“Quanto emerso dall’inchiesta di Report ha reso evidente che è venuta meno – se mai è davvero esistita – la credibilità e l’autonomia dell’attuale governance dell’Autorità per la Privacy.
La gestione dell’Autorità appare segnata da scelte condizionate da appartenenze politiche e da decisioni assunte non nell’interesse generale, ma per rispondere a logiche di schieramento e per accontentare amici o compagni di partito.
Si tratta di una situazione che mina profondamente la fiducia nelle istituzioni e nel loro ruolo di garanzia. Di fronte a tali evidenze, senza entrare nel merito delle eventuali responsabilità penali che questi comportamenti potrebbero aver determinato, riteniamo necessario un gesto politico: un passo indietro, chiaro e netto, da parte di chi oggi riveste ruoli di responsabilità all’interno dell’Autorità.
Solo così sarà possibile restituire trasparenza, indipendenza e autorevolezza a un organismo che dovrebbe essere al servizio esclusivo dei cittadini e della tutela dei loro diritti. Solo attraverso questo atto di responsabilità si potrà ricostruire la credibilità e la fiducia che tale istituzione merita” così una nota dei componenti del Pd nella commissione di vigilanza Rai.
“Le dichiarazioni di Ghiglia confermerebbero che l’ex ministro Sangiuliano avrebbe chiesto un trattamento preferenziale per una vicenda personale. Quale altro cittadino italiano avrebbe infatti potuto rivolgersi direttamente al Garante per sollecitare un intervento su un procedimento che lo riguarda? Secondo quanto riferito, il termine del giudizio sarebbe stato peraltro prossimo alla scadenza — un dettaglio che rende la richiesta ancora più grave. Tutto questo accade sulle spalle della RAI e di Sigfrido Ranucci. Chiediamo all’azienda pubblica di battere un colpo, difendendo la propria autonomia e la credibilità del servizio pubblico. E a Ghiglia, che propone un faccia a faccia televisivo con Ranucci, diciamo che oltre al confronto mediatico la sede giusta è il Parlamento. Per questo chiediamo che Ghiglia venga audito in Commissione di Vigilanza RAI, perché è in quella sede istituzionale che deve chiarire quanto accaduto.” Così una nota dei componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza RAI.
“Ottima l’audizione di Sigfrido Ranucci in commissione voluta fortemente da tutte le opposizioni. Alla luce dei recenti fatti di cronaca, gravissimi, che vedono la persona di Sigfrido Ranucci colpita nel più profondo, era necessario e doveroso ascoltarlo in audizione in vigilanza rai per ristabilire insieme delle regole democratiche nel rispetto non solo del giornalista colpito, ma di tutta la libertà dell’informazione e della nostra democrazia. La maggioranza tuteli la nostra libertà di stampa e la nostra democrazia insieme alle opposizioni, lo dice la Costituzione”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
“La nomina di Davide Gariglio alla presidenza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale è una scelta di competenza e di responsabilità. Dopo mesi di stallo e rinvii, il via libera della commissione Ambiente del Senato restituisce finalmente piena operatività a un sistema portuale strategico per tutto il paese”. Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, commentando l’approvazione delle nuove nomine dei presidenti delle Autorità di sistema portuale, tra cui quella di Gariglio, che guida l’AdSP di Livorno, Piombino e Portoferraio.
“Gariglio - prosegue l'esponente dem - ha già dimostrato in questi mesi di reggenza come Commissario straordinario di essere all’altezza del compito, lavorando con serietà, visione e capacità di dialogo con istituzioni, operatori e territori. La sua esperienza e la sua sensibilità per i temi della sostenibilità ambientale rappresentano una garanzia per la crescita dei porti del Tirreno settentrionale, che devono diventare un volano di sviluppo economico e occupazionale per tutto il Centro Italia”.
“Livorno - conclude Simiani - ha le potenzialità per affermarsi come uno dei principali scali polivalenti dell’Europa occidentale, integrando logistica, innovazione e transizione ecologica. È ora necessario che, dopo questa nomina, il governo assicuri pieno sostegno agli investimenti infrastrutturali e alla pianificazione strategica del sistema portuale, perché il lavoro di questi mesi non vada disperso. Con Gariglio presidente, il Tirreno settentrionale può guardare al futuro con fiducia e con una guida solida, capace di coniugare efficienza, crescita e sostenibilità”.
“L’attacco da parte dell’esecutivo ungherese al quotidiano nazionale La Repubblica è veramente sproporzionato e in palese contrasto con i principi fondamentali della libertà di stampa e dell’indipendenza dei media, valori che dovrebbero essere condivisi e rispettati a livello europeo. È imprescindibile che ogni giornale possa svolgere il proprio lavoro in piena autonomia, senza intimidazioni o ostacoli da parte di poteri pubblici o esecutivi.
