21/01/2025 - 16:16

Giovedì 23 gennaio 2025 - ore 14.30
Sala stampa di Montecitorio - via della Missione 4

La tregua a Gaza, raggiunta dopo ben 47mila morti nella Striscia, impegna tutta la comunità internazionale a fare sì che sia solo il primo passo verso una pace duratura. Di ritorno dalla missione in Israele e Palestina del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, la presidente Laura Boldrini e il vicepresidente Emanuele Loperfido fanno il punto sul cessate il fuoco a Gaza, il rilascio degli ostaggi e sulle condizioni drammatiche della popolazione palestinese che vive nei Territori occupati della Cisgiordania e di Gerusalemme Est che, dal 7 ottobre in poi sta sperimentando una recrudescenza della violenza dei coloni e sempre più pressanti e preoccupanti strategie e pratiche di occupazione. Riferiranno degli incontri fatti con la società civile, con le istituzioni israeliane e palestinesi, con la cooperazione italiana e le ong, riporteranno le testimonianze dei sopravvissuti all'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre e di palestinesi che hanno perso tutta la famiglia sotto le bombe sganciate dall'Idf a Gaza.
La presidente Boldrini e il collega Loperfido sono rimasti in Israele e Cisgiordania dal 12 al 16 gennaio scorsi e si trovavano a Gerusalemme quando è stata annunciata la firma dell'accordo sulla tregua e il rilascio degli ostaggi.

17/01/2025 - 18:47

"Il timore più diffuso, in queste ore, è che non si arrivi a rispettare tutte le fasi dell'accordo sulla tregua a Gaza. Farlo saltare, come potrebbero tentare di  fare i partiti dell’ultra destra messianica israeliana, sarebbe una scelta altamente impopolare. Sia in Israele, sia in Palestina c'è la consapevolezza che non si può continuare a vivere nella guerra permanente. Netanyahu da anni dice: "Noi gestiamo il conflitto". Ma il conflitto non si gestisce. Lo dimostra il 7 ottobre, lo dimostra il tentativo di annessione violenta della Cisgiordania, lo dimostra la carneficina a Gaza con 70mila morti, e oltre 100mila feriti secondo le stime di Lancet.
La comunità internazionale non ha fatto abbastanza, in questi anni, per evitare che si arrivasse a questo punto. Ora faccia di più anche per accompagnare l'accordo fino alla fine. E per sostenere lo stato di Palestina e il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, di rientro dalla missione del Comitato stesso in Israele e Palestina.

15/01/2025 - 19:25

"Con grande emozione abbiamo appreso, da Gerusalemme, la firma dell'accordo per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani.
Questa giornata apre una nuova fase che deve vedere il rispetto di tutti i punti dell'accordo verso la fine definitiva della guerra e il riconoscimento dello Stato di Palestina.
La comunità internazionale vigili perché si tenga fede a quanto stabilito, compreso il ritorno degli sfollati di Gaza nelle loro città, la liberazione di tutti gli ostaggi, la liberazione dei prigionieri palestinesi e il graduale ritiro dell'esercito israeliano dalla Striscia.
E' un percorso ancora lungo, ma l'obiettivo è raggiungere la pace e la sicurezza per tutti. Per farlo non c'è altra soluzione che quella di due popoli e due stati.
E' una gioia vedere le piazze di Gaza e Khan Yunis in festa: facciamo in modo che sia solo l'inizio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo che in queste ore si trova a Gerusalemme per la missione del Comitato stesso in Israele e Palestina.

