09/03/2026 - 19:00

La Capo di gabinetto si dimetta se pensa quello che dice

“Clamoroso e inaccettabile. Il ministro Nordio condivide? Invitare in una trasmissione a ‘votare sì e togliere di mezzo la magistratura’, definendola ‘plotoni di esecuzione’, è un attacco diretto, deliberato e intollerabile all’autonomia e alla credibilità della giustizia italiana. Parole del genere da chi guida il gabinetto del Ministero della Giustizia non sono semplici errori: sono un’offesa alle istituzioni e suonano come una minaccia all’integrità dello Stato di diritto.

Chi ricopre un ruolo così delicato deve dimostrare fiducia nelle istituzioni e nel lavoro della magistratura. Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere. Se questa fiducia viene meno, l’unica scelta coerente è rimettere immediatamente il proprio incarico.” Così il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi.

 

 

09/03/2026 - 13:16

“Dal Medio Oriente ai porti italiani, il caro gasolio torna a colpire la pesca. Sui mercati portuali aumenti fino al 60% e prezzi che in diversi porti potrebbero superare 1 euro al litro. Un cosi forte aumento del prezzo del gasolio nei porti italiani rappresenta un nuovo e gravissimo colpo per il settore della pesca, già provato da anni di difficoltà strutturali. Un rincaro che rischia di rendere economicamente insostenibile l’uscita in mare per molte imprese”.

Così Stefano Vaccari, deputato dem della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.

“In Emilia-Romagna - aggiunge - la situazione è particolarmente preoccupante. Le marinerie dell’Adriatico, da Goro a Cattolica, passando per Porto Garibaldi, Ravenna, Cesenatico e Rimini, sono un presidio economico e sociale fondamentale per le comunità costiere. Migliaia di lavoratori e famiglie dipendono direttamente o indirettamente da questo comparto, che rappresenta anche una componente essenziale della filiera agroalimentare italiana. Il nuovo aumento del costo del carburante rischia di aggravare una crisi già pesante, segnata negli ultimi anni dal caro energia, dalle difficoltà del mercato e dai ritardi nei ristori legati al fermo pesca. Molte imprese oggi si trovano nella condizione paradossale di dover scegliere se uscire in mare lavorando in perdita o fermare l’attività. Maggiori rischi per i modelli peschereccio/azienda/famiglia. Per queste ragioni chiediamo al Governo, di intervenire con urgenza. È necessario ripristinare strumenti di sostegno immediati, a partire dal credito d’imposta sul carburante per le imprese della pesca, già adottato in passato in situazioni analoghe, e accelerare il pagamento dei ristori ancora pendenti. Altra possibile strada potrebbe essere quella di valutare anche l’utilizzo delle risorse del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), che consentono interventi mirati senza gravare ulteriormente sui plafond de minimis delle imprese. La pesca non può essere lasciata sola. Parliamo di un settore strategico per l’economia del Paese, per la sicurezza alimentare e per la tutela delle nostre comunità costiere. Servono risposte rapide e concrete - conclude - prima che questa nuova impennata dei costi metta definitivamente in ginocchio molte imprese”.

 

08/03/2026 - 21:58

“Il settore della pesca rimane in grande difficoltà e oggi a problemi strutturali mai risolti (come i mancati indennizzi per il fermo pessca del 2024 e del 2025) si aggiunge il forte rincaro del gasolio legato alle tensioni internazionali e alla guerra in Iran. Una situazione che rischia di mettere definitivamente in ginocchio molte imprese, in particolare della Toscana”: è quanto dichiara il capogruppo Dem in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, dopo aver incontrato a Porto Santo Stefano e Porto Ercole (in provincia di Grosseto) le associazioni dei pescatori per fare il punto sulle principali criticità del comparto.

“Parliamo di un settore strategico che da anni chiede risposte senza ottenerle e che oggi vive una fase di emergenza. Anche i ritardi nei pagamenti dei ristori segnalati dal Ministero dell’Agricolturaconfermano le difficoltà del comparto. Servono interventi immediati, a partire da agevolazioni concrete e dal ripristino del credito di imposta sui carburanti, come fatto all'indomani della guerra in Ucraina, per sostenere lavoratori e imprese che rischiano di non riuscire più a sostenere i costi di uscita in mare”: conclude.

