"Anche la Gran Bretagna annuncia l'imminente riconoscimento dello Stato di Palestina, dopo la Francia, qualche giorno fa, ma anche dopo la Spagna, la Norvegia e la Slovena diversi mesi fa. A oggi sono 147 gli Stati che lo hanno fatto.
In questo scenario di paesi europei che colgono l'importanza di riconoscere la Palestina come Stato autonomo, il governo italiano continua ad accampare scuse ridicole. "Non è il momento", "Serve il riconoscimento reciproco" e giù di dichiarazioni imbarazzanti di Meloni e Tajani.
Questo è proprio il momento, invece. Anzi, lo era già molto tempo fa. Non è più, invece, il momento di tergiversare e accampare scuse continuando, nei fatti, a legittimare il genocidio che il governo di Netanyahu sta compiendo a Gaza e l'occupazione illegittima dei territori della Cisgiordania.
Qual è il momento, presidente Meloni? Quando il suo alleato Netanyahu avrà deportato tutti i palestinesi da Gaza, raso al suolo anche l'ultima casa e permesso ai coloni di distruggere l'ultimo villaggio della Cisgiordania?
Qual è il momento in cui smetterete di essere complici del genocidio trascinando l'Italia dalla parte dei carnefici invece che da quella delle vittime?" Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Berruto: Governo si attivi perché Israele sia fuori da competizioni sportive internazionali
“Questo decreto non parla di sport, ma solo del modo del governo di esercitarvi il potere”. Lo ha dichiarato in Aula Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico e deputato alla Camera, durante la dichiarazione di voto sul DL Sport.
Berruto ha denunciato i gravi problemi di governance che affliggono il sistema sportivo italiano: “Non stiamo con chi rapacemente usa lo sport per occupare spazi di potere, incarichi, consulenze, poltrone”, né “con i micro-poteri che da decenni dominano molte federazioni sportive”, dove le dinamiche di voto sono condizionate “dal meccanismo medievale della raccolta delle deleghe, come in Corea del Nord!” sottolineato Berruto ricordando che questa espressione è stata coniata dal vicepresidente di Fdi della Camera Rampelli durante il suo braccio di ferro con il suo ‘alleato’ Barelli per subentrare alla guida della Federnuoto.
Berruto criticato duramente anche il “poltronificio”: “Non stiamo con enti di promozione sportiva diventati organi di partito, né con enti pubblici usati come centri di collocamento per amici”, ha detto. Al centro dell’intervento anche i diritti delle donne: “Le donne continuano a essere escluse dai ruoli apicali, mentre sul campo continuano a emozionarci e vincere, ma poi guarda un po’, non vanno bene per guidare una federazione o il Coni. E non vanno bene se nel corso della loro carriera si fermano per una gravidanza e perdono ogni status di lavoratrici. Servono regole e il rispetto dei diritti – ha detto rivolgendosi al Ministro Abodi - non solo solidarietà”.
Berruto ha anche ricordato il caso del professor Umberto Lago, inizialmente proposto come presidente dell’organo indipendente di controllo dei bilanci sportivi, poi sostituito con “il capo di gabinetto di Abodi”, che “ha incassato il voto di Claudio Lotito, proprietario di uno dei club da controllare”. Un esempio di “conflitto d’interesse che diventa apologia di interesse”.
Infine, una ferma presa di posizione sulla situazione a Gaza: “Anche lo sport giochi il suo ruolo per fermare l’olocausto di Gaza” ha detto Berruto, chiedendo che “il Governo e le autorità sportive italiane chiedano a CIO, FIFA e UEFA che lo stato di Israele, per responsabilità politica e morale di Benjamin Netanyahu, sia sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali”.
“Voteremo contro questo decreto – ha concluso Berruto– perché pensiamo che uno sport democratico non sia un’utopia, ma semplicemente la battaglia che ci compete e che vale la pena combattere”.
