"L'Italia sostenga l'introduzione dell'apartheid di genere nella Convenzione Onu sui crimini contro l'umanità". E' questo l'appello che oggi le donne afghane hanno rivolto al governo italiano durante un'audizione che si è tenuta in Comitato diritti umani della Camera che presiedo. Perché l'oppressione sistematica e il dominio di un genere su un altro con l'intento di renderlo duraturo - definizione, appunto, di apartheid di genere- è quanto sta accadendo in Afghanistan". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine dell'audizione che si è svolta questa mattina.
"Dai racconti, puntali e documentati, delle rappresentati della Fondazione Pangea e della campagna "End gender apartheid", è emersa una vera carrellata degli orrori. Sono i provvedimenti che il regime dei Talebani ha adottato contro le donne e la loro libertà -spiega Boldrini -. I Talebani stanno cancellando le donne dalla vita pubblica afghana, stanno attuando una concreta segregazione di genere contro metà della popolazione del Paese. Come ci hanno raccontato le donne afghane e le operatrici italiane di Pangea, in Afghanistan una donna non può studiare, non può lavorare a nessun livello, non può curarsi né muoversi liberamente se non accompagnata da un uomo della sua famiglia. E, quando esce di casa, non deve lasciare scoperta nessuna parte del corpo, neanche gli occhi o la bocca. Da agosto scorso, infine, non può né cantare né parlare in pubblico. Così ha stabilito il Ministero per la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio la cui sola esistenza fa venire i brividi".
"Come Comitato diritti umani abbiamo accolto la loro richiesta e ci faremo portavoce del loro appello presso il governo italiano presentando una risoluzione - annuncia la Presidente -. A ottobre il testo che prevede l'inserimento dell'apartheid di genere tra i crimini contro l'umanità arriverà alla sesta commissione dell'Onu che dovrà votarlo". "Chiederemo che l'Italia lo faccia senza tentennamenti -conclude Boldrini -. Non ci sarà mai vera parità finché ci saranno donne discriminate e segregate per il solo fatto di essere donne".
"Nella nostra provincia, gli indici formativi e culturali sono tra i più bassi della regione. Proprio per questo la Fondazione Polo Universitario di Grosseto rappresenta uno strumento indispensabile per creare una rete virtuosa tra alta formazione, ricerca scientifica e territorio. In vista del rinnovo del Consiglio di Amministrazione dell'ente, previsto nelle prossime settimane, è fondamentale proseguire il lavoro svolto dalla Presidente Papponi Morelli, ma allo stesso tempo garantire, attraverso un mandato esplicito dei soci, un ruolo più attivo e centrale della Fondazione come punto di raccordo tra sistema educativo, incluse le scuole tecniche come gli ITS, comparto imprenditoriale, offerta culturale e specificità locali," dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"Le potenzialità del territorio sono enormi e diversificate, ma per valorizzarle appieno, le tre missioni del Polo Universitario devono procedere di pari passo. Soprattutto la cosiddetta “Terza Missione”, che è l’insieme delle attività su cui l’università può entrare in relazione diretta con la società, affiancando le attività didattiche tradizionali. Infatti, la promozione della didattica e l’interazione con le comunità scientifiche devono essere affiancate da un dialogo continuo con i gruppi sociali, al fine di creare ricchezza, occupazione di qualità e promuovere una crescita sociale e culturale concreta e diffusa. Non possiamo permetterci di perdere tempo, considerate le difficoltà che il nostro territorio affronta in termini di sviluppo e crescita. Leggendo l’articolo 2 dello Statuto, emerge chiaramente come la Fondazione Polo Universitario di Grosseto possieda tutte le potenzialità per rilanciare davvero l’intera provincia. La crescita formativa dei nostri giovani è fondamentale per produrre ricadute positive, sia sociali che economiche, in grado di sostenere lo sviluppo del territorio. È giunto il momento di aprire il dibattito: è in gioco il futuro della Provincia e della città di Grosseto," conclude Marco Simiani.
“Anche Gasparri si sta Vannaccizzando e comincia a vedere il mondo al contrario? Dopo l’assurda gazzarra animata dalla destra nell’Aula Giulio Cesare chi si riconosce nei principi del confronto democratico non può avere dubbi e deve esprimere solidarietà alla Presidente e a tutto il Consiglio Comunale di Roma e non a chi ha calpestato la dignità delle Istituzioni interrompendo i lavori con grida e intimidazioni”. Così il deputato democratico, Andrea Casu, commenta le parole del presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.
