12/03/2026 - 10:46

"Il genocidio a Gaza e il processo di annessione illegale della Cisgiordania, hanno colpito duramente anche il diritto allo sport del popolo palestinese. E' quello che denuncia il rapporto The Impact of Israeli Aggression
On the Palestinian Sports Sector" che il presidente del Comitato olimpico palestinese Jibril Rajoub ha presentato in un'audizione al Comitato diritti umani della Camera che presiedo. E sulla base delle denunce del presidente Rajoub e del rapporto, ho scritto una lettera ai presidenti del Comitato Olimpico Internazionale, del Comitato Paralimpico Internazionale, della FIFA e dell’UEFA.
Dopo più di due anni di bombardamenti israeliani a Gaza e a seguito delle violenze dei coloni e dell’IDF in Cisgiordania, sono 684 gli atleti uccisi, e migliaia quelli feriti, appartenenti alle 34 federazioni e istituzioni sportive palestinesi. Stadi e infrastrutture di ogni disciplina sono stati irrimediabilmente lesi o distrutti per un danno quantificabile in milioni di dollari, e la ricostruzione richiederà molti anni. 
Almeno nove club di calcio che fanno parte del campionato israeliano, sostenuti anche dalla FIFA e dalla UEFA, hanno sede nelle colonie illegali in Cisgiordania e in queste località la Federcalcio israeliana e il Comitato Olimpico israeliano organizzano competizioni sportive ufficiali. Perfino libertà di movimento degli atleti palestinesi è assolutamente limitata a causa di restrizioni imposte dalle autorità israeliane e questo incide sulla loro possibilità di allenarsi e di partecipare alle competizioni.
Alla luce di tutto questo, illustrato nella lettera pubblicata oggi integralmente sulle pagine di Tuttosport, chiediamo ai presidenti delle massime organizzazioni sportive internazionali di fare ogni sforzo, per quanto di loro competenza, perché il governo israeliano ponga fine alla politica di annientamento perfino della vita sportiva dei palestinesi. Chiediamo anche di valutare se ricorrano gli estremi per applicare allo Stato di Israele le stesse sanzioni già applicate ad altri Paesi per violazione dei principi della Carta Olimpica secondo i quali la pratica sportiva è un diritto umano fondamentale". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

12/03/2026 - 07:30

"Nei suoi interventi oggi in Parlamento, Giorgia Meloni è rimasta ambigua sul suo posizionamento rispetto all'aggressione illegittima di Usa e Israele verso l'Iran. Non basta dire che è fori dal diritto internazionale: questo è evidente. Serve condannarlo apertamente. E non basta dire che l'Onu dovrebbe tutelare il diritto internazionale sostenendo che, però, bisogna riformarla perché è debole: come vuole riformarla? Dando seguito alla delegittimazione che dell'Onu fa il Board of Peace? Dice Meloni che il Board of Peace di Trump e Netanyahu è l'unico tavolo su Gaza e per questo bisogna esserci. No, presidente Meloni, non bisogna starci, perché è un assetto coloniale e predatorio che nel vertice decisionale non prevede la presenza dei palestinesi. Perché l'Italia non si è fatta promotrice in Europa di un tavolo con la presenza dei palestinesi, in cui si potesse lavorare per permettere la nascita dello Stato che ancora non c'è e rischia, ogni giorno di più, di non esserci mai perché Israele sta  annettendo la Cisgiordania? Ma su questo Meloni non ha niente da dire. Come non ha niente da dire sull'uso delle basi Usa in Italia: non si deve concedere e va detto con chiarezza.
E no, cara presidente del Consiglio, confondere l'intervento Usa in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale con l'aggressione Usa e israeliana all'Iran è un grave scivolone, un parallelismo sbagliato. Quando gli Usa intervennero in Italia c'era una guerra mondiale in corso e noi eravamo un paese occupato dai nazisti. Non fu certo un'aggressione.
Basta usare la propaganda per nascondere la propria incapacità di prendere una posizione chiara a vantaggio dell’Italia per non dispiacere gli alleati Trump e Natanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

