16/10/2024 - 18:19
"Il 7 ottobre è stato un trauma per il popolo israeliano. Anche la nostra organizzazione ha subito perdite e alcuni di noi hanno perso amici e parenti. Ma il governo ha manipolato questo trauma per perseguire la sua agenda ideologica". Con queste parole è cominciata l'audizione al Comitato diritti umani della Camera, da me presieduto, di Sarit Michaeli, rappresentante di B'Tselem la più grande ONG israeliana che si occupa delle violazioni dei diritti umani nei territori occupati. 
La liberazione degli ostaggi e il cessate il fuoco sono, secondo Michaeli, urgenti e il presupposto di base per potere pensare ad un piano per il futuro.
La responsabile di B’Tselem ha raccontato di quanto terribile sia stato quest'anno, con la guerra che Netanyahu ha intrapreso contro tutto il popolo palestinese attuando una vera e propria vendetta con crimini di guerra, attacchi indiscriminati e blocco degli aiuti umanitari. La rappresentante della ONG israeliana ha spiegato come l'obiettivo del governo sia rendere inabitabile il nord di Gaza per permettere all'estrema destra di insediare nuove colonie dopo aver cacciato i palestinesi, il "piano generale" come viene chiamato. Al contempo - ha sottolineato - in Cisgiordania ogni giorno i coloni e l'esercito cacciano le persone dalle loro case e attaccano gli agricoltori che in questa stagione tentano di raccogliere le olive, unica fonte di reddito rimasta.
Un governo che non si farà fermare dalle esortazioni e dagli appelli, ha sottolineato, ed è per questo che la comunità internazionale, che finora ha avuto un atteggiamento attendista, deve fare pressioni e azioni concrete. Netanyahu non ascolta neanche la propria opinione pubblica che chiede un negoziato per liberare gli ostaggi in cambio di prigionieri palestinesi. Un recente report, pubblicato proprio da B'Tselem, ricostruisce un quadro agghiacciante della condizione delle persone palestinesi detenute nelle carceri israeliane. "Il governo ha trasformato il sistema penitenziario in veri e propri campi di tortura" ha detto Michaeli. 
Ma Netanuahy non vuole negoziati e non vuole il cessate il fuoco: vuole prolungare la guerra il più possibile e finché potrà lo farà. Questa per B'Tselem è una certezza. Per questo Michaeli ha rivolto un appello accorato: servono pressioni esterne sul governo e proprio gli stati amici come l'Italia hanno il dovere di fermare Netanyahu. E di farlo subito. L'inverno è alle porte e a Gaza le persone sono senza case, senza ripari, senza medicine: sarà un'ecatombe". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

11/10/2024 - 17:11

"Le dure reazioni internazionali, inclusa quella del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, all'attacco dell'esercito israeliano al contingente Unifil delle Nazioni Unite, sono giuste e condivisibili  ma, come prevedibile, non sortiscono alcun effetto. Oggi registriamo ulteriori, preoccupanti, aggressioni contro i Caschi Blu con altri due feriti di cui uno grave. Come ha detto ieri Romano Prodi, attaccare l'Onu equivale ad attaccare il mondo intero: una mossa inammissibile e intollerabile.
Ha ragione Crosetto a parlare di crimini di guerra. E' così. Ed è quello che denunciamo da un anno. E' un crimine di guerra attaccare un contingente di peacekeeping come è Unifil, voluto a suo tempo anche da Israele, e sono crimini di guerra i bombardamenti indiscriminati compiuti su Gaza mietendo oltre 42 mila vittime tra cui 17mila bambine e bambini, molti dei quali neonati. E' un crimine di guerra uccidere 170 giornalisti. E' un crimine di guerra sparare e uccidere 226 operatrici e operatori umanitari dell'Onu, come altri appartenenti ad ONG internazionali. E' un crimine di guerra bombardare scuole, ospedali, ambulanze. E' un crimine di guerra affamare un'intera popolazione impedendo l'ingresso di sufficienti aiuti umanitari dentro la Striscia di Gaza. Ed è illegale occupare, assaltando case e uccidendo le persone, intere porzioni della Cisgiordania che le risoluzioni Onu attribuiscono alla Palestina. Tutti questi fatti, che violano il diritto internazionale e il diritto umanitario internazionale vanno condannati allo stesso modo.
Netanyahu e il suo governo di ultradestra commettono reati gravissimi sostanzialmente indisturbati e, anzi, ricevendo forniture di armi dai paesi alleati con le quali colpiscono civili inermi.
Giusta la condanna di Crosetto, ma il momento delle parole è finito da tempo. Bisogna passare ai fatti: basta armi a Israele, sanzioni a Netanyahu e ai suoi ministri e sospensione dell'accordo di Associazione tra Ue e Israele. Lo chiediamo nell’appello rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen #StopCrimesInPalestine su change.org firmato da decine di migliaia di persone che non tollerano più questa situazione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

