Allergica a ogni forma di controllo democratico, no al mercato dei voti
“Oggi si è verificato un fatto estremamente grave e senza precedenti: la maggioranza non si è presentata in Commissione di Vigilanza RAI, facendo venir meno il numero legale e bloccando così il funzionamento della commissione che avrebbe dovuto decidere l’iter per l'eventuale nomina della presidenza, che diviene efficace solo con il parere positivo dei due terzi dei componenti della Commissione stessa. Senza questo passaggio, qualsiasi nomina risulta incompleta e inefficace. Ecco perché, non avendo i numeri, la maggioranza vorrebbe adesso aprire il mercato dei voti: diciamo no a Rai Suq”. Così in una nota il capogruppo democratico in Commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, che stigmatizza il comportamento irresponsabile della maggioranza che è passata “dall’Aventino a metodi degni di Colle Oppio”. Mai prima d'ora - conclude - si era infatti assistito a una simile mancanza di responsabilità: la Vigilanza RAI deve poter operare con trasparenza ed efficacia, garantendo il rispetto delle regole e delle istituzioni. Siamo in parlamento non in una sede di partito”.
"E' almeno la seconda volta che il consigliere Nahum ripete queste insinuazioni sul mio conto. Gli rispondo pubblicamente in modo che non ci siano fraintendimenti. Se prima di rilasciare dichiarazioni sul mio conto, Daniele Nahum si fosse informato, avrebbe saputo che ho sempre condannato il regime teocratico iraniano per non rispettare i diritti fondamentali delle persone e, in particolare, quelli delle donne. Sono sempre stata al fianco del movimento "Donna, vita, libertà" nato dopo l'uccisione di Mahsa Amini da parte della polizia morale iraniana, sia nelle piazze, sia nelle aule parlamentari. Ho incontrato Taghi Rahamani oppositore del regime iraniano, costretto all'esilio e marito della premio Nobel Narges Mohammadi detenuta in Iran per le sue battaglie per i diritti delle donne; ho ripetutamente chiesto al governo italiano di pretendere il rispetto dei diritti umani ai paesi con cui si stringono accordi, Iran incluso; il Comitato diritti umani della Camera che presiedo ha in più occasioni audito ONG e associazioni che denunciano le violenze perpetrate dal governo di Teheran e da quelle audizioni è nata una risoluzione con cui impegniamo il governo a chiedere all'Iran la cessazione immediata di atti di tortura, violenza, uccisioni e vessazioni verso le attiviste e gli attivisti per i diritti umani, la rapida scarcerazione di Mohammadi e degli altri dissidenti detenuti, il rispetto dei diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica; ho presentato un'altra risoluzione per chiedere al governo italiano di votare a favore dell'inserimento del reato di Apartheid di genere nella convenzione sui crimini contro l'umanità in discussione a breve all'Onu. Ultimo, ma non per importanza, insieme ad altre e altri, sto seguendo la vicenda di una giovane attivista curdo-iraniana, Maysoon Majidi, detenuta ingiustamente in Italia con l'accusa di essere una scafista. Tutte attività che hanno suscitato l'attenzione dell'ambasciatore iraniano in Italia che ha chiesto di incontrarmi nel vano tentativo di convincermi che mi sbaglio sui metodi del governo di Teheran.
Non so in cosa consista l'impegno del consigliere Nahum per l'affermazione dei diritti umani e delle libertà in Iran, ma so qual è il mio, da sempre. A lui sarebbe bastato scorrere i miei profili social per scoprirlo.
Lo invito, dunque, ad evitare di continuare a diffondere notizie evidentemente false e ad impegnarsi di più per i diritti delle cittadine e dei cittadini iraniani". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere comunale di Milano Daniele Nahum in un'intervista rilasciata oggi al Riformista.
“Come componenti Pd della commissione di vigilanza sulla rai vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla troupe del Tg3 aggredita in Libano ed esprimere il nostro dispiacere per l’autista rimasto vittima di questo feroce attacco. La nostra solidarietà va anche a tutti i giornalisti che ogni giorno lavorano in territori difficili cercando di portare la verità delle notizie, la verità dei fatti. Non dobbiamo permettere a nessuno di calpestare la democrazia e la libertà dell’informazione”. Così in una nota i componenti PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.
“Come avevamo detto la maggioranza non ha alcuna intenzione né di fare la riforma della Rai né di rispettare la legge attuale che prevede la votazione entro 10 giorni dalla vigilanza.
Non è stata stabilita alcuna data ed è stata convocata la plenaria per domani mattina alle otto. È gravissimo quanto sta accadendo; i termini di legge scadono venerdì e quindi dobbiamo assolutamente stabilire entro venerdì una data per ratificare la presidenza del cda della Rai. Ho fatto un appello alla maggioranza a scegliere una data da oggi a venerdi ma anche su questo punto si è rifiutata”. Così Stefano Graziano capogruppo PD in commissione di vigilanza sulla Rai a margine della seduta di commissione.
