Mantenere deleghe a Sgarbi sfregio a tutela e sicurezza patrimonio culturale
“Il silenzio del ministro Sangiuliano, che non ha proferito parola nel corso del dibattito su un provvedimento che porta la sua firma, è la conferma che la sua presenza in aula alla Camera era dovuta solo a coprire gli imbarazzi sul caso Sgarbi dal momento che il sottosegretario ancora detiene la delega al sicurezza del patrimonio culturale italiano. Siamo davanti a una situazione surreale che sta compromettendo la reputazione italiana nella tutela e salvaguardia dei beni culturali. Sangiuliano prenda coraggio e batta un colpo con la presidente Meloni, la permanenza di Sgarbi al Collegio Romano è uno sfregio all’onorabilità internazionale del nostro paese e del suo patrimonio culturale”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi.
Dibattito surreale, Sgarbi ha ancora la delega alla sicurezza del patrimonio culturale
“La delega alla sicurezza del patrimonio culturale è ancora attribuita al sottosegretario Sgarbi e oggi il ministro Sangiuliano si presenta alla Camera per coprire l’imbarazzo di dover discutere di un provvedimento che inasprisce i reati al patrimonio, proprio mentre il suo sottosegretario delegato è indagato con accuse pesantissime sulle stesse tematiche. Siamo davanti a una situazione surreale: con quale credibilità il governo pensa di tutelare i beni culturali, quando non è neanche in grado di fare chiarezza sulla condotta del sottosegretario che dovrebbe occuparsene?”. Così il deputato democratico Andrea Casu che è intervenuto in apertura dei lavori alla Camera dove si discute proprio di inasprimento delle pene per i reati contro i beni culturali e paesaggistici.
“Basta tentennamenti, Meloni e Sangiuliano smettano di proteggere Sbarbi”. È duro il commento della capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, alla nota della procura di Macerata che conferma che il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi è indagato per il reato di autoriciclaggio di beni culturali di cui all'articolo 518-septies del codice penale.
“Sono accuse
molto gravi che, se confermate, si sommano a una situazione già compromettente per un responsabile delle istituzioni. Meloni e Sangiuliano smettano di tentennare, le indagini avranno il loro corso ma è indubbio che siamo davanti a un caso politico e sono troppo fresche le ferite subite dal patrimonio artistico e bibliotecario italiano per colpa della mala gestione”.
Un uomo determinato e lucido che ha sempre lavorato per l’unità delle forze popolari e progressiste. Di Giulio Santagata ricorderemo l’esempio, la politica come passione, il confronto come anima di ogni progresso. Alle famiglia la vicinanza delle deputate e dei deputati del Pd.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd
È con dolore, orrore e rabbia che apprendo dell’ennesimo femminicidio, avvenuto a Riese Pio X, nella provincia di Treviso. La ferita di quanto successo a Giulia Cecchettin e decine di altre donne è ancora fresca dentro di noi, e di nuovo il nostro territorio diventa teatro della violenza mortale di un uomo su una donna. Voglio esprimere le mie condoglianze più sincere alla famiglia e ai cari della vittima, e ribadire la necessità di impegnarci per fermare questa strage, conscia che le parole non bastano più. Dobbiamo agire subito, ora, non so cosa altro debba succedere per farci capire l’assoluta priorità di questo problema.
“Complimenti ed auguri di buon lavoro ad Eike Schmidt, nuovo direttore del museo e Real Bosco di Capodimonte. Un incarico prestigioso per un sito straordinario ed unico al mondo. Mi auguro però che vengano smentite categoricamente le voci di un suo possibile coinvolgimento in politica nei prossimi mesi, in particolare con la candidatura a sindaco di Firenze. Sarebbe inopportuno ed irrispettoso nei confronti della città di Firenze e della città di Napoli che lo accoglierà a breve. Se fosse confermata una simile ipotesi, sarebbe l'ennesimo successo e colpo di genio del Ministro Sangiuliano dopo la vicenda del San Carlo.
Così il deputato del Pd Piero De Luca.
