"Come al solito, il ministro Tajani pattina. E' venuto oggi alla Camera a riferire sulla situazione a Gaza senza proposte concrete. E lo ha fatto con i banchi della maggioranza semi vuoti.
Ha detto che l'Italia sarà parte del processo per trasformare la tregua in pace, ma non ha detto come. Ha detto che il governo è pronto a inviare contingenti militari senza dire con quali regole di ingaggio. Ha parlato di ricostruzione, ma non ha specificato in che termini e con che ruolo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'informativa del ministro Tajani.
"Fedele al "piano Trump" non ha neanche lontanamente accennato alla situazione in Cisgiordania dove proliferano le colonie illegali, le violenze, gli sfollamenti, la distruzione delle case, delle infrastrutture, dei campi palestinesi - evidenzia Boldrini -. Continua a dire che il riconoscimento dello Stato di Palestina arriverà. Quando? La condizione non era la liberazione degli ostaggi e l'esclusione di Hamas dal governo della Striscia? Ci siamo: cosa aspettano ancora?".
"Come pensa di lavorare alla costruzione di uno Stato di Palestina senza che i palestinesi siano protagonisti, senza continuità territoriale e senza che venga liberato l'unico in grado di dare una leadership solida al popolo palestinese, cioè Marwan Barghouti - incalza la deputata dem -? Come pensa di lavorare alla pace senza che ci sia giustizia per i crimini commessi dal governo Netanyahu? Altro che "Israele non ha voluto adottare quelle attenzioni e cautele imposte dal diritto internazionale", come ha detto Tajani. Israele ha commesso un genocidio che non può restare impunito".
"Tutti temi cruciali e fondamentali a cui il ministro Tajani non ha dato risposta. Aspetta che Trump dia la linea a cui, come sempre, assoggettarsi acriticamente" conclude Boldrini.
"Se su Gaza si intravede uno spiraglio, sulla Cisgiordania questo non avviene. Il piano di Trump, che al momento è un piano per il cessate il fuoco e la tregua, non accenna minimamente ai territori palestinesi occupati e a Gerusalemme Est. In Cisgiordania la situazione è sempre più drammatica. Il 42% del territorio è illegalmente occupato da colonie israeliane. Dopo il 7 ottobre c'è stato un aumento esponenziale degli espropri, delle violenze, delle demolizioni delle case, sia in Cisgiordania che a Gerusalemme Est. Spesso i palestinesi sono costretti anche a pagare l'abbattimento delle loro stesse abitazioni. Gli uliveti, fonte importantissima di sopravvivenza dei palestinesi, vengono estirpati, gli acquedotti e le infrastrutture distrutti. E questo non si deve all’azione di singoli coloni ma ad un sistema organizzato che tende all’annessione della Palestina. I check point impediscono alle persone di spostarsi per lavoro e persino di andare a curarsi negli ospedali. Nel rapporto presentato oggi in conferenza stampa alla Camera da Oxfam, Amnesty International, Cospe e altre associazioni c'è un dato che preoccupa moltissimo: l'Ue, il principale partner commerciale di Israele, importa dalle colonie illegali in Cisgiordania 15 volte di più di quanto importi dai produttori palestinesi che vivono in quelle terre da sempre. Questo è un modo per affossare un popolo e favorire l'illegalità delle colonie: a questo va messo uno stop. Le associazioni ci hanno chiesto una cosa semplice: uno strumento normativo che impedisca il commercio e gli investimenti con aziende che hanno la sede o operano nelle colonie illegali. Così come la legge 185 sul commercio di armi vieta la compravendita con paesi che sono in guerra o violano i diritti umani, così è possibile e necessario non contribuire in alcun modo all'economia della colonizzazione illegale e dell'annessione che Israele sta portando avanti. E noi raccogliamo questa richiesta.
