Chiediamo che l'Italia ripristini i finanziamenti a Unrwa come hanno già fatto la gran parte degli stati donatori e anche la Commissione europea. Il viceministro Cirielli ha sostenuto in Aula di avere "prove dettagliate" del coinvolgimento di Unrwa con l'attentato terroristico del 7 ottobre e solo due giorni fa ha ribadito "mai più commistioni con organizzazioni terroristiche". Quali documenti ha? Perché una commissione indipendente, guidata dall'ex ministra francese Catherine Colonna, ha stabilito che le prove, invece, non esistono. E su quali basi la Striscia di Gaza non è più inclusa nell'elenco dei luoghi destinatari dei progetti dell'Agenzia italiana di Cooperazione allo sviluppo, implementati dalle Ong italiane? Nell'ora più buia per la popolazione palestinese che vive a Gaza, il governo italiano si defila e abbandona più di due milioni di persone della Striscia, ma anche tutti i profughi palestinesi che vivono in Cisgiordania, Libano e Siria per i quali il lavoro di Unrwa è insostituibile e di vitale importanza. E non sarà "Food for Gaza" a salvare la situazione.
Così Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Azione diplomatica del Governo debole e burocratica, serve discussione seria
"Vorrei rivolgere un ringraziamento non retorico alle donne e agli uomini delle forze armate, oltre 12 mila persone, impegnati nelle missioni internazionali.
Rispetto a 10 mesi fa, quando abbiamo discusso queste missioni internazionali, c'è a mio avviso un fatto importante che ha infuocato ancora di più la situazione internazionale ed è la vicenda medio orientale, quello che sta accadendo a Gaza, a Rafa, che vede tutti noi preoccupati.
Noi discutiamo delle missioni internazionali 5 mesi dopo rispetto all'effettivo inizio delle missioni stesse; in realtà le missioni sono già in atto da 5 mesi, i nostri militari già sono li sui territori, stanno operando, stanno lavorando. E questo dato va considerato.
Non c'è dubbio che dobbiamo cambiare la legge 145, renderla in maniera semplificata, soprattutto nella parte che riguarda gli accordi intergovernativi perché questo ci permetterebbe di dare una velocità in più alla discussione che riguarda le missioni internazionali. Non possiamo far finta che questa discussione spesso poi si perde nei cavilli burocratici.
Noi abbiamo un quadro internazionale molto complesso, siamo in un mondo in fiamme e dobbiamo fare una riflessione seria: manca una azione diplomatica molto più forte dell'Europa ma anche del governo, non c'è un'azione vera da parte del governo sul piano diplomatico.
Il Pd ha condannato in modo chiaro e forte l'attacco di Hamas e anche la reazione del governo di Israele che ha causato un esorbitante numero di vittime civili.
Oggi torna in aula la questione dei finanziamenti all'Unrwa. E per questo dobbiamo ringraziare il presidente Mattarella che lo ha detto all'Onu, ed è solo grazie a lui se oggi ritorna qui in Aula la questione che il Pd ha sollevato da mesi, mentre la maggioranza era silente su una questione così importante di diritti umani.
Ci vuole un pò di coraggio in più dal punto di vista diplomatico e da quello operativo. Non fare operazioni solo di facciata.
Sulla Libia non voteremo la scheda 42, mentre voteremo le altre missioni, ma c'è da dire che sulle missioni dobbiamo fare una discussione vera e non di propaganda politica. Come il piano Mattei, è una chimera, nessuno sa cosa sia, come verrà finanziato, che prospettive politiche avrà. Da parte del Governo vediamo il vuoto su quanto sta accadendo. Abbiamo bisogno di fare una discussione approfondita e non renderla burocratica, vista la carenza dal punto di vista sostanziale dell'azione diplomatica del Governo". Lo ha detto in Aula Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, intervenuto in dichiarazione di voto sulle missioni internazionali.
"Nella notte l'esercito israeliano è entrato a Rafah, al sud della Striscia di Gaza e ha piantato la bandiera israeliana sul versante palestinese del valico al confine con l’Egitto. Questo dopo che, poche ore prima, il governo non aveva riconosciuto l’accordo per il cessate il fuoco presentato da Qatar e Egitto, che Hamas ha accettato. Netanyahu, concentrato sulla sua sopravvivenza politica, continua l’opera di annientamento del popolo palestinese, che gli consente di rimanere al potere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Il governo si rifiuta non solo di ripristinare i fondi all'Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, ma persino di dare spiegazioni: scena muta. Oggi in commissione Esteri, il governo ha dato parere negativo ad un emendamento del Pd che chiedeva proprio di ripristinare i fondi all'agenzia dell'Onu per i profughi palestinesi. Tanto più che sia l'Ue sia paesi come Francia, Canada, Spagna, Belgio, Norvegia, Irlanda, Svezia e da oggi anche la Germania, hanno ripreso a inviare i fondi e, in alcuni casi, non hanno mai smesso.
