15/04/2026 - 15:18

“La decisione della Città Metropolitana di Bari di attivare concretamente le opportunità offerte dalla Legge Berruto rappresenta una scelta di grande valore sociale. Essere i primi in Italia a tradurre questa norma in realtà è motivo di orgoglio per tutto il nostro territorio”.

Così Marco Lacarra, deputato barese del Partito Democratico.

“Aprire le palestre scolastiche anche nelle ore serali, nei giorni festivi e durante l’estate significa restituire spazi pubblici alle comunità, offrire nuove occasioni di pratica sportiva ai ragazzi e sostenere concretamente il lavoro delle associazioni sportive dilettantistiche. È una risposta concreta al bisogno di socialità, inclusione e benessere, soprattutto nei quartieri dove lo sport può diventare uno strumento decisivo di prevenzione del disagio e di contrasto al degrado”.
“Questa scelta dimostra che quando le istituzioni lavorano con visione e responsabilità si possono ottenere risultati concreti e immediati. Rendere le palestre scolastiche veri e propri presìdi aperti alla cittadinanza significa investire nel futuro dei nostri giovani e nella qualità della vita delle famiglie”.
“Voglio rivolgere un plauso al sindaco e al Consiglio della Città Metropolitana di Bari per aver colto fino in fondo lo spirito della Legge Berruto e aver dato un segnale forte: lo sport non è un lusso, ma un diritto e un presidio fondamentale di salute, educazione e coesione sociale.”

 

02/04/2026 - 13:12

"Manca innanzitutto un posizionamento chiaro del nostro governo contro la guerra che sta dilagando in Medio Oriente e che sta mettendo in crisi tutta l'Europa e in particolar modo l'Italia, hub importante nel Mediterraneo sul piano della logistica e su quello energetico. Questo conto molto salato lo stanno pagando gli italiani. Il decreto sul gasolio ha abbassato l'aliquota per soli 20 giorni con effetto quasi nullo. Dopo il referendum questo governo non sa dove portare l'Italia. Già faceva molta fatica a guidarla prima. Adesso c'è una condizione di confusione tale che forse sarebbe meglio smettere con l'arroganza e iniziare ad ascoltare l'opposizione". Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Paola De Micheli, componente della commissione Attività produttive.

“Il decreto – spiega l’esponente dem - era già debole prima del referendum e lo è rimasto dopo. La settimana successiva al voto il governo si è presentato con qualche correttivo burocratico, senza metterci un soldo, senza ascoltare l'opposizione, senza avviare le riforme strutturali che servono davvero: riforme capaci di modificare la formazione del prezzo dell'energia, sia per le famiglie che per le imprese. Alcuni emendamenti approvati dalla maggioranza rischiano di far aumentare il costo della bolletta, spalmando oneri su tutti i cittadini. Qualcuno potrebbe ritrovarsi la bolletta più alta senza aver consumato più energia".

“Il Pd – conclude De Micheli - ha avanzato proposte concrete, in parte anche a costo zero: abbiamo chiesto una riserva di un terzo delle PPA per le piccole e medie imprese, lo scorporo dell'ETS dal prezzo marginale del gas, e il pieno utilizzo delle risorse già disponibili. Abbiamo circa 4 miliardi all'anno di proventi ETS e un extra gettito IVA di 4 miliardi e 300 milioni, fanno già 8 miliardi e 300 milioni. I primi 4 miliardi sarebbero obbligatoriamente da destinare alla transizione ambientale ed energetica, cosa che invece non viene fatta, ne vengono destinati solo 600-700 milioni".

 

01/04/2026 - 16:17

“La Transizione 5.0, misura fondamentale per il rilancio dell'industria italiana, sta diventando una barzelletta con il ministro Urso. I fondi stanziati e poi diminuiti, sono esauriti a novembre 2025 creando oltre 7000 imprese 'esodate'. Tutte le promesse di ripristino delle risorse non sono state mantenute e il nuovo decreto 38/2026 ha coperto solo il 35% del fabbisogno delle 7000 imprese. Oggi il ministro annuncia lo stanziamento di 1,5 miliardi per coprire quello che manca. Ma la domanda resta: quali sono le coperture se il ministro Foti parla di 'sacrifici' senza dire chi li farà e il viceministro Leo dichiara che sono solo delle previsioni di gettito?” Lo dichiara la deputata PD, Paola De Micheli durante il Question Time alla Camera con il ministro Urso.
“Il ministro Urso non sta facendo un favore alle imprese, il suo è un dovere istituzionale. La promessa di rilancio della transizione industriale sbandierata oggi, non diventi l'ennesima prova mancata e fallimento annunciato”, conclude De Micheli.