"E' stato importante che Francesca Albanese, oggi, abbia presentato alla Camera il suo ultimo rapporto “Dall’economia dell’occupazione all’economia di genocidio” sulle aziende e gli interessi economici che hanno sostenuto prima la colonizzazione della Cisgiordania e ora il genocidio a Gaza. L'attacco nei confronti della Relatrice speciale dell’Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati, che ha visto l'apice nelle vergognose sanzioni imposte dagli Usa nei suoi confronti, è l'ultimo atto di una campagna di delegittimazione che punta a indebolire lei ma anche l'intero sistema multilaterale e il diritto internazionale. Dall'Onu, all’Unrwa, alla Corte penale internazionale, assistiamo alla volontà di smantellare un intero sistema e imporre la legge del più forte. A prevalere, secondo alcuni governi nazionalisti, Usa in primis, non deve più essere il diritto, ma l’uso della forza, la potenza militare ed economica.
Contro questo tentativo di gettare il mondo nel caos continueremo a batterci in tutte le sedi e continueremo a sostenere chi, come Francesca Albanese, rischia in prima persona in difesa del diritto internazionale e delle vittime dei crimini di guerra, contro l'umanità e del genocidio. Il governo italiano, invece, non ha speso una parola in difesa di Albanese, cittadina italiana: un silenzio indegno". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine della conferenza stampa che si è svolta oggi alla Camera dei Deputati alla presenza della dott.ssa Francesca Albanese
“E’ paradossale che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si esprima sulla tragedia che si sta consumando nella Striscia di Gaza, e che l’Italia a causa di questo immobilismo del governo non sia partecipe dell’operazione umanitaria promossa da Gran Bretagna, Germania e Francia, per portare aiuto con lancio di viveri dagli aerei ad una popolazione ormai ridotta allo stremo. Meloni è ormai praticamente scomparsa da ogni tavolo internazionale, non solo sulla crisi mediorientale, ma anche sulla questione ucraina e sul tema dei dazi di Trump. Questa sua sudditanza ai dettami del presidente degli Stati Uniti ha provocato il nostro isolamento e inconsistenza”.
Così il capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera, Stefano Graziano.
“Meloni deve uscire dall’ambiguità e dire da che parte sta. L’ostinazione con cui non vuole riconoscere lo stato di Palestina, isola l’Italia in Europa e l’avvicina alla peggiore America di sempre, quella di Trump. E intanto tiene unita la sua maggioranza dove sono note le simpatie per Netanyahu. Una politica estera di piccolo cabotaggio, mentre a Gaza si continua a morire senza che ancora una volta abbia mosso un dito, avviata un’interlocuzione, avanzato una proposta”.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
"E' importante che la Francia abbia annunciato il riconoscimento dello Stato di Palestina: è un passo fondamentale non solo dal punto di vista simbolico. Ed è altrettanto sconcertante che il ministro Tajani risponda che il riconoscimento del nuovo stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele. Qualcuno spieghi a Tajani che l'Autorità nazionale palestinese riconosce già Israele, da tempo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ogni giorno riceviamo messaggi disperati di persone che a Gaza sono a un passo dalla morte. Ogni giorno vediamo le immagini dei bambini ridotti a scheletri per la fame. Ogni giorno il grido che arriva dalla Striscia chiede aiuti sufficienti e la fine del massacro - denuncia Boldrini -. Il senso di impotenza che molti di noi provano è immenso e si associa alla rabbia verso quei governi che potrebbero fare qualcosa e non la fanno, che potrebbero smettere di mandare armi a Israele e non lo fanno, che potrebbero mettere le sanzioni a Netanyahu e al suo governo e non lo fanno, che potrebbero votare per l'invio dei caschi blu dell'Onu e non lo fanno".
"La cosa più urgente da fare è salvare vite umane, porre fine al genocidio, al massacro quotidiano di persone in fila per avere qualche aiuto alimentare e al piano di annessione della Striscia di Gaza e della Cisgiordania" è l'appello della deputata dm.