Uno Stato di Palestina può esistere solo con la continuità territoriale che, adesso, in Cisgiordania non c'è. E senza uno Stato di Palestina non ci saranno mai né pace né sicurezza per nessuno dei due popoli". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La liberazione degli ostaggi, il rispetto dei primi accordi, la liberazione dei prigionieri palestinesi sono delle ottime notizie. Ma siamo consapevoli che d'ora in poi servirà il concreto impegno della comunità internazionale affinché questa tregua si trasformi in una pace vera e soprattutto giusta, che riconosca il reciproco diritto all'esistenza di due Stati, quello di Israele e quello della Palestina". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. "Certamente non si può cancellare con un colpo di spugna le responsabilità e i crimini commessi dal governo Netanyahu a Gaza, così come non è possibile dimenticare le decine di migliaia di vittime innocenti, prime fra tutti bambine e bambini palestinesi - sottolinea Boldrini -. Per questa ragione, con riferimento al match di questa sera fra Italia e Israele a Udine, non è possibile cambiare opinione: questa partita non si sarebbe dovuta giocare. Esattamente com'è stato fatto con la Russia e con altri Paesi in passato, Israele sarebbe dovuto essere sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali dopo oltre due anni di vilipendio delle regole dello sport, della Carta Olimpica, degli statuti di Fifa e di Uefa sui quali è calato un silenzio assordante". "Continueremo a denunciare l’ignavia di tutte le organizzazioni sportive che hanno deciso di non decidere, come sottolineato dalla società civile spagnola in occasione della Vuelta, dalla grande manifestazione di Oslo di domenica scorsa e da quella di oggi a Udine - incalza ancora la deputata dem -. Lo sport diventi strumento attivo della trasformazione di questa tregua in un vero processo di pace, giustizia, rispetto. Il Comitato Olimpico e le federazioni sportive palestinesi devono poter tornare alle loro attività, almeno in Cisgiordania, dato che proprio il Comitato Olimpico palestinese ha dichiarato che la devastazione di Gaza non permetterà alcuna attività sportiva per i prossimi dieci anni". "Protagonisti e spettatori della partita di questa devono aver chiaro che oltre 800 sportivi palestinesi sono stati uccisi in questi due anni, che il 95% delle infrastrutture sportive a Gaza sono state rase al suolo e che i pochi stadi rimasti in piedi sono diventati centri di reclusione. E tutto questo per opera di Israele. La verità non si può nascondere, non si può cancellare e, soprattutto, non deve essere dimenticata. Non ci riuscirà certamente una partita di calcio" conclude.
“Sono felice per la tregua, per la liberazione degli ostaggi, per il rispetto dei primi accordi, per la liberazione dei prigionieri palestinesi, così come sono consapevole che d'ora in poi servirà il concreto impegno della comunità internazionale affinché questa tregua si trasformi in una pace vera e soprattutto giusta, che riconosca il reciproco diritto all'esistenza di due Stati, quello di Israele e quello della Palestina. Certamente non si può cancellare con un colpo di spugna le responsabilità e i crimini commessi dal governo Netanyhau a Gaza, così come non è possibile dimenticare le decine di migliaia di vittime innocenti, prime fra tutti bambine e bambini palestinesi. Per questa ragione, con riferimento al match di questa sera fra Italia e Israele a Udine, la mia opinione non cambia di una virgola: questa partita non avrebbe dovuto essere disputata, perché Israele sarebbe dovuto essere stato sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali, dopo oltre due anni di vilipendio delle regole dello sport, della Carta Olimpica, degli statuti di Fifa e di Uefa sui quali è calato un silenzio assordante per il quale denuncio e denuncerò l’ignavia di tutte le organizzazioni sportive che hanno deciso di non decidere, come sottolineato dalla società civile spagnola in occasione della Vuelta, dalla grande manifestazione di Oslo, domenica scorsa e da quella di oggi a Udine. Mi auguro che lo sport diventi strumento attivo della trasformazione di questa tregua in un vero processo di pace, giustizia, rispetto. Il Comitato Olimpico e le federazioni sportive palestinesi devono poter tornare alle loro attività, almeno in Cisgiordania, dato che proprio il Comitato Olimpico palestinese ha dichiarato che la devastazione di Gaza non permetterà alcuna attività sportiva per i prossimi dieci anni. Vorrei che protagonisti e spettatori della partita di questa sera avessero chiaro che oltre 800 sportivi palestinesi sono stati uccisi in questi due anni, che il 95% delle infrastrutture sportive a Gaza sono state rase al suolo e che i pochi stadi rimasti in piedi sono diventati centri di reclusione. La verità non si può nascondere, non si può cancellare e, soprattutto, non deve essere dimenticata. Non ci riuscirà certamente una partita di calcio” così una nota del responsabile nazionale del Pd, il deputato Mauro Berruto.
