23/10/2024 - 09:19

Interrogazione deputate dem: nell’ultimo mese potevano essere evitati 3 femminicidi

“Tre donne uccise in meno di un mese: è quanto accaduto a causa del mancato o cattivo funzionamento del braccialetto elettronico anti stalking”. Le deputate PD della Commissione Femminicidio Forattini, Ferrari e Ghio hanno presentato un’interrogazione ai Ministri della Giustizia Nordio, dell’Interno Piantedosi e della Famiglia Roccella allo scopo di “rimuovere le numerose criticità segnalate intorno a uno strumento che dovrebbe rappresentare una tutela per le vittime di violenza, ma che non sempre assolve a questa fondamentale funzione. “I femminicidi di questi giorni sono soltanto degli episodi tragicamente esemplificativi di molteplici segnalazioni di cattivo funzionamento” spiega Forattinj, “a tale problematica si aggiungono le recenti segnalazioni circa il numero esiguo dei dispositivi, a fronte di un notevole incremento delle notizie di reato e delle misure cautelari”. Le criticità sotto la lente riguardano i ritardi nell’adempimento della fornitura da parte della società Fastweb, incaricata dal Ministero dell’Interno, e i numerosi casi di “falso allarme” e di disservizio degli apparecchi. “Una somma di criticità” osserva Forattini “che i Ministeri coinvolti vorrebbero affrontare e risolvere attraverso l’istituzione di un Tavolo interministeriale, di cui non si conosce tuttavia l’effettiva operatività”.  Nell’interrogazione a risposta scritta, Forattini, insieme alle colleghe Ghio e Ferrari, chiede ai Ministri “quali iniziative immediate intendano adottare, anche sul piano contrattuale, al fine di garantire il numero necessario di braccialetti elettronici a disposizione delle forze dell'ordine per il contrasto alla violenza domestica, di genere e contro le donne”.

22/10/2024 - 09:44

Nordio stravolge princìpi fondanti dell'UE. Pensa ad Italexit?

“In attesa di leggere approfonditamente nel merito il testo del Decreto Legge approvato dal Governo ci permettiamo di ricordare al Ministro Nordio due concetti basilari e persino banali della nostra appartenenza all'UE, che però nella conferenza stampa di ieri sono stati clamorosamente stravolti e calpestati. Primo, un decreto legge è soggetto al pieno rispetto del diritto UE e delle pronunce della Corte di giustizia proprio come un decreto ministeriale. Secondo, i giudici nazionali sono tenuti a disapplicare non solo i decreti ministeriali ma anche e soprattutto le norme di legge se incompatibili con la disciplina europea. È un principio fondamentale del primato e dell'effetto diretto del diritto UE già affermato da decenni di giurisprudenza della Corte di giustizia, accolta anche dalla Corte costituzionale. È grave solo pensare che cambiando la fonte normativa nazionale sui Paesi sicuri cambi la natura degli obblighi europei per gli Stati membri e per i giudici. A meno che non pensi ad un'Italexit, il Governo non può derogare a questi princìpi e, se ne faccia una ragione, deve rispettare norme, regole e diritti europei” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione politiche europee della Camera, Piero De Luca.

19/10/2024 - 16:16

"L'attacco scomposto e inqualificabile della presidente del Consiglio Meloni e dei ministri Salvini e Nordio alla magistratura rivela tutta l'arroganza e il disprezzo delle regole di questo governo.
Hanno vinto le elezioni e pensano che questo li autorizzi a fare tutto quello che vogliono ignorando gli altri poteri dello Stato, previsti in ogni sistema democratico.
Sono sovranisti e ritengono che questo li autorizzi a ignorare le regole del nostro stesso ordinamento e di quello europeo e a delegittimare gli organismi dell'Ue che considerano un semplice intralcio alle loro scelte scellerate.
Non funziona così. Ed è gravissimo che alte cariche dello Stato attacchino la magistratura italiana e quella europea come se fossero avversari politici.
I giudici vanno rispettati, devono poter lavorare in un clima sereno e non possono essere accusati di fare politica solo perché rispettano la legge e non si sottomettono alla becera propaganda del governo". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

03/10/2024 - 10:55

Il Partito Democratico critica apertamente la nomina di Riccardo Turrini Vita come Garante dei detenuti, evidenziando una “palese incompatibilità che la rende fuorilegge”. Secondo quanto dichiarato dalla responsabile nazionale giustizia del PD, Debora Serracchiani, insieme ai capigruppo delle commissioni Giustizia di Camera e Senato, Federico Gianassi e Alfredo Bazoli, e della commissione bicamerale Antimafia, Walter Verini, “la legge che istituisce la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale è molto chiara. Essa prevede che i membri siano scelti tra persone che non sono dipendenti delle pubbliche amministrazioni e che garantiscano indipendenza e competenza nelle discipline relative ai diritti umani. Non entriamo nel merito del curriculum e delle competenze di Turrini Vita – sottolineano i dem – ma il suo status di dipendente pubblico costituisce una palese violazione, configurando la scelta del ministro Nordio come un'azione contra legem che compromette la terzietà e l’indipendenza richiesta per un incarico così importante e delicato. Per questo faremo una interrogazione. Su terzietà, imparzialità e inopportunità della nomina, ci siamo già espressi”.