Una posizione incomprensibile, soprattutto all'indomani della pubblicazione del rapporto, frutto di un'indagine indipendente guidata dall’ex ministra degli esteri francese Catherine Colonna, che mette nero su bianco che non ci sono prove di collusione tra i dipendenti di Unrwa e Hamas. Un'indagine che smentisce quanto dichiarato in aula dal vice ministro degli Esteri Cirielli secondo cui "Israele ha presentato tutta una serie di prove dettagliate". Cirielli e il nostro governo hanno informazioni che nessun altro ha? In virtù di cosa? E perché non le hanno condivise con chi ha svolto le indagini? Oppure dobbiamo immaginare che Cirielli abbia mentito in Parlamento? Ma non è tutto: nessuna motivazione è stata data anche sulla decisione di sospendere tutti i progetti delle ONG italiane che operano a Gaza e di escludere la Striscia dai bandi dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo. E nessuna argomentazione neanche sul rinnovo di altre missioni italiane all'estero, a partire dal Niger dove non c'è più nessun contingente straniero se non il nostro.
Questo governo vuole smantellare la cooperazione internazionale, soprattutto in Medio Oriente e a Gaza: una scelta scellerata, soprattutto perché arriva nel momento più drammatico per la popolazione palestinese stremata dall'offensiva di Israele e per il quale il programma "Food for Gaza" voluto dal ministro Tajani è del tutto insufficiente e inefficace". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine della seduta odierna della Commissione Esteri.
"Le armi nucleari vanno dismesse, non potenziate né incrementate. Il rischio di un conflitto nucleare è incredibilmente sottovalutato, nonostante i campanelli d'allarme siano più di uno.
Non passa giorno che non si parli di armi nucleari. E non, come dovrebbe essere, per discutere della loro dismissione. Ma addirittura per una maggiore diffusione nel mondo. L'Iran starebbe lavorando ad armi nucleari e minaccia di colpire i siti dove si trovano quelle israeliane. Il ministro israeliano per gli Affari e il Patrimonio di Gerusalemme minaccia di sganciare la bomba atomica su Gaza. Putin non perde occasione per minacciare il rischio di un'escalation della guerra in questo senso. Adesso anche il presidente della Polonia, Duda, apre alla possibilità di ospitare sul territorio polacco ordigni nucleari statunitensi, per fortuna frenato dal premier Tusk che manifesta molta più prudenza. Questo solo per citare gli episodi più recenti.
Un lessico e una narrazione preoccupanti perché possibilisti rispetto all'uso di questo tipo di armi, a cui l'UE non può ammiccare. Lo dobbiamo dire con estrema chiarezza: un conflitto nucleare non è gestibile, sarebbe letteralmente la fine del mondo. E' un'ipotesi da rigettare con determinazione: la deterrenza non ha funzionato, serve il disarmo nucleare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Le accuse che Israele ha rivolto all'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, di essere collusa con Hamas sono infondate. Lo dimostra ufficialmente l'esito dell'indagine indipendentemente voluta dall'ONU e condotta da un team di analisti guidati dall'ex ministra degli esteri francese Catherine Colonna.
Ora basta attacchi a Unrwa e l'Italia ripristini immediatamente i fondi all'unica agenzia in grado di sostenere il popolo palestinese. Non c'è scusa che tenga. In un momento in cui a Gaza le persone muoiono letteralmente di fame e malattie, è indispensabile fare tutto il possibile per salvare vite umane, a cominciare dal finanziamento all’ l’Unrwa.
