05/03/2024 - 16:43

“Le audizioni in commissione Antimafia di Giovanni Melillo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, e Raffaele Cantone, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, serviranno a fare chiarezza. Il Partito Democratico da subito ha chiesto il massimo impegno per l’individuazione dei responsabili della vicenda dei presunti dossieraggi a fini politici e sull’utilizzo in maniera strumentale delle istituzioni più rappresentative della legalità del Paese”.

 

Lo dichiara il deputato democratico della commissione Antimafia, Anthony Barbagallo, in merito alle audizioni previste per domani dei procuratori Melillo e Cantone.

05/03/2024 - 15:35

Agea fornisca documenti inviati a Ue e quadro pagamenti

“E’ stata accolta la proposta del gruppo Pd della commissione Agricoltura per lo svolgimento di un ciclo di audizioni sullo stato di attuazione della Pac 2023-2027 e sui negoziati relativi sulla sua eventuale modifica da proporre in sede europea. Il primo incontro sarà giovedì 14 marzo con il ministro Francesco Lollobrigida assieme alla commissione del Senato. Seguiranno le audizioni con il direttore dell’Agea e i rappresentanti delle principali organizzazioni del comparto agroalimentare. Le audizioni saranno l’occasione per affrontare le criticità emerse nel corso delle manifestazioni promosse dagli agricoltori e per evidenziare quelle proposte necessarie per rendere protagonista l’Agricoltura nella fase della transizione ecologica. Abbiamo altresì chiesto che da Agea vengano forniti tutti i documenti trasmessi all’Unione Europea e il quadro dei pagamenti della prima annualità della Pac per avere contezza dell’andamento reale nella gestione dei fondi assegnati al nostro Paese”.

Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.

05/03/2024 - 11:00

La risoluzione presentata dal Gruppo del partito democratico autorizza la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali Aspides in Mar Rosso, Levante in Medioriente e il proseguimento della missione civile dell'Ue in Ucraina e impegna il governo “a farsi promotore di una azione diplomatica volta a favorire la consegna del materiale di natura umanitaria anche attraverso la creazione di corridoi marittimi verso porti nella Striscia di Gaza e a sostenere un’azione diplomatica, nel quadro di un forte impegno europeo per la de-escalation nel Medio Oriente, il cessate-il-fuoco a Gaza e la pace nell’intera regione”.

Ecco il testo integrale della risoluzione del Pd

La Camera,
premesso che,
con l’entrata in vigore della legge 21 luglio 2016, n. 145, recante disposizioni concernenti la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali, l’Italia si è dotata di uno strumento normativo che ha innovato il procedimento di deliberazione delle missioni internazionali, pur restando nelle funzioni del Parlamento il fondamentale potere di «autorizzare» nuove missioni internazionali o la loro proroga ai sensi dell’articolo 2, comma 2; la legge ha trasferito al Governo, nella fase di programmazione e istruttoria, la scelta delle missioni internazionali da avviare o da prorogare, ma la fase decisionale è rimasta nella disponibilità esclusiva delle Camere che possono negare l’autorizzazione;

l'impegno internazionale che l'Italia profonde ricorrendo alla leva delle missioni militari e degli interventi di natura civile negli scenari di crisi costituisce la necessaria risposta a persistenti minacce di carattere transnazionale ed asimmetrico – il terrorismo, la radicalizzazione, l'insicurezza cibernetica, i traffici illeciti – e a fenomeni di instabilità potenzialmente pericolosi per la pace e la sicurezza della regione euromediterranea;

nell’anno in corso, il quadro geopolitico internazionale oltre ad essere condizionato dal protrarsi dell’invasione Russa dell’Ucraina, che ha riportato un conflitto di natura “tradizionale” in Europa, ha visto aggiungersi lo scoppio della crisi mediorientale a seguito dell’attacco terroristico condotto da Hamas con l’uccisione di oltre 1.200 civili, il perpetrarsi di stupri e torture e, infine, il rapimento di più di 200 cittadini israeliani e stranieri, anche europei, condotti a Gaza come ostaggi;

a seguito degli attacchi terroristici il Premier israeliano Netanyahu ha annunciato un assedio totale della Striscia di Gaza, autorizzando la più grande mobilitazione militare del Paese dalla guerra dello Yom Kippur del 1973, prima nel Nord e successivamente nel Sud della Striscia che ha già comportato l’uccisione di oltre 30mila persone, di cui il 70% minori e donne;