07/08/2024 - 20:11

Hanno chiesto il voto di fiducia per il decreto carceri. Mentre votavamo il ministro Nordio prospettava altre soluzioni alla Meloni: evidentemente come sostenevano era solo propaganda.
E infatti non sapendo come agire lo stesso Nordio decideva di chiedere aiuto a Mattarella.
L’improvvisazione al governo, un insulto al Parlamento dopo aver rifiutato ogni confronto e ogni suggerimento.
Intanto oggi un’altra persona moriva suicida a Prato.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

07/08/2024 - 19:36

“Oggi un altro detenuto si è impiccato nel carcere di Prato. Si tratta del 65esimo dall’inizio dell’anno. Quando il dramma del sovraffollamento ha cominciato a provocare l’aumento dei suicidi di detenuti e agenti, la presidente del Consiglio Meloni e il ministro Nordio hanno convocato un Consiglio dei ministri e varato il 70esimo decreto legge. Forse l’unico che avrebbe potuto rispettare i criteri di necessità e urgenza. Abbiamo provato a presentare emendamenti sul merito a un decreto così scarno che dalla stessa maggioranza ne sono arrivati un diluvio. Eppure, nonostante un tema così trasversale, nessun emendamento delle opposizioni è stato preso in considerazione. Addirittura non abbiamo mai visto in Aula il ministro Nordio, lo stesso che affermava ‘smettetela con il panpenalismo’. L’esatto contrario di ciò che ha fatto al governo. Non è qui perché non ha il coraggio di metterci la faccia a dimostrazione del suo fallimento. Ma soprattutto questo decreto non affronta il tema del sovraffollamento. Non c’è nulla sulle misure cautelari, sulla liberazione anticipata, su permessi, premi. Nulla viene attuato nell’immediato e spesso è inattuabile anche in futuro. Coloro che hanno scritto l’articolo 27 della Costituzione avevano provato sulla loro pelle cos’è il carcere: ‘Bisogna aver visto’, citando Pietro Calamandrei. Andate a vedere come si vive in carcere, ma poi abbiate il coraggio di approvare misure utili per chi vive e lavora in carcere”.

Così la deputata democratica e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo al Dl Carceri.

07/08/2024 - 19:01

"Quattro suicidi in sette mesi. L'ultimo poche ore dopo che il governo si è nuovamente rifiutato di prendere un impegno per uscire da una situazione emergenziale che la città di Prato - dalla Camera penale si sindacati, dalle forze dell'ordine al personale che ci lavora - aveva definito di crisi e non più sostenibile. Un altro suicidio pochi giorni dopo la visita di una parlamentare della maggioranza che parlava di un carcere tenuto bene e di nessuna emergenza. Purtroppo, la realtà a volta è terribile. E oggi nonostante gli appelli siamo a contare nuovamente una vita spezzata. In Parlamento in queste ore stiamo approvando il dl carceri, una misura tanto urgente quanto inutile, che non aiuterà il carcere di Prato come nessun altro carcere a uscire da una situazione di emergenza. Non so come faccia Nordio a fregarsene di Prato e di tutte queste morti, ma la cosa certa è che continuare così, senza intervenire, significa macchiarsi di una responsabilità disumana". Così Marco Furfaro, deputato eletto nel collegio pratese e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.

04/08/2024 - 13:41

“Nel giorno in cui ricordiamo l’anniversario della strage dell’Italicus, la memoria delle vittime e il dolore delle famiglie e di un paese intero vengono offesi dalle sconsiderate parole dell’onorevole Mollicone presidente della commissione Cultura. Un uomo delle istituzioni che dovrebbe avere a cuore il lavoro della magistratura e il rispetto delle sentenze. La gravità delle sue parole chiama in causa direttamente il ministro della Giustizia Nordio e la premier Meloni. Condannare certe espressioni è il minimo che ci possiamo aspettare da chi governa il Paese”.
 Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

31/07/2024 - 17:04

“I ministri Piantedosi e Nordio smentiscano l’ipotesi che vi sia stato uno scambio Italia-Usa tra i condannati per l’omicidio di Mario Cerciello Rega e Chico Forti. Uno scambio che avrebbe previsto la possibilità che i primi lasciassero l’Italia per andare a scontare la pena negli Stati Uniti, in cambio del percorso opposto compiuto recentemente dall’uomo condannato per l’assassinio di Dale Pike. Se le informazioni pubblicate dalla stampa si rivelassero vere, ci troveremmo di fronte a un caso in grado di minare profondamente la credibilità del governo nella sua azione di cooperazione giudiziaria con Stati esteri”.

