“La tutela del sistema agroalimentare è centrale per la qualità delle produzioni e della trasparenza verso i consumatori. Il settore oggi è sotto pressione per i dazi, i rincari energetici, l'instabilità dei mercati, la bassa redditività e la difficoltà di ricambio generazionale ma il provvedimento che stiamo per votare non è all'altezza della sfida. Oggi arriva in Aula un testo che è solo la ridefinizione di nuovi reati, come se bastasse solo la repressione per bloccare le frodi”. Così la deputata e capogruppo PD in Commissione Agricoltura, Antonella Forattini annunciando il voto di astensione dei dem al ddl a tutela dei prodotti alimentari italiani.
“I problemi del sistema agroalimentare – aggiunge - non si risolvono solo con sanzioni e verifiche ma operando sui margini compressi, sugli squilibri nella filiera e la competizione internazionale sempre più aggressiva. Se non si interviene su questi punti – avverte la dem - si punisce a valle senza governare a monte sul vero punto nodale: lo squilibrio tra il controllo e il sostegno”. “Il provvedimento – sottolinea la deputata - non rafforza il sistema produttivo e non da sostegno alle imprese agricole ma rischia di iper burocratizzare il comparto. Ma su questo il governo è cieco e ha bocciato tutti gli emendamenti proposti dal PD per rendere più agile ogni autorizzazione e non indebolire le aziende che producono”. “Un provvedimento senza visione e senza strategia, quando servirebbe un riordino organico della materia attraverso un nuovo Testo Unico dell'agricoltura”, conclude Forattini.
“Alla luce delle dichiarazioni della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sul via libera prossimo della app europea per la verifica dell’età, emerge con ancora più forza la piena attualità della proposta italiana e la possibilità per il nostro Paese di essere avanguardia in Ue”.
Lo dichiara Marianna Madia, prima firmataria alla Camera della proposta di legge bipartisan che introduce un’età minima per l’accesso ai social network.
“Si tratta di una proposta solida e possibile, costruita in modo trasversale tra le forze politiche, pienamente coerente con la direzione indicata dalle istituzioni europee. È la dimostrazione che, quando si parla di sicurezza e benessere dei più giovani, il Parlamento può lavorare insieme superando le divisioni”.
“Non possiamo permettere che altri Paesi europei ci superino su un tema così decisivo. Gli strumenti ci sono e il consenso politico anche: manca solo l’ultimo passaggio’’
“L’approvazione definitiva della legge può avvenire in tempi rapidissimi: bastano poche ore di lavoro in Senato per approvare una normativa all’avanguardia e una risposta concreta alle famiglie”.
“Se il Governo dovesse procedere con ulteriori ritardi o ricominciando da zero, si assumerebbe una grave responsabilità politica e istituzionale, penalizzando
la tutela dei minori e il ruolo guida dell’Italia in Europa”.
“Agire subito significa proteggere i più giovani e contribuire a un modello europeo più responsabile nell’uso delle piattaforme digitali. L’Italia può e deve essere capofila di questo percorso”.
"Abbiamo espresso ferma condanna per l'attacco di Trump nei confronti della Presidente del Consiglio italiano. Come ricordato dalla segretaria Elly Schlein, la libertà, la sovranità e l’autonomia del nostro Paese da attacchi e ingerenze esterne vanno difese sempre, a prescindere dal colore dei governi di turno: ne va della dignità dell’Italia.
Tuttavia, quella che viene definita come una svolta della premier Meloni, in realtà, è una giravolta. Una giravolta tardiva, poco credibile e inefficace. I danni al nostro Paese sono già stati enormi. L’Italia oggi è isolata in Europa e irrilevante a livello internazionale.
La Presidente del Consiglio aveva dichiarato di voler fare da pontiera con Trump e si è invece ritrovata a essere portabandiera della sua ideologia politica e culturale. In questi anni ha scelto la subalternità anche quando ciò metteva a rischio la credibilità e la tenuta economica del Paese. Ha difeso più un rapporto politico che gli interessi nazionali.