07/10/2024 - 10:15

"Un anno dopo il feroce attacco terroristico compiuto da Hamas contro cittadine e cittadini israeliani innocenti che sconvolse il mondo intero e non solo Israele, il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime di quel giorno e agli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. Niente può giustificare l'uccisione di donne, bambini, persone inermi, né le violenze e le torture inflitte dai miliziani. Le immagini delle ragazze sanguinanti trascinate sui pick-up, dei feriti e dei corpi senza vita rimarranno per sempre impressi nella nostra mente. Il 7 ottobre scorso tutti abbiamo affermato il diritto di Israele a difendersi. Quello che è seguito a quella mattina ha presto acquisito però il senso della vendetta e non della difesa con conseguenze diventate devastanti per l’intero Medio Oriente. La reazione indiscriminata del governo israeliano ai danni della popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania e l’allargamento delle azioni militari al Libano e a territori di altri paesi hanno totalmente destabilizzato l’intera regione con rischi enormi dalla portata non prevedibile. Oggi più che mai, nell’anniversario della strage commessa da Hamas, bisogna ribadire la necessità di far tacere le armi, giungere ad un cessate il fuoco, liberare gli ostaggi e mettere in atto un piano che conduca all’autodeterminazione del popolo palestinese. Solo così si potranno ottenere quelle necessarie condizioni di sicurezza per consentire a israeliani e palestinesi di vivere in una prospettiva di pace". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

27/09/2024 - 19:03

"Non si può permettere a nessuno di parlare dell'Onu come ha fatto Benjamin Netanyahu che, oggi davanti all'assemblea generale, l'ha definita "una palude antisemita".
L'Onu, non è una entità perfetta, ma è la più grande istituzione di pace al mondo, una garanzia per tutti gli Stati, anche per Israele il cui futuro, in questo momento, è messo a rischio proprio dalle politiche di Netanyahu e del suo governo di ultradestra.
Netanyahu attacca l'Onu perché non intende sottostare al diritto internazionale e al diritto umanitario internazionale come tutti i Paesi sono tenuti a fare. I crimini di cui si è macchiato e continua a macchiarsi, gli oltre 42mila morti a Gaza e l'occupazione illegale in Cisgiordania in primis, non solo non sono funzionali al raggiungimento del presunto obiettivo di liberare gli ostaggi nelle mani di Hamas ormai da un anno, ma hanno l'unico esito di continuare a generare un odio che rischia di contaminare irrimediabilmente le nuove generazioni. Netanyahu è disposto a questo e a molto altro pur di mantenere saldo il suo potere. Se finisce la guerra, finisce il governo Netanyahu e questo non può permetterlo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/09/2024 - 16:40