E il Governo prenda anche una posizione netta sulle fosse comuni scoperte all'ospedale Nasser di Khan Younis: centinaia di corpi tra cui tantissime donne e minori, molto dei quali torturati e giustiziati sono l'ennesima dimostrazione che sconfiggere Hamas è solo un alibi che Netanyahu usa per coprire il tentativo di annientare un intero popolo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Noi abbiamo condannato l'attacco dell’Iran a Israele ma ora l’impegno della comunità internazionale deve essere tutto teso a evitare un’ulteriore escalation, far cessare il fuoco e costruire la pace in Medio Oriente” così il responsabile Esteri del Partito democratico Peppe Provenzano, che nel corso del suo intervento al senato durante le audizioni dei ministri Tajani e Crosetto ha offerto una disponibilità alla collaborazione sulla crisi in Medio Oriente ma chiedendo al Governo degli impegni. “Serve una voce forte e unitaria dell’Italia in Europa per impedire l’allargamento della guerra su scala regionale. L’appello al cessate il fuoco immediato a Gaza del G7 stavolta non può cadere nel vuoto, nella smaccata indifferenza del Governo Netanyahu. La deterrenza è importante ma non basta, serve la politica. E su un impegno più forte e concreto per la soluzione politica della guerra in Medio Oriente, ricercando la massima condivisione in Parlamento, noi ci siamo stati e ci siamo”.
"Superata la preoccupazione della notte in cui anche i cieli di Amman, in Giordania, sono stati solcati da missili e droni iraniani che vedevamo passare sulle nostre teste con le loro scie luminose e i boati dei sistemi di difesa che li intercettavano e li fermavano, bisogna fare i conti con la realtà locale.
La Giordania ha avuto un ruolo chiave, durante l'attacco dell'Iran verso Israele, ma qui vivono tantissimi palestinesi. Si stima che circa la metà della popolazione giordana sia composta da palestinesi. Il re Abdullah ha, fin da subito, chiesto che si evitasse la carneficina a Gaza e che la soluzione, dopo l'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre e la risposta di Israele sulla Striscia, dovesse arrivare presto e che bisognava togliersi dalla testa l'idea di cacciare 2 milioni e 200mila palestinesi fuori da Gaza verso chissà dove. C'è una linea rossa e l'opinione pubblica, in Giordania, è molto attenta e dissente da quello che Netanyahu sta facendo a Gaza. Purtroppo, dopo l'attacco di Israele al consolato iraniano a Damasco, era prevedibile che l'Iran rispondesse. Ma avere annunciato l'attacco con 72 ore d'anticipo significa aver voluto fare soprattutto una prova di forza. Ora, però, tutto questo deve finire. Non è accettabile che sia l'inizio di un'escalation che andrebbe fuori controllo e coinvolgerebbe tutto il Medio Oriente. Bisogna concentrarsi sul cessate il fuoco a Gaza, perché è da lì che tutto parte". Così oggi Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, intervenuta a L'Aria che tira in collegamento da Amman.
"Non bastano, al governo italiano, 33mila morti nella Striscia di Gaza, di cui 13800 bambini, intere città rase al suolo, la fame e le malattie usate come arma di guerra, per alzare la voce, per dire basta, per mettere le sanzioni, per imporre, non per implorare, il cessate il fuoco a Gaza?
Un avvocato palestinese, Salahaldin Abdalaty, più volte sfollato nella striscia di Gaza e che ha perso sei membri della sua famiglia in un raid israeliano, ha presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale di Roma per chiedere che l'Italia, se non vuole essere complice di crimini, fermi la vendita di armi a Israele, ripristini i fondi a Unrwa e si impegni, in tutte le sedi, per il cessate il fuoco. Tutte cose che il governo italiano avrebbe già dovuto fare.
La Corte internazionale di giustizia ha chiesto a Israele di impedire atti di genocidio e di lasciare entrare gli aiuti umanitari nella Striscia. Una decisione che impegna Israele e tutti gli Stati. Tutti. Invece il governo italiano non ha ancora sbloccato i fondi all'Unrwa, come fatto dall'Ue e si limita a dichiarazioni generiche. Il ministro Tajani si è rallegrato che il suo omologo Katz abbia garantito collaborazione per il programma "Food for Gaza". Ma a Tajani sfugge che è un obbligo, in primis per Tel Aviv, non una gentile concessione, fornire gli aiuti. Il nostro governo parli chiaro e agisca perché quanto stabilito dalla Corte internazionale sia applicato prima possibile e si ponga fine al massacro". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Apprendiamo dal ministro Tajani, dopo l'incontro con il ministro degli esteri israeliano Katz, che Israele ha "ha garantito il sostegno alla nostra iniziativa" Food for Gaza, cioè gli aiuti alla popolazione palestinese che sta morendo di fame e malattie. Forse al ministro Tajani sfugge che Israele ha l'obbligo di fare entrare aiuti sufficienti perché così ha stabilito la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e così prevede il diritto internazionale. Non è una gentile concessione per cui ringraziare Katz. Così come sono obblighi il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas. Israele, e l'Italia, hanno il dovere di attuare la risoluzione Onu e di mettere in atto anche quanto chiesto dalla Corte internazionale di giustizia.