 

11/03/2026 - 15:16

“Per un territorio come il nostro, dove il distretto tessile è già sotto pressione da mesi, il segnale che arriva oggi dai panificatori si aggiunge a un quadro che conosciamo bene. Tessile, manifattura, artigianato lanciano da tempo lo stesso grido dall’allarme: la capacità delle piccole e medie imprese di reggere i costi energetici è al limite. Per chi lavora con forni accesi molte ore al giorno, con macchinari che non si possono spegnere, l'energia non è una voce del bilancio tra le altre. È la condizione stessa della produzione. Il decreto bollette arriva dopo mesi di annunci e con misure insufficienti. L'Italia nel 2024 ha pagato l'energia elettrica al prezzo più alto d'Europa. Veniamo da tre anni di scelte sbagliate: norme contraddittorie sulle rinnovabili, tagli alle comunità energetiche, indebolimento degli strumenti per l'efficienza energetica. Dovevamo ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Il governo ha fatto l'opposto, e oggi famiglie e imprese pagano il conto. Il problema di fondo è che questo decreto non cambia l'architettura del sistema: il prezzo dell'energia resta agganciato al gas, anche nelle ore in cui produciamo da fonti rinnovabili. Finché non si interviene su questo meccanismo, continueremo a inseguire l'emergenza. Le risorse per intervenire ci sono, e lo Stato le incassa già: dalle aste sulle emissioni e dai dividendi delle società energetiche partecipate. Potrebbero essere indirizzate verso una riduzione strutturale dei costi. I contratti di lungo periodo per le rinnovabili sono uno strumento giusto, ma il governo li ha inseriti con due anni e mezzo di ritardo. Un provvedimento di emergenza non sostituisce una strategia. Il PD le proposte concrete le ha avanzate in Commissione: un pacchetto di emendamenti che chiede al governo di sterilizzare le accise per calmierare i costi in bolletta, evitando che ricada su cittadini e imprese. Il governo si muova”.

Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato PD in Commissiona attività produttive della Camera, attuale coordinatore reggente del PD Prato.

 

10/03/2026 - 13:41

“Bisogna agire subito sulla sterilizzazione delle accise ed evitare che sia proprio lo Stato a incamerare un extragettito a spese dei contribuenti, che ne pagano le conseguenze. Anzi, esortiamo il governo ad applicare lo stesso meccanismo di sterilizzazione per calmierare i costi in bolletta dell’energia e del gas”. Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo pd in commissione attività produttive della Camera.

“Il Pd ha presentato un pacchetto di emendamenti al DL bollette che vanno proprio in questa direzione. Il governo non può essere indifferente a delle misure proposte dal PD che mirano ad aiutare i cittadini, le famiglie e le imprese”, conclude Pandolfo.

 

09/03/2026 - 14:22

“Le parole del ministro Urso sull'emergenza carburanti suonano familiari ma insufficienti: task force, monitoraggi, commissioni di allerta rapida. Lo abbiamo già visto. Con il prezzo del petrolio che continua a crescere e l'intensificarsi della crisi nel Golfo, non bastano i proclami del governo. Mentre le famiglie fanno i conti con benzina sopra i 2 euro e le imprese rischiano una mazzata da 10 miliardi, il governo risponde con annunci e strumenti già esistenti, presentati come novità”. Lo dice il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.

“Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, il decreto Bollette del 2023 non è superato dal nuovo scenario di guerra. Eppure — sottolinea l'esponente dem — i prezzi salgono, i costi energetici per le imprese crescono del 13,5% rispetto all'anno scorso, e la risposta è sempre la stessa: aspettiamo, monitoriamo, valutiamo. Oggi non basta più. Manca un'analisi onesta delle dinamiche reali della filiera. Il caro energia non è un fenomeno atmosferico: è il risultato di scelte, o di mancate scelte. Continuare a inseguire le crisi con annunci aumenterá solo le criticità già esistenti”.