Scarse risorse per la sanità e nessuna riforma all’orizzonte. Siamo all’emergenza che diventerà drammatica con l’Autonomia. Si gioca con la vita dei cittadini in un Paese che invecchia e si impoverisce. Il Governo inverta la rotta nella manovra, la salute è un diritto per tutti.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati commentando i dati della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria.
Governo ascolti Appello associazioni vittime della strada
“L’Italia con il nuovo Codice della Strada peggiora le norme che salvano la vita delle persone. L’appello delle associazioni e fondazioni di familiari e vittime sulla strada non deve restare inascoltato: Meloni e Salvini si fermino prima che sia troppo tardi” così sui social il vicepresidente della commissione trasporti della camera, Andrea Casu.
“Piango Vittorio Silvestrini, fondatore di Città della Scienza a Napoli e grande personalità della cultura e dell’impegno civile. Presidente onorario della Fondazione Idis è stato certamente uno degli uomini più brillanti della sua generazione che ha immaginato per il sito di Bagnoli, dopo la chiusura dell’Italsider, uno sviluppo ancora fondato sull’innovazione tecnologica e sul lavoro. Mancheranno la sua voce e la sua intelligenza”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro a Montecitorio.
Giampiero Tolardo non è solo il sindaco di Nichelino che tanto ha fatto a tutela del suo territorio: è un medico. I medici, per missione e per senso di responsabilità, si prendono cura delle persone. Questo doppio ruolo, inevitabilmente e fortunatamente, lo hanno portato a esprimersi con chiarezza rispetto a chi, mixandole con la libertà di espressione artistica, esplicita posizioni omofobe, antiabortiste, noVax”. Lo dichiara con una nota il deputato dem Mauro Berruto.
“È un fatto di civiltà - continua il parlamentare - di quel bene comune che resta superiore a tutto. Sono orgoglioso di Giampiero Tolardo e del suo coraggio. Non mi stupisce, invece, la reazione scomposta, neanche tanto di Giuseppe Povia, quanto di esponenti di quella destra che ormai da tre anni strizza l’occhiolino alla galassia noVax e a movimenti pericolosi per la tenuta del nostro tessuto sociale, proprio il giorno dopo aver letto la notizia di un finanziamento da 25 mila euro da parte della Fondazione Alleanza Nazionale a chi aveva denunciato Roberto Speranza e Giuseppe Conte”. “Il nostro Paese ha bisogno di amministratori che se ne prendano cura e lo difendano, proprio come ha fatto Giampiero Tolardo che già aveva, ma oggi consolida, tutta la mia stima nei suoi confronti”, conclude Berruto.
La premier denuncia assedi giudiziari mentre An ha sostenuto cause contro me e Conte.
“Apprendo da un articolo di Repubblica un fatto inquietante: la fondazione legata al partito di Giorgia Meloni avrebbe finanziato con 25 mila euro un’associazione dai cui esposti sono partite le inchieste Covid di Bergamo. Quei procedimenti penali, molto clamorosi, ripresi dai media di mezzo mondo, si sono chiusi per me e Giuseppe Conte con provvedimento di piena archiviazione. È stato riconosciuto che nei mesi della pandemia abbiamo agito nell’interesse esclusivo del Paese.
Mi chiedo: è la stessa Giorgia Meloni, oggi Presidente del Consiglio, che allude da mesi ad un assedio giudiziario nei suoi confronti? Di questo finanziamento ha forse qualcosa da dire?”. Così in una nota il deputato democratico, ex ministro della Salute, Roberto Speranza. Sul tema il gruppo parlamentare del Pd della Camera ha annunciato oggi la presentazione di una interrogazione parlamentare.
"La Fondazione di An, presieduta da La Russa e mezzo governo, finanziava Forza Nuova che assaltò la Cgil e una sedicente associazione di vittime del Covid che presentò esposto contro Roberto Speranza a Bergamo. Mi pare chiaro chi siano i mandanti. Chiederemo conto in Parlamento". Lo scrive sui social il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
I sindaci dei Comuni della Provincia di Padova e Treviso posti lungo l’asta del torrente Muson dei Sassi colpiti dal maltempo della scorsa primavera hanno inviato una lettera al Ministro Musumeci, al governo e a tutti i parlamentari locali con precise richieste di ristori per la popolazione e per la realizzazione di interventi strutturali per la riduzione del rischio residuo.
Rispetto a queste richieste anche come Partito Democratico abbiamo presentato un’interrogazione al ministro, a mia firma, per sapere quali azioni intenda intraprendere per rispondere alle giuste istanze presentate dai primi cittadini.