"Il ministro degli Esteri Tajani venga a riferire in aula su quello che sta accadendo in Libano. Abbiamo denunciato più volte il fatto che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, pur di conservare il suo personale potere, è disposto ad una guerra senza fine e, ormai, senza confini. Non gli sono bastati gli oltre 42 mila persone uccise a Gaza, in maggioranza donne e bambini. E non gli sono bastate neanche le incursioni violente dell’esercito e dei coloni contro i palestinesi della Cisgiordania. Né l’atto gravissimo di inviare i militari a Ramallah per sospendere le trasmissioni di Al Jazeera. Ha fatto di tutto, Netanyahu, per incendiare l'intero Medioriente". Lo ha dichiarato oggi nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ha violato la sovranità territoriale di un altro Paese, l’Iran, per uccidere il capo di Hamas, impegnato nelle trattative per il cessate il fuoco. E se uccidi il negoziatore, uccidi il negoziato. Ed è esattamente così che è andata. Ma già a fine dicembre era intervenuto in Iran per uccidere il generale Razi Moussavi e più recentemente in Libano per uccidere quello che era ritenuto il braccio destro di Hassan Nasrallah, Fuad Shukr - ha ricostruito Boldrini -. Infine Netanyahu ha organizzato l’esplosione simultanea di cercapersone e walkie-tolkie, in Libano e in Siria, che hanno ucciso, ferito e reso cieche migliaia di persone. Un atto che non esito a definire terroristico".
"Bisogna essere chiari: o la sovranità territoriale è un principio da tutelare sempre, o non è un principio. Se vale, come vale, per l'Ucraina, deve valere anche per il Libano, per l'Iran, per la Siria e per la Palestina - ha sottolineato -. In Libano, per altro, ci sono oltre mille soldati italiani con la missione Unifil. Che aspetta il governo a venire con urgenza alle Camere a rendere conto al Parlamento di quel che ha intenzione di fare, se ha intenzione di fare qualcosa, per fermare questa drammatica escalation?".
"Il governo finora non ha dato alcun segnale e si è anche astenuto sulle Risoluzioni dell’Assemblea Generale dell’Onu per non disturbare l’amico Netanyahu. Servono  invece atti concreti di pressione: basta con la vendita delle armi ad Israele, sanzioni contro Netanyahu e i Ministri del suo governo e sospensione dell’accordo di associazione con l’Unione Europea - ha concluso Boldrini -. Ma non stupisce che la premier Meloni non dica una sola parola su quello che accade in Medioriente. Il suo unico obiettivo è bloccare i migranti, a qualsiasi costo. Questa è l’unica lente con la quale guarda il mondo, non ne ha altre. Una lente che causa forte miopia e che conduce il Paese sulla strada della più totale irrilevanza sul piano internazionale".

19/09/2024 - 19:47

"Al perverso disegno Netanyahu di alzare sempre più la tensione per mantenere il potere non era sufficiente lo sterminio della popolazione di Gaza e la distruzione della Striscia, non bastava la violenta politica di annessione della Cisgiordania con i coloni armati che cacciano i palestinesi dalle loro case, li uccidono e ne occupano le terre. Adesso decide di allargare il fronte di guerra al Libano con tecniche che in tanti, in queste ore, assimilano al terrorismo e colpendo, anche in questo caso, decine e decine di civili inermi travolti dalle esplosioni di cercapersone e walkie talkie. Non contento, mentre il leader di Hezbollah, Nasrallah, parla in TV, l'IDF sferra un violento attacco aereo nell'area sud del Libano.
Davanti a tutto questo la comunità internazionale continua a tacere permettendo al premier israeliano non solo di continuare a perpetrare evidenti crimini di guerra, ma anche di provocare una guerra in tutta la regione che avrebbe effetti ancora più catastrofici di quelli a cui abbiamo assistito finora. E li avrebbe non solo per le popolazioni civili del Libano, dell'Iran, di Gaza e Cisgiordania ma anche per le israeliane e gli israeliani.
L'astensione dell'Italia all'assemblea generale dell'Onu di ieri in cui è stata approvata una risoluzione che chiede a Israele di ritirarsi entro un anno dalle colonie nei territori palestinesi occupati, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est è l'ennesima scelta vigliacca e basata su motivazioni inesistenti. La risoluzione non fa che affermare quanto stabilito dalla Corte Internazionale di giustizia: l'occupazione dei territori in Cisgiordania e a Gerusalemme Est è illegale e deve cessare prima possibile. E' la condizione di base perché si possa aprire un qualsiasi negoziato che rispetti il diritto internazionale. Negare questo e astenersi significa rendersi complici dei crimini di Netanyahu e del suo governo di ultradestra il cui obiettivo è annientare il popolo palestinese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