il Medio Oriente si trova a vivere una profonda instabilità politica e militare, con azioni e provocazioni che stanno determinando un'escalation regionale, a partire dagli scontri al confine tra Israele e Libano, dalla Siria; e dagli attacchi nel Mar Rosso da parte dei ribelli yemeniti Houti sostenuti dall'Iran;

al quadro già drammatico e in un’area tradizionalmente caratterizzata da elevata instabilità e volatilità, occorre aggiungere gli attacchi subiti dalle navi mercantili in navigazione nel Mar Rosso da parte di un gruppo armato di ribelli yemeniti filo-iraniano, gli Houthi, che ha trasformato lo stretto di Bab al Mandeb in una tratta a grande rischio per i numerosi attacchi condotti contro navi e mercantili in transito nel Mar Rosso e che sono stati condannati, lo scorso gennaio, dalla risoluzione 2722 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (con 11 voti a favore e 4 astensioni di Russia, Cina, Algeria e Mozambico). Il Consiglio ha chiesto l’immediata cessazione degli attacchi, poiché stanno ostacolando il commercio globale “e minano i diritti e le libertà di navigazione, nonché la pace e la sicurezza regionale”; ribadendo il diritto degli Stati membri, in conformità con il diritto internazionale, di difendere le proprie navi dagli attacchi, compresi quelli che minano i diritti e le libertà di navigazione;

il perdurante e massiccio blocco della libera navigazione sulla rotta di Suez costituisce un attacco sostanziale agli interessi commerciali strategici e alla sicurezza dell'Unione europea e danneggia in modo sostanziale il nostro Paese e gli altri Paesi del Mediterraneo;

difatti, attraverso il Canale di Suez si calcola che passi il 16% delle importazioni italiane. Confartigianato ha stimato che il rischio di attacchi da parte dei ribelli Houthi dello Yemen alle navi che attraversano lo Stretto di Bab el-Mandeb è costato, nel trimestre che va da novembre 2023 a gennaio 2024, 8,8 miliardi di euro in termini di perdite suddivise tra 3,3 miliardi, cioè 35 milioni al giorno, per mancate o ritardate esportazioni, e 5,5 miliardi, vale a dire 60 milioni al giorno, per l’impossibilità di approvvigionarsi di prodotti manifatturieri;

il Consiglio Affari Esteri della UE ha varato ufficialmente in data 19 gennaio 2024 l’operazione EuNavFor Aspides sulla base della proposta formulata da Italia, Francia e Germania al fine di proteggere il traffico mercantile in tutta l’area, da Hormuz a Bab el-Mandeb e fino a Suez;

la missione europea Aspides è pianificata per operare un anno salvo ulteriori estensioni e si coordinerà con l’operazione navale europea Eunavfor Atalanta attiva in funzione anti-pirateria nel Golfo di Aden e Oceano Indiano;

Aspides è configurata come una missione difensiva che prevede l’uso delle armi al solo fine di protezione del traffico mercantile e per intercettare eventuali droni, missili e barchini esplosivi diretti contro le navi;

il quartier generale dell’operazione è situato a Larissa, in Grecia, il comando operativo è affidato al commodoro greco Vasilios Griparis mentre il comando delle forze in mare è assegnato al contrammiraglio Stefano Costantino, imbarcato sul cacciatorpediniere Caio Duilio;

considerando che,

la missione Levante invece è volta ad assicurare la protezione delle forze schierate, in particolare UNIFIL e MIBIL, e sostenere l’evacuazione di contingenti, le NEO di connazionali e di Paesi like minded e la fornitura di aiuti umanitari compreso lo schieramento di una capacità sanitaria. L’area geografica dell’Operazione è la seguente; Israele, Cisgiordania e Striscia di Gaza, Libano, Egitto, Giordania, Cipro, EAU, Qatar e regione del Mediterraneo Orientale;

purtroppo, la situazione umanitaria all’interno della Striscia è al collasso. L’OMS ha definito la striscia di Gaza una zona di morte. Secondo il World Food Programme, nel nord della striscia 1 bambino ogni 6 sotto i due anni soffre la fame. Dal 7 ottobre a Gaza sono entrati circa 10mila camion con aiuti umanitari. Più o meno la quantità che prima della guerra entrava ogni mese. Nelle ultime settimane il numero di convogli che hanno attraversato i valichi di Rafah e Karem Shalom è diminuito. A gennaio è stato negato l’accesso al 56% delle consegne, rispetto al 14% del periodo da ottobre a dicembre;