Accogliamo positivamente le notizie che vengono dal Medio Oriente. Speriamo in un avanzamento, uno scatto di iniziativa politica da parte del governo italiano per troppo tempo inerte e da parte dell'Europa.
Dopo due anni di massacri, 64 mila minori uccisi e rimasti mutilati, finalmente uno spiraglio a cui devono lavorare tutte le diplomazie. Ora è tempo di un cessate il fuoco, della liberazione degli ostaggi, dell’arrivo stabile degli aiuti umanitari, del riconoscimento della Palestina e della fine delle violenze in Cisgiordania.
L’odio seminato in questi anni ha reso più difficile la costruzione del processo di pace. Ma bisogna ascoltare le tante voci anche nelle piazze e nella stessa Israele per porre fine al massacro.
Mi auguro che la richiesta di riferire in Aula da parte del Governo, non sia il tentativo di appropriarsi di un risultato o di strumentalizzare un passaggio storico.
Lo ha detto in Aula Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"La gioia che vediamo nelle immagini della festa a Gaza all'annuncio dell'accordo raggiunto è la nostra gioia.
Dopo due anni di genocidio, di fame, di sofferenze indicibili, il popolo della Striscia torna a respirare e a vedere uno spiraglio di luce all'orizzonte.
E, finalmente, gli ostaggi barbaramente rapiti e imprigionati da Hamas possono tornare alle loro famiglie.
L'apertura dei valichi per l'ingresso dei camion carichi di aiuti permetterà di sfamare la popolazione di Gaza ridotta allo stremo.
Questo accordo deriva dallo sforzo dei negoziatori ed è anche il frutto delle straordinarie mobilitazioni che da molti mesi portano milioni e milioni di persone nelle piazze di tutto il mondo contro le politiche criminali di Netanyahu, inclusa l'Italia che ha visto manifestazioni oceaniche. Manifestazioni che hanno messo alle strette i governi, compreso quello italiano, che hanno sostenuto sempre Israele.
Non è il momento di abbassare l'attenzione: è solo un primo passo e, purtroppo, molte volte abbiamo assistito ad accordi disattesi che lasciavano di nuovo spazio alle bombe. Anche questa mattina, dopo l'annuncio della tregua, Israele ha continuato a bombardare Gaza. Sarà una tregua che dovrà diventare la pace che non c'è ancora. Bisogna fermare la violenta politica di annessione di Netanyahu in Cisgiordania e, soprattutto, bisogna battersi per il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese. Perché solo quando ci sarà uno Stato di Palestina libero e indipendente, accanto allo Stato di Israele, ci sarà sicurezza e pace per entrambi i popoli". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La bandiera della Palestina esposta dal Campidoglio è un segnale importante per la Capitale del Paese. La maggioranza dell'assemblea capitolina, insieme a parte dell'opposizione, ha fatto la scelta giusta manifestando vicinanza e solidarietà al popolo palestinese che sta subendo quello che i maggiori esperti del mondo e la commissione indipendente dell'Onu hanno definito un genocidio.
Una scelta in linea con la mozione unitaria che Pd, Avs e M5S hanno presentato alla Camera con dodici punti che elencano tutte le iniziative che il governo dovrebbe intraprendere per fermare Netanyahu e il suo piano di annientamento dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Governo che invece finora ha colpevolmente dimostrato vicinanza e sostegno alle scelte criminali di Benjamin Netanyahu.
E' nostro dovere stare dalla parte delle vittime, esprimere loro solidarietà e pretendere che si riconosca lo Stato di Palestina. Tutto questo va fatto con scelte politiche e anche simboliche, in tutte le sedi possibili. I comuni e le regioni possono fare e stanno facendo moltissimo. Oltre a Roma voglio ricordare, solo per fare qualche esempio, Bologna, Firenze, Napoli e Perugia ma anche la Regione Toscana, la Puglia, l'Emilia Romagna, l'Umbria e la Sardegna, oltre a centinaia di amministrazioni locali che si stanno mobilitando in tutta Italia perché, proprio come le tante persone che manifestano ogni giorno in piazza, non vogliono essere complici di un genocidio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Oggi in aula abbiamo avuto una prova di quanto può essere forte l'indignazione del ministro Tajani. Di quanto veemente può diventare davanti a un insulto fatto alla sua persona. Un'indignazione e una veemenza che non abbiamo mai visto davanti a 20mila bambine e bambini uccisi dall'esercito israeliano a Gaza. Davanti a quegli stessi soldati israeliani le cui vacanze di decompressione sono tutelate dalle nostre forse dell'ordine nei resort della Sardegna e delle Marche.
