06/12/2023 - 17:25

“Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia vantavano grande amicizia con Nethanyau, con la destra israeliana. Ora questo vi impone una responsabilità. Parlare chiaro. Dire con chiarezza che, se si vuole lasciare aperta una prospettiva di pace, il finanziamento dell’espansione degli insediamenti illegali è inaccettabile. Lo sta dicendo parte importante della società israeliana. Così come è inaccettabile la protezione dell’esercito alle provocazioni, alle umiliazioni dei coloni nei confronti dei palestinesi a cui è impedita persino la raccolta delle olive. Dire che non possono restare impuniti i crimini commessi in West Bank. Ieri il segretario di Stato americano, Anthony Blinken, ha annunciato sanzioni contro i coloni che stanno cercando di far esplodere la Cisgiordania. Facciamolo anche noi, come Italia, come Europa. E non perdiamo di vista Gerusalemme, patrimonio dell’umanità e dimora anche della nostra preziosa comunità cristiana, dove è stata sciaguratamente autorizzata dal Governo israeliano per domani una manifestazione di nazionalisti, che potrebbe sfociare in scontri capaci di incendiare non la Palestina, ma l’intera regione. La pace non può restare una mera invocazione o un espediente retorico che copre l’inerzia e l’indifferenza. Il tempo è adesso”.

Lo ha detto il deputato democratico, Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, intervenendo in Aula dopo l’informativa del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sugli aiuti umanitari in Medio Oriente.

06/12/2023 - 17:24

“Stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere per fermare questo trionfo della morte? Aiuti, nave militare, incontri diplomatici… tutto bene. Ma non sono la risposta a questa domanda. Sono appena rientrato da una missione in Israele e Palestina. Abbiamo incontrato il Presidente israeliano e il Primo Ministro palestinese, le forze politiche e sociali che credono nel processo di pace, le famiglie degli ostaggi e i palestinesi che in Cisgiordania subiscono l’occupazione e l’oltraggio dei coloni. A Gaza non c’è solo è una catastrofe umanitaria, non solo una gravissima violazione del diritto internazionale, ma si sta appannando la differenza tra legittima difesa e punizione collettiva che non distingue tra Hamas e popolo palestinese. La risposta alla domanda iniziale è solo: la tregua. Non solo per ragioni umanitarie, ma anche politiche”.

Lo ha detto il deputato democratico, Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, intervenendo in Aula dopo l’informativa del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sugli aiuti umanitari in Medio Oriente.

“Per sradicare il terrore - ha spiegato - serve tornare alla politica. Mettiamo in campo tutte le nostre relazioni per avanzare una proposta credibile di Pace. Lei ha espresso un giudizio liquidatorio della missione Unifil, dicendo che ‘non ha funzionato’. Ma Unifil è una missione di pace, non deve amministrare la guerra. L’Italia, forte della credibilità guadagnata ad esempio in Libano, deve spingere l’Europa, gli Usa che non vogliono l’occupazione di Gaza, a proporre una forza multinazionale di interposizione, con il protagonismo di quei Paesi arabi che possono avere un ruolo cruciale, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Se vogliamo davvero essere onesti, quando diciamo ‘due Popoli, due Stati’, dovremmo ricordarci sempre che uno Stato ancora non c’è. Questo Parlamento - ha concluso - già nel 2015, aveva votato una risoluzione per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Il tempo è arrivato. Non solo per noi, per tutta l’Europa. Anche come spinta per rilanciare un processo di Pace. Serve uno sforzo diplomatico che purtroppo oggi non vediamo. E domani potrebbe essere troppo tardi”.

