abbia accolto la nostra richiesta di convocare urgentemente un tavolo di crisi del settore dei carburanti per affrontare il problema degli alti costi di benzina e gasolio e per riorganizzare la distribuzione energetica in Italia- ha aggiunto Gnassi- ma ora -ha proseguito- governo e maggioranza devono passare dalla propaganda alla responsabilità del governare . Perché la propaganda, come si è visto, va a sbattere sui fatti: prima dicendo di non aver mai promesso il taglio delle accise per poi doverlo ammettere una volta riletto il programma elettorale della Presidente del Consiglio”. Per Gnassi, “problemi complessi richiedono ascolto e interventi puntuali a partite da un tavolo tecnico di crisi con tutti i soggetti coinvolti che ho proposto e che il governo ha accettato. Le mistificazioni non servono perché è del tutto evidente che gli aumenti generalizzati dei prezzi alla pompa di queste settimane sono dovuti alla mancata proroga del taglio delle accise stabilito dal governo Draghi”. Per il deputato Dem, infine “è sicuramente doveroso accertare eventuali speculazioni sul prezzo dei carburanti ma non fare di questo il capro espiatorio di una scelta politica sbagliata , che va contro l’interesse degli italiani”.
In tutta Europa, in queste settimane stiamo assistendo ad una carenza di farmaci. Da varie zone d’Italia arrivano segnalazioni che dai banchi delle farmacie è molto complicato reperire antibiotici e antinfiammatori in primis ibuprofene. Una situazione che rischia di diventare insostenibile per città e piccoli centri. Vorremmo avere dal governo dati più approfonditi e rassicuranti su questo tema per provare a dare risposte esaustive e rassicuranti ai cittadini ed eventualmente adottare con tempestività politiche di prevenzione e tutela. Per questi motivi come Partito Democratico, assieme al gruppo del Movimento 5 stelle, abbiamo chiesto e ottenuto l’audizione del ministro della Salute Orazio Schillaci, prevista per martedì 17 Gennaio alle 14.30 in commissione Affari Sociali, affinché tratti con urgenza questa tematica.
Così Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali della Camera.
“La scomparsa di Biagio Conte ci riempe di tristezza. La sua vita con e per gli ultimi è stata una testimonianza quotidiana di una scelta di campo. Quella dalla parte di chi si trova ai margini, dalla parte degli esclusi. Ha dato corpo alle parole accoglienza, solidarietà, condivisione, eguaglianza. Una voce e un sorriso che resteranno per sempre testimonianza contro la disumanità e la paura nei confronti del diverso, dello straniero”.
Così il vicesegretario del Partito democratico e vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Peppe Provenzano.
Dichiarazione di Chiara Gribaudo, deputata Pd
“Sul tema del voto ai fuorisede si è fatto un bel lavoro collettivo tra parlamentari e il comitato “Voto dove vivo”, che ci tengo veramente a ringraziare” ha dichiarato Chiara Gribaudo intervenendo alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati per la presentazione della proposta di legge per l’esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza.
“Abbiamo intercettato una forte esigenza che ci aveva portato già nella scorsa legislatura, come PD, a chiedere al governo di intervenire su questa materia. La caduta a luglio del Governo non ci ha permesso di votare su un testo già calendarizzato in aula, ma ci rimettiamo subito al lavoro insieme alle altre forze politiche affinché venga finalmente garantito il diritto di voto di quasi 5 milioni di persone, più del 10% dell’elettorato italiano”, ha aggiunto la deputata dem.
“Affrontiamo oggi una questione che di fatto è giocata completamente dal punto di vista percettivo che reale. La migrazione è percezione, da sempre. E ancora, quello che colpisce è l’indifferenza, la durezza spregiudicata, con la quale persone vengono usate come carne umana da dare in pasto al dibattito politico. Totale disprezzo verso quei valori che tanto abbiamo voluto per la nostra comunità nazionale e internazionale. Il decreto che il governo propone per la gestione dei flussi migratori incarna tutto ciò: pretende con la scusa dell’urgenza di giustificare un’idea di gestione dei flussi migratori che, di fatto, non avete. Per questa ragione presentiamo oggi questa pregiudiziale, affinché venga fermata una nuova ondata di disprezzo e noncuranza verso i diritti umani. Il governo, utilizzando l’immigrazione come arma di percezione, propaganda e distrazione di massa, ha scelto la decretazione di urgenza per introdurre regolamentazioni contraddittorie rispetto al diritto internazionale e non chiaramente definite”.
