“Che tristezza il ministro Sangiuliano che sta utilizzando il proprio incarico istituzionale per dividere il paese e per una sua personale scalata politica dentro Fdi” così la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi, commenta la notizia delle claque di Fdi alle iniziative governative, in ultimo all’arrivo del treno del ricordo a Napoli a cui partecipava il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“Al ministro, che non perde occasione di utilizzare toni sprezzanti nei confronti delle opposizioni anche nel corso degli appuntamenti istituzionali, ricordiamo che il suo temporaneo incarico è iniziato con il giuramento sulla costituzione a esercitare le proprie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione”, conclude.
“Il caos organizzativo creato dal ministro Sangiuliano sta bloccando gli investimenti previsti nel Pnrr Cultura”. Così la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi che sottolinea come “i dati della Relazione presentata trionfalmente dal ministro Fitto destano molte preoccupazioni sull’operato del ministero della cultura che, va sottolineato, si trova nel mezzo di una profonda riorganizzazione che sta mettendo in discussione anche l’ordinaria amministrazione. E non è un caso che il Mic abbia sinora rendicontato solo il 3,4% dei 4,4 miliardi previsti dal Pnrr. Con alcuni interventi del tutto bloccati come gli zero euro spesi sui venti milioni previsti per le competenze digitali del personale, a meno di due anni dal termine del programma di interventi. Il Ministero sta viaggiando con il freno a mano tirato a causa della caotica gestione del ministro Sangiuliano attento solo a tagliare nastri, ad appropriarsi di interventi ereditati dalla precedente gestione e a cercare consenso e posizionamenti politici in vista delle prossime elezioni regionali in Campania. Perdere l’occasione del Recovery sarebbe veramente una grave responsabilità. Avevamo avvertito il ministro dei rischi a cui andava incontro nell’avviare una profonda riorganizzazione nel mezzo dell’attuazione del Pnrr – conclude Manzi - ma non ha voluto ascoltarci”.
Manzi: poca trasparenza su dati fondamentali
“Per quali ragioni il ministro Sangiuliano non sta pubblicando le statistiche dei visitatori e degli introiti dei musei e dei parchi archeologici italiani?” Lo chiede in un’interrogazione parlamentare la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, che sottolinea come sia “fondamentale conoscere questi dati per verificare lo stato di salute del sistema museale italiano, che non è solo quello della propaganda del Ministro. Altro che trasparenza, la sezione statistica del sito del Ministero della cultura – sottolinea la democratica - non è aggiornata: i dati sono ancora fermi al 2022”.
Presentata interrogazione da Marco Simiani e Ylenia Zambito, parlamentari Pd
“Garantire il completamento della ristrutturazione del Campanile della Basilica Romanica di San Piero a Grado di Pisa”: è quanto chiedono i parlamentari del Partito Democratico Marco Simiani ed Ylenia Zambito che hanno presentato, rispettivamente alla Camera dei Deputati ed al Senato, due interrogazioni similari.
“La chiesa distrutta dai bombardamenti nazisti è stata infatti ricostruita mentre per il campanile mancano le risorse. Il sindaco Conti, nonostante le promesse, non si è ancora attivato per reperire i finanziamenti necessari e sebbene la Lega, il suo partito, sia al governo e lo sia stato quasi per 5 degli ultimi 7 anni: il dicastero dei Beni culturali ha infatti reso noto che non sono mai pervenute richieste relative al finanziamento per la ricostruzione del Campanile. Ci appelliamo quindi al Ministro Sangiuliano affinché intervenga ed assicuri il restauro di un simbolo della città e patrimonio artistico, storico e culturale del territorio".
“Una giornata importante. Ancora una volta stamane sono andato a Piazzale Clodio all’ingresso del tribunale di Roma dove oggi inizia il processo a carico di quattro agenti e ufficiali della sicurezza nazionale egiziana accusati del sequestro e dell’uccisione di Giulio Regeni. Assieme a Paola, Claudio e Irene, a Alessandra Ballerini e alla loro battaglia instancabile per ottenere verità e giustizia c’erano, come sempre da mesi e anni, Beppe Giulietti, Marino Sinibaldi, Pif, Sigfrido Ranucci, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli…e tante e tanti giornalisti e operatori dell’informazione e della cultura che in questi lunghi otto anni sono stati la straordinaria ‘scorta mediatica’ costruita perché su una tragedia e sui depistaggi vergognosi del regime egiziano non calasse il silenzio. Adesso parlerà quell’aula processuale, il sentiero sarà ancora lungo, ma su quel sentiero c’è un mondo che in nome della giustizia proseguirà il cammino. Un abbraccio”.
Lo scrive sui social il deputato democratico, Gianni Cuperlo.
"Oggi non potevo che essere al fianco di Paola, Irene e Claudio Regeni, al processo contro i quattro militari egiziani accusati di avere sequestrato e torturato Giulio per nove giorni e nove notti fino ad ucciderlo.
Finora la ricerca della verità è stata ostacolata in ogni modo dalle autorità egiziane e solo grazie a una sentenza della nostra Corte costituzionale, adesso può andare avanti anche senza che sia stato possibile notificare gli atti agli imputati.