 

06/03/2026 - 16:42

"Se sul rigassificatore di Piombino il governo volesse forzare la mano, come peraltro già tentato con il Milleproroghe ed annunciato dal Ministro Pichetto Fratin, allora le compensazioni per il territorio, promesse e mai attuate, devono essere contestuali. Per questo motivo abbiamo presentato un emendamento al Decreto Bollette, attualmente in discussione a Montecitorio, affinché qualsiasi proroga venga obbligatoriamente affiancata dai benefici per i cittadini e le imprese locali. La destra non si azzardi a mantenere il rigassificatore penalizzando ancora una volta la popolazione": così i deputati Pd Marco Simiani, Emiliano Fossi, Simona Bonafè e Laura Boldrini.

"L'emendamento nello specifico contiene disposizioni per il rilancio economico, occupazionale, sociale, ambientale, infrastrutturale e culturale dell’area di Piombino (compresi i comuni del Golfo di Follonica) e la riduzione del prezzo dei costi dell’energia per gli utenti domestici e imprese del territorio. Gli interventi, per cui è previsto uno stanziamento complessivo di circa 870 milioni di euro, verranno definiti da un apposito accordo di programma fra Stato, Regione Toscana ed enti locali interessati e riguarderanno la messa in sicurezza del porto, la bonifica delle aree industriali presenti, lo sviluppo di impianti di fonti rinnovabili, l’ammodernamento delle infrastrutture viarie, la valorizzazione delle aree archeologiche della zona e la realizzazione di un gasdotto per metanizzare l’Isola d’Elba. Altre misure specifiche riguardano la promozione di nuovi investimenti nell’area portuale, con particolare riferimento alla banchina Metinvest, ed ulteriori stanziamenti per la reindustrializzazione per l’area di crisi industriale complessa di Piombino. Il provvedimento prevede inoltre che per imprese e cittadini del comune di Piombino sia concessa una riduzione del 50 per cento dei costi energetici”.

 

06/03/2026 - 10:56

“Tutta la mia solidarietà al direttore Francesco Cancellato e alla redazione di Fanpage. Alla luce dell’inchiesta della magistratura emerge chiaramente che giornalisti, insieme ad attivisti e imprenditori, furono spiati illegalmente attraverso il sistema Paragon. Continuo a pensare che non sia una cosa normale e accettabile in uno stato democratico. Il governo dica una parola definitiva su questo scandalo: noi faremo la nostra parte continuando a chiedere in Parlamento verità e giustizia”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

05/03/2026 - 18:16

“Si è svolto oggi, nella Sala Berlinguer presso gli uffici del Gruppo PD alla Camera dei Deputati, un incontro di ascolto e confronto con le principali rappresentanze di categoria e dei lavoratori del cluster portuale, insieme ad amministratori locali delle città portuali, dedicato alla riforma della governance dei porti approvata dal Consiglio dei Ministri nel dicembre 2025 e che prefigura la creazione della società Porti S.p.A. L’incontro ha registrato una partecipazione ampia e qualificata. Nel corso degli interventi sono emerse diverse criticità rispetto alla riforma, a partire dal metodo adottato, caratterizzato dal mancato coinvolgimento delle parti interessate nella fase di elaborazione del provvedimento. Numerosi contributi hanno inoltre evidenziato questioni di merito, tra cui il rischio di uno svuotamento delle Autorità di Sistema Portuale di risorse economiche e umane, con possibili ricadute sulla loro capacità di sostenere i costi di funzionamento della futura Porti S.p.A. e di garantire l’efficacia della governance portuale. Al di là del percorso della riforma, attualmente in stallo in attesa dello sblocco da parte della Ragioneria dello Stato, restano aperte diverse questioni su cui il sistema portuale attende risposte concrete: dalla semplificazione e dalla chiara definizione dei rapporti di governance, al tema dei dragaggi, fino allo sblocco di alcune richieste legate al lavoro portuale, come il fondo di incentivo all’esodo, mantenendo fermo il principio di un mercato regolato. È emersa inoltre con forza l’esigenza di un sostegno reale alla rete dell’intermodalità e alle infrastrutture dell’ultimo miglio, non limitato alle sole aree strettamente portuali. A tre anni dalla risoluzione sulla portualità presentata in Parlamento e a fronte dell’annuncio di una riforma che rischia di non concretizzarsi mai, mancano ancora risposte puntuali alle questioni che il sistema pone da troppo tempo. A questo quadro si aggiunge la complessa situazione internazionale che, se dovesse protrarsi, richiederà interventi di sostegno e politiche mirate per garantire stabilità e competitività al sistema portuale nazionale. Il Partito Democratico si attiverà nelle Commissioni competenti e in Parlamento con proposte puntuali sui diversi temi emersi, sollecitando il Governo a fornire risposte concrete a un settore strategico per l’economia e lo sviluppo dell’intero Paese”.