dunque ribadiamo il nostro appello al governo affinché sostenga ogni iniziativa volta a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza, in linea con le richieste avanzate dalle Nazioni Unite, al fine di perseguire la liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e di tutelare l’incolumità della popolazione civile di Gaza, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all’interno della Striscia- così come già approvato dalla mozione 1/00233 presentata dal Partito Democratico poche settimane fa;
continuiamo ad affermare con forza, soprattutto dinanzi all’avvio di una missione navale europea, che si è registrata fin qui una scarsa assertività e un colpevole ritardo nell’iniziativa diplomatica dell’Unione europea, anche di semplice coordinamento con i tentativi di dialogo promossi dai Paesi arabi, le cui interlocuzioni principali stanno avvenendo con l’Amministrazione americana, come testimoniano le reiterate missioni nella regione del Segretario di Stato Anthony Blinken; 
dopo anni di inerzia, la comunità internazionale e l’Unione europea devono recuperare un ruolo attivo nella risoluzione della crisi in Medio Oriente, seguendo le indicazioni del suo Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, sostenendo le componenti più avanzate delle società israeliana e palestinese, nella ripresa del processo di pace e della soluzione politica dei “due popoli, due Stati”, anche rafforzando le iniziative di dialogo coi paesi terzi dell’area o da essi promosse;
nell’esaminare tale missione Levante, sollecitiamo, inoltre, nuovamente il governo a ripristinare i fondi per le Ong italiane che operano in Palestina e in Israele, così come i contributi nell’anno in corso all’UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East), per consentire agli operatori di pace di aiutare concretamente la popolazione sui territori, garantendo altresì l’accesso illimitato alle cure- anche alla luce dello sblocco da parte della Commissione europea di una prima tranche da 50 milioni- di euro degli 82 previsti per il 2024- all'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), dopo che, a fine gennaio, aveva sospeso il suo sostegno all’agenzia in seguito alle accuse riguardo il coinvolgimento di 12 membri del personale negli attacchi di Hamas di ottobre scorso;

l’Italia ha, difatti, una lunghissima tradizione di presenza attiva in Palestina, in West Bank come a Gaza, di organizzazioni della cooperazione allo sviluppo, ma la loro attività rischia oggi di arrestarsi a causa dei tagli del Governo italiano: nel 2021, vi erano destinati 15 milioni per i progetti di sviluppo e 5,2 milioni per l’emergenza umanitaria; nel 2022, rispettivamente, 16,3 milioni e 3,6; nel 2023, invece, solo 11 milioni esclusivamente destinati all’emergenza umanitaria, con il conseguente congelamento di dieci progetti a Gaza e in West Bank, proprio nel momento in cui sarebbero stati più necessari;

auspichiamo dunque che il governo preveda ulteriori risorse finanziare, già all’interno della missione stessa, per sostenere l’implementazione degli aiuti umanitari a Gaza, anche attraverso le organizzazioni internazionali a partire da World Food Programme (WFP) e UNRWA, sia recuperando le somme attribuite ad attività di cooperazione e sviluppo per il Medio Oriente per l’anno 2023  e non spese a causa della difficoltà ad operare nel contesto regionale a seguito del conflitto a Gaza,  sia implementando ulteriormente le somme stanziate per le attività di cooperazione civile-militare e per la partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per la pace e la sicurezza;
considerando, altresì, che,
il Partito Democratico ha chiesto al Governo, anche con la mozione 1/00233 approvata lo scorso 13 febbraio, l’impegno a sostenere, all'interno di una cornice europea, con un mandato difensivo definito, a protezione della libertà di navigazione e in dialogo con altri attori regionali, le iniziative volte a garantire la sicurezza marittima nel Mar Rosso, così come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), nel quadro di un forte impegno europeo per la de-escalation regionale e la pace in Medio Oriente;
chiediamo all’Europa un’iniziativa politica più incisiva che, oltre alle missioni previste, attivi tutti i canali diplomatici con l’obiettivo di celebrare – come proposto nelle conclusioni del Consiglio europeo del 27 ottobre 2023 – una Conferenza internazionale di pace che ponga fine al conflitto in Medio Oriente e di promuovere, in tutte le sedi multilaterali, una missione internazionale di interposizione a Gaza, che coinvolga i paesi arabi, sotto l’egida delle Nazioni Unite;

propongono all’Assemblea di autorizzare per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2024 la partecipazione dell’Italia alle seguenti tre nuove missioni, di cui alla Deliberazione del Consiglio dei ministri del 26 febbraio 2024 (Doc. XXV, n. 2), di seguito riportate:

EUROPA
Partecipazione di personale di magistratura alla missione civile dell’Unione europea denominata EUAM Ukraine (European Union Advisory Mission) in Ucraina (scheda n. 34-bis/2024);

ASIA
Dispositivo militare per il contributo nazionale in esito al conflitto Israele-Hamas – Operazione Levante (scheda n. 13-bis/2024), impegnando il Governo a farsi promotore di una azione diplomatica volta a favorire la consegna del materiale di natura umanitaria anche attraverso la creazione di corridoi marittimi verso porti nella Striscia di Gaza;
Proroga dell’impiego di un dispositivo multidominio in iniziative in presenza, sorveglianza e sicurezza nell’area del Mar Rosso e Oceano Indiano nord-occidentale (scheda 26-bis/2024), impegnando il Governo a sostenere una azione diplomatica, nel quadro di un forte impegno europeo per la de-escalation nel Medio Oriente, il cessate-il-fuoco a Gaza e la pace nell’intera regione.

29/02/2024 - 17:48

“Enrico Berlinguer aveva anticipato, in tempi non sospetti, tante questioni che anche oggi sono aperte, tante questioni ancora oggi sul tavolo: l’ambiente, i diritti delle donne, la questione morale e finanche l’avanzamento tecnologico. Lui sosteneva che la rivoluzione tecnologica è neutra, non ha un segno politico: bisogna vedere come viene utilizzata. Per capire la lungimiranza di questo suo pensiero, basta vedere le grandi opportunità, ma anche i pericoli rappresentati oggi dalla rete. I social network, l’intelligenza artificiale, sono grandi cambiamenti che vanno governati”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, parlando a margine della proiezione del docufilm “Il mar dell’avvenir, c’era una volta Berlinguer”.

24/02/2024 - 18:54

"Perché sono qua?" È la domanda che, durante il colloquio che abbiamo avuto oggi nel carcere calabrese di Castrovillari, Maysoon Majidi, iraniana, 27 anni, attivista e militante politica, ha ripetuto più volte incredula e inorridita. Lo ha chiesto in italiano, grazie ad un dizionario datole in carcere. E ha voluto dirlo in italiano, nonostante con me ci fossero Parisa Nazari e Shadi Alizadeh, due attiviste iraniane del movimento “Donna, vita, libertà“.
Una domanda che da due mesi sta tormentando questa giovane attivista per i diritti umani e regista scappata dall’Iran, insieme al fratello. Per quattro anni ha vissuto nel Kurdistan iracheno dove ha lavorato in Tv locali e ha continuato l’attività politica, fino a quando la sua sicurezza non è stata più garantita neanche lì. E con il sostegno del padre, professore in Iran, lei e il fratello hanno deciso di andarsene. “Mio padre ha venduto tutto per salvare noi, non gli è rimasto più niente” ha raccontato quasi piangendo. Dalla Turchia si sono imbarcati verso l’Italia sperando di trovare finalmente protezione. E invece, da quasi due mesi, si trova in carcere con l'accusa di essere una scafista, “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Una situazione kafkiana, surreale. E tutto sulla base di testimonianze che, per chi come me ha lavorato tanti anni con i rifugiati, difficilmente possono dimostrare la sua partecipazione all’organizzazione del viaggio. Tant'è che gli stessi testimoni, che non sono più in Italia, hanno fatto avere alla famiglia dei video in cui smentiscono di avere detto che lei fosse una scafista e che, evidentemente, c’è stato qualche errore nella traduzione.
 Ho fiducia nella magistratura e sono certa che saprà approfondire tutti gli elementi e acquisirne di nuovi. Il rischio è che Mysoon Majidi finisca in un enorme equivoco le cui conseguenze ne comprometterebbe il futuro. Questo non deve accadere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

24/02/2024 - 11:55

“Sono divisi anche sulla condanna delle violenze di ieri. Donzelli e la Lega vergognosi, tirano le orecchie al sindaco di Pisa, che è della loro coalizione, perché ha richiamato il Questore e il Prefetto per la gestione indegna delle manifestazioni di ieri”. Così il deputato dem, Emiliano Fossi, segretario del Pd in Toscana. “Ieri sera - ha concluso-  in piazza a Pisa migliaia di genitori e di persone si sono autoconvocate per contestare quanto accaduto ed esprimere solidarietà agli studenti feriti dagli agenti, molti dei quali minorenni”.