Così Toni Ricciardi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per esprimere il voto favorevole del Partito democratico alla pregiudiziale di costituzionalità al Decreto Immigrazione.
“L’assegnazione di un porto di sbarco lontano dalla posizione di salvataggio - aggiunge il deputato dem e storico delle migrazioni - come avvenuto in queste settimane, dove persone recuperate nel Mediterraneo centrale sono state fatte sbarcare ad Ancona, non solo causa innumerevoli disagi ai migranti, ma limita la presenza di navi di soccorso nelle aree a rischio e provoca un numero più alto di naufragi. Ma oltre il danno… la beffa ovvero la disposizione che impone alle Ong non solo di informare i migranti circa la possibilità di chiedere la Protezione internazionale dell’Ue, ma addirittura di raccoglierne i dati e di consegnarli alle autorità. Mi interrogo su quale sia la base logica e normativa che trasforma una nave che compie un’operazione Sar in un ufficio immigrazione. Questa disposizione è dunque inaccettabile - conclude Toni Ricciardi - e viziata da incostituzionalità”.
"Sono rimasta molto perplessa che il bonus trasporti, misura di grande aiuto alle famiglie e a tutti i cittadini che utilizzano mezzi pubblici per spostarsi e andare al lavoro, sia stata dichiarata dal Governo una 'misura finanziata una tantum per il solo anno 2022 con possibilità per gli utenti di presentare istanze fino al 31 dicembre 2022'. Proprio ieri è stato accolto in Aula con voto unanime un nostro ordine del giorno in cui si chiedeva il ripristino del bonus trasporti; oggi il Governo rispondendo a una interrogazione in commissione Trasporti, a mia prima firma, dichiara il contrario, contraddicendo se stesso e non prevedendo nessun aiuto alle famiglie. Finora l'unica certezza e' che muoversi da gennaio costa di piu', mentre famiglie e cittadini sono stati abbandonati. Come gruppo del Partito Democratico chiediamo che venga immediatamente rifinanziato il bonus trasporti anche per il 2023.". Lo dichiara Valentina Ghio, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, che ha presentato un question time in commissione Trasporti chiedendo il rifinanziamento del bonus anche per il 2023.
“Quali iniziative intendono adottare i ministri del Lavoro e dell’Interno per favorire il rapido avvio di una seria trattativa tra le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto nazionale delle guardie giurate, scaduto da sette anni, in un settore che coinvolge circa 100mila lavoratori, nonché, in prospettiva, per avviare un percorso di riforma dell’intero comparto?”.
E’ la domanda contenuta nell’interrogazione ai ministri, Marina Calderone e Matteo Piantedosi, presentata dal Partito democratico alla Camera a prima firma Chiara Gribaudo, vicepresidente della commissione Lavoro, e sottoscritta anche da tutti i deputati Pd-Idp della commissione, Arturo Scotto, Marco Sarracino, Mauro Laus ed Emiliano Fossi.
“Il mancato rinnovo del contratto della vigilanza privata e dei servizi fiduciari - si legge nel testo - sta generando una perdita di salario non indifferente, visto che le retribuzioni sono ferme dal momento in cui lo stesso è scaduto e richiama tutti ad una iniziativa specifica per dare risposte a un settore che riveste un ruolo necessario se non insostituibile per nostra comunità. Complessivamente, appare sempre più necessario un intervento di revisione profonda della normativa che regola il settore della vigilanza privata, al passo con i tempi e con le tante funzioni che negli ultimi anni si sono incrementate. Nonostante la rilevanza e la delicatezza di dette funzioni, una guardia giurata ha uno stipendio che oscilla all'incirca dalle 1.000 euro per il sesto livello alle 1.300 euro per il quarto livello. Il fenomeno del lavoro povero, particolarmente diffuso nel nostro Paese, e di cui il settore della sicurezza privata rappresenta uno degli esempi più negativi, ha riproposto con forza la questione salariale”.