Lo dichiarano i deputati democratici, Marco Simiani, Debora Serracchiani, Stefano Graziano, Vincenzo Amendola e Fabio Porta, firmatari di un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, e della Giustizia, Carlo Nordio.

“A chiedere una smentita del retroscena pubblicato dal Fatto Quotidiano - spiegano i firmatari dell’interrogazione - sarebbe il sindacato dei carabinieri, Unarma. Il sindacato ricorda inoltre che già nel 2019 un articolo di stampa ipotizzava in tempi non sospetti uno scambio di prigionieri, suggerendo che i due studenti americani avrebbero potuto scontare la loro pena negli Stati Uniti in cambio del rientro in Italia di Chico Forti, condannato all’ergastolo per omicidio negli Stati Uniti. Chiediamo al governo - concludono i deputati dem - di fare urgentemente chiarezza su questa vicenda”.

 

29/07/2024 - 17:02

“Sabato sera un detenuto di 27 anni si è suicidato nel carcere ‘La Dogaia’ di Prato, in Toscana. Nello stesso carcere, nella notte tra venerdì e sabato, una ventina di carcerati del reparto media sicurezza avevano organizzato una protesta. Siamo al sessantesimo suicidio in carcere del 2024 in Italia. Le proteste avvengono per la situazione, già disumana, che diventa ancora più grave nel momento in cui, con l’arrivo dell’estate, si alzano le temperature, rendendo la permanenza nelle celle insostenibile, con pochissime ore d’aria durante la giornata e troppo spesso senza un adeguato sistema di ventilazione. Il detenuto che si è tolto la vita è stato trovato impiccato nella sua cella, era italiano e stava scontando una pena definitiva che si sarebbe dovuta concludere tra otto anni, nel 2032. Ogni anno nella casa circondariale di Prato si registrano 200 casi di autolesionismo. Purtroppo ad aggravare la situazione de ‘La Dogaia’ rispetto alle altre case circondariali della Toscana, oltre al sovraffollamento e alla carenza endemica di personale, vi è anche la mancanza di un direttore titolare e di un comandante titolare. Per questi motivi ho depositato un’interrogazione al ministro della Giustizia Nordio perché siamo di fronte ad una situazione inaccettabile per un Paese civile. In carcere durante l'esecuzione della pena il detenuto deve conservare i diritti fondamentali perché le carceri non devono diventare il deposito di una parte di umanità ma luoghi di rieducazione dove è garantita un’esistenza dignitosa e la possibilità di riappropriarsi della propria vita una volta scontata la pena”.

Lo afferma Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali alla Camera e membro della segreteria nazionale.

29/07/2024 - 16:06

Meno presunzione e più consapevolezza perché siamo in gravissima emergenza e il governo si presenta con misure inutili

“Suicidi, sovraffollamento, carenza di educatori, psicologi e psichiatri, assenza di progetti di recupero, scarso utilizzo delle misure alternative, strutture fatiscenti fredde d'inverno e torride d'estate. Questa è la drammatica condizione delle carceri in Italia su cui bisogna intervenire urgentemente. Assistiamo invece dal ministro Nordio ad un goffo e fallimentare tentativo di auto-assoluzione con numeri a casaccio. C’è poco da sbandierare numeri: quelli dei suicidi e del sovraffollamento parlano da soli e travolgono tutti gli altri. Sia il ministro Nordio meno presuntuoso ed evanescente e lavori per invertire subito la rotta” afferma Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera, commentando le dichiarazioni del ministro della Giustizia.
“Nelle carceri italiane si vive una vera e propria emergenza umanitaria. Il ministro Nordio dimostra ancora una volta una totale mancanza di consapevolezza della gravità e urgenza della situazione. Le misure proposte dal governo finora sono inutili e dannose: occorre un intervento strutturale che affronti le cause profonde di questa crisi. La situazione richiede un'azione immediata e coordinata da parte delle istituzioni per garantire dignità e diritti umani a tutti i detenuti e a tutte le persone che in carcere lavorano e vivono questa terribile situazione”.

