09/10/2025 - 11:16

“Secondo Fratelli d’Italia i ministri avrebbero il diritto di mentire in Parlamento. È questo, in sintesi, il messaggio gravissimo che arriva dalle parole pronunciate oggi in Aula dai deputati del partito della presidente del Consiglio nel corso della discussione sul caso Almasri.” Lo dichiara, a margine della discussione sul caso Almasri, la deputata democratica, responsabile della Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.
“Dire che il Tribunale dei ministri, utilizzando i resoconti parlamentari delle dichiarazioni rese dai ministri Nordio e Piantedosi nel corso dell’informativa del 5 febbraio, avrebbe violato le normali procedure d’indagine – spiega Serracchiani – significa riconoscere ai ministri la libertà di mentire al Parlamento senza conseguenze.
Un’affermazione che mina alle fondamenta il rapporto di fiducia tra il Governo e le Camere e conferma la volontà della maggioranza di pretendere un sistema di giustizia cucito su misura dei propri interessi. La verità è che sul caso Almasri il Governo ha mentito al parlamento per cercare di nascondere un’operazione torbida che ha minato la credibilità del nostro Paese. Ed è grave che oggi la maggioranza si appresti ad approvare un salvacondotto per i responsabili della liberazione di un criminale sottraendoli al regolare corso della giustizia.”

 

01/10/2025 - 14:55

“La decisione della Giunta per le autorizzazioni di respingere, nella vicenda Almasri, la richiesta di procedere nei confronti dei ministri Nordio, Piantedosi e del sottosegretario Mantovano rappresenta purtroppo un epilogo annunciato”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, in un’intervista ai canali social dei deputati dem.

“Il caso Almasri – sottolinea l’esponente Pd – è stato gestito con opacità. Nei primi mesi il governo ha negato le vere ragioni che avevano portato alla sua liberazione e al trasferimento in Libia: la paura di ritorsioni da parte di gruppi paramilitari. Solo dopo l’inchiesta del Tribunale dei ministri e la relazione inviata alla Giunta, la versione è cambiata: da una narrazione falsa si è passati a evocare una generica ‘ragione di Stato’. Ma questa motivazione non è stata mai chiarita né supportata da prove concrete”.

“La scelta di sottrarre un criminale internazionale alla giustizia per ricondurlo con un volo di Stato in Libia – conclude Gianassi - è un atto grave, che il governo ha coperto con versioni contraddittorie. Invece di difendersi davanti a un giudice, i ministri vogliono un salvacondotto dal Parlamento, confermando la fragilità di un esecutivo che a parole dice di voler combattere i trafficanti, ma nei fatti si è piegato a un ricatto. Il 9 ottobre non ci aspettiamo sorprese dal voto dell’Aula. Ma il Pd continuerà a incalzare la maggioranza, in nome della verità e dell’autorevolezza delle istituzioni parlamentari, che non possono sottrarsi alle proprie responsabilità”.

 

30/09/2025 - 18:08

Dopo aver mentito al Parlamento, dopo aver fatto carta straccia del diritto umanitaria, dopo aver colpito e mortificato un’istituzione internazionale come la Cpi, oggi per il governo Meloni c’è l’autoassoluzione sul caso Almasri: la maggioranza ha votato contro il processo  richiesto dal Tribunale dei Ministri a Nordio e Piantedosi e al sottosegretario Mantovano e presto farà lo stesso in Aula.

Un comportamento inaccettabile che impedisce che si faccia chiarezza su una delle pagine più sconcertanti del governo di destra: il salvataggio di un criminale accusato di crimini contro l'umanità e crimini di guerra. La verità e la giustizia non possono essere sacrificate per proteggere alleanze e interessi non chiari e di cui il Governo deve ancora rispondere al Paese.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

30/09/2025 - 17:28

“Il Governo deve dare spiegazioni con urgenza: gli italiani e gli interessi nazionali in Libia sono ancora tutelati? È una domanda più che lecita, dal momento che Nordio, Piantedosi e Mantovano, per salvarsi e scappare dalla giustizia, hanno affermato di aver agito per garantire la sicurezza dei nostri connazionali in Libia. A questo punto, cosa sta accadendo davvero e chi li sta garantendo? Palazzo Chigi chiarisca”, così la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani commenta la notizia della rimozione di Almasri dalla polizia nel giorno in cui la giunta ha votato per giustificare la correttezza dell’operato per la sua liberazione. “Se non fosse un dramma, sarebbe una comica - prosegue Serracchiani - nello stesso giorno in cui la maggioranza vota il ‘salvacondotto’ per Nordio, Piantedosi e Mantovano – che sotto evidente ricatto hanno garantito l’impunità a un assassino e stupratore – si scopre che lo stesso criminale è oggi ricercato e sta tentando di fuggire dalla Libia, dove le autorità lo accusano di gravissimi reati.
Un cortocircuito politico e giudiziario che mette a nudo l’irresponsabilità del governo Meloni e l’assurdità di decisioni che non tutelano né la giustizia né la sicurezza dei cittadini”.