10/03/2026 - 16:25

"Il governo israeliano sta annettendo sempre più territori della Cisgiordania, nel silenzio assoluto, approfittando del conflitto nel Golfo. Un'accelerazione dell'annessione che sta avvenendo con il placet di Washington. Prova ne sia il fatto che gli Usa hanno aperto un consolato nella colonia illegittima di Efrat e un altro ne apriranno nell’insediamento ultra-ortodosso di Beitar Illit, anch'esso illegittimo. Aprire consolati in colonie che sono e restano illegali secondo il diritto internazionale e secondo le risoluzioni dell'Onu è un atto gravissimo che legittima l'annessione. A riprova dell'escalation, il recente report dell’organizzazione israeliana Peace Now, il 2025 è stato un anno record per l’appropriazione della terra palestinese in Cisgiordania: 54 gli insediamenti approvati (contro i 9 del 2023) e 86 i nuovi avamposti in attesa di approvazione.
Tajani spieghi cosa intende fare il governo per favorire veramente la soluzione a due stati e per evitare che le sue restino dichiarazioni vuote e slogan privi di sostanza. E mentre ben 19 ministri degli Esteri, tra cui 11 europei, hanno duramente condannato queste azioni, il ministro Tajani e la presidente Meloni tacciono. Per questo ho presentato un'interrogazione a Tajani per chiedere perché non si è unito ai suoi colleghi e cos'ha da dire sull'apertura dei consolati Usa. E' inutile parlare di "due popoli e due stati" se si tace davanti all'annessione del territorio di uno dei due stati, la Palestina.
Insieme a me, hanno firmato l'interrogazione Enzo Amendola, Peppe Provenzano, Fabio Porta, Lia Quartapelle, Ouidad Bakkali, Mauro Berruto, Sara Ferrari, Valentina Ghio e Arturo Scotto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

03/03/2026 - 10:41

"L'invasione via terra del Libano da parte dell'esercito israeliano è l'ennesimo atto di guerra in violazione del diritto internazionale compiuta da Netanyahu con l'intento di destabilizzare l'intera regione e imporsi come potenza dominante in tutto il Medio Oriente.
Ormai è evidente che Netanyahu usa lo stato di guerra permanente per mantenersi al potere, sfuggire alla giustizia interna e sottrarsi alla Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di cattura per i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi da lui e dal suo ex ministro Gallant a Gaza e in Cisgiordania.
Dopo l'imbarazzante audizione di ieri dei ministri Tajani e Crosetto, tutta all'insegna dello "stiamo a vedere", oggi il governo Meloni riuscirà a prendere le distanze da quest'azione illegittima e arbitraria di Netanyahu? L’Italia non può continuare ad essere complice di questo disastro: la violenza, come abbiamo già visto tante volte in Medio Oriente, genera sempre e solo altra violenza e radicalismo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

16/02/2026 - 12:50

"Che la presidente del Consiglio annunci l'adesione dell'Italia al "Board of Peace" di Trump, costringendo il Parlamento a votare contro la Costituzione, è gravissimo. Si è inventata il ruolo di "osservatrice", che non esiste, per aggirare il divieto imposto dalla Costituzione ad aderire a un organismo internazionale non in posizione di parità. Il cosiddetto “Board of peace” é infatti una struttura internazionale a uso e consumo del tycoon, un organismo che tutto persegue tranne la pace. E' uno strumento coloniale, che raduna autocrati, incluso Netanyahu, imprenditori e affaristi attorno ad una Gaza agonizzante su cui speculare con la ricostruzione, escludendo definitivamente i palestinesi.
E' un grimaldello con cui Trump, che da statuto ne resta il capo a vita, vuole colpire l'Onu e il multilateralismo che  perseguono la pace e il dialogo tra Stati e tra popoli.
Meloni, pur di non dispiacere il suo alleato Trump è disposta a tutto. Anche a fare da sponda ai suoi progetti neocoloniali, entrando dalla porta di servizio.
Tutto questo accade mentre Israele inizia la registrazione dei territori occupati della Cisgiordania. Cioè inizia l'annessione delle terre dei palestinesi, espropriandole arbitrariamente. Nel silenzio più totale di Trump, di Meloni e dell'intera comunità internazionale.
Meloni ha definitivamente scelto di stare dalla parte di chi stermina, conquista terre altrui, sottomette popoli interi.
Non nel nostro nome, non nel nome dell'Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

13/02/2026 - 14:22

Berruto (Pd): Proteggere gli atleti e garantire accesso allo sport

 

Sono 684 gli sportivi uccisi in Palestina dall’ottobre 2023. Tra loro 178 ragazzi tra i 6 e i 20 anni. Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club impedendo qualsiasi pratica sportiva..