Lo abbiamo visto sul “Board of Peace” che ha minato le Nazioni Unite. Con i silenzi sulle minacce militari alla Groenlandia e alle offese rivolte all’Europa. Con l'accondiscendenza sui dazi, considerati a tratti come un’opportunità, quando invece rappresentano una mannaia sull’export, sull’occupazione e su settori strategici del Paese. E lo abbiamo visto anche sull’Iran: ha impiegato giorni per una timida presa di posizione, quando invece avrebbe dovuto prendere con nettezza le distanze da un conflitto illegale che viola il diritto internazionale e che sta danneggiando famiglie e imprese italiane, con l’aumento dei carburanti, delle bollette e del costo della spesa.
Oggi Meloni prova ad uscire dall’angolo dell'imbarazzante rapporto con Trump che appare fuori controllo, ma resta il dubbio che sia solo calcolo politico. Se il cambio è reale, sia coerente: difenda il diritto internazionale, rafforzi l’Europa e metta al primo posto gli interessi dell’Italia. Altrimenti è solo opportunismo. In ogni caso, è del tutto evidente che la linea seguita finora era sbagliata e che la politica internazionale del governo Meloni è stata un errore colossale". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e Capogruppo in commissione politiche europee, a 4 di sera su Rete4.
“È stato un segnale brutto, un precedente altrettanto grave”. Così Federico Fornaro, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera e componente della Giunta per il Regolamento, interviene sul voto relativo allo scudo parlamentare per Giusy Bartolozzi, avvenuto con l’assenza di dieci deputati dell’opposizione colpiti da “provvedimenti disciplinari ingiusti e sproporzionati” per aver impedito lo svolgimento di una conferenza stampa sulla ‘remigrazione’, con esponenti neofascisti e di movimenti di estrema destra.
“Non ci sono stati atti violenti – afferma l’esponente dem - neanche verbalmente violenti: si è trattato di una protesta non violenta, condotta nel pieno rispetto delle istituzioni per difendere il Parlamento dall’ingresso di figure riconducibili a posizioni neofasciste, alcune dichiaratamente anche neonaziste. Non possono entrare: la dodicesima disposizione transitoria e finale della Costituzione è chiara, vieta la ricostituzione del partito fascista”.
“La nostra battaglia – conclude Fornaro - continuerà nelle sedi istituzionali. Abbiamo chiesto la convocazione urgente della Giunta per il Regolamento per definire meglio confini e perimetri sanzionatori. È necessario chiarire in modo netto la differenza tra comportamenti violenti e non violenti perché così si rischia di comprimere il ruolo dell’opposizione e alterare il corretto funzionamento democratico delle istituzioni”.
“È evidente che nel sistema informatico dell'Università La Sapienza c'è un grande problema di sicurezza e fragilità e il Governo non deve solo dirci cosa ha fatto dopo l’attacco per ripristinare la situazione ma quello che intende fare per evitare che possa ripetersi. La sottosegretaria Bergamotto non risponde alla domanda posta dal PD che, da tempo, ha presentato una proposta di legge di delega al Governo per la definizione di una strategia nazionale per il contrasto degli attacchi informatici a scopo di estorsione. Il tema del ransomware è di assoluta urgenza ma non si vede alcuna traccia da parte del governo di correre ai ripari né di alzare concretamente il livello di guardia del sistema nazionale di difesa da questo tipo di attacchi informatici”. Lo dichiara il deputato PD, Andrea Casu nell'interrogazione posta insieme al collega Matteo Mauri, Responsabile Sicurezza del Partito Democratico sull'attacco hacker che ha colpito l'Università La Sapienza di Roma.
