Ad oggi non si è votato un solo emendamento
L’appello alla responsabilità di Lollobrigida è rivolto alla sua maggioranza perché dopo sei giorni di discussione non si introducano all’ultimo momento, tramite i relatori, argomenti divisivi come il salvacalcio o norme sulla giustizia. Non si introducono il 20 dicembre cose nuove, non condivise né urgenti mai viste prima. E poi dopo aver ridotto le pensioni per coprire le bollette come dicono, come si fa a regalare 800 milioni a società quotate in borsa? Ecco, ci uniamo all’appello alla responsabilità del centrodestra o per lo meno alla verità. Se mettono la fiducia è per riparare ai ritardi di chi ad oggi non ha approvato un solo emendamento.
Così Silvio Lai, deputato del PD in commissione Bilancio della Camera.
"Lavoreremo, faremo, ci impegneremo" queste le parole declinate al futuro, pronunciate oggi dal ministro del Lavoro Calderone ascoltata in audizione alla Camera. Un impegno a "fare" ma senza specificare il "come". Grandi assenti nelle sue comunicazioni il tema del precariato, della giusta retribuzione e del salario minimo, strozzati da un'inflazione che ha raggiunto ormai quasi la doppia cifra e su cui è impensabile continuare a far finta di niente. Su tutto questo il ministro ha ritenuto di non dover spendere neppure una parola.
Così il deputato del Pd Mauro Laus, componente della commissione Lavoro della Camera.
Oggi, martedì 20 dicembre, alle ore 14.00, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (via della Missione, 4), sarà presentata la proposta per istituire una Commissione Parlamentare di Inchiesta sui casi riguardanti il rapimento di Emanuela Orlandi, di Mirella Gregori e l’omicidio di Simonetta Cesaroni. Interverranno il deputato Roberto Morassut (PD), primo firmatario della proposta, la deputata Stefania Ascari (M5S), relatrice della relazione sul caso Cesaroni presso la Commissione Antimafia, il senatore Carlo Calenda (Azione - IV) e le avvocatesse delle famiglie Cesaroni e Orlandi, Federica Mondani e Laura Sgrò. Sarà presente Giancarlo Capaldo, già procuratore generale aggiunto di Roma e le famiglie.
Nella manovra iniqua e inefficace del governo Meloni c’è una grande assente: la cultura. Il governo prenda una posizione sull’indennità di discontinuità, un traguardo a cui siamo finalmente arrivati dopo un lungo confronto e che rappresenta uno strumento fondamentale per i lavoratori del mondo dello spettacolo nel nostro Paese. Chiediamo alla maggioranza di approvare il nostro emendamento che finanzia l’indennità di discontinuità, senza togliere risorse da altre misure che hanno dimostrato di funzionare come App 18, per riconoscere dignità e tutelare un settore produttivo strategico che crea cultura, ricchezza e bellezza riconosciuta e apprezzata nel mondo. Siamo a fianco delle associazioni del mondo dello spettacolo (UNITA, Forum Arte e Spettacolo, La Musica Che Gira e Arci), che oggi in una conferenza stampa a Montecitorio hanno lanciato un appello al governo per chiedere lo stop ai tagli in manovra. Difendere e sostenere la cultura italiana non dovrebbe avere nessuna connotazione politica di maggioranza o opposizione, ma dovrebbe unire tutte le forze politiche che ne riconoscono il valore essenziale nella creazione dell’identità, dell’immagine e della coscienza del nostro Paese.
Così i deputati dem Irene Manzi e Matteo Orfini, rispettivamente capogruppo e componente Pd in commissione Cultura della Camera.
"Se il Partito Democratico si fosse comportato come ha fatto Fratelli d'Italia in numerose occasioni nel corso della precedente Legislatura, l'Italia sarebbe sicuramente destinata all'esercizio provvisorio. Nonostante i continui litigi nella maggioranza, il caos e l'assenza del governo a Montecitorio è soltanto grazie al senso di responsabilità e dalla serietà delle opposizioni che la legge di Bilancio ha ancora qualche speranza di essere approvata entro il 31 dicembre": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera.
“L’Iva sui pellet scenderà dal 22 al 10 per cento per tutto il 2023. Grazie anche al nostro impegno espresso nell’emendamento alla legge di bilancio a firma Fornaro, Guerra e Serracchiani, il governo si è deciso a dare un segnale per un prodotto utilizzato per il riscaldamento di case e imprese”.
Lo scrive in una nota Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del Gruppo Pd-Italia Democratica e Progressista della Camera.
“Il governo con uno dei suoi emendamenti interviene sul comparto del tabacco. Bene verrebbe da dire se non fosse per il fatto che due giorni fa su un emendamento analogo proposto dal PD ha espresso parere contrario e la maggioranza ha votato contro. Che strano modo di fare attività legislativa. Peraltro il nostro emendamento, con la sua rimodulazione sulle accise, sostenuta da tutto il settore e dalle organizzazioni agricole, avrebbe consentito un maggiore gettito utile per affrontare altre criticità per l'agricoltura italiana. Le destre, anche su altre questioni, hanno operato nello stesso modo facendo dietrofront. Non avendo idee si accaparrano quelle dell'opposizione. Siamo soddisfatti lo stesso, a noi interessa risolvere i problemi aperti, nell'interesse del Paese”. Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd della Commissione Agricoltura della Camera.
