06/02/2024 - 18:23

Merola: numeri lotta evasione vengono da lontano, frutto del rafforzamento dei controlli digitali

“Sono ridicole le dichiarazioni di autorevoli esponenti della maggioranza che vorrebbero associare all’azione del governo i numeri del successo della lotta all’evasione forniti dall’Agenzia delle entrate. Quei 31 miliardi di euro sono frutto di un lavoro che viene da lontano e che è stato ottenuto grazie a numerosi interventi e provvedimenti che hanno potenziato l’uso di strumenti digitali di controllo.  Interventi – ricordiamo - fortemente avversati dalla maggioranza e, in particolar,  dall’attuale presidente Meloni”. Così il capogruppo democratico nella commissione Finanze della Camera, Virginio Merola, che ricorda che: “solo lo scorso maggio Meloni, da Catania, equiparava “la lotta all’evasione a un pizzo di Stato”; quest’estate, Salvini diceva che con questo Governo “c’è finalmente la pace fiscale” e che “milioni di italiani non saranno più ostaggio dell’agenzia dell’entrate”; e che lo scorso dicembre, Fdi equiparava l’Agenzia dell’entrate all’inquisizione medievale”.

“I 31 miliardi recuperati dall’Agenzia dell’entrate nel 2023 - prosegue Merola - sono frutto di una azione prolungata di potenziamento e soprattutto digitalizzazione delle misure di contrasto all’evasione fiscale. Tra queste: l’unione delle banche dati digitali, definito dalla Meloni il “grande fratello digitale”, l’obbligo di fatturazione elettronica che ha dimezzato l’evasione Iva e che veniva definito dalla Meloni “una follia; o l’obbligo di trasmissione dei corrispettivi telematici a fine giornata che ha ridotto fortemente il fenomeno del cosiddetto “preconto” e che è stato anche questo fortemente osteggiato dall’attuale maggioranza. Fdi al governo è in confusione e cerca di nascondere il proprio passato”.

06/02/2024 - 18:05

“Finalmente oggi la comunità italo-albanese può festeggiare la firma definitiva della convenzione bilaterale in materia di sicurezza sociale che oltre a regolare le pensioni consentono il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione, della maternità e della malattia di lavoratrici e lavoratori che fin ad oggi non si vedevano riconosciuti questi fondamentali diritti. Per oltre dieci anni questa comunità si è battuta dialogando con le istituzioni e grazie al lavoro del Governo Draghi, ed in particolare del Ministro Orlando e del Sen. Nanniccini, si è riuscito a costruire un accordo che garantisce il giusto riconoscimento del diritto alle prestazioni previdenziali e le adeguate coperture finanziarie” ha dichiarato l’On. Gribaudo.

“Oramai un’anno fa avevo presentato un’interrogazione al Ministero del Lavoro per chiedere che venisse posta celermente la firma conclusiva dell’accordo che mancava. Voglio ringraziare le associazioni italiano-albanesi che in questo anno non hanno mai smesso di incalzare il governo e che hanno giocato un ruolo determinante nella firma definitiva dell’accordo di oggi” - ha proseguito la deputata DEM - Questa è la dimostrazione che  quando la buona politica ascolta le esigenze reali che le vengono presentate, si riescono a raggiungere accordi internazionali che accrescono i diritti delle persone, non li calpestano.”

06/02/2024 - 16:17

“Il ministro Salvini spieghi le ragioni per cui il governo con la legge di Bilancio 2023 ha tagliato 3,5 miliardi di euro per il Sud. Un colpo durissimo per il Mezzogiorno, privato delle risorse necessarie per le scuole, gli ospedali, le strade, le ferrovie e tutti gli asset strategici, e costituisce l'ennesima penalizzazione dopo la sottrazione delle risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione per il finanziamento dei progetti cancellati dal PNRR l'inconsistente dotazione finanziaria del credito di imposta nella Zes unica e la proposta sull'autonomia differenziata senza la definizione e il finanziamento dei LEP". È questo il tema del question time di domani presentato dal Gruppo Pd della Camera.