12/09/2024 - 19:50

"Il doppio standard ci seppellirà. L'Europa non ha perso tempo, giustamente, ad emettere sanzioni contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina. Questo, però, non è successo per quello che da undici mesi accade a Gaza e anche in Cisgiordania. E' una grave perdita di credibilità agli occhi del mondo intero. Come facciamo a chiedere il rispetto dei diritti umani ad altri paesi quando noi per primi usiamo due pesi e due misure a seconda di quale sia lo Stato interessato?
Non bastano più le esortazioni e gli appelli, non funzionano. Bisogna sanzionare Israele e porre fine all'invio di armi, come hanno già fatto il Canada e il Regno unito. Bisogna sospendere il Trattato di associazione Unione Europa - Israele che si basa proprio sul rispetto dei diritti umani. Non ci possono essere dubbi sulle violazioni in corso: affamare le persone è un crimine, bombardare gli ospedali e le scuole è un crimine, tagliare l'acqua alla popolazione civile è un crimine, uccidere i giornalisti e gli operatori umanitari è un crimine. Ha ragione Tajani a chiedere al Venezuela di garantire il diritto all'informazione per i giornalisti locali e internazionali. Ma se questo vale per il Venezuela, vale anche per Gaza dove, in undici mesi, sono stati uccisi 170 giornalisti palestinesi e ai media internazionali è vietato entrare.
Stiamo perdendo autorevolezza e dignità come Unione Europea e come Italia. Chi non si assume le proprie responsabilità di far rispettare le regole comuni che ci siamo dati è colpevole verso le vittime e verso il diritto internazionale. Così si torna al tempo della legge della giungla".
Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e componente dell'Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina alla conferenza stampa che si è tenuta oggi alla Camera dei Deputati organizzata da Aoi, Arci, Assopace Palestina e Amnesty a cui hanno partecipato anche Raji Sourani, direttore e fondatore del Palestinian Center for Human Rights di Gaza, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati e Triestino Mariniello rappresentante legale delle vittime di Gaza alla Corte penale internazionale.

29/08/2024 - 15:45

"Il governo italiano appoggi la richiesta di Josep Borrell di attuare sanzioni contro alcuni ministri del governo israeliano che hanno incitato all’odio contro la popolazione palestinese. Anzi, sia più coraggioso e proponga sanzioni economiche all'intero governo. Le parole del ministro Tajani che, invece, nega questa possibilità, espongono il governo Meloni alla complicità con quello che sta accedendo in Cisgiordania. In totale spregio del diritto internazionale si sta consumando un vero e proprio tentativo di annessione violenta e sanguinosa dei Territori palestinesi occupati per opera dell'esercito israeliano e dei coloni spinti e protetti dal governo di Netanyahu, specialmente da alcuni ministri che da anni fomentano l'odio contro i palestinesi negandone perfino l'esistenza.
Solo negli ultimi giorni abbiamo visto Itmar Ben Gvir marciare verso la moschea di Al-Aqsa, luogo simbolo per i musulmani non solo palestinesi, sostenendo che andrebbe abbattuta per costruire una sinagoga. Una provocazione che rischia di incendiare un'area sacra per le tre religioni monoteiste e da sempre al centro di aspre contese. Ma sappiamo anche che Ben Gvir, insieme al suo collega il ministro Smotrich, ha distribuito armi ai coloni della Cisgiordania, ha teorizzato il ritorno delle colonie a Gaza e, non ultimo, in passato è stato condannato per sostegno a un'organizzazione terroristica ebraica.
Perfino il capo dello Shin Bet, il servizio segreto interno, Ronen Bar ha parlato di "terrorismo ebraico". Nonostante questo, Ben Gvir resta saldamente al suo posto di ministro perché così fa comodo a Benjamin Netanyahu. Questo non può essere ignorato né favorito dall'inerzia della comunità internazionale, Ue e Italia in primis: bisogna cambiare strategia e agire subito per imporre al governo israeliano di fermarsi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