Qualsiasi ripercussione, aperta o velata, nei confronti di un organo di stampa indipendente suscita allarme perché mina il valore della trasparenza e della responsabilità pubblica. Ci stupisce che né la presidente Meloni, né i vicepremier Salvini e Tajani, grandi amici di Orban, abbiano speso una parola in merito”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
“C’è un Paese reale diverso da quello che ci racconta il Governo, secondo cui va tutto bene solo perché sopravvive da tre anni: gli italiani non stanno e non staranno meglio con questa Manovra”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su RaiNews24.
“I dati Istat di cui si vanta Meloni sono legati, in parte, all’unico strumento che ha permesso un po’ di crescita: il Pnrr, su cui il suo partito era contrario - ha proseguito la deputata dem - L’altro dato, che volutamente il Governo continua a ignorare, è quello della povertà reddituale: abbiamo lavoratori poveri che non arrivano a fine mese”.
“Con questa Manovra non si fa nulla in tal senso: non c’è niente di nuovo, nessun riferimento ai redditi. Con questa Legge di Bilancio ci si limita a far galleggiare il Paese, senza alcuna redistribuzione della crescita o visione sul futuro, industriale ed economico. Del Governo Meloni ricorderemo solo la pressione fiscale più alta degli ultimi 10 anni e i continui tagli ai servizi, come mense scolastiche e asili nido, nei confronti dei Comuni.” ha concluso Gribaudo.
"Le dichiarazioni rilasciate oggi a Roma dal premier ungherese Viktor Orbán sono sbagliate e non condivisibili. Mentre l’Ucraina continua a difendere la propria libertà, Orbán afferma che ‘sulla guerra in Ucraina c’è ben poco da fare’, che ‘l’Europa è fuori dai giochi’ e annuncia un viaggio a Washington per ‘aggirare le sanzioni’ contro la Russia, colpendo così direttamente la credibilità dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.
È una posizione che mina i principi di solidarietà europea, indebolisce il fronte comune contro l’aggressione di Putin e rischia di compromettere la sicurezza e l’autonomia economica, industriale ed energetica del nostro continente. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni prenda le distanze pubblicamente dalla linea del suo alleato sovranista. Perché non è più tollerabile che il Governo italiano si mostri indulgente e ambiguo verso chi lavora per distruggere l’Europa dall’interno". Lo dice Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.
“Sabato sera un gruppo di persone, a volto coperto, ha fatto irruzione all'interno del liceo Da Vinci di Genova che in quei giorni era in autogestione. Diversi studenti si sono trovati davanti a un vero e proprio assalto: arredi devastati, muri imbrattati con svastiche, cori inneggianti il duce e ragazzi inseguiti con spranghe e terrorizzati con violenza. Vedere svastiche sui muri del luogo educativo per eccellenza unite ad atti di grande e pianificata violenza è inaccettabile”. Lo dichiara la deputata e vicepresidente del Gruppo Pd, Valentina Ghio per chiedere un'informativa urgente del ministro Piantedosi su quanto accaduto a Genova nel liceo scientifico Leonardo Da Vinci.
“A rendere più grave la vicenda – sottolinea la parlamentare - sono le testimonianze secondo cui l'intervento delle forze dell'ordine sarebbe avvenuto solo dopo un'ora e mezza dalla tempestiva richiesta d'aiuto. Un ritardo che ha consentito agli aggressori di proseguire l'opera di devastazione e di allontanarsi indisturbati. È necessario che il ministro dell'Interno venga in Aula a chiarire le dinamiche dell’accaduto e, soprattutto, a dire cosa il governo intenda fare per contrastare la diffusione di comportamenti violenti, spesso con connotazioni di violenza politica. che continuano a trovare terreno fertile”, conclude Ghio.
“Le dichiarazioni del presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, contro la trasmissione Report e il suo conduttore Sigfrido Ranucci, rappresentano un ulteriore episodio grave e preoccupante. Parlare di “giornalismo militante” e invocare “un intervento della Rai” dopo la messa in onda di un’inchiesta giornalistica costituisce una forma evidente di ingerenza e pressione politica su un servizio pubblico che deve restare autonomo, libero e indipendente da qualsiasi condizionamento del potere. Invece di confrontarsi nel merito dei fatti riportati — che riguardano la gestione dei fondi pubblici da parte di esponenti di FdI e le modalità di nomine nel settore culturale — Mollicone sceglie di attaccare chi fa informazione, tentando di delegittimare il lavoro dei giornalisti. Un atteggiamento che stride con le parole di solidarietà espresse appena pochi giorni fa da Giovanni Donzelli e dalla stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei confronti di Ranucci e della libertà di stampa. Ci chiediamo: quelle dichiarazioni valgono ancora, o oggi condividono la posizione di Mollicone?
La libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati non possono essere messi in discussione ogni volta che un servizio televisivo tocca nervi scoperti del potere politico. Il servizio pubblico non deve essere compiacente verso il governo di turno, ma deve rispondere unicamente al mandato costituzionale di garantire pluralismo, trasparenza e informazione indipendente” così una nota del capogruppo del Pd nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano.
“Dopo la solidarietà di facciata, è ripartito l’attacco contro Report e Sigfrido Ranucci. Le belle parole e le testimonianze di circostanza di Fratelli d’Italia si sono rapidamente trasformate nell’ennesima ondata della macchina del fango e della disinformazione, tornata all’attacco con forza.
È inaudito che, poche ore prima dell’avvio dell’esposto del Garante della Privacy contro Ranucci, alcuni componenti di un’istituzione che dovrebbe garantire terzietà e indipendenza siano stati visti entrare nella sede del partito di Giorgia Meloni. Arriveranno forse le smentite di rito, ma, se confermato, la coincidenza e la tempistica dell’incontro tra Ghiglia e Arianna Meloni non possono passare inosservate.
Chiediamo innanzitutto alla Rai di attivarsi e di farsi promotrice di un’azione di difesa nei confronti di Report, a tutela di Ranucci e a salvaguardia dell’indipendenza del servizio pubblico.” Così i componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai.
“La Rai, servizio pubblico finanziato dai cittadini, ha il dovere di garantire pluralismo, libertà d’espressione e accesso all’informazione. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione in Vigilanza Rai. Per la seconda volta assistiamo alla mancata messa in onda del documentario No Other Land, previsto su Rai 3 il 7 e il 21 ottobre scorsi e cancellato all’ultimo momento senza spiegazioni.”
I componenti della Vigilanza unitamente a Laura Boldrini denunciano: “il film, vincitore del premio Oscar come miglior documentario, racconta la resistenza della comunità palestinese di Masafer Yatta contro l’occupazione israeliana e rappresenta una testimonianza di grande valore umano e politico. È inaccettabile che una produzione di tale rilievo venga esclusa dal palinsesto per motivazioni che, a oggi, restano oscure.”
“Ancora più gravi – proseguono– appaiono le parole del direttore Cinema e serie TV Rai, Adriano De Maio, secondo cui la messa in onda sarebbe stata rinviata per non ‘incrinare il clima di speranza per la pace’. Un’affermazione che suona come un tentativo di censura preventiva e un’ingerenza politica inammissibile. La pace non si costruisce nascondendo la verità o impedendo la diffusione di opere che raccontano la sofferenza dei popoli.”
“Ci aspettiamo dalla Rai – conclude la deputata – chiarezza sulle ragioni di questa decisione e la conferma della nuova data di trasmissione annunciata per il 15 novembre. Il servizio pubblico deve tornare a essere presidio di libertà e di pluralismo, non strumento di oscurantismo e autocensura.”
Senza una pressione costante e concreta su Putin, non ci sarà alcuna pace possibile. L’Ucraina è pronta a negoziare, ma la Russia vuole ancora conquistare: per questo è giusto che l’Unione Europea continui con nuove sanzioni e con decisioni forti”. Lo afferma la deputata dem Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri.
“L’Europa si muove – prosegue l’esponente dem - ma il governo Meloni resta muto e privo di iniziativa. È il governo più stabile d’Europa eppure non propone mai una vera strategia: si limita a seguire ciò che decidono gli altri nei consessi europei o ciò che suggerisce Donald Trump. Un atteggiamento che non è all’altezza di un Paese come l’Italia”.
“Il Partito democratico – conclude Quartapelle - chiede che il nostro governo assuma finalmente un ruolo propositivo per rafforzare l’Europa. Meloni dice di voler difendere l’Occidente, ma Trump non è chiaro se voglia difendere l’Occidente o Putin. Per questo l’Italia deve stare saldamente nell’Unione Europea, rendendola più forte e più unita. La pace in Ucraina passa attraverso il coinvolgimento di tutti i grandi Paesi del mondo, inclusa la Cina, che va chiamata a una responsabilità vera e trasparente”.
“Non solo il governo e i partiti di maggioranza non hanno ritirato le querele temerarie nei confronti di Ranucci, ma, da quanto apprendiamo, in questi giorni il Garante della privacy si sarebbe mosso su input politico per sanzionare in modo esemplare le puntate di Report che riguardavano l'origine del caso Boccia e le sue dimissioni. Aspettiamo una rapida smentita, al contrario sarebbe atto fuori da ogni logica di trasparenza un ulteriore grave attacco al servizio pubblico. Vogliamo comprendere meglio la situazione e, riguardo a quanto denunciato da Ranucci, attendiamo di acquisire informazioni prima di valutare un eventuale accesso agli atti su questo procedimento. Allo stesso tempo, sarà importante verificare come la RAI intende tutelare un programma del servizio pubblico, affinché possa continuare a svolgere il suo lavoro di informazione libera e indipendente” così una nota dei componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.