 

30/09/2025 - 17:24

“La maggioranza vuole giudicarsi da sola. Non accetta l’idea di un giudice terzo e si è messa di traverso a quella che sarebbe stata la decisione più saggia: permettere alla giustizia di fare il suo corso.

Sul caso Almasri troppe cose non tornano: dalle omissioni via social della Presidente Meloni alle menzogne dei ministri, che in Parlamento hanno portato versioni diverse e contraddittorie solo per nascondere agli italiani due verità gravissime. La prima: la decisione di liberare un criminale internazionale senza consegnarlo alla corte penale. La seconda: che il governo è sotto ricatto di una milizia libica.
Si frantuma l’auto-celebrazione della Presidente Meloni quando dice che il Governo italiano non è ricattabile da chicchessia. È’ bastato un tagliagole libico per dimostrare quanto le autocelebrazioni del governo siano lontane dalla realtà” così il democratico Federico Gianassi al termine della seduta della Giunta per le autorizzazioni a procedere che ha bocciato a maggioranza  la relazione che chiedeva al tribunale dei ministri di procedere sul caso Almasri e ha chiesto “un salvacondotto politico per i ministri Piantedosi, Nordio e il sottosegretario Mantovano”.

 

27/09/2025 - 13:50

Anche oggi il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non ha voluto rinunciare a regalarci due perle. Prima ha tuonato dicendo che ‘i suicidi in carcere non sono legati al sovraffollamento’, poi che ‘il sovraffollamento non è dovuto ai nuovi reati” introdotti in questa legislatura dalla maggioranza e dal governo di destra. Ma dove vive il guardasigilli? Anzi, dove non si è mai recato il ministro? Certamente non ha visitato gli istituto penitenziari del nostro Paese. Se lo avesse fatto, non avrebbe pronunciato con così tanta leggerezza questo parole che sono frutto di una distanza siderale dalle reali condizioni di vita nelle nostre carceri e avrebbe usato maggiore cautela. Le nostre carceri sono oggi un terribile buco nero che Nordio evita perché è solo interessato a propagandare l’ideologico verbo della separazione delle carriere e a rilanciare attacchi contro la magistratura. Nordio venga con me a Firenze nel carcere della mia città, Sollicciano. Sono convinto che dopo averlo visitato rinuncerebbe a dichiarazioni come quella di oggi”.

 Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.

24/09/2025 - 12:49

“Iaia è distratto o in malafede. Il riferimento al video social di Giorgia Meloni era presente sin dalla prima introduzione del relatore Gianassi, come emerge chiaramente dal resoconto della Giunta, e sempre dal resoconto né FdI né altri esponenti della maggioranza hanno sollevato obiezioni. Invece di inventare casi inesistenti e alzare volgari cagnare, Iaia spieghi perché il governo ha mentito al Parlamento e perché Meloni ha mentito agli italiani, attribuendo al tribunale e alla magistratura responsabilità che erano tutte politiche dei suoi ministri.” Così una nota del deputato democratico Claudio Stefanazzi.

 

Segue lo stralcio della relazione introduttiva del 10 settembre:

“(…) Pochi giorni dopo il rimpatrio di Almasri in Libia – e segnatamente il 28 gennaio 2025 – la Presidente del Consiglio Meloni ha annunciato pubblicamente di essere sottoposta a indagini con i Ministri Nordio e Piantedosi nonché col Sottosegretario Mantovano in relazione alla vicenda descritta. In particolare, la Presidente del Consiglio, nel difendere la scelta del Governo, ha affermato che l'espulsione dell'Almasri è avvenuta per ragioni di sicurezza nazionale, come conseguenza della scelta autonoma della magistratura di disporre la scarcerazione dell'esponente libico, per quanto dalla successiva istruttoria del Tribunale dei Ministri emerga, come sopra detto, la strategia condivisa dai membri del Governo nelle riunioni del 19.1 e 20.1 sul ‘mancato intervento’ del Ministero della Giustizia, condizione che ha determinato la liberazione dell'Almasri.”

