07/06/2024 - 12:02

“A che ora si dimette Signorelli?” Lo chiede il capogruppo democratico nella commissione giustizia della camera, Federico Gianassi sottolineando “la gravità del contenuto delle intercettazioni da cui emerge una relazione consolidata tra il portavoce del ministro dell’agricoltura e ambienti della criminalità  organizzata. Frasi antisemite e deliranti, rigurgiti di fascismo, sprezzo per le istituzioni, esultanza per l’assoluzione di un boss - aggiunge Gianassi - tutto questo non può passare inosservato. Lollobrigida rimuova immediatamente Signorelli da un incarico che non può più assolvere, la sua presenza al ministero  è un disvalore per le nostre istituzioni”.

06/06/2024 - 16:38

"A due giorni dal voto delle europee, il ministro Lollobrigida annuncia in pompa magna la "social card". Di cosa stiamo parlando? Di 500 euro una tantum cioè una sola volta, per un anno e quindi circa 41 euro al mese, e disponibile solo a settembre. Come dovremmo definirla se non una mancetta elettorale? Un tentativo di prendere in giro le persone che sono povere, non stupide.
Hanno tolto il reddito di cittadinanza che ha salvato dalla povertà assoluta milioni di persone, si rifiutano di approvare il salario minimo per contrastare il lavoro povero, non mettono un euro per abbattere le liste d'attesa nella sanità pubblica, però tirano fuori dal cilindro della propaganda la social card 48 ore prima che le italiane e gli italiani vadano a votare.
Un becero tentativo di manipolare le persone che si trovano in difficoltà pur di racimolare qualche voto in più. Davvero vergognoso". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

06/06/2024 - 14:12

“Quello del benessere psicologico è un tema centrale su cui la pandemia da Covid 19 ci ha fatto molto riflettere: la scelta fatta dal governo Draghi di stanziare 25 milioni per il bonus psicologo è stata lungimirante e di grande valore e ha permesso di rilevare un bisogno diffuso e radicato sul territorio, tanto è vero che nonostante l'investimento così importante si è riusciti a rispondere solamente al 10% delle richieste. Risorse che andavano incrementate e che il governo ha invece ridotto. E questo mancato investimento ha avuto effetti pesanti sulla platea dei beneficiari che si è ulteriormente ridotta: riusciranno ad averlo tra l'1,67 e il 5% dei richiedenti. In pratica su 400.505 domande si potrà rispondere solo a una platea tra circa 7 mila e 20 mila persone. È del tutto evidente che l'investimento è insufficiente e non basta in alcun modo a rispondere al bisogno dei cittadini. Il governo non sia cieco di fronte a questi numeri e non sia sordo rispetto alla richiesta dei cittadini e ricordi che si tratta di un investimento per la salute individuale e collettiva". Lo scrive Ilenia Malavasi, componente democratica nella commissione affari sociali della Camera.

05/06/2024 - 11:03

“Quanto costa e chi paga la passerella elettorale della presidente del consiglio che oggi sbarcherà in Albania per ‘inaugurare’ i centri per migranti che ancora non ci sono?” lo chiedono i deputati democratici Enzo Amendola, Simona Bonafè, Matteo Mauri e Matteo Orfini che, a fine maggio, sono stati in missione nei luoghi dove, secondo l’accordo Italia-Albania sottoscritto dal governo, dovevano essere già operativi i centri per migranti. “Abbiamo visto qualche ruspa e un paio di operai in una landa desolata” ricordano i democratici che denunciano lo spreco di soldi pubblici di tutta questa ‘operazione propagandistica’. “L’accordo Italia Albania è un’idrovora di denaro pubblico – sottolineano - i 650 milioni di euro iniziali sono già lievitati a oltre 800 milioni di euro a cui si aggiungono, settimana dopo settimana, altre spese, continui ritardi, i costi dell’inefficienza e, oggi, anche le spese dell’organizzazione della propaganda.  A quattro giorni dalle elezioni – concludono i deputati - la fanfara della propaganda di Palazzo Chigi cercherà di nascondere il grande bluff che sta dietro l’accordo con l’Albania per la gestione dei migranti e lo farà mostrando le immagini dei container del porto di Shengjin, uniche strutture montate in fretta e furia, che a nulla serviranno finché non sarà costruito il centro principale a Gjadër. Chiederemo conto in parlamento di quanto ha pesato sulle casse dello Stato questa ‘gita fuori porta’ della presidente Meloni e di tutta la sua organizzazione”.

