Sono stati eletti vice presidenti nella commissione Affari costituzionali Matteo Mauri; nella commissione Esteri Lia Quartapelle; nella commissione Difesa Piero Fassino; nella commissione Trasporti Roberto Morassut; nella commissione Attività produttive Paola De Micheli; nella commissione Lavoro Chiara Gribaudo; nella commissione Politiche Ue Marianna Madia.
Sono stati eletti segretari: nella commissione Giustizia Alessandro Zan; nella commissione Bilancio Claudio Mancini; nella commissione Cultura Mauro Berruto; nella commissione Affari sociali Paolo Ciani; nella commissione Agricoltura Andrea Rossi.
“Sviluppo della green economy, lotta ai cambiamenti climatici, contrasto al consumo di suolo, riqualificazione energetica degli edifici e ammodernamento infrastrutturale del sistema viario nazionale saranno le priorità del Partito Democratico in Commissione Ambiente della Camera nel corso della Legislatura. Ringrazio la Presidente Serracchiani ed il Gruppo Pd per la fiducia; cercherò di svolgere questo mio nuovo ruolo valorizzando le capacità e le competenze dei colleghi e costruendo un confronto costruttivo con le altre forze politiche, gli enti territoriali, le associazioni e le imprese”: è quanto dichiara Marco Siminiani, neo capogruppo del Partito democratico in VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori pubblici) di Montecitorio.
Saluto con commozione la scomparsa di Luigi De Cesare, detto Geggè, un militante della sinistra proletaria romana, della periferia di Roma, animatore di esperienze associative e di lotta che hanno fatto crescere la periferia, contribuito al risveglio e alla consapevolezza delle coscienze di tanti giovani e di tante cittadine e cittadini per una città migliore e più giusta. Molti lo ricordano a capo dell’esperienza della ”Cacciarella” ma lui non ha fatto e non è stato solo questo. Tra le tante cose ricordo la battaglia per il Parco Archeologico Tiburtino e per salvare il Teatro Gerini a Rebibbia o la realtà dell’Associazione Radici a Casalbruciato. Con lui ho collaborato e posso dire con amicizia da amministratore comunale. Dopo i primi conflitti capimmo che lavoravamo per gli stessi obbiettivi. Era un militante e un dirigente popolare fuori dei partiti ma sapeva avere con le istituzioni un rapporto di rispetto pur senza soggezioni e nella radicalità delle sue idee. Roma gli deve molto. La periferia romana gli deve molto anche se molti della ‘politica ufficiale’ non lo conoscono, egli fu più grande di molti ‘politici’. Oggi lo piangiamo e ricordiamo a tutti la sua storia e il suo esempio. Addio Geggè”. Così in una nota il deputato Roberto Morassut della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“La Nadef presentata dal governo è un documento omissivo. In contrasto con le previsioni normative non contiene alcuna indicazione né sulla dimensione complessiva della manovra, né sulla sua composizione. Il Gruppo Partito democratico - Italia democratica e progressista è invece convinto che al centro della Legge di Bilancio debbano esserci le misure a sostegno dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie. Con la nostra risoluzione chiediamo invece con determinazione un pacchetto di interventi anticrisi finanziati non solo dalle risorse previste in manovra, ma anche da quelle che potrebbero aggiungersi dal rafforzamento della tassazione degli extraprofitti e da ulteriori misure a carattere redistributivo. Il sostegno delle retribuzioni e del potere d’acquisto dei salari deve avvenire anche attraverso un abbattimento del cuneo fiscale, in continuità con il processo avviato nella scorsa legislatura, e garantendo che gli interventi previsti per fronteggiare il caro energia e l’incremento dei prezzi di altri beni primari siano applicati per tutto il periodo che si renderà necessario. Fondamentale sarà anche intraprendere le iniziative necessarie presso le sedi istituzionali europee al fine di concordare politiche e strumenti comuni di intervento orientati ad evitare che la persistenza dell’inflazione abbia ricadute negative sulla diseguaglianza sociale e sulla continuità operativa delle imprese, sull’occupazione e sulle famiglie. Purtroppo sembra che l’esecutivo sia più interessato a misure molto discutibili sul piano dell’equità fiscale, come l’estensione della flat tax per i professionisti e l’inaugurazione di una nuova stagione di condoni indiscriminati”.
