23/05/2025 - 19:48

“Da Feltri parole inaccettabili e sessiste”. Il partito democratico ha presentato una interrogazione parlamentare in vigilanza Rai per sapere dal Presidente e dall’Amministratore delegato della RAI, “quali opportune e tempestive iniziative intenda assumere con urgenza la Rai che in qualità di servizio pubblico e di principale azienda culturale del Paese, non può derubricare un episodio di tale gravità e per evitare che possano ripetersene di analoghi”. L’interrogazione si riferisce alla trasmissione “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, condotta da Piero Chiambretti e andata in onda su Rai 3 il 22 maggio  in cui si faceva riferimento alle infelici espressioni del Ministro Nordio che ha consigliato alle donne vittime di violenza di rifugiarsi in chiesa o in farmacia. Il conduttore - scrivono i democratici - si domandava dove avrebbero potuto andare le donne vittime di violenza se avessero trovato chiese e farmacie chiuse. Al che Feltri commentava: “A casa mia. Se sono bone”.

Siamo davanti - aggiungono i dem - a una evidente, vergognosa ed inaccettabile frase sessista e violenta, che colpisce tutte le donne vittime ogni anno di violenza e di maltrattamenti, che offendono la memoria di tutte le donne uccise per mano di un uomo, e che evidenziano ancora una volta come, colpevolmente, anche da parte del servizio pubblico, non sia adeguatamente compresa la gravità di certe espressioni.

Inoltre - sottolineano - è di tutta evidenza che quanto affermato da Vittorio Feltri durante il programma in oggetto viola apertamente sia il Contratto nazionale di servizio tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e la Rai - Radiotelevisione italiana S.p.a che all’articolo 2 comma 2 prevede espressamente che “L'offerta di servizio pubblico deve essere improntata (…) al contrasto di ogni forma di violenza, discriminazione e discorsi d'odio”, sia il Regolamento della Agcom contro Hatespeech ("Regolamento in materia di tutela dei diritti fondamentali della persona ai sensi dell'articolo 30 del Decreto Legislativo 8 novembre 2023, n. 208)”. L’interrogazione è stata presentata con la prima firma di Ouidad Bakkali, a cui seguono quella del capogruppo Stefano Graziano e di tutti i componenti dem in vigilanza.

 

23/05/2025 - 14:07

"Ho visitato oggi la casa circondariale di Grosseto per verificare le condizioni sia dell'istituto sia dei detenuti. Pur essendo una struttura piccola, soffre dei problemi di tutto il sistema carcerario italiano. Su una capienza regolamentare di 15 persone, al momento sono ne sono detenute 26 che in alcune circostanze diventano 30. E prossimamente potrebbero arrivare a 33, come richiesto da una recente nota. Stiamo parlando del doppio: un numero che incide pesantemente sulla possibilità di svolgere attività trattamentali adeguate che permettano percorsi di recupero indispensabili a reinserire i detenuti nella società e scongiurare il rischio di recidiva. Nonostante gli ammirevoli sforzi della direttrice Maria Teresa Iuliano e del personale, la carenza degli spazi rimane determinante. Come sappiamo, il problema del sovraffollamento riguarda tutte le carceri italiane. Ma a fronte di questo il governo Meloni, invece di pensare misure risolutive, continua a inventare nuovi reati e ad alzare le pene. Lo fa anche con il cosiddetto "decreto sicurezza" che dovremmo chiamare "decreto repressione". Un provvedimento che prevede, tra l'altro, nuovi reati per i detenuti anche in caso di resistenza passiva, cioè totalmente non violenta.
Anche sul fronte del personale, nel carcere di Grosseto ci sono delle carenze. In particolare mancano almeno due persone per la contabilità e questo compromette, tra le altre cose, la possibilità dell'uso dei fondi disponibili. Inspiegabilmente, nonostante le richieste della direttrice, Grosseto è stata esclusa dalle liste di mobilità e dalle sedi disponibili per il concorso recentemente bandito. Su questo presenterò una interrogazione parlamentare al ministro Nordio per capirne le ragioni". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine della visita oggi alla Casa circondariale di Grosseto.

