02/02/2026 - 17:24

Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, domani martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.

“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.

L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein.

 

02/02/2026 - 13:29

“Carlo Nordio continua imperterrito a prendere in giro l’intelligenza degli italiani. Oggi si erge a difensore della ‘sacralità’ del Parlamento, arrivando a definire addirittura ‘blasfeme’ le critiche alla riforma costituzionale sulla giustizia. Peccato che dimentichi un dettaglio fondamentale: quella riforma il Parlamento, nei fatti, non l’ha mai vista.” Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico. “Il testo approvato dalle due Camere è esattamente identico a quello uscito dal Consiglio dei ministri. Identico parola per parola. Non perché fosse perfetto, ma perché la maggioranza ha imposto una chiusura totale, impedendo qualsiasi modifica e qualsiasi reale confronto parlamentare. Nessuno ha potuto ‘metterci bocca’. Una visione piuttosto distorta del concetto di democrazia e della presunta sacralità delle istituzioni. Nordio dice che il Parlamento è sacro, ma lo riduce a un passacarte. Rivendica il rispetto delle decisioni parlamentari, salvo poi svuotare il Parlamento del suo ruolo più importante: discutere, emendare, migliorare le leggi. Se questa è la sua idea di democrazia parlamentare, allora c’è poco da stare tranquilli” conclude Serracchiani.

 

31/01/2026 - 17:59

"Il carcere non può servire solo a espiare la pena, ma deve garantire la riabilitazione e re-inclusione delle persone detenute nel tessuto sociale e lavorativo. Occorre un Progetto definito per il loro reinserimento nella comunità che veda la partecipazione concreta della Fondazione PescarAbruzzo a Pescara nel rispetto di quanto previsto nel suo Statuto, al pari di quanto già avvenuto a Torino con la Fondazione CRT”. Lo afferma il deputato del Partito Democratico Luciano D’Alfonso, in una lettera indirizzata al presidente della Fondazione.

Nel testo, D’Alfonso sottolinea come iniziative di questo tipo rappresentino "un investimento civile e sociale di primaria importanza", capaci di incidere concretamente sul percorso rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione. Il deputato evidenzia inoltre il ruolo fondamentale del lavoro come strumento di dignità, responsabilizzazione e riduzione della recidiva. D’Alfonso richiama l’importanza di un’azione condivisa tra istituzioni, mondo del terzo settore e realtà produttive del territorio, rimarcando come il progetto possa costituire "un modello virtuoso" per l’Abruzzo e non solo. In questo quadro, il coinvolgimento della Fondazione PescarAbruzzo, “che deve perseguire scopi di utilità sociale tra cui l’educazione, l’istruzione e la formazione”, viene indicato come elemento fondamentale per la riuscita dell’iniziativa.

"Favorire percorsi concreti di formazione e occupazione per le persone detenute – conclude D’Alfonso – significa rafforzare la coesione sociale e dare piena attuazione ai principi costituzionali, trasformando il tempo della pena in un’opportunità reale di riscatto e reintegrazione".

 

30/01/2026 - 12:45

Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, per il prossimo martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.

“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.

L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni sar

 

28/01/2026 - 16:38

“Ci aspettavamo che oggi la presidente Meloni a Niscemi e il governo in Aula si presentassero con un nuovo decreto. Una cosa seria, perché stanziare 33 milioni per oltre 2 miliardi di danni nella solo Sicilia non è serio. Ma non fa ridere. Oggi il ministro Musumeci dà la colpa al fato, ai mali storici della Sicilia, al comune di Niscemi e in definitiva ai cittadini. Ma lui non è un modesto epigono di Verga. É stato presidente della Regione e ora ministro da 3 anni e mezzo. Noi avevamo stanziato miliardi contro il dissesto idrogeologico, voi li avete tagliati e sul piano di adattamento climatico non avete messo un euro”. Lo dichiara il deputato siciliano del PD, Peppe Provenzano in replica al ministro Ciriani durante il Question Time alla Camera.
“In Sicilia se piove frana, se non piove è siccità – sottolinea il parlamentare dem – e Musumeci non se la deve prendere con il fato ma con la cattiva politica della Regione Sicilia, che quelle risorse non le ha spese mentre distribuisce mancette. Una regione immobile, sommersa dalle inchieste, che non ha le carte in regola neanche per gestire l'ordinario, figuriamoci lo straordinario”. “Serve un’assunzione dì responsabilità nazionale. Fin qui è mancata. Si metta da subito uno stop ai tributi per i cittadini e imprese colpite – continua Provenzano - ristori veri, una gestione efficace dell'emergenza e della ricostruzione con un trattamento specifico a Niscemi, servono competenze altissime. Si usino le risorse del Ponte sullo Stretto stanziati per il 2026 perché, al di là di quello che si pensa su un progetto inutile e dannoso, non verranno mai spese. Non è benaltrismo, è serietà. Non si tratta di prendere soldi dai siciliani, ma di restituirli per le vere priorità. E restituite anche i 4 miliardi sottratti della decontribuzione o i 2,5 miliardi tagliati ai comuni del Sud o i 3,5 miliardi tagliati dal fondo perequativo. Questo governo ha abbandonato il Sud e ridotto la Sicilia alla marginalità. Non è la natura che presenta il conto. È il prezzo che stanno pagando i siciliani per carenze di anni. Noi non li lasceremo soli e ve ne chiederemo conto”, conclude Provenzano.