15/01/2025 - 17:36

"Le loro famiglie sono state sterminate sotto i bombardamenti a Gaza, le loro case sono state distrutte, di alcuni familiari non hanno più notizie da mesi. E' il racconto drammatico che Fatima e Fatiha, due donne originarie della Striscia ci hanno fatto, oggi, durante un incontro che come delegazione del Comitato diritti umani della Camera, abbiamo avuto a Ramallah con le ONG palestinesi che, da prospettive diverse, si occupano di diritti umani a Gaza e in Cisgiordania.
Un racconto che restituisce tutto l'orrore di quanto sta accadendo da ormai 14 mesi a Gaza dove, ad oggi, si contano almeno 47mila vittime di cui la maggior parte donne e minori.
Fatiha vive in Cisgiordania da quando andava all'università e dal 2000 ad oggi è potuta tornare a Gaza solo due volte perché neanche quando la madre è morta l'esercito israeliano le ha concesso di rientrare nella Striscia per partecipare ai funerali.
Ma Gaza non è l'unico posto in cui i diritti vengono costantemente calpestati. Come ha spiegato la ministra di Stato per gli Affari Esteri palestinese, Varsen Aghabekian Shahin, senza la fine dell'occupazione dei territori della Cisgiordania non ci sarà il rispetto dei diritti umani delle persone che vivono in quelle terre alle quali non viene nemmeno garantita la possibilità di muoversi liberamente, di curarsi, di continuare gli studi, di lavorare. Perfino la resistenza pacifica dei Territori - ha sottolineato la ministra di Stato - viene tacciata di terrorismo ed è motivo di persecuzione. Anche la ministra, come il sindaco di Betlemme, ha chiesto che la comunità internazionale faccia pressione per porre fine a quello che ha definito "un regime di apartheid". Chiede, Aghabekian Shahin, che venga finalmente rispettato il diritto internazionale che è uguale per tutti i paesi e i popoli. "Le vite dei palestinesi contano come quelle degli israeliani, degli ucraini e di tutti gli altri. Riconoscere lo Stato di Palestina non sarebbe solo un gesto simbolico, ma un'applicazione del diritto all'autodeterminazione dei palestinesi. Perché l'Italia non lo fa?". Lo riferisce Laura Boldrini, in questi giorni in missione in Israele e Palestina con una delegazione del Comitato permanente della Camera sui i diritti umani nel mondo di cui è presidente.

14/01/2025 - 16:48

A Nir Oz, uno dei kubbitz attaccati da Hamas il 7 ottobre c'è grande aspettativa e si incrociano le dita per il rilascio degli ostaggi che sembra ormai imminente.
Eravamo lì, a Nir Oz, questa mattina, mentre arrivavano le notizie sull'accordo mai così vicino.
Nel kibbutz, a 2 chilometri dalla Striscia di Gaza, ci ha accolti la signora Ola Mtzger che fino all’8 ottobre abitava lì.
Il suo racconto su quello che è successo alle 6.30 di quel drammatico giorno è stato molto toccante: le urla, gli spari lei e la sua famiglia che si rifugiano nella stanza di sicurezza, la cui porta però non è blindata, l'anziana suocera presa e portata via.
Sono 117 le persone uccise, brutalizzate e rapite da Hamas a Nir Oz, su un totale di 400 abitanti. Di queste, 40 sono state liberate durante il cessate il fuoco di novembre 2023, l'unico finora. Tra loro anche la suocera di Ola, tenuta per 53 giorni in un tunnel con altri 12 ostaggi in condizioni orribili.
Tra i rapiti a Nir Oz c'è anche Oded Lifshitz, un uomo di 84 anni che andava con la sua macchina alla frontiera con Gaza per prendere le persone malate e portarle negli ospedali israeliani. La furia cieca dei terroristi non ha risparmiato neanche le persone che da sempre sono state accanto al popolo palestinese. Un orrore assoluto.
Nessuno vive a Nir Oz, adesso, la gran parte delle case è stata incendiata, ma Ola è certa: tutto sarà ricostruito e torneranno ad abitarci. Il trauma subito quel giorno è profondo, in questa comunità, com'è profonda la convinzione che il 7 ottobre non nasce dal nulla e che è necessaria la pace. Chiede l'aiuto della comunità internazionale, Ola, perché si sblocchi la situazione che non può essere lasciata solo nelle mani del governo israeliano". Lo riferisce Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, dalla missione del Comitato stesso in corso in Israele e Palestina.

12/01/2025 - 12:28

Dichiarazione di Virginio Merola, deputato Pd

“Piena condanna della violenza organizzata e voluta da parte di gruppi di delinquenti politici. Piena solidarietà alle forze dell’ordine per i feriti e vicinanza ai commercianti e al Comune per la devastazione che è stata operata.
Niente giustifica queste azioni.
La causa per cui era stata indetta la manifestazione è stata completamente stravolta come testimonia e conferma l’assalto premeditato alla Sinagoga e l’antisemitismo delle azioni e delle parole.
La città di Bologna è per la pace e la non violenza, non per schierarsi con una bandiera o con l’altra. Condannare le vittime innocenti di Gaza usando metodi al di fuori della democrazia è un gravissimo errore che colpisce al cuore per la cieca violenza che è stata messa in atto” così il deputato democratico Virginio Merola.