"Questo immobilismo, appena scalfito da qualche timida dichiarazione - conclude -, è insopportabile e rende il governo italiano e tutti quei governi che non stanno facendo nulla, complici di Netanyahu e del suo criminale piano".
“La fame come arma di guerra, bombe sui civili inermi, i bambini senza cibo. È la barbarie di Netanyahu a Gaza: contro diritto internazionale e umanità. L'UE esca dalla retorica, ogni azione è urgente fino all’invio dei caschi blu come è sempre avvenuto per fermare i crimini” così il capogruppo democratico nella commissione Esteri della Camera, Enzo Amendola.
"Secondo il governo, i due italiani rinchiusi nel centro di detenzione chiamato Alligator Alcatraz, il carcere voluto da Donald Trump circondato da un fossato pieno di alligatori, sarebbero in "difficili” condizioni detentive. Oltre trenta persone chiuse in gabbie come polli, costrette ad andare in bagno in spazi aperti sotto gli occhi di tutti, senza poter vedere un avvocato, per il governo sarebbero "difficili condizioni detentive". E' così che la sottosegretaria agli Esteri Tripodi ha risposto oggi all'interrogazione del collega Peppe Provenzano che ho illustrato durante il question time.
Condizioni umilianti, indegne, non ammissibili un paese democratico che per il nostro governo sono appena "difficili".
Fino a quando Meloni e Tajani saranno così supini di fronte a Trump da accettare qualsiasi cosa arrivi da Washington, compreso il trattenimento degradante di due connazionali? Non sono loro i patrioti? Quelli di "prima gli italiani"? O questo non vale più quando bisogna avere il polso fermo con un alleato potente?
Per quanto ancora sono disposti perfino a giustificare le inaccettabili uscite di Trump come la Riviera del Mediterraneo a Gaza, i dazi, il 5% del pil in armi e addirittura che i patriot promessi dagli Usa a Zelensky li paghi la Nato e, quindi, gli europei?
Meloni sta sacrificando la dignità dell'Italia sull'altare del tycoon: Trump ordina, Meloni esegue. Davvero non ci sono più parole". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Dem presentano Pdl su Codice dei Crimini internazionali
Perché il criminale Almasri non è stato processato in Italia? Perché le donne ucraine che hanno subito stupri e ora sono rifugiate in Italia non possono avere giustizia nel nostro Paese? Come si può impedire che l'Italia diventi il rifugio di persone sospettate di crimini internazionali commessi a Gaza o in Sudan? Oggi, mercoledì 23 luglio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge "Codice dei crimini internazionali" a prima firma di Laura Boldrini. Un testo che dà risposte a tutte queste domande e garantisce la piena attuazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma approvato nel 1998, permettendo all'Italia di cooperare pienamente con tutti quei paesi che prevedono già questi crimini nel loro ordinamento.
Interverranno: Chiara Braga, presidente dei deputati del Pd; Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, Federico Gianassi, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e gli esperti che hanno collaborato alla stesura del testo: Alessandra Annoni, professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l'Università di Ferrara, Triestino Mariniello professore ordinario di diritto penale internazionale Liverpool John Moores University (UK) e rappresentante legale delle vittime di Gaza presso la Cpi e Antonio Marchesi, professore associato di diritto internazionale, Università di Teramo.
“Oggi, come ieri e come una settimana fa, l'IDF ha aperto il fuoco contro i civili in fila per un pugno di riso e per una bottiglia d'acqua potabile. Qualche giorno fa l'attacco alla Chiesa della Sacra Famiglia, violazione di un luogo religioso e chiaro messaggio che 'qui nessuno è al sicuro'. Sono stanco di chi si appella all'intervento della comunità internazionale. È una formula ambigua e vuota. Cosa vuole fare l'Italia difronte all'orrore quotidiano a Gaza? Il governo venga in Aula a riferire e non si limiti alle sole parole 'cessate il fuoco'". Lo dichiara il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.