 

24/09/2025 - 11:11

“Gli attacchi strumentali di Fratelli d’Italia al relatore Gianassi e al Presidente della Giunta delle autorizzazioni sono gravi e inaccettabili. Confermano la volontà della maggioranza di trasformare in scontro politico ciò che è, e deve restare, un procedimento tecnico-giuridico.

Il Tribunale dei ministri e la Corte penale internazionale hanno già espresso con chiarezza la gravità delle azioni compiute dal governo nel caso Almasri. La Giunta non fa altro che consentire alla giustizia di fare il proprio corso, mentre la maggioranza cerca di impedirlo, invocando una sorta di ‘giustizia à la carte’ piegata agli interessi dell’esecutivo. Siamo di fronte a un tentativo di delegittimazione personale e istituzionale che non solo mina il corretto funzionamento della Giunta, ma rivela l’obiettivo politico perseguito da questa destra: ridurre l’autonomia della magistratura e subordinare il potere giudiziario al potere esecutivo, come dimostrano i contenuti della riforma costituzionale in discussione. Inutile dire che in tutto questo, il Parlamento è ormai considerato poco più di un passacarte, alla faccia della centralità di cui parlava al momento del suo insediamento, la Premier” cosi la deputata dem Debora Serracchiani Responsabile Giustizia del Pd in merito al caso Almasri che riguarda i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano.

 

19/09/2025 - 20:26

“Dopo le parole di Giovanni Donzelli che invitano Ilaria Salis a rinunciare all’immunità parlamentare per affrontare i procedimenti giudiziari a suo carico, Donzelli voterà contro l’immunità che cercano Nordio, Piantedosi e Mantovano? Perché se non è così, saremmo in presenza  del classico doppiopesismo ipocrita della destra, feroce contro i nemici e servile verso gli amici. La coerenza non può essere a intermittenza: chi la invoca per gli altri deve praticarla anche per sé” così una nota della capogruppo democratica nella giunta per le autorizzazioni Antonella Forattini.

19/09/2025 - 16:44

Che il ministro degli Esteri italiano, di fronte alla guerra in Ucraina e alla catastrofe a Gaza, trovi il tempo per citarmi e per citare una mozione congressuale di un altro partito è indicativo dei tempi che stiamo vivendo e dell'inadeguatezza di questo governo. In ogni caso, il Partito Democratico, come ha già fatto in Parlamento, spiegherà le ragioni del no in tutte le sedi. Quanto al metodo, lo decideremo nei nostri organismi di partito e con le altre opposizioni.  E chissà, magari si aggiungerà anche il ministro Nordio che firmò un appello contro la separazione delle carriere e, chissà perché, ora ha cambiato idea.

Così la deputata e responsabile nazionale Giustizia del Pd Debora Serracchiani.

 

17/09/2025 - 19:15

La memoria difensiva depositata conferma tutta la gravità con cui il governo ha gestito il caso Almasri. Non solo continui cambi di versione e una gestione opaca, ma soprattutto il fatto più grave: in Parlamento il governo ha mentito” così il democratico Marco Lacarra componente della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, al termine della seduta in cui il relatore Federico Gianassi ha illustrato i contenuti della memoria depositata dal governo.

“In Aula - prosegue Lacarra - il governo ha detto che si stavano valutando presunti vizi formali e che il ministro Nordio stava verificando la legittimità degli atti della Cpi, e addirittura che la scarcerazione era stata una scelta della magistratura, come ha poi sostenuto la presidente del Consiglio Meloni assecondando la bugia sui social. Dalla memoria emerge invece con chiarezza che già tra il 19 e il 21 gennaio si era deciso, a livello politico, di non procedere all’arresto né alla consegna alla Corte penale internazionale, scegliendo di rimpatriare il criminale Almasri in Libia per altre motivazioni mai dichiarate in parlamento. Un vero e proprio ‘patto di non intervento’, dettato da considerazioni politiche legate a rapporti economici e alla sicurezza degli interessi italiani in Libia, che sono state nascoste alla Camera e al Senato. È un fatto gravissimo: i ministri hanno tradito il giuramento pronunciato all’atto di nomina, venendo meno al dovere di verità e trasparenza nei confronti delle istituzioni e del Paese”, conclude Lacarra.