"Che le opposizioni unite propongano un emendamento alla legge di bilancio che mette tutte le scarse risorse disponibili sul contrasto alla violenza sulle donne, in particolare sulla formazione, è un' ottima notizia. Se tutte le dichiarazioni che abbiamo sentito all'indomani del femminicidio di Giulia Cecchettin avevano almeno un fondamento di verità, mi aspetto che l'emendamento passi all'unanimità". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Si svolgerà domani alle ore 17.30, presso la sala Zuccari del Senato della Repubblica, la presentazione del libro “Cento Pagine - cinque discorsi sulla sinistra. Verso un nuovo orizzonte dei democratici” scritto dall’On. Roberto Morassut.
Interverranno l’on. Maria Elena Boschi, l’on. Nicola Fratoianni e i senatori Andrea Martella e Stefano Patuanelli.
Modererà l’evento la giornalista Giulia Merlo.
“Dobbiamo trasformare la tragedia in una spinta per il cambiamento”. Sono le parole che abbiamo ascoltato ieri a Padova da Gino Cecchettin. Lo ha detto anche a noi che siamo parte delle istituzioni e abbiamo il potere di creare le condizioni per il cambiamento. Il PD ha ottenuto la formazione degli operatori nella nuova legge a contrasto della violenza sulle donne: ma la norma è senza risorse e la Ministra si era impegnata a trovarle. Perciò le abbiamo chiesto oggi quali iniziative siano state adottate o abbia intenzione di adottare per finanziare la formazione degli operatori e sostenere i centri antiviolenza". Lo ha detto in Aula la vice presidente del Gruppo Pd Valentina Ghio, illustrando il question time alla ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità. "
Nella replica la deputata Sara Ferrari, capogruppo PD in commissione femminicidio, si è detta insoddisfatta “perché ci sarebbe piaciuto dire oggi al padre di Giulia che non ci saremmo accontentati dei soldi che già ci sono. Ci sarebbe piaciuto sentire dal governo che avrebbe colto l'occasione per un passo ulteriore, invece di chiedere ai vari settori dello stato di provvedere con proprie risorse alla formazione specifica del personale e dei magistrati, sottraendola necessariamente ad altri servizi e strumenti per le donne. Significa non rispettare l’impegno che Roccella stressa ha assunto quando abbiamo approvato all’unanimità la nuova legge, che risulta vana nel rafforzare le misure cautelari, se tutti gli operatori e quelli della giustizia non sono preparati sulla specificità del fenomeno della violenza, non sanno riconoscerla e compiere una corretta valutazione del rischio, che possa evitare di piangere anche l'anno prossimo altre cento donne uccise e contare altri cento assassini”.
“Trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento”
La delegazione del Partito Democratico al funerale di Giulia Cecchettin, composta dalle deputate Sara Ferrari, capogruppo in commissione femminicidio e Valentina Ghio, vicecapogruppo PD alla Camera, insieme al responsabile diritti della segretaria nazionale Alessandro Zan e al senatore Andrea Martella, dichiara il proprio impegno e la disponibilità a cercare la massima condivisione possibile dentro il Parlamento, per rendere reale l’auspicio espresso oggi dal padre di Giulia Cecchettin nel suo discorso durante la cerimonia funebre. “Alle istituzioni politiche chiedo di mettere da parte le differenze ideologiche per affrontare unitariamente il flagello della violenza di genere. Abbiamo bisogno di leggi e programmi educativi mirati a prevenire la violenza, a proteggere le vittime e a garantire che i colpevoli siano chiamati a rispondere delle loro azioni” ha detto. “Si è appena aperto alla Camera il percorso per una legge sull’educazione all’affettività e alla parità nelle scuole, noi siamo pronti al confronto costruttivo e al massimo dialogo per trovare soluzioni condivise che siano permanenti dentro i programmi scolastici, per cambiare la cultura e costruire rapporti uomo-donna corretti e rispettosi” annunciano i parlamentari dem, che aggiungono “preferiamo ignorare invece i commenti indegni emersi in queste ore".