Così la deputata Maria Cecilia Guerra, firmataria della risoluzione presentata dal gruppo Pd-Idp alla Camera.
Dichiarazione di Irene Manzi, deputata Pd
La nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2022 del governo rappresenta per noi Democratici un segnale di forte preoccupazione, in particolare per la scuola italiana. Come gruppo del Partito Democratico siamo stupefatti per la mancanza di qualsiasi intervento nel nostro sistema scolastico. La scuola non viene nemmeno citata, semplicemente non c’è. E sicuramente non si tratta di una svista o di una dimenticanza. Temiamo che sia invece frutto di una precisa volontà politica. Ed è una colpa grave. La scuola italiana ha necessità e urgenza di profonde iniezioni di risorse per adeguarla e ammodernarla. Risorse che dovrebbero finanziare innanzitutto il rinnovo del contratto di lavoro per migliaia di insegnanti e favorire un settore primario che è quello da 0 a 6 anni. Nella nostra risoluzione al Nadef presentata alla Camera, suggeriamo al governo che le risorse liberate dalla riduzione della spesa per l’istruzione conseguente al calo demografico siano reinvestite nel medesimo settore a beneficio dei giovani e delle future generazioni. La scuola non può essere lasciata a se stessa. Invitiamo il governo a ripensare alle proprie strategie e a prevedere nella nuova manovra di bilancio risorse adeguate per migliorare un servizio vitale come quello scolastico.
Ci preoccupano molto le misure presentate dal governo nella Nadef perché sono inadeguate e parziali rispetto alle emergenze e ai problemi strutturali del nostro Paese. Innanzitutto, l'esecutivo non indica nessuna misura specifica rispetto al caro energia a sostegno dei soggetti più colpiti dall’attuale andamento dei prezzi, limitandosi a rinviare ad un prossimo provvedimento la valutazione di nuovi interventi per imprese e famiglie. Solo la proposta di una flat tax che, per come configurata, rischia solo di aumentare l'evasione. Manca poi totalmente un'idea di Paese per il futuro. Per quanto riguarda il lavoro, la Nota del governo evidenzia che la perdita di slancio dell’economia nel 2023 potrebbe portare a un’inversione di tendenza nel mercato del lavoro senza, però, indicare nemmeno una misura concreta a favore dell'occupazione e dei salari. Sul fronte della spesa pubblica, ci preoccupa fortemente il dato della spesa sanitaria che diminuirà in rapporto al PIL negli anni 2023 (6,6%) e 2024 (6,2%), nonostante il nostro sistema sanitario sia ancora duramente impegnato nella lotta al Covid. Per di più non sono previsti interventi in materia di scuola, pensioni e incentivi per gli investimenti privati. Sul PNRR, il governo, pur non citando il tema nella Nadef, ha in più occasioni manifestato l'intenzione di richiedere all’Europa un adeguamento del Piano, rischiando in questo modo di compromettere il raggiungimento degli obiettivi e delle scadenze previste e il versamento delle rate che spettano al nostro Paese.
Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo del Pd alla Camera.
“La Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2022 presentata dal governo è carente, presenta molte lacune, e non risponde alle aspettative concrete del Paese. Per queste ragioni abbiamo presentato una risoluzione che impegna il governo a destinare a lavoratori, imprese e famiglie maggiori risorse. Riteniamo fondamentale che l’esecutivo si impegni nella riduzione strutturale del cuneo fiscale, nel rafforzamento dell’assegno unico, nell’introduzione del salario minimo, nel proseguimento dell’azione di contrasto dell’evasione, nella salvaguardia della progressività e dell’equità orizzontale e verticale del nostro sistema fiscale. In materia di pensioni, riteniamo necessario introdurre, per le nuove generazioni, una pensione di garanzia, e consentire l’accesso alla pensione a condizioni più favorevoli a chi ha svolto lavori gravosi o usuranti o lavori di cura in ambito familiare, rendendo strutturali Ape sociale (da estendere agli autonomi) e Opzione donna. Il governo deve inoltre sostenere le imprese nella transizione ecologica, un tema invece uscito dai radar della maggioranza, dando piena e rapida attuazione al Pnrr e garantendo la realizzazione delle opere messe a bando, anche prevedendo lo stanziamento di ulteriori risorse a copertura dei rincari dei prezzi dei materiali”.
