“Le notizie della liberazione degli ostaggi e di alcuni prigionieri palestinesi sono positive, ma non cancellano l’enorme responsabilità del governo Netanyahu di questi due anni. A Gaza restano decine di migliaia di vittime innocenti, prime fra tutte bambine e bambini palestinesi. Non si può voltare lo sguardo davanti ai crimini commessi, né fingere che si possa tornare alla normalità mentre intere famiglie sono state cancellate e la Striscia ridotta in macerie. Per questo motivo, la partita che si giocherà stasera a Udine tra Italia e Israele non si dovrebbe disputare. Esattamente come è avvenuto per la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, anche Israele avrebbe dovuto essere sospesa da tutte le competizioni sportive internazionali. Permettere che la sua nazionale giochi come se nulla fosse significa diventare complici di una gigantesca ipocrisia, oltre che tradire i principi stessi della Carta Olimpica, della Fifa e della Uefa”.
Così Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.
“Inoltre - aggiunge - protagonisti e spettatori della partita di questa sera devono aver chiaro che a Gaza il 95% delle infrastrutture sportive è stato distrutto, oltre 800 atleti palestinesi sono stati uccisi, e gli stadi rimasti in piedi sono stati trasformati in centri di reclusione. La verità, tutto quello che è successo, non si cancella con una partita di calcio. Per questo - conclude - serve il coraggio di dare dei segnali forti, anche scomodi, perché l'Italia, e il mondo, non vogliono dimenticare”.
“La politica non è solo contabilità e algebra, è capacità di leggere i tempi e costruire visioni nuove. In Toscana abbiamo scelto di allargare l’alleanza non per convenienza, ma per rispondere ai bisogni reali delle persone”.
Così il deputato Dem e segretario Pd della Toscana, Emiliano Fossi, intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai 3.
“Siamo la Toscana che crede nella sanità pubblica, nella scuola gratuita e accessibile, nel lavoro giusto, nei diritti civili e nella tutela del territorio. Una Toscana che fa leggi sul fine vita, sul contrasto all'overturism, sui consorzi pubblici industriali e che mette al centro diritti, uguaglianza e dignità. Questo è il modello alternativo alla destra ed è il segnale politico che vogliamo dare anche al resto del paese”: conclude.
Il processo di pace che si è aperto con la firma di ieri in Egitto deve essere accompagnato da un grande lavoro diplomatico. Siamo consapevoli che si tratta di una tregua fragile che ha bisogno di essere seguita e sostenuta. Per questo le condizioni per stabilizzare l’area meritano la nostra attenzione: valuteremo quale sarà la proposta del governo e quale sarà la cornice in cui verrà inserita. Siamo per un coinvolgimento delle Nazioni Unite che deve riaffermare l’importanza il valore delle organizzazioni multilaterali che in questo come in altri conflitti sono state più volte delegittimate da prove di forza. Ora è il momento di recuperare il senso della politica e della diplomazia perché questo primo passo sia seguito da altri passi concreti a iniziare dal riconoscimento dello stato di Palestina su cui la premier Meloni ancora ieri parlava di condizioni.
Lo ha detto a Rainews Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Le dichiarazioni di Incoronata Boccia, direttrice dell’ufficio stampa Rai, durante la tavola rotonda ‘La storia stravolta e il futuro da costruire’, sono inaccettabili e pericolose. Mettere in dubbio la responsabilità del governo israeliano per lo sterminio a Gaza e definire ‘il suicidio del giornalismo’ il lavoro dei reporter di tutto il mondo equivale a negazionismo e banalizzazione della violenza. La Rai, come servizio pubblico, ha il dovere inderogabile di garantire un’informazione accurata, equilibrata e rispettosa dei cittadini. Per questo è necessario un chiarimento immediato e una presa di distanza netta”, così commentano i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai il video che sta circolando in rete, nel quale vengono riportate le parole della direttrice dell’ufficio stampa Rai durante l’incontro organizzato il 7 ottobre.
“Decine di migliaia di persone hanno marciato oggi da Perugia ad Assisi in nome della Pace, gli organizzatori parlano della marcia più partecipata di sempre: è l’Italia bella che ripudia la guerra. Come ogni anno, la marcia richiama a sé pacifiste e pacifisti di tutte le età perché la pace è un obiettivo davanti al quale non bisogna mai arrendersi.
Ma quest'anno il pensiero va soprattutto a Gaza, dove da poche ore hanno smesso di cadere le bombe e centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono in cammino, riversandosi verso quelle che erano le loro case e, nella stragrande maggioranza dei casi, oggi sono cumuli di macerie, ma anche con quel filo di speranza per una tregua duratura che porti alla pace.
