“Una legge per promuovere il settore castanicolo, capace di valorizzare un prodotto tradizionale del territorio italiano, incentivare le imprese del settore che si occupano di raccolta e trasformazione e garantire la corretta manutenzione del patrimonio boschivo”: questi in sintesi i contenuti del provvedimento presentato a Montecitorio dal Partito Democratico a prima firma dei deputati Marco Simiani e Stefano Vaccari, rispettivamente capigruppo in commissione Ambiente ed Agricoltura. Hanno sottoscritto la proposta di legge anche i deputati del Pd: Antonella Forattini, Stefania Marino, Andrea Rossi, Andrea Casu, Marco Sarracino, Stefano Graziano, Mauro Berruto, Piero De Luca, Federico Gianassi, Emiliano Fossi, Simona Bonafè.
“Il testo che depositiamo - spiegano Simiani e Vaccari - trae spunto dalla proposta approvata nella scorsa legislatura dalla commissione Agricoltura della Camera, si tratta di una sintesi elaborata da tutte le forze politiche dopo una lunga ed approfondita discussione con le associazioni di categoria. Il settore castanicolo rappresenta una opportunità per l’economia territoriale di zone spesso marginali, un volano per sostenere la multifunzionalità agricola ed un presidio fondamentale per contrastare il dissesto idrologico e garantire quindi la tutela del patrimonio ambientale. Nonostante queste peculiarità si tratta di un comparto fragile che negli anni scorsi ha subito gravi danni a causa di parassiti come il cinipide, mentre oggi è in difficoltà per il costo della castagna riconosciuto ai produttori, troppo basso per essere economicamente sostenibile nonostante venga poi venduto al dettaglio a prezzi elevati. Con questa proposta di legge - concludono - potremmo assicurare nuove risorse ed opportunità di sviluppo alle imprese del settore e garantire quindi una programmazione efficace delle attività”.
“La doppia preferenza di genere accompagna l’elettore nell’importante scelta di votare sia per gli uomini che per le donne. Le istituzioni hanno bisogno di rinnovamento e quale misura è migliore di quella che permette una più equa rappresentanza di genere? Questa possibilità è ancora negata in Sicilia, Piemonte, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Nella precedente legislatura dell’Assemblea Regionale Siciliana il centro destra non ha voluto approvare il nostro disegno di legge. Lo abbiamo depositato nuovamente lo scorso 13 novembre, primo giorno della nuova consiliatura. Non c’è più tempo da prendere. Venga calendarizzato e approvato al più presto. Speriamo che un voto positivo oggi in consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia possa accelerare i tempi anche per la Sicilia”.
Così il deputato dem e segretario del Pd siciliano, Anthony Barbagallo, a margine dell’iniziativa promossa dal Gruppo Pd Camera nel giorno del voto del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia sulla doppia preferenza di genere.
"A nome delle deputate e dei deputati Pd esprimo il cordoglio per la scomparsa di Roberto Maroni e la vicinanza alla sua famiglia e alla Lega".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
Sala Stampa Montecitorio – oggi, martedì 22 novembre 2022 – ore 14
Partecipano: Debora Serracchiani, Anna Ascani, Piero De Luca
Oggi, martedì 22 novembre alle ore 14 presso la Sala Stampa di Montecitorio, il Gruppo del Partito democratico – Italia democratica e progressista presenterà la proposta di legge su “l'istituzione del registro delle autorizzazioni alle comunicazioni commerciali e la qualità dei servizi di comunicazione alla clientela”.
Lo scopo dell’iniziativa parlamentare è duplice. In primo luogo, mira ad introdurre nell'ordinamento italiano il sistema cosiddetto «opt-in» rispetto alle telefonate commerciali per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. Tale sistema, recentemente adottato in Olanda e Repubblica ceca, prevede il divieto di effettuare telefonate di natura commerciale verso numeri telefonici fissi o mobili appartenenti a soggetti che non abbiano preventivamente fornito il loro consenso a ricevere tali comunicazioni. In secondo luogo, la proposta di legge intende rafforzare la qualità e l’efficacia dei servizi di assistenza telefonica ai consumatori.
Partecipano la capogruppo Debora Serracchiani, la vice presidente della Camera Anna Ascani, il vice capogruppo Piero De Luca, promotore e primo firmatario della proposta legislativa.
Sala Stampa Montecitorio – domani, martedì 22 novembre 2022 – ore 14
Partecipano: Debora Serracchiani, Anna Ascani, Piero De Luca
Domani, martedì 22 novembre alle ore 14, presso la Sala Stampa di Montecitorio, il Gruppo del Partito democratico – Italia democratica e progressista presenterà la proposta di legge su “l'istituzione del registro delle autorizzazioni alle comunicazioni commerciali e la qualità dei servizi di comunicazione alla clientela”.
