“Stamane alcuni ragazzi sulle scale di Montecitorio hanno gettato dei sacchetti con del cibo che la GDO cestina ogni giorno per richiamare la nostra attenzione sul Giusto Prezzo e sul fatto che il cibo di qualità sia un privilegio per pochi, al contrario di quello che il Ministro dell’agricoltura Lollobrigida sostiene. Mentre solo pochi giorni fa dichiaravano sullo spreco alimentare e sull’importanza di evitarlo oggi che fanno i Presidenti di Camera e Senato? Fontana li accusa di atti vandalici e La Russa lo ha definito un atto vile. Ma ci rendiamo conto? Questi sarebbero atti vili e vandalici? E cosa facciamo noi per alleviare le sofferenze di quei produttori che nonostante l’inflazione e il caro prezzi non ricevono soldi in più? Cosa facciamo per quei consumatori costretti a rinunciare a proteine e carboidrati, al cibo sano e sostenibile perché troppo costoso? E soprattutto cosa diciamo a dei ragazzi che ci richiamano con parole pulite e striscioni corretti a dare delle risposte concrete senza offendere nessuno? La maggioranza e il governo, il ministro Lollobrigida che oggi attendiamo in Aula dovrebbero rispondere su questo non offendere dei giovani innocenti che si preoccupano giustamente del nostro e loro futuro!”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Il decreto Milleproroghe è l’ennesima dimostrazione di una politica fatta di misure parziali e di corto respiro. Il governo Meloni punta al consenso immediato senza affrontare riforme strutturali. Sulla Sanità, il governo ha annunciato interventi sulle liste d’attesa, approvando un decreto per aumentare le risorse, ma solo per la sanità privata accreditata. Tuttavia, i decreti attuativi non sono stati ancora emanati, e il disegno di legge per affrontare la carenza di personale sanitario è fermo da mesi. Inoltre, il Milleproroghe avrebbe dovuto concedere alle Regioni maggiore flessibilità di spesa sanitaria (utilizzando lo 0,7 per cento del fondo sanitario nazionale), ma questa misura è scomparsa dal testo definitivo. Nel frattempo, milioni di italiani rinunciano alle cure, la sanità privata cresce a scapito della pubblica, e la migrazione sanitaria dal Sud al Nord pesa per 5 miliardi di euro. Il governo non investe risorse adeguate, accompagnando di fatto il sistema verso una privatizzazione progressiva”. Lo ha detto in Aula alla Camera Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, durante la discussione generale sul decreto Milleproroghe.
“Il governo – conclude Merola - riapre i termini per accedere alla cosiddetta ‘Rottamazione-quater’ delle cartelle esattoriali, per i debitori decaduti a seguito del mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate previste, mentre prepara la quinta, senza distinguere tra chi è realmente in difficoltà e chi sfrutta il meccanismo per rinviare i pagamenti. Le precedenti quattro rottamazioni hanno lasciato un buco di 21,6 miliardi sui 64,5 previsti, e ora la maggioranza discute se destinare altri 5,2 miliardi a una nuova rottamazione o 3-4 miliardi alla riduzione delle aliquote IRPEF. Il governo, mentre non stanzia fondi per medici e infermieri e impone tagli agli enti locali, favorisce chi può evadere le tasse, penalizzando i lavoratori dipendenti e compromettendo equità fiscale e welfare. Altro che quinta rottamazione, questo governo sta rottamando il Paese”.
“Ormai è chiaro: la vera emergenza per il governo non sono le bollette energetiche che esplodono, la siccità e le alluvioni, la cassa integrazione in aumento esponenziale, la crisi dell’industria o il crollo del Pil. La vera emergenza è trovare una poltrona al figlio del presidente del Senato. Nel Decreto Emergenze, appena approvato dalla Camera, non c’è niente infatti per il paese ma, stando ad autorevoli articoli di stampa, c’è la defenestrazione per legge di una presidenza eletta al fine di creare un posticino al sole per Geronimo La Russa. La destra compatta ha infatti respinto il nostro ordine del giorno che impediva palesi favoritismi”: così i deputati e capigruppo Pd in commissione Bilancio e Ambiente, Ubaldo Pagano e Marco Simiani sul Decreto approvato oggi a Montecitorio.
“L'attacco hacker alla rete dei trasporti rivendicato da attivisti russofoni è qualcosa di estremamente grave. Il comparto dei trasporti sta vivendo alla giornata tra disagi, ritardi, errori, inconvenienti e non può e deve subire anche l'incubo che ingerenze estere possano farlo bloccare definitivamente.” Così in una nota il deputato dem Anthony Barbagallo.