27/01/2026 - 11:51

"Questa mattina ho partecipato alla cerimonia del Giorno della Memoria promossa a Roma dalla Confederazione Italiana delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane, per ricordare le vittime della Shoah e tutte le vittime della barbarie nazista. Vittime di quello che Giuseppe Dossetti, parlando di Marzabotto e riflettendo sull' "universo concentrazionario" nazista, definì "delitto castale". Un ricordo che oggi è un monito contro ogni forma di violenza, di intolleranza, di antisemitismo. Contro il rischio del ritorno di movimenti neofascisti e neonazisti in Italia ed in Europa. E contro il crescente riproporsi, nel nostro Paese, in forme diverse, dell'antisemitismo, che va contrastato ed isolato, da tutti, senza alcuna ambiguità".

Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

22/01/2026 - 18:20

Bocciata alle elezioni, nominata nel Cda dei Musei statali d’Abruzzo

“Apprendiamo dalla pubblicazione sul sito del MiC che il ministro Giuli è stato accompagnato per la nomina nel Cda dei Musei statali della regione Abruzzo di una candidata bocciata dagli elettori alle ultime elezioni regionali con Marsilio, oggi probabilmente richiedente e riconoscente.  Una scelta che appare come una ricompensa politica e che sconcerta, anche alla luce di precedenti noti alle cronache, come la gestione di un istituto scolastico in cui agli studenti veniva imposto di cantare Faccetta nera. Una decisione che non può essere considerata isolata, ma che si inserisce in un sistema di potere avallato e sostenuto dal presidente Marsilio, che continua a causare – se non a promuovere da protagonista – scelte spregiudicate e di chiara matrice partitica nella gestione delle istituzioni pubbliche.

Con quale criterio il ministro continua a consentire l’occupazione delle istituzioni culturali con esponenti del proprio partito, trasformando incarichi di prestigio in parcheggi per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate e discutibili? Il tutto avviene nell’anno in cui l’Italia e l’Abruzzo celebrano L’ Aquila Capitale italiana della Cultura, un appuntamento che meriterebbe competenza, autonomia e una netta distanza da nostalgie che l’Italia democratica dovrebbe aver definitivamente sepolto. Queste nomine non fanno bene né alla cultura abruzzese né a quella italiana” così una nota del deputato democratico Luciano D’Alfonso.

 

22/01/2026 - 11:23

“Si, No, forse. Sul periodo di chiusura totale della pesca delle vongole con draghe idrauliche a tre mesi all’anno si è di fronte alla confusione più totale. Dapprima il Ministero dell’Agricoltura stabilisce la continuità della misura del fermo di pesca. Ora con un decreto direttoriale il Masaf precisa che il terzo mese di fermo può essere frazionato su base giornaliera. Contesta la nuova disposizione l’organismo nazionale di programmazione dei consorzi di gestione sui molluschi bivalvi. Un organismo che frettolosamente ha riconosciuto il Masaf che però non rappresenta tutti i consorzi del nostro Paese. Peraltro avrebbe dovuto essere solo un organismo consultivo che però ora rivendica prerogative di programmazione in virtù di un decreto direttoriale dello stesso Ministero”.

Lo dichiara il deputato democratico della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, insieme ai colleghi Antonella Forattini e Andrea Rossi.

“Fermo restando che la richiesta di fermo continuativo non trova riscontro nella realtà operativa - aggiunge - visto che le flotte che praticano lo strascico adottano da anni sistemi analoghi di scarico giornate senza alcuna criticità e che le Capitanerie di Porto sono pienamente strutturate e competenti per il controllo di tali modalità, ci permettiamo di chiedere al ministro Lollobrigida di riconsiderare con urgenza l’intera vicenda a cominciare dall’azzeramento dell’attuale sistema di rappresentanza che non solo appare improprio per le deleghe assegnate ma soprattutto non pienamente rappresentativo di tutti i Consorzi dei quali c’è bisogno, senza esclusione alcuna, per meglio governare l’intero settore. C’è bisogno nel settore - conclude - di garantire pieno pluralismo ed autonomia territoriale anche al fine di definire il corretto equilibrio tra funzione pubblica e strumenti privatistici”.