“Da tempo – aggiunge il parlamentare dem - il PD continua a sollecitare la costruzione di strumenti che consentano di colmare il gap di sicurezza informatica per rendere resiliente il sistema pubblico e privato, non solo adeguarlo alla normativa comunitaria ma costruire una strategia di supporto alle nuove norme e agli oneri gravanti. Ma registriamo una totale indisponibilità da parte del governo a rispondere alla nostra richiesta di confronto e al tempo spesso ci viene negata la trasparenza sulle scelte politiche che si stanno facendo sulla sicurezza dei nostri dati visto che si sono rifiutati di rispondere all’interpellanza urgente firmata da 50 parlamentari per chiedere informazioni sulle intese fatte con Peter Thiel, su cui risulta dalla stampa che ci siano accordi presi dai ministeri della Difesa e degli Interni sulla sicurezza dei dati sensibili”. “Il problema è enorme circa l'uso politico delle banche dati – sottolinea - e il governo non può continuare a tenere la testa sotto la sabbia”. “È dunque necessario utilizzare sempre più tecnologie italiane ed europee, tecnologie proprietarie e dare a istituzioni, imprese e cittadini gli strumenti necessari per la difesa dagli attacchi. Ma soprattutto è necessaria chiarezza da parte del governo sugli accordi con Thiel e con i soggetti che stanno mettendo le mani sui nostri sistemi e su questo il PD continuerà a chiedere conto senza piegarsi e interferenze e interessi stranieri”, conclude Casu.
Con la nomina della commissione provinciale per il congresso prende avvio il percorso congressuale che interesserà, nelle prossime settimane, tutti i livelli organizzativi del partito: i circoli, le unioni comunali e la federazione provinciale.
Si apre una fase importante della nostra vita democratica, che si svolgerà nel rispetto delle regole definite dal regolamento congressuale regionale approvato il 7 febbraio 2026, che disciplina tempi e modalità di svolgimento dei congressi su tutto il territorio. Nel percorso congressuale definito dal pd regionale e nazionale rientra anche l’Unione Comunale di Pisa, che non ha completato il percorso del congresso straordinario sospeso lo scorso luglio e che celebrerà anch’essa il congresso in questa tornata.
Una scelta resa necessaria per armonizzare il calendario congressuale. Dobbiamo essere grati alla comunità democratica cittadina per la lunga attesa di una decisione ed il nuovo sforzo ora chiesto.
Arriviamo a questo appuntamento dopo mesi di lavoro intenso sul territorio: un impegno diffuso nei circoli e nelle comunità locali, una gestione attenta e rigorosa del tesseramento che ha potuto appurare la credibilità di una appassionata comunità di militanti e, soprattutto, due importanti campagne elettorali che ci hanno visto protagonisti e vincenti, sia alle elezioni regionali sia nel recente appuntamento referendario.
Oggi il Partito Democratico pisano può ripartire con forza, consapevole delle proprie radici e delle energie che lo attraversano. Il percorso congressuale sarà un momento vero di partecipazione, confronto e rilancio, aperto al contributo degli iscritti, dei militanti e di tutte le sensibilità che compongono la nostra comunità politica. È questo lo spirito che anima il nostro partito, fondato sul pluralismo, sulla partecipazione e sulla trasparenza dei processi decisionali .
Abbiamo davanti a noi sfide politiche e amministrative decisive. Nelle prossime settimane saremo impegnati nelle elezioni amministrative che riguarderanno quattro comuni della nostra provincia, tra cui Cascina. E soprattutto dobbiamo fin da ora costruire il percorso per tornare alla guida dell’Amministrazione comunale di Pisa nel 2028.
Per farlo serve un Partito Democratico forte, unito e radicato, capace di interpretare i bisogni della comunità e di costruire un progetto credibile di governo per la città e il territorio. Il congresso non è solo un passaggio statutario: è l’occasione per rafforzare la nostra proposta politica, valorizzare nuove energie e consolidare una classe dirigente all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.
Da qui ripartiamo: con serietà, apertura e responsabilità.