Soldati esecutori materiali di un genocidio ordinato da Netanyahu che, però, Tajani non ha mai citato nel suo discorso in aula. Non ne ha il coraggio, evidentemente. Condanna quello che succede nella Striscia senza mai dire chi ne sia il mandante. Un'ipocrisia insopportabile.
Com'è insopportabile che rispetto alle parziali e tardive sanzioni ai ministri estremisti del governo israeliano proposte ieri da Ursula Von der Leyen, Tajani abbia detto che il governo "valuterà". Cosa c'è da valutare, ancora, signor ministro?
Sono misure che andavano prese almeno un anno e mezzo fa e ancora dovete valutare?
Pensa che sia inaccettabile quello che succede a Gaza, il piano di deportazione dei palestinesi e l'annessione della Cisgiordania? Sospendete il memorandum militare con Tel Aviv, sanzionate Israele, chiudete le porte dell’Italia a chi commette il genocidio e riconoscete lo Stato di Palestina, come chiesto oggi dal Parlamento europeo. Basta chiacchiere". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'informativa del ministro Tajani resa oggi a Montecitorio.
"La notte scorsa i blindati dell'esercito israeliano sono entrati nella mia città di appena 16mila abitanti e hanno distrutto il mercato. Perché distruggono il mercato? vogliono affamare anche noi in Cisgiordania?". E' la testimonianza del sindaco di Beita, Mahmoud Barham, che insieme ad altri sindaci della Cisgiordania è, in questi giorni a Perugia, nella sede della Regione Umbria, dove ho potuto incontrarli per dare loro tutta la nostra solidarietà e vicinanza per quello che il governo di Netanyahu sta infliggendo loro". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, che ha partecipato oggi all'incontro con la delegazione di sindaci palestinesi a Perugia. "Husam Shakhsir, ha raccontato che quando i check point chiudono Nablus che ha 200mila abitanti, l'intera città è in carcere e nessuno può far niente. Muore l'economia e muore il futuro dei giovani. L'università di Nablus, ha spiegato il sindaco, aveva 26mila studenti e adesso ne ha pochissimi. Quando si blocca l'economia e si impedisce ai giovani di studiare, siamo davanti a una strategia per distruggere l'intero popolo- sottolinea Boldrini riferendo le parole dei sindaci -. Intorno a Nablus gli insediamenti dei coloni, protetti dal governo di Tel Aviv, gli insediamenti sono diventati enormi e i coloni abbattono gli ulivi e chiudono le strade. "Porteremo la vostra solidarietà e il vostro impegno ai 50mila sfollati di Jenin e Tulkarem che vivono senza acqua e senza elettricità - ci ha assicurato il presidente dell'associazione degli enti locali palestinesi Abd Al-Kareem Zubaidi -. Sapere che in Italia c'è chi lotta per loro darà speranza. La vostra vicinanza ci dà coraggio per resistere fino ad avere uno stato palestinese libero e sovrano". Uno Stato che il governo italiano si rifiuta di riconoscere mentre questi sindaci palestinesi ribadiscono quanto sia importante che lo faccia - prosegue la deputata dem -. Quella che abbiamo ascoltato oggi è una galleria di persecuzioni che mirano a rendere impossibile l’esistenza che si sta consumando anche in Cisgiordania e di cui i sindaci, portano testimonianza importante. Per noi è motivo per continuare la nostra battaglia in ogni sede: in Parlamento, nelle piazze, con la società civile e in ogni forma pacifica".
"Voglio ringraziare Felcos, Anci Umbria, l’Unione dei Comuni del Trasimeno, la Regione Umbria e la presidente Stefania Proietti per avere organizzato questa iniziativa particolarmente importante in un momento come quello che stiamo vivendo - conclude -. Significa manifestare solidarietà concreta a un popolo minacciato nella Striscia di Gaza col genocidio e in Cisgiordania con una lenta ma costante annessione de facto.
