“Siamo stanchi delle giustificazioni del ministro Nordio: i problemi delle carceri italiane vanno risolti. Il governo dice una cosa e ne fa un'altra! Ma come potete dire che ci sono detenuti in custodia preventiva che affollano i penitenziari, che da lì devono uscire e nel frattempo mandate in carcere le madri incinta e i bambini che hanno meno di un anno? Come fate a dire che alcuni detenuti vanno tirati fuori e poi aumentate i reati, inasprite le pene e mandare in carcere sempre più persone?” Lo dichiara la deputata dem Debora Serracchiani, intervenendo in replica al question time al ministro Nordio sulla condizione delle carceri in Italia.
“Il ministro dovrebbe applicare ciò che dice di aver scritto per anni nei suoi libri – continua Serracchiani - perché oggi sta facendo l'esatto contrario. Qualche festa e qualche incontro di partito in meno, ma entri in carcere e veda le reali condizioni di vita e di lavoro in quei luoghi”. “Non è solo un problema di contenitore e di spazi – conclude Serracchiani - non si tratta solo di costruire nuove carceri per cui ci vorrà tempo, voi state disapplicando le riforme Cartabia, disincentivando le misure alternative, impedendo la giustizia riparativa. Il governo ha varato un decreto che non prevede nulla per il sovraffollamento, nulla sulla liberazione anticipata semplificandone solo la procedura che si rivelerà ancora più complicata e burocratica. Propone la nomina di un commissario straordinario per il problema degli istituti di pena? E allora certifica il fallimento di chi non ha fatto nulla e continua a non fare nulla”.
“Dall'inizio del 2024 già 56 persone hanno deciso di togliersi la vita sotto la custodia dello Stato; a questo tragico bilancio si debbono aggiungere 6 agenti di polizia penitenziaria e altri morti deceduti per altre cause. Siamo in presenza di una gravissima crisi del sistema penitenziario, esasperata dalla ondata di caldo. Chiediamo al ministro Nordio se non ritenga urgente predisporre misure immediate al fine di fronteggiare l’emergenza nelle carceri, garantendo un adeguato approvvigionamento idrico, intervenendo, anche con procedure straordinarie, per immissioni di personale che possa intervenire in base alle condizioni di salute, allo stato di gravidanza, all’età, alla presenza di patologie psichiatriche e ad altre forme di fragilità, anche provvedendo a strumenti per una climatizzazione degli ambienti accettabile, e ricorrendo a misure immediatamente decongestionanti quali le misure alternative al carcere e l’aumento della detrazione della pena ai fini della liberazione anticipata, anche in risposta all’appello dei sindacati e dei Garanti”. Questo è il testo dell'interrogazione del Gruppo Pd alla Camera a firma dei deputati Gianassi, Serracchiani, Di Biase, Scarpa, Lacarra, Orlando, Ghio, Ferrari, Casu, Fornaro.
“Apprendiamo dalla stampa che il sottosegretario di stato alla Giustizia Andrea Delmastro ne avrebbe combinata un’altra delle sue. Durante la cerimonia di giuramento del 190esimo corso di formazione per 300 nuovi agenti di Polizia penitenziaria si sarebbe lasciato andare ad urla ed esortazioni ai nuovi agenti, un chiaro riecheggiamento a cori e slogan fascisti.
A questo punto chiediamo al Ministro della Giustizia se sia a conoscenza di questi fatti, fra l’altro ripresi da dei video pubblicati e se sia vero che addirittura gli agenti abbiano fatto delle prove prima della cerimonia e se ritenga che la condotta del sottosegretario Delmastro sia da considerare consona sia alla situazione e sia al suo ruolo istituzionale”. Lo dichiara in una nota Debora Serracchiani deputata e responsabile nazionale giustizia del PD, prima firmataria di una interrogazione al ministro della giustizia firmata da tutti i deputati della commissione giustizia di Montecitorio, Di Biase, Gianassi, Lacarra, Scarpa.
“Con il ddl Nordio il governo da una parte abolisce l’abuso d’ufficio che tutela i cittadini contro gli abusi di potere della pubblica amministrazione e dall’altra introduce nel decreto ‘svuota carceri’ il nuovo reato di peculato per distrazione, rendendosi conto, in zona Cesarini, che con l’abolizione dell’abuso d’ufficio vengono violati gli obblighi internazionali sottoscritti dall’Italia. L’infinita creatività del ministro Nordio, sembra violare alcuni principi sostanziali riassunti in queste domande: può essere promulgata la legge che abolisce l’abuso d’ufficio oggi approvata alla Camera dopo che la stessa è stata emendata da un decreto legge entrato in vigore il 4 luglio scorso? Una azione legislativa così confusa non creerà incertezza applicativa, oltre che grande confusione, addirittura rischiando di aggravare la posizione di chi oggi a suo dire dovrebbe festeggiare?