29/07/2024 - 15:01

“Sovraffollamento e ormai troppi suicidi. La situazione nelle carceri sta esplodendo e dal ministro Nordio ancora non abbiamo risposte concrete su come affrontare il problema, ma solo numeri sul passato. Non possiamo più aspettare, il Governo non può voltare la testa, deve intervenire con urgenza e affrontare il problema”. Lo ha detto Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.
 A proposito delle parole del vicepremier Tajani su amnistia, Serracchiani ha aggiunto: “Almeno non si tirino indietro sulla liberazione anticipata. Non si tratta di essere lassisti, ma di prendere atto che servono misure concrete ORA. Poi si ragionerà sul medio e lungo termine e sulle tante cose da fare e magari anche su un panpenalismo del governo che sta solo peggiorando la situazione”.
 “Dobbiamo anche accelerare i tempi per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli agenti della polizia penitenziaria, perché anche in quel caso poco è stato fatto dal Governo”, ha concluso Serracchiani.

24/07/2024 - 14:10

Gianassi e Serracchiani: da Ue sonora bocciatura a stop abuso d’ufficio

“Dall’Ue arriva una sonora bocciatura alla gestione schizofrenica della giustizia del ministro Nordio. Nel report della Commissione c’è scritto: “In Italia, una nuova legge che abroga il reato di abuso d'ufficio e limita la portata del reato di traffico d'influenza potrebbe avere implicazioni per l'individuazione e l'investigazione di frodi e corruzione”.
È un anno che diciamo che le misure messe in campo da Nordio creano problemi enormi. La cancellazione della riforma Cartabia sulla improcedibilità per il ritorno alla prescrizione rischia di pregiudicare fondi PNRR e l’abrogazione dell’abuso di ufficio, unico Paese a farlo in Europa, lascia impuniti fatti gravi. Tanto che lo stesso Nordio ha già reintrodotto l’abuso-bis nel decreto carceri con il peculato per distrazione e ora, zitto zitto, ha fatto un nuovo emendamento al decreto carceri per introdurre il peculato contro gli interessi finanziari dell’Ue oggi al Senato. È la conferma che quella scelta è profondamente sbagliata e che è stata presa dalla maggioranza con grande superficialità senza approfondirne le concrete ricadute, solo per furore ideologico”. Così la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e il capogruppo dem in Commissione giustizia alla Camera, Federico Gianassi, commentano la parte del report della Commissione Ue sullo stato di diritto nel paragrafo relativo alla lotta contro la corruzione. “Nordio – concludono i democratici – è in seria difficoltà e agisce in modo schizofrenico.”

17/07/2024 - 18:44

Serracchiani e Ghio: esterrefatte da Ministro che interviene su indagine in corso

“Siamo esterrefatte non solo dall'iniziativa assunta da un gruppo politico che chiede al Ministro Nordio di intervenire su un'indagine ancora un corso. Ma anche dal fatto che ancora una volta il ministro Nordio confonde l’aula del parlamento con il palco di una delle feste di partito della destra, attaccando frontalmente la magistratura e denigrandone l’operato, entrando per giunta nel merito di una indagine ancora in corso e che vede coinvolti esponenti politici della maggioranza.  Da chi dichiara di voler rispettare e difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e quindi di non voler commentare provvedimenti, ci aspetteremmo maggior senso delle istituzioni. Se poi il ministro non capisce le ordinanze, nomini un commissario straordinario che gliele spieghi e in ogni caso bene farebbe a ricordare che le sentenza, come quella del Tribunale della libertà si possono impugnare davanti alla Cassazione”. Così le deputate democratiche Debora Serracchiani e Valentina Ghio, rispettivamente responsabile nazionale giustizia del Pd e vicepresidente del gruppo dem alla Camera.

17/07/2024 - 16:46

“Suicidi, sovraffollamento, carenza di educatori, psicologi e psichiatri, latitanza dei progetti di recupero, scarso utilizzo delle misure alternative, strutture fatiscenti fredde d'inverno e torride d'estate. Questa è la descrizione dell'attuale condizione delle carceri in Italia”. Lo dichiara il deputato dem Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia, presentando un'interrogazione al Ministro Nordio sulla condizione delle carceri in Italia.
“Ministro – continua Gianassi - non ci venga a dire che è stato appena varato un decreto legge perché non c'è nessun cambio di rotta e perché non contiene quelle misure radicali e urgenti necessarie a risolvere i problemi. Ci dica invece cosa il governo vuole fare per fermare una spirale di sopraffazione e morte che non è civile per un Paese come il nostro”.

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