 

05/03/2026 - 12:55

“La destra al governo e il ministro Lollobrigida in particolare hanno finalmente gettato la maschera sull’Agenzia Agea. Dopo averne decantato le lodi per l’efficienza, la tempestività nei pagamenti alle aziende agricole, puntualmente smentiti dalle Regioni, dopo averne stravolto l’organizzazione in barba ai regolamenti (inglobando un’azienda privata che forniva prima servizi e creato all’interno un clima di intimidazione), ora con il Ddl Coltivitalia ci troviamo di fronte ad un vero e proprio scandalo. Con tre emendamenti del relatore vengono trasferiti ad Agea 40 milioni di euro in tre anni sottraendoli a comparti in crisi come quello delle carni e quello del settore olivicolo. Inoltre, viene assegnata ad Agea la percentuale fissa del 2 per cento su tutte le risorse stanziate dal ministero dell’agricoltura in cambio di una generica assistenza che Agea dovrebbe già garantire per legge. ‘Un posto di lavoro sotto l’ombrello di Agea’, quindi, non si nega a nessuno come si sottolinea anche in una recente inchiesta di Fanpage. La ‘migliore gioventù’ della destra, già ex di qualcosa o figlio o amico di qualcuno, ora ha un posto stabile nell’Agenzia che in realtà dovrebbe vigilare sulla stessa Agea”.

 

Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato dem della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari.

“Per le coperture finanziare durature nel tempo - aggiunge - ci pensano invece gli emendamenti ad hoc che vengono presentati dalla destra in Parlamento su provvedimenti che dovrebbero occuparsi di questioni più importanti, come sostenere il comparto agricolo in alcuni settori che a causa delle problematiche energetiche e ai mutamenti climatici vivono momenti di gravi difficoltà. Ci batteremo perché questo trasferimento immotivato ed esagerato non venga approvato perché le risorse debbono andare agli agricoltori e non a ripianare eventuali deficit dell’agenzia o peggio ancora per coprire gli stipendi di nuovi funzionari assunti o che verranno assunti. Come Gruppo Pd abbiamo presentato subemendamenti abrogativi e subemendamenti finalizzati a destinare le risorse all’occupazione giovanile, per combattere le frodi in agricole, per supportare le imprese dai danni meteoclimatici, per contrastare la diffusione della peste suina africana ed altre forme di fitopatie, per l’innovazione e per dare piena attuazione ai progetti in corso del Pnrr. Questa - conclude - sarebbe la vera funzione di Agea non quella di essere un ufficio di collocamento per il principale partito della maggioranza di governo”.

 