La verità è che l’abolizione dell’abuso d’ufficio apre una voragine nella tutela della P.A. che il governo ha dovuto in fretta e furia arginare per non incorrere in una procedura di infrazione. Altra bandierina che costerà cara agli italiani, come le quote latte di salviniana memoria o le concessioni balneari care alla ministra Santanchè”. Così la deputata dem Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico.
Ci aspettavamo una riforma strutturale, invece siamo davanti a dei provvedimenti spot. Con l’abolizione dell’abuso d’ufficio i cittadini italiani saranno più vulnerabili rispetto ai reati della pubblica amministrazione. Un professore o un medico che passerà la prova di un concorso oggi non sarà più punibile”.
Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“Cancellate dal codice penale l'abuso di potere del pubblico funzionario che, violando deliberatamente la legge, discrimina un cittadino o ne avvantaggia ingiustamente un altro in quanto amico o parente. Stiamo parando di atti spregevoli, che allontanano le persone dalla PA. Il governo, abolendo l'abuso d'ufficio, premia l'impunità per comportamenti gravi”. Lo dichiara il deputato dem Federico Gianassi, Capogruppo in Commissione Giustizia, annunciando il voto contrario del Pd al Ddl di modifica del codice penale.
“Il governo – continua Gianassi - ha portato avanti questo provvedimento ispirato dall’ideologia perché qui non ci troviamo davanti ad una riforma ma ad un atto bandiera. Non ci sono risorse, investimenti sulla Giustizia e tutto è stato condito da grande arroganza perché il governo non ha voluto neanche aprire una riflessione con le opposizioni sulle tante criticità che avevamo evidenziato”.
“Nel merito – ha concluso Gianassi - questo provvedimento è sbagliato perché viene rimossa la riforma del 2020 che aveva efficacemente tipizzato e ridimensionato il reato. Per il clamoroso vuoto normativo che si crea, il ministro Nordio ha già fatto un’incredibile prima e parziale retromarcia perché in Cdm con urgenza ha introdotto l'abuso d'ufficio-bis, chiamato peculato per distrazione. Siamo davanti ad un atto incompatibile con i principi europei e incoerente con l'esigenza di tutela dei cittadini. Per colpa di questo furore ideologico verranno cancellate sentenze di condanna già emesse e saltano processi per fatti gravi come truccare i concorsi che nelle aule di tribunale vengono oggi considerati reato di abuso di ufficio”.
Proprio mentre discutiamo in aula il DDL Nordio, un provvedimento chiamato dalla maggioranza “riforma della giustizia”, anche se si tratta di un intervento residuale e a costo zero, il dramma del sovraffollamento carcerario preme con la sua urgenza anche nella nostra città, Treviso.
Oggi l’Istituto Penitenziario per minori di Treviso finisce nel mirino della stampa nazionale per l’estrema situazione di sovraffollamento: a giorni i ragazzi detenuti saranno 26, in una struttura che è attrezzata per 12 persone.
Sono stata qualche mese fa, insieme al segretario regionale del PD Andrea Martella, in ispezione dentro al minorile di Treviso, e abbiamo potuto constatare con i nostri occhi la situazione denunciata: i detenuti dormono in 4 o 5 in celle con 2 o 3 posti letto, usano servizi sporchi, nella completa assenza di privacy, facendo la doccia nella turca in cui fanno i bisogni, soffrono il caldo in cella, in una situazione per cui il sovraffollamento compromette anche la qualità delle attività educative e ricreative e rende molto più difficile il lavoro della direzione e del personale penitenziario, che, nello sforzo quotidiano che va loro riconosciuto, denunciano un grande tema di carenza di organico.
Il problema non risiede evidentemente nel caso isolato dell’istituto minorile trevigiano: è palese come la situazione sia un effetto del decreto Caivano.
il VII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile e gli Istituti penali per minorenni ci dice che, all’inizio del 2024 erano circa 500 i detenuti nelle carceri minorili italiane: da oltre dieci anni che non si raggiungeva una simile cifra, e che gli ingressi negli IPM, Istituti penali minorili, sono in netto aumento; se sono stati 835 nel 2021, ne abbiamo avuti 1.143 nel 2023, la cifra più alta almeno negli ultimi quindici anni; inoltre i ragazzi in IPM in misura cautelare erano 340 nel gennaio 2024, mentre erano 243 un anno prima.
Gli istituti minorili diventano così, grazie al Governo, una vera e propria bomba sociale, che fa male innanzitutto ai ragazzi e al fine rieducativo che a maggior ragione negli istituti minorili dovrebbe essere la prima priorità.
La strategia securitaria della destra al Governo sta fallendo davanti ai nostri occhi.