06/02/2024 - 15:40

“Il Disegno di legge Bruzzone di modifica della Legge 157 sulla caccia va respinto perché ha un impianto in contrasto con le norme costituzionali e tende ad annullare ruoli e funzioni dell’Ispra nel contesto della pianificazione faunistico venatoria e nella definizione dei relativi calendari. Va respinto perché rischia di far precipitare in infrazioni (con relativi costi a carico delle tasche degli italiani), quelle che attualmente sono procedure aperte ‘pilot’, che indagano sul mancato rispetto delle direttive europee. Senza contare che riaprirebbe il conflitto tra agricoltori, ambientalisti e cacciatori di cui non si sente davvero il bisogno. Ragionare sulla Legge 157 ad oltre trenta anni dalla sua promulgazione è certamente necessario, ma il percorso non può essere affidato ad una proposta di legge anti-costituzionale che ha solo un valore propagandistico in vista delle prossime elezioni europee. Per questo ci opporremo in commissione e in Aula per impedire l’approvazione della legge”.

Lo dichiarano Stefano Vaccari e Marco Simiani, capigruppo Pd in commissione Agricoltura e in commissione Ambiente della Camera.

“Si è scelta - aggiungono - una pericolosa scorciatoia anziché la strada maestra di una discussione ampia, che si articoli a partire dalla presentazione della relazione sullo stato di applicazione della legge da presentare in parlamento attraverso il coinvolgimento innanzitutto dell’Ispra, che Bruzzone &Co vorrebbero esautorare, del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale e di tutti i soggetti di rilievo istituzionale. Per il Pd una cosa è certa. Qualsiasi modifica non può prescindere dal rafforzamento dell’impianto pubblicistico e sociale del sistema faunistico venatorio, dal ruolo primario dell’Ispra e delle Regioni, dalla necessità di valorizzazione una governance programmatoria in sintonia con le direttive comunitarie e i piani di sviluppo rurale, tenendo ben presente l’inserimento in Costituzione della tutela de ‘la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni’. La destra invece vuole scatenare la rissa probabilmente perché ha in testa la privatizzazione della caccia rendendo così la fauna, non un bene comune, ma un mero oggetto consumistico e commerciale. Il Pd - concludono - che su questi temi ha sempre lavorato per alzare l’asticella del confronto e delle convergenze anche tra sensibilità diverse, aprirà un tavolo di confronto con agricoltori, cacciatori e ambientalisti per verificare le condizioni di una possibile riforma condivisa nell’interesse del Paese”.

02/02/2024 - 10:10

“Apprendiamo con sconcerto l’eventualità annunciata da Tavares di ridurre i posti di lavoro di Stellantis a Mirafiori e Pomigliano d’Arco se non arriveranno incentivi statali all’auto elettrica.

C’è un evidente problema nel nostro Paese e in Regione Piemonte di classe dirigente politica che non è in grado di assicurare piani industriali e accordi seri che garantiscano la produzione industriale e i posti di lavoro” così la deputata democratica, vicepresidente del Pd, Chiara Gribaudo. “Dalla nascita di Stellantis - aggiunge la deputata - si è osservato un continuo ridimensionamento della forza lavoro negli enti centrali di Mirafiori, migliaia sono i posti di lavoro già persi tra gli impiegati della ex Fiat senza contare l'impatto devastante su tutto l'indotto.

Ora queste minacce sugli stabilimenti produttivi sono inaccettabili.

La politica di Stellantis ha portato ad aprire fabbriche in Marocco e minaccia di chiuderle in Italia, tutto questo in Francia non avviene perché lo stato è presente direttamente e indirettamente nel definire le politiche industriale del settore automobilistico.

Il governo del Made in Italy si attivi immediatamente per conoscere le vere intenzioni di Stellantis e il Presidente Cirio alzi la voce visto che è il coordinatore delle regioni al tavolo nazionale. Entrambi facciano quanto in loro potere per garantire il milione di veicoli prodotti in Italia promesso a suo tempo”.