Oggi, 12 gennaio Conferenza stampa di Marianna Madia, prima firmataria, insieme al Comitato “Voto dove Vivo”
Alle ore 12, presso la sala Stampa della Camera sarà presentata la proposta di legge del gruppo PD che disciplina l’esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza, in caso di impedimenti per motivi di studio, lavoro o cura. La proposta di legge di voto ai fuori sede, firmata da tutto il gruppo Pd è stata presentata al Senato anche dal collega Andrea Giorgis. Nel corso della conferenza stampa interverranno i rappresentanti del Comitato promotore “Voto dove Vivo” e altri parlamentari.
Straordinario conoscitore della macchina amministrativa dello Stato
“È capitato anche che Carlo Calenda, forse avendo consumato tutti gli argomenti disponibili in un suo intervento in Senato, abbia scelto di prendere di mira Remo Gaspari, che non può più difendersi, assumendolo come un riferimento negativo, quasi una sorta di modello di non governo. Remo Gaspari è stato ministro più volte, sempre eletto deputato grazie alle preferenze dei cittadini, arrivando ad essere il più votato d'Italia tra i candidati alla Camera dei deputati.
Ora io non credo proprio che Carlo Calenda possa raccontare di essere stato il più votato, né quando si è candidato in un territorio identificato, né quando ha parlato all'intero Paese”.
Una delegazione di parlamentari del Partito democratico oggi, giovedì 12 gennaio, nell’ambito di una visita in Sardegna si recherà nel carcere di Sassari in seguito all’appello pubblicato da un folto gruppo di giuristi e intellettuali per costatare concretamente le condizioni di Alfredo Cospito, lì detenuto.
La visita è prevista alle 11 circa e faranno parte della delegazione la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, i deputati Andrea Orlando e Silvio Lai e il senatore Walter Verini.
Una delegazione di parlamentari del Partito democratico domani, giovedì 12 gennaio, nell’ambito di una visita in Sardegna si recherà nel carcere di Sassari in seguito all’appello pubblicato da un folto gruppo di giuristi e intellettuali per costatare concretamente le condizioni di Alfredo Cospito, lì detenuto.
La visita è prevista alle 11 circa e faranno parte della delegazione la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, i deputati Andrea Orlando e Silvio Lai, la vice presidente del Senato Anna Rossomando e il senatore Walter Verini.
"Nel 2019 la presidente Meloni, dall’opposizione, ci allietava con i video in cui diceva che appena arrivata al governo avrebbe subito abolito le accise. Ha detto proprio così: aboliremo le accise. Quando sei all’opposizione puoi permettertelo di fare i video poi una volta al governo la presidente Meloni che deve prendere decisioni in un momento di disagio sociale sotto gli occhi di tutti, insieme al governo, fa un’inversione ad "U” drammatica per le famiglie ed in particolare per quello meno abbienti perché non aver continuato ad applicare lo sconto sulle accise vuole dire che si troveranno a pagare di più non solo la benzina ed il gasolio ma anche i beni di prima necessità perché in questo paese, dove anche a causa dell’incapacità di questo governo di andare avanti sulla transizione ecologica, l’88% delle merci viene trasportato su gomma e tutti i beni avranno un aumento dei prezzi e l’inflazione, sappiamo, è una tassa assolutamente ingiusta. Dall’opposizione ci dicevate che per dieci anni non abbiamo dato risposte ai bisogni del Paese ma oggi, davanti alla prima risposta che dovevate dare, cioè continuare ad aiutare i lavoratori le famiglie e le imprese riducendo il costo dei carburanti, voi che volevate abolirle le rimandate a pieno regime togliendo gli sconti introdotti dal governo precedente. Abbiamo chiesto che venga in audizione il ministro Giorgetti a spiegare a noi e soprattutto agli italiani perché non avete abolito le accise. Dicevate che eravate pronti, che la prima cosa che avreste fatto sarebbe stata cancellare le accise, evidentemente non siete pronti, non l’avete fatto e gli italiani stanno pagando".
