06/05/2025 - 17:10

"Livorno ha le potenzialità per divenire uno dei maggiori porti polivalenti dell'occidente e sviluppare economie con ricadute positive per l'intero centro Italia: in questo contesto Davide Gariglio, con le sue competenze, le sue esperienze e la sua professionalità, è la persona giusta al posto giusto": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani sulla nomina del nuovo Presidente dell'Autorità portuale del Mar Tirreno Settentrionale, che coinvolge oltre Livorno, Piombino e Portoferraio.

"Gariglio ha oggi il compito di proseguire il buon lavoro di Luciano Guarnieri (a cui vanno i miei ringraziamenti per i risultati ottenuti in questi anni) e di sviluppare i progetti per la crescita dei volumi di traffico merci e passeggeri portati avanti, sempre in una ottica di sostenibilità ambientale. E' adesso necessario che il Parlamento definisca in tempi brevi la nomina per dare piena operatività al nuovo presidente", conclude Marco Simiani.

 

03/05/2025 - 13:23

“Nella giornata mondiale della libertà di stampa, i componenti del Partito Democratico della Commissione di vigilanza Rai esprimono pieno sostegno agli appelli provenienti dalle redazioni della Rai, in particolare da quelle impegnate nei programmi di approfondimento giornalistico come Report.
La cosiddetta "fase due" delineata dall'azienda rischia di compromettere seriamente l'equilibrio e la qualità dell'informazione del servizio pubblico. La prospettiva di svuotare redazioni che, nel corso degli anni, hanno formato professionisti di alto profilo, sostituendoli con nuove figure selezionate attraverso criteri non trasparenti, rappresenta un pericolo per la continuità e l'autorevolezza del giornalismo d'inchiesta.
Riteniamo che la Rai debba garantire la stabilizzazione dei lavoratori precari attraverso contratti giornalistici equi e trasparenti, evitando soluzioni che possano minare la qualità dell'informazione.
Invitiamo la Rai ad avviare un confronto costruttivo con le rappresentanze sindacali e le redazioni, al fine di definire un percorso condiviso che tuteli i diritti dei lavoratori e la qualità del servizio pubblico. Inoltre, chiediamo che la Commissione di Vigilanza Rai sia messa pienamente a conoscenza del percorso che la governance Rai intende portare avanti nella trasparenza e nel rispetto delle prerogative istituzionali” conclude la nota.

 

24/04/2025 - 15:33

"Le risorse destinate all'edilizia scolastica stanziate con il Decreto Pa potranno essere utilizzate anche dai comuni che hanno usufruito del Pnrr ma rischiano di non riuscire a completare i lavori a causa di cause esterne, come il fallimento delle imprese assegnatarie": è quanto dichiara la vicecapogruppo dei deputati Pd Simona Bonafè sul suo ordine del giorno approvato alla Camera.

"A seguito di comprovate cause non imputabili alla stazione appaltante l'ente che rischia di perdere le risorse comunitarie potrà ricevere il sostegno dello Stato. Si tratta di una possibilità che potrà aiutare i comuni come quello toscano di Barberino Tavarnelle, oggi in difficoltà per responsabilità del fallimento della ditta che aveva vinto la gara per i lavori, ed assicurare alle comunità territoriali le nuove scuole. E' ora necessario che i decreti interministeriali previsti dalla nuova legge per assegnare le risorse definiscano nel dettaglio queste casistiche": conclude Simona Bonafè.
 

 