Come donne e uomini di sinistra non possiamo che lavorare ogni giorno per la pace a Gaza come in Ucraina, in Sudan, e in tutti i teatri di guerra attualmente aperti. La pace, per noi, deve essere al centro della nostra attività politica, azione quotidiana, ispirazione continua, obiettivo primario. Senza pace non ci possono essere sviluppo, rispetto dei diritti umani e democrazia”. Lo dichiara Laura Boldrini deputata Pd e presidente del Comitato diritti umani della Camera.
“Siamo al paradosso: la maggioranza che da un anno tiene in totale stallo la commissione di vigilanza Rai, ora per distogliere l’attenzione dallo stallo causato dalla stessa maggioranza, si scaglia in modo strumentale contro la presidente Floridia.
Questo cda per colpa della maggioranza e non certo delle opposizioni è fuorilegge”. Lo dichiarano in una nota i componenti PD della commissione di vigilanza sulla Rai che aggiungono: “Esprimiamo piena fiducia e solidarietà alla presidente Barbara Floridia, oggetto di ingiuste critiche da parte dei capigruppo della maggioranza. Le accuse nei suoi confronti sono strumentali solo per distogliere l’attenzione dal vero problema che è la mancata applicazione della legge”.
“Abbiamo presentato unitariamente gli emendamenti al disegno di legge di riforma della Rai presentato dal centrodestra. Un disegno di legge totalmente in contrasto con le linee del freedom act. Ci auguriamo che per evitare la possibile infrazione comunitaria la maggioranza prenda in considerazione le nostre proposte che vanno nella direzione dí recepire totalmente il freedom act. Di contro il rischio di incorrere nella procedura d’infrazione sarebbe un’ulteriore tassa per gli italiani, la TeleMeloni tax. Con i nostri emendamenti chiediamo di aumentare l’indipendenza e la libertà dei giornalisti Rai, assicurare risorse certe alla Rai, no alla vendita delle quote per privatizzarla e valutare in modo obiettivo attraverso parametri qualitativi e quantitativi i programmi della Rai. Vogliamo che la Rai sia un’azienda del servizio pubblico con una governance il più autonoma e indipendente possibile”. Così in una nota i parlamentari di opposizione in commissione Vigilanza sulla Rai, Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S) Giuseppe De Cristofaro (Avs) e Maria Elena Boschi (Italia Viva).
“Secondo Fratelli d’Italia i ministri avrebbero il diritto di mentire in Parlamento. È questo, in sintesi, il messaggio gravissimo che arriva dalle parole pronunciate oggi in Aula dai deputati del partito della presidente del Consiglio nel corso della discussione sul caso Almasri.” Lo dichiara, a margine della discussione sul caso Almasri, la deputata democratica, responsabile della Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.
“Dire che il Tribunale dei ministri, utilizzando i resoconti parlamentari delle dichiarazioni rese dai ministri Nordio e Piantedosi nel corso dell’informativa del 5 febbraio, avrebbe violato le normali procedure d’indagine – spiega Serracchiani – significa riconoscere ai ministri la libertà di mentire al Parlamento senza conseguenze.
Un’affermazione che mina alle fondamenta il rapporto di fiducia tra il Governo e le Camere e conferma la volontà della maggioranza di pretendere un sistema di giustizia cucito su misura dei propri interessi. La verità è che sul caso Almasri il Governo ha mentito al parlamento per cercare di nascondere un’operazione torbida che ha minato la credibilità del nostro Paese. Ed è grave che oggi la maggioranza si appresti ad approvare un salvacondotto per i responsabili della liberazione di un criminale sottraendoli al regolare corso della giustizia.”
“Esprimiamo la nostra solidarietà a Bruno Vespa per le intimidazioni e le offese subite. Questo inaccettabile clima d’odio che si è venuto a creare non è più tollerabile soprattutto all’interno dell’azienda dell’informazione pubblica, l’informazione di tutti i cittadini, la casa della democrazia. Occorre una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche perché solo in questo modo si riuscirà a ristabilire un clima civile”. Così in una nota il capogruppo pd in commissione di vigilanza sulla Rai Stefano Graziano.
“È ormai evidente come una parte della destra abbia scelto la strada della mistificazione per distorcere i fatti e delegittimare chi osa esprimere opinioni diverse. L’ultimo caso legato alla Flotilla e alle polemiche seguite alle parole di Mario Sechi ne è l’ennesima prova: si preferisce costruire attacchi personali e mediatici piuttosto che affrontare il merito delle questioni. Addirittura si chiedono le dimissioni della senatrice Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai, rea di aver esecrato le parole di Sechi contro la Flotilla. Siamo di fronte a una narrazione manipolata, utile solo a colpire chi non si allinea e a rafforzare un sistema mediatico sempre più piegato al potere”. Lo affermano in una nota i parlamentari dem componenti della commissione di Vigilanza Rai.
“Chi denuncia la propaganda - conclude la nota - diventa il bersaglio, mentre chi alimenta l’odio viene difeso. È un capovolgimento inaccettabile dei valori democratici. Serve rispetto per la verità e per il diritto dei cittadini a essere informati in modo libero e trasparente. Non arretreremo di un passo nel difendere questi principi”.