Così il deputato dem, Ubaldo Pagano, primo firmatario della risoluzione presentata dal Pd alla Camera.
"In Italia continuano a essere preoccupanti i dati sui morti sul posto di lavoro. Tre al giorno, una enormità. Anche oggi è deceduto un operaio nell'area portuale di Ortona, colpito dal gancio di una gru. Tragedie che tutti i giorni chiedono più attenzione all'opinione pubblica e alla politica" lo afferma Chiara Gribaudo (PD), dopo aver presentato alla Camera la richiesta per una commissione d'inchiesta sul tema. "Il mio appello va alle forze di maggioranza, ma anche all'opposizione. Chiediamo che la proposta venga calendarizzata subito. È la vera emergenza ormai endemica in questo Paese. Non aspettiamo ancora: lo dobbiamo anche agli affetti delle vittime che chiedono giustizia. Non esiste dignità del lavoro senza sicurezza".
“Le associazioni di volontariato sono state escluse dai beneficiari del Decreto Aiuti Ter. Si tratta di un fatto grave che penalizza la Croce Rossa Italiana e gli enti che si occupano dei servizi di trasporto di emergenza per conto del Ssr o delle Asl, danneggiate in questi mesi dagli aumenti dei costi energetici e dei carburanti. Governo e maggioranza hanno dimostrato scarsa attenzione per tutti quei volontari che si impegnano attivamente e spesso gratuitamente per garantire assistenza ai bisognosi e che sono in condizioni critiche per mancanza di mezzi e di risorse. Siamo convinti che questa iniziativa sia necessaria per sostenere l’attività del Terzo Settore: riproporremo quindi l’emendamento nel prossimo provvedimento utile”.
Così i deputati del Pd eletti in Toscana Laura Boldrini, Simona Bonafè, Christian Di Sanzo, Marco Furfaro, Emiliano Fossi, Marco Simiani e Federico Gianassi, firmatari dell’emendamento al Decreto Aiuti Ter respinto dalla Commissione speciale della Camera. A supporto della proposta anche i senatori toscani del Partito Democratico, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
“Il governo Meloni conferma con una disumanità inaudita di voler fare politica sulla pelle delle persone. Questa destra l’abbiamo riconosciuta da subito con le prime scelte fatte e con le parole da brividi del ministro Piantedosi, a cui il Pd ha subito chiesto di riferire in Aula. Anche la controfirma di Salvini per impedire lo sbarco segna il fatto che sulla gestione dei migranti il governo abbia deciso di continuare a piantare bandierine per non risolvere i problemi. La scelta di chi far sbarcare e chi no, che è chiaramente illegale, racconta moltissimo di questa destra”. Lo afferma Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervistata da Radio Immagina.
“La destra che oggi chiede l’intervento dell’Europa è la stessa che non ha portato a termine il superamento del regolamento di Dublino, votato a maggioranza dal Parlamento europeo, che poi Salvini da ministro dell’Interno ha bloccato perché Orban non era favorevole alla redistribuzione dei migranti. Il Pd farà un’opposizione forte e intransigente per la tutela dei diritti e la dignità delle persone, per una politica di immigrazione che sia davvero europea, partendo dalla consapevolezza che i bambini, le donne e gli uomini che ritroviamo nei nostri porti scappano dalla guerra, dalla violenza e dalla fame per cercare un futuro migliore e noi non possiamo girarci dall’altra parte”.
“Oggi il Green deal, l’economia circolare e la decarbonizzazione non sono soltanto una opportunità ma una necessità per contrastare i mutamenti climatici, ridurre la mancanza di materie prime e rendere competitivo il sistema produttivo nazionale. Qualsiasi ritorno a modelli energetici ormai superati sarebbe dannoso non solo per l’ambiente ma anche per l’economia e l’occupazione. Molte imprese hanno già investito in questa direzione ed è compito della politica sostenere ed incentivare questi processi. E’ evidente che il nostro paese paga gravi ritardi sullo sviluppo delle fonti rinnovabili come eolico, fotovoltaico e geotermico che avrebbero potuto garantire un approvvigionamento energetico maggiore: occorre ora accelerare su queste politiche e perseguire con efficacia gli obiettivi europei fissati per il 2050”.