“Una buona notizia per il Sud. Il governo ha accolto le nostre proposte per il Mezzogiorno, che in questa manovra era stato colpevolmente dimenticato. Tutti i capigruppo della Camera sottoscriveranno gli emendamenti del Partito Democratico sul credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno e nelle Zone economiche speciali (Zes) con la proroga al 31 dicembre 2023. Ha pagato il nostro lavoro, che ha saputo coniugare una ferma opposizione a proposte concrete e realizzabili. Queste proposte daranno al Mezzogiorno gli incentivi necessari per sostenere le aziende e creare posti di lavoro. Il Partito Democratico si conferma, ancora una volta, al fianco del Sud”. Lo dichiara Il deputato dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.
“Dopo aver completamente abbandonato il Sud nella manovra approvata dal Consiglio dei Ministri, il governo cambia idea, grazie alla nostra ferma opposizione parlamentare. Le nostre proposte emendative per il Mezzogiorno vengono accolte e sottoscritte da tutti i capigruppo della Camera. Il Sud quindi, dopo essere scomparso dai radar del governo, continuerà ad essere sostenuto grazie al Partito Democratico, con la proroga al 31 dicembre 2023 del credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno e nelle Zone economiche speciali (Zes). Sarebbe stato un gravissimo errore non rinnovare delle misure che hanno prodotto risultati importanti e sono decisive per supportare investimenti in grado di garantire sviluppo, crescita e soprattutto la creazione di lavoro, in un'area del Paese che ne ha assoluto bisogno per recuperare i divari economici, sociali ed occupazionali". Lo dichiara il deputato dem Piero De Luca, vicecapogruppo Pd alla Camera.
“Un emendamento del Partito democratico è stato accolto dal Governo e fatto proprio da tutti i capigruppo della Camera. Grazie a questo nostro emendamento aumenterà la cosiddetta quota premiale del Fondo sanitario nazionale, vale a dire la quota di maggior finanziamento che le regioni possono ottenere a seguito dell'effettuazione di alcuni adempimenti.
Una conclusione positiva nel merito, a vantaggio delle regioni virtuose su determinate attività, e nel metodo, perché finalmente governo e maggioranza riconoscono la giustezza e l’efficacia di nostre proposte finora non considerate”.
Lo dichiarano la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani e e il capogruppo in commissione Affari sociali Marco Furfaro.
“Sugli investimenti per il Sud e sulle Zes saranno votati gli emendamenti proposti del Pd. Doveroso il dietrofront del governo che aveva ricompreso le proposte nel maxi emendamento presentato ieri. Valutato un problema di metodo, con il riconoscimento del ruolo del Parlamento, e di merito, perchè l’assenza della proroga al credito d’imposta sulle Zone Economiche Speciali previste nei porti del Mezzogiorno e del credito d’imposta Sud per le aziende che fanno investimenti nel proprio sviluppo avrebbe rappresentato una condanna alla ripresa di quelle regioni”. Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai, della commissione Bilancio della Camera.
“La montagna ha partorito il topolino. Il pacchetto enti locali non contiene nessun emendamento richiesto da ANCI, Upi e conferenza delle Regioni. Le divisioni della maggioranza paralizzano il Parlamento e scaricano sui cittadini l’aumento dei costi degli enti locali”.
Lo dichiara il deputato democratico Claudio Mancini, segretario della commissione Bilancio della Camera.
“Il governo arriva con enorme ritardo con gli emendamenti sugli enti locali, ma dice no a tutte le loro richieste. Nessun emendamento proposto da ANCI, Upi e Conferenza delle Regioni ha trovato il favore del governo. Una scelta che peserà inevitabilmente sul lavoro degli amministratori e di conseguenza sui cittadini”.
Lo dichiara il capogruppo dem in commissione Bilancio alla Camera Ubaldo Pagano.
Una gestione improvvisata e assolutamente non all’altezza di un efficace andamento dei lavori. Aspettiamo da ore gli emendamenti del governo preannunciati prima alle 14 poi alle 18. Ancora non ce ne è traccia. Fanno roboanti manifestazioni ma sembrano tutt’altro che ‘pronti’ nell’affrontare la legge più importante da esaminare in Parlamento. La commissione procede nel caos, governo e maggioranza dimostrano di non essere in grado di svolgere il loro lavoro.
Lo dichiara la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani
“Perché, rinunciare alla riscossione sulle cartelle di pagamento fino a 1000 euro? Anche ammettendo che il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, abbia ragione sul possibile recupero per lo Stato di ‘soli’ 300 milioni, su una presunta spesa gestionale di 900, ritengo che sarebbe comunque un’operazione vantaggiosa. In primo luogo perchè lancerebbe il messaggio a potenziali futuri evasori che nessuno la farà franca, evitando così di innescare il convincimento che sia meglio non pagare, tanto prima o poi arriva qualcuno che condona tutto. In secondo luogo, con 300 milioni ad esempio, si potrebbe aumentare il fondo sanitario per abbattere le liste d’attesa o si potrebbe ristabilire Opzione donna nella sua versione originaria. In ogni caso, nella sua relazione, Bankitalia ha smentito Leo, sostenendo che si potrebbe recuperare molto più dei 300 milioni.” Lo dichiara il deputato dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera, rispondendo ad una dichiarazione del ministro alla Festa per i 10 anni di FdI.