“Ci auguriamo che la maggioranza rinsavisca domattina e prenda una decisione. Mi auguro che non vogliano boicottare la funzionalità della commissione perché sarebbe una grave lesione parlamentare il fatto di di non far stabilire una data che prevede la legge e il regolamento. Non possono non rispettare un adempimento di legge”.
"Oggi sarò in Sinagoga a Bologna per l'anniversario del 7 ottobre. Per manifestare tutta la mia solidarietà alla Comunità Ebraica. Per continuare a chiedere il rilascio degli ostaggi. Per condannare la barbarie di Hamas. Per chiedere che cessino le azioni militari e che si riaprono in Medio Oriente le prospettive di un negoziato e tornino le ragioni della Pace".
Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Le tensioni e le contingenze internazionali hanno fatto aumentare il costo delle materie prime e di approvvigionamento di gas ed energia elettrica. L'aumento del costo della vita, del carrello della spesa, dei beni al consumo ha ridotto profondamente il potere d’acquisto delle famiglie e i costi fissi hanno inciso pesantemente sulla competitività delle aziende. Il governo Meloni non ha fatto quello che era necessario: non solo ha messo in atto misure fumose come il prezzo medio della benzina o l’algoritmo sui voli aerei, su cui peraltro hanno dovuto fare marcia indietro, ma ha anche attuato provvedimenti che vanno in direzione esattamente opposta. Il Governo finora ha aumentato le tasse sui beni per la famiglia e la prima infanzia, hanno aumentato l'IVA e gli oneri di sistema sulle bollette, ha ridotto la platea dei beneficiari del bonus sociale su cui noi avevamo fatto un intervento importante che chiedevamo di prorogare. Si tratta di precise scelte politiche che chiamano in causa una forte responsabilità della destra, che sta per confermarle peraltro nella prossima legge di bilancio. La drammatica verità è che l’esecutivo non ha tutelato e non sta sostenendo famiglie e imprese che oggi sono costrette a pagare di più, anzi. Stanno letteralmente mettendo le mani nelle tasche degli italiani”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche UE alla camera, a Punti di vista su Rai2.
"Governo e maggioranza attenti solo alle poltrone, non vedono la perdita eclatante di credibilità e di pubblico dei programmi del servizio pubblico. La trasmissione andata in onda ieri sera su Rai 2, condotta da Antonino Monteleone, ha subito un vero e proprio crollo: nasconderlo è impossibile". Così i componenti del Partito Democratico nella Commissione di vigilanza Rai.
"In vigilanza chiederemo quanto è stato il costo di questo programma che si è classificato ultimo tra quelli in prima serata sulle principali reti televisive. Siamo davanti a un altro flop di Telemeloni”.
“Anche oggi dobbiamo piangere l’ennesimo operaio che lavorava per una ditta in appalto morto sul luogo del lavoro sui binari delle nostre ferrovie e questo è diventato ormai inaccettabile. Un altro incidente gravissimo dopo quelli di Brandizzo e Meina” così si è espressa la vicepresidente nazionale del PD Chiara Gribaudo.
“Non più tardi di due settimane fa - continua Gribaudo - la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia dopo un anno di indagini ha presentato una relazione del lavoro d'inchiesta che è stato svolto votata all’unanimità cercando di contribuire con quattordici proposte su controllo, investimenti in sicurezza e in tecnologia per evitare che tragedie simili accadano ancora.”
“Il Ministro Salvini e RFI - si appella la deputata dem - devono accogliere questa relazione e lavorare da subito su queste proposte.”
“Non possiamo più sopportare notizie di incidenti sul lavoro sulle linee ferroviarie, si deve fare ogni azione possibile. Subito” conclude l’onorevole Gribaudo.
Le imprese della Costa Toscana non possono beneficiare degli incentivi previsti per le Zls dal Decreto Omnibus e per un semplice motivo: la Zona logistica semplificata della Regione Toscana ancora non esiste, e soltanto a causa dei colpevoli ritardi del Governo Meloni. Nonostante le dichiariazioni rassicuranti di numerosi parlamentari di destra del territorio (la lista è lunga), che hanno ripetuto per giorni il contrario, la mancata istituzione è stata certificata ieri dalla Camera di Deputati che ha approvato un ordine del giorno proprio per accelerarne l’iter”: è quanto dichiarano i deputati Dem Marco Simiani ed Emiliano Fossi.
Rete ferroviaria stressata, Salvini non perda altro tempo
“Con profondo dolore esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari dell’operaio tragicamente deceduto questa mattina sulla linea ferroviaria Bologna-Venezia. Si tratta dell'ennesima vita spezzata sui binari, un fatto che ci deve far riflettere e porre seri interrogativi sulle condizioni di sicurezza della rete ferroviaria italiana, che è stressata e sovraccarica. La sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri deve essere una priorità assoluta, non solo nelle parole. Rivolgiamo quindi un appello al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, affinché concentri le sue attenzioni su queste gravi problematiche e la smetta di usare il proprio incarico istituzionale per rincorrere facili consensi. Non perda altro tempo” così il capogruppo democratico nella commissione trasporti della camera, Anthony Barbagallo.