03/06/2024 - 13:20

"È la seconda volta che Hamas accetta una proposta di tregua avanzata dal presidente Biden e da altri attori internazionali. Anche questa volta Israele la respingerà assecondando le pretese sanguinarie dell'ala più estremista del suo governo? È fondamentale che in queste ore cruciali per Gaza tutti i leader internazionali facciano pressione su Tel Aviv affinché sugli interessi personali di chi è al governo prevalga la lungimiranza e si arrivi subito ad un cessate il fuoco, alla liberazione degli ostaggi e si pongano le condizioni per lo Stato di Palestina. Nessuno può chiamarsi fuori, neanche Giorgia Meloni che su quanto accade in Medio Oriente non spende nemmeno una parola". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

01/06/2024 - 16:35

"Al peggio non c'è mai fine. Girano volantini elettorali di #FirenzeMagnifica, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Eike Schmidt, con la seguente frase utilizzata con tono denigratorio 'Firenze non è Torre del Greco'. È vergognoso. Ci auguriamo siano dei fake. Qualora così non fosse, noi chiediamo che vengano ritirati immediatamente perché si tratta di volantini con un evidente pregiudizio antimeridionalista, gravemente offensivi di un'intera comunità e di tutto il Mezzogiorno, per i quali Schmidt dovrebbe chiedere scusa. È questo il suo programma elettorale? È questa l'idea di Paese della destra?” Così il deputato democratico, Piero De Luca.

31/05/2024 - 15:55

Calderone risponda su diritti e legalità

“Il settore della logistica è in netta espansione negli ultimi anni e impiega circa un milione e mezzo di lavoratori. Tuttavia, come denunciato dai sindacati, in questa grande filiera permangono ancora grandi zone grigie di illegalità e mancato rispetto dei contratti nazionali di lavoro. Tramite il subappalto e altre pratiche si aggirano spesso norme sulla sicurezza, sulla retribuzione e si produce elusione ed evasione fiscale. Per questo oggi, con altri colleghi deputati del Partito Democratico, abbiamo presentato una interpellanza al ministro competente per capire quali azioni questo governo intenda mettere in campo per garantire il rispetto del contratto nazionale, evitando compressioni dei diritti dei lavoratori e le diffuse situazioni di illegalità”.

Così il presidente della Fondazione Demo e candidato alle elezioni europee, Nicola Zingaretti.

30/05/2024 - 10:57

"Ho sentito questa mattina Daniele De Paz, Presidente della Comunità Ebraica di Bologna. Credo che Bologna debba come sempre dimostrare di essere la città della pace, del dialogo, del contrasto ad ogni forma di antisemitismo. Guardo con preoccupazione il rischio che crescano conflitti e divisioni. Giusto contestare senza alcuna ambiguità le politiche dell'attuale governo di Israele, che si sta rendendo responsabile di una tragedia umanitaria a Gaza. Questo non deve significare mettere in secondo piano le responsabilità ed i crimini di Hamas, una organizzazione terroristica nemica della libertà.
Leggo che Fratelli d' Italia vuole impartire lezioni, senza averne certamente l'autorevolezza. Possono stare tranquilli. Il Sindaco Lepore e l'amministrazione comunale hanno sempre dimostrato a quali valori di pace, democrazia e dialogo ispirano la loro azione.
Sono convinto che ora la priorità sia aiutare il dialogo. Nella prospettiva di garantire insieme il diritto al popolo palestinese a vivere in un proprio stato, riconosciuto internazionalmente, ed il diritto alla sicurezza dello stato di Israele e del suo popolo. E per unire e non dividere la nostra comunità, in particolare in una città Medaglia d' Oro della Resistenza, che ha una lunga storia di apertura e di dialogo e di condivisione interreligiosa e interculturale". Così Andrea De Maria, deputato PD.

29/05/2024 - 18:04

Dichiarazione di Claudio Stefanazzi, deputato Pd

“Quello di Fitto e del Governo Meloni è un attacco vergognoso alla gestione pubblica dell’acqua, che tradisce il voto di 26 milioni di italiani nel referendum del 2011 e vuol essere l’ennesimo regalo ai privati da parte di questo Governo.”

Così Claudio Stefanazzi, deputato pugliese del Partito democratico, commenta la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge della Regione Puglia per rafforzare la natura pubblica dell’acquedotto pugliese, approvata all’unanimità dall’assemblea dei Comuni ANCI e di recente dal Consiglio Regionale, anche col voto di consiglieri di centrodestra.