10/01/2025 - 11:22

“Nei Territori Palestinesi Occupati la situazione è drammatica: il 90% della popolazione sfollata, il 60% delle infrastrutture distrutte e un accesso agli aiuti umanitari gravemente ostacolato. In Cisgiordania e Gerusalemme Est, demolizioni, sfollamenti e violenze dei coloni aggravano ulteriormente una crisi senza precedenti. Nonostante l’urgenza, 10 progetti di cooperazione italiani, approvati nel 2023, restano bloccati per ragioni burocratiche, mentre 2 milioni di euro di fondi di emergenza deliberati nel marzo 2024 non sono stati ancora assegnati, come denunciano le Organizzazioni della Società Civile”. Lo dichiarano i parlamentari del Partito Democratico Lia Quartapelle, Laura Boldrini, Giuseppe Provenzano, Enzo Amendola e Fabio Porta che hanno presentato un’interrogazione parlamentare urgente.

“L’inspiegabile inazione del governo di fronte a questa tragedia è imperdonabile dal punto di vista politico e criminale dal punto di vista umanitario,” spiega Lia Quartapelle.

“La crisi umanitaria è talmente grave, a Gaza e in Cisgiordania, che nessuna titubanza può essere ammissibile. Le nostre associazioni e Ong hanno esperienza, curricula e competenze di cruciale importanza per la popolazione della Striscia e dei Territori palestinesi occupati. Tenerle bloccate senza rinnovare i contratti è una decisione scellerata che contribuisce solo ad aggravare la disperata condizione delle persone più fragili”, prosegue Laura Boldrini.

I parlamentari dem chiedono l’immediata rimozione degli ostacoli, l’avvio dei progetti e misure concrete per rispondere a una crisi che non può più essere ignorata.

08/01/2025 - 17:56

«Ho depositato un’interrogazione a mia prima firma al Ministro degli Affari Esteri, sottoscritta anche dai colleghi Enzo Amendola, Giuseppe Provenzano e Fabio Porta, per chiedere al governo di dire una volta per tutte la verità sull’invio di armi dall’Italia a Israele dopo il 7 ottobre 2023.

Diverse ricerche e inchieste giornalistiche, che vengono citate nell’interrogazione, dimostrano che un flusso di materiali d’armamento è proseguito anche nei mesi nei quali l’esercito israeliano ha scatenato a Gaza un massacro di civili senza precedenti: sono ben oltre 45mila le persone uccise, per la maggior parte donne e minori.

Dal 1990 l’Italia si è dotata di una legge, la 185, che vieta la vendita, la concessione di licenze, il trasporto e perfino il passaggio nei porti o sul territorio nazionale di armi, munizioni e strumenti bellici verso paesi che violano le convenzioni internazionali sui diritti umani.

Sia la Corte Penale Internazionale sia la Corte Internazionale di Giustizia hanno accertato che, con i bombardamenti indiscriminati e con il blocco di aiuti umanitari, il governo di Israele sta violando le convenzioni internazionali in materia di diritti umani. Quindi, secondo la legge 185, dall’Italia non possono essere inviate armi e loro componenti verso Israele.

Ma le inchieste citate nell’interrogazione dicono che invece proprio questo sta avvenendo, e che vengono perfino vendute armi cosiddette “a uso civile”, classificazione bizzarra e sconosciuta alla legislazione italiana, vendute ai coloni degli insediamenti illegali per essere usate contro le famiglie palestinesi.

Il governo risponda e dica la verità. Noi ci auguriamo di essere smentiti: sarebbe di una gravità inaudita scoprire che il governo italiano sta collaborando al massacro di decine di migliaia di persone innocenti, violando la legge nazionale e il diritto internazionale».

Lo dichiara in una nota Laura Boldrini, deputata PD e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

31/12/2024 - 12:00

"Mentre ci accingiamo a iniziare il nuovo anno, il mio pensiero va a chi, nel 2024, ha dovuto affrontare difficoltà e situazioni complicate: non perdiamo mai la speranza, mai e poi mai, le cose possono sempre cambiare.