Lo scopo dell’iniziativa parlamentare è duplice. In primo luogo, mira ad introdurre nell'ordinamento italiano il sistema cosiddetto «opt-in» rispetto alle telefonate commerciali per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. Tale sistema, recentemente adottato in Olanda e Repubblica ceca, prevede il divieto di effettuare telefonate di natura commerciale verso numeri telefonici fissi o mobili appartenenti a soggetti che non abbiano preventivamente fornito il loro consenso a ricevere tali comunicazioni. In secondo luogo, la proposta di legge intende rafforzare la qualità e l’efficacia dei servizi di assistenza telefonica ai consumatori.
Partecipano la capogruppo Debora Serracchiani, la vice presidente della Camera Anna Ascani, il vice capogruppo Piero De Luca, promotore e primo firmatario della proposta legislativa.
"Il governo intende fare cassa tagliando la rivalutazione delle pensioni? Sarebbe davvero inaccettabile congelare ulteriormente l'adeguamento dell'assegno a milioni di pensionati per finanziare altre misure. Non si può parlare di interventi che tengono conto della sofferenza sociale se poi si elimina la possibilità di recuperare il potere d'acquisto eroso dall'inflazione".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
"Bene la decisione sulla data del congresso. Non c'è tempo da perdere. Torniamo tra la gente e avviamo subito una discussione ampia su idee e programmi per un Paese più giusto, equo e moderno. Non c’è nulla di più rivoluzionario che ripartire dai territori, dal nostro popolo”. Lo dichiara il deputato dem Piero De Luca, vicecapogruppo dem alla Camera, a margine dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico.
Proposta di legge Gruppo Pd
Sala Stampa Montecitorio – martedì 22 novembre 2022 – ore 14
Partecipano: Debora Serracchiani, Anna Ascani, Piero De Luca
Martedì 22 novembre alle ore 14 presso la Sala Stampa di Montecitorio il Gruppo del Partito democratico – Italia democratica e progressista presenterà la proposta di legge su “l'istituzione del registro delle autorizzazioni alle comunicazioni commerciali e la qualità dei servizi di comunicazione alla clientela”.
Lo scopo dell’iniziativa parlamentare è duplice. In primo luogo, mira ad introdurre nell'ordinamento italiano il sistema cosiddetto «opt-in» rispetto alle telefonate commerciali per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. Tale sistema, recentemente adottato in Olanda e Repubblica ceca, prevede il divieto di effettuare telefonate di natura commerciale verso numeri telefonici fissi o mobili appartenenti a soggetti che non abbiano preventivamente fornito il loro consenso a ricevere tali comunicazioni. In secondo luogo, la proposta di legge intende rafforzare la qualità e l’efficacia dei servizi di assistenza telefonica ai consumatori.
Partecipano la capogruppo Debora Serracchiani, la vice presidente della Camera Anna Ascani, il vice capogruppo Piero De Luca, promotore e primo firmatario della proposta legislativa.
Interpellanza Pd sulle dichiarazioni del sottosegretario alla Salute
“La risposta di Gemmato alla domanda del vicedirettore del Corriere, Cazzullo, sull’efficacia dei vaccini ci ha lasciati basiti. Come può il sottosegretario alla Sanità rispondere ‘questo lo dice lei, non abbiamo l’onere della prova inversa; non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini’ e, inoltre, fornire dati falsi sul numero di morti per Covid in Italia? Il giorno successivo Gemmato ha poi anche dichiarato di essere stato ‘decontestualizzato’ e di aver detto quella frase per ‘derubricare il tema dei vaccini che non è più attuale’. Come dire, la pezza peggio del buco. Speravamo che, a campagna elettorale finita, governo e maggioranza di destra si sarebbero affidati non ai tarocchi, ma alla scienza. Ma così purtroppo non è. Anzi, le prime scelte del governo sono andate in direzione opposta. Le ricordo: via l’obbligo vaccinale per il personale sanitario; reintegro dei medici No-Vax; via le mascherine nelle strutture sanitarie, salvo poi fare marcia indietro grazie a chi vive quotidianamente il dramma del Covid, ossia le Regioni; via il bollettino giornaliero della pandemia; nessuna parola sulla strategia per portare avanti la vaccinazione”.
Così il capogruppo dem in commissione Affari sociali alla Camera, Marco Furfaro, intervenendo in Aula illustrando l’interpellanza Pd al ministro della Salute.
“Questi primi atti del governo - ha aggiunto - sono pericolosi e rischiano di inficiare i grandi sforzi fatti. Danno infatti un messaggio al Paese devastante dal punto di vista culturale: cioè che la scienza, il senso di responsabilità e sacrificio, la cura degli altri, non sono un valore non negoziabile. Chiediamo al ministro: se intenda dissociarsi dalle dichiarazioni di Gemmato; se, alla luce dei dati scientifici, intenda ribadire l’importanza della vaccinazione; se non ritenga di dover ripristinare la pubblicazione giornaliera dei dati rendendoli accessibili a tutti; se e quali iniziative intenda intraprendere per continuare il lavoro del precedente governo e proseguire la campagna di vaccinazione. Perché - ha concluso - la capacità di un governo di onorare la Costituzione sulla quale ha giurato si vede proprio da qua: dalla capacità di proteggere le persone più fragili”.
