“Il Partito Democratico ribadisce in questa sede la richiesta di informativa e sottolinea il fatto che abbiamo immediatamente presentato un'interrogazione a Nordio, a prima firma Michela Di Biase, capogruppo dem in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, per chiedere urgentemente al ministro della Giustizia di fare piena luce sui fatti drammatici avvenuti all'interno del carcere minorile Beccaria di Milano che hanno portato all'arresto di 13 agenti di polizia penitenziaria e di altri otto sospesi per le violenze e le torture. Da questo punto di vista, è fondamentale che si faccia piena luce e chiarezza subito e che all’interrogazione del Partito Democratico e di tutte le altre forze di opposizione venga data immediatamente risposta”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato dem Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd, intervenendo sull’ordine dei lavori.
Per la campagna lanciata dal Pd sulle condizioni delle carceri italiane, oggi ho visitato la Casa circondariale “Il Bassone” di Como dove ho constatato ancora una volta quanto sia urgente che il Governo inizi occuparsi seriamente di questo tema. Sovraffollamento, carenza di personale della polizia penitenziaria, necessità di rafforzare l’assistenza sanitaria, psicologica e sociale per i detenuti, sono priorità non più rinviabili. 420 detenuti su una capienza di 226 posti è una condizione difficile da gestire per la stessa amministrazione penitenziaria, per il personale costretto spesso a turni massacranti, oltre che per le stesse persone costrette a condividere celle molto piccole in 2 o 3 persone. Mi ha molto colpito l’età bassa dei detenuti, anche delle 45 donne della sezione femminile. Il carcere di Como è inoltre l’unico in Lombardia a ospitare detenuti transgender, per i quali è fondamentale garantire la necessaria assistenza sanitaria al loro percorso di transizione. L’impegno a garantire condizioni dignitose per le persone detenute e per le persone che lavorano in carcere non può più scontrarsi con l’indifferenza del Ministro Nordio e con la proliferazione di nuovi reati che non fanno che aggravare la situazione di detenzione, anziché rafforzare le misure alternative e riabilitative e intervenire sulle situazioni di marginalità sociale che spesso è terreno fertile per la criminalità.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"Insieme al collega senatore Silvio Franceschelli e al sindaco di san Gimignano Andrea Marrucci, oggi abbiamo visitato il carcere cittadino, nell'ambito della campagna "Bisogna aver visto" lanciato dal PD su scala nazionale per attirare l'attenzione sull'emergenza carceri che oggi segna l'ennesimo suicidio, a Regina Coeli". Lo dichiarano Laura Boldrini e Silvio Franceschelli dopo la visita alla Casa di reclusione di San Gimignano.
"All'istituto Ranza di San Gimignano abbiamo riscontrato i problemi che colpiscono tutto il sistema carcerario italiano: sovraffollamento e carenza di personale, sia amministrativo, sia educativo sia di polizia penitenziaria.
Il carcere, comunque, permette una permanenza dignitosa ai detenuti ed ha dei percorsi virtuosi, specialmente in campo educativo. Come il polo universitario dove i detenuti possono studiare e vivere in celle singole, costruendo così le basi per un futuro più solido.
Quello del sovraffollamento è un problema a cui il ministro Carlo Nordio deve impegnarsi a porre rimedio urgentemente. A dicembre c'erano già 60mila detenuti nelle carceri italiane: stiamo avvicinandoci a grandi passi ai livelli che portarono la Corte europea per i diritti umani a condannare l'Italia perché non rispettava i diritti dei detenuti. Era il 2013, c'erano 67mila detenuti e la Cedu emise la famosa "sentenza Torreggiani".
In carcere entrano ogni mese circa 330 persone in più, come indica l'ultimo rapporto di Antigone - concludono- . Continuare a istituire nuovi reati o aumentare le pene per i reati già previsti, come con i decreti Caivano, rave e Cutro, invece di rafforzare misure alternative alla detenzione, non risolve la questione sovraffollamento, la peggiora. Come PD, dopo le visite svolte dai parlamentari oggi su tutto il territorio nazionale, da Trento a Enna, metteremo a punto gli atti parlamentari necessari".
In occasione della giornata organizzata dal Partito democratico per chiedere condizioni di reclusione rispettose della legge e della Costituzione, l'Onorevole Chiara Gribaudo ha compiuto una visita ispettiva presso il Carcere di Cuneo.