Buon lavoro a Mario Orfeo, figura di spicco e professionista esemplare che lascia la direzione del TG3 per intraprendere un nuovo prestigioso incarico alla guida di La Repubblica. Con la sua esperienza, competenza e visione strategica, Mario Orfeo ha rappresentato per la Rai un punto di riferimento imprescindibile nel panorama giornalistico. Auguriamo a Orfeo il più grande successo nel suo nuovo incarico, certi che continuerà a essere una figura chiave nel mondo dell'informazione italiana, capace di innovare e guidare con la stessa passione e impegno che ha sempre dimostrato”. Così in una nota il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano.
"Se le autorità di pubblica sicurezza hanno valutato di non autorizzare il corteo pro-Palestina avranno motivo di pensare che esistano elementi che in qualche modo possano turbare l’ordine pubblico. Mi rifaccio dunque al parere delle autorità competenti che non penso abbiano fatto valutazioni politiche sul contenuto della manifestazione”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, intervistato da Radio Radicale.
“Io però penso - continua Morassut - che la richiesta di manifestare risponda al bisogno di protesta contro quello che è a tutti gli effetti un massacro. La risposta di Israele ai fatti del 7 ottobre scorso è stata una risposta che ha portato a circa 50 mila morti a Gaza e a un atto di invasione del Libano, che a sua volta ha causato la risposta da parte dell’Iran che ha lanciato 200 missili contro lo Stato ebraico. Insomma, siamo dentro una spirale in cui il ruolo dello Stato di Israele è stato un ruolo molto grave. Il governo Meloni, in tutto questo, anche grazie all’iniziativa del Pd si era assunto il compito di svolgere un ruolo diplomatico per arrivare al cessate il fuoco, un ruolo che non ha minimamente svolto”.
"Come è stato possibile mandare in onda una puntata chiaramente registrata in un momento così delicato dal punto di vista del contenuto trattato dal format? E se non intenda, altresì, accertarne le responsabilità, avendo esposto il servizio pubblico radiotelevisivo a una pessima figura e dimostrando una scarsa attenzione alla qualità dell'informazione, come contestato dal CDR." Così i componenti democratici della commissione bicamerale di vigilanza Rai, in un’interrogazione depositata oggi, chiedono al nuovo amministratore delegato della Rai, Gianpaolo Rossi, di chiarire le ragioni per cui la trasmissione condotta da Annalisa Chirico, registrata il 2 ottobre, sia stata mandata in onda nel pieno della guerra in Medio Oriente, al culmine dell'escalation tra Israele e Iran. “La messa in onda – sottolineano - ha creato confusione tra gli ascoltatori, poiché il dialogo tra la conduttrice e gli ospiti è risultato completamente decontestualizzato rispetto agli eventi attuali, disorientando coloro che avevano ascoltato le notizie del GR e gli aggiornamenti durante la trasmissione “Radio Anch’io”. Si tratta di una brutta pagina che ha giustamente suscitato proteste, non solo da parte del CDR, ma anche da ascoltatori che hanno segnalato l’accaduto".
No a doppio standard, garantire sovranità territoriale in Palestina e Libano
“La difesa della sovranità territoriale deve essere un principio sempre. Se vale per l’Ucraina deve valere anche per Palestina e Libano: il doppio standard non può essere accettato, fa perdere ogni credibilità all’Italia e all’Unione Europea. Il sistema di regole condivise che ci siamo dati dopo la seconda guerra mondiale si basa sul principio che un criminale si persegue, si arresta e si condanna in un tribunale. Non si va a colpirlo in un altro paese uccidendo anche migliaia di innocenti. ” Così Laura Boldrini è intervenuta stamattina nel corso dell’audizione dei ministri Tajani e Crosetto alla Camera. “L’escalation è voluta da Benjamin Netanyahu che ha come obiettivo il caos totale per rimanere al potere e imporre un nuovo ordine.” “Serve un’iniziativa chiara italiana, passate dalle esortazioni che cadono nel vuoto a proposte concrete, avete anche la presidenza del G7, avanzate 3 punti: no armi a Israele che le usa contro i civili, sanzioni a Netanyahu e ai suoi ministri; sospensione dell’accordo Israele-UE. Il basso profilo che il governo sta tenendo è la dimostrazione dell’assenza di un’azione politica che condanna il nostro paese all’irrilevanza”.
“Chiediamo alla presidente Floridia di convocare velocemente il nuovo CdA Rai in commissione di Vigilanza. È fondamentale conoscere le linee programmatiche della nuova governance anche alla luce delle necessarie modifiche legislative e statutarie che si renderanno necessarie con il recepimento dell’European Freedom Act da parte del nostro paese”. Così i componenti democratici della commissione di Vigilanza Rai che sottolineano come “il passaggio in commissione di Vigilanza è necessario a completare l’eventuale nomina della presidenza che diviene efficace solo con il parere positivo dei due terzi dei componenti della commissione di Vigilanza Rai”.