04/03/2026 - 16:08

Le deputate e i deputati del Partito Democratico sono stati ascoltati oggi dall’Ufficio di Presidenza della Camera in merito a quanto accaduto a fine gennaio, nella settimana della giornata della
Memoria, in relazione alla conferenza stampa promossa da CasaPound Italia.
Nel corso delle interlocuzioni con l’Ufficio di Presidenza, le deputate e i deputati dem hanno ribadito al presidente Lorenzo Fontana la gravità della vicenda, ricordando che lo stesso, prima di annullare la conferenza stampa, l’aveva già definito “inopportuna” l’iniziativa. È stata inoltre sottolineata la presenza, tra i relatori che avrebbero dovuto partecipare alla conferenza stampa, di soggetti che si richiamano esplicitamente al fascismo e al nazismo e che in passato hanno assunto comportamenti violenti nei confronti delle istituzioni democratiche e delle forze dell’ordine, con episodi oggetto anche di rilievi penali.
I parlamentari del Pd hanno richiamato anche la recente sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato, in primo grado, dodici militanti di CasaPound per i reati di riorganizzazione del partito fascista e manifestazioni fasciste. “Anche per questo – spiegano – non si comprendono eventuali richiami al Regolamento o sanzioni nei nostri confronti: la presenza in sala stampa è avvenuta nel rispetto dei valori costituzionali e delle prerogative parlamentari, per evitare che le istituzioni fossero utilizzate contro i principi su cui si fondano”.
Nel corso delle audizioni, i deputati dem hanno inoltre segnalato le recenti dichiarazioni del portavoce di CasaPound, Luca Marsella, che ha affermato: “I mandanti dell’omicidio di Lione sono i deputati del Pd. È la mafia antifascista”. Parole definite “gravissime”, che – secondo il gruppo parlamentare – confermano il clima di tensione che tali associazioni intendono alimentare nelle sedi istituzionali. Così una nota del gruppo Pd alla Camera.

 

04/03/2026 - 12:34

Situazione molto preoccupante, ci salviamo solo grazie al PNRR dei governi precedenti.

"Difficilmente, a meno di improbabili revisioni del dato provvisorio presentato dall'ISTAT, si raggiungerà l'obiettivo su cui il governo aveva speso la sua reputazione, cioè quello di rientrare dalla procedura per deficit eccessivo portando il rapporto fra disavanzo e Pil sotto il 3%. Siamo al 3,1 e anche il debito cresce". Così la deputata dem Maria Cecilia Guerra, capogruppo in commissione Bilancio e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.

“Il contesto macroeconomico – ha aggiunto l’esponente Pd – desta molta preoccupazione: il rapporto debito-PIL è confermato in aumento, l'Istat ha rivisto al ribasso la stima sulla crescita italiana e all'orizzonte ci sono soltanto guerre. Il governo dice che la colpa è del Superbonus, ma il Superbonus era già nelle previsioni: il tema è sicuramente più complesso. Questi conti pubblici, che non hanno raggiunto l'obiettivo del consolidamento, ci trovano in una situazione di particolare debolezza. Dovremmo affrontare, e sembra ormai inevitabile, una crisi energetica che avrà effetti sulle bollette degli italiani e sulle possibilità di approvvigionamento del gas. Quello che veniva dal Qatar dovremo acquistarlo probabilmente dagli Stati Uniti, a prezzi più elevati".

"A tutto questo — ha concluso Guerra — facciamo fronte soltanto con le risorse rimaste dai governi precedenti, con il PNRR che questo governo si appresta a rimodulare per l'ennesima volta, perché non riesce a spendere in modo adeguato le risorse e cerca di portarsi qualche briciola anche per gli anni futuri. Una situazione molto, molto preoccupante".

 

28/02/2026 - 16:15

"Leggiamo oggi l' intervista di Maurizio Gelli, figlio di Licio Gelli, che rivendica la "lungimiranza" del padre per avere proposto la separazione delle carriere dei giudici e che apprezza l' operato del Ministro Nordio. Cosa ha rappresentato la P2 nella storia d' Italia è noto: basta leggere le sentenze definitive sulla strage del 2 agosto. Lo avevo già chiesto in una mia interrogazione parlamentare e lo ribadisco oggi: i Ministro Nordio e le forze politiche di governo dicano parole chiare sulla loggia P2 e si dissocino in modo netto da riferimenti di questo genere". Così Andrea De Maria, deputato PD.

27/02/2026 - 10:39

"Il Parlamento dell'Uruguay è stato il primo tra i Paesi del blocco UE-Mercosur a ratificare l'accordo firmato lo scorso gennaio dalla Commissione Europea e dai quattro Presidenti di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay". Così Fabio Porta, deputato italiano del Pd eletto in Sudamerica, presente nella capitale uruguaiana in quella che il ministro degli Esteri Mario Lubetkin ha definito una giornata "storica" e un "segnale" importante per l'Europa e il mondo.