22/04/2025 - 14:03

“Immediata revisione dell’articolo 18 del Decreto Sicurezza per evitare il collasso del comparto della canapa industriale che incarna una visione moderna, legale e sostenibile dell’agricoltura italiana. Un divieto imposto senza prevedere deroghe o flessibilità applicative e nessun tipo di ristoro o ammortizzatore sociale”.
Questo il messaggio inviato al governo e alla maggioranza da promotori ed esperti che hanno partecipato oggi alla Camera alla conferenza stampa: “Salviamo la filiera della canapa industriale”.
Il capogruppo dem in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, promotore dell’iniziativa, ha definito la norma “ingiustificabile sul piano della salute e della Sicurezza ed un attacco incomprensibile a un settore che è volano di economia sostenibile e occupazione giovanile”, sottolineando la “necessità di una sua revisione urgente della durante la discussione parlamentare”. Raffaele Desiante, presidente di Imprenditori Canapa Italia, ha evidenziato le conseguenze occupazionali: “Oltre 3mila aziende e più di 30mila lavoratori rischiano di trovarsi senza futuro. Senza ammortizzatori sociali, migliaia di famiglie potrebbero rimanere senza reddito da un giorno all’altro”. Dal mondo accademico, il professor Alfonso Celotto ha denunciato i profili di incostituzionalità e incompatibilità con il diritto Ue: “La norma è sproporzionata e non supportata da evidenze scientifiche, oltre a violare i principi di libera circolazione delle merci e della Costituzione art. 3 e 41”. Anche Stefano Masini di Coldiretti ha richiamato i vincoli europei: “La canapa è riconosciuta come coltura agricola legittima se il Thc è sotto lo 0,3%. Il divieto italiano discrimina le imprese nazionali e danneggia l’intera organizzazione economica della filiera. Occorre tenere aperto un tavolo di lavoro con il governo e il Parlamento per trovare soluzioni utili alla salvaguardia degli interessi economici della filiera”. Dal punto di vista economico e occupazionale, Ivan Nardone (Cia - Agricoltori Italiani) ha ricordato che “la filiera genera oltre 2 miliardi di euro l’anno, bloccarla significa interrompere un’esperienza di successo anche sul fronte del ricambio generazionale”.

21/04/2025 - 12:48

“Indimenticabile. Anche per i non credenti. Ieri lo abbiamo visto sofferente restituire ai fedeli l’ultimo messaggio di forza e di speranza. 'Non c’è nessuna vera pace senza disarmo’. Papa Francesco ha voluto pronunciare queste parole nette e inequivocabili, prima di andarsene definitivamente. Il suo testamento immortale di fronte all’orrore del presente. Lo ascoltino tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Perché la guerra è sempre il baratro dell’umanità”. Lo scrive sui social il deputato dem Artuto Scotto.

 

19/04/2025 - 12:00

"L’approvazione dell’emendamento del Partito Democratico al decreto sulla Pubblica Amministrazione, che consente la stabilizzazione dei lavoratori precari nelle Fondazioni lirico-sinfoniche, nei Teatri nazionali e in quelli di rilevante interesse culturale, rappresenta un risultato di grande valore politico e sociale”. Lo dichiarano in una nota Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, e il deputato dem Matteo Orfini, primo firmatario dell’emendamento al decreto Pubblica Amministrazione, che sarà definitivamente votato la prossima settimana alla Camera.
“Siamo orgogliosi - aggiungono Manzi e Orfini - che questo emendamento, sostenuto con determinazione dal Pd, trovi oggi il riconoscimento delle istituzioni culturali. È la conferma che il lavoro parlamentare, quando è radicato nei bisogni reali delle persone, può produrre cambiamenti concreti e migliorare la vita di tante lavoratrici e lavoratori del settore".
"Con questo intervento abbiamo voluto creare le condizioni per sanare una situazione di precarietà che si trascinava da anni, e per garantire finalmente diritti, stabilità e dignità professionale a chi contribuisce ogni giorno alla vita culturale del nostro Paese", concludono i democratici.

 

17/04/2025 - 19:00
"Nel Cpr di Gjader, realizzato nell’ambito dell’accordo tra Italia e Albania, sono stati sistematicamente violati i diritti fondamentali delle persone migranti. Abbiamo riscontrato gravi criticità: assenza di informazioni, accesso limitato alla difesa legale, trasferimenti improvvisi da otto diversi CPR italiani, senza alcuna comunicazione preventiva e senza che venisse indicata la destinazione. Tutto questo è inaccettabile in un Paese che si definisce democratico". Lo dichiarano in una nota congiunta Marco Simiani e Nadia Romeo, deputati del Partito Democratico, e Sandro Ruotolo, europarlamentare dem e responsabile Informazione del Pd, attualmente in missione ispettiva presso il centro di detenzione albanese, insieme all’eurodeputata dei Verdi, Benedetta Scuderi.

"I racconti che abbiamo raccolto - proseguono gli esponenti dem - parlano da soli: persone ammanettate per oltre dodici ore durante il viaggio, poi immobilizzate con fascette di plastica sulla nave, senza sapere dove stessero andando. Una volta arrivate, sono state trasferite nel Cpr albanese. In soli sei giorni abbiamo documentato 22 episodi critici: autolesionismo, proteste, gravi disagi psichici e numerose richieste di psicofarmaci. Tre migranti sono già tornati in Italia, nonostante i problemi di salute già presenti alla partenza o a ridosso di una sentenza attesa il giorno successivo".
 