“Questo attacco – continua il capogruppo Pd in Commissione Trasporti - evidenzia la fragilità del sistema e 'offre' una giustificazione o un'alibi per chi i problemi anche più piccoli li evita e non li affronta. A chi, in fondo, non dispiace la politica estera russa”. “Ringrazio personalmente l'Agenzia nazionale per la cybersicurezza per il pronto intervento di ripristino della normalità, ma è chiaro che serve molto di più per rendere stabile ed efficiente la rete dei trasporti”, conclude Barbagallo.
“L’assenza di Giorgia Meloni dal vertice mondiale di Parigi sull'Intelligenza artificiale conferma ancora una volta la sua marginalità sulla scena internazionale. Un’assenza ancora più grave se si considera che solo pochi mesi fa l’Italia, sotto la presidenza del G7, aveva promosso un incontro sull’intelligenza artificiale, sottolineandone la centralità strategica.
Dopo aver rivendicato un ruolo di leadership sul tema, perché Meloni non ha ritenuto necessario partecipare a un vertice cruciale come quello di Parigi? L’Unione Europea non può permettersi di restare indietro su un settore che ridefinirà le economie e le società del futuro. La mancata presenza dell’Italia ai suoi massimi livelli istituzionali solleva interrogativi inquietanti: è semplice disinteresse o c’è una precisa volontà politica di favorire gli interessi di grandi imprenditori americani, Elon Musk in testa? Meloni deve chiarire pubblicamente le ragioni della sua assenza. Il futuro dell’Europa nell’innovazione tecnologica non può essere deciso altrove mentre l’Italia resta a guardare”. Così il capogruppo del Pd nella commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
Nuovo intervento legislativo sarebbe inutile accanimento
"La notizia dei licenziamenti di massa operati dalla cooperativa incaricata della gestione dei centri di Shengjin e Gjader conferma la debolezza e l'inadeguatezza di un progetto che fin dall'inizio ha mostrato evidenti criticità". Così la capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Costituzionali della Camera, Simona Bonafè, commenta la decisione della cooperativa Medihospes di interrompere i contratti della maggior parte dei dipendenti assunti per la gestione delle strutture in Albania.
"Il cosiddetto 'Progetto Albania', voluto dalla premier Giorgia Meloni per la gestione dei migranti, si sta rivelando un'iniziativa fallimentare e dannosa per le casse dello Stato. Si tratta di uno spreco di denaro pubblico che supera il miliardo di euro, risorse che potevano essere investite in servizi essenziali per i cittadini italiani, come sanità, istruzione e welfare".
“Il governo prenda atto del fallimento del progetto e non insista con ulteriori strappi istituzionali e interventi legislativi che rappresenterebbero solo un accanimento nel tentativo di mantenere in vita un'iniziativa ormai compromessa”
Senza chiarire in Parlamento e senza soluzioni concrete per risolvere i disservizi ferroviari
“Non è esiste una strategia chiara e definita del ministero dei Trasporti per porre rimedio alla situazione drammatica che ogni giorno vivono gli italiani che si spostano sui treni per andare al lavoro, a scuola o per altre ragioni. Dalle parole del sottosegretario Ferrante non solo non emergono possibili soluzioni di respiro e concretezza, ma non si fa chiarezza sul tema della privatizzazione delle società ferroviarie nuovamente annunciata dal Ministro Salvini. Trincerandosi dietro la non disponibilità di ipotesi di lavoro, non si precisano le caratteristiche del nuovo assetto societario e se riguarderà la struttura della rete ferroviaria o meno”. Così la deputata dem Valentina Ghio in replica al sottosegretario Ferrante durante il Question time in Commissione Trasporti.
"Il Ministro Salvini annuncia privatizzazioni e poi il Governo non è trasparente sul tema in Parlamento – continua la vicepresidente del Gruppo Pd - allora ci chiediamo se il percorso di privatizzazione non risponda solo alla necessità del governo di fare cassa e raggiungere l'obiettivo di 20 miliardi di entrate da vendita di asset pubblici previsti nelle manovre di bilancio. È necessaria trasparenza sul mantenimento delle prerogative del sistema societario ferroviario del nostro Paese, che deve garantire il rispetto delle tratte sociali, di quelle meno redditizie, delle aree interne e delle regioni più in difficoltà con i collegamenti”. “Questi sono obiettivi fondamentali per la coesione del Paese: non possono essere sacrificati per fare cassa”, conclude Ghio.