31/07/2024 - 13:02

"Quello che da più parti e da diverso tempo si era paventato è successo: il conflitto in Medio Oriente si è ormai allargato. Stupisce chi parla ancora di "evitare l'escalation" perché è già in atto. Lo dimostra la strage di bambini drusi nel Golan, l'attacco di Israele a sud di Beirut nel tentativo di colpire il vice capo di Hezbollah, non è chiaro se riuscito o no, il missile lanciato da Israele a Teheran per uccidere Haniyeh, capo politico di Hamas.
Siamo davanti a gravi violazioni della sovranità di altri stati e, di conseguenza, del diritto internazionale che provocheranno delle reazioni mettendo a rischio non solo le popolazioni civili dei paesi coinvolti, cosa che sarebbe già grave, ma anche la stabilità di tutta l'area e oltre.
Le organizzazioni terroristiche non si combattono bombardando paesi stranieri e luoghi in cui, presumibilmente, si nascondono. I terroristi si catturano e si processano, secondo le regole dello stato di diritto e del diritto internazionale.
Rispettare la legalità internazionale è anche una necessità che abbiamo ribadito ieri, come Intergruppo parlamentare per la pace tra Israele e Palestina, con una lettera inviata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in cui le chiediamo di allineare l'Italia alle posizioni della Corte internazionale di giustizia, a partire dall'occupazione illegale che Israele sta portando avanti nei territori della Cisgiordania. Un'occupazione che viola perfino le leggi dello stesso Stato di Israele, ma che sta subendo un'accelerazione a scapito di migliaia di palestinesi cacciati delle loro case, arbitrariamente arrestati, picchiati e perfino uccisi.
Preoccupa molto quello che sta accadendo in Medio Oriente, da Gaza al Libano passando per l'Iran e che sta assumendo sempre di più i connotati di un conflitto regionale: uno scenario che la comunità internazionale deve, in ogni modo, evitare". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

25/07/2024 - 08:41

"Tra poche ore la presidente Meloni accoglierà a Palazzo Chigi il presidente israeliano Isaac Herzog, a poche ore dall'arrivo di Netanyahu negli Usa.
Ad accogliere il premier, a Washington, una grande protesta: l'occupazione pacifica del Campidoglio da parte della comunità ebraica statunitense che chiede la fine della vendita di armi a Israele, le annunciate assenze eccellenti in Parlamento da Kamala Harris a Nancy Pelosi insieme a circa 100 parlamentari democratici, decine di migliaia di persone all'esterno che manifestavano contro la sua presenza.

Manifestanti contro cui il premier israeliano ha usato parole offensive definendoli "stupidi", "utili idioti dell’Iran", e invitandole a vergognarsi.

Il mondo è indignato per quello che il governo israeliano sta facendo a Gaza e in Cisgiordania, per lo sterminio del popolo palestinese, l'avanzamento delle colonie illegali, l'uso della fame e della sete come armi di guerra.

Il mondo, tranne quei parlamentari repubblicani della principale potenza democratica che hanno tributato al premier israeliano perfino una standing ovation dimenticando i gravissimi crimini di guerra di cui si sta macchiando.

La Corte internazionale di giustizia ha chiaramente parlato di rischio di genocidio e condannato le politiche di annessione di territori palestinesi portate avanti da Netanyahu e dai suoi ministri di ultra destra.

Un'indignazione che non può più essere ignorata né da Netanyahu né dai leader dei paesi in cui le proteste animano le piazze, anche quelle delle comunità ebraiche come abbiamo visto a Washington, a Londra e in diversi altri paesi.