E va anche alle lavoratrici e ai lavoratori delle aziende in crisi come Beko e Trasnova, che ho incontrato di recente. A loro voglio dire che saremo insieme nella battaglia per salvaguardare i posti di lavoro. Un augurio particolare anche alle lavoratrici e ai lavoratori di Coopla Green, che si sono messi insieme, con spirito di iniziativa e coraggio, per rilevare l'azienda che, chiudendo, li aveva licenziati.

Come sapete, uno dei temi a cui tengo di più è quello della pace, che ritengo cruciale per tutte e tutti: senza pace non ci sono diritti, non c'è libertà, non c'è giustizia. Per questo auspico che il 2025 sia l'anno in cui torni la pace in Ucraina, nella martoriata Gaza e in tutto il Medio Oriente, in Sudan e nei tanti paesi in cui ci sono conflitti. Un pensiero particolare alle operatrici e agli operatori umanitari che proprio negli scenari di guerra rischiano la vita per salvarne altre.

Nel 2025 continuiamo a lavorare insieme, a lavorare per la giustizia sociale e l'affermazione dei diritti, lavoriamo
per la pace e lavoriamo per un futuro migliore.

Buon anno a tutte e tutti voi!"

 

18/12/2024 - 18:28

"Ben 300 pagine di rapporto, realizzati raccogliendo centinaia di esperienze di vittime, di testimoni ed esperti. Decine di attacchi militari dell'esercito israeliano sulla Striscia di Gaza esaminati, 102 dichiarazioni di alti esponenti del governo di Netanyahu e di capi dell'esercito. Secondo Amnesty International è evidente "l'intento genocidario" del governo israeliano ai danni dei palestinesi.
Oggi in Comitato diritti umani alla Camera abbiamo audito le rappresentanti di Amnesty International che hanno illustrato l'enorme e dettagliato lavoro svolto dall'organizzazione per redigere il rapporto che ha suscitato molte reazioni, alcune delle quali positive, come quella della Spagna e dell'Irlanda. In Italia, invece, c'è stata poca attenzione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è limitato a dire che "è ora di fermarsi, è ora di arrivare al cessate il fuoco. Ma non si tratta di genocidio a Gaza", senza neanche far riferimento al rapporto di Amnesty.
Durante l'audizione, le rappresentanti dell'organizzazione, hanno riferito che l'Italia ha continuato a vendere armi ad Israele anche dopo il 7 ottobre del 2023. Nello specifico, sarebbero stati ceduti a Tel Aviv 4 milioni tra armi e munizioni, mentre sarebbero stati autorizzati ulteriori 7 milioni di pezzi di ricambio. Si tratterebbe di commesse legate a contratti firmati prima dell'attacco terroristico di Hamas, ma in base anche alla legge italiana 185 sul commercio di armamenti, continuare a inviarne potrebbe mettere l'Italia a rischio di complicità con atti genocidari. Le affermazioni di Amnesty, per altro, sono corroborate dai dati raccolti in un rapporto dall'associazione Altreconomia.
Su questo faremo un'interrogazione al governo, perché chiarisca definitivamente se l'Italia sta continuando a trasferire armi a Israele. E chiederemo anche come il governo intende agire per porre fine alla gravissima situazione in corso nella Striscia di Gaza". Lo riferisce Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

17/12/2024 - 20:08

“Meloni svesta i panni sovranisti e lavori per rafforzare il ruolo dell’Europa sullo scacchiere internazionale, per portare una nuova e più incisiva iniziativa diplomatica e politica dell’Unione europea insieme ai nostri alleati, anche alla luce del cambio dell’amministrazione americana, per il perseguimento di una pace giusta e sicura in Ucraina. Sostenga, forte dell’impegno assunto dal Parlamento europeo, il riconoscimento dello Stato di Palestina e la liberazione degli ostaggi ancora in mano ad Hamas e ogni iniziativa diplomatica per il cessate il fuoco a Gaza e il mantenimento della tregua in Libano, incluso il mandato di arresto per il premier israeliano Netanyahu, emesso dalla Corte Penale Internazionale. E soprattutto la premier la smetta con la sua ossessione per i migranti, ammetta gli errori politici compiuti solo per rispedire i rifugiati in Siria e torni a fare una politica estera degna di questo nome”. E’ quanto si legge nella risoluzione del Partito Democratico parzialmente approvata dalla Camera sulle comunicazioni della Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre 2024.