La famiglia Regeni potrà sempre contare sulla nostra vicinanza, su quella di tante associazioni e sulla scorta mediatica che non li ha mai lasciati soli. Siamo qui per Giulio, per tutti gli attivisti, gli oppositori e coloro che sono arbitrariamente detenuti in Egitto e per tutelare la dignità del nostro Paese". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Manzi: ministro prenda provvedimenti
“Poco più di un anno fa, il 17 gennaio 2023, con decreto del ministro della Cultura, l’ex sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, veniva nominato ‘Consigliere del Ministro nelle materie attinenti la qualità, la valorizzazione e la tutela del paesaggio’. Oggi apprendiamo dalla stampa che una società di cui Cuomo è socio, e che opererebbe nel settore delle costruzioni, è stata raggiunta da un’interdittiva Antimafia da parte della prefettura di Napoli. In attesa di conoscere quali provvedimenti urgenti prenderà Sangiuliano, predisporremo un’interrogazione parlamentare sul caso”.
Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi.
Nel Giorno del Ricordo siamo vicini alle famiglie delle vittime delle foibe, agli esuli giuliano dalmati, alle associazioni che chiedono pace e giustizia. Solo riconoscendo gli orrori del passato senza riscrivere la storia, si costruisce una convivenza di pace e diritti.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
È grave la scelta del Dap di annullare senza alcuna motivazione la presentazione del libro di Giuliano Amato nel carcere di San Vittore. Chiederemo al ministro Nordio e al direttore del Dap, visto che abbiamo chiesto di sentirlo mercoledì in audizione sulle condizioni generali delle carceri, di spiegare al Parlamento per quali oscure ragioni sia stata cancellata l’iniziativa dedicata al tema dei diritti e della democrazia, che si sarebbe dovuta tenere domani presso l'istituto di Milano.
Così la deputata dem Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico.
*Manzi: Cosa aspetta intanto Sangiuliano a ritirare deleghe?*
“Apprendiamo che la Presidente del Consiglio ha ricevuto una lettera firmata dal ‘sottosegretario dimissionario’, Vittorio Sgarbi, che annuncerebbe una trattativa con il governo su modalità, tempi e conseguenze delle sue dimissioni. Siamo davanti a una situazione mai accaduta che getta le istituzioni nel ridicolo e nell’imbarazzo. Meloni dica con chiarezza se Sgarbi si è dimesso o no. E, in caso contrario, chiuda questo balletto inqualificabile e proponga immediatamente al Presidente della Repubblica il decreto di revoca del sottosegretario” così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi. “In questa situazione di stallo - aggiunge la democratica - stigmatizziamo inoltre la reticenza del Ministro della Cultura, il cui silenzio appare intollerabile alla luce della delibera dell’Agcm che dichiara Sgarbi incompatibile. Perché questi tentennamenti? Cosa aspetta Sangiuliano, anche in questa fase, a revocare le deleghe che ha conferito a Sgarbi?”.
“Assordante e sospetto il silenzio del ministro Sangiuliano che ancora non si è pronunciato sull’intollerabile situazione che solo le dimissioni di Sgarbi hanno portato a conclusione, non certo le sue decisioni. Una grave reticenza da parte del responsabile del MiC - aggiunge Manzi - che vorremmo spiegasse in parlamento i criteri con cui ha attribuito le deleghe al sottosegretario essendo il ministro a conoscenza della pletora di incarichi e delle numerose posizioni in istituzioni culturali in capo al dimissionario Sgarbi, puntualmente elencate nella delibera Agcm”. Così la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi, commentando i numerosi incarichi del sottosegretario e stigmatizzando la vicinanza ai settori in cui è stato delegato ad operare dal ministro Sangiuliano.
Governo ha fatto di tutto per non prendere posizione
“Meloni e Sangiuliano spieghino al parlamento per quali ragioni il governo ha fatto orecchie da mercante sul caso Sgarbi” così i componenti democratici della commissione cultura della Camera, commentano le annunciate dimissioni “con effetto immediato” da sottosegretario da parte di Vittorio Sgarbi. “Il governo ha fatto di tutto per evitare di prendere una posizione chiedendo, in più occasioni, il rinvio dell’esame parlamentare della mozione di sfiducia pur di non esprimersi sul caso. Per quali ragioni? Meloni, che dice di non essere ricattabile, dica come mai lei e il ministro della cultura abbiano agito con tanta reticenza”.
“Che tristezza Unirai che scrive sotto dettatura del direttore Chiocci o di qualche ministro giornalista per difendere l’indifendibile. Invece di tutelare l’autonomia dei giornalisti, siamo agli attacchi frontali ai componenti della commissione di vigilanza. Ricordiamo a Unirai che il partito democratico non vuole “dettare” nulla alle redazioni, pretendiamo invece che sia rispettata la corretta informazione e che non si interpreti il servizio pubblico come la tv del governo e della sua propaganda. Ecco perché i vertici devono venire in vigilanza ed ecco perché oggi abbiamo annunciato un sit-in sotto la Rai a difesa della libera e corretta informazione pubblica”. Così i componenti della commissione di vigilanza Rai.