«Quando l'energia costa troppo non è un problema tecnico: è un problema di scelte politiche. Il Partito Democratico — conclude Merola — chiede al governo risposte concrete: quali risorse, in che misura, con quale copertura. Non basta annunciare un'intensificazione dei controlli: bisogna agire subito sulla sterilizzazione delle accise ed evitare che sia proprio lo Stato a incamerare un extragettito a spese dei contribuenti, che ne pagano le conseguenze. Anzi, esortiamo il governo ad applicare lo stesso meccanismo di sterilizzazione per calmierare i costi in bolletta dell’energia e del gas. Gli italiani non hanno bisogno di task force. Hanno bisogno di un governo che assuma responsabilità”.

 

05/03/2026 - 17:06

“Mentre il Paese si prepara ad affrontare una crisi internazionale senza precedenti, la Presidente del Consiglio non si presenta in Parlamento, parla invece alla radio e prova a distrarre i cittadini con fake news e un’informazione completamente distorta sul referendum giustizia. Il quesito nulla ha a che vedere con la sicurezza degli italiani, nulla ha a che vedere con la sicurezza delle donne e nulla ha a che vedere con i rimpatri dei cittadini immigrati”, così denunciano le deputate democratiche rispetto al post pubblicato questa mattina sul profilo social del partito di FdI, col virgolettato della premier e la sua  foto.

“È particolarmente grave - dichiarano - che Meloni utilizzi in modo così volgare e strumentale un tema drammatico come quello dei femminicidi e della violenza sessuale. Nel nostro Paese si registrano numeri altissimi di stupri e violenze, che avvengono soprattutto per mano di partner ed ex. Usare questo dramma per mistificare l’oggetto del referendum, che nulla c’entra con la violenza, significa mancare di rispetto alle tante vittime. Altro che ‘abbassare i toni’: qui siamo di fronte a un’evidente paura di perdere, che porta alla diffusione di falsità e a una volgare strumentalizzazione del dolore delle vittime. Ancora più grave è che la destra continui a negare alle donne strumenti fondamentali come una legge sul consenso che la stessa Presidente sta rinnegando”. 

 

26/02/2026 - 09:51

Il deputato democratico Luciano D’Alfonso, PD, è intervenuto sulle criticità del comprensorio sciistico di Passolanciano ricordando che “sette anni fa ho lasciato nelle casse della Regione Abruzzo 22,2 milioni di euro per la valorizzazione e il rilancio del comprensorio turistico, e oggi scopriamo che quella somma è stata tagliata a 17,7 milioni di euro per opere teoriche, delle quali non vi è traccia progettuale”. Ancora l’on. D’Alfonso ha ricordato che “l’iter amministrativo e legislativo per l’iniziativa su Passolanciano è iniziato il 19 aprile 2016 con la delibera di giunta regionale n. 229, nell’ambito del Masterplan con cui ho stanziato un primo finanziamento per 20,2 milioni di euro sulle infrastrutture funzionali delle stazioni invernali Passolanciano-Majelletta. Nel 2018 si sono aggiunti altri 2milioni di euro per il completamento dell’accesso pescarese al versante occidentale della Majella – passando per la S.P. 64 – al fine di consentire il collegamento del sistema termale di Caramanico con la Majella, finanziamento approvato dal CIPE. Con l’insediamento della giunta Marsilio e del centrodestra nel 2019 il progetto è stato bloccato nonostante le proteste degli operatori della montagna e la mia interrogazione del 28 marzo 2023 al Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, al Ministro del Turismo e al Ministro della Cultura”. L’On. D’Alfonso ha annunciato che nuovamente attiverà “tutte le iniziative utili a capire dove siano stati dirottati i 5milioni di euro oggi mancanti dal tesoretto lasciato 7 anni fa nelle casse della Regione Abruzzo da un Presidente di Regione che sfila sulle montagne abruzzesi in eskimo bianco e occhiali da sole, indifferente ed estraneo ai disagi degli operatori del comparto”.

 

 

25/02/2026 - 17:09

“La ministra Calderone afferma che il governo si occupa sin dal suo insediamento della stabilità del mondo del lavoro. Pensiamo che sia esattamente il contrario e lo confermano i comunicati citati dalla stessa ministra dai quali emergono vergognose condizioni con cui vengono trattati i riders nel nostro Paese. Sono in 20 mila sotto la soglia di povertà e il governo continua ad opporsi al salario minimo. L'unica evidenza che sfugge a Calderone è la realtà in cui versa il mondo del lavoro e per questo non riesce a dare risposte”. Lo dichiara il deputato e Responsabile Coesione territoriale del PD, Marco Sarracino, in replica alla ministra Calderone durante il Question Time alla Camera.
“Da questo governo – sottolinea il parlamentare dem - non è stata emanata una sola legge per combattere il precariato e le diseguaglianze nel lavoro: vale per i riders così come per il mondo della moda e dell'agricoltura dove si assistono a gravissimi episodi di sfruttamento. L'unica certezza data dal governo Meloni è l'instabilità lavorativa”.
“Che fine a fatto la delega sui salari di cui la ministra si è presa l'incarico? Nel silenzio di Calderone, i giovani vanno via dall'Italia perché è difficile trovare un lavoro e soprattutto con un salario dignitoso. Il governo dovrebbe concentrarsi sulla soluzione dei problemi e non della scaletta di Sanremo. Un governo contro i congedi parentali, contro il salario minimo e contro i diritti dei lavoratori”, conclude Sarracino.