“È troppo tempo che le opposizioni chiedono di agire - sottolinea il parlamentare dem - ma non è arrivata dal governo alcuna sanzione verso Israele, nessun embargo sulle armi, nessuna sospensione del memorandum militare, né del trattato con l'UE. Di doppia morale un Paese può morire e, sicuramente, è condannato al declino”. “Oggi la doppia morale è entrata alla Camera con il vicepremier Salvini che ritira il premio Italia-Israele. In questo luogo dove il diritto dovrebbe prevalere sulla prepotenza, la ragione sulla follia delle armi, la coesione di una nuova coesistenza pacifica sulla logica della geopolitica del caos. Oggi la Camera è stata violata”, conclude Scotto.
Perché il criminale Almasri non è stato processato in Italia? Perché le donne ucraine che hanno subito stupri e ora sono rifugiate in Italia non possono avere giustizia nel nostro Paese? Come si può impedire che l'Italia diventi il rifugio di persone sospettate di crimini internazionali commessi a Gaza o in Sudan? Domani, mercoledì 23 luglio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge "Codice dei crimini internazionali" a prima firma di Laura Boldrini. Un testo che dà risposte a tutte queste domande e garantisce la piena attuazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma approvato nel 1998, permettendo all'Italia di cooperare pienamente con tutti quei paesi che prevedono già questi crimini nel loro ordinamento.
Interverranno: Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, Federico Gianassi, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e gli esperti che hanno collaborato alla stesura del testo: Alessandra Annoni, professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l'Università di Ferrara, Triestino Mariniello professore ordinario di diritto penale internazionale Liverpool John Moores University (UK) e rappresentante legale delle vittime di Gaza presso la Cpi e Antonio Marchesi, professore associato di diritto internazionale, Università di Teramo.
Perché il criminale Almasri non è stato processato in Italia?
Perché le donne ucraine che hanno subito stupri e ora sono rifugiate in Italia non possono avere giustizia nel nostro Paese? Come si può impedire che l'Italia diventi il rifugio di persone sospettate di crimini internazionali commessi a Gaza o in Sudan?
Mercoledì 23 luglio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge "Codice dei crimini internazionali" a prima firma dell'On. Laura Boldrini. Un testo che dà risposte a tutte queste domande e garantisce la piena attuazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma approvato nel 1998, permettendo all'Italia di cooperare pienamente con tutti quei paesi che prevedono già questi crimini nel loro ordinamento.
Interverranno: l'on. Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, l'on. Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, l'on. Federico Gianassi, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e gli esperti che hanno collaborato alla stesura del testo: Alessandra Annoni, professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l'Università di Ferrara, Triestino Mariniello professore ordinario di diritto penale internazionale Liverpool John Moores University (UK) e rappresentante legale delle vittime di Gaza presso la Cpi e Antonio Marchesi, professore associato di diritto internazionale, Università di Teramo.
L'ingresso alla sala stampa della Camera è possibile previo accredito. Si prega quindi di far pervenire nome e cognome (testata ed eventuale tipo di attrezzatura fotografica e/o da ripresa) rispondendo a questa email o via WhatsApp al n.3343801119 entro le ore 10 del 22 luglio p.v. Si ricorda che per accedere alla Camera è obbligatorio l'uso della giacca per gli uomini.
"L'attacco dell'Idf alla chiesa della Sacra Famiglia di Gaza è indegno e lo condanniamo. Come sono indegni gli attacchi agli ospedali, alle scuole, alle moschee, alle persone in fila per gli aiuti, ai bambini che aspettano l'acqua, alle tende degli sfollati, ai medici, ai giornalisti, agli operatori umanitari. Da quasi due anni denunciamo i crimini di Netanyahu e dell'Idf, da quasi due anni chiediamo al governo una parola di condanna ma Giorgia Meloni e Antonio Tajani si accorgono che qualcosa non va solo oggi che a subire la ferocia dell'esercito israeliano è una chiesa cattolica. Gli altri 60mila morti, inclusi almeno 20mila bambini, evidentemente non erano civili degni della loro attenzione.