“Ad oggi il modello Albania è stato un fallimento totale; il più grande buco nell’acqua della storia del Paese. Peraltro si configura un danno erariale clamoroso con una previsione di spesa di un miliardo per due centri che ad oggi sono vuoti. Ci sono agenti costretti a permanere in Albania quando potrebbero essere utilizzati per la sicurezza e il controllo delle nostre comunità. La destra sulla sicurezza fa tanta propaganda ma nei fatti non riesce ad assicurarla. Volevano una foto copertina con la deportazione dei migranti sulle navi militari alla Trump: la foto è sbiadita e le prigioni sono vuote”. Lo ha detto Piero De Luca a RadioCusano Campus.
“Ci sono navi militari che hanno fatto avanti e indietro costrette a viaggi disumani, inefficaci e inutili. Il numero massimo di persone che i centri possono ospitare è di 3 mila al mese e 36 mila a regime all'anno, quando negli ultimi due anni sono arrivati in Italia 230 mila migranti. Ma di cosa parliamo?”
Peraltro -ha proseguito il dem- si tratta di un progetto irrealizzabile perché contrario alle norme europee e a quelle internazionali. Errare è umano, perseverare è diabolico: chiudere i centri e trasformarli non da centri in cui accogliere i migranti in attesa di valutazione delle domande di protezione internazionale e di asilo ma in centri dove accompagnarli prima dell’espulsione crea altri problemi rispetto alle norme europee ed internazionali, perché servono accordi bilaterali di rimpatrio, tempi definiti e soprattutto vanno rimpatriati nel paese terzo d'origine. Portarli in Albania -ribadisce De Luca- rischia di essere un altro buco nell’acqua irrealizzabile, sconfessato peraltro anche dal premier albanese Rama che ha lasciato intendere la necessità di cambiare la natura del protocollo. Si tratta di fumo degli occhi che la destra sta lanciando perché incapace di gestire il fenomeno migratorio e tutti gli altri problemi economici e sociali del paese. Il miliardo di euro buttato al mare poteva essere usato per la sanità, per la sicurezza per la suola, per il lavoro.
La solita operazione di marketing e di pubblicità ingannevole ai danni degli italiani e sulla pelle dei più fragili”. Così ha concluso De Luca.
“Dalle risposte date al question time odierno, sembra che finalmente il ministro Calderoli si sia arreso alla realtà dei fatti: la sua legge è bella che defunta. Preso atto di questa ‘ammissione di colpa’, c’è solo da augurarsi che il ministro non stia preparando un altro attentato alla Costituzione con questo nuovo disegno di legge. A tal proposito è bene che tenga a mente la sentenza per intero: i decreti legislativi che il governo adotterà non saranno immuni dal giudizio della Consulta. Calderoli ci pensi bene prima di fare nuove figuracce”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera.
"Via i palestinesi da Gaza. E' questo il piano di cui hanno discusso Donald Trump e Benjamin Netanyahu nel loro incontro alla Casa Bianca. Al posto delle case, delle scuole, degli ospedali che vanno ricostruiti perché le persone possano viverci, sorgerà la "riviera del medio oriente".
Un progetto di vera e propria pulizia etnica: non c'è altro modo per definirlo, a cui i palestinesi si oppongono con tutte le loro forze. Ma a cui sono fermamente contrari anche Egitto e Giordania, così come l’Arabia Saudita che ha immediatamente ribadito "l'inequivocabile rifiuto” della violazione dei diritti del popolo palestinese, incluso il tentativo di spostarlo altrove, e che invece, chiede lo Stato di Palestina in cambio della normalizzazione dei rapporti con Israele.
L'Europa cosa dice? Cosa intende fare per garantire il diritto dei palestinesi a vivere nella loro terra e ad avere uno stato indipendente, come previsto dalla risoluzione ONU del 1947 ?