Ci sono circa 1500 tir di aiuti fermi fuori dal valico di Rafah e chissà quanti altri bloccati dai civili israeliani al valico di Karem Shalom. Non c'è un problema di aiuti, lo abbiamo già detto: c'è un problema politico. E c'è la non volontà di rispettare la risoluzione dell'Onu e la legalità internazionale.
Cessate il fuoco subito, Hamas liberi gli ostaggi e si aprano tutti i valichi all'ingresso di aiuti per i civili della Striscia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“7 operatori umanitari di diverse nazionalità uccisi a Gaza. Netanyahu dichiara che è un tragico caso, come gli oltre 150 operatori umanitari già uccisi dall'inizio del conflitto.
Si dia attuazione alla risoluzione ONU per il cessate il fuoco subito” così su X la vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Valentina Ghio.
“L’assassinio di 7 operatori umanitari di #WCK è un crimine di guerra dell’esercito israeliano. 7 persone uccise a Gaza mentre distribuivano cibo non possono essere liquidate come “tragico errore”. Netanyahu va fermato, e subito imposto il cessate il fuoco votato dall’ONU”. Lo scrive su twitter Alessandro Zan deputato Pd.
"Dopo aver ucciso 171 operatori dell’Unrwa, l'agenzia dell'Onu che si occupa dei profughi palestinesi dal 1949, ieri sera l’esercito israeliano ha freddato 7 operatori umanitari di diverse nazionalità - polacca, inglese, australiana, palestinese, statunitense e canadese - in forze alla ONG World Center Kitchen che distribuisce pasti e generi alimentati. Il convoglio, i cui spostamenti erano concordati con l'IDF, è stato colpito mentre lasciava il magazzino di Deir al-Balah, dove la squadra aveva scaricato più di 100 tonnellate di aiuti alimentari umanitari portati a Gaza lungo la rotta marittima, come riferisce la stessa WCK. E intanto la Knesset - il parlamento israeliano - ha votato una legge per oscurare Al Jazeera, l’unica emittente internazionale che trasmette da Gaza e mostra al mondo il livello di morte e distruzione nella Striscia. Una censura gravissima che si aggiunge al divieto di ingresso nella Striscia che il governo di Tel Aviv impone agli altri media, in violazione del diritto di informare e di essere informati che è alla base di qualsiasi democrazia. Nelle stesse ore l’aviazione israeliana colpiva in Siria il consolato iraniano e poco prima bombardava in Libano, colpendo osservatori dell'Onu che collaborano con Unifil, fino alla valle della Bekaa. Netanyahu sta destabilizzando l'intera regione portando l'area verso un'escalation che rischia di trasformarsi in una guerra su vasta scala. La stessa società civile è tornata a riempire le piazze per chiedere le dimissioni del governo israeliano. Chi può, in buona fede, sostenere che l'obiettivo di Natanyahu sia liberare gli ostaggi o combattere il terrorismo?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il voto del Consiglio di sicurezza dell'Onu su Gaza è cruciale ma è necessario garantire l'applicazione della risoluzione che chiede il cessate il fuoco a Gaza, la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas e l'aumento degli aiuti umanitari per la popolazione della Striscia che sta morendo di fame.
Un voto vincolante, non solo per le parti in causa, ma anche per tutti gli Stati membri dell'Onu. Netanyahu ha fatto chiaramente capire di non volere dare seguito a quanto deciso al Palazzo di vetro: una posizione che peserà come un macigno sul futuro di Israele stesso e pone il Paese all'angolo rispetto alla comunità internazionale.
Il nostro governo cosa intende fare per contribuire all'applicazione della risoluzione? Non bastano le dichiarazioni laconiche e a mezza bocca del ministro Tajani che ha dichiarato che "ci auguriamo che ci sia un cessate il fuoco", come fosse un auspicio e non un obbligo.
Servono prese di posizione forti, serve essere pronti a misure più drastiche come le sanzioni". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Una luce nel buio l'approvazione da parte dell'ONU del cessate il fuoco a Gaza.
Adesso si fermino le armi per ristabilire l'arrivo degli aiuti, rilasciare gli ostaggi e impostare il percorso per una pace duratura. Netanyahu rispetti le decisioni della comunità internazionale” così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Valentina Ghio.