20/02/2024 - 16:10

Dl PD emendamenti perché un’infrastruttura così strategica non venga svenduta

“La legge quadro sugli interporti configura l'avvio di una vera e propria privatizzazione di un’infrastruttura strategica del nostro Paese, dopo quella di Ferrovie e Poste italiane. Nell’articolo 5, che rappresenta il cuore della legge, appare chiaro il disegno di questo governo di privatizzare anche gli interporti quando si precisa che gli stessi soggetti gestork devono agire in regime di diritto privato, con modalità che non garantiscono meccanismi di natura pubblica. È preoccupante inoltre la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, senza prevedere nessuna gara pubblica ma solo una perizia giurata di un tecnico per la valutazione degli investimenti. Siamo di fronte ad una nuova svendita del nostro patrimonio e di strutture fondamentali per il Paese.
Come Partito Democratico abbiamo presentato numerosi emendamenti per chiedere che vengano garantiti meccanismi basati su parametri che hanno come riferimento il codice dei contratti pubblici. Se non verranno approvati, si perderanno altri pezzi di patrimonio pubblico strategici per l’Italia. Ancora una volta un provvedimento senza alcuna lungimiranza, che non potenzia adeguatamente l'intermodalità necessaria per tenere insieme sviluppo economico e protezione dell’ambiente. L’ennesimo passo indietro di un centrodestra che a parole si erge a paladino della Patria, ma nei fatti la svende ai privati e non ne rafforza lo sviluppo equo”, così Valentina Ghio deputata, vicecapogruppo PD alla Camera e componente Commissione Trasporti intervenuta sulla discussione in aula della legge sugli interporti.

20/02/2024 - 15:22

“La separazione delle carriere è sbagliata perché compromette l’obbligatorietà dell’azione penale con pubblici ministeri che finiranno sotto l’esecutivo. Una riforma che, nei fatti, minerà l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”, così la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani interviene nel merito della riforma costituzionale in materia di separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura all’esame del parlamento.

08/02/2024 - 16:35

È attentato a casse dello Stato

“Oggi abbiamo chiesto, come i nostri collegi al Senato, che il Ministro Abodi venga in audizione alla Camera per spiegarci l’incredibile vicenda della pista da bob a Cortina (sulla quale peraltro è depositata da un mese un’interrogazione), che si costruirà -a quanto apprendiamo- nonostante il parere contrario del Cio e anche se non dovesse ospitare i Giochi Olimpici. Visto che il Ministro Salvini, decisivo per quella decisione, oggi ha giustamente dichiarato che non è più opportuno concedere sconti fiscali alle società di calcio per l’acquisto di calciatori stranieri -tesi sulla quale concordiamo e che difendiamo da almeno un paio d’anni- proponendo di dare quel denaro agli agricoltori, chiediamo a lui e al Ministro Abodi se non ritengano opportuno destinare a loro anche i118 milioni di denaro pubblico che serviranno per una pista che potrebbe diventare un grottesco monumento all’insostenibilità e al cambiamento climatico. Un vero e proprio attentato alle casse dello stato”. Così il deputato democratico, responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto.