Vinicio Peluffo, deputato Pd e Commissario Federazione provinciale PD Pisa
"E' un anno che Poste italiane ha disposto la chiusura di oltre 200 sportelli Atm in molti comuni della Puglia, Campania e Basilicata, comuni collocati per lo più in aree interne e marginali, che già di per se sono carenti purtroppo di servizi essenziali. La motivazione di tali chiusure sarebbero le continue rapine o tentativi di rapine. Poste italiane ha affermato che si tratterebbe di un provvedimento temporaneo, ma al momento non è dato sapere quanto il disagio durerà. Chiaramente i cittadini residenti in quei territori, talvolta soprattutto anziani, si trovano in estrema difficoltà poiché non possono prelevare denaro agli sportelli dopo l'orario di chiusura del servizio né durante il week-end e sono costretti a fare 30 minuti di macchina per andare a cercare uno sportello bancomat. Stesso disagio imprese ed esercizi commerciali.
Essendo Poste italiane un'azienda controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, chiediamo al Governo di intervenire urgentemente: il ministero convochi un tavolo con Poste italiane e definiscano una soluzione una volta per tutte. Molti dei Comuni in cui gli sportelli atm sono stati chiusi non sono oggetto di una così grave criminalità organizzata. Oltretutto è veramente una situazione paradossale quella in cui un governo, campione record per aver introdotto il maggior numero di fattispecie di reati di sempre, non sia in grado di garantire la sicurezza nelle aree degli sportelli atm di comuni piccoli o piccolissimi. Attendiamo ancora delle risposte definitive da un governo che in Aula ci dice che ancora stanno valutando". Lo dichiara Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, che ha presentato una interrogazione al governo sulla situazione della chiusura degli sportelli atm ad opera di Poste italiane, nei comuni di Puglia, Campania e Basilicata.
“Sostegno alla dieta mediterranea attraverso la valorizzazione di opzioni alimentari sane e sostenibili nelle mense pubbliche”
Sarà presentata oggi martedì 14 aprile, presso la sala stampa della Camera dei Deputati la proposta di legge sulle opzioni alimentari vegetali, sane e sostenibili.
“La salute si può e si deve curare anche a tavola. La pdl mira a promuovere la dieta mediterranea, cibi sani e più opzioni vegetali nelle mense di scuole, ospedali, RSA e altre strutture pubbliche”. Lo spiega Eleonora Evi, deputata del Pd e prima firmataria della pdl che domani aprirà la conferenza stampa.
La proposta nasce dal percorso avviato con la campagna “Mense Più Green” promossa dall’associazione REFOOD, che, dialogando con le istituzioni, ha sollevato il tema dell’accesso, nelle mense pubbliche, ad un’offerta alimentare più sana, sostenibile e coerente con i principi della dieta mediterranea. L’approdo della proposta in Parlamento rappresenta un segnale importante di attenzione istituzionale verso una domanda sempre più presente nella società e tra i professionisti della salute.
Tra i punti chiave del provvedimento:
● introduzione stabile di almeno un’opzione a base vegetale, nutrizionalmente adeguata, in ogni pasto principale delle mense pubbliche;
● applicazione della misura a scuole, università, ospedali, strutture socio-assistenziali, enti pubblici, strutture penitenziarie e servizi pubblici di accoglienza;
● attuazione attraverso linee guida ministeriali, clausole nei capitolati d’appalto e una Cabina di Regia nazionale presso il Ministero della salute.
Alla conferenza stampa interverranno, tra gli altri, rappresentanti della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) e della Physicians Association for Nutrition (PAN). Inoltre, REFOOD (Redefine Food) presenterà gli obiettivi della campagna “Mense Più Green” e i risultati di un sondaggio svolto tra pazienti e addetti di 80 ospedali, che ha rivelato criticità su disponibilità e qualità delle opzioni vegetali e sullo spreco alimentare.