La presidenza della Camera si attivi per tutelare la nostra collega Irene Manzi a cui va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Il sottosegretario Sgarbi non è nuovo a insulti e volgarità rivolti alle donne e ha scelto da diversi giorni di utilizzare i giornali per minacciare e offendere l'onorevole Manzi, rea a suo avviso insieme a molti altri deputati di averne chiesto la rimozione dal suo incarico, perché inadeguato a ricoprire quel ruolo al Ministero dei beni culturali. Il sottosegretario Sgarbi, infatti, risulta ufficialmente indagato per riciclaggio di opere d'arte. Lui che dovrebbe tutelare, per sua delega, il patrimonio culturale del nostro paese. Di fronte a questo scempio, anziché attendere l’esito delle indagini, prende la parola sui giornali perché in Parlamento gli è stato impedito di entrare da parte del suo stesso Ministero, per denigrare la collega Manzi, così come sta facendo con altre colleghe come Elisabetta Piccolotti a cui va la stessa nostra solidarietà.
Guarda caso due donne non degli uomini, scocciato dal fatto che una donna si sia permessa di sbugiardarlo in Aula e ne abbia chiesto le dimissioni perché è inadeguato. Chi ricopre incarichi pubblici deve rispettare le istituzioni. La Costituzione chiede disciplina e onore, quelle che evidentemente Sgarbi ha abbandonato da tempo.
Chiediamo quindi insieme alle altre opposizioni con una mozione che finalmente verrà messa ai voti la prossima settimana che il ministro Sangiuliano rimuova dall’incarico il suo sottosegretario. La misera cultura maschilista che rappresenta Sgarbi non deve trovare mai cittadinanza nelle istituzioni. Per questo noi continueremo a contrastarla e ci aspettiamo che lo faccia con la stessa forza anche quella donna che oggi guida il governo di cui continua a far parte questo sottosegretario.
Così la capogruppo del PD alla Camera Chiara Braga, intervenendo in Aula.
Cosa aspettano Meloni e Sangiuliano a farlo dimettere?
“Da Sgarbi toni volgari e minacciosi che imbarazzano anche governo e
maggioranza che gli vietano di fare ingresso in parlamento. Cosa aspettano Meloni e Sangiuliano a rimuovere Sgarbi dai suoi incarichi?“ lo chiede la deputata democratica, Irene Manzi, insultata ieri da Sgarbi per aver depositato, insieme ai deputati del Pd, del M5s e di Avs, una mozione che chiede al Governo di revocare la nomina di Vittorio Sgarbi a Sottosegretario di Stato.
Ecco il testo della replica della capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi a Il Giornale:
“Gentile Direttore,
spiace dover tediare i lettori ma
l’articolo pubblicato ieri a firma del sottosegretario Sgarbi mi chiama direttamente in causa. Il tono volgare, per non dire velatamente minaccioso di Sgarbi, nasce dal fatto che ho depositato insieme ai deputati del Pd, del M5s e di Avs una mozione che chiede al Governo di revocare la sua nomina a Sottosegretario. Non si tratta di un “atto scritto sotto dettatura”, come viene sintetizzato sulle vostre pagine, ma della constatazione che il sottosegretario è al centro di diversi procedimenti che rendono imbarazzante la sua permanenza al governo.
Avrei discusso volentieri con lui in Parlamento, ma non è stato possibile: gli imbarazzi nel governo - quelli di Meloni e Sangiuliano - non permettono più al sottosegretario di fare ingresso nelle aule parlamentari. E infatti Sgarbi non era presente al dibattito alla Camera! Così come è lui stesso a ricordare che non viene più ricevuto e che non ha contatti con Sangiuliano da quando il Mic ha trasmesso all’Agcm gli atti per sue presunte violazioni della legge sul conflitto d’interesse. Non la sottoscritta, non il Pd, non Il Fatto quotidiano, non Report, ma il Capo di gabinetto del ministero! Per non parlare delle forti pressioni che il sottosegretario sta ricevendo da quando è stata comunicata dalla Procura di Macerata - non dai giornali! - la sua iscrizione nel registro degli indagati per autoriciclaggio di beni culturali. E da quando i Carabinieri del Comando di Tutela del beni culturali - non i giornali! - che dipendono dal Ministero della Cultura, gli hanno sequestrato il dipinto al centro dell’inchiesta che lo vede indagato. Un dipinto che – se l’indagine sarà confermata – è stato rubato, deturpato, tagliato, modificato. A tal riguardo, nella mozione ricordiamo che Sangiuliano ha attribuito a Sgarbi, tra le altre, le “funzioni di sicurezza del patrimonio culturale”. Non spetta a noi deputati emettere sentenze, è però di tutta evidenza il valore politico di questo caso. Ed è per questo che, in piena libertà e nel rispetto dei regolamenti parlamentari, abbiamo presentato la mozione di sfiducia. Invece di prendersela con me e con il Parlamento, Sgarbi dovrebbe riflettere sul perché la sua maggioranza no