Non la può ignorare Israele e non la può ignorare neanche l'Italia dove la presidente Meloni sta per stringere la mano a Herzogh. E' l'occasione perfetta per dire chiaramente che l'Italia condanna la punizione collettiva imposta ai palestinesi di Gaza e l'esproprio illegale di case e terre che in Cisgiordania sta crescendo di giorno in giorno, con il chiaro obbiettivo di annettere l’intera Palestina.
Lo faccia, presidente Meloni, tenga fede a quanto stabilito dalla Corte dell'Aja: chieda formalmente a Herzogh di porre fine al massacro e di restituire ai palestinesi la terra che è stata loro illegalmente sottratta". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

19/07/2024 - 22:39

"La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che le colonie israeliane in Cisgiordania sono illegali e che l'occupazione a Gaza non è mai davvero finita nonostante i coloni siano stati ritirati.

Una sentenza che non ha precedenti: nessun tribunale internazionale aveva mai dichiarato illegale l'occupazione degli israeliani nei territori della Cisgiordania e di Gerusalemme Est.

È quello che tante organizzazioni internazionali, ONG e associazioni di difesa dei diritti umani denunciano da tempo.

E c'è di più: la Corte riconosce anche che le pratiche e le politiche che Israele porta avanti nei territori occupati non solo sono discriminatorie verso i palestinesi, ma violano l'art 3 della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale che vieta la segregazione e l'apartheid.

Ne consegue che Israele deve porre fine all'occupazione e alle violenze perpetrate nei territori e che l'Onu e gli Stati membri devono adoperarsi perché ciò avvenga prima possibile.

Anche il governo italiano è tenuto a fare la sua parte e non può più continuare a coprire gli abusi del governo Netanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/07/2024 - 17:39

Ieri c’è stato un assalto da parte di un gruppo di coloni di un villaggio palestinese nella West Bank nell’area di Massafer Yatta dove è in corso un progetto della cooperazione Italiana “operazione Colomba”. Un attivista italiano di Mediterranea Saving Humans è stato aggredito. Gli hanno tolto e distrutto il cellulare con cui stava documentando le azioni dei coloni, i coloni hanno tentato di colpirlo con una zappa alla testa. Per fortuna il nostro connazionale ha riportato solo ferite lievi allo zigomo ed è stato preso in carico dal nostro Consolato. La sua identità non è stata resa nota per ragioni di sicurezza ma ci troviamo davanti a uno dei tanti episodi di violenza nei confronti della popolazione civile e della cooperazione da parte di coloni fuori dalla legalità internazionale. Occorre che venga garantita la possibilità di svolgere alle ong l’attività preziosa di cooperazione che in tanti territori difficili, a partire dalla Cisgiordania, la rende decisiva per alleviare le sofferenze della popolazione civile. Il Governo italiano mandi un segnale di sostegno ai nostri giovani cooperanti e chieda conto al Governo Netanyahu di questi atti gravissimi.

24/06/2024 - 15:26

"Il governo Meloni continua a ripetere di essere a favore della soluzione "due popoli e due stati" in Medio Oriente: lo ha fatto di nuovo il ministro degli Esteri Tajani nell'ultima seduta congiunta delle Commissioni di Camera e Senato.
Ma se non vogliamo che resti una vuota dichiarazione di intenti bisogna riconoscere che al popolo palestinese è stato impedito per decenni di esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione, sancito dalla risoluzione dell'Onu del 1947 che prevedeva già la nascita dello Stato di Palestina e che questa è una grave violazione del diritto internazionale" lo ha dichiarato oggi in discussione generale, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. "E bisogna anche prendere atto che in Cisgiordania non c'è più alcuna continuità territoriale. Se al momento degli accordi di Oslo del 1993, infatti, c'erano circa 136mila coloni, oggi ce ne sono oltre 700mila insediatisi illegalmente nelle case e nelle terre dei palestinesi nell’indifferenza o col tacito consenso della comunità internazionale. Non c'è alternativa: per ripristinare la continuità territoriale senza cui non può esserci uno Stato, i coloni devono ritirarsi - ha sottolineato Boldrini -. Ma soprattutto non ci possono essere due popoli e due stati senza il riconoscimento dello Stato di Palestina su cui anche il mio partito ritiene importante presentare una mozione. Questa volontà, nel governo Meloni, non c'è: lo dimostrano i fatti. Lo dimostra l'astensione all'Assemblea generale dell'Onu quando si chiede di riconoscere la Palestina come membro effettivo, lo dimostra la non attuazione della mozione approvata già nel 2015 dal Parlamento, lo dimostra che lo hanno già fatto 146 paesi nel mondo ma non l'Italia".
"Meloni e Tajani fanno come don Abbondio: scappano e non si assumono le loro responsabilità. Continuare a ripetere "due popoli e due stati" senza fare nulla di concreto è un'enorme presa in giro, vuol dire solo alimentare un equivoco. E vuol dire non fare nulla per la pace - ha evidenziato ancora la deputata dem -. Se fosse già esistito lo Stato di Palestina forse non ci sarebbe stato neanche l’attacco terroristico del 7 ottobre da parte di Hamas e la carneficina a Gaza con oltre 37mila morti in gran parte donne e bambini".