 

 

22/01/2026 - 10:21

“La differenza tra noi e Meloni è semplice. Per lei l’Articolo 11 della Costituzione è un impedimento, per noi è un argine a operazioni pericolose come il Board Of Peace. Che seppelliscono definitivamente soluzione politica per la Palestina. E la trasformano in un affare per satrapi”.

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

21/01/2026 - 16:51

“Il sistema di accesso alla facoltà di medicina deve essere completamente revisionato già dal prossimo anno, per garantire trasparenza, equità e un adeguato livello formativo per gli studenti”. Lo dichiara la deputata e capogruppo PD in Commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi, durante il Question Time alla Camera con la ministra Bernini.
“Niente più test a crocette, accesso libero al semestre filtro, formazione e non selezione. Sono questi i tratti salienti di una riforma che la stessa ministra Bernini ha definito democratica e meritocratica, con l'obiettivo di superare il numero chiuso e dare una risposta alla carenza dei medici. Ma alla prova dei fatti – sottolinea la parlamentare dem - tutto si è dimostrato un flop: il semestre filtro si è trasformato in due mesi di lezioni online o modalità mista, le prove di esame sono state una debacle al punto che il ministero ha dovuto cambiare in corsa le regole e ammettere anche chi aveva superato una sola prova. Oggi aumentano i ricorsi di chi si sente preso in giro perché escluso senza un vero motivo, mentre continua a crescere il mercato della formazione privata. Chissà se era questo il vero obiettivo della riforma della ministra”, conclude Malavasi.

21/01/2026 - 16:49

“Il maltempo che in queste ore sta colpendo duramente Sicilia, Sardegna e Calabria non è un evento isolato né imprevedibile, ma l’ennesima emergenza che mette in ginocchio territori già fragili, con danni ingenti a infrastrutture, abitazioni, attività produttive e servizi essenziali. Di fronte a piogge torrenziali, allagamenti, frane e mareggiate, non bastano dichiarazioni di circostanza: è indispensabile che il governo riconosca immediatamente lo stato di emergenza nazionale e stanzi risorse adeguate per le prime necessità, la messa in sicurezza dei territori e i ristori a famiglie e imprese colpite. Ogni ritardo rischia di aggravare ulteriormente una situazione già drammatica”. Lo dichiara il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.

“È ora - conclude Simiani - di smontare definitivamente la falsa narrazione della destra, che per anni ha negato o minimizzato il cambiamento climatico, per poi tagliare risorse alla prevenzione, alla manutenzione del territorio e alla protezione civile. Il surplus termico del Mediterraneo, ampiamente documentato dalla comunità scientifica, è uno dei fattori principali all’origine di questi eventi estremi sempre più frequenti e violenti. Continuare a ignorare questa realtà significa condannare intere regioni a vivere in un’emergenza permanente. Servono scelte nette, investimenti strutturali e una strategia seria di adattamento climatico: tutto il resto è propaganda”.

 

21/01/2026 - 14:53

“La destra che esulta per la sentenza del Tar su 'Bologna Citta'30' festeggia per lo stop a un provvedimento che ha introdotto una maggiore sicurezza sulle strade, salvando le vite di tante persone, e ha determinato un minore inquinamento. Il centrodestra, continua a portare avanti una battaglia anacronistica, di retroguardia e di unica vicinanza alle lobby e ha come unico scopo quello di colpire il sindaco Lepore e la città di Bologna. Per risolvere l’ostacolo delle osservazioni del TAR il Comune procederà a ridefinire il provvedimento generale strada per strada. A Bignami e Salvini  non resteranno che i vicoli chiusi, le loro strade preferite” così il deputato democratico Virginio Merola che conclude dicendo “é anacronistica una maggioranza che esulta per stop a norma salva vite”.