30/11/2023 - 19:01

"Le notizie dell'attentato a Gerusalemme da parte di Hamas, nel quale sono morti civili israeliani, l'uccisione dei bambini a Jenin e la volontà di Netanyahu di continuare ad armare i civili nei territori occupati della Cisgiordania, destano molta preoccupazione per la tenuta della tregua che auspicabilmente dovrebbe rappresentare la base per un cessate il fuoco più duraturo.
Ed è altrettanto preoccupante l'annuncio di Netanyahu di voler costruire insediamenti a Gaza dove non esistono più dal 2006.
E' proprio la politica degli insediamenti illegali già presenti su vasta scala in Cisgiordania, una delle ragioni principali dell'insicurezza per gli israeliani e per i palestinesi, come denunciano da tempo sia le associazioni umanitarie palestinesi ma anche quelle israeliane che lavorano nei territori occupati. In una tale difficile situazione è estremamente grave perseverare con pervicacia negli errori. L’unico orizzonte per uscire da questo tunnel di violenza è la prospettiva di istituire lo Stato di Palestina: due popoli due Stati.
Ha ragione il premier spagnolo Pedro Sanchez quando dice che riconoscere lo stato di Palestina, come passaggio fondamentale del processo di pace, va nell'interesse anche dell'Unione europea perché significa creare stabilità in Medio Oriente. Bene l'impegno a lavorare verso questa prospettiva durante la presidenza della Spagna del Consiglio Europeo. Anche l'Italia si attivi in questo senso". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

29/11/2023 - 18:57

"Mentre assistiamo sollevati alla liberazione dei primi gruppi di ostaggi, la notizia della morte del piccolo Kfir, del fratellino Ariel e della madre Shiri, non può che addolorarci profondamente e lasciarci sgomenti.
Nessun altro bambino e nessun'altra bambina deve perdere la vita. E' per questa ragione che è necessario proseguire sulla strada della tregua, come auspicato da molti in queste ore, del rilascio di tutte le altre persone ancora nelle mani di Hamas e di altre organizzazioni jihadiste, dell'avvio di una conferenza di pace che punti all'attuazione del progetto di due popoli e due stati. Questo passa dalla fine delle ostilità, da un'indispensabile fine del terrorismo di Hamas e delle sue efferate azioni e dalla liberazione dei territori illegalmente occupati in Cisgiordania dai coloni israeliani". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

22/11/2023 - 20:13

"La pausa umanitaria concordata tra il governo di Israele e Hamas, insieme al rilascio di cinquanta ostaggi, è finalmente una buona notizia, dopo settimane di distruzione, sofferenze e vittime civili.
E' importante, ora, che la pausa venga rispettata da entrambe le parti, che consenta l'ingresso di aiuti consistenti per la popolazione di Gaza e che rappresenti un primo passo verso la fine delle ostilità, il cessate il fuoco e l'inizio di un processo di pace, secondo quanto deliberato dall'Onu già da tempo: fine dell'occupazione israeliana dei territori della Cisgiordania, nascita di uno Stato di Palestina che possa convivere in pace e sicurezza con lo Stato d'Israele.
Non c'è altra via che questa per porre fine a decenni di ingiustizie e di violenze". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

14/11/2023 - 17:48

"Oggi il ministro degli Esteri Tajani ha riferito alle commissioni Esteri di Camera e Senato sul conflitto tra Israele e Hamas. Ho posto due domande al ministro: una che riguarda la effettiva costituzione dello Stato Palestinese rispetto alle occupazioni illegali in Cisgiordania e l’altra a proposito delle intenzioni del governo italiano rispetto alle indagini della Corte penale internazionale sui crimini commessi da Hamas e su quelli commessi dall’esercito israeliano. Il nostro governo intende collaborare con l'Aja come hanno già annunciato altri Paesi? Su entrambe le questioni la risposta è stata vaga ed elusiva. "Due popoli e due stati"? E' un principio che va affermato, dice Tajani, poi vedremo come applicarlo. Il Ministro omette che sono 30 anni che si parla di questa soluzione: qual è la posizione del governo italiano sull'attuazione? Ancora non c'è? E l'indagine dell'Aja? Il Ministro risponde che l'Italia si esprimerà insieme agli altri stati europei e non porrà ostacoli. Ci mancherebbe che li ponesse! Ma collaborare è un'altra cosa. Lo farà?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

09/11/2023 - 17:20

"Mentre Macron a Parigi organizza una conferenza umanitaria per trovare una via d’uscita dalla catastrofe in corso a Gaza, il premier spagnolo Sanchez chiede il cessate il fuoco e propone una conferenza di pace e la vicepremier belga Petra De Sutter si spinge a chiedere sanzioni economiche sui prodotti che arrivano dai territori occupati in Cisgiordania, Giorgia Meloni tace. Siamo costretti ad apprendere le poche notizie da indiscrezioni di stampa, come quelle sulle navi presenti davanti a Gaza e Cipro. Da settimane, ormai, le opposizioni chiedono che la premier venga a riferire in aula sulla posizione del governo in merito alla catastrofe umanitaria a Gaza e alla prospettiva politica della Striscia e della Cisgiordania, ma Meloni si nasconde. L'Italia rimane all'angolo, quando va bene con ruoli subalterni, e intanto Spagna, Francia e altri paesi si mobilitano con iniziative politiche, agiscono sul piano diplomatico e prospettano possibili scenari". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