31/01/2024 - 12:17

“Le immagini di Ilaria Salis in manette e al guinzaglio sono indegne per un Paese democratico. Così come è inaccettabile l’atteggiamento del Governo e della maggioranza con il silenzio di Meloni, il no comment di Lollobrigida e la dichiarazione infelice del vice segretario della Lega Crippa, secondo cui “un Paese adotta le misure punitive che crede giuste”. Per non parlare di quelle di Tajani che - in modo imbarazzante e imbarazzato - esentano da responsabilità Orban, restando “in punta di diritto”. Ribadiamo che la normativa europea richiede il rispetto di standard minimi di civiltà e di dignità per le condizioni di detenzione negli Stati membri. Non solo, il diritto UE lascia aperta anche la possibilità di eseguire nello Stato di origine misure cautelari, privative della libertà personale, in attesa della definizione del processo in un altro Paese europeo. Il Governo dovrebbe attivarsi subito allora, recuperando 11 mesi persi senza fare nulla, per pretendere il rispetto dei diritti umani di Ilaria e per farla rientrare immediatamente in Italia, operando insieme con le autorità giudiziarie competenti. E chiediamo che la Premier Meloni riferisca in Parlamento su cosa accaduto in questi mesi anche rispetto ai rapporti con la nostra ambasciata, per fare chiarezza su un caso in cui pare che l’amicizia della destra con Orban abbia reso troppo soft l'atteggiamento del Governo nei confronti della violazione dei diritti umani dei suoi cittadini. Si metta prima possibile la parola fine a questa vicenda vergognosa”. Così Piero De Luca, capogruppo Partito democratico in Commissione Politiche Ue a Montecitorio, intervenendo stamattina a Coffebreak su La7.

31/01/2024 - 12:12

Ministro risponderà alle 15 a question time presentato dai dem Serracchiani e Gianassi

“Cosa sta facendo il governo italiano per far tornare Ilaria Salis subito in Italia?” è il quesito contenuto nell’interrogazione a risposta immediata presentata dalla responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e dal capogruppo democratico in commissione, Federico Gianassi, a cui il ministero guidato da Carlo Nordio dovrà rispondere oggi alle ore 15 in commissione alla Camera.

“Da quasi un anno – scrivono i deputati democratici – Ilaria Salis si trova in carcere a Budapest, in condizioni che la famiglia e i suoi avvocati definiscono «disumane», chiediamo al ministro della Giustizia, quali iniziative abbia già adottato e quali intenda adottare nei confronti delle autorità ungheresi, anche nell’ambito della cooperazione giudiziaria, al fine di intervenire per garantire lo stato di diritto e ottenere che l’esecuzione delle misure detentive e della eventuale pena per Ilaria Salis avvenga in Italia”

31/01/2024 - 11:53

“Questo provvedimento è la famosa toppa peggio del buco. Le dimensioni reali del problema, solo rispetto ai condomini sono 40 mila cantieri incompiuti, il 15 per cento del totale ammesso al 110 per cento, che vuol dire almeno 350 mila famiglie coinvolte, per un valore di lavori pari a 10 miliardi. Bene, a fronte di questo enorme buco, la risposta del governo è stata istituire un fondo da 16 milioni di euro. Non soddisfatti di questo schiaffo alle famiglie più bisognose, avete pensato bene di stringere ancora di più le maglie della cessione del credito e addirittura dei bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Due decisioni che la dicono lunga sulla considerazione che il governo Meloni ha dei cittadini più fragili e svantaggiati, sulla cui pelle non si fa scrupolo di risparmiare denaro con la scusa dei ‘conti in ordine’”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato dem Claudio Michele Stefanazzi, componente della commissione Finanze, dichiarando il voto contrario del Gruppo del Partito Democratico al decreto Superbonus.

“È da un anno – ha concluso Stefanazzi - che ci ripetete quanto è costato il 110 per cento e sono mesi che vi rifiutate di dirci quanto invece ci ha guadagnato lo Stato con il Superbonus, forse perché altrimenti, numeri alla mano, la narrazione dei conti esorbitanti cadrebbe in un attimo.
Con questo decreto avete sbugiardato definitivamente voi stessi e distrutto ogni residua speranza di centinaia di migliaia di famiglie italiane. Avete spalancato le porte a decine di migliaia di contenziosi che domani costeranno allo Stato molto di più di quanto avreste dovuto spendere per contenere il problema oggi. Siete l’esempio lampante di ciò che un governo non dovrebbe essere: bugiardo, ottuso e inconcludente”.