È il quadro tracciato dal Comitato Olimpico Palestinese nel report presentato oggi alla Camera, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal deputato e responsabile nazionale Sport del PD Mauro Berruto.

I dati, che viene sottolineato nel Report “sono stati meticolosamente raccolti e verificati”, parlano di 684 vittime distribuite in 34 federazioni e istituzioni sportive. La federazione più colpita è la Federcalcio palestinese, che conta 367 morti tra arbitri, allenatori, giocatori, presidenti di club e dirigenti. Seguono l’Associazione Scout Palestinese con 54 vittime e la Federazione Karate con 31.

Il report evidenzia un impatto generazionale profondo: 178 vittime avevano tra i 6 e i 20 anni; 143 tra i 20 e i 30 anni, nel pieno dell’attività agonistica; 111 avevano più di 50 anni, tra dirigenti storici e figure chiave della governance sportiva. Una perdita che compromette non solo il presente ma la continuità futura dello sport palestinese.

Colpita anche la componente femminile dello sport. Secondo i dati del Comitato Olimpico Palestinese, le vittime donne sono il 5% del totale. Molte erano bambine, giovani atlete o impegnate nell’amministrazione sportiva. Una ferita che, sottolinea il report, rappresenta un grave arretramento nel percorso di crescita della partecipazione femminile nello sport palestinese, già fragile e frutto di anni di lavoro per affermare uguaglianza e inclusione.

 

Sul fronte delle infrastrutture, la distruzione viene definita “sistematica”. Secondo la Federcalcio palestinese, dall’ottobre 2023 sono stati demoliti 23 grandi stadi e campi sportivi, 12 campi da calcio omologati FIFA, 35 palestre indoor polivalenti e 60 sedi amministrative di club. Danni per centinaia di milioni di euro, con tempi di ricostruzione stimati in decenni.

Simbolo di questa devastazione è lo stadio Al-Yarmouk, inaugurato nel 1952 e tra i più antichi impianti della Palestina. Luogo di partite internazionali e raduni olimpici, durante il conflitto sarebbe stato trasformato dagli israeliani in campo di detenzione per prigionieri di guerra, per poi essere completamente raso al suolo. Da simbolo di orgoglio nazionale a luogo di umiliazione, fino alla distruzione totale.

Il documento parla di un impatto “senza precedenti” sull’intero settore sportivo e richiama esplicitamente i principi della Carta Olimpica: non discriminazione, uguaglianza di genere, rispetto dei diritti umani e diritto allo sport.

 

“Dobbiamo riportare al centro la Carta Olimpica, il documento del Comitato Olimpico Internazionale che tutela i valori fondamentali dello sport”, ha dichiarato Mauro Berruto aprendo la conferenza. “Quello che sta avvenendo in Palestina è un vero e proprio genocidio, in aperta violazione dei diritti umani internazionali. Viene colpito un popolo anche nel suo aspetto più condivisibile: lo sport”.

 

Da qui l’appello del Comitato olimpico palestinese alla comunità internazionale e alle federazioni sportive mondiali: “Chiediamo che venga garantita la libera partecipazione degli atleti palestinesi alle competizioni internazionali, senza ostacoli, e la loro protezione da qualsiasi minaccia o molestia. È il momento di stare al fianco degli atleti palestinesi, di proteggere lo sport e di piantare i semi della pace e della giustizia. Lo sport deve essere un ponte per la pace e una speranza per tutti”.

 

Un appello che in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 punta a riportare la questione palestinese anche dentro le istituzioni sportive globali, trasformando il diritto allo sport — per uomini e donne — in una questione di responsabilità internazionale.