04/11/2023 - 10:49

"Il 4 novembre del 1995, alla fine di una manifestazione a sostegno degli accordi di Oslo, il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin viene ucciso da Yigal Amir, un colono ebreo estremista di destra contrario a ogni negoziato con i palestinesi. La firma degli accordi di Oslo, nel '93, sembrava l’inizio di una nuova era di pace e come tale venne riconosciuto dalla comunità internazionale. Il mondo visse quel momento come un passo fondamentale: una svolta decisiva per il Medioriente. Proprio in virtù di quegli accordi, nel 1994 Yitzhak Rabin, insieme al presidente israeliano Shimon Peres e al leader dell'ANP Yasser Arafat, ricevette il premio Nobel per la Pace. Le ultime parole di Rabin, alla fine di quella manifestazione del '95, furono: ‘La via della pace è preferibile alla via della guerra. Ve lo dice uno che è stato un militare per 27 anni’. La sua morte fu uno shock e uno stop al processo di pace. Da allora le cose sono molto cambiate. La comunità internazionale, non ha fatto il necessario investimento nel processo di costituzione dello Stato di Palestina e coloro che non lo volevano hanno avuto gioco facile. Basti pensare che nel governo di Netanyahu c’è un ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, che viene dall’estrema destra e non ha mai nascosto le proprie simpatie per l’assassino di Rabin. Un uomo incriminato più di 50 volte, condannato nel 2007 per istigazione al razzismo e che oggi distribuisce armi ai coloni civili che vivono nei territori illegalmente occupati in Cisgiordania. Basterebbe questo per farci riflettere. Bisogna ripartire dal processo di pace, dall'Anp e da ‘due popoli e due stati’. Si fermino le armi, si soccorra la popolazione di Gaza in piena emergenza umanitaria, si apra subito, come ha suggerito il premier spagnolo Sanchez, una conferenza di pace. Anche in memoria di chi quella strada l’aveva tracciata trenta anni fa".

Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

31/10/2023 - 18:18

"Non c'è fine all'orrore. La striscia di Gaza è diventata un "cimitero per migliaia di bambini. Per tutti gli altri è un inferno". Lo denuncia l'Unicef che riferisce di più di 3.450 bambini uccisi dall'inizio del confitto ad oggi. Dall'altra parte, i crimini di Hamas continuano, come testimonia il ritrovamento del corpo deturpato della giovane tedesco-israeliana Shani Louk. E non si fermano i bombardamenti sulla striscia di Gaza: oggi sarebbero state lanciate bombe su due campi profughi con la conseguenza di oltre 400 vittime. Ma la tensione cresce di giorno in giorno anche in Cisgiordania con il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele, Ben Gvir, che distribuisce armi ai coloni alimentando lo spirito di vendetta e la violenza.
E ieri, nella sua conferenza stampa, Netanyahu ha continuato a parlare di guerra e solo di guerra. Nessuna trattativa per liberare gli ostaggi, nessun cessate il fuoco umanitario per soccorrere la popolazione di Gaza ridotta allo stremo, nessun piano per fermare l'orrore, nessuna visione del futuro, nessuna prospettiva di pace.
E' una spirale di violenza dalla quale bisogna uscire immediatamente. E' necessaria un'azione più incisiva di tutta la comunità internazionale, in primo luogo dell'Europa, per indicare con forza la via da percorrere per porre fine all'orrore e affermare la pace". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato Permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

02/10/2023 - 09:50

"Siamo felici per la scarcerazione del ricercatore italiano e palestinese Khaled El Qaisi, dopo un arresto scioccante da parte della polizia israeliana sotto gli occhi della moglie e del figlio di 4 anni al valico di frontiera di Allemby tra la Cisgiordania e la Giordania, dopo un mese di detenzione in un carcere israeliano senza che venisse formalizzata un'accusa e dopo ore e ore di interrogatori senza un avvocato. Non c'e' ancora un capo d'accusa, ma a Khaled e' stato ritirato il passaporto e dovra' restare ai domiciliari per una settimana. Sulla base di quali indizi di colpevolezza? Se in 30 giorni non sono emersi elementi per rinviarlo a giudizio lo si lasci libero del tutto e gli venga restituito il passaporto". Lo afferma Laura Boldrini, deputata del Pd e presidente del comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/07/2023 - 17:41