24/02/2026 - 13:50

“Oggi, seppure con molto ritardo, la Camera definisce un importante punto di partenza condiviso per lo sviluppo dei centri di elaborazione dati. Come PD ci siamo battuti per uno sviluppo diffuso dei data center sul nostro territorio che coinvolga sia le esperienze positive già avviate sia nuove strutture definite con qualità degli spazi per valorizzare aree dismesse. È giusto che la regolamentazione parta dal Parlamento con una legge delega e non per decreto, perché è in gioco una questione politica, globale e nazionale: i data center non devono diventare cattedrali nel deserto gestite da remoto, ma fucine di innovazione per favorire lo sviluppo economico, sociale, ambientale e democratico ”. Lo dichiara il deputato e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu esprimendo il voto favorevole del PD alla delega al governo  per i centri di elaborazione dati.
“Ci batteremo – sottolinea il parlamentare dem - affinché l'Italia difenda sempre l'interesse nazionale e i data center non diventino i porti franchi delle nuove compagnie delle indie. Siamo davanti ad una sfida di cambiamento e dobbiamo essere pronti alla funzione di scoperta e di costruzione di nuove rotte che servono al futuro. Né colonia, né autarchia, l'Italia deve trovare la sua autonomia tecnologica per proteggere nell'interesse nazionale, da un lato, la sicurezza dei dati e dall'altro l'attrattività degli investimenti”. “Grazie ai data center nel 2025 la Francia ha saputo attrarre 69 miliardi di dollari di investimenti a fronte dei 5 del nostro paese: dobbiamo fare di più per costruire subito il mercato unico europeo dell'innovazione indicato dai rapporti di Letta e Draghi e renderne l’Italia protagonista”, conclude Casu.

24/02/2026 - 12:07

“Più che occuparsi della scaletta del prossimo Festival di Sanremo e parlare di fantomatici agguati e atti riparatori, il Presidente del Senato dovrebbe garantire il corretto funzionamento degli organi parlamentari di garanzia. Le parole pronunciate ieri da Ignazio La Russa risultano improprie e preoccupanti, perché evocano un’ingerenza politica su scelte editoriali che non competono alla seconda carica dello Stato”. Lo dichiarano in una nota i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza RAI. “Ci saremmo aspettati dal Presidente del Senato – prosegue la nota – un impegno concreto per superare la situazione anomala che dall’inizio della legislatura sta impedendo alla Commissione di Vigilanza Rai di svolgere il proprio lavoro, a causa dell’ostruzionismo della maggioranza. Un blocco che di fatto paralizza un organismo di garanzia fondamentale per il pluralismo e la trasparenza del servizio pubblico. Registriamo invece un silenzio assordante su questo tema. Difendere l’autonomia e l’indipendenza della Rai significa rispettare le prerogative del Parlamento e assicurare ai cittadini un’informazione libera e plurale” concludono i parlamentari dem della Vigilanza Rai.

19/02/2026 - 18:57

“Il decreto bollette del Governo è un’operazione di facciata. Dietro il balletto di cifre, 3 miliardi secondo Pichetto Fratin, 5 miliardi ha detto la Presidente Meloni, – e le stime ottimistiche che parlano di 7 miliardi nel biennio – non ci sono nuove risorse strutturali, ma redistribuzioni interne e stime di possibili effetti futuri legati alle dinamiche di mercato. Per il 2026 il bonus per le famiglie vulnerabili sale a 115 euro, ma le risorse restano 315 milioni. Nessun euro in più. E soprattutto il contributo del 2026 non si somma ai 200 euro del 2025, come inizialmente lasciato intendere: è una misura più debole rispetto allo scorso anno.