“Non è stato insultato solo il Santo Padre, guida morale e spirituale per miliardi di fedeli, ma con lui tutte le donne e gli uomini che nel mondo sentono forte in questi tempi terribili l’incessante richiamo alla pace, al dialogo, alla difesa della dignità umana che rappresenta con il suo messaggio e con il suo esempio.
L’arroganza di Donald Trump ha toccato il punto più basso in queste ore e la Presidente Meloni non può continuare a fare finta che non sia successo, il Governo Italiano deve reagire con nettezza, con parole inequivocabili e definitive di condanna, come paese, come istituzioni democratiche non possiamo continuare a piegarci senza reagire, a sottometterci a chi per perseguire contro di noi i propri interessi politici ed economici è pronto a calpestare tutto, anche la figura del Papa”. Lo ha detto in Aula il deputato del Pd Andrea Casu, intervenendo a nome del Partito Democratico “per chiedere alla Presidenza nelle forme e nelle modalità che riterrà opportune di far pervenire a Papa Leone XIV tutta la vicinanza, la solidarietà e il sostegno del gruppo del Pd per gli ignobili attacchi e minacce che ha subito in queste ore da Donald Trump. Ci auguriamo che tale vicinanza e sostegno siano condivisi da tutte le forze politiche presenti in Parlamento”, ha concluso Casu.
“Sostegno alla dieta mediterranea attraverso la valorizzazione di opzioni alimentari sane e sostenibili nelle mense pubbliche”
Sarà presentata domani martedì 14 aprile, presso la sala stampa della Camera dei Deputati la proposta di legge sulle opzioni alimentari vegetali, sane e sostenibili.
“La salute si può e si deve curare anche a tavola. La pdl mira a promuovere la dieta mediterranea, cibi sani e più opzioni vegetali nelle mense di scuole, ospedali, RSA e altre strutture pubbliche”. Lo spiega Eleonora Evi, deputata del Pd e prima firmataria della pdl che domani aprirà la conferenza stampa.
La proposta nasce dal percorso avviato con la campagna “Mense Più Green” promossa dall’associazione REFOOD, che, dialogando con le istituzioni, ha sollevato il tema dell’accesso, nelle mense pubbliche, ad un’offerta alimentare più sana, sostenibile e coerente con i principi della dieta mediterranea. L’approdo della proposta in Parlamento rappresenta un segnale importante di attenzione istituzionale verso una domanda sempre più presente nella società e tra i professionisti della salute.
Tra i punti chiave del provvedimento:
● introduzione stabile di almeno un’opzione a base vegetale, nutrizionalmente adeguata, in ogni pasto principale delle mense pubbliche;
● applicazione della misura a scuole, università, ospedali, strutture socio-assistenziali, enti pubblici, strutture penitenziarie e servizi pubblici di accoglienza;
● attuazione attraverso linee guida ministeriali, clausole nei capitolati d’appalto e una Cabina di Regia nazionale presso il Ministero della salute.
Alla conferenza stampa interverranno, tra gli altri, rappresentanti della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) e della Physicians Association for Nutrition (PAN). Inoltre, REFOOD (Redefine Food) presenterà gli obiettivi della campagna “Mense Più Green” e i risultati di un sondaggio svolto tra pazienti e addetti di 80 ospedali, che ha rivelato criticità su disponibilità e qualità delle opzioni vegetali e sullo spreco alimentare.