"Il bilancio dei suicidi legati alle carceri si aggrava ogni giorno di più. Oggi il numero di agenti che si sono tolti la vita sale a sei e, dopo Sollicciano, quello dei detenuti sale a 52. Il trasferimento di 80 detenuti e la chiusura di due sezioni a Sollicciano, dopo il suicidio di un ventenne e la rivolta dei suoi compagni, è una misura d'emergenza che non affronta i problemi strutturali di quel carcere, da tempo denunciati. Una situazione drammatica rispetto alla quale le misure prese dal ministro Carlo Nordio sono insignificanti, puro maquillage. Lo dimostrano realtà come quella delle Sughere di Livorno, dove sono stata in visita lo scorso giovedì e dove, nella notte tra l'1 e il 2 luglio, un altro ragazzo ha tentato il suicidio, morendo qualche giorno dopo.
Sovraffollamento, topi, muffe, cimici, strutture fatiscenti, carenza di personale sia di polizia penitenziaria sia amministrativo, educativo, medico, scarsità di spazi per le attività culturali, scolastiche, lavorative. Condizioni che negano la dignità dei detenuti, rendono vani gli sforzi di chi nelle carceri lavora e quasi impossibili i programmi di rieducazione e reinserimento fondamentali previsti dalla Costituzione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ho deciso di anticipare la visita già prevista al carcere Le Sughere di Livorno dopo il tentato suicidio di un giovane detenuto e che ora lotta tra la vita e la morte. Era necessario dare un segnale di attenzione alla direzione, al personale civile e di polizia penitenziaria e anche ai detenuti.
Alcuni padiglioni dell'istituto sono del tutto inagibili, quelli utilizzabili sono fatiscenti: muffa che emerge dalle pareti, docce in condizioni disastrose, celle dove vivono anche sei persone. Una situazione di sovraffollamento che si alleggerirebbe se si aprissero i due padiglioni nuovi ma chiusi per lungaggini burocratiche. Le telecamere di sorveglianza non funzionano da anni cosa che ha favorito un'evasione lo scorso mese.
Anche in questo carcere si registra una carenza di personale sia penitenziario sia amministrativo. E anche alle Sughere ci sono problemi di mancanza di giudici di sorveglianza.
In tali condizioni è molto complicato, nonostante gli sforzi del personale, portare avanti programmi di rieducazione e reinserimento, come previsto dalla Costituzione. Non ci sono spazi adeguati per le attività cosiddette trattamentali: teatro, scuola, l'accesso ai libri e, ovviamente, il lavoro che è fondamentale per la riabilitazione.
L'emergenza carceraria non può essere più trascurata, né il governo può pensare di lavarsi la coscienza con misure maquillage come quelle proposte dal ministro Nordio e approvate nell'ultimo consiglio dei ministri. Cosa si spera di risolvere con mille agenti quando c'è una carenza di oltre 10mila unità? A cosa serve accelerare le procedure per la libertà anticipata senza che ci sia personale per gestire le pratiche? E come pensa, il ministro Nordio, di affrontare il sovraffollamento con istituti fatiscenti che non vengono ristrutturati? E, soprattutto, come si decongestionano le strutture carcerare se il governo non fa altro che inventare nuovi reati e inasprire pene?" Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Stiamo facendo questa discussione sul ddl Nordio senza conoscere ciò che avete approvato in consiglio dei ministri. Fate uscire l’abuso di ufficio dalla finestra, determinando così buchi di tutela nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, e il Governo fa rientrare dalla porta un altro reato, quello di peculato per distrazione. Non c’è altro modo di dirlo: il Governo si prende gioco del Parlamento, è un attacco al cuore del nostro ordinamento”. Lo ha detto la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase intervenendo durante l’esame degli articoli del ddl Nordio alla Camera.
“Signor Presidente – ha aggiunto Di Biase nel suo intervento - vorrei ricordarle che il premierato ancora non è legge. Che siamo in una repubblica parlamentare, è inaccettabile dover lavorare in questo modo”.
Inaccettabile proseguire i lavori dell’aula su abuso di ufficio
“Apprendiamo dalla stampa che il Cdm di ieri ha inserito nel DL Carceri, con decretazione d'urgenza, una nuova fattispecie penale: il peculato per distrazione. Di fatto il governo interviene per restringere la portata dell'abrogazione dell'abuso d'ufficio che stiamo discutendo in queste ore e siamo prossimi a votare in Aula e lo fa con un provvedimento d’urgenza”. Lo dichiara il deputato dem Federico Gianassi, Capogruppo Pd in Commissione Giustizia, intervenendo a Montecitorio sull'ordine dei lavori nella discussione del decreto carceri.