Non si può certo restare a guardare davanti alla cacciata di un popolo dalla propria terra e alla sua totale eliminazione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Sull'istituzione del Museo sulla strage ferroviaria di Viareggio si è consumata l'ultima vergognosa giravolta della destra. Dopo la presentazione della proposta di legge da parte del Pd nel 2023 ed un ordine del giorno approvato alla Camera nei mesi scorsi che impegnava il governo a realizzarlo, nell'ultima Legge di Bilancio un emendamento presentato da tutti i partiti politici avrebbe dovuto concretizzare la struttura; la proposta emendativa non fu però ammessa alla discussione perché definita 'localistica', anche se poi la manovra introdusse numerose norme microsettoriali. Con il Decreto Cultura, oggi alla Camera, non vi erano però scuse: l'emendamento che avrebbe trovato risorse per realizzare il museo aveva superato i profili di ammissibilità ed era pronto per essere approvato. Purtroppo la maggioranza si è piegata alla decisione contraria del Governo Meloni e ha respinto ancora una volta la nostra proposta. Siamo sinceramente senza parole, continueremo nella nostra battaglia per istituite il Museo nonostante l'atteggiamento di questa maggioranza, che non mantiene nemmeno gli impegni presi con il territorio".
Lo dichiarano i deputati Pd, Emiliano Fossi e Marco Simiani.
“Le poche settimane di cassa integrazione straordinaria che scadono oggi rappresentano perfettamente quello che ha fatto questo governo in un anno per contrastare la gravissima crisi del settore moda: poco o niente. L’unica norma varata nel 2024 (peraltro insufficiente) non è stata inoltre utilizzata dalle Pmi perché le imprese, in evidente crisi di liquidità, non erano in grado di anticipare i versamenti ai lavoratori. Il risultato è incredibile: meno di 3 milioni di euro utilizzati su 110 ed il Ministero che scarica la colpa sulle aziende definendo la Cig uno ‘strumento non utile’ proprio perché non attivato. Su questa vicenda ho depositato nei giorni scorsi una interrogazione parlamentare: se da un lato è necessario e urgente garantire gli ammortizzatori anche per tutto il 2025, bisogna poi che le imprese possano effettivamente utilizzare le risorse. Nel frattempo il governo deve mettere in campo una politica industriale in grado di rilanciare un comparto strategico per il Made in Italy”. Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè.
“Il Parco Nazionale del Matese è una grande opportunità per il territorio e chiediamo che si accelerino tutte le procedure affinché rapidamente diventi operativo nell'interesse prioritario della tutela ambientale e della valorizzazione turistica di questo comprensorio. A tal proposito abbiamo depositato anche una interrogazione per chiedere al ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, che il suo ministero si adoperi per rimuovere tutti gli ostacoli relativi alla perimetrazione del Parco anche alla luce del pronunciamento del Tar. Auspichiamo inoltre che l'annunciato incontro del 5 febbraio con le Regioni Campania e Molise e i Comuni interessati, possa conseguire questo risultato. Non possono esserci più ritardi, ci sono tutte le condizioni affinché la situazione del parco si sblocchi definitivamente”. Così il deputato Marco Sarracino, responsabile Mezzogiorno del Partito Democratico.
“L'economia italiana è ferma e non bastano le teorie di complotti o la trita propaganda a smentirlo. I dati Istat e le previsioni di Confesercenti parlano chiaro: la 'crescita' congiunturale del Pil dell'ultimo trimestre 2024 è pari allo 0,0% e quella su base annuale è di 0,5%. Ci domandiamo dove sia finita la tanto sbandierata cifra del +1,2% che il governo Meloni annunciava in pompa magna? Tutte le promesse fatte si sono tramutate in stagnazione e le previsioni per il 2025 sono addirittura peggiorative. Si definiscono governo delle 'famiglie' e poi le lasciano sole ad affrontare le difficoltà senza garantire alcuna certezza e poche speranze. Questo è un governo fallimentare che continua a tagliare risorse agli investimenti e alla spesa pubblica. Con che faccia potranno fare nuove promesse?” Così il deputato dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio.
“Scontro feroce nella maggioranza sulle Soprintendenze: la Lega, con Zaia in testa, si sta vendicando contro la presidente Meloni e Fratelli d’Italia, che hanno di fatto 'defenestrato' il governatore del Veneto? La battaglia politica si sta giocando in queste ore sulla pelle del patrimonio culturale italiano, con il rischio di ridurre la tutela a clava per risolvere i problemi interni alla maggioranza. Tutto ciò è inaccettabile ed è il risultato della debolezza del ministro Alessandro Giuli, assente rispetto alle sfide che riguardano i settori del ministero che è chiamato a guidare pro tempore." Così in una nota la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi, dopo il botta e risposta tra i deputati della Lega e il Mic sull’emendamento che punta alla “deregulation della tutela del patrimonio culturale, sminuendo il ruolo delle soprintendenze”.