Nicola Carè ha incontrato l’Ambasciatrice d’Australia in Italia, Julianne Cowley, in un confronto approfondito sui nuovi sviluppi che stanno rafforzando il rapporto tra l’Australia, l’Italia e l’Unione europea, in una fase internazionale in cui cooperazione strategica, sicurezza economica, innovazione e relazioni commerciali assumono un valore sempre più centrale. Nel corso dell’incontro, l’Ambasciatrice australiana in Italia ha richiamato alcuni passaggi centrali che delineano la nuova fase dei rapporti tra Australia e Unione europea. In particolare, ha affermato: “Tre elementi di rafforzamento ci avvicineranno ulteriormente: il partenariato in materia di sicurezza e difesa; i passi positivi compiuti dall’Australia verso l’adesione all’Associazione Horizon Europe; e l’accordo di libero scambio, che apporterà benefici a entrambe le parti, tra cui l’accesso a minerali critici (importanti per il settore della difesa italiano) e l’opportunità per l’Australia di beneficiare ulteriormente del settore manifatturiero avanzato e delle competenze italiane. L’Ambasciatrice ha poi sottolineato: “L’Australia e l’Unione europea hanno profondamente rimodellato la loro relazione. Riconoscendo che la distanza non è più una barriera e basandosi su tre nuovi pilastri di cooperazione, la nostra partnership è oggi più stretta e strategica che mai.” Soffermandosi quindi sul significato politico e strategico degli accordi recenti, ha dichiarato: “Gli accordi firmati dalla Presidente von der Leyen e dal Primo Ministro Albanese vanno oltre il commercio: aprono la strada a una cooperazione più profonda in materia di sicurezza e prosperità. L’Europa e l’Australia stanno definendo una nuova partnership per rafforzare la resilienza, in un momento in cui è necessario collaborare su sfide comuni, tra cui le minacce informatiche e ibride, la sicurezza economica e la lotta al terrorismo.”Nel corso del confronto è emerso anche il ruolo centrale dell’Italia in questa cornice di collaborazione. Come evidenziato dall’Ambasciatrice: “L’Italia svolge un ruolo fondamentale in Europa; l’accordo di libero scambio crea maggiori opportunità per le imprese australiane e italiane di investire, crescere e innovare insieme negli anni a venire.” Infine, particolare attenzione è stata dedicata al valore del Made in Italy e alla percezione estremamente positiva che esso continua ad avere in Australia: “Gli australiani nutrono una profonda ammirazione per il marchio “Made in Italy”. Con l’introduzione di nuove tutele e l’eliminazione dei dazi, potremo godere di una quantità ancora maggiore di prodotti italiani di alta qualità.” Al termine dell’incontro, Nicola Carè ha dichiarato: “Il colloquio con l’Ambasciatrice Julianne Cowley ha confermato con grande chiarezza quanto il rapporto tra Australia, Italia e Unione europea stia assumendo un valore sempre più strategico in una fase storica nella quale sicurezza, innovazione, cooperazione economica, ricerca, sviluppo industriale e difesa degli interessi comuni non possono più essere considerati temi separati, ma parti integranti di una stessa visione politica e istituzionale, fondata sulla capacità di costruire relazioni solide, moderne e lungimiranti tra Paesi amici, rafforzando al tempo stesso il ruolo dell’Italia come interlocutore credibile, protagonista in Europa e punto di riferimento per promuovere crescita, stabilità e nuove opportunità concrete per le imprese, i territori e le nostre comunità.”
I componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza RAI definiscono inaccettabile e sproporzionata la reazione del conduttore Bruno Vespa contro il deputato del PD, Peppe Provenzano, nella puntata di ieri di Porta a Porta. I democratici, pur non entrando nel merito del dibattito, chiedono alla RAI, azienda del servizio pubblico, una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati da Vespa, che minano il ruolo imparziale della trasmissione. Comprendiamo il nervosismo nel governo dopo l’esito del referendum, ma non è accettabile da chi ricopre un ruolo nel servizio pubblico, concludono i dem.
“La “lezioncina” sul valore della verità che Giorgia Meloni ha tenuto oggi in Parlamento, attaccando le opposizioni, è ridicola, penosa e fuori luogo. A pronunciarla è la stessa Presidente del Consiglio che, solo pochi giorni prima del referendum, paventava scenari con stupratori in libertà e figli strappati alle madri in caso di mancata approvazione della riforma”. cosi Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera commenta le parole con cui oggi Meloni ha attaccato le opposizioni sostenendolo che mentono ai cittadini.