“La situazione che ci è stata rappresentata in questo momento conferma il dato nazionale: manca il personale e qui in modo particolare, poiché in organico sarebbero previsti 46 tra ispettori e sovrintendenti, ma ne sono presenti meno di 10. Come Partito Democratico ci impegniamo a portare avanti le preoccupazioni e le richieste emerse durante la visita ispettiva al Carcere di Cuneo. È fondamentale affrontare queste sfide in modo collaborativo e con un impegno concreto, raccogliendo gli stimoli di ogni giorno lavora nel settore” dichiara la deputata.
Diverse le questioni sul tavolo: la carenza di personale, il sovraffollamento, la carenza del sistema sanitario interno e le sfide legate alla gestione della popolazione carceraria.
“Chiederemo conto della situazione con un’interrogazione urgente al ministro Nordio” aggiunge Gribaudo. “Anche perché in Piemonte c’è una situazione anomala: nonostante il sovraffollamento di carceri come quelli di Cuneo o di Torino, la struttura di Biella ha smesso da tempo di accogliere nuovi detenuti, e 50 posti di questa risultano non essere occupati. La giustizia non può funzionare a seconda dei comuni e di residenza dei sottosegretari: il sottosegretario Delmastro venga a Cuneo e visitare la struttura e si dia da fare per invertire questa tendenza. Non è normale avere questo squilibrio di posti nella stessa Regione: non è rispettoso di chi lavora dentro al carcere e non è dignitoso per chi è dentro e sta scontando la pena” conclude Gribaudo.
“Abbiamo depositato un’interrogazione urgente al ministro della Giustizia per chiedere di fare luce sui fatti drammatici emersi questa mattina, con l’arresto di 13 agenti di Polizia Penitenziaria, altri otto sospesi, per violenze e torture all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano”. Lo afferma la deputata dem Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza e componente della commissione Giustizia.
“Dalle indagini - conclude Di Biase - emergono fatti gravissimi, resi ancor più sconcertanti dal fatto che le vittime sono dei minori detenuti, affidati allo Stato, e che le violenze proverrebbero proprio dai pubblici ufficiali responsabili della loro custodia. Gli agenti sono accusati di tortura, abuso d'ufficio, maltrattamenti in danno di minori, in un caso anche di tentata violenza sessuale. Chiediamo al governo di fare luce ed intervenire subito per assicurare adeguate condizioni di detenzione. La violenza verso chi è recluso in carcere è una violazione dello stato di diritto, chiediamo di riportare l’esecuzione della pena, in modo particolare quella minorile, a livello degli standard dei Paesi civili, nel rispetto dei principi costituzionali e di quelli europei e sovrannazionali”.
“Come al solito tanta confusione e grandi contraddizioni sui temi della giustizia. Il disegno di legge a firma Nordio è stato licenziato in consiglio dei ministri ormai quasi un anno fa, ancora non è legge e oggi apprendiamo a mezzo stampa che ci sarebbe una frenata voluta direttamente dalla Premier. Noi abbiamo già spiegato perché siamo fortemente contrari rispetto a questo provvedimento che è dannoso, però qui siamo di fronte all’ennesimo balletto della maggioranza. E Nordio ha fatto tanti proclami ma i risultati stanno a zero e spesso vanno in direzione opposta alle sue promesse. Tutto questo mentre servirebbero investimenti e assunzioni urgenti che invece mancano”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.
“Il Tribunale dei minori di Bologna versa in condizioni drammatiche e così altri 29 tribunali in Italia. La carenza di organico soprattutto amministrativo, superiore al 50%, porta ad un rallentamento allucinante dei procedimenti, con oltre 10.000 fascicoli pendenti nel solo tribunale di Bologna. Solo nel tribunale di Bologna ci sono situazioni che riguardano 3500 minori orfani, vittime di violenze, vittime di abusi che aspettano risposte adeguate ed hanno bisogno che queste risposte arrivino in tempi molto stretti. In particolare ricordiamo gli affidi o le adozioni, bambini che aspettano mesi e mesi le sentenze del tribunale per essere accolti dalle famiglie affidatarie o adottive, in questo caso per poter prendere il loro cognome e tutto questo comporta anche oneri burocratici a carico delle famiglie, con danno erariale a carico degli enti locali, senza tralasciare gli aspetti più importanti, inerenti alla sfera dei diritti dei minori che hanno bisogno di una particolare tutela anche dal punto di vista emotivo.