 

12/02/2026 - 18:01

"Ai palestinesi è negato anche lo sport, che dovrebbe essere il luogo della promozione della pace e della convivenza per eccellenza.
Oggi in comitato diritti umani, che presiedo, abbiamo ascoltato le testimonianze del preside del Comitato olimpico palestinese, Jibril Rajoub, della nuotatrice olimpica Valerie Tarazi e della portavoce della Federazione calcistica palestinese Dima Said. Ci hanno raccontato come le atlete e gli atleti palestinesi subiscano un insopportabile doppio standard. "La condizione degli atleti palestinesi non ha uguali al mondo, per noi è tutto un percorso ad ostacoli fatto di divieti imposti dal governo israeliano a raggiungere il luogo dell’allenamento, di mancanza di strutture sportive, di visti negati quando dobbiamo andare all’estero" ha detto Tarazi. Rajoub ha presentato un rapporto con un quadro drammatico: a Gaza non esistono più strutture sportive e in Cisgiordania gli israeliani occupano le palestre per destinarle ad altri usi, spesso legati alla sorveglianza. "A Gaza, aver raso al suolo stadi, campi di calcio, piscine, palestre e ogni altra struttura sportiva non è stato un errore, ma la volontà di impedire ai palestinesi di fare sport e di avere speranza", ha affermato il presidente del comitato olimpico palestinese.
Sal 7 ottobre a oggi sono 684 gli sportivi uccisi e migliaia i feriti appartenenti alle 34 federazioni sportive. In Cisgiordania anche spostarsi per partecipare alle competizioni è un azzardo perché ci sono circa mille check point gestiti in maniera del tutto arbitraria dall'esercito israeliano. "Noi non abbiamo accesso allo sport come tutti gli altri - ha sottolineato Dima Said -: senza beni di prima necessità, senza la sicurezza, senza libertà come si fa a fare sport?".
Mentre stiamo tifando le nostre squadre impegnate nelle olimpiadi invernali di Milano-Cortina, non possiamo non accogliere l'appello che ci arriva dal mondo dello sport palestinese.
Scriveremo al Comitato olimpico internazionale, alla Fifa e all'Uefa perché si prendano le responsabilità che finora hanno eluso, adoperandosi per garantire alle atlete e agli atleti palestinesi gli stessi diritti degli atleti di tutto il resto del mondo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

28/01/2026 - 17:32

"Nelle ore in cui la comunità di Masafer Yatta, in Cisgiordania, subisce un violentissimo attacco da parte dei coloni israeliani che bruciano case, rubano pecore e feriscono le persone, al Comitato diritti umani della Camera abbiamo audito le rappresentanti dell'Operazione Colomba che hanno testimoniato come la violenza contro la popolazione palestinese in Cisgiordania sia drammaticamente aumentata e mai così estesa come ora.
"Mai vista tanta violenza in 21 anni di nostra presenza" hanno riferito le volontarie dell'organizzazione pacifica e non violenta la cui presenza a Masafer Yatta ha lo scopo di fare da deterrenza e fornire protezione ai palestinesi accompagnandoli nelle attività quotidiane: dalla scuola al pascolo alla coltivazione degli olivi.
Dal 7 ottobre si è aggiunta un nuova figura: i soldati-coloni, riservisti a cui è stato chiesto di entrare nell'esercito e che indossando la divisa sono legittimati a usare le armi contro i civili palestinesi, anche a scopo privato. È a questa categoria che appartiene il colono che ha minacciato i carabinieri italiani a Ramallah.
Le volontarie di Operazione Colomba hanno riferito come in Cisgiordania stiano esponenzialmente aumentando gli avamposti che poi diventano nuovi insediamenti illegali dei coloni usurpando terre, e sottraendo energia elettrica e acqua ai palestinesi. Interi villaggi non esistono più, come Khallet Athabà che è stato totalmente raso al suolo e i cui abitanti sono stati costretti a fuggire. È solo uno dei tanti esempi del piano di pulizia etnica che il governo Netanyahu sta attuando in Cisgiordania e davanti al quale l'intera comunità internazionale tace colpevolmente". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