07/02/2024 - 16:28

“Ministro Salvini, nell'ultima legge di Bilancio, ha tagliato al Sud 3 miliardi e mezzo dal Fondo perequativo infrastrutturale. La domanda è semplice: con quale coraggio e perché ha privato i cittadini meridionali di fondi decisivi per scuole, ospedali, strade? La risposta non arriverà, perché la vostra è una strategia precisa. State bloccando, da un anno e mezzo, 25 miliardi del Fondo Sviluppo e Coesione al Sud. Avete cancellato le Zes, strumento decisivo per investimenti e lavoro. Avete tagliato le risorse in sanità, colpendo soprattutto il Mezzogiorno, il cui sistema è al collasso. Come se non bastasse, state portando avanti un'autonomia differenziata secessionista, che spaccherà l'Italia e farà aumentare per legge le distanze nei servizi essenziali tra Nord e Sud”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue, illustrando in Aula il question time al ministro Salvini.
“Prima del vostro arrivo, avevamo fondo perequativo infrastrutturale con una dotazione di oltre quattro miliardi – ha dichiarato nella replica il deputato e responsabile Sud della segreteria del Pd Marco Sarracino - che serviva proprio a ridurre divari e disuguaglianze. Da questo fondo avete tagliato oltre tre miliardi e mezzo. Lei ministro si occupa sempre di tutto, di trattori, di agricoltura, di festival, di giustizia, ma mai che prenda in considerazione l’idea di occuparsi delle priorità del suo ministero. Perché le do una notizia, le risorse di quel fondo servivano soprattutto per le nostre strade, per le nostre ferrovie, per le nostre infrastrutture, oltre che per i nostri ospedali e per le nostre scuole. Smettetela, lei e il ministro Fitto, di commissariare il Mezzogiorno, di sottrarne risorse, di far passare i nostri diritti come gentili concessioni, ma soprattutto smettetela di tradire i sogni e le ambizioni di un Sud a cui state negando il futuro. Ricordate che la nostra Repubblica è una e indivisibile, il Partito Democratico e gli italiani vi impediranno di spaccarla a metà".

02/02/2024 - 15:10

L'alleanza con il M5S è "possibile e necessaria per rappresentare l'alternativa alla destra peggiore di sempre". “Elly è bravissima a non cadere nelle provocazioni mostrando lungimiranza, saggezza e senso di responsabilità. Invito Conte a non continuare a sbagliare bersaglio: Giuseppe, l’avversario è la destra e il Pd esige rispetto". E' quanto dichiara, in un'intervista a Repubblica, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo. "Dire che il Pd è bellicista è sbagliare proprio tiro - aggiunge-. Bellicista vuol dire guerrafondaio, che crede nella guerra come valore. E’ totalmente falso". “Io, a differenza del M5S, non ho mai votato a favore dell’invio di armi in Ucraina. Nel 2022 il M5S era nel governo Draghi che votò un decreto legge e ben due risoluzioni a favore dell’invio di armi all’Ucraina. Prendo atto che la linea del M5S poi è cambiata, ma respingo al mittente e rifiuto l’accusa di Pd bellicista". "Ma lo dico a Conte: non si può fare polemica sul passato. Elly Schlein non può essere chiamata a rispondere di politiche del Pd di un tempo in cui non c’era, tanto più perché è stata eletta per cambiare - prosegue Boldrini -. Io non rinfaccio a Conte le invettive volgari di Beppe Grillo nei miei confronti o i decreti Salvini contro i migranti da lui stesso firmati. A procedere guardando nello specchietto retrovisore si va a sbattere: è immaturità politica".

23/01/2024 - 15:24

"Lo stupro come arma di repressione del dissenso e della protesta di donne, uomini e perfino minori che in Iran, da tempo, si battono per la libertà e i diritti di tutte e tutti contro un regime teocratico e totalitario. Oggi, al Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo che presidi, abbiamo audito la dottoressa Annunziata Marinari, coordinatrice campagne per Amnesty International Italia e la dottoressa Francesca Loffari, institutional affairs senior officer per la stessa Amnesty International Italia.
Entrambe ci hanno riferito i contenuti del rapporto di Amnesty Italia che raccoglie le testimonianze, dettagliate e terribili, di chi quelle violenze le ha subite dopo essere stato arrestato in seguito ad una manifestazione. Le ragazze trascinate per i capelli dentro i furgoni e stuprate direttamente nei veicoli con qualsiasi cosa a disposizione: manganelli, tubi di gomma, bottiglie. E ai ragazzi non tocca una sorte diversa. Le torture continuano poi nei luoghi di detenzione senza che le vittime possano in alcun modo difendersi. La vittima più giovane di cui è stata raccolta la testimonianza ha 12 anni. Un orrore davanti al quale non si può restare in silenzio se non se ne vuol essere complici.
Il Comitato diritti umani si è già occupato di quello che accade in Iran con le audizioni delle attiviste di Donna, vita, libertà e di Taghi Rahmani, marito del premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, più volte arrestata e tuttora detenuta a Teheran con una condanna a 11 anni di prigione per essersi ribellata al regime.
Come Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ci siamo impegnati a lavorare ad un atto parlamentare tale da spingere il governo a impegnarsi per rimettere in discussione i nostri accordi commerciali con l'Iran, la vendita di armi alla repubblica islamica e a non normalizzare, di fatto legittimando, quello che accade in quel paese.
Come si possono intrattenere regolari rapporti davanti a questa situazione? Ogni Stato deve fare la sua parte perché i diritti umani fondamentali, e tra questi quello di espressione e di manifestazione pacifica, vengano rispettati e perché si metta fine agli stupri, alle torture e alle detenzioni arbitrarie". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