Un altro doppio standard insopportabile che riafferma la complicità del governo Meloni con lo sterminio in corso nella Striscia di Gaza. Un'altra prova di ipocrisia, dato che oggi alla Camera hanno bocciato la nostra mozione sulla sospensione del memorandum di cooperazione militare con Israele". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Netanyahu continua la sua politica di aggressione degli altri paesi del Medio Oriente spingendosi perfino a bombardare la capitale della Siria, Damasco, dove l'Idf ha colpito il palazzo presidenziale e il ministero della Difesa: un morto e 18 feriti è, al momento, il bilancio dell'azione.
Una mossa che niente ha a che vedere con la difesa dei drusi che Israele ha dichiarato di volere portare avanti. Tanto più che proprio i drusi avevano appena annunciato un accordo con le forze governative che li avevano attaccati nei giorni scorsi.
Benjamin Netanyahu si conferma la figura più destabilizzante per l'intera regione perché continua a violare la sovranità nazionale di altri paesi.
Pur di raggiungere l'obiettivo della "Grande Israele", che prevede l'invasione di territori di altri stati, è disposto anche ad andare contro i propri alleati. Come Trump, che aveva appena tolto le sanzioni alla Siria e aveva da poco incontrato a Ryad il leader siriano Al Jolani.
Come già successo con la guerra contro l'Iran, Netanyahu manipola Trump per renderlo funzionale ai suoi disegni espansionistici: Gaza, la Cisgiordania, il Libano, parte della Siria, dell'Iraq, oltre alla Giordania e a parte dell’Egitto devono diventare territorio israeliano.
Un piano folle che va fermato prima che sia troppo tardi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Per volere dell'ultradestra, ieri la Knesset ha votato l'espulsione del deputato arabo-israeliano Ayman Odeh, accusato di sostegno al terrorismo per un tweet in cui auspicava “liberazione di entrambi i popoli (quello palestinese e quello israeliano) dal giogo dell’occupazione”: parole che chiunque di noi avrebbe potuto usare. Fortunatamente, questa becera e violenta aggressione, senza alcun fondamento, è fallita, grazie anche alla pressione fatta da parlamentari europei, inclusi noi parlamentari dell’intergruppo per la pace tra Israele e Palestina. Ma è preoccupante il tentativo di comprimere la libertà dei parlamentari e il dissenso, oltre che di minacciare la stessa presenza dei rappresentanti arabo-israeliani nella Knesset". Lo ha dichiarato intervenendo oggi alla Camera, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Netanyahu cerca di mettere a tacere le voci che si alzano contro l’occupazione in Cisgiordania, lo sterminio a Gaza e sta continuando a coltivare i suoi progetti di espansione nella regione come dimostrano anche i raid di ieri in Siria: il progetto del “Grande Israele”, va avanti senza ostacoli - ha sottolineato Boldrini -. Davanti a tutto questo, l’Ue potrebbe mandare un segnale chiaro, con la sospensione dell’accordo di associazione con Israele. Accordo che si basa sul rispetto dei diritti umani, stracciati e cancellati a Gaza e in Cisgiordania".
"Ma proprio questa mattina l’alta rappresentate per la politica estera della commissione Ue, Kaja Kallas, che pure ha riconosciuto che queste violazioni ci sono, ha affermato che l’obiettivo è “migliorare le condizioni di vita a Gaza” - ha proseguito la deputata dem -. In sostanza, basta che Netanyahu accetti di fare entrare più camion di aiuti per scongiurare la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele. Un baratto inaccettabile".
"No, Alta Commissaria Kallas, non è sufficiente che entrino più aiuti: bisogna fermare quello che illustri giuristi di tutto il mondo definiscono un genocidio. E bisogna farlo immediatamente - ha ammonito in chiusura -. Sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele è solo un primo, necessario, passo non più rinviabile".