 

21/05/2025 - 17:13

“Come può il ministro Nordio tollerare che Delmastro continui a detenere la delega all’amministrazione penitenziaria dopo quanto emerso nelle motivazioni della sua condanna? Parliamo di un ambito delicatissimo, direttamente connesso alla sicurezza nazionale. Non si può ignorare che il sottosegretario Delmastro abbia agito autonomamente, forzando gli uffici del DAP, violando la riservatezza di atti sensibili e mettendo in pericolo non solo la sicurezza nazionale, ma anche attività delicate per la prevenzione e repressione di gravi reati, nonché le persone impegnate nelle stesse". Lo ha dichiarato in Aula alla Camera la responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani, che nel suo intervento ha chiesto al ministro Nordio di riferire con urgenza in Parlamento. “I giudici sono stati chiari – ha proseguito Serracchiani – Delmastro era consapevole della natura riservata delle informazioni che ha divulgato. Ma nonostante questo, ha anteposto gli interessi del suo partito a ogni altra considerazione, piegando verità e giustizia alla logica di appartenenza. Il ministro Nordio – aggiunge la deputata del PD – deve venire in Parlamento a spiegare come intenda tutelare la sicurezza nazionale e salvaguardare la credibilità del Ministero della Giustizia. Le motivazioni della sentenza indicano chiaramente che l’operato degli uffici è stato piegato alla difesa del sottosegretario. Non si può guidare la giustizia nel Paese mentre si coprono atti di tale gravità. Delmastro deve dimettersi.”

 

16/05/2025 - 16:18

La presidente del gruppo PD in Commissione Femminicidio e violenza, Sara Ferrari, invita il ministro Nordio a tornare a incontrare la commissione di indagine per capire meglio quali sono i problemi del malfunzionamento del braccialetto elettronico in Italia. “Chiediamo al ministro Nordio di soprassedere da dichiarazioni strampalate e irresponsabili con le quali invita le donne a rifugiarsi in chiesa o in farmacia se non funziona il braccialetto e a venire invece in Commissione Femminicidio, dove abbiamo fatto un approfondimento serio e compreso che non solo lo strumento non è sempre quello adeguato a tutte le situazioni di rischio, in particolare, se vittima e potenziale aggressore risiedono in territori circoscritti, ma anche che serve un sistema di monitoraggio nazionale capillare e ben distribuito che in altri paesi è garantito e consente la reale tutela delle donne, mentre in Italia invece non c’è, ma è svolto insieme a tutti gli altri compiti dalle forze dell’ordine che questo governo tra l’altro ha caricato di ulteriori compiti per nuovi reati senza un euro per aumentarne l’organico.  Torni in commissione il ministro Nordio, magari con la ministra Roccella, ma questa volta ci risparmi il monologo e ci ascolti, perché gli racconteremo volentieri quello che abbiamo imparato e che lui con il suo governo può mettere in pratica”.

24/04/2025 - 13:58

“E’ vero che il ministro della Giustizia Nordio non ha trasmesso alla Procura generale di Roma la documentazione richiesta dalla Corte Penale Internazionale per il mandato di arresto del presidente Putin e perché non lo ha fatto? E’ vero cha la decisione è stata condivisa anche dalla presidente del Consiglio Meloni e dal ministro degli Esteri Tajani e perché visti gli obblighi internazionali dell'Italia derivanti dallo Statuto di Roma della Cpi? Il governo non ritiene che tale decisione comprometta la credibilità dell'Italia nel sistema di giustizia penale internazionale e non intende garantire il pieno rispetto degli obblighi di cooperazione giudiziaria internazionale?”.

Sono le domande contenute nell’interpellanza urgente rivolta alla presidente del Consiglio, al ministro della Giustizia e al ministro degli Affari Esteri, che vede come prime firmatarie la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, e la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e sottoscritta anche da tutti i componenti dell’Ufficio di presidenza del Gruppo e dai componenti della commissione Giustizia.

 

17/04/2025 - 16:45

“Se il sistema carcerario, come molti dicono, rappresenta uno degli indici di civiltà di una nazione possiamo dire che l’Italia è attualmente un paese del terzo mondo. La situazione in molti istituti di pena è esplosiva e la casa circondariale di Livorno ‘Le Sughere’ non fa purtroppo eccezione. Sulle condizioni della struttura ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro Nordio”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani, sull’atto depositato a Montecitorio e sottoscritto dai colleghi della Commissione Giustizia Federico Gianassi e Debora Serracchiani.
“Il carcere presenta da anni gravi criticità dal punto di vista logistico, organizzative, strutturali e di servizio; come più volte denunciato da numerose autorità ed enti, tra cui i Garanti dei detenuti della Toscana e di Livorno. I detenuti presenti sono quasi 260 su una capienza di 179 posti attualmente disponibili mentre la carenza di personale di Polizia Penitenziaria è di 50 unità rispetto a livelli previsti. Nelle celle ci sono muffa e perdite di acqua, molti spazi comuni sono inagibili e le attività ricreative e lavorative sono ridotte al minimo. Nonostante il 28 per cento dei detenuti abbia problemi di droga e vi siano 55 reclusi con gravi problemi psichiatrici non esiste nel carcere apposite sezioni per i tossicodipendenti e per l’infermità psichica. In questo caos sono ancora inagibili alcuni locali recentemente ristrutturati ma ancora inutilizzabili a causa del contenzioso tra la ditta appaltatrice e la ditta che ha realizzato i lavori. E’ necessario che il Ministero della Giustizia intervenga rapidamente”: conclude Marco Simiani.