"La totale assenza di documentazione sui criteri di selezione - concludono Simiani, Romeo e Ruotolo - rende evidente l’arbitrarietà di queste procedure. Tutto è avvenuto senza trasparenza, senza criteri chiari, senza alcuna garanzia legale. È consentita una sola telefonata al giorno, da dividere tra avvocati e familiari. È una violazione inaccettabile dei diritti umani. Per questo chiediamo la chiusura immediata del Cpr albanese e stiamo valutando l’invio di un esposto alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Non possiamo accettare che vere e proprie deportazioni vengano camuffate da atti amministrativi. L’Italia e l’Europa non possono voltarsi dall’altra parte di fronte a tutto questo".
 

 

17/04/2025 - 14:00

“Mentre Giorgia Meloni si appresta a incontrare Donald Trump negli Stati Uniti, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, mette nero su bianco quello che ormai è evidente a tutti: il Governo ha fallito in materia economica e l’appiattimento di Meloni su Trump sta affondando il Made in Italy” così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.
“La crescita non si è confermata ai livelli ottimistici previsti dall’esecutivo – aggiunge Pagano - le stime per il 2025 vengono bruscamente ridimensionate: con un quadro internazionale segnato da nuove tensioni commerciali e da una crisi globale che colpisce duro, soprattutto l’export italiano. Le esportazioni, un tempo motore della nostra economia, oggi sono ferme allo 0,1%, mentre il loro contributo al Pil diventa addirittura negativo (-0,3 punti percentuali). Di fronte a questo scenario – aggravato dalla scellerata guerra commerciale innescata da Trump – l’Italia si ritrova senza una strategia, con un Governo incapace di reagire e completamente appiattito sulle scelte dei sovranisti americani, senza voce e senza visione. La verità è che il sovranismo è fallito, la destra ha venduto illusioni e ora arriva il conto. Nessuna idea su come proteggere l’economia reale, nessuna risposta concreta per imprese, lavoratori e famiglie. Solo annunci, propaganda e passerelle all’estero, mentre a Roma si certifica il disastro che – conclude il democratico - sta affossando il Made in Italy”.

 

17/04/2025 - 12:30

Il governo Meloni ha completamente disatteso le promesse fatte sulla Sanità, e in particolare sull’abbattimento delle liste d’attesa. A quasi dieci mesi dall’annuncio del cosiddetto decreto liste d’attesa, non c’è traccia di alcun risultato concreto, nessuna risorsa stanziata, nessun progetto operativo. Quello che doveva essere un intervento strutturale si è rivelato solo uno strumento propagandistico lanciato a cinque giorni dalle elezioni europee”. Così la deputata del Partito Democratico Ilenia Malavasi, componente della commissione Affari Sociali, che aggiunge: “Il ministro Schillaci ha recentemente scaricato ogni responsabilità sulle Regioni, dimostrando l’inefficacia dell’intervento e la totale assenza di una regia nazionale. Nel Def approvato in questi giorni, la Sanità resta fanalino di coda, pochissime righe, nessuna misura concreta, e un sottofinanziamento ormai strutturale”.

“La situazione è grave – aggiunge l’esponente dem – non solo perché mancano risorse, ma perché mancano visione e volontà politica. Il piano straordinario di assunzioni per 30 mila operatori sanitari, annunciato mesi fa dallo stesso ministro, è rimasto lettera morta. Nel frattempo, i cittadini continuano a pagare le conseguenze di un sistema al collasso”.

“Con l’uscita del nuovo Dpcm si rompe definitivamente il patto tra Stato e Regioni. Il governo, che si è sempre definito autonomista, si trasforma nel più centralista degli esecutivi, arrogandosi poteri sostitutivi senza alcun confronto con le autonomie locali. È la prova evidente del fallimento del decreto liste d’attesa e dell’improvvisazione con cui si sta affrontando uno dei temi più urgenti per il Paese”.