Dal governo servono quindi impegni seri, concreti, certi. Questa è la responsabilità della maggioranza, che se il governo è inerte deve vincolarlo ad agire e a non tergiversare. Come si fa questo? Innanzitutto, con degli emendamenti al testo del decreto, per inserire nello stesso le risorse necessarie. Nella giornata di ieri abbiamo purtroppo assistito invece a un gioco di prestigio: dalla maggioranza non è arrivata un emendamento, ma un atto molto più “leggero”, un semplice Ordine del Giorno, che riprendeva le richieste dei sindaci è “passato”.
Ma il disimpegno non finisce qui.
L’ODG, costruito senza alcun coinvolgimento dell’opposizione, è stato infatti accolto solo come una “raccomandazione” da parte del governo, e che non è nemmeno stato votato dalla Camera. Che cosa significa? Significa che rimane solo un auspicio su carta e che l’esecutivo non avrà nessun obbligo a trovare le risorse richieste, nè a procedere con la nomina commissariale. Un buffetto sulla guancia, insomma, la cosa meno efficace possibile da chi gode invece dei numeri in parlamento per legiferare senza sforzi e vincolare il governo stesso.
È quindi assurdo leggere sui giornali di oggi i colleghi leghisti far passare l’idea che dal governo ci sia stato un qualsiasi tipo di impegno vincolante: se così fosse stato avrebbero ottenuto le risorse già nel decreto, o avrebbero presentato degli emendamenti o, al limite, l’ODG sarebbe stato accolto con parere favorevole, e non solo come raccomandazione, e avrebbe avuto un voto per rafforzarlo. Così come sono andate le cose il risultato è un nulla di fatto ed è tutto rimandato alla legge finanziaria (forse).
È triste constatare come su questi giusti bisogni espressi da chi guida le nostre comunità si risponda solo con della propaganda, che dura il tempo di un comunicato stampa ma che lascia i territori a doversi ancora una volta arrangiare, come già successo con l’alluvione in Romagna. Delle raccomandazioni i sindaci non se ne fanno niente, servono chiari impegni di spesa con tempi certi e chiari, ed è questo che anche come Partito Democratico chiediamo.
Amendola e Scarpa presentano interrogazione a Ministro dell’Interno
Il partito democratico ha depositato un’interrogazione parlamentare al ministro degli interni, Piantedosi per chiedere delucidazioni su quanto accaduto il 5 agosto nella struttura del Cpr di Palazzo San Gervasio (Potenza) dove, nel corso di una protesta dei migranti ospitati, è morto un ragazzo di 19 anni, anch’egli ospite del Cpr. L’interrogazione, firmata dai deputati democratici, Enzo Amendola e Rachele Scarpa, sottolinea come “sulla base di quanto riportato dagli organi di informazione, il ragazzo sarebbe stato oggetto di violenze e non avrebbe ricevuto le necessarie cure nonostante la richiesta proveniente da parte di altri immigrati presenti nella struttura. Peraltro, aggiungono i democratici, il Cpr di Palazzo San Gervasio risulta essere al già centro di una iniziativa da parte della magistratura rispetto a presunte violenze consumate e alla somministrazione di psicofarmaci a danno degli ospiti. Da qui la domanda al Ministro Piantedosi di “fornire tutte le informazioni riguardo alle disposizioni che intende assumere con la massima tempestività per appurare quanto accaduto anche in considerazione del decesso di un ragazzo e, visto lo stato della struttura, di valutarne la chiusura”.
Ancora una volta la maggioranza restringe i tempi del confronto democratico e limita i diritti delle opposizioni. Chiediamo un intervento della Presidenza della Camera per il rispetto del dibattitto parlamentare e della discussione democratica.
Questa notte in una riunione fiume delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia su un provvedimento che non ha scadenza e che non è contingentato, qual è il ddl sicurezza, ci sono stati molte forzature, minacce e intimidazioni nei confronti dei deputati delle opposizioni. Ancor più gravi di fronte alla mancanza di ostruzionismo e ad un atteggiamento assolutamente corretto dimostrato dalla presentazione di emendamenti sul merito.
Un comportamento inaccettabile da parte della maggioranza per il quale chiediamo la convocazione al più presto della conferenza dei capigruppo.
Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, intervenuta in Aula ad apertura della seduta.
“Il governo rispondendo a una nostra interrogazione parlamentare ha confermato la volontà di intervenire sulla governance delle fondazioni lirico sinfoniche e di volerlo fare nella direzione di un radicale accentramento al ministero dei poteri di gestione e indirizzo. È una scelta gravissima che di fatto espropria i comuni della gestione dei teatri d'opera, la cui storia è da sempre indissolubilmente legate con quella delle città. È una scelta che nulla ha a che fare con l'obiettivo di migliorare la gestione dei teatri o di valorizzarne la funzione e il ruolo. Si tratta dell'ennesimo tentativo di occupare politicamente luoghi che dovrebbero essere autonomi e liberi.