“Chiediamo – prosegue la risoluzione - che il governo Meloni si impegni a rispettare le prescrizioni imposte dal diritto comunitario in materia di accoglienza e diritto di asilo, garantendo l’assistenza e la protezione umanitaria e il rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone nella gestione migratoria, contrastando altresì il traffico di esseri umani attraverso partenariati trasparenti con i paesi d’origine evitando costose forme di esternalizzazione al di fuori delle frontiere UE”.

17/12/2024 - 13:24

“In Medio Oriente, tra l’orrore che dilaga, a partire da Gaza, si sta ridisegnando la mappa politica del mondo. E noi non ci siamo. Anche l’Italia poteva fare la sua parte. E non l’ha fatta. Penso al Libano, dov’eravamo stati protagonisti nella pace del 2006. Sa chi era capo del Governo, Presidente? Romano Prodi, ne abbia rispetto. Nella tregua, oggi, c’è la Francia, l’America, noi non abbiamo alcun ruolo. Ma lì ci sono i nostri soldati, mille soldati. Dov’è il vostro coraggio? Non lo abbiamo visto, di fronte agli attacchi voluti dal suo amico Netanyahu”. Così il deputato dem Peppe Provenzano, intervenendo in Aula di Montecitorio.

13/12/2024 - 16:57

L’’intergruppo parlamentare per la pace tra Israele e Palestina, insieme ad alcuni europarlamentari e ong hanno visitato oggi la Corte Penale Internazionale (CPI) a L'Aja. L’incontro si inserisce nel quadro delle attività promosse dall’intergruppo volte a promuovere il dialogo e la giustizia internazionale per il rafforzamento della pace nella regione.
La delegazione democratica parlamentare è composta da: Laura Boldrini, Ouidad Bakkali, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Andrea Orlando, Rachele Scarpa Arturo Scotto e dagli europarlamentari Brando Benifei, Sandro Ruotolo, e Cecilia Strada.
Mentre per ong e associazioni hanno partecipato AOI, EDUCAID, ARCI, ACS e Assopace palestina, Un ponte per.
Nel corso della visita, i rappresentanti della delegazione hanno incontrato i vertici della Corte Penale Internazionale(CPI) con i quali sono state affrontate le questioni che maggiormente stanno impegnando la Corte nei numerosi scenari di conflitto a livello globale.
Il tema che riteniamo urgente rilevare è il pesante attacco a cui è sottoposta la Corte, in particolare a seguito dei mandati di arresto che riguardano Netanyahu, Gallant e il capo dell'ala militare di Hamas, Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri.
In particolare le due leggi in discussione al Congresso Usa e la Knesset israeliana (Paesi non aderenti alla Corte), comporterebbero pesanti sanzioni e l’introduzione di specifici reati, che oltre a colpire direttamente la Corte e i suoi funzionari, renderebbero impossibile e insostenibile, economicamente e politicamente, per qualunque soggetto collaborare con l’Istituzione, isolandola e quindi minandone l’esistenza stessa.
Diventa quindi nostro impegno primario, nella speranza di trovare convergenza e trasversalità, quello della protezione della Corte che è innanzitutto una conquista della comunità internazionale da proteggere, nata nel 1998 a Roma per dare giustizia alle vittime di crimini internazionali in scenari drammatici come quello del rwanda e dell’ ex Yugoslavia.
Salvare la Corte e i procedimenti, anche perchè non esistono sanzioni selettive e le azioni che distruggono la Corte di fatto cancellano la possibilità di aver giustizia, non solo sui procedimenti che riguardano Gaza , ma comprometterebbero anche i casi che riguardano ad esempio l’Ucraina. l’Afghanistan o il Darfour per citarne solo alcuni.
Proteggere la Corte significa quindi rifiutare la concezione di un diritto internazionale “à la carte” e doppi standard o doppie morai, ma operare perchè sia applicato il diritto internazionale, ne sia garantita la reciprocità, sia garantita giustizia alle vittime.
Bisogna chiarire che senza la legalità internazionale il mondo in cui viviamo, in un momento in cui si evoca “la mentalità di guerra”, sarà sempre di più in balia della risoluzione dei conflitti con le armi e creando un clima di impunità verso i crimini di guerra e la violenza hce si abbatte principalemte sulle popolazioni civili.