 

 

17/09/2025 - 19:14

“La maggioranza continua a procedere per strappi istituzionali. Oggi abbiamo assistito a un attacco frontale, dai toni violenti, rivolto al Tribunale dei ministri, accusato dalla maggioranza di aver agito al di fuori della legge. Le richieste di atti alla Procura e al Tribunale dei ministri relative alla vicenda Bartolozzi sarebbero, peraltro, del tutto irrituali e anomale nel corso di indagini ancora coperte da segreto istruttorio. Un’iniziativa che svela chiaramente le intenzioni del governo: regalare uno scudo giudiziario alla Bartolozzi” così la capogruppo democratica in Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, Antonella Forattini al termine di una seduta che viene definita “particolarmente accesa”.

“In questo quadro - sottolinea Forattini - la maggioranza sta tentando di difendere la capo di gabinetto del ministro Nordio, nonostante il Tribunale dei ministri si sia espresso in senso opposto. È il mondo al contrario: si pretende che la giustizia assecondi le esigenze della politica.

Un’anticipazione preoccupante di ciò che stanno progettando con la riforma delle carriere.”

 

 

17/09/2025 - 14:09

Il Governo Meloni preferisce andare a fare i comizi elettorali piuttosto che mettere la faccia in Parlamento su una riforma devastante per l'assetto istituzionale che abbiamo ereditato dai nostri Padri costituenti. È una riforma del tutto inutile rispetto ai mali della giustizia italiana, lo ha ammesso persino il Ministro Nordio che in un momento di sincerità ha riconosciuto che questa riforma è del tutto irrilevante riguardo all'efficientamento del sistema della giustizia. Ogni giorno, nei tribunali italiani assistiamo al collasso della giustizia italiana. Ieri manifestavano 12.000 precari in un comparto così fragile, nel quale le risorse del PNRR sono a rischio, come dimostra l'urgenza con la quale il governo ha adottato un decreto legge un mese fa. Le udienze del giudice di pace sono rinviate anche al 2032. Di fronte a queste situazioni così gravi, il governo lascia che il sistema affondi, che cittadini e imprese siano abbandonati a loro stessi mentre porta avanti l’approvazione di una riforma ideologica e punitiva, esattamente come fa destra laddove governa e attacca gli organi di garanzia e di indipendenza e le opposizioni politiche. Un provvedimento scritto male, strampalato, con mille criticità, che voi stessi avete riconosciuto, ma che non avete avuto il coraggio di correggere. Ma non finisce qui. Al referendum chiederemo agli italiani se preferiscono la Costituzione scritta da Piero Calamandrei o se vogliono invece quella scritta da Carlo Nordio. Noi difendiamo, con grande decisione e convinzione, quella voluta e scritta da Piero Calamandrei.”
Così il deputato Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera.

17/09/2025 - 10:57

“Questa è una riforma della Magistratura, non della Giustizia, e non incide minimamente, su stessa ammissione del ministro Nordio, sui reali problemi che ogni giorno affliggono il nostro Paese: i tempi dei processi, la tutela dei cittadini, la mancanza di personale, l’inumana condizione delle carceri”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, durante il suo discorso alla Camera nella discussione sulla separazione delle carriere.

“Come dichiarato anche da esponenti del Governo, l’obiettivo finale della riforma sarà di portare i magistrati requirenti sotto il controllo dell’Esecutivo ed eliminare l’obbligatorietà dell’azione penale - ha proseguito la deputata dem - La separazione delle carriere creerà dei super-poliziotti investiti di grandi poteri e del tutto autoreferenziali. Non appena questo risulterà evidente, si agirà per ricondurli sotto l’Esecutivo”.

“Per concludere, questa riforma pone quindi le basi per un sistema nel quale il Governo decide quali reati vanno perseguiti e quali no, quali indagini sono consentite e quali no. Pone le basi per indebolire uno dei principi cardine della democrazia, la separazione dei poteri” ha concluso Gribaudo.

 

16/09/2025 - 16:31

“Come Pd siamo fortemente contrari alla riforma della Giustizia sulla separazione delle carriere perché è una riforma pericolosa che si accanisce sull'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Tra la Costituzione scritta da Calamandrei e la proposta di Nordio e Delmastro Delle Vedove non abbiamo dubbi: difendiamo la Costituzione italiana”. Così il deputato Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera.

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