Così la vicecapogruppo del Partito Democratico alla Camera, Simona Bonafé, intervenendo oggi Rimini alla sessione plenaria di apertura di Ecomondo: “Le nuove sfide della transizione ecologica per le imprese italiane”.
“Incomprensibile no di governo e maggioranza a un nostro emendamento necessario per l’attività del sistema sanitario regionale. Abbiamo visto respingere, infatti, una proposta che permetteva di assicurare alle Regioni una più celere procedura di recupero nei confronti delle aziende fornitrici soggette al ripiano per il superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici e dei tetti di spesa farmaceutici, già previste nel decreto aiuti-bis. Una soluzione utile a recuperare più rapidamente i crediti nei confronti delle ditte fornitrici. Con questa bocciatura si dà un pessimo segnale alle Regioni, che pure avevano sostenuto questa proposta nella Conferenza Stato-Regioni, in una fase che continua ad essere particolarmente complessa per l’impegno straordinario della sanità pubblica a sostegno dei cittadini”. Così il vice capogruppo democratico alla Camera Piero De Luca
“Scompare un uomo e un manager che aveva fatto del suo lavoro una straordinaria passione mettendola a servizio dell’economia nazionale. Ricordo con emozione la sua vivacità contagiosa, la sua intelligenza veloce, la capacità di parlare con competenza a tutti in tutte le situazioni, la vera gioia con cui accompagnava ogni varo di nave. Ha risollevato un’azienda di Stato e l’ha portata a competere con i giganti globali, facendole attraversare con successo le crisi più difficili. Anche nelle situazioni più complesse ha mantenuto uno standing impeccabile, lascia un grande esempio”. Così la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani ricorda l’ex presidente e Ad di Fincantieri Giuseppe Bono, appresa la notizia della scomparsa.
“Rileviamo con piacere che la destra ha cambiato radicalmente idea, rinnegando del tutto le posizioni del passato sul MES. I sovranisti di ieri si riscoprono folgorati sulla via di Bruxelles oggi. Vi ricordate gli slogan ideologici della Lega e FdI contro il MES? Le violente accuse di voler ristrutturare il debito italiano, di confiscare i conti correnti dei nostri cittadini, di commissariare l'Italia, di voler salvare le banche tedesche? Acqua passata. Era tutto uno scherzo, dettato da ragioni di propaganda elettorale. Oggi il Ministro dell’Economia Giorgetti chiarisce (fortunatamente) che il governo rispetterà gli impegni e procederà alla ratifica della riforma del Trattato MES, sulla scia del precedente esecutivo. Cosa dicono Meloni e Salvini ora? Nulla. La demagogia si scontra e si frantuma contro la realtà. Aspettiamo fiduciosi le loro scuse per l'incredibile serie di attacchi feroci che hanno riservato sul tema in passato”.
Lo dichiara il vice capogruppo Pd alla Camera Piero De Luca
Interrogazione Pd al ministro Pichetto Fratin.
"In piena crisi energetica, cosa aspetta il governo a emanare la nuova disciplina sull'autoconsumo e sulle comunità energetiche?". E’ quanto chiede un’interrogazione urgente al ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, presentata dal Gruppo del Partito Democratico alla Camera.
"Le comunità energetiche rappresentano oggi una soluzione utile e concreta per contrastare il caro bollette, l’emergenza climatica e la povertà energetica, ma per i ritardi del Mite, sono pochissime quelle realmente attive o che stanno ricevendo gli incentivi statali erogati. A pesare sul loro avvio scontiamo purtroppo ritardi, lungaggini burocratiche, ma soprattutto la mancanza del decreto che avrebbe dovuto aggiornare i meccanismi di incentivazione e favorire lo sviluppo di questa nuova forma di produzione energetica pulita e collaborativa. Fissare finalmente un nuovo quadro normativo di disciplina dell'autoconsumo e delle comunità energetiche è fondamentale per favorire l’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole/medie imprese che decidono di unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale”.
Ne danno notizia le deputate dem Chiara Braga, responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture del Partito Democratico, e Sara Ferrari.