30/01/2024 - 15:18

“La normativa europea richiede il rispetto di standard minimi di civiltà e dignità per le condizioni di detenzione negli Stati membri. La stessa Commissione ha avanzato nel dicembre 2022 delle apposite raccomandazioni al riguardo. Ma il diritto UE, in particolare la decisione quadro 2009/829/GAI del Consiglio, del 23 ottobre 2009, applicata insieme alla Decisione quadro 2008/909/GAI del Consiglio europeo, del 27 novembre 2008, ai fini della loro esecuzione nell’Unione europea lascerebbe aperta la possibilità di eseguire nello Stato di origine misure cautelari, privative della libertà personale, anche in attesa della definizione del processo in un altro Paese europeo. Sbaglia dunque il ministro Tajani e il Governo dovrebbe attivarsi per pretendere il rispetto dei diritti umani di Ilaria e per farla rientrare immediatamente, eseguendo direttamente in Italia le misure cautelari domiciliari durante lo svolgimento del procedimento penale in Ungheria”. Così il capogruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.

28/01/2024 - 17:38

Sarà presentata interrogazione al Ministro Piantedosi

“Ho riscontrato una situazione che non esiterei a definire indecente. Si tratta di un vero e proprio centro di detenzione in cui attualmente vivono 56 persone in spazi sottodimensionati rispetto alle effettive necessità. Ho raccolto diverse testimonianze e informazioni sugli ospiti, che spesso vivono situazioni di fragilità e che necessiterebbero un’attenzione immediata e specifica. La verità è che queste persone vengono recuperate dal mare e rinchiuse dentro i CPR senza aver commesso alcun reato, e che prima del Decreto Cutro sarebbero state, invece,  inserite nel circuito dell’accoglienza.
La sintesi di come il Governo Meloni intende gestire il fenomeno migratorio: nasconderlo più in profondità possibile agli occhi dei cittadini e dimenticarsi dei diritti di chi qui arriva alla ricerca di un futuro”. Lo spiega in una nota la deputata del Pd, Giovanna Iacono in una nota al termine della visita presso il CPR di Milo (TP), oggetto nei giorni scorsi di una rivolta da parte dei migranti, accompagnata da Valentina Villabuona, presidente del PD della provincia di Trapani e Responsabile del Dipartimento regionale Immigrazione del partito.

Iacono ha annunciato che sarà presentata un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Piantedosi perché “ci spieghi cosa realmente è accaduto nei giorni scorsi, ma soprattutto cosa avverrà adesso che la struttura sarà chiusa per ristrutturazione e i migranti saranno trasferiti. Serve chiarezza – conclude Iacono – per comprendere dove verranno portate queste persone e quale sarà il loro futuro”.

24/01/2024 - 17:41

Serracchiani, Gianassi, Bazoli, serve intervento più coraggioso, chiaro e coerente con la legge Cartabia

Le commissioni di Giustizia di Camera e Senato rinviano ancora la votazione sullo schema di decreto legislativo che riordina la disciplina del collocamento fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili che era prevista oggi alla Camera. “Un mini intervento” – la definiscono Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, e i capogruppo democratici in commissione alla Camera e al Senato Federico Gianassi e Alfredo Bazoli che hanno presentato un parere negativo al provvedimento per “stigmatizzare l’atteggiamento della maggioranza che non vuole tenere conto delle evidenti criticità evidenziate durante la discussione parlamentare e il ciclo di audizioni”. In particolare, i democratici sottolineano il modesto impatto del provvedimento in termine di riduzione del numero di magistrati fuori ruolo, la genericità e l’assenza di chiarezza circa le tipologie di incarico che possono essere svolte. Il parere critica anche le regole in materia di incarichi internazionali, la presunzione assoluta di sussistenza dell’interesse dell’Amministrazione rispetto ad alcuni incarichi fuori ruolo, la norma transitoria che travolge i termini massimi previsti dalla legge. “Noi abbiamo sempre contestato alla Destra l’attacco ideologico contro i magistrati che in alcuni ruoli dell’Amministrazione pubblica offrono un contributivo prezioso e non rinunciabile. Ma un eccesso di tale figura determina ricadute negative sugli organici dei giudici e sul rapporto tra Governo e Magistratura che è e deve restare autonoma.

La Legge Cartabia aveva trovato su questo un punto di equilibro efficace. Ma Governo e maggioranza hanno rinunciato ad intervenire. Questo intervento non avrà alcun effetto concreto e non aiuterà a superare la criticità esistenti che – concludono - sono sotto gli occhi di tutti e producono consistenti danni a imprese e cittadini”.