“Ministro Sangiuliano si faccia una risata. Apprendiamo dalla stampa di una lettera di diffida inviata dai legali del ministro della Cultura a Rai Radio Uno. Si contesta ai conduttori di ‘Un giorno da pecora’ un intento denigratorio. Come Gruppo Pd in Vigilanza Rai depositeremo un’interrogazione per verificare la veridicità di quanto sta emergendo. Se ciò fosse vero, lascia basiti il fatto che oltre a non comprendere la satira e l’ironia tagliente, che è cifra caratteristica di questa trasmissione molto seguita e molto amata dagli ascoltatori, un ministro della Repubblica, oltretutto in aspettativa proprio dalla Rai dal 21 ottobre 2022 in seguito alla sua nomina nel governo Meloni, faccia ricorso alle vie legali perché non gradisce i contenuti e lo stile di una trasmissione radiofonica. Atti intimidatori che credo non avranno effetti su chi scrive e conduce il programma in questione, ma che deve allarmare sul grado di permalosità e nervosismo che vive il ministro che sente minacciata la sua reputazione dalle battute di Geppi Cucciari e Giorgio Lauro”. Così la deputata dem Ouidad Bakkali, componente della commissione di Vigilanza Rai.
“Il sottosegretario Mazzi, chiaramente inconsapevole delle cose di cui si dovrebbe occupare, emana una nota ridicolmente trionfalistica in cui dimostra solo la sua totale malafede”. Lo dichiara il deputato democratico Matteo Orfini.
“Intanto occorre ricordare – spiega Orfini - che se c'è una norma sulla discontinuità non è certo grazie a questo governo. E se ci sono 100 milioni da spendere per la discontinuità è grazie a un emendamento a mia prima firma nella passata legge di bilancio, quando Mazzi e il suo ministro si erano completamente disinteressati -a proposito di inerzia- di mettere delle risorse per i lavoratori del settore.
Se oggi il governo è costretto a correre – continua - è perché rischia di perdere quelle risorse, non avendo fatto assolutamente nulla per 11 mesi. Oggi propone una misura spot che tradisce lo spirito della norma sulla indennità di discontinuità e che è esattamente l'opposto di quello che chiedono lavoratori e lavoratrici.
Si offre un bonus, non la attesa riforma. Che Mazzi e Sangiuliano disprezzino i diritti di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo ormai è evidente – conclude il deputato democratico -. Potrebbero almeno risparmiarci l'arroganza sciocca e offensiva di queste dichiarazioni”.
“Con le sue allucinanti teorie del “maschio alfa che non uccide”, il consigliere brindisino di FdI, Cesare Mevoli, è riuscito inconsapevolmente a dimostrare quanto siano vere e fondate le parole di Elena Cecchettin. Quando ho letto il suo post ho provato vergogna, come padre, come uomo e come essere umano. Perché la politica c’entra davvero poco con tutto questo.
Ascoltare considerazioni di questo tenore e di questa gravità, soprattutto da un rappresentante delle istituzioni, fa onestamente accapponare la pelle perché ci fa capire, qualora fosse ancora necessario, quanto radicata e pervicace sia una certa cultura di dominio e sopraffazione maschile. Questa cultura non parla solo il linguaggio della violenza ma anche quello della negazione e dello svilimento del problema e delle vittime.
A Cesare Mevoli non ho consigli da dare, né dimissioni da chiedere. Mi pare abbastanza evidente che il suo sia un caso ormai perso e irrecuperabile soprattutto sul piano umano. La presenza di persone come lui nella vita di tutti i giorni e nelle istituzioni ci ricorda quanto sia difficile portare avanti il nostro impegno per Giulia e per tutte le donne. Ci obbliga a ricordare esattamente contro cosa e per chi dobbiamo combattere ogni giorno”. Lo dichiara il deputato
“La violenza contro le donne va riconosciuta per poter intervenire il prima possibile. Per questo occorre formare gli operatori che vengono in contatto con le vittime, anche coloro che raccolgono le segnalazioni come quella giunta dal vicino di casa di Giulia Cecchettin.
Grazie al Partito democratico la legge appena approvata prevede la formazione obbligatoria ma manca un impegno di spesa. Per questo occorre che il governo faccia seguire fatti alle molte parole spese contro i femminicidi in questi giorni: stanzi subito fondi nella legge di bilancio per intervenire sulla violenza prima che sia troppo tardi”.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.