Il deputato democratico ha incontrato il capo della diplomazia uruguaiano poche ore dopo il voto. "Con questa ratifica - ha sottolineato l'esponente Pd - sarà possibile avviare la fase transitoria relativa all'accordo commerciale. Un passo importante e significativo, al quale nelle prossime settimane seguiranno le analoghe ratifiche dei Parlamenti degli Stati aderenti al Mercosur".

Dopo l'incontro con Lubetkin, Porta ha incontrato il senatore Daniel Caggiani, capogruppo del Frente Amplio, la coalizione di centro-sinistra che guida il Paese. "Abbiamo convenuto sulla valenza storica di questo accordo - ha concluso Ports - in risposta ai rigurgiti di sovranismi e nazionalismi e come avvio di una nuova fase di relazioni tra Europa e America Latina".

 

26/02/2026 - 17:21

“Con la decisione del Tribunale di Milano che ha disposto la sospensione dell'attività produttiva a caldo dell'ex Ilva se l'azienda non adeguerà l'Autorizzazione Integrata Ambientale, cade l'ennesimo castello di carte del ministro Urso. Il titolare del ministero delle imprese e Made in Italy è un vero disastro: nessuna promessa mantenuta, il processo di deindustrializzazione dell'Italia crescente, migliaia di posti di lavoro a rischio e, nel caso dell'ex Ilva di Taranto, pericolo per gli abitanti della città pugliese per emissioni incontrollate' dell'impianto”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati PD Vinicio Peluffo e Alberto Pandolfo, rispettivamente vicepresidente e capogruppo dem della Commissione Attività produttive.
“Se poi aggiungiamo che l'Altoforno 1 è sotto sequestro probatorio da quasi un anno, con danni economici incalcolabili, il fallimento di Urso è definitivo. Parliamo di un ministro non degno di ricoprire un incarico così strategico per l'industria italiana e la propaganda del governo non può più nascondere la sua incapacità”, concludono i deputati PD.

 

25/02/2026 - 08:51

“Si può fare qualsiasi paragone persino rispetto a una legge che si occupa delle disposizioni in materia di valorizzazione dell'enologia. Ma una cosa non si può fare: metterle sullo stesso piano. Stiamo parlando di qualcosa di profondamente diverso. I latini ci vengono sempre in soccorso. Mi verrebbe da dire in vino veritas, ma non voglio essere prosaico. Voglio essere aristotelico: amicus Plato, sed magis amica veritas (mio amico Platone, ma mi è più amica la verità).

La destra deve rispondere ad alcune domande molto precise: ritenete giusto un periodo di cinque mesi di congedo obbligatorio per ciascun genitore non trasferibile? Se lo ritenete giusto sediamoci e troviamo il modo di farlo altrimenti non potete trincerarvi dietro scartoffie.
Ritenete giusto che di questi cinque mesi quattro siano obbligatori per il padre e uno facoltativo e non trasferibile? Se lo ritenete giusto discutiamo.

Mi rendo conto di ripetere un mantra, ma io da chi si definisce ‘donna, madre e cristiana’ mi aspettavo qualcosina in più.
E dico al sottosegretario Durigon, campione in bocciature di tutte le proposte unitarie dell'opposizione. Se lo segni, questa è una delle leggi unitarie dell'opposizione che sarà una delle leggi che faremo quando saremo al governo”. Lo ha detto in Aula Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.

 