“Il Ministro Fitto - prosegue il parlamentare Dem- continua la sua guerra senza quartiere alla Regione Puglia, questa volta bloccando una legge che ribadisce il sacrosanto principio che l’acqua è un bene pubblico e pubblico deve restare.” Per Stefanazzi, “Impugnarla tirando in ballo la tutela della concorrenza e il diritto UE significa non conoscere le leggi comunitarie e la giurisprudenza in materia, visto che il modello delineato dalla legge regionale è perfettamente in linea con la normativa e ricalca, peraltro, esperienze già avviate da tempo in altre regioni. È ormai evidente che il Ministro sappia muoversi solo per colpire la Puglia e il Mezzogiorno.
“Acquedotto Pugliese rappresenta un’eccellenza di gestione efficiente e sostenibile per tutt’Italia. – Conclude Stefanazzi – È bene che si sappia che questo Governo non vuole che resti un bene dei cittadini pugliesi ma, al contrario, auspica che finisca nelle mani dei privati”

28/05/2024 - 20:31

"Sessanta raid su Rafah in appena due giorni, l'ultimo poche ore fa. I tank dell'esercito israeliano sono arrivati al centro della città dove si erano rifugiate un milione e mezzo di persone scappate dal resto della Striscia, ormai distrutta, e da dove nelle ultime tre settimane un milione di loro sono state costrette a scappare di nuovo, senza avere un posto sicuro perché a Gaza non c'è un posto sicuro.
Davanti all'indignazione globale dopo il bombardamento della tendopoli durante il quale 45 persone, donne e bambini, sono morte bruciate vive, Netanyahu ha parlato di "tragico errore": ma quale tragico errore? E' un attacco deliberato. A Rafah da due settimane è in corso l'offensiva nonostante tutti gli alleati avessero chiesto di non farlo perché avrebbe provocato una carneficina. Ora Gaza è "un inferno in terra", come l'ha definita l'Unrwa. Netanyahu e il suo governo continuano a macchiarsi di crimini di guerra, a mietere vittime innocenti e non si sta facendo abbastanza per fermarli. Il ministro degli Esteri Tajani ha dichiarato che Hamas "usa Rafah per creare ulteriori problemi attirando Israele dentro una trappola mediatica". Ma quale trappola mediatica, ministro? La trappola, quella vera, è quella in cui è rinchiusa la popolazione palestinese che da Gaza non può neanche uscire se volesse trovare rifugio altrove. La Striscia è sigillata e impermeabile perfino agli aiuti, ancora una volta bloccati fuori dal valico di Rafah dall'esercito israeliano.
Cos'altro deve succedere? Qual è la linea rossa che non può essere superata e oltre la quale potremo vedere una qualche azione che punti davvero a fermare Netanyahu?
Gli Usa e l’Ue lo costringano al cessate il fuoco immediato: le opzioni per farlo ci sono, a partire dalle sanzioni, dallo stop alla vendita di armi, dalla sospensione degli accordi commerciali e dell'accordo di associazione Ue-Israele. Questo immobilismo è insopportabile e genera rabbia e sdegno nell’opinione pubblica di tutto il mondo. A partire da giovani che nelle università di tanti Paesi protestano pacificamente contro questa colpevole indifferenza. Lo dico al governo italiano: ignavia, cinismo e opportunismo non sono più ammissibili. Il tempo è scaduto". Lo ha dichiarato intervenendo oggi in aula Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/05/2024 - 09:08

Oggi, venerdì 24 maggio, la giornalista del Tg3, Ilaria Alpi, avrebbe festeggiato il suo compleanno, se quel 20 marzo 1994 non fosse stata uccisa a Mogadiscio, insieme all'operatore Miran Hrovatin, per le loro inchieste su traffici d'armi e rifiuti all'ombra della Cooperazione Internazionale. E oggi, venerdì 24, alla Camera, presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari (in Via di Campo Marzio, 74), si terrà una iniziativa promossa dalla Comunità “Noi non archiviamo” della quale fanno parte una serie di soggetti protagonisti in questi decenni dell'impegno per la verità su quegli omicidi, per scoprire responsabili e depistaggi. L'iniziativa servirà a rilanciare con forza questa esigenza, anche alla luce del recente incontro avuto da una delegazione della Rete con i vertici della Procura di Roma.

La giornata (dalle 10 alle 12.30) vedrà protagonisti ragazze e ragazzi di scuole che hanno partecipato con i loro lavori al progetto “Una stella di nome Ilaria Alpi”.

Presieduto da Mariangela Grainer e Walter Verini, l'appuntamento avrà inizio con il saluto della vicepresidente della Camera, Anna Ascani, e con quelli di Fnsi, Ordine dei Giornalisti, Usigrai, Fondazione Murialdi, Articolo 21.

La giornalista Federica Sciarelli e Walter Veltroni ricorderanno la collega e amica Ilaria e Miran e le battaglie di questi trenta anni. Questi momenti saranno intervallati da letture di Cristiana Capotondi dal libro di Gigliola Alvisi sulla giornalista del Tg3 e dalla proiezione di estratti video dal film “Il più crudele dei giorni” di Ferdinando Vicentini Orgnani. Nella seconda parte la giornalista Giulia Bosetti e la stessa Grainer coordineranno l'illustrazione dei lavori da parte degli studenti.

Per gli accrediti scrivere a: pd.ufficiostampa@camera.it, indicando nome, cognome, numero di tesserino ed eventuali strumenti come fotocamere o videocamere.