Una spirale di violenza che non fa che generare altra violenza e insicurezza anche per Israele, come dimostra l'attentato a Gerusalemme che ha provocato sei vittime civili. Alle loro famiglie va tutto il nostro cordoglio. Davanti al governo italiano che sta dalla parte di chi commette crimini, nel nostro Paese ci sono enti locali che invece si adoperano per sostenere le vittime attraverso progetti concreti. E' questa l'Italia che ci piace, quella che non vuole essere complice del genocidio e si attiva in ogni modo per stare dalla parte giusta".
"La più grande organizzazione di esperti di genocidio del mondo, l'International Association of Genocide Scholars (Iags), ha dichiarato che quello che Israele sta facendo a Gaza è genocidio. Lo afferma in una risoluzione approvata con l'86 per cento di voti favorevoli. Dopo questa ennesima, autorevole dichiarazione, non esistono più alibi e non ci possono essere più reticenze. Anche chi finora ha negato o ha minimizzato, come se non bastassero già i pronunciamenti della Corte internazionale di giustizia, non potrà più voltarsi dall'altra parte.
E questo vale anche per il mondo dell'informazione in cui questa notizia non ha avuto il rilievo che meritava. Anzi, tranne rare eccezioni, è stata colpevolmente oscurata.
Mentre a Gaza il popolo palestinese continua ad essere decimato e in Cisgiordania continua l'esproprio e l'occupazione delle case e delle terre dei palestinesi da parte dei coloni israeliani, nel nostro Paese, nei palazzi e nelle redazioni dobbiamo ancora assistere a titubanze, balbettii e tentennamenti. Una complicità intollerabile". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Le azioni di Netanyahu e della destra israeliana radicale rappresentano una minaccia non solo per il popolo palestinese ma per la stabilità e la sicurezza internazionale. L’invasione di Gaza e l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania sono atti che violano il diritto internazionale e mettono a rischio la possibilità stessa di costruire un futuro di pace in Medio Oriente”. Lo dichiara il deputato Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa.
“Per questo - prosegue l’esponente dem - chiediamo al governo Meloni di abbandonare ogni ambiguità e di assumere una posizione chiara: servono sanzioni, embargo sulle armi, sospensione degli accordi di cooperazione con Israele, in linea con una risposta europea forte e unitaria. Non si può restare complici, né girare lo sguardo di fronte a un disegno che punta ad annientare il popolo palestinese”.
“L’Italia - conclude Graziano - deve contribuire attivamente a fermare Netanyahu e a rilanciare un percorso di pace giusta e duratura, basata sul riconoscimento dello Stato di Palestina e sulla garanzia di sicurezza per Israele. Ogni esitazione rischia di rendere vano l’impegno della comunità internazionale e di tradire i valori di umanità e giustizia che il nostro Paese è chiamato a difendere”.
"La Cisgiordania spaccata in due da una gigantesca colonia e Gaza City sotto attacco con migliaia di persone deportate.
Così il governo Netanyahu vuole mettere una pietra tombale sullo Stato di Palestina e sul diritto dei palestinesi all'autodeterminazione.
Un intero popolo stretto in una morsa letale come non si era mai visto dalla Seconda guerra mondiale in poi.
E mentre milioni di persone in tutto il mondo continuano a mobilitarsi in difesa della Palestina e del suo popolo, l’Ue rimane a guardare il governo israeliano che, con il sostegno del presidente americano Donald Trump, compie orrendi crimini e mette in atto il suo scellerato disegno messianico di "grande Israele" a discapito di milioni di persone che abitano da sempre quelle terre. Allo stesso modo il governo Meloni si limita a pronunciare qualche parola di disappunto e null’altro. L'Ue non sta mettendo in atto nessuna iniziativa politica, nessuna sanzione, nessuna sospensione dell'accordo UE-Israele, nessun embargo sulle armi usate per massacrare il popolo palestinese. Non basta dire che la nuova colonia in Cisgiordania è illegale: bisogna impedire che nasca, bisogna fermare il massacro.
Bruxelles si sta macchiando di un immobilismo inaccettabile che la rende complice dei crimini commessi dal governo Netanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Per fermare Netanyahu, oltre al riconoscimento della Palestina, servono anche misure che lo mettano alle strette: sanzioni, fermare la compravendita di armi, sospendere accordi di cooperazione militare e l’accordo di associazione tra Ue e Israele. E serve sostenere l’invio dei Caschi blu dell’Onu a Gaza. Ma il governo Meloni continua a rifiutarsi di prendere qualsiasi iniziativa e perfino di condannare in maniera netta quello che accade a Gaza e in Cisgiordania". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un'intervista pubblicata oggi su L'Unità.