12/04/2025 - 17:25

Da Meloni, Nordio e Del Mastro, gestione carceraria priva di scrupoli

Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd

“Non è come un suicidio in carcere ma far morire lontano dalla Sardegna un malato terminale come Mesina è una inutile crudeltà. Garantire a tutte le persone un fine vita dignitoso vicino ai propri familiari è un diritto che deve essere garantito a tutti, anche a chi, come Graziano Mesina, aveva un debito da pagare con la giustizia.” Così Silvio Lai, parlamentare sardo del PD.
“Per un sardo scontare una pena lontano dall’isola è un ulteriore condanna. Capisco perfettamente che si debba avere un’attenzione particolare a porre distanza dal proprio territorio in caso di alta pericolosità e di possibili contatti la organizzazione di appartenenza , però nel caso di Mesina penso che ormai da diverso tempo ci fossero le condizioni per potergli garantire di scontare la pena nella sua terra e garantirgli di morire vicino ai propri cari, considerate le gravi condizioni di salute note. È stato concesso in tempi recenti a boss malavitosi, poteva essere concesso per tempo, anche un mese fa quando ripetutamente richiesto, a Graziano Mesina.
Che chi ha problemi di salute terminali non abbia la possibilità di concludere la propria esistenza nella maniera più dignitosa possibile, pur salvaguardando eventuali problemi di sicurezza, penso che chiarisca quale livello di civiltà un Paese intenda rappresentare. Spero che da questo punto di vista questa vicenda sia utile, insegni qualcosa e possa evitare che in futuro accada anche ad altri di dover morire senza poter stare accanto alle persone più vicine, a meno che questo non sia un modo per rappresentare una inutile crudeltà, voluta da un Governo Meloni, Nordio, Del Mastro, che voglia rappresentare altro dalla civiltà giuridica italiana ed europea".

03/04/2025 - 14:25

"Anche alcuni ministri di questo Governo non hanno la giusta sensibilità per capire fino in fondo il problema della violenza contro le donne. Se ce l'avessero, comprenderebbero che la stragrande maggioranza dei femminicidi sono commessi da maschi italianissimi". Lo afferma la deputata Pd Michela Di Biase rispondendo alle dichiarazioni sulla violenza contro le donne del Ministro Nordio.

"Questo Governo continua a creare polemiche rinviando ciò che davvero serve a fermare la violenza di genere. Investire sull'educazione sesso-affettiva nelle scuole e rafforzare la cultura del rispetto con programmi concreti" aggiunge Di Biase.

 

03/04/2025 - 12:45

Nel pieno delle giornate in cui si mobilitano le piazze in tutta Italia per chiedere azioni e politiche serie sul tema della violenza maschile sulle donne, dopo che due ragazze sono state ammazzate da due giovani italiani, il ministro Nordio imputa a certe “etnie” più di altre il fenomeno esplicitando un razzismo che non dovrebbe trovare mai spazio, certamente non dal ministero che dovrebbe incarnare il principio della Giustizia uguale per tutti. Caro ministro, ma di quali etnie parla? Quali numeri avvallano queste sue tesi violente? Dove sono le politiche di prevenzione? Dopo il femminicidio Cecchettin questo governo aveva promesso azioni, ma abbiamo visto solo la solita proposta panpenalista che prevede l’ergastolo, peccato quando ci hanno già ammazzate. Sull’educazione siamo invece nelle mani di Valditara che vede schwa ovunque, della Roccella che vede gender ovunque e non abbiamo ancora capito cosa stia facendo nel suo dicastero se non pontificare su cosa sia il patriarcato, su cosa debbano fare le donne con il proprio corpo, su cosa sia femminile e cosa no. Sveglia! Servono risorse e politiche serie, altrimenti le donne continueranno ad essere uccise da uomini non in base alla loro etnia ma per la loro convinzione, trasversale a culture, classi sociali, provenienze, di poter possedere le donne, i loro corpi e le loro vite.
Così la deputata del Pd democratica Ouidad Bakkali.