23/05/2024 - 10:27

Domani, venerdì 24 maggio, la giornalista del Tg3, Ilaria Alpi, avrebbe festeggiato il suo compleanno, se quel 20 marzo 1994 non fosse stata uccisa a Mogadiscio, insieme all'operatore Miran Hrovatin, per le loro inchieste su traffici d'armi e rifiuti all'ombra della Cooperazione Internazionale. E venerdì 24, alla Camera, presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari, si terrà una iniziativa promossa dalla Comunità “Noi non archiviamo” della quale fanno parte una serie di soggetti protagonisti in questi decenni dell'impegno per la verità su quegli omicidi, per scoprire responsabili e depistaggi. L'iniziativa servirà a rilanciare con forza questa esigenza, anche alla luce del recente incontro avuto da una delegazione della Rete con i vertici della Procura di Roma.

La giornata dalle 10 alle 12.30) vedrà protagonisti ragazze e ragazzi di scuole che hanno partecipato con i loro lavori al progetto “Una stella di nome Ilaria Alpi”.

Presieduto da Mariangela Grainer e Walter Verini, l'appuntamento avrà inizio con il saluto della vicepresidente della Camera, Anna Ascani, e con quelli di Fnsi, Ordine dei Giornalisti, Usigrai, Fondazione Murialdi, Articolo 21.

La giornalista Federica Sciarelli e Walter Veltroni ricorderanno la collega e amica Ilaria e Miran e le battaglie di questi trenta anni. Questi momenti saranno intervallati da letture di Cristiana Capotondi dal libro di Gigliola Alvisi sulla giornalista del Tg3 e dalla proiezione di estratti video dal film “Il più crudele dei giorni” di Ferdinando Vicentini Orgnani. Nella seconda parte la giornalista Giulia Bosetti e la stessa Grainer coordineranno l'illustrazione dei lavori da parte degli studenti.

20/05/2024 - 18:48

“I fatti di cronaca parlano chiaro, la situazione della sicurezza non è migliorata con il governo Meloni che in questo anno e mezzo ha saputo fare solo annunci e false promesse. Oggi la maggioranza è in difficoltà e lo dimostra la fretta che vorrebbe imporre sul ddl sicurezza che è rimasto congelato da novembre scorso, quando è stato approvato in Cdm e che adesso vorrebbero approvare con urgenza. Sono passati sei mesi e, guarda caso a poche settimane dalle europee, lo ritirano fuori perché serve alla propaganda della campagna elettorale. Non accetteremo ulteriori strappi e forzature regolamentari, chiediamo che il parlamento possa discutere nel merito” così il deputato democratico componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd alla Camera, Andrea Casu, ai microfoni di tg Parlamento.

14/05/2024 - 19:09

Ricciardi, no a svendite o chiusura stabilimenti in Campania e in Emilia Romagna

“Il governo non deve permettere la chiusura degli stabilimenti di Industria Italiana Autobus, né in Campania né in Emilia Romagna. La società, fino a poco tempo fa partecipata da Leonardo, non può essere svenduta o, peggio ancora, lasciata fallire in progetti privi di solidità economica e lungimiranza industriale”. Così il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, il deputato Toni Ricciardi, interviene al termine dell’incontro odierno tra sindacati e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Non è comprensibile – aggiunge Ricciardi – come sia possibile che una società con migliaia di ordini in attivo non possa essere rilanciata e risanata. Perché questo disimpegno dello Stato? Perché Leonardo ha deciso di fare un passo indietro lasciando Invitalia con una quota minoritaria? Sono domande a cui il ministro Urso dovrebbe dare risposte:  ha lui il compito di tracciare la politica industriale del governo. Purtroppo il silenzio è assordante, a parte l’impegno della sottosegretaria Bergamotto a cui chiediamo però un cambio di passo: servono rapidamente soluzioni credibili in grado di garantire i livelli occupazionali e il futuro di un asset strategico per la nostra industria Non accetteremo svendite o la creazione di un bad company per favorire qualche ‘prenditore’ più che reale imprenditore”.

14/05/2024 - 18:43

“Ieri l'agguato a Stefano Massini da un nostalgico del nazismo. Oggi, svastiche e inni al Duce all'ingresso del comitato elettorale di Alessio Mantellassi, candidato sindaco del centro sinistra a Empoli. Infine, le dichiarazioni deliranti di un candidato a Firenze di Fratelli d'Italia che rivendica il suo passato da neofascista di Casapound. Se il governo Meloni ha nuovamente sdoganato i fascisti, tocca a noi ricacciarli nei libri di storia dove li avevamo seppelliti”. Lo scrive sui social il deputato dem Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari sociali e responsabile nazionale iniziative politiche del Partito Democratico.

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