20/01/2026 - 18:28

“Con l’approvazione definitiva al Senato della legge sulla rottamazione dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo, già votata alla Camera lo scorso marzo, mettiamo fine a un’assurdità burocratica che per anni ha condannato le nostre città e le nostre periferie aprendo la strada alla rimozione di quelli che sono purtroppo dei veri e propri monumenti al degrado”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu, primo firmatario della proposta di legge del Partito Democratico sul tema.
“I numeri – spiega Casu – descrivono un’urgenza nazionale: ad aprile 2025 i veicoli sotto fermo erano quasi 4 milioni, con picchi drammatici a Napoli (512mila), Roma (234mila) e Milano (173mila). Parliamo di oltre 231mila mezzi fermi da più di 20 anni e decine di migliaia di modelli Euro 0, con motori a benzina privi di catalizzatore. È irrealistico pensare che auto ferme da decenni possano ancora soddisfare un credito erariale; rappresentano solo un peso ambientale e un costo per la collettività. Adesso finalmente una volta attestata dai Comuni e dagli enti proprietari della strada il potere di attestare l’inutilizzabilità dei mezzi, potremo rimuovere i vincoli e procedere alla demolizione in tempi rapidi”.
“Questa legge – prosegue il deputato dem – frutto del lavoro comune in Commissione e del confronto con le analoghe iniziative portate avanti dagli altri gruppi di maggioranza e opposizione introduce anche la possibilità di interventi immediati per motivi di incolumità pubblica, di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione stradale, di tutela ambientale e per esigenze di carattere militare, inasprendo le sanzioni in caso di violazione delle norme relative alla raccolta e alla gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione. È un traguardo raggiunto insieme, superando le differenze partitiche, perché di fronte a un’auto abbandonata dovrebbe esserci solo l’urgenza di intervenire per rimuoverla e restituire spazio pubblico alla collettività. Un primo passo concreto che unisce transizione ecologica e transizione sociale: liberare spazio pubblico significa restituire alle persone la libertà di camminare, parcheggiare e vivere meglio il proprio quartiere. Ora ci aspettiamo che il Governo sia coerente e garantisca ai Sindaci tutti gli strumenti e le risorse necessarie per andare avanti e raggiungere l’obiettivo di liberare le strade dalle auto abbandonate su tutto il territorio nazionale”.

20/01/2026 - 18:20

Ora si passi dalle parole ai fatti: subito i fondi per la banchina Metinvest e compensazioni per il rigassificatore.

“Il governo Meloni ha riconosciuto finalmente il nesso strategico tra la continuità produttiva della siderurgia nazionale e il pieno rilancio del polo di Piombino, a partire dal potenziamento infrastrutturale del porto e dalla realizzazione della nuova banchina funzionale all’acciaieria. È un passaggio incoraggiante, che ribadisce anche la necessità di finanziare opere di reindustrializzazione come compensazioni per l’impatto del rigassificatore su un’area già segnata da una crisi industriale complessa. Era stato proprio questo il primo atto presentato alla Camera e al Senato da tutti i parlamentari toscani del Partito Democratico. Tuttavia il governo non può  più limitarsi agli annunci: Piombino ha bisogno di atti concreti, risorse certe e tempi definiti, non di enunciazioni di principio”. Lo dichiarano i deputati Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Laura Boldrini e Federico Gianassi in merito al loro ordine del giorno approvato durante l'esame del Decreto ex-Ilva.

“E’ adesso necessario - concludono i deputati Pd - vigilare con la massima attenzione sull’attuazione degli impegni assunti. Un ordine del giorno sostanzialmente analogo era già stato infatti approvato mesi fa, senza che a quelle parole siano seguiti stanziamenti, cantieri o decisioni operative. Il tempo delle promesse è finito: il governo deve dimostrare con i fatti di voler davvero sostenere Piombino, onorando l’accordo di programma, superando le criticità autorizzative e garantendo le risorse necessarie. Il territorio, i lavoratori e le imprese non possono più permettersi rinvii o vuoti impegni”.

 

20/01/2026 - 12:01

"Nonostante i percorsi istituzionali avviati e le interlocuzioni in corso sul futuro dello stabilimento Beko di Siena, non esistono ad oggi prospettive industriali certe per il sito di viale Toselli. Nel frattempo, il territorio ha già pagato un prezzo altissimo: circa 140 posti di lavoro su 300 sono andati perduti, in un contesto segnato da prolungata incertezza e dall’assenza di un piano industriale definito. Per questo ho depositato un’interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, chiedendo quali garanzie concrete il governo intenda mettere in campo": è quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato Dem e segretario Pd della Toscana sull'atto presentato e sottoscritto anche dai colleghi Arturo Scotto, Marco Simiani e Laura Boldrini.

"Gli accordi tra Comune di Siena e Invitalia sono stati annunciati come soluzione certa ed efficace, ma da soli non bastano se non accompagnati da impegni chiari su tempi, investimenti produttivi e tutela dell’occupazione. Come Partito Democratico continueremo a seguire con attenzione questa vicenda e vigileremo affinché l’intervento pubblico non si limiti a una soluzione formale, ma apra davvero la strada a una reindustrializzazione credibile e a nuove prospettive di lavoro stabile per il territorio": conclude.

 

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