26/01/2026 - 19:22

"La violenza e l'umiliazione imposta oggi da un colono israeliano ai nostri carabinieri a Ramallah, in Cisgiordania, è inaccettabile. Quello che è accaduto ai due uomini dell'Arma è stato possibile perché i coloni godono di una totale impunità, le loro azioni criminali sono protette e spalleggiate dall'esercito israeliano e le loro mani armate dai ministri del governo Netanyahu. Ed è altrettanto inaccettabile che questo, e molto peggio di questo, accada ai palestinesi ogni giorno. Un regime del terrore imposto dal governo israeliano che rende la vita dei palestinesi un vero calvario, con confische arbitrarie di terre, demolizioni di case e violenza diffusa anche contro ragazzi minorenni.
Il nostro governo che oggi giustamente si indigna per l'attacco ai due carabinieri, si renda conto una volta per tutte che questa è la "normalità" in Cisgiordania per chiunque non sia gradito ai coloni.
Non sono gruppi di scalmanati fuori controllo: i coloni sono parte integrante del governo di Tel Aviv, rappresentati dai ministri Ben Gvir e Smotrich. La loro violenza non cesserà finché non si porrà fine all'occupazione illegale della Cisgiordania e al governo di Netanyahu imponendo sanzioni e interrompendo i rapporti commerciali". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

20/01/2026 - 11:40

"Il ricatto di Trump a colpi di dazi per ottenere la proprietà della Groenlandia, è inaccettabile e non può essere assecondato perché costituirebbe un precedente pericolosissimo, oltre a rappresentare una minaccia alla sovranità della Groenlandia e della Danimarca. Se passasse la linea di Trump, vorrebbe dire che qualunque altra potenza economica e militare che volesse annettere territori altrui, avrebbe via libera. A partire dalla Russia con l'Ucraina, dalla Cina con Taiwan o da Israele con Gaza e la Cisgiordania.
La patetica lettera inviata al premier norvegese a proposito del Nobel per la pace, materia su cui per altro Jonas Gahr Støre non ha alcuna competenza, non è che la manifestazione di un ego smisurato, in preda al delirio di onnipotenza. Ma è anche un alibi che Trump sta usando per sentirsi legittimato nel suo piano scellerato di annessione della Groenlandia e di controllo del Venezuela.
Davanti a questo scenario, le destre italiane sono totalmente succubi al volere del presidente Usa e mettono in pericolo il popolo italiano, la tenuta dell'Ue e perfino della Nato. Altro che patriottismo e atlantismo: questo è puro servilismo.
Trump va contrastato e le sue spregiudicate e illegittime pretese arginate il più possibile senza cedere a ricatto, prepotenza e arbitrio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

30/12/2025 - 11:09

"Il 2025 è stato senza dubbio un anno di lotte. Il piano della pace, dei diritti umani, della tutela del diritto internazionale e degli organismi sovranazionali è stato sicuramente il più impegnativo. Abbiamo visto minare alle sue fondamenta quel sistema di regole che ci siamo dati, volontariamente, dopo la Seconda Guerra Mondiale e che è stato un faro nella gestione delle tensioni e nella difesa dei diritti umani nel mondo. I tentativi di delegittimare la Corte penale internazionale e le sanzioni imposte ai suoi giudici, ne sono un esempio lampante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un'intervista a L'Unità.
"Il genocidio a Gaza, come la continua annessione di fatto dei territori occupati della Cisgiordania da parte di Israele, e la sostanziale complicità a tutto questo orrore di gran parte dei governi segnano un passaggio drammatico che non deve trasformarsi in un punto di non ritorno. Per questo le piazze di tutto il mondo, anche italiane, si sono riempite di milioni di persone che hanno protestato contro le azioni criminali del governo israeliano e contro l’inerzia dei nostri governi - sottolinea Boldrini -. Come Comitato diritti umani della Camera, abbiamo ascoltato testimonianze di associazioni e ong che si occupano dei diritti del popolo palestinese. Organizzazioni sia palestinesi sia israeliane, insieme a ong italiane che operano in quei territori da ben prima del 7 ottobre 2023.
Ma abbiamo portato alla Camera anche le testimonianze sulle violazioni dei diritti umani in Iran, ascoltando la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, in Afghanistan, Egitto, Tunisia, Sudan e altri paesi.
Il prossimo anno l’impegno in solidarietà al popolo palestinese e per la sua autodeterminazione non cesserà". "Continueremo a batterci contro le violazioni dei diritti umani in ogni luogo dove questo accade - garantisce la deputata dem -. E per la pace, a partire dall’Ucraina dove le trattative, nonostante gli annunci del presidente americano, sembrano ancora arrancare, mentre l’Ue si accontenta di un ruolo marginale lasciando tutto nelle mani di Trump e Putin. Non staremo a guardare mentre il mondo alza vertiginosamente la spesa per il riarmo a scapito di sanità, scuola pubblica, welfare, pensando che la deterrenza la faccia la forza, come dice Meloni, e non la diplomazia, il dialogo, la mediazione com’è stato, almeno in Europa, per 70 anni".
"E continueremo a batterci per il salario minimo, la difesa dei posti di lavoro e una sanità pubblica che sia in grado davvero di rispondere alle esigenze di cura di chi ha bisogno perché la salute è un diritto, non un privilegio - conclude -. Insomma, nel 2026 il Pd sarà ancora in prima linea su tutti questi temi, in parlamento, nelle piazze e sui territori".