24/01/2024 - 15:59

“Con parole alate e chiamando razionalizzazione le privatizzazioni di quote azionarie di Poste, Enel e Ferrovie, la Presidente del Consiglio ha confermato oggi il programma di cessione delle azioni dei gioielli pubblici. Lo scopo è raggranellare quei 20 miliardi di euro previsti dalla Nadef per quadrare un bilancio inesistente e esangue. Nessuna finalità strategica per gli investimenti e le crescita. Solo un’operazione di cassa per spolpare un po’ di ricchezza pubblica nella disperazione di un governo che non ha una politica economica e finanziaria”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

24/01/2024 - 10:53

“Nella Giornata internazionale per l’Educazione è necessario prendere atto delle profonde diseguaglianze che ancora oggi attraversano l’Italia e condizionano la crescita e la formazione dei più giovani. Bisogna fare di più per contrastare la povertà educativa e rimuovere gli ostacoli economici che sono all’origine del deficit d’istruzione. Servono risorse per la scuola pubblica”. Lo afferma la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
“E’ necessario accendere un faro su questi temi – prosegue Di Biase -  proprio nei giorni in cui è in discussione una legge, l’autonomia differenziata, che avrà un impatto negativo sul diritto all’istruzione e sui programmi scolastici. La conoscenza per tutti – conclude - è un pilastro dell’inclusione sociale, deve essere il primo obiettivo delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza”.

23/01/2024 - 18:54

“Il Governo distrugge l'Italia unita. Oggi più che mai conferma la sua volontà di essere ricordato come il più antimeridionalista della storia. La riforma “spacca Italia” sull’Autonomia differenziata, voluta della Lega, infatti aumenterà drammaticamente ancora di più il divario tra Nord e Sud del Paese nei settori e nei servizi essenziali ai cittadini. Parliamo di assistenza, sanità, scuola, trasporti. Senza una definizione ed un finanziamento preliminare dei livelli essenziali delle prestazioni, senza la previsione di un adeguato fondo di perequazione, questa riforma porterà a dilatare le diseguaglianze territoriali che invece dovremmo ricucire. Si istituzionalizza per legge l'esistenza di cittadini di serie A e cittadini di serie B, con conseguenze negative per l'intero Paese. Con nuove generazioni che saranno costrette sempre più ad emigrare per costruire un futuro dignitoso. Continueremo, come Partito democratico, a portare avanti ogni battaglia possibile per impedire che questo scempio venga approvato definitivamente”.

22/01/2024 - 15:22

"Netanyahu è ormai completamente isolato. La sua netta contrarietà alla nascita di uno Stato di Palestina definito "pericolo esistenziale per Israele" riafferma ancora una volta la sua intenzione: controllare i Territori palestinesi e annetterli. Una posizione giustamente definita inaccettabile dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, ma a cui sono contrari anche gli Stati Uniti e gli alleati storici di Israele, oltre all’Ue e ai paesi arabi. Israele ha diritto di vivere in sicurezza e autonomia tanto quanto i palestinesi ad avere un proprio Stato in cui autodeterminarsi : costringere il popolo palestinese a vivere sotto il controllo di Israele non farà che aumentare l'insicurezza degli stessi israeliani, oltre a essere un evidente sopruso.
Netanyahu ha superato ogni limite: oggi la Knesset voterà una mozione di sfiducia nei suoi confronti e i familiari degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas hanno fatto irruzione nel parlamento per chiederne la liberazione, obbiettivo che sembra essere passato in secondo piano nella visione del premier.
Lo stesso ministro degli esteri Antonio Tajani, poco fa, ha ribadito che la prospettiva rimane quella di due popoli e due stati. Ma non è sufficiente, come non è sufficiente chiedere a Israele di "porre attenzione ai civili" nella Striscia di Gaza. Con oltre 25 mila morti, la maggior parte delle quali sono donne e bambini, una popolazione allo stremo, rischi altissimi di epidemie, gli aiuti che arrivano insufficienti e a singhiozzo, non c'è "attenzione" che tenga: serve un cessate il fuoco immediato, la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas e l'apertura di un negoziato di pace". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

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