“Il tanto sbandierato innalzamento del tetto al contante sparisce dal decreto Aiuti perché, come era chiaro a tutti tranne al governo, non si tratta di misura urgente. Ecco dove si va a sbattere quando, come già nel caso delle norme anti raduni, a guidare le decisioni è la propaganda e la voglia delle bandierine identitarie. Bene. Ci batteremo perché una decisione che serve solo a favorire gli evasori, ad ingrossare il sommerso e l’economia illegale non arrivi mai in porto”.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
Il deputato dem siciliano, Anthony Barbagallo, è stato nominato capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti alla Camera. “Ringrazio i colleghi per la fiducia - ha commentato l’attuale capogruppo del Pd all’Assemblea Regionale Siciliana - ed è anche il segnale di un’attenzione particolare del partito al tema e alle emergenze strutturali del Mezzogiorno”.
"Ancora donne vittime di femminicidio. Ogni giorno. Tutti i giorni. Per sradicare questa barbarie occorre fare di più, agire sull’educazione, la prevenzione, il contrasto. Rafforzare i percorsi già individuati, adottare nuovi strumenti, tutelare chi denuncia, proteggere i figli. Molto importanti i risultati della Commissione sul femminicidio istituita nella passata legislatura in Senato e guidata dalla senatrice Valeria Valente per indagare sulle cause di questa tragedia e indicare vie e mezzi per combatterla: una strada che può essere ripresa, in questa legislatura, dando vita ad una Commissione Bicamerale. Chiederemo a tutti i gruppi parlamentari di sostenere questa proposta nella convinzione che occorra compiere ogni sforzo per porre fine a una violenza che uccide una donna ogni 3 giorni".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
I deputati del Pd della commissione Cultura e gli eletti a Roma hanno presentato una interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione e del Merito
“Se confermati, i fatti accaduti al liceo artistico Enzo Rossi di Roma sarebbero gravissimi, tali da indurre il ministro Valditara a inviare gli ispettori al fine di accertare le eventuali responsabilità del docente oltre che condannare pubblicamente gli incresciosi eventi raccontati.”
E’ quanto hanno chiesto al ministro dell’Istruzione e del Merito i deputati del Pd in commissione Cultura della Camera – primi firmatari Andrea Casu- e Irene Manzi, capogruppo, e i deputati del Pd eletti a Roma, dopo aver appreso dalla stampa dell’episodio che ha coinvolto un docente del Liceo Rossi che “sarebbe stato accusato dai suoi allievi di antisemitismo”. ”Il docente – si legge nel testo dell’interrogazione- si sarebbe rivolto ad alcuni suoi studenti di religione ebraica appellandoli come nasoni e sostenendo inoltre che andrebbero tutti cremati”. “Purtroppo – sostengono i parlamentari del Pd- non si tratta di un caso isolato di violenza verbale, la settimana scorsa, infatti, al liceo Cavour uno studente trans di 18 anni nel riceve indietro il proprio compito in classe si è visto attaccato dal docente a causa del nome con il quale aveva firmato il proprio lavoro”. Per i Dem “le parole espresse dal professore, se confermate, risulterebbero di una gravità inaudita, in quanto espresse in un contesto, quale quello scolastico, che dovrebbe essere di inclusione e protezione nei confronti degli studenti, oltre che di crescita culturale e personale per gli stessi.”
Al ministro Valditara, i deputati Dem chiedono inoltre se non “intenda prevedere all’interno degli istituti scolastici percorsi educativi rivolti a studenti e insegnanti indirizzati all’insegnamento dei principi di uguaglianza e rispetto reciproco.
Oggi siamo al caso Calderoli vs Calderoli. Il ministro leghista dicesse con chiarezza se intende attuare la legge sul federalismo fiscale del 2009 a sua firma che prevedeva i lep, i livelli essenziali delle prestazioni, il fondo perequativo e il superamento della spesa storica o vuole fare l’autonomia differenziata che uccide il Mezzogiorno e spacca il Paese? Come opposizione siamo disponibili ad un confronto costruttivo con la maggioranza, avendo come obiettivo il corretto sviluppo dei territori nel rispetto del principio di unità nazionale e per questo riteniamo si possa ripartire dalla bozza Boccia, che era stata votata all'unanimità dalla Conferenza Stato Regioni e dalla Conferenza unificata. Bene hanno fatto i presidenti di Regione ad opporsi alla bozza in circolazione e ad una impostazione di autonomia differenziata completamente sbagliata.
Lo afferma Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.