Abbiamo chiesto al ministro della giustizia se fosse a conoscenza della situazione del tribunale dei minori di Bologna e quali misure intendesse prendere per garantire una giustizia minorile in tempi decenti. La sottosegretaria Frassinetti ci comunica che sono stati indetti dei concorsi per aumentare il personale di questi tribunali, ma non possiamo non esprimere la nostra sincera preoccupazione poiché questi tribunali dei minori dovranno attendere ancora molti mesi e forse anni per arrivare ad una pienezza di organico, a discapito della tutela e dei diritti dei cittadini, in primis bambine e bambini. Trovo ipocrita istituire la giornata dell'ascolto dei minori, quando abbiamo servizi sociali sottodimensionati e tribunali dei minori sotto organico, luoghi deputati all'ascolto e alla presa in carico dei situazioni familiari a volte compromesse a danno dei bambini. Servono meno bandierine ideologiche e più coerenza e concretezza". Lo ha detto in Aula Ilenia Malavasi, deputata Pd della commissione Affari sociale della Camera, che ha presentato una interpellanza urgente al ministro Nordio sulla carenza di organico del tribunale minorile di Bologna.
“Il presidente Mollicone ha perso un’occasione per tacere. Prima di blaterale presunte coperture politiche del Pd a terroristi palestinesi, avrebbe almeno potuto leggere le motivazioni con cui la Corte d’appello de L’aquila, proprio oggi, ha negato l’estradizione a Anan Yaeesh, il palestinese oggetto di una nostra interrogazione parlamentare che, non entra minimamente nel merito delle accuse, ma chiede di negare l’estradizione a causa delle gravi condizioni di trattamento dei palestinesi nelle carceri israeliane”. Così le deputate democratiche, Laura Boldrini e Ouidad Bakkali, che hanno firmato l'interrogazione, insieme ai deputati di Avs e M5s. “La nostra posizione – sottolineano – non è diversa da quella della Corte d’Appello de L’Aquila che, oggi, ha motivato il diniego all’estradizione proprio sottolineando ‘il rischio di trattamenti crudeli, disumani o degradanti, o comunque ad atti che configurano la violazione dei diritti umani’. “Invece di attaccare il Pd – aggiungono le democratiche - Mollicone dovrebbe piuttosto interrogarsi sul perché, solo un mese fa, il ministro Nordio, contro il volere dei giudici, ha negato l’estradizione a un prete accusato di crimini contro l’umanità in Argentina. Non accettiamo critiche da chi, per basse speculazioni politiche, applica un indecente doppiopesismo. Tutto questo è ancora più grave – concludono Boldrini e Bakkali – visto che Mollicone dovrebbe ricoprire un incarico di garanzia nel parlamento italiano”.
“Il ministro Nordio denuncia un fatto di estrema gravità: per il governo Meloni le risorse economiche per la giustizia sono limitate perché il ministero è visto dall’attuale esecutivo importante nella forma ma 'non gradito' nella sostanza” così il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi, e la responsabile Pd del Nazareno, Debora Serracchiani, commentano quanto dichiarato dal ministro Nordio nel corso del suo intervento durante la visita odierna alla Corte d’Appello di Roma dove ha detto: “Le risorse sono limitate perché vi è scarsa attenzione finanziaria, è un ministero importante nella forma e non gradito nella sostanza”. “La presidente Meloni – concludono i dem - deve assolutamente chiarire queste gravi dichiarazioni di Nordio”.
“Il ministro Nordio denuncia un fatto di estrema gravità: per il governo Meloni le risorse economiche per la giustizia sono limitate perché il ministero è visto dall’attuale esecutivo importante nella forma ma 'non gradito' nella sostanza” così il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi, e la responsabile Pd del Nazareno, Debora Serracchiani, commentano quanto dichiarato dal ministro Nordio nel corso del suo intervento durante la visita odierna alla Corte d’Appello di Roma dove ha detto: “Le risorse sono limitate perché vi è scarsa attenzione finanziaria, è un ministero importante nella forma e non gradito nella sostanza”. “La presidente Meloni – concludono i dem - deve assolutamente chiarire queste gravi dichiarazioni di Nordio”.