04/01/2024 - 16:00

"Speravamo che, dopo più di un anno di annunci vuoti, la creazione di una struttura con i relativi incarichi e di plurime richieste di chiarimenti in Parlamento, almeno nella conferenza di inizio anno la presidente del Consiglio ci dicesse in cosa consiste questo fantomatico "Piano Mattei". Ma non è avvenuto. Anzi, ci ha detto che lo illustrerà prima ai potenziali partner africani e solo dopo in Parlamento - com'è già successo con l'accordo con l'Albania. Ha sottolineato anche che i progetti ci sono, ma non ce li dice. Probabilmente invece non ci sono affatto ed è solo velleitaria propaganda. Come lo è stata tutta la conferenza stampa in cui Meloni ha parlato tanto, tantissimo, senza mai rispondere nel merito su niente. Niente. Anzi, appellandosi in continuazione alla speranza che prevalga il buon senso e alla collaborazione dell'Europa, la stessa Europa per la quale, in campagna elettorale, era "finita la pacchia". Prendiamo atto che, almeno, ha riconosciuto lei stessa il fallimento delle sue politiche sull'immigrazione. Dopo ben quattro decreti, la promozione del memorandum con la Tunisia, l'accordo con Tirana, ha dovuto ammettere che non ci sono risultati.
E non solo non ci sono risultati, ma la situazione è drammaticamente peggiorata, specialmente in termini di morti in mare.
Una linea inefficace e deleteria che, però, Meloni, nonostante il flop, continua incredibilmente a perseguire". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

03/01/2024 - 14:54

"Dopo il terribile attacco di Hamas del 7 ottobre e la reazione indiscriminata del governo di Israele che da quasi 3 mesi continua a bombardare la Striscia di Gaza, con oltre 22 mila morti di cui il 70 per cento donne e bambini, in tante e tanti abbiamo denunciato il rischio di un'escalation.
Oggi quel rischio sta diventando una tragica realtà: dagli scontri tra le navi degli Houti, quelle israeliane e quelle Usa in Mar Rosso, i raid a Damasco e poi l'attacco a Beirut da parte di Israele per uccidere il numero due di Hamas, i bombardamenti della Turchia nella regione del Rojava, nel nord della Siria, e ora l'attentato al cimitero di Kerman in Iran, non ancora rivendicato, con almeno 103 morti tra la folla radunata per commemorare Qassem Soleimani, la guerra potrebbe davvero dilagare in tutta la regione.
Una situazione molto più che tesa, che dovrebbe mettere il mondo intero in allarme e che va disinnescata immediatamente. Sono d'accordo l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea Josep Borrell quando dice che "la soluzione deve essere imposta dall'esterno perché le due parti non riusciranno mai a raggiungere un accordo", prima che l'intero Medio Oriente finisca in fiamme". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo

29/12/2023 - 14:48

“Se il ministro Lollobrigida vuole sul serio affrontare il tema dell'aggiornamento della legge 157 sulla caccia, presenti in Parlamento, come impone la stessa norma, la relazione sullo stato di applicazione. Sulla base dei dati tecnici che ci forniranno le regioni, gli ambiti territoriali di caccia e i comprensori alpini, e l'Ispra potranno essere evidenziate le criticità da affrontare e le positività da rafforzare. Il resto è solo propaganda come il disegno di legge presentato dal collega di partito Amidei al Senato, al quale il ministro ha chiesto di ritirarla, che avanza proposte demagogiche che fanno del male allo stesso mondo venatorio. Una cosa è certa, almeno per noi, qualsiasi modifica non dovrà mettere in discussione il sistema pubblicistico attuale che nel tempo la stessa destra ha tentato di scardinare per ragioni privatistiche e consumistiche. Le priorità sono la tutela della biodiversità, la corretta gestione del territorio unitamente alla sua programmazione in raccordo con la legge sui parchi, le indicazioni della scienza per tempi e specie cacciabili, il prelievo venatorio sostenibile, il rispetto delle direttive comunitarie. Su questo terreno si potrà discutere ed approfondire. Intanto la destra getti nel cestino la proposta Amidei”.

Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.

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