“Lei, presidente Meloni, ha parlato degli orrori di Hamas. In noi provocano sconcerto. Si figuri quando abbiamo sentito paragonare quell'organizzazione terroristica alle opposizioni democratiche del suo Paese. Sarà il suo famoso appello alla responsabilità. Allora le faccio io un appello: nel piano Trump la prospettiva dei due Stati è avvolta nella nebbia e c’è un solo modo per diradarla: riconoscere lo Stato di Palestina, perché significa riconoscere non Hamas ma l'Autorità nazionale palestinese per dargli forza, condannare l'occupazione illegale e l’annessione della Cisgiordania. Lo hanno già fatto più di 150 Paesi e non è degno per l'Italia arrivare per ultima. I crimini compiuti non possono restare impuniti se vogliamo ricostruire l'integrità del diritto internazionale che ha Gaza è stato seppellito. Contro tutto questo si sono mobilitate le opinioni pubbliche. Trump ha detto a Netanyahu ‘non puoi fare la guerra contro tutto il mondo’. Lui lo ha capito, lei ancora No”.
Così il responsabile Esteri della segreteria del Pd, Peppe Provenzano, intervenendo in Aula alla Camera sulle comunicazioni della presidente Meloni.
“Non c'è pace senza l'Ucraina - ha aggiunto - e non c'è sicurezza senza l'Europa. Lo diciamo dal primo giorno, ma qual è l'iniziativa dell’Italia e dell'Europa? Il vertice tra Trump e Putin, che dovrebbe tenersi in Ungheria, non deve ripetere l'errore dell'Alaska, il cui unico esito è stata una rilegittimazione di Putin sul piano internazionale che lui ha usato per continuare a massacrare l’Ucraina, i civili inermi, chi eroicamente resiste. Questo provoca lo sdegno credo di tutto il nostro Parlamento. Ma una cosa è certa, il Vannacci supporter del macellaio del Cremlino non lo troverete qui tra i nostri banchi. Qui non troverete gli amici di Orban che sono amici di Putin. Meloni - ha concluso - continua a rimproverare l'immobilismo dell'Europa, ma quell'immobilismo è il frutto degli egoismi nazionali delle destre al governo e di una Commissione europea che vi corre dietro. E del potere di veto che volete difendere”.
Il capogruppo del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano, ha presentato oggi un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo democratico, per chiedere chiarimenti all’Amministratore Delegato della Rai sulla composizione della commissione giudicatrice del concorso interno per la stabilizzazione di personale precario.
L’atto di sindacato ispettivo prende spunto
da alcuni articoli di stampa che hanno anticipato che a presiedere la commissione aggiudicataria sarà Incoronata Boccia giornalista professionista attualmente Direttore dell’Ufficio Stampa RAI. Alla luce di alcune recenti polemiche e esposizioni mediatiche, i democratici chiedono di sapere se questa scelta corrisponde effettivamente alla volontà aziendale e se non ritenga per il richiamato concorso individuare per la commissione esaminatrice profili che non espongano la rai a giudizi di oggettiva inopportunità”.
Ecco il testo integrale dell’interrogazione
Per sapere
Premesso che:
- Si apprende da fonti di stampa che Incoronata Boccia giornalista professionista attualmente Direttore dell’Ufficio Stampa RAI sarebbe uno dei possibili nomi per la commissione giudicatrice di un importante concorso Rai;
- In base a quanto riportato da diversi articoli di giornale sarebbe uno dei nomi per il concorso Rai riservato per stabilizzare risorse professionali precari;
- Il concorso in oggetto riguarda 127 profili professionali e i candidati risulterebbero circa 250;
- I primi sette classificati saranno collocati nei programmi nazionali, gli altri verranno inviati nelle sedi regionali;
- È del tutto evidente che si tratta di un concorso molto importante per l’azienda che vede purtroppo evidenzia numeri di precariato molto significativi;
- La Rai sta attraversando una crisi molto delicata in termini di format e ascolti che stanno mortificando la sua funzione di servizio pubblico a cui stanno contribuendo anche alcune scelte opinabili adottate dalla Direttrice dell’Ufficio Stampa Rai;
- Anche in relazione alle ultime uscite pubbliche pronunciate dalla Incoronata in merito a Gaza risulterebbe del tutto inopportuno affidare una responsabilità così delicata ad un profilo che in questo momento è in piena bufera mediatica.
Si chiede di sapere se quanto riportato da alcuni organi di stampa corrisponde effettivamente alla volontà aziendale e se non ritenga per il richiamato concorso individuare per la commissione esaminatrice profili che non espongano la rai a giudizi di oggettiva inopportunità.