“Esprimo la mia piena solidarietà alla giornalista dell’Adnkronos vittima di minacce da parte di un gruppo di persone incappucciate durante la manifestazione pacifica in solidarietà a Gaza e alla Flotilla. Si tratta di un episodio gravissimo, che colpisce non solo una professionista dell’informazione, ma l’intero principio della libertà di stampa, pilastro fondamentale di ogni democrazia”.
Lo dichiara il deputato Stefano Graziano, capogruppo PD in commissione di Vigilanza Rai
“In un contesto già carico di tensioni, chi sceglie la strada dell’intimidazione e della violenza tradisce lo spirito stesso della protesta pacifica. Ai giornalisti deve essere garantito il diritto di lavorare in sicurezza e senza paura, qualunque sia il tema che stanno raccontando. Mi auguro che le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto e che si adottino tutte le misure necessarie per tutelare chi ogni giorno assicura ai cittadini il diritto all’informazione”.
“Solidarietà ai più di cento cittadini italiani, che animano la missione Mean di sostegno alla popolazione ucraina, sfiorati questa notte dai massicci bombardamenti russi mentre viaggiavano su un treno nei pressi di Leopoli. Il loro impegno, il lavoro delle diverse associazioni di cui fanno parte, di aiuto concreto a chi sta resistendo alla brutale invasione russa, è prezioso e va tutelato”- Così l’ex ministro della difesa, il democratico Lorenzo Guerini dopo che questa notte 110 attivisti italiani su un treno partito da Kiev si sono trovati sotto il massiccio attacco russo contro Leopoli.
Gli attacchi del governo al diritto di sciopero stanno superando il limite. Solo ignoranza politica e arroganza sconfinata possono portare ad attaccare i lavoratori che domani decideranno di aderire allo sciopero e che parteciperanno alle tante manifestazioni indette in tutta Italia. Gli scioperi non sono regalati, costano un giorno di stipendio e sono serviti a conquistare diritti e migliorare la vita di milioni di donne e uomini. Dovrebbe saperlo chi come Meloni viene da un quartiere operaio. Nel mondo reale funziona così, ma chi ha vissuto solo di politica non lo sa.
Così una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“L’incendio che il 16 agosto scorso ha devastato l’impianto Campania Energia a Teano, in provincia di Caserta, è stato un disastro ambientale e sanitario di proporzioni enormi. I Vigili del fuoco hanno impiegato quindici giorni per domare le fiamme e le conseguenze sulla salute dei cittadini e sull’ambiente sono evidenti. Per questo avevo presentato un emendamento al disegno di legge Terra dei Fuochi che stanziava 15 milioni di euro destinati alle bonifiche e agli interventi di messa in sicurezza. Ma il governo lo ha respinto».
Lo dichiara il deputato casertano del Pd Stefano Graziano, capogruppo in Commissione Difesa e Vigilanza Rai.
“Ancora una volta – sottolinea l’esponente dem – l’esecutivo si schiera contro il Mezzogiorno, contro la provincia di Caserta e contro la tutela della salute pubblica. È inaccettabile che davanti a un’emergenza così grave si scelga di voltarsi dall’altra parte, negando le risorse necessarie a caratterizzare i terreni, avviare le bonifiche e garantire sicurezza ambientale e sanitaria ai cittadini”.
“Avevo rivolto un appello – conclude Graziano - affinché l’Aula votasse in maniera trasversale, al di là degli schieramenti, perché la difesa del territorio e della salute non hanno colore politico. Purtroppo il mio emendamento è caduto nel vuoto. Avrei voluto almeno che i deputati del centrodestra eletti in provincia di Caserta facessero sentire la propria voce, invece è calato un silenzio assordante. Il Partito Democratico continuerà a battersi con forza per la Terra dei Fuochi e per la sicurezza dei nostri cittadini.
“Quali iniziative intende assumere la Rai per censurare il comportamento di Bruno Vespa che nell’intervistare uno dei portavoce della Global Sumud Flotilla lo ha apostrofato volgarmente, utilizzando un comportamento non certo in linea con lo stile che ci si attende da un giornalista su una rete pubblica come Rai1?”.
E’ la domanda che rivolgono alla dirigenza Rai i parlamentari democratici della Commissione di Vigilanza.
“La Rai - proseguono - ha l’obbligo non solo di essere, ma anche di essere percepita dai cittadini italiani come un luogo di libero confronto delle idee e delle posizioni e non di denigrazione dell’altro. Ancor di più in una fase così difficile che la vede continuamente perdere ascolti e gradimento. Da un giornalista come Vespa - concludono - attendiamo il pieno rispetto delle regole deontologiche e dalla Rai che le faccia applicare nelle sue trasmissioni di approfondimento”.