 

16/04/2025 - 17:28

“La Pace, soprattutto in un grave momento come questo, si può ottenere e preservare grazie ad una forte iniziativa politica e diplomatica dell’Europa rivolta in primo luogo verso quegli interlocutori che oggettivamente sono tra i protagonisti di un nuovo possibile ordine mondiale. E tra questi (ma non solo) vi sono sia la Russia che la Cina. Una maggiore influenza politica dell’Europa si basa anche su una sua maggiore compattezza e unità nel campo della difesa. Una difesa comune. Che è cosa ben diversa da un ‘riarmo’ generalizzato e Stato per Stato che è quello erratamente sostenuto da Von der Leyen. Un’Europa unita, forte soggetto politico mondiale e basata su una difesa comune è la linea dei veri ‘riformisti’ in questo momento. Ed è la linea che il Pd persegue in ogni sede”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

“Purtroppo - continua Morassut - non è linea di molti partiti socialisti europei e questo è un serio problema su cui ingaggiare una battaglia politica chiarificatrice nel PSE. Penso che Bettini, nella sua intervista di oggi, abbia sostenuto con chiarezza, equilibrio  e efficacemente questa linea che io condivido. Mi dispiace che invece si vogliano esasperare posizioni che vengono definite riformiste ma che finiscono per  essere estremiste e che vedono solo nella opzione militare la via per la sicurezza politica e militare dell’Europa, come emerge  dalle dichiarazioni così animose di Calenda e Picierno”

 

16/04/2025 - 13:38

"Nei giorni scorsi mi sono recato in missione in Albania per visitare i centri per migranti realizzati dal governo Meloni. Quella che ho trovato è una situazione a dir poco sconcertante: a fronte di una previsione di tremila migranti al mese, in sei mesi sono arrivati appena 100 individui. Oggi quei centri ospitano soltanto migranti già detenuti nei nostri CPR, trasferiti all’estero per puro scopo propagandistico”. Così il deputato dem Fabio Porta, che ha definito l’intera operazione “una gigantesca messinscena, messa in atto per mostrare agli italiani immagini ad effetto, persone in fascette e coprire un progetto fallimentare e costosissimo”.

"Parliamo di un’operazione – ha aggiunto l’esponente Pd - che costa agli italiani 800 milioni di euro, senza alcun beneficio concreto. Non solo: stiamo violando diritti umani fondamentali, allontanando anche persone che vivevano nel nostro Paese da trent’anni e che, per una semplice scadenza del permesso di soggiorno, sono state deportate in Albania. Ad oggi non ci sono stati forniti nemmeno gli elenchi dei trasferiti. Ci chiediamo se siano davvero soggetti pericolosi o, al contrario, persone innocue usate come pedine in una campagna elettorale".

"È inaccettabile – conclude Porta – che si mascheri questo flop come una misura efficace contro il crimine. Non si può fare un titolo sul giornale dicendo che si stanno espatriando stupratori, delinquenti, terroristi, perchè quello che abbiamo visto noi è esattamente il contrario. Come Partito Democratico chiediamo al  ministro Piantedosi e al il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, se hanno questi elenchi, riferiscano immediatamente e pubblicamente in Parlamento. Non possiamo restare in silenzio di fronte a un’operazione inutile, dispendiosa e lesiva dei diritti delle persone".

 

16/04/2025 - 13:23

“E’ intollerabile che il governo prenda in giro l’intero comparto della canapa industriale e basi le sue scelte propagandistiche su presupposti infondati in termini di sicurezza e di salute dei cittadini. La risposta che il sottosegretario D’Eramo ha dato questa mattina, a nome del Masaf, all’interrogazione presentata dal gruppo Pd è irricevibile, perché dopo le decisioni prese con il decreto Sicurezza il governo non ha dato le risposte alle nostre domande”.

Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

“Il ministro Lollobrigida e il governo - aggiunge - prevedranno una proroga all’entrata in vigore delle nuove disposizioni visto che non è stato concesso agli operatori il tempo necessario per adeguarsi, per smaltire o regolarizzare le produzioni? Il ministro Lollobrigida e il governo assumeranno iniziative urgenti per gestire la crisi del settore della canapa industriale definendo in maniera chiara e trasparente la distinzione tra usi leciti e illeciti della canapa? Il ministro Lollobrigida e il governo promuoveranno una regolarizzazione equilibrata e favorevole alla crescita del settore della canapa? Nel frattempo il governo ha modificato lo status di onesti ed innovativi imprenditori in criminali che ora, di fronte al cambio di status della loro attività, da legale a illegale, saranno costretti ad abbassare le serrande delle loro aziende e a licenziare migliaia e migliaia di lavoratori. E’ questo che il ministro Lollobrigida e il governo vogliono? Basta frasi di circostanza su dialogo e confronto. L’atto unilaterale del governo - conclude - dimostra cecità ed arroganza che mal si concilia con la necessità di fermare la norma e trovare le possibili soluzioni”.