Così Debora Serracchiani, presidente dei deputati Pd alla Camera, intervenendo in aula
630 mila famiglie italiane rischiano di finire per strada. E non per colpa loro, ma per morosità incolpevole. Cioè non riescono più a pagare l’affitto perché perdono il lavoro, perché a causa del caro energia, dell’inflazione, la loro pensione, il loro stipendio, non basta più. Parliamo di 135 mila sfratti eseguibili per morosità solo nel 2022, cioè il 90% delle richieste di sfratto. Nonostante il fondo affitti e quello per la morosità incolpevole, che la destra ha deciso di non rifinanziare nell’ultima legge di bilancio. Di fronte a questo disastro sociale, abbiamo chiesto al governo con un ordine del giorno di prendere un impegno nei confronti delle famiglie italiane in difficoltà e di finanziare misure per aiutarle. Governo e maggioranza hanno bocciato la proposta. Perché, in campagna elettorale dicono che “la casa è il bene primario attorno alla quale le persone costruiscono il proprio futuro”, come asseriva Giorgia Meloni il 29 agosto del 2022, ma alla prova dei fatti premiano gli evasori e si accaniscono sui poveri.
Così Marco Furfaro, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali della Camera.
Chiediamo l’audizione urgente in commissione Bilancio della Camera del ministro Giorgetti sulla questione dell'impennata dei prezzi dei carburanti. Il ministro deve informare il Parlamento sulle dinamiche che hanno portato al rialzo dei prezzi e spiegare se la mancata proroga del blocco all’aumento delle accise, voluta dal governo Meloni, sia tra i fattori che più abbiano inciso sull’impennata dei costi dei carburanti. Occorre inoltre che il ministro spieghi quale sia la strategia dell'esecutivo per il contenimento di questi prezzi e per il sostegno alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese che più ne soffrono il costo.
Così in una nota il Pd commissione Bilancio della Camera.
Dichiarazione di Roberto Morassut e Andrea Casu, deputati Pd
“Dalle audizioni del sottosegretario Butti e del ministro Urso sul tema della innovazione digitale, anche in relazione alle risorse del Pnrr, abbiamo tratto la netta percezione di una assenza di indirizzo strategico chiaro sull’obiettivo fondamentale di superare il divario digitale che oggi rappresenta il più grande ostacolo alla innovazione, allo sviluppo e alla riduzione delle diseguaglianze sociali e territoriali del Paese”. Lo scrivono in una nota congiunta i deputati del Pd della commissione Trasporti Roberto Morassut e Andrea Casu dopo l’audizione del ministro Urso stamane in commissione alla Camera. Per Morassut “non c’è nessuna chiarezza sulla prospettiva di una rete nazionale davvero coordinata tra gli operatori in campo per il completando delle reti, soprattutto a fallimento di mercato. Vaghi e improvvidi i riferimenti del ministro Urso alla situazione di Tim e alle garanzie occupazionali derivanti dal processo di divisionalizzazione. Infine, ha sottolineato Morassut, non abbiamo chiaro con quale garanzie di sicurezza ambientale e sanitaria si intenda affrontare il tema dell’allineamento con l’Europa del livello di emissioni 5G”. Dal canto suo, il capogruppo del Pd in commissione Casu, ha definito “un errore molto grave che questo governo non abbia identificato, come invece hanno fatto tutti i principali governi europei, un ministro direttamente delegato alla transizione digitale”. “A distanza di un mese dall'audizione del Sottosegretario Butti – ha precisato Casu- siamo ancora in attesa delle risposte ai quesiti che abbiamo formulato e assistiamo oggi dal ministro Urso a una nuova relazione. È fondamentale che il Governo chiarisca chi fa che cosa in ambito del digitale e delle telecomunicazioni, perché l’opposizione deve sapere, come peraltro la maggioranza, con chi deve relazionarsi."