12/12/2024 - 14:27

"Oltre 500mila firme di cittadini e cittadine raccolte da diverse ONG come Medici Senza Frontiere, Emergency e Oxfam insieme agli appelli Fermatevi! e #StopCrimesInPalestine sottoposte con un'accorata lettera inviata il 25 novembre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiederle di ascoltare le voci della società civile che richiedono di fare di più per giungere alla fine del massacro a Gaza.
Ma Meloni non risponde. Non si degna di ricevere chi rappresenta queste organizzazioni e lavora sul campo, e neanche di replicare alla mail. Un muro impenetrabile di indifferenza.
Un muro davanti a quasi 45mila morti a Gaza, davanti a oltre 343 operatori e operatrici umanitari e 191 giornalisti uccisi, davanti a un processo di annessione di Gaza Nord e della Cisgiordania che sembra inarrestabile. Un muro davanti ai mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu, Gallant e al leader di Hamas, Deif che non si sa se è ancora vivo. Meloni tace anche su questo mentre i suoi vice, Salvini e Tajani, fanno dichiarazioni che si contraddicono tra loro. E domani, una delegazione di 32 persone, composta da 20 colleghi parlamentari dell’intergruppo per la pace tra Israele e Palestina, europarlamentari, oltre a rappresentanti delle Associazioni che lavorano in Medio Oriente sarà proprio alla Corte penale internazionale per esprimere vicinanza e apprezzamento per il lavoro di tutela del diritto internazionale che fanno i giudici dell'Aja, attività fondamentale se non vogliamo cadere nella barbarie.
Diritto internazionale continuamente violato e messo in pericolo nell’ultimo anno dai bombardamenti indiscriminati del governo israeliano a Gaza, in Libano e in Siria e dal divieto di accesso dei convogli umanitari nella Striscia.

Di fronte a tutto ciò la presidente del consiglio non ha preso posizione, non ha espresso parole di cordoglio per le vittime né di condanna verso le atrocità commesse, proprio per non disturbare l'alleato Benjamin Netanyahu.
Qual è la posizione dell'Italia su tutto questo? Cosa intende fare il governo oltre a preoccuparsi di impedire che arrivino profughi dalla Siria?". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

10/12/2024 - 12:42

Conferenza stampa giovedì 12 dicembre, ore 10, Sala Stampa della Camera dei Deputati - via della Missione 4

Con la partecipazione di Emergency, Fermatevi!, Medici Senza Frontiere, Oxfam Italia e i promotori dell’appello “#StopCrimesinPalestine”

9 dicembre 2024 - Giovedì 12 dicembre, alle ore 10.00, a Roma, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati in via della Missione 4, si terrà la conferenza stampa “Gaza: Per un cessate il fuoco immediato. Mezzo milione di firme alla Presidente Meloni”.

Le organizzazioni umanitarie impegnate a Gaza – Emergency, Medici Senza Frontiere (MSF), Oxfam - l’associazione Fermatevi! e i promotori dell’appello “#StopCrimesinPalestine” hanno raccolto mezzo milione di firme per denunciare il disastro umanitario e i crimini che si stanno consumando a Gaza e per chiedere, ancora una volta, al governo italiano di lavorare per un cessate il fuoco immediato.

Sentiremo le testimonianze dirette delle operatrici e degli operatori che lavorano a Gaza e affrontano ogni giorno la catastrofe umanitaria in corso.

Saluti istituzionali: On. Sara Ferrari

Durante la conferenza stampa, interverranno:

- Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia

-  Rossella Miccio, presidente EMERGENCY

- Monica Minardi, presidente Medici Senza Frontiere

- Pasquale de Sena, professore di diritto internazionale UniPa, associazione “Fermatevi!”

-  Massimo Amato, storico ed economista - promotore #StopCrimesInPalestine

Per giornalisti, fotografi e operatori televisivi è obbligatorio l’accredito entro le ore 12 di mercoledì 11 dicembre, inviando una mail a stampa.boldrini@yahoo.com e specificando eventuale attrezzatura fotografica e da ripresa.

Si ricorda che per gli uomini è necessaria la giacca.

Pagine