Da Delmastro dossieraggio contro opposizioni, dem si costituiscono in giudizio come danneggiati
“Siamo sorpresi che il Ministero della giustizia non si sia costituito parte civile proprio in relazione ad un reato, come quello di rivelazione e utilizzazione di un segreto di ufficio, che incide sull'imparzialità dell'azione amministrativa. Proprio quel Ministero che, nella persona del ministro Nordio, ha addirittura chiesto una commissione d’inchiesta parlamentare sulla vicenda del cosiddetto dossieraggio che tiene banco in questi giorni. Evidentemente l'utilizzo di notizie segrete da parte del sottosegretario Delmastro e del collega di partito Donzelli per colpire l’opposizione non è stato ritenuto così grave. Per questo motivo abbiamo ritenuto, attraverso i nostri avvocati David Ermini, Mitja Gialuz e Federico Olivo, di rinnovare la richiesta di costituzione in giudizio quali danneggiati, depositando una lista testi che contribuisca all'accertamento dei fatti e delle responsabilità. Il pm ha espresso parere favorevole ed il Tribunale si è riservato”. Così in una nota i deputati democratici Andrea Orlando, Debora Serracchiani, Silvio Lai e il senatore Walter Verini.
“Le dichiarazioni dei ministri Nordio e Crosetto sull’istituzione di una commissione d’inchiesta con poteri inquirenti sul caso dossieraggio sono la conferma che il governo non sta facendo nulla davanti a questo enorme scandalo” così la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, che sottolinea la necessità di “impegnare risorse e competenze qualificate per superare le fragilità dei sistemi informatici della giustizia, audire immediatamente i capi della dna, della guardia di finanza e dell’agenzia della cybersecurity per avere suggerimenti su azioni concrete, chiedere al parlamento di approvare in fretta il ddl sulla sicurezza cibernetica, mettere a disposizione della procura di Perugia uomini e risorse per affrontare il carico di lavoro. È molto grave che il governo stia solo a guardare e che ancora non abbia mosso un dito”.
Serracchiani e Forattini visitano casa circondariale di Mantova, struttura ben tenuta ma servono investimenti e più agenti
“Nella carcere Mantova la direttrice sta portando avanti un lavoro prezioso in sinergia con gli operatori e la polizia penitenziaria” così la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani e la deputata democratica eletta in Lombardia, Antonella Forattini, al termine della visita nella Casa circondariale di Mantova. “La struttura è in buone condizioni rispetto a tante altre realtà del nostro sistema carcerario con spazi importanti e ben tenuti per la socialità. Tuttavia – sottolineano le democratiche – anche a Mantova c’è un serio problema di sovraffollamento - 145 detenuti sono tanti in uno spazio relativamente piccolo - e un sottodimensionamento dell’organico della polizia penitenziaria - che ha meno di 60 agenti quando dovrebbe averne 80. Segnaleremo questi aspetti al ministro Nordio perché intervenga rapidamente con interventi strutturali per superare i problemi dovuti all’anzianità dell’edificio, a partire dal rifacimento dei bagni nelle celle. Al governo – concludono - chiediamo di affrontare con urgenza l’emergenza del nostro sistema carcerario, con più fondi e più uomini e ripensando alcune scelte in materia di giustizia che stanno aumentando esponenzialmente le presenze in carcere”.
I deputati Pd Federico Gianassi e Augusto Curti hanno presentato al ministro Nordio una interrogazione.
"A seguito del mancato rinnovo del contratto di locazione dell'edificio che ospita il Tribunale di Ascoli Piceno serve scongiurare il rilascio dell'immobile stesso. La città e l'intero territorio rischiano di vedersi privati di un irrinunciabile presidio istituzionale". E' quanto hanno chiesto , con una interrogazione in commissione al ministro della Giustizia Nordio, i deputati del Pd Augusto Curti e Federico Gianassi. "Vogliamo sollecitare l'avvio di iniziative urgenti affinchè una incresciosa vicenda non porti ulteriori disagi alla popolazione marchigiana. In assenza di una soluzione, l'intera comunità rischia concretamente di vedersi sottratta una funzione pubblica essenziale". Eventualità che per i deputati del Pd "va scongiurata agendo con estrema sollecitudine".
Governo e maggioranza schizofrenici, presentano norma che comprometterà attività procure
“Come dichiarato dal procuratore Cantone nel corso dell’audizione in antimafia, l’acquisizione del cellulare di Striano è stato un momento fondamentale per l’indagine. Sottolineiamo la schizofrenia della maggioranza e del governo che, da una parte, chiedono di fare luce su questo scandaloso dossieraggio e, dall’altra, presentano e sostengono una norma che complicherà questa e molte altre indagini in corso rallentando l’attività delle procure”. Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani è intervenuta in commissione antimafia a proposito delle modifiche legislative sulle modalità di sequestro di smartphone e pc criticate dal procuratore di Perugia, Raffaele Cantone.