“A un anno dall'approvazione del disegno di legge sull'abuso di ufficio – continua Gianassi - il Pd continua a dire che l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio lascia sacche di impunità nel nostro Paese perché rende penalmente irrilevante l'abuso di potere del pubblico funzionario per procurare un vantaggio a sé o a altri o per discriminare un cittadino. Nonostante le critiche al provvedimento anche da parte di esponenti della maggioranza, Nordio aveva dato rassicurazioni dicendo che il nostro ordinamento non avrebbe subito ripercussioni. Invece Nordio è corso ai ripari con una norma penale urgente dentro un decreto che tocca altri temi a poche ore dal voto definitivo della Camera sull’abuso di ufficio. Quale motivi hanno indotto Nordio a questo intervento urgente? Perché non ha avuto il coraggio di presentarsi alla Camera e presentare un emendamento al testo in corso di esame? Guarda caso la parte che tornerebbe a vivere della norma penale sarebbe proprio quella relativa alle responsabilità degli amministratori comunali. Altro che tutela per i sindaci, qui siamo davanti ad un cortocircuito inaccettabile. Procedere oggi con i lavori del Parlamento in assenza di quanto approvato dal Cdm è una forzatura inaccettabile.”
Testo all’esame della Camera si sovrappone a quello varato ieri dal Cdm
“Il gruppo del partito democratico ha chiesto l’interruzione dell’esame del ddl Nordio alla Camera e l’urgente informativa del ministro della giustizia alla luce della sovrapposizione delle norme all’esame della Camera con una di quelle presenti nel provvedimento varato ieri dal Cdm. Non possiamo non tenerne conto, siamo una democrazia parlamentare, non possiamo lavorare in modo schizofrenico e nella confusione”. Così una nota del gruppo parlamentare del Pd alla Camera a seguito dell’intervento della capogruppo Chiara Braga a cui si sono associate le altre forze di opposizione.
Gianassi e Mauri: Delmastro non ha voluto spiegare, lo faccia Nordio
“Perché i prefetti potranno ridimensionare la portata delle misure interdittive anti-mafia?” Lo chiedono il capogruppo democratico nella commissione Giustizia di Montecitorio, Federico Gianassi, e il responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri, a seguito del voto in commissione alla Camera della riformulazione di un emendamento proposto dal gruppo parlamentare di Forza Italia a firma Calderone e Patriarca con parere favorevole del Governo. “Visto che il sottosegretario Del Mastro non ha risposto alle nostre domande, chiediamo al ministro Nordio di spiegare le ragioni per cui governo e maggioranza hanno voluto in tutti i modi modificare il codice antimafia con un emendamento più volte riformulato e inserito nel disegno di legge in materia di sicurezza urbana. Leggiamo che i prefetti potranno escludere nell’interdittiva anti-mafia alcuni divieti, valutazione oggi rimessa ai giudici. Sono noti gli effetti di questa norma? Quali sono le ragioni di questo intervento? A noi sembra un pericoloso arretramento.”
“Gli ultimi annunci del ministro Nordio confermano che non cambierà niente, restiamo alle chiacchiere e pure col garantismo siamo a zero: il sovraffollamento nelle carceri potrà aumentare, continuerà nel disinteresse la sciagura dei suicidi di detenuti e poliziotti penitenziari. Restano pie illusioni gli auspici che Stati esteri si prendano i reclusi nelle nostre carceri. E anche la ‘rivoluzione’ di Nordio sull'ordinanza di custodia cautelare emessa da un organo collegiale è rimandata di due anni, se va bene. E’ previsto dallo stesso Nordio che questa novità avrà un impatto tale sull'organizzazione dei Tribunali, specie quelli piccoli, soprattutto per le incompatibilità dei tre giudici rispetto alle successive fasi del processo, da richiedere l’assunzione di 250 nuovi magistrati, del tutto insufficienti. E così l'entrata in vigore è differita di due anni”. Lo afferma la responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani, in merito alle dichiarazioni odierne del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul decreto “svuota carceri”.
“Siamo ancora in tempo, il governo si fermi. Il disegno di legge in tema di sicurezza urbana contiene norme sbagliate e pericolose. Siamo nella fase di voto sugli emendamenti, ma la maggioranza sembra voler andare avanti: nuovi reati, criminalizzazione della resistenza passiva, galera per le donne incinte e per le madri con neonati. Stiamo assistendo da tempo ad una strategia del governo in materia di sicurezza e giustizia totalmente fallimentare. Al contrario degli annunci del ministro Carlo Nordio, che aveva pubblicamente detto che l’introduzione di nuovi reati non produce maggiore sicurezza, il governo sta continuando a sfornare reati su reati. Se questo provvedimento diventerà legge non risolverà i problemi presenti nelle città italiane, restringerà le libertà e non portando alcun risultato positivo indurrà il governo, anziché ad ammettere l’errore, ad adottare ulteriori provvedimenti ancora più restrittivi: finiremmo in una spirale perversa e pericolosa che deve essere subito fermata” dichiara il deputato e capogruppo Pd in commissione Giustizia Federico Gianassi.