22/12/2025 - 11:32

"Il governo israeliano ha approvato altre 19 colonie in Cisgiordania. Colonie che, per il diritto internazionale, rimangono illegali, come ha stabilito la Corte internazionale di giustizia. Israele è in mano ai ministri estremisti che portano avanti il processo di annessione della Cisgiordania sia tramite l'esercito, sia tramite l'azione violenta dei coloni che godono di una totale impunità. Un regime del terrore messo in atto dal governo Netanyahu che opprime i palestinesi che vivono da sempre in Cisgiordania a cui vengono sottratte con la forza le case, le terre, le greggi e ogni bene. Gli obiettivi sono chiari: costringere i palestinesi ad andarsene, appropriarsi delle loro terre e impedire la nascita dello Stato di Palestina.Tutto questo accade nel silenzio assoluto della comunità internazionale, complice dei crimini commessi dal governo Netanyahu non solo in Cisgiordania, ma anche a Gaza. L'avvio del piano Trump, cosiddetto di pace, ha fatto sì che si spegnesse l'attenzione del mondo sulla Striscia. Ma a Gaza i palestinesi continuano a morire uccisi dall'Idf, dalla fame e dagli stenti. Gli aiuti rimangono fuori dai valichi per volere delle autorità israeliane che non ne consentono l’accesso, mentre le persone tentano disperatamente di sopravvivere in tende distrutte che non reggono la pioggia e non proteggono dal freddo.La pace a Gaza non c'è e in Cisgiordania regna la violenza. Ma il mondo si gira dall’altra parte rivelando tutta l'ipocrisia di chi dice "due popoli e due stati", ma non fa nulla perché questo accada". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

14/12/2025 - 14:53

Così  l’on. Laura Boldrini, intervenendo all’Assemblea  del Pd:

A tre anni dall'elezione di Elly Schlein a segretaria del Pd, voluta da chi ci chiese un cambiamento profondo, possiamo dire che quel cambiamento è in atto.
Lo abbiamo visto con le elezioni regionali e amministrative in cui abbiamo vinto con coalizioni ampie , grazie alla linea testardamente unitaria della segretaria.
E Lo abbiamo visto con le politiche sul lavoro e il salario minimo, anche in questo caso portate avanti con gli alleati dell'opposizione.” Così la deputata Dem Laura Boldrini nel corso del suo intervento oggi all’assemblea del Pd.
“ E lo abbiamo visto in politica estera - ha proseguito Boldrini - perché  senza un cambio di linea politica non sarebbero state possibili le iniziative che abbiamo organizzato, dalla manifestazione per Gaza a Roma il giugno scorso con le altre opposizioni, alle due missioni al valico di Rafah e quella all’Aja alla Corte penale internazionale che abbiamo fatto insieme a colleghe e colleghi del Pd e di altri partiti dell'opposizione. Così come non sarebbe stata possibile la presenza sulla Flotilla di Arturo Scotto, Annalisa Corrado e Paolo Romano.
Tutto questo - continua Boldrini - ci ha permesso di essere parte di quel grande movimento che ha riempito le piazze di ragazze e ragazzi per settimane. Siamo stati insieme alla "Generazione Gaza" in molte di quelle piazze e non per "sterile attivismo", come sostiene qualcuno anche qui dentro. Ma perché abbiamo scelto di stare dalla parte del diritto internazionale e della pace, dell'autodeterminazione di un popolo e contro il genocidio.
Nonostante il piano Trump e la tregua, a Gaza centinaia di persone continuano ad essere uccise e a vivere in condizioni disumane, da giorni sotto una pioggia incessante che distrugge ogni riparo: migliaia di tende sono disponibili e anche centinaia di container ma Netanyahu non li fa entrare, tiene i valichi chiusi, un altro volto del genocidio. Vorrei lasciare a questa Assemblea quanto riscontrato dalla nostra recente missione in Cisgiordania dove siamo stati  insieme a Mauro Berruto, Valentina Ghio, Sara Ferrari, Ouidad Bakkali e Andrea Orlando. Abbiamo trovato una situazione senza precedenti: la Palestina è strangolata da un regime del terrore messo in atto dal governo Netanyahu che mira a scacciare i palestinesi per appropriarsi delle proprie terre. Una pulizia etnica che purtroppo viene ignorata da gran parte  del mondo e dei media. Continuiamo  ad occuparcene, a mettere Gaza e la Cisgiordania al centro della nostra azione politica, a richiedere giustizia per le vittime, facciamolo sia in Parlamento che fuori, coerentemente a quanto fatto finora. Questa è una battaglia campale, una battaglia di civiltà di cui noi dobbiamo essere portabandiera.
La linea che abbiamo tenuto finora è quella giusta, va mantenuta e rinsaldata.

 

05/12/2025 - 12:01

"La legittima, e doverosa, condanna del regime del terrore e dei crimini di guerra e contro l'umanità commessi dal governo israeliano a Gaza e in Cisgiordania non può in alcun modo essere confusa con l'antisemitismo. L'odio contro gli ebrei è un male che va combattuto senza tentennamenti e ovunque si manifesti, ma confonderlo con la critica e la condanna alle politiche di Netanyahu e dei suoi ministri, per altro sotto indagine da parte della Corte penale internazionale e della Corte internazionale di giustizia, sarebbe un grave errore. Un errore che rischierebbe anche di minare la difesa del diritto internazionale, dei diritti umani e l'autorevolezza degli organismi multilaterali.
Per questo non sono favorevole a leggi che rischiano di equiparare antisemitismo a critica aspra al governo Netanyahu. Bene ha fatto il Pd a chiarire che al Senato si è trattato di un'iniziativa di singoli senatori e che non è questa la linea del partito". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/12/2025 - 15:30

"Insieme alle colleghe Bakkali, Ferrari e Ghio e ai colleghi Berruto e Orlando, durante la nostra missione in Cisgiordania abbiamo incontrato il figlio di Marwan Barghouti, Arab, che ci ha affidato un appello chiaro e inequivocabile rivolto al popolo italiano: fate pressione per la liberazione di Marwan, il più popolare leader politico palestinese. Fate pressione perché siano i palestinesi i protagonisti della loro storia e non soluzioni imposte dall'esterno.
In queste ore sta crescendo a livello internazionale l'appello per la liberazione di Marwan Barghouti, il Mandela palestinese, detenuto da 24 anni nelle carceri israeliane dopo un processo che i maggiori esperti di diritto definiscono "viziato". Hanno aderito artisti del calibro di Sting, Annie Lennox e Brian Eno, scrittrici come Margaret Atwood, attori come Ian McKellen.
Marwan Barghouti è l'unico in grado di unificare le diverse anime della Palestina in una prospettiva di pace e lo ha già dimostrato. Ha sempre creduto nella soluzione a due stati e nella possibile convivenza pacifica tra Israele e Palestina.
Bisogna scegliere, ha detto Arab, da che parte stare: dalla parte di Ben-Gvir e dei coloni o dalla parte di Marwan Barghouti. Noi non abbiamo dubbi: stiamo dalla parte di Barghouti e sosteniamo la campagna "Free Barghouti, free Palestine". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

Pagine