24/02/2026 - 13:50

“Oggi, seppure con molto ritardo, la Camera definisce un importante punto di partenza condiviso per lo sviluppo dei centri di elaborazione dati. Come PD ci siamo battuti per uno sviluppo diffuso dei data center sul nostro territorio che coinvolga sia le esperienze positive già avviate sia nuove strutture definite con qualità degli spazi per valorizzare aree dismesse. È giusto che la regolamentazione parta dal Parlamento con una legge delega e non per decreto, perché è in gioco una questione politica, globale e nazionale: i data center non devono diventare cattedrali nel deserto gestite da remoto, ma fucine di innovazione per favorire lo sviluppo economico, sociale, ambientale e democratico ”. Lo dichiara il deputato e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu esprimendo il voto favorevole del PD alla delega al governo  per i centri di elaborazione dati.
“Ci batteremo – sottolinea il parlamentare dem - affinché l'Italia difenda sempre l'interesse nazionale e i data center non diventino i porti franchi delle nuove compagnie delle indie. Siamo davanti ad una sfida di cambiamento e dobbiamo essere pronti alla funzione di scoperta e di costruzione di nuove rotte che servono al futuro. Né colonia, né autarchia, l'Italia deve trovare la sua autonomia tecnologica per proteggere nell'interesse nazionale, da un lato, la sicurezza dei dati e dall'altro l'attrattività degli investimenti”. “Grazie ai data center nel 2025 la Francia ha saputo attrarre 69 miliardi di dollari di investimenti a fronte dei 5 del nostro paese: dobbiamo fare di più per costruire subito il mercato unico europeo dell'innovazione indicato dai rapporti di Letta e Draghi e renderne l’Italia protagonista”, conclude Casu.

23/02/2026 - 09:38

"La destra italiana da tre anni conduce una battaglia senza quartiere contro il Green Deal europeo, ripetendo ossessivamente che 'per colpa dell'Europa il nostro continente affonda'. Ma la realtà dei fatti è più testarda degli slogan: le norme del pacchetto Fit for 55 sono state negoziate, finalizzate e sottoscritte tra fine 2022 e tutto il 2023 proprio dal governo Meloni. E senza fondi comuni europei l'Italia non reggerà la competizione globale”. Lo scrive in un articolo pubblicato sul sito della Fondazione Demo il deputato del Partito Democratico Enzo Amendola.

"La scelta di un modello economico ecosostenibile fu lanciata all'unanimità nel 2019, prima del Covid, da tutte le famiglie politiche europee – ricorda l’esponente dem – e fu ribadita nel 2020 con il Next Generation EU, che destinò una fetta consistente dei 750 miliardi alla transizione ecologica. Il pacchetto Fit for 55 arrivò sulla scrivania del governo Draghi ma venne ereditato e ratificato dalla compagine Meloni. Quando sentite urlare contro il Green Deal, ricordate che quelle norme le hanno firmate loro. L'unico caso di dissenso italiano riguardò il regolamento sui veicoli con motore endotermico, dove la posizione negoziale dell'Italia portò a una rimodulazione delle tempistiche. Ma su altri dossier cruciali, come l'ETS (sistema di scambio delle quote di emissione) su cui Meloni si scaglia oggi, il governo ha ratificato tutto nel 2023. È l'ennesimo ribaltamento della verità per fini propagandistici".

Nel merito, Amendola rivendica posizioni critiche già espresse: "La necessità di un'economia ecosostenibile non può essere messa in discussione. Saremmo come sonnambuli dinanzi al cambiamento climatico. Il limite del pacchetto non sta nelle finalità, come sostiene la destra, ma nella mancanza di risorse economiche per sostenere la trasformazione manifatturiera e agricola. Qui emerge la contraddizione ideologica del governo Meloni – prosegue – da un lato invoca la 'neutralità tecnologica' per rallentare il Green Deal, dall'altro si oppone a qualsiasi strumento europeo, come i bond comuni, per finanziare ricerca e sviluppo. Il sovranismo euroscettico alla fine danneggia l'interesse nazionale italiano".

Amendola richiama le indicazioni del Report Draghi sulla competitività: "Il nostro sistema economico ha bisogno di fondi comuni per beni comuni europei: ricerca applicata, revamping industriali, infrastrutture energetiche. Un paese come l'Italia con crescita sotto l'1% e i fondi del PNRR in esaurimento nel 2026 non può reggere da solo la competizione globale.
La Sinistra europea non deve recedere sulla visione di un modello economico rispettoso del limite ambientale – conclude Amendola – Solo un salto nell'integrazione europea, con strumenti e beni comuni definiti, può garantire tenuta sociale e sviluppo ecosostenibile. Dobbiamo unire ambiente e crescita, dimostrando che nella comunità di destino europea abbiamo la forza per reggere la competizione globale".

 

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