 

03/04/2025 - 11:11

Le parole di Nordio, secondo il quale alcune etnie hanno sensibilità diverse sulle donne, sono inaccettabili. Purtroppo la maggior parte dei femminicidi viene commesso in casa da uomini che odiano le donne dicendo di amarle. Quello di Nordio è un razzismo strisciante che emerge in tutto il suo fulgore, fuori luogo e fuori tempo: a quando il manifesto della razza? Sarebbe gravissimo se la Premier Meloni non prendesse le distanze da tali affermazioni.

01/04/2025 - 16:41

“Dopo il clamoroso fallimento dei mesi scorsi, che ha costretto il ministero della Giustizia a rinviare più volte l’allargamento del processo penale telematico, apprendiamo dai media che si registra oggi l’ennesimo flop: i problemi che secondo Nordio sarebbero stati risolti entro il primo aprile, continuano infatti a creare criticità nei tribunali di tutta Italia. Il sistema giudiziario nazionale, nonostante le risorse stanziate dal Pnrr, è palesemente al collasso. In questo quadro desolante, che dovrebbe costringere l'esecutivo ad intervenire con rapidità, registriamo soltanto le parole di un governo che rivendica falsi risultati quando siamo in presenza di azioni che hanno prodotto esclusivamente ritardi, disservizi e fallimenti”.

Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.

 

25/03/2025 - 20:20

Doveva trasmettere gli atti non valutarli, ministro, e le chiedo chi le ha detto di stare fermo e di riportarlo in Libia con un volo di Stato. E' stata Giorgia Meloni? Perché non ce lo dite? Lei ha gravi responsabilità, oggettive e politiche, perché ha mentito al Paese. Vi siete limitati ad attaccare la Cpi, nata proprio qui a Roma. Il vostro modello Caivano, securitario e punitivo, vale solo per i poveri cristi". Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo nell'aula della Camera per la dichiarazione di voto sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni (a eccezione di Azione) nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il caso Almasri

25/03/2025 - 20:20

Schlein, difesa d'ufficio di Nordio su Almasri pagina vergognosa Poteva ma ha scelto di non lasciare in carcere un torturatore (ANSA) - ROMA, 26 MAR - "La sua difesa d'ufficio di un torturatore libico rappresenta una delle pagine più vergognose a cui è sottoposto questo Parlamento". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla mozione di sfiducia al ministro Nordio. "I fatti - ha evidenziato - qui sono incontrovertibili e per quante omissioni e falsità abbiate messo in campo sono molto chiari: contravvenendo una esplicita richiesta d'arresto da parte della corte penale internazionale e a causa della sua mancata risposta alle sollecitazioni del procuratore generale l'arresto non è stato convalidato e Almasri non solo è stato scarcerato ma addirittura riportato a Tripoli con tutti gli onori, libero di continuare a uccidere, torturare, stuprare. Come fa a rimanere ancora al suo posto?". "Ho ascoltato i contraddittori argomenti dei colleghi di maggioranza - ha proseguito - ma la cosa è molto semplice: noi riteniamo che avesse l'obbligo di intervenire e vi si sia sottratto, loro ritengono che lei non doveva ma poteva ma la sostanza non cambia: poteva ma ha scelto di non far rimanere in carcere un torturatore libico. E' stata una scelta politica, ne prendiamo atto". "Se aveva un dubbio poteva chiamare la Corte? Perché non lo ha fatto?"

25/03/2025 - 20:00

"Dov'è la presidente del Consiglio? Perché fugge? Mentre i ministri sono costretti ad assumersi la responsabilità delle decisioni che lei ha preso, lei resta nascosta nell'ombra". Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo nell'aula della Camera per la dichiarazione di voto sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni (a eccezione di Azione) nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il caso Almasri.

 

25/03/2025 - 11:21

"Il paese ha il diritto di sapere la verita': chi ha deciso il rilascio di Almasri e riportarlo in Libia, la presidente Meloni? Lei ministro ha gravi responsabilita', giuridiche e politiche e con il solito vittimismo vi siete limitati ad attaccare la Corte penale internazionale". Lo ha detto in Aula della Camera la segretaria del Pd, Elly Schlein, rivolgendosi al ministro Nordio

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