"Tajani e Meloni non vogliono dispiacere l’alleato Netanyahu: un esempio di vigliaccheria politica che rende l’Italia complice di un genocidio - è l'attacco di Boldrini -. Ogni giorno il grido che arriva dalla Striscia chiede aiuti sufficienti e la fine del massacro. Noi che siamo all’opposizione e mettiamo in campo tutte le azioni possibili, ma anche l’opinione pubblica che da quasi due anni manifesta contro questo orrore, viviamo un senso di impotenza immenso che si associa alla rabbia verso quei governi che potrebbero fare qualcosa e non la fanno. Questo immobilismo, appena scalfito da qualche timida dichiarazione, è insopportabile".
"L’avanzata dei nazionalismi in tutto il cosiddetto Occidente sta mettendo a durissima prova tutto questo impianto di regole condivise facendo prevalere la legge del più forte. La Palestina ne è l’esempio più lampante - sottolinea la deputata dem -. In questo preoccupante contesto noi del Pd abbiamo voluto presentare la legge che introduce nel nostro ordinamento il codice dei crimini internazionali per rimettere al centro l’importanza del diritto internazionale, rafforzarlo e tutelarlo perché è solo grazie a questo sistema di regole condivise che si può garantire giustizia alle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità. Ed è solo così che si impedisce che a prevalere sia la forza invece del diritto".
"Anche la Gran Bretagna annuncia l'imminente riconoscimento dello Stato di Palestina, dopo la Francia, qualche giorno fa, ma anche dopo la Spagna, la Norvegia e la Slovena diversi mesi fa. A oggi sono 147 gli Stati che lo hanno fatto.
In questo scenario di paesi europei che colgono l'importanza di riconoscere la Palestina come Stato autonomo, il governo italiano continua ad accampare scuse ridicole. "Non è il momento", "Serve il riconoscimento reciproco" e giù di dichiarazioni imbarazzanti di Meloni e Tajani.
Questo è proprio il momento, invece. Anzi, lo era già molto tempo fa. Non è più, invece, il momento di tergiversare e accampare scuse continuando, nei fatti, a legittimare il genocidio che il governo di Netanyahu sta compiendo a Gaza e l'occupazione illegittima dei territori della Cisgiordania.
Qual è il momento, presidente Meloni? Quando il suo alleato Netanyahu avrà deportato tutti i palestinesi da Gaza, raso al suolo anche l'ultima casa e permesso ai coloni di distruggere l'ultimo villaggio della Cisgiordania?
Qual è il momento in cui smetterete di essere complici del genocidio trascinando l'Italia dalla parte dei carnefici invece che da quella delle vittime?" Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"E' stato importante che Francesca Albanese, oggi, abbia presentato alla Camera il suo ultimo rapporto “Dall’economia dell’occupazione all’economia di genocidio” sulle aziende e gli interessi economici che hanno sostenuto prima la colonizzazione della Cisgiordania e ora il genocidio a Gaza. L'attacco nei confronti della Relatrice speciale dell’Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati, che ha visto l'apice nelle vergognose sanzioni imposte dagli Usa nei suoi confronti, è l'ultimo atto di una campagna di delegittimazione che punta a indebolire lei ma anche l'intero sistema multilaterale e il diritto internazionale. Dall'Onu, all’Unrwa, alla Corte penale internazionale, assistiamo alla volontà di smantellare un intero sistema e imporre la legge del più forte. A prevalere, secondo alcuni governi nazionalisti, Usa in primis, non deve più essere il diritto, ma l’uso della forza, la potenza militare ed economica.
Contro questo tentativo di gettare il mondo nel caos continueremo a batterci in tutte le sedi e continueremo a sostenere chi, come Francesca Albanese, rischia in prima persona in difesa del diritto internazionale e delle vittime dei crimini di guerra, contro l'umanità e del genocidio. Il governo italiano, invece, non ha speso una parola in difesa di Albanese, cittadina italiana: un silenzio indegno". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine della conferenza stampa che si è svolta oggi alla Camera dei Deputati alla presenza della dott.ssa Francesca Albanese
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