“Sui temi della giustizia - prosegue Gianassi - alla Presidente del Consiglio sfugge lo strepitoso valore politico di ciò che è successo con il referendum e con quasi 15 milioni di italiani che le hanno voltato le spalle: da un lato afferma di rispettare il voto degli italiani, ma poi attacca gli italiani che non avrebbero compreso una riforma da lei stessa definita epocale. Purtroppo per lei, invece, gli italiani avevano capito benissimo e a furore di popolo le hanno detto No” conclude.
"Annuncio il voto contrario del Partito Democratico sulla fiducia a questo decreto Pnrr. Un voto contrario netto. E sia chiaro: non è un voto contro il Pnrr, è un voto contro il modo in cui questo governo lo ha gestito. Perché oggi possiamo dirlo senza tema di essere smentiti: il Pnrr, per come è stato condotto, è diventato in larga parte un'occasione perduta". Lo ha detto in Aula alla Camera Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto.
"Un'occasione perduta per il Mezzogiorno – ha proseguito l’esponente dem - che doveva ricevere il 40% delle risorse e che invece ha visto interventi insufficienti persino a evitare l'ampliamento dei divari. Un'occasione perduta per giovani e donne, indicati come priorità e poi tra i primi a essere sacrificati. Un'occasione perduta per rafforzare la pubblica amministrazione. Questo decreto non rilancia il Pnrr: ne gestisce la fase finale. È un decreto di fine corsa. Il suo cuore politico non è una visione degli investimenti, ma un 'salvare il salvabile'. State allungando la gestione, non completando il lavoro. Il decreto è un omnibus che contiene tutto, Pnrr, coesione, sanità, scuola, giustizia, trasporti, previdenza, industria e questo non è un caso: quando un decreto contiene tutto, significa che manca una linea politica chiara. Il risultato è sempre lo stesso: meno trasparenza, meno controllo parlamentare, più opacità”.
“E intanto – ha concluso Lai - scaricate sui territori il rischio dei fallimenti: Palazzo Chigi annuncia, i Comuni pagano. ANCI denuncia definanziamenti, i sindaci segnalano interventi sociali a rischio. Sulla sanità non governate, contabilizzate. Sulla politica industriale siete assenti: avete tolto 5 milioni al CNR già in sofferenza. E con l'articolo 30 vi riservate la gestione di oltre 1,5 miliardi accantonati, riallocati con un Dpcm senza criteri chiari, senza coinvolgimento del Parlamento, senza trasparenza. State costruendo un fondo significativo per fare politica di bilancio fuori da qualsiasi controllo parlamentare. Questo decreto segna un arretramento politico. Il Pnrr doveva lasciare un'eredità: una pubblica amministrazione più forte, riforme realmente attuate, una capacità stabile di governo dello sviluppo. Questo salto non c'è stato. Era un'occasione storica e non è stata pienamente utilizzata".
“La Presidente Meloni continua a utilizzare l’Europa come un paravento per coprire l’assenza di una strategia energetica nazionale. Definire oggi il sistema ETS come un ‘freno’ è un errore che condanna l’Italia all'arretratezza: questo meccanismo è il pilastro della decarbonizzazione e lo strumento che spinge le nostre industrie a innovare per non restare fuori dai mercati globali. Attaccare gli standard europei non abbassa le bollette, ma toglie certezza agli investimenti nelle rinnovabili, le uniche che possono davvero garantire autonomia e prezzi bassi.”
“Invece di chiedere lo smantellamento delle tutele ambientali, il Governo dovrebbe spiegare perché non sta accompagnando le imprese e i lavoratori nella transizione, preferendo una propaganda ideologica che ci isola dai partner Ue. La via maestra non è tornare al passato dei combustibili fossili, ma utilizzare le risorse del PNRR e i proventi delle aste ETS per sostenere le industrie pesanti più difficili da riconvertire, garantendo che la sostenibilità ambientale sia anche sostenibilità sociale e competitività economica.”
Così Vinicio Peluffo, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Attività produttive.