 

11/04/2025 - 17:11

“Dopo l’ennesimo incidente mortale sulla tangenziale di Bologna, che il 10 aprile ha causato la morte di un operaio e il ferimento di altri due uomini, diventa non più rinviabile un intervento strutturale per la messa in sicurezza di una delle arterie più trafficate del Paese. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.” Lo dichiarano Marco Simiani e Virginio Merola, capigruppo del Partito Democratico rispettivamente in Commissione Ambiente e Finanze della Camera che oggi si sono recati sul posto dell’incidente.

"Il progetto del Passante di Bologna – spiegano – rappresenta un'infrastruttura strategica per l’intero sistema viario nazionale, incrocio chiave tra i flussi Nord-Sud ed Est-Ovest della penisola. Eppure, nonostante gli annunci, i cantieri sono ancora fermi. Parliamo di un'opera attesa da oltre trent'anni, presentata da Autostrade per l’Italia come modello all’avanguardia già nel 2022, con un investimento di 3 miliardi di euro che continua a rimanere bloccato."

“Il ritardo nell’approvazione del piano economico-finanziario di Aspi da parte del Governo – sottolineano Simiani e Merola – rischia di compromettere definitivamente l’opera, con un costo stimato di 350 milioni di euro l’anno in termini di competitività persa per il tessuto produttivo, in particolare per le imprese della logistica e della manifattura.”

Con l’interrogazione, i due deputati Pd chiedono a Salvini quali urgenti iniziative intenda adottare per sbloccare il progetto e garantire la realizzazione del Passante di Bologna, anche attraverso lo stanziamento delle necessarie risorse finanziarie.

 

11/04/2025 - 10:18

Con 24 mesi di calo della produzione industriale, Meloni decide di disertare il Salone del mobile, una vetrina fondamentale per il settore.
Non va perché non avrebbe nulla da dire agli imprenditori italiani. Non ha idea di come fronteggiare gli sciagurati dazi e si affida agli umori di Trump. Non sa come spiegare la marcia indietro sugli aiuti alle imprese annunciati in pompa magna solo qualche giorno fa. La strategia è sempre la stessa: quella che la porta a disertare tutte le conferenze stampa dopo il CDM, scappare, sottrarsi a ogni confronto che non sia nelle protette stanze di Palazzo Chigi. Quando invece dovrebbe spiegare al Paese cosa intende fare di fronte alle preoccupanti previsioni del Def con il Pil in caduta libera fino allo 0,3% per colpa dell’amico Trump. Comunque da lui andrà per baciare la pantofola, dagli imprenditori italiani invece no.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei deputati.

 

09/04/2025 - 19:36

“Il Partito Democratico voterà contro la proposta di legge sulla Corte dei Conti, perché demolisce ogni possibilità di azione dei cittadini di fronte agli sprechi di risorse pubbliche. Non condividiamo la separazione delle carriere anche nella magistratura contabile, la gerarchizzazione del pubblico ministero e le norme che violano i principi costituzionali riguardanti l’inamovibilità del giudice e l’indipendenza del pubblico ministero. L’ipotesi poi di veder addirittura cancellate anche le sue articolazioni regionali rischia di compromettere l’efficacia di tutto il sistema. Ci troviamo di fronte a una Pdl che prevede l’impunità di fatto per il governo, con l’assoggettamento degli apparati dello Stato, lo svuotamento dei poteri e delle funzioni degli organi giudiziari e di controllo”.

Così la deputata democratica e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, motiva le ragioni del voto contrario del Gruppo alla Pdl Corte dei Conti.

“Viene il sospetto - aggiunge - che sia stata scritta proprio per proteggere l’attuale esecutivo dall’uso disinvolto dei fondi pubblici come, ad esempio, nel caso dello scandaloso protocollo Albania sui centri per migranti. Tutti i nostri emendamenti che miravano a contrastare alcune delle peggiori disposizioni introdotte, tra cui la definizione della colpa grave, l’estensione delle cause di non punibilità, la ‘pietra tombale’ del parere preventivo sugli atti successivi, la riduzione del controllo concomitante, la delega in bianco al governo per riorganizzare la Corte, sono state bocciate. Ci troviamo dinnanzi - conclude - a una riforma sbagliata e che viola gli stessi principi costituzionali”.

 

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