Per le imprese che consumano energia si riducono oneri e si rimodulano incentivi esistenti, ma non si interviene sulle cause strutturali del caro energia. Si sposta il peso dentro il sistema, senza cambiarne l’architettura e il conto viene portato in bolletta. Si riorganizza chi paga, non si cambia il modello. La BCE ha certificato che in Italia le famiglie pagano l’energia elettrica fino al doppio rispetto alle imprese energivore. Il decreto non affronta questa distorsione, non riforma il meccanismo che lega il prezzo dell’elettricità al gas e non mette in campo una strategia industriale pluriennale. Finché il prezzo resta agganciato al gas, basta una crisi internazionale per riportarci al punto di partenza. Questo decreto gestisce il presente, ma non costruisce il futuro. L’Italia ha bisogno di una riforma strutturale del mercato elettrico, di stabilità regolatoria e di un piano energetico industriale serio. Non di bonus una tantum e slogan”.

Così il vicepresidente della commissione attività produttive della Camera, il deputato democratico Vinicio Peluffo.

 

19/02/2026 - 17:13

“È stato sventato il tentativo della destra di inserire nel decreto Milleproroghe un emendamento che avrebbe aperto alla permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino. Un vero e proprio colpo di mano che mirava a forzare le regole senza confronto istituzionale e senza rispetto per la comunità locale. Il Governo Meloni aveva garantito che Piombino non sarebbe stata lasciata sola: con questo tentativo ha invece dimostrato di voler imporre una decisione calata dall’alto. L’emendamento non è stato approvato soltanto grazie al pressing costante e alle denunce puntuali del Partito Democratico e di tutte le forze di opposizione, oltre che per l’evidente dilettantismo con cui la maggioranza ha gestito i lavori di Commissione”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Partito Democratico Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Marco Simiani e il consigliere regionale Pd Alessandro Franchi.
“La Regione Toscana aveva fissato un limite chiaro di tre anni, legato a un sacrificio straordinario chiesto alla città in una fase di emergenza energetica. Il tentativo della maggioranza di superare quell’intesa senza accordi e senza compensazioni adeguate è stato fermato grazie all’azione ferma e responsabile dell’opposizione. Resta grave aver provato fino all’ultimo a cambiare le carte in tavola. Ancora più incomprensibile il silenzio del sindaco di Piombino si questi giorni, che avrebbe dovuto difendere con forza la posizione della città. Il Partito Democratico ribadisce una posizione netta: il territorio va rispettato, le compensazioni devono essere certe e garantite, e su scelte di questo peso non si decide sopra la testa dei cittadini”, conclude la nota.

18/02/2026 - 20:15

“Meloni ci poteva risparmiare la solita sceneggiata: i giudizi non possono valere a seconda del vantaggio politico. Quando i magistrati assolvono Matteo Salvini applaude, quando ricordano il rispetto della legge sbraita. È un atteggiamento inaccettabile per chi guida il Paese”. Così la responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata Debora Serracchiani interviene sulle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la decisione del Tribunale civile di Palermo che ha condannato lo Stato a risarcire la ONG Sea-Watch per il fermo della nave Sea-Watch 3 nel 2019 a Lampedusa.

“Ancora più grave – conclude – che queste parole arrivino nel giorno in cui il Quirinale ha richiamato tutte le istituzioni al reciproco rispetto. Servono sobrietà e senso dello Stato”.

 

18/02/2026 - 13:39

“La proposta di legge a prima firma Ghio mira da un lato alla sicurezza degli spostamenti per ciclisti e pedoni, e dall'altro lato ad mobilità più sostenibile. A fronte dei ritardi e dell’inadeguatezza del governo sull’utilizzo dei fondi del Pnrr sulla mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, e dell’elevatissimo numero di incidenti stradali, questo testo offre un contributo decisivo sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile e sull’impatto che questi temi hanno sulla qualità della vita nelle grandi città.

C’è poi anche un investimento legato all'approccio culturale delle nuove generazioni che sono sempre pronte ad accogliere spunti sulla mobilità sostenibile e dobbiamo considerare anche il tema della fruizione turistica nelle varie regioni. C’è un’alta richiesta da parte di giovani e turisti ad utilizzare mezzi sostenibili come la bicicletta, e in commissione abbiamo fatto un grande lavoro in questa direzione”. Lo ha detto Anthony Barbagallo Deputato Pd e capogruppo in commissione trasporti della camera, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge della Deputata del PD Valentina Ghio sulla sicurezza stradale per tutelare pedoni e ciclisti.

 

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