09/05/2024 - 18:23

Dem presentano interrogazione a Tajani

“Per quale motivo l'Italia continua a bloccare il ripristino delle risorse previste per Unrwa, soggetto fondamentale nella fornitura dei servizi essenziali alla popolazione palestinese, non solo a Gaza e in Cisgiordania, ma anche nei Paesi che ospitano consistenti comunità di profughi, quali Siria, Giordania e Libano? E perché
la Striscia di Gaza non è più inclusa nella lista dei luoghi destinatari di progetti dell'Agenzia italiana di Cooperazione allo sviluppo, implementati dalle Ong italiane?”
Sono le richieste rivolte al governo in un'interrogazione parlamentare promossa dalla deputata del Pd Laura Boldrini e sottoscritta dai colleghi dem Amendola, Porta, Provenzano e Quartapelle.

“Il rapporto della Commissione indipendente incaricata dall'Onu di rivedere i meccanismi e le procedure interne all'Unrwa ha rilevato che l'Agenzia dispone di ampi strumenti per garantire l'imparzialità nel suo lavoro e per fornire regolarmente a Israele elenchi dei propri dipendenti. E soprattutto, vengono escluse le accuse di complicità dell'Agenzia con Hamas portate avanti dalle autorità israeliane. La Commissione europea ha ripristinato quasi subito i suoi fondi all’agenzia e così hanno fatto nei mesi successivi Canada, Svezia, Giappone, Belgio, Germania, Francia, Irlanda e Norvegia mentre addirittura la Spagna ha deciso di incrementare il proprio supporto. Perché, invece, l’Italia si ostina a bloccare il ripristino del suo sostegno all’Unrwa?”

09/05/2024 - 17:38

Chiediamo che l'Italia ripristini i finanziamenti a Unrwa come hanno già fatto la gran parte degli stati donatori e anche la Commissione europea. Il viceministro Cirielli ha sostenuto in Aula di avere "prove dettagliate" del coinvolgimento di Unrwa con l'attentato terroristico del 7 ottobre e solo due giorni fa ha ribadito "mai più commistioni con organizzazioni terroristiche". Quali documenti ha? Perché una commissione indipendente, guidata dall'ex ministra francese Catherine Colonna, ha stabilito che le prove, invece, non esistono. E su quali basi la Striscia di Gaza non è più inclusa nell'elenco dei luoghi destinatari dei progetti dell'Agenzia italiana di Cooperazione allo sviluppo, implementati dalle Ong italiane? Nell'ora più buia per la popolazione palestinese che vive a Gaza, il governo italiano si defila e abbandona più di due milioni di persone della Striscia, ma anche tutti i profughi palestinesi che vivono in Cisgiordania, Libano e Siria per i quali il lavoro di Unrwa è insostituibile e di vitale importanza. E non sarà "Food for Gaza" a salvare la situazione.

 

Così Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

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