Tweet di Laura Boldrini, deputata Pd

Sono intervenuta nell’aula della Camera dei deputati e, insieme ad altre colleghe e ad altri colleghi, ho chiesto al #Governo di prendere posizione su quanto sta avvenendo in questi giorni in #Palestina e in #Israele. Il campo profughi di #Jenin, nella Cisgiordania illegalmente occupata dall’esercito israeliano, è stato sottoposto a un violento raid militare che ha provocato tra la popolazione palestinese 10 morti, tutti tra i 16 e i 23 anni, centinaia di feriti e 3000 persone costrette a lasciare le loro abitazioni. Oggi, con un atto di vendetta elogiato da #Hamas, a Tel Aviv un palestinese di Hebron ha scagliato la propria automobile contro civili, alcuni dei quali sono stati feriti gravemente. La spirale di violenza non si ferma, e il Governo di destra guidato da #Netanyahu provoca ulteriore tensione annunciando la costruzione di 5000 nuove case per i coloni israeliani sui territori palestinesi, una decisione che il Segretario generale dell’#Onu, Guterres, ha definito una «flagrante violazione del diritto internazionale». Fino a quando perdureranno le occupazioni illegali della #Cisgiordania non vi sarà sicurezza né per gli israeliani né per i palestinesi. Di fronte a tutto questo il Governo italiano tace e rinuncia così a dare un contributo per la pace e la giustizia. Un silenzio deplorevole e non più sopportabile per un Paese che nella sua storia ha sempre cercato di promuovere ogni occasione di dialogo tra israeliani e palestinesi, per favorire una prospettiva fondata sulla convivenza di due popoli e due Stati.

19/01/2023 - 19:00

“Oggi, nel corso della seduta della Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati, io e il collega Arturo Scotto abbiamo chiesto alla sottosegretaria al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale Maria Tripodi di condannare la recente visita del Ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Ben Givr, alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, che ha suscitato grande preoccupazione sia sul piano interno che su quello internazionale. E abbiamo chiesto inoltre se il Governo italiano intende sostenere la riapertura di un negoziato tra israeliani e palestinesi. Noi temiamo che in Israele e in Palestina si avvii un’ulteriore spirale di violenze. Le violenze, a dire il vero, non si sono mai fermate, neanche nei giorni e nelle settimane passate. L’Italia in quanto amica di Israele e consapevole delle ragioni del popolo palestinese, nel passato ha svolto un ruolo chiave per il dialogo e per la ricerca della pace tra israeliani e palestinesi. Un ruolo che ormai sembra dismesso. La risposta che ci ha fornito oggi la sottosegretaria Tripodi è insoddisfacente. L’obiettivo in sè giusto ‘due popoli, due Stati’ richiamato da Tripodi non ha senso se non si pone fine all’occupazione della Palestina. Ci si limita a ripetere la formula giusta ma non si vede, perché non si vuole vedere, che la proliferazione di insediamenti illegali in Cisgiordania è finalizzata a compromettere la continuità territoriale di un futuro Stato di Palestina e ad impedirne la realizzazione.
Non si vede, perché non si vuole vedere, quello ho constatato io stessa in un recente viaggio in Israele e Palestina e cioè che 1000 palestinesi vengono cacciati dalle loro case a Masafer Yatta, a sud di Hebron, perché l’esercito israeliano deve costruire un poligono di tiro. Non si vede, perché non si vuole vedere, quale risentimento e quale rabbia abbiano provocato gli sgomberi forzati nel quartiere di Sheik Jarrah, a Gerusalemme Est, di famiglie palestinesi che risiedevano li da decenni. Chiediamo in sostanza al governo italiano di agire in ottemperanza delle numerose risoluzioni delle Nazioni Unite che chiedono la fine degli insediamenti e dell’occupazione e il ritorno ai confini del 1967: solo così si potrà garantire la pace e si potrà far nascere uno Stato di Palestina che viva nella sicurezza reciproca accanto allo Stato di Israele”.

Ad affermarlo in una nota Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.

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