Non è un caso che si tenti un blitz di questo tipo ad agosto e senza alcun confronto. Faremo di tutto per impedire questo ennesimo scempio” così in una nota il deputato democratico, componente della commissione cultura della camera, Matteo Orfini, commenta la risposta del sottosegretario Mazzi all’interrogazione sulle fondazioni liriche sinfoniche.
“L’ordine del giorno a mia firma che chiedeva di velocizzare l’iter di realizzazione del nuovo svincolo di Scandicci per collegare l’A1 con la Fi-Pi-Li, è stato inspiegabilmente modificato dal Governo con una riformulazione che non dà alcuna certezza su tempi e risorse, che potrebbero essere in parte a carico di Autostrade”. Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Pd, Simona Bonafè. “Il nuovo svincolo di Scandicci - aggiunge la democratica- è un’infrastruttura strategica, utile a diversificare i flussi di traffico e garantire sicurezza e vivibilità a quel tratto viario, ma anche necessaria per la competitività di un intero territorio a forte vocazione industriale. E’ stata definita da mesi la non assoggettabilità alla procedura di Via. I ritardi accumulati sono però enormi: siamo passati infatti dalla previsione di fine lavori da novembre 2026 ad almeno fine 2028 e le ricadute sul territorio sono pesantissime. Sarebbe ora fondamentale - conclude - garantire un’accelerazione dell'iter permettendo la redazione del progetto esecutivo, con la successiva e conseguente procedura di affidamento dei lavori”.
“Il Governo lascia fuori la Pontremolese da decreto infrastrutture, nessuno stanziamento previsto per l’ultimazione dell’opera. Ancora una volta il governo a parole dice di voler sostenere e potenziare le infrastrutture in Liguria, ma non lo dimostra nei fatti”, lo dichiara Valentina Ghio vicepresidente PD alla Camera e componente commissione trasporti che ha presentato un’ordine del giorno, firmato insieme ad Andrea Orlando, in cui ha chiesto al governo di adottare iniziative nel primo provvedimento utile per finanziare il completamento dell’opera.
“Si tratta - prosegue Ghio - di un’opera attesa da anni e sulla quale nonostante lo stato di avanzamento dei lavori il governo non ha ancora previsto lo stanziamento dei fondi necessari per il completamento. Ci saremmo aspettati che in un decreto che trattava di infrastrutture, questa che è un’opera fondamentale e attesa da tempo, avesse uno spazio ben preciso, invece nulla. Anzi il governo ha accolto sì il mio ordine del giorno per il completamento, ma senza assumersi impegni finanziari precisi, anzi espungendo la richiesta di garantire nel primo provvedimento utile i finanziamenti necessari a completare la realizzazione della prima tratta tra Parma e Vicofertile oltreché a mettere in atto, in tempi brevi, tutte le procedure necessarie per completare tutte le fasi di progettazione delle tratte successive per il raddoppio della linea ferroviaria".
“La linea Pontremolese non solo rappresenta una infrastruttura strategica per il collegamento fra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, di grande importanza per il trasporto intermodale delle merci tra le diverse aree produttive e i porti di La Spezia e Massa e tra il Mediterraneo e l’Europa, come parte integrante della rete Ten- T Comprehensive. Il completamento del raddoppio porterebbe benefici anche di carattere ambientale, con il parziale spostamento del traffico su gomma al ferro, con importanti migliorie ambientali e di sicurezza sull’intera rete infrastrutturale”, spiega la deputata PD.
“Da tempo il territorio aspetta almeno il completamento della prima fase, che riguarda la tratta tra Parma e Vicofertile, per realizzare la quale mancano 113 milioni di euro rispetto a quanto era stato originariamente previsto e stanziato.
Ci saremmo aspettati l'inserimento di questa cifra nel decreto infrastrutture, ma niente di tutto questo. E anche l'accoglimento del mio ordine del giorno è stato annacquato espungendo il riferimento all'inserimento della cifra che manca nel primo provvedimento utile. Peggio è stato fatto con l'ordine del giorno del centro destra, che non ha avuto neppure il parere favorevole, ma è stato blandamente recepito come generica raccomandazione con la cancellazione addirittura della previsione della cifra che manca nella prossima legge di bilancio. Cosi ancora una volta il completamento